Appello al dibattito sulla missione in Afganistan

Sto vivendo il periodo più angosciante della mia vita. Mi trovo a ricoprire una carica che richiede grande correttezza e responsabilità. Il Parlamento sarà chiamato verso metà luglio a votare il decreto sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Come si deve comportare una persona che è da sempre contro tutte le guerre, la violenza, le stragi di vittime innocenti… la disperazione, la morte? E’ giusto dire “SI” come chiede il governo, o è giusto dire “NO” come hanno deciso di fare gli 8 senatori? Da giorni sto rileggendomi quanto scritto da persone che stimo come Gino Strada, Dinucci del Manifesto, mio figlio Jacopo e altri, scoprendo avvenimenti che mi hanno turbata non poco. Ho deciso quindi, di esporli uno dietro l’altro, usando il metodo Prodi con le primarie, così che tutti possano conoscere fatti di cui raramente si parla, sia sulla stampa che in televisione ed avere i termini concreti per aiutare, noi, che siamo in Parlamento in rappresentanza del popolo a “fare la cosa giusta”. Aspetto fiduciosa! Questi sono i fatti. La missione Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), cui partecipa l’Italia, ha cambiato natura da quando la Nato, con un atto unilaterale, ne ha assunto nell’agosto 2003 la direzione senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che solo dopo ne ha preso atto. A guidare la missione, dunque, non è più l’Onu ma la Nato, che sceglie i generali da mettere a capo dell’Isaf. E poiché il «comandante supremo alleato» è sempre un generale statunitense, la missione Isaf è di fatto inserita nella catena di comando del Pentagono. Contemporaneamente l’Italia è stata chiamata ad assumersi maggiori compiti in Enduring Freedom, l’operazione lanciata dal Pentagono nel 2001. Qui ha una partecipazione numericamente minore (circa 250 uomini), ma non meno significativa. Otto ufficiali italiani sono stati integrati nel quartier generale del Comando centrale statunitense a Tampa (Florida), che ha la responsabilità dell’operazione. E dallo stesso comando dipende l’ammiraglio italiano che, dal 28 giugno alla fine di dicembre, è stato messo a capo della Task Force 152 che opera nel Golfo Persico. Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale. Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili. Lo scopo di questa guerra è ben altro di quello dichiarato: non la liberazione dell’Afghanistan dai talebani, che erano stati addestrati e armati in Pakistan in una operazione concordata con la Cia per conquistare il potere a Kabul, ma l’occupazione dell’Afghanistan, area di primaria importanza strategica per gli Stati Uniti. Per capire il perché basta guardare la carta geografica: l’Afghanistan, in cui gli Usa hanno installato basi militari permanenti, è al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In quest’area si trovano le maggiori riserve petrolifere del mondo. Si trovano tre grandi potenze – Cina, Russia e India – la cui forza complessiva sta crescendo e influendo sugli assetti globali. Da qui la necessità per gli Stati Uniti di «pacificare» l’Afghanistan per disporre senza problemi del suo territorio in questo grande gioco di potenze. Non è dunque una missione di pace: per essere tale avrebbe dovuto rispettare maggiormente la popolazione, i diritti civili, la legalità. Non avrebbe dovuto tollerare l'esistenza di campi di detenzione dove si pratica stabilmente la tortura E' il caso, ad esempio, del campo di Shibergan, definito da Klaus-Peter Kleiber, delegato dell'Unione europea: "simile al campo di concentramento di Auschwitz". Franca Rame Blog francarame.it NOTA PER I VISITATORI DEL MIO BLOG Questo appello al dibattito su “missione Afghanistan” è stato inviato al Corriere della Sera. Dovrebbe uscire domani. Cera qualche problema di spazio. Mi auguro venga pubblicato nonostante la lunghezza. UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A Manlio Dinucci, a Gino Strada e a Jacopo che con il loro lavoro mi hanno aiutato moltissimo!! Il dibattito sul Corriere è aperto! FORZAAA! Un bacio

Commenti

Penso che ora Franca stia davanti ad una decisione enorme ed importante in cui provo ad immaginare le due non facili prospettive: trovarsi poco più che da sola in parlamento a dire NO, contro la maggioranza, che potrà contare anche sulla destra in questo caso e che ovviamente si sta giocando tanto altro di 'non detto' a livello economico e di equilibrio internazionale, o dire di SI perchè immagino che, anche se non espressa chiaramente e direttamente, la minaccia sia: tu senatrice rompi le palle a 'sto governo e/o al partito che ti sostiene, allora vediamo che aiuto e appoggi trovi per le tue iniziative..

Per non parlare del rischio della caduta di governo per la maggioranza risicata in senato.

E per non parlare che la maggior parte di noi italiani pensa che "sì è stata sbagliata la guerra in Iraq, perchè non centrava nulla, ma l'afganistan..i talebani..bin laden..qualcosa di male han fatto.." e perciò è una guerra in qualche modo giustificata.

Noi abbiamo fatto queste guerre per andare al supermercato vicino casa in macchina e prendere l'acqua nelle bottiglie di plastica.

Qualcuno ha visto il film documentario "L'incubo di Darwin"?
Ecco il nostro atteggiamento è quello di quei rappresentanti delle nazioni unite che si congratulano con i Tanzanesi per l'efficienza delle industrie di pesce persico poi smerciato in europa, mentre tutto intorno, invisibile, la gente muore.
Muore perchè io possa mangiarmi il filetto di pesce persico fresco.

La via politica è sempre quella: il compromesso per portar avanti le proprie idee; a volte è utile, a volte no.
Ecco perchè si scontra con l'arte, perchè l'Arte è senza compromessi: si sale su un palco e si può non DIRE, ma COMUNICARE appieno quello che si vuole, tutta la rabbia o la dolcezza, la sofferenza o la serenità, l'angoscia o la pace, che si vogliono.
In politica questo non è possibile(su Storace Franca ha dovuto subito ricalibrare le parole, fosse stata su un palco le stesse parole sarebbero state accettate senza il bidogno di spiegarle o aggiustarle).

Quando usarlo il compromesso?
Dipende dalle priorità.

La mia priorità è che la vita sia salvaguardata in ogni modo e di conseguenza che a nessuno sia tolta la dignità di esistere e la possibilità di potersi esprimere in qualsiasi maniera.

Se questa, come credo, è anche la carica che ti spinge, cara Franca, allora in aula non sarai mai sola.

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Il problema è anche un poco differente:
Da un lato siamo entrati tutti, votando Franca Rame, in un Governo di Coalizione con un progranmma prestabilito, contro un avversario autoritario, illiberale e egoista. Era prioritario il nuovo Governo, anche per questo Franca ha accettao l'Italia dei Valori piuttosto che uno spazio più consono alle sue ideologie. Ed io per un nuovo governo e per persone per bene ho votato Franca Rame anche se era con Italia dei Valori.
Bisogna ora sempre sostenere questo governo ogni volta che na abbia bisogno e non metterlo in crisi, mai! nemmeno con esternazioni estemporanee.
Quindi da quasto punto di vista non c'è discussione.

Poi si tratta, all'interno della coalizione di lavorare con tutti i mezzi possibili per "tirare la corda" (ma senza strapparla, come putroppo fece Bertinotti che ci giocò, e la causa fu soprattutto la sua rigidità, la possibilità delle 35 ore, ...se vi sembra poco!).
Si tratta di cercare di spingere la coalizione verso i nostri obbiettivi, ogni volta possibile, ma senza mai rompere.
Tutti gli obbiettivi, e sicuramente saranno moltissimi di qui alla fine della legislatura gli obbiettivi vanificati da voti di compromesso o addirittura di "impegno contrariato", sono da perseguire ma nelle sedi dove è proficuo, è efficace, da risultati perseguirli, non laddove non serve se non a effetti ancora peggiori!
E' indispensabile l'impegno attivo e costante, alla salvaguardia di un governo che ci aiuti ad avvicinarci ad un successivo governo ancora migliore. Ciò deve essere prioritario, non l'abbandono dei compagni di cordata (spesso antipatici) ai Giovanardi, ai Casini, ai Cesa, pronti ad efferrare la situazione per legare e impedire che quel poco di buono che farà sicuramente Ferrero o Turco (e molti altri ministri ed operatori) rispetto ai loro predecessori e ai probabili potenziali sostituti con altre alleanze (UDC Lega di sinistra,ecc)
Nessuno, nemmeno uno degli "otto" è stato votato per fare la sua politica: tutti sono stati votati per portare avanti un nuovo Governo liberale, solidale, antiautoritario.
A Torino ho scelto Franca Rame al Senato ed ho votato Emma Bonino alla camera (eppure condivido al 100% Gino Strada sulle finte missioni di pace e sulle vere guerre nei territori occupati) perchè volevo fortemente un nuovo GOVERNO, con qualche contraddizione, e poer questo più libero, più creativo e soprattutto più vicino alla gente, e con persone per bene come Emma e Franca.
Quindi OK il dibattito e il confronto interno, ma poi si vota come da programma e da coalizione.
Altrimenti tanti come me sarebbero veramente traditi!
Giorgio

Comprendo bene le motivazioni. Il problema è che qui non stiamo votando per indirizzare una generica spesa pubblica; qui i nostri parlamentari votano se delle persone, nostri papà, nostri figli, nostri amici, nostri vicini di casa, devono rimanere in un teatro di guerra con le prerogative in quanto soldati di uccidere o morire.
Qui risponde la coscienza.
Io ho votato Franca perchè NON VOGLIO morti e NON voglio morti solo perchè devo temere che Berlusconi torni a governare.
Berlusconi è un simbolo, il simbolo del viviamo superficialmente spendendo e spandendo senza vedere altro se non la propria pancia, senza fregarci se quel che si compie porta del male agli altri.
Se è andato al governo, se c'è qualcuno che gli sta ancora dietro è proprio perchè non riusciamo a fare scelte forti, morali, di sentimento e abbiamo paura di mostrarci veramente.
Il compromesso, secondo me, è giusto quando bisogna decidere dove e a chi devono essere indirizzati i denari e le energie per migliorare il nostro vivere comune.
Quando decidiamo della VITA o della MORTE di altri, non ci deve essere compromesso: o SI perchè tanto quel 'qualcuno' che morirà non lo conosco, o NO perchè si è estremamente convinti che la vita di chiunque sia inviolabile.
Se succedesse a noi?

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Non sono d'accordo Caro Max con tutto il rispetto ma non stiamo giocando a chi è più puro sulla PACE qua si parla del complesso della politica estera e se si affonda il GOVERNO (l'attuale Governo) sull'Afganistan poi come parliamo delle GUERRE IN AFRICA, di tutte le GUERRE del MONDO??? NON FACCIAMO I RAGAZZINI che si trincerano dietro la purezza del Ponzopilatismo del menelavolemani e VOTO NO.
Governare significa responsabilità di decidere anche di salvare 100 sacrificando 1 con la consapevolezza di chi soffre a sacrificare anche mezzo..
Questa è la difficoltà di GOVERNARE e se permetti dopo anni di oscurantismo dove in virtù del ruolo di opposizione-fisiologica si son mandate per aria le grandi doti naturali di una sinistra LAICA e mediatrice capace di MEDIARE per SALVARE IL PIU' POSSIBILE di VITE UMANE nelle innumerevoli guerre non censite ora NON E' IL CASO DI SOTTOVALUTARE LA POSSIBILITA' DI ARRIVARE TUTTI INSIEME ALLA PACE SPORCANDOCI TUTTI INSIEME LE MANI E NON SOLO...IL GOVERNO NON DEVE CADERE ! MAI PIU' IL GOVERNO OSCURANTISTA GUERRAFONDAIO SCHIAVO di un egemonia AMERICANA ormai anacronistica !!!!!

Apprezzo enormemente l'umiltà della Senatrice Rame che ha dato vita a questa discussione,anche per tenere conto delle nostre considerazioni(credo...o almeno lo spero).Ho notato che tanti,tra gli intervenuti,hanno parlato dei nostri ragazzi in Afganistan,dei nostri militari che non vediamo l'ora di far tornare in Patria,di tirarli fuori da quel "pantano" in cui qualcun'altro li ha cacciati...
Altri non hanno perso tempo a criticare la decisione,presa dalla NOSTRA RAPPRESENTANTE,su come votare per non andare contro a quei valori da sempre professati e allo stesso tempo procedere a favore di costruttive "logiche di coalizione".
Nessuno si è preoccupato di considerare quello che pensano i militari sull'argomento.Non quelli che decidono,ma quelli che fisicamente partecipano alla missione.
Nessuno si è preoccupato di informarsi sulle motivazioni che la Senatrice Rame ha addotto alla sua decisione durante il suo intervento.
Io ho avuto la fortuna di ascoltare i dibattiti di quel giorno importante per il nostro Senato,e vi dico che le proposte di Franca erano tra le poche concretamente costruttive,che prevedevano anche il graduale ricambio del nostro contingente militare con uno civile.
Ah...dimenticavo di dirvi che sono un militare.
E non mi sono lasciato incantare dalla bravura e dalla perizia nell'interpretazione,teatralmente perfetta,di ciò che la signora Franca diceva.Non erano le classiche parole sdolcinate e vuote nel contenuto,ma un'elenco preciso di dati,frutto di dettagliate ricerche,e coraggiose intenzioni sul da farsi.
Io mi sono sentito RAPPRESENTATO,per tutta la durata di quell'intervento;non posso dire la stessa cosa del resto del dibattito.
GRAZIE FRANCA!

Non si può partecipare ad una missione in cui la Nato massacra sotto le bombe i civili e poi dire che è una missione di pace. Bisogna avere il pudore delle proprie scelte e non giocare con le parole.

Gent. ma Sen. Franca Rame,
Capisco il suo dubbio rigurdante il rifinanziomento dalla missione in Afganistan (non mi sto a dilungare sulle motivazioni). Io credo, doveroso rifinanziare una diversa missione. Mi spiego: Non credo sia più possibile concepire guerre per accaparrarsi risorse, non credo sia più possibile mandare i nostri eserciti per preparare il terreno alle nostre industrie, queste cose sono vecchie, almeno, di 400 anni ( era la politica estera di Elisabetta I). Credo, però, che i nostri soldati possano fare molto al servizio delle popolazioni colpite dalla guerra o meno agiate. Credo che possano aiutare, anche loro, a portare ricchezza, opportunità lavorative e equidistribuzione delle risorse. Ma per far questo, devono essere al servizio dei popoli e non delle nostre industrie o dei nostri interessi economici. Concludendo le chiedo, di votare no al rifinanziamento di questa missione. Si potrà finanziare un'altra missione in cui i nostri soldati siano esclusivamente al servizio dei popoli ( in Iraq ed in Afganistan)?

l'equivicinanza del centro sinistra, molto molto sinistra, poco di sinistra

Franca Rame voterà si alla guerra con il sangue agli occhi ed infatti gli occhi degli afgani sono pieni di sangue (ottimo il suo rifeimento al sangue);
Pietro Ingrao voterebbe si alla guerra e non abbiamo dubbi, ci ricordiamo quando votò si all'espulsione di Pintor, Rossanda dal PCI (se lui non vota è meglio, non fa danni).
Agli altri che hanno tutti questi finti mal di pancia (Menapace, Gagliardi ecc) ricordiamo che una guerra è una guerra, non ci sono mediazioni possibili (uno stupro è uno stupro): o si sta con la vittima o con lo stupratore.
Io credo che sia giusto stare dalla parte dei libanesi, dei palestinesi, degli iracheni, insomma di chi resiste.
Ed infine voglio dire a Magdi Allam che attaccare i militari in Afganistan, Iraq, Libano non solo non è terrorismo, non solo è leggittimo, ma è la sola cosa giusta da fare.
Ogni democratico, ogni uomo o donna di sinistra, ogni rivoluzionario deve appoggiare la resistenza contro il colonialismo, contro chi vuole depredare le ricchezze altrui.
Partecipare ad una guerra è sempre da fascisti, si può fare ma di questo si tratta!!!

Appena ho letto il suo appello sul Corriere ho sentito il bisogno di scrivere come mai mi era successo da quando mi interesso di politica.
Sono un giovane di sinistra, moderato diciamo, non schierato a priori, che qualche paura se l'è vissuta sulla sua pelle riamnendo 3 giorni a Genova a portare la propria voce e testimoniando poi(ma che da allora ha qualche problema con gli slogan di una certa sinistra sinistra).
Complimenti sen. Rame.Lei ha dato con un piccolo gesto un grande esempio a tutti quei parlamentari che strillano i loro proclami e aut aut per racimolare briciole di consenso.Costoro oramai coltivano populisticamente il loro orto evitando bene di di incappare nella necessaria complessità di argomentazioni e processi necessari auna reale soluzione dei problemi.
Il mondo è complesso.Non è bianco o nero e non si fa nulla semplicemente puntando i piedi.
Lei ora è al governo eppure ci ha esposto il quadro di quello che credo sia la situazione sociale,politica e militare in cui operano i nostri militari.
Lei ha fatto INFORMAZIONE.Una cosa che nel quadro dei media, ma anche per volontà di una certa politica manca in Italia.
Sono sicuro della difficoltà e i patemi con cui si appresta ad affrontare questo voto.Ma le dico una cosa. La nostra sinistra ha bisogno di porsi degli obiettivi, delle priorità, dilavorare per gradi, di mettere le fondamenta per i prossimi 5 anni .Ora che si è al governo bisogna fare in modo di restarci, restarci mantenendo una dialettica, restarci per ricostruire l'Italia e gli italiani, restarci per ricotruire un nostro spazio, restarci per incidere, restarci affinchè il nostro 50% degli elettori diventi 51, 56, 60 etc.
Regalando di nuovo il governo al centro o alla destra, ci condanneremmo a rimanere marginali e senza responsabilità in eterno.
Anche io sono pacifista, ma sono ultaconvinto che un gettate le armi unilaterale non renderà automaticamente il mondo più bello o buono.Un'esercito in questo mondo è necessario e forse, forse,forse, il nostro esercito opera in modo leggermente diverso dagli altri (non gli uomini, che possono avere pregi e difetti a seconda.)e se così non è saremo noi di sinistra a farcelo diventare.Il mondo è complesso e non è certo in mano ad anime belle.
Quindi anche in una situazione come quella di questo voto a cosa deve pensare la sinistra. A darsi il tempo e il fiato per cotruire i propri spazi di manovra e consenso nel paese, anche con qualche mal di pancia.Ci serve tempo, più dell'ultma volta, e ragionevolezza. Ci serve tempo per spiegare cosa è successo e succede in Italia e nel mondo mentre alla tv pubblica e privata si parlava solo di Albano.Perchè non ho mai visto la faccia dei nostri soldati in Iraq se non da morti.Il servizio pubblico deve ritornare ad essere una guida. a fare giornalismo.E' impossibile avere un quadro, un report giornalistico dalla rai che non sia una semplice velina? Ci serve tempo per svegliare gli italiani dal torpore in cui vivono e diventare coscenti di qello che succede attorno e non solo dello specchio deformato che passa dalla attuale televisione. Con un italia più coscente non ci sarà più bisogno di strepiti populisti da una parte e dall'altra.
Continui a LAVORARE così Sen. Rame, continui a far vedere come si LAVORA (agli altri parlamentari ugualmente stipendiati) per migliorare e incidere sui processi decisionali del paese.

In fede
Stefano Vergari

Gent.le Sig.ra Rame,
sono una sua elettrice e stamattina ho letto la sua lettera sul Corriere. La ringrazio per aver chiesto la nostra opinione (magari alla maggior parte dei parlamentari importasse!).
Ammetto la mia ignoranza sulle regole del Parlamento, ma di sicuro non mi piace che si utilizzi la fiducia come ricatto della coalizione, come accaduto spesso col governo Berlusconi.
Dalla lettera mi sembra chiaro il suo punto di vista. Purtroppo, pero', la politica non e' il regno degli idealismi ma dei compromessi e credo che questo, piu' di tutto, le crei disagio. Cos'e' peggio: finanziare un esercito in un paese martoriato o rischiare che l'Italia ricada in mano a quei partitacci che per 5 anni l'hanno offesa?
Qualsiasi cosa decida, Sig.ra Rame, sappia che ha la mia totale stima e FIDUCIA (quella vera).
Grazie. Non si scoraggi e vada avanti!
M.

Come mai così pochio commenti..mi pare strano..esiste un forum equivalente sul sito del corriere?

Cara Franca Rame, mi son permessa di riportare la tua lettera sul mio blog,(con rimando al tuo sito) in modo da far conoscere ulteriormente cosa sia in ballo in Afghanistan. Sono contro questo finanziamento e trovo che quegli otto senatori ( ora a quanto pare sette) oramai pericolosissimi per il governo siano gli unici davvero coerenti con gli ideali che storicamente appartengono alla Sinistra, o che almeno, dovrebbero appartenerle. Meno male che in Parlamento ci sei anche tu...un caro saluto

cristina (www.draculia.ilcannocchiale.it)

Siamo pacifisti, ma anche persone responsabili! Tuonano a tutta pagina i giornali di sinistra. Come si fa a non rifinanziare una missione di pace come Enduring Freedom? Alla fine prevarrà il buon senso...

Ciò che ha fatto Franca con la sua lettera appello pubblicata sul Corriere della Sera prima, e sul blog ora, è una grande operazione verità. Quanto dovrebbero fare i giornalisti della carta stampata e delle telivisioni, invece di sciorinare parole d'ordine ordinate da altri e raccontare raffiche di palle da far bere a reti unificate...

Sapere come stanno le cose in Afghanistan, cosa ci stanno a fare i nostri soldati, quanti soldi si spendono per mantenerli dall'altra parte del mondo, quali interessi ci siano dietro la falsa bandiera della missione di pace, è fondamentale per farsi un'opinione e scegliere cosa fare (come per Franca) o cosa pensare (i tanti cittadini pacifisti e non).

Qunado penso a che fatica facciamo, noi amministratori locali ogni giorno a far quadrare i bilanci e a dare risposte sempre più esigenti ai cittadini nei servizi sociali, culturali, ambientali, che per noi cento euro possono fare la differenza per la buona riuscita o meno di un progetto, e poi vengo a sapere che in quattro anni lo Stato ha speso qualcosa come seicento milioni di euro per andare a uccidere e farsi uccidere, nella più grossa battuta di caccia ai fantasmi della storia dell'umanità (Bin Laden...), monta una rabbia e una delusione che, al posto di Franca, mi spingerebbe senza dubbio a votare no. Senza appello!

In ogni caso capisco Franca e ti ringrazio, perché almeno ci parli dei tuoi dubbi e dei tuoi pensieri alla vigilia di un voto non facile. Questo fa di te un'anomalia immensa inserita come un virus benefico tra i meandri del Palazzo.

Un abbraccio,
Marco Boschini - Comuni Virtuosi
www.marcoboschini.it

QUOTO! un saluto

Io da uomo di strada mi permetto due ragionamenti in croce.
Tenuto conto quello che è stato scritto...e quello che so.. delle "missioni di pace" (eufemismo che indica.. mercatodiproduttoridiarmi).. al posto di Franca voterei NO.
Sono stati traditi i valori già dal sen. De Gregorio nella storia della commissione difesa..
Adesso vogliamo seguire i princìpi una volta tanto?
Se una cosa è ingiusta non la si vota punto!
Scusa Franca.. ma sono nauseato dalle tonnellate di parole che cercano di giustificare tonnellate di bombe che cadono.. intelligenti o meno.. io penso solo se sotto quelle bombe ci fosse mia figlia... chi glielo va a spiegare ad un paio d'occhi di bambino che le bombe servono per .. la pace...
No...
NO..
NO!
Se il governo non è in grado di vivere per un NO.. allora non merita di vivere.
Non voglio sangue sulle mie mani.. non c'è giustificazione sufficente....
Grazie per aver voluto esternare i tuoi dubbi...
Beppe


I can't understand why people are frightened of new ideas. I'm frightened of the old ones.
"Io non riesco a capire perchè la gente è spaventata dalle nuove idee. Io lo sono da quelle vecchie."
John Cage (1912 - 1992)

Cara Franca, finalmente!!! sono lieta che Tu, componente del Senato, ma anche donna politica coerente, abbia portato all'attenzione questo tema spinoso, dopo che gli 8 "dissidenti" sono stati tacciati praticamente di tutto.
L'equilibrio della maggioranza di governo sul voto, che non si vuole giustamente rischiare di spezzare, non deve cozzare con le aspirazioni di pace espresse in tutti questi anni in tante manifestazioni del popolo italiano.
Chiamiamo le cose con il loro vero nome!
Credo che alla fine, con il "rientro" pilotato delle posizioni del PdCI, l'equilibrio sarà salvo anche senza l'aiutino dell'UDC, ma l'importante è che di questi temi si dibatta e parecchio, e non ci si nasconda come gli struzzi.
Un caro saluto

Gent.ma Senatrice,
apprezzo molto la sua decisione di chiedere un parere su una questione così importante.
Sicuramente non sarà una decisione facile da prendere. Mi sento in dovere di esprimere la mia opinione perchè sono convinto che dobbiamo sentirci tutti responsabili di ciò che stà accadendo.
Come lei ha giustamente ricordato: la sua carica "richiede grande correttezza e responsabilità". Quindi bisogna valutare entrambe le possibilità con molta attenzione considerando le conseguenze.

Il mio parere è:

Votando NO, al 99% passerebbe la linea del governo appoggiata da qualcuno dell'opposizione e le truppe non verrebbero ritirate; si rischierebbe una crisi di governo e, se nella peggiore delle ipotesi, dovessimo tornare alle urne, il centro-destra potrebbe tornare al governo e le truppe non verrebbero ritirate per almeno 5 anni.

Votando SI, le truppe non verrebbero ritirate ma si potrebbe ottenere qualcosa in cambio e il governo resterebbe in piedi.

Non sono un esperto ma se condivide questa analisi penso sia meglio scegliere il male minore.
Inoltre DS e Margherita non hanno mai nascosto di essere a favore della missione in Afganistan. A cosa serve entrare a far parte di una coalizione se poi ogniuno vuol fare di testa propria?
La situazione è difficile e, come lei, spero che le truppe rientrino il più presto possibile. Però penso che non possiamo permetterci il lusso di riandare alle elezioni senza aver fatto prima una buona legge sul conflitto di interessi e una buona legge elettorale (come minimo).

Mi piacerebbe sapere se condivide la mia opinione.
Non si scoraggi, sono sicuro che saprà prendere la giusta decisione.

g.

Ho già commentato più sotto sul mio punto di vista, il problema però è capire se non andare contro alla massa dei SI è davvero il male minore, anzi la vera domanda è: per chi è il male minore?
Ora i nostri soldati in pratica sono delle truppe ausiliarie dell'esercito americano e il nostro governo, anche se non lo confermerà mai esplicitamente, desidera una fettina di torta da questa/e guerra/e.
Io ribadisco che c'è gente che muore perchè domani sera possa mangiarmi tranquillamente una pizza, guardando la partita dell'italia in un qualche posto con la parabola sky.
E io per rispetto a questi esseri umani che non avranno più occasioni, per come stanno ora le cose, desidererei che Franca votasse NO.

www.orchestrazione.it

Probabilmente non mi sono spiegato,
se fosse dipeso da me le truppe non sarebbero andate nè in Iraq nè in Afganistan. Se votando No le truppe rientrassero in Italia non avrei dubbi. Condivido pienamente il tuo punto di vista. Il mio dubbio è: votando No usciremo prima dalla guerra?... o potremmo restarci per più tempo?
Mi pare che vogliamo raggiungere lo stesso fine. Volevo solo un parere sul mio punto di vista. Se la mia analisi è esatta penso che votando SI avremo qualche possibilità che venga programmato un ritiro delle truppe. Se è sbagliata è meglio votare No.

g.

Caro g
secondo me se si votasse NO e quindi non passasse il rifinanziamento della missione.. si tornerebbe a casa.
Ergo il NO farebbe finire la nostra "avventura di pace".


I can't understand why people are frightened of new ideas. I'm frightened of the old ones.
"Io non riesco a capire perchè la gente è spaventata dalle nuove idee. Io lo sono da quelle vecchie."
John Cage (1912 - 1992)

Come votare? I casi sono 2: il governo pone la fiducia, oppure no.

Nel primo caso bisogna lavorare (se si è ancora in tempo) sul testo per modificarlo a favore di un ritiro dall'Afganitan, ad esempio rifinanziamento si ma con meno uomini... Se non si è più in tempo, allora ok, si vota a favore. In ogni caso si apre una discussione in questa maggioranza per capire cosa si vuole fare: Prodi (rappresentante della maggioranza) decida se vuole avallare il gioco degli Stati Uniti e se si dica perchè. Poi chi ci sta ci sta, chi no esce. Se non vuole avallarlo allora prepari i piani per il prossimo anno per il ritiro. Ma questo lo deve dire apertamente assieme a tutto quello che sta succedendo li.

Se non c'e' la fiducia, si vota No prima e poi si chiede ufficialmente all ONU di riprendere il controllo in Afganistan. Se l'Onu riprende il controllo e la missione è di pace si può restare, ma dopo, solo dopo che ci sono fatti concreti da parte dell'ONU.

Cara Franca, Visti i motivi, io voterei NO, non si può annullare se stessi a "comando", la paura è la crisi di Governo? Se ci deve essere ci sarà comunque... e poi ogni parlamentare per costituzione deve votare secondo il suo sentire e il suo pensare, fallo liberamente.

Un Caro Saluto
L'Anomalo

http://crazymike.splinder.com/

Basta fingere di non vedere,basta compromessi sporchi di sangue innocente,basta nascondersi dietro un dito.
Non è una missione di pace.

Siamo burattini,gli USA muovono i fili e noi balliamo.

Basta.

E' ora di riportare a casa quei ragazzi.

Io penso che la risposta tu ce l'abbia già nella tua testa, e forse anche nel tuo cuore.
Io, come semplice iscritto ad Italia dei Valori, penso che siano due le cose da fare; dare l'Ok al rifinanziamento della missione per i prossimi sei mesi, per rispetto di chi ci ha consentito di governare questo Paese, senza esercitare ricatti nei confronti di alcuno.
Una volta approvato il decreto, subito dal giorno dopo, lavorare il più assiduamente possibile per far sì che questi siano gli ultimi 6 mesi di questa assurda guerra, che la nostra "Costituzione" ripudia, che la nostra gente non vuole.
Un caro ed affettuoso saluto.

Paolo Valdo
Resp Internet
Italia dei Valori di Verona
http://www.veronadeivalori.org

Gent. ma Franca Rame,
Credo opportuno votare no a questa missione: i nostri soldati sono al servizio delle nostre industrie.
Non credo possibile ricattare parlamentari dicendo o cambiate idea o tornate a casa. Anch'io sono iscritto all'IdV, ma non penso di dover sottostare a tutto quello che ci propinano: ho un cervello e penso di doverlo usare.
Grazie per lo spazio concesso.
N. B: nessuna intenzione di offendere qualcuno

Io la penso come Piero Ricca:

http://www.pieroricca.org/2006/07/03/i-fantastici-otto/

Cordialmente,
- Luca Pasqualotto

http://lucapasqualotto.135.it/

oddio e' durissima!
essere pratici o idealisti? Cara Franca, ma c'e' un'altra strada? Io idealmente voterei no, ma con la consapevolezza che non si risolve il problema. Certo, si da' un segnale forte, ma se poi cade il governo? Se l'alternativa sono nuove elezioni e il possibile rientro di un governo di destra, no per favore, no.
Ma franchina, ma te che stai lassu' (mi sembra di parlare alla madonna) ma non lo vedi un altro sistema, un' altra strada per raggiungere un cambiamento? Ma questa cavolo di coalizione, ma come funziona? Ma bisogna proprio arrivare ai ferri corti prima ancora di iniziare?
Io vivo all'estero, guarda che vivere con il signor Giorgio Cespuglio al governo, che fa e disfa, e' un incubo che non finisce mai e va sempre peggio.
Se la priorita' e' cambiare le cose, se vedi che c'e' una possibilita' a media distanza di cambiare le cose, vota si.
Ma se vedi che i signori della politica, non hanno nessuna intenzione di avviare un cambiamento di rotta, allora vota no.
In politica forse bisogna essere realisti e meno idealisti. Cercare la migliore soluzione possibile e tirare la coperta quanto piu' si puo'.
Putroppo a pensare che bisogna farla finita di spadroneggiare a giro per il mondo non siamo la maggioranza (forse con un'informazione diversa...) e se si chiude la porta ai compromessi non si porta a casa nulla. Si rimane in Afghanistan e ci si prepara per una vacanza in Iran.
Se si vota no, tanto vale stare all'opposizione, rimanere idealisti, ma non cambiare mai un tubo.
Pero', se tu vedi che non c'e' possibilita' per un cambiamento, che questa coalizione non e' disponibile a trattare, allora si va a casa.

E se dici che voti no e costringete il governo a chiedere il voto di fiducia? Potrebbe essere un sistema per chiedere ai partiti di scendere dal piedistallo e venire a compromessi...

Insomma, franca, cerca la strada piu' efficente, vota come credi, ma cerca il sistema che a lungo termine sia in grado di cambiare le cose.

In bocca al lupo e comunque vada ti vogliamo bene

Ciao Franca. Superflui i ringraziamenti, in questa sede, per il tuo impegno di sempre; e anche per non esserti tirata indietro in occasione delle ultime elezioni. Proprio come dici tu nel tuo appello, tu, voi, siete lì per rappresentare chi vi ha votato; e credo tu sappia benissimo che chi ha votato te, quantomeno la maggior parte di coloro che l'ha fatto, fa parte di quel popolo Pacifista SENZA SE E SENZA MA. Io francamente non so, davvero, cosa sia peggio: se un governo berlusconi bis o se un governo prodi che si comporta praticamente come il precedente ma spacciando il suo operato come "popolare" e di sinistra..... votare per finanziare una guerra non è atto di sinistra, è un alto tradimento (per dirla, appunto, in termini militari) verso gli elettori e le elettrici: sii coerente, con te stessa e con noi, non tradirci. PACE, sara.

... votate SI ...
e poi mettete tutte le vostre forze per mobilitare il popolo italiano.

Dichiaratelo quando votate. Dichiarate che siete convinti che la maggior parte degli italiani è contrario alla guerra e che il governo si sbaglia. Credo che 8 senatori possano muovere un bel po di gente.

Informazione, appelli, preparate una grande manifestazione specifica:
AIUTIAMO IL POPOLO AFGANO (E ITALIANO) A VIVERE IN PACE, PRIMO PASSO: RITIRIAMO LE TRUPPE.
chiedete aiuto a tutti, TV, Radio e PAPI compresi,
fate in modo che da ogni regione parta un treno speciale a basso costo
fate in modo che a Roma ritorni numeroso il popolo della PACE.

... forse sogno, forse la maggior parte degli italiani non è contraria alla guerra ...
Se pensa sia così, signora Rame, faccia il suo (duro) lavoro, e voti comunque SI.

Una missione sotto il comando della NATO (e quindi degli Stati Uniti) poco si presta a essere interpretata come missione di pace (tra l'altro in Afghanistan non si era già arrivati ad una riappacificazione dopo aver eliminato i talebani?).
Intanto sarebbe utile che venisse fatta una analisi di cosa e come si è agito in questo paese dalla sua "liberazione" ad oggi.
Chi detiene il potere effettivo oggi? gli interventi chi hanno aiutato ed in che modo gli afghani si sentono in un paese "pacificato"? In che misura gli stanziamenti passati sono stati rivolti alle forze militari e quanto è stato il contributo per la popolazione?
Proviamo a ridefinire, in piena autonomia, cosa e come si deve sviluppare un intervento per la pace e in aiuto, quindi con impegni mirati e definiti con gli afghani, della popolazione.
Forse troppo semplicisticamente io credo che la qualità di un intervento è definibile dal rapporto tra i costi per effettuare l'intervento e gli stanziamenti effettivamente destinati all'aiuto. In Irak dove il rapporto era di uno (per la popolazione) a cento (per il mantenimento dell'esercito) non può essere considerato un intervento per la pace e pèer la libertà.

Cara Franca, la mia stima per te è immensa, quanto la gratitudine per la serietà con cui affronti il mandato popolare. Nella difficile scelta che ti si presenta credo che sia più meritorio, per quanto non facile, far prevalere l'etica della responsabilità sulla più appagante etica della convinzione. Responsabilità rispetto alle conseguenze pratiche (e, come tali, politiche) di un voto negativo. L'unico elemento certo è che la caduta del governo è l'ultima cosa che potrà giovare alla causa afgana. Mentre una coalizione coesa e stabile potrà farsi carico delle posizioni più avanzate. Nel quadro di una sintesi politica che deve fare delle identità e delle differenze un elemento di ricchezza, attraverso una sintesi responsabile. Ogni espressione politico-culturale della coalizione deve essere pronta a far valere le sue ragioni, ma ancor più ad accettare quelle degli altri e a rispettare la linea mediana che ne scaturisce. La questione afgana è tremendamente seria e il tuo travaglio di coscienza davvero onorevole (qui l'appellativo torna in pieno ad occupare il suo significato). Ma su questa e, soprattutto, su questioni meno assolutizzanti l'elettorato dell'Unione, per quanto fedele alla propria sub-fazione, non capirà mai il prevalere dello spirito frazionista o, ancora peggio, dei narcisismi ideologici di frangia. Non è certo il tuo caso, ma ti chiediamo di contribuire alla persuasione dei tanti cultori dell'orticello personale, mentre la terra comune rischia di bruciare. Mi riferisco alle sortite di Mastella, come a quelle di Diliberto. La legge elettorale nefasta del Polo ci ha obbligato a votare un partito. Ma noi, in cuor nostro, abbiamo votato una coalizione. Davvero con tutto il cuore. E con tutto il cervello che abbiamo. Grazie ancora di tutto. E un grande augurio di buon lavoro

Luca

Ma è normale che molti consiglino di votare SI per non far cadere il governo, invece di esprimersi a favore del NO per rifiutarsi di far morire della gente?
Ma è normale?
Ma nessuno si domanda "se fossi io là"?
Io non vedo nessuna utilità UMANITARIA, SOCIALE, CRISTIANA, BUDDISTA, MAOISTA, TAOISTA o ALIENA, che induca ad un rifinanziamento!
Non abbiamo più nemmeno la pessima ed aberrante scusante che il prezzo del petrolio diminuisca controllando i paesi del medioriente.

www.orchestrazione.it

La mia opinione è che per dare una speranza di futuro al paese debba essere cambiata la politica, la classe politica, lo stile della politica. Mai si agirà nell'interesse dell'Italia se a guidarla saranno dei pregiudicati, mai si agirà nell'interesse degli afghani se a decidere saranno persone cui è continuamente permesso mentire. Allo stesso modo, non si salverà l'ambiente, la nostra economia, il nostro lavoro, fintanto che gli interessi di partito avranno largo gioco negli ambienti di potere. Impuntarsi sul ritiro dall'Afghanistan può avere senso quando la politica italiana sia sana e ognuno esponga onestamente la propria posizione, ma così non è. Lottare per il ritiro, col rischio di far cadere il governo, vuol dire perdere la possibilità di provare ad incidere radicalmente sulla politica. Per questo credo ci si possa tappare il naso, ancora un volta, sperando sia l'ultima, ma con l'intenzione di concentrare il proprio severo impegno sulle istituzioni, sull'onestà di chi ricopre gli incarichi, sulla probità dei politici, sull'efficienza del sistema amministrativo, non mafioso, non colluso.
Potrà suonare un discorso idealista, ma mi dica Lei se riscontra moralità nella politica, se l'obiettivo dei partiti è il bene della società oppure qualcos'altro. E mi dica anche se l'unica cosa che può indirizzare lo sviluppo della società, dell'umanità, non è la politica. E allora, per questa volta ancora sopportiamo la guerra, e cerchiamo di sfruttare l'occasione per rendere la politica un po' meno fetente!
In caso contrario, noi avremo rispettato uno dei nostri valori, il pacifismo... ma in Afghanistan ci si resterà comunque e le cose andranno avanti come sono sempre andate.

L'atteggiamento che bisogna tenere di fronte all'operato di questo governo che non ci è amico, anche se è di centrosinistra non è di accondiscendenza e senza diritto di critica, una posizione attenta comunque all'impegno di ritirarsi dall'Iraq, ma che non trasferisce questo moderato ottimismo anche sull'Afghanistan, dove, invece, non vi è alcuna intenzione di ritirarsi. Vi è quella domanda che Nella Ginatempo ha posto in un suo intervento due giorni fa: cosa ce ne facciamo di un governo che è per la guerra? ci serve veramente? possiamo noi accettare le posizioni di un governo che, non
essendoci nemico, ha però un atteggiamento ricattatorio sulle questioni di principio? Il ricatto di D'Alema (ricordate il Kosovo) e quello di Parisi, nonché la presidenza della commissione Difesa data ad un forzitaliota dei valori detto De Gregorio invece che alla nostra compagna Menapace (nomen omen) ci fanno capire quanta voglia ha questo governo di prepararsi alla pace...
Il nostro compito, come movimento pacifista, non è di dire "c'è la
riduzione del danno, va bene così", ma di affermare fermamente la nostra voglia di Pace. Altrimenti, se nemmeno noi siamo fermi nella Pace, pensate chi ci governa...
E poi dobbiamo tutti uniti sostenere chi, come il compagno deputato
Cannavò, ha il coraggio delle proprie idee, perché non si è fatto
inquinare dalla becera logica "della responsabilità di governo".

Ettore Lomaglio Silvestri
presidente Associazione culturale Sconfiggiamo la mafia
Rete 28 Aprile
promotore dell'Appello Via dall'Afghanistan

Signor Presidente della Repubblica,
sono rimasto molto deluso della sua presa di posizione relativa alla
questione del rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Rispetto la necessità che lei mantenga una posizione bipartisan, ma LEI E'
IL GARANTE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA e dopo il referendum del 25 giugno
ancora di più la Costituzione italiana ha acquistato valore e importanza e
necessita applicazione.
Quindi all'interno della Costituzione esiste un articolo che è il numero
11 che recita:

Art. 11.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli
altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati,
alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la
pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni
internazionali rivolte a tale scopo.

Ora mi dice dove si dice che l'Italia accetta di partecipare ad operazioni
di guerra?
Non c'è scritto da nessuna parte che l'Italia accetta la guerra per
combattere un presunto terrorismo internazionale.
Debbo dedurne che la missione in AFghanistan, comunque denominata o
camuffata, come qualsiasi altra missione in cui viene impegnata la difesa
italiana in armi, violi l'art.11 della Costituzione.
Per questo motivo sono rimasto deluso del suo intervento a sostegno del
nostro intervento in AFghanistan.
A questo scopo le invio per conoscenza l'appello che sto facendo girare
dal 28 giugno e che ha raccolto finora 239 firme e Le chiedo, come chiedo
a tutti quei ministri ed esponenti della maggioranza di avere più rispetto
per chi esprime il principio che l'unica strada per la Pace è la Pace, sa
lo diceva un certo Mohandes K. Gandhi.
Grazie,
Ettore Lomaglio Silvestri

LETTERA APPELLO AI PARLAMENTARI DELL’UNIONE: VIA DALL’AFGHANISTAN

Vorremmo, se ci consentite, dire la nostra sulla questione Afghanistan.
La pace è spesso stata considerata un valore, quindi un fine, un
qualcosa da raggiungere, e per cui qualsiasi mezzo è consentito. Per
questo motivo esiste, nel campo militare, il motto "si vis pacem para
bellum", ossia "se vuoi la pace prepara la guerra", considerando la
guerra come deterrente e quindi come mezzo per raggiungere una pace. Per
Gandhi e per tutti i veri pacifisti, tra cui ci sono anche io, la pace è
un principio, ossia un metodo di vita, un modo di essere che
naturalmente porta alla pace. Quindi vale il principio "si vis pacem,
para pacem", se vuoi la pace prepara la pace. Si dice anche che si è in
guerra non solo quando la guerra è in atto, ma anche quando la guerra è
in potenza, ossia quando si lavora per prepararsi alla guerra. Per
questo motivo noi viviamo in uno stato di perenne guerra, in quanto
determinate ed istituzionalizzate parti dei nostri popoli sono
addestrate per andare in guerra. Ponendo dette premesse e per
sintetizzare, posto come dovuto ed indiscutibile il ritiro delle nostre
truppe dall'Iraq, teatro di guerra che non ci appartiene, oggi si
discute se bisogna continuare a permanere in Afghanistan. Si giustifica
tale presenza come necessaria ponendo la questione che gli afghani hanno
bisogno del nostro aiuto non militarmente ma civilmente. Ma questo non
comporta assolutamente la presenza dell'esercito in Afghanistan. Come
dice Gino Strada, se gli afghani hanno bisogno di ospedali, perché
mandargli carri armati? Allora, invece di mandare militari, mandiamo
personale civile, medico, infermieristico, strutture mediche, esperti
politici o quant'altro, ma non militari in armi. A questo punto sentiamo
il dovere morale e il diritto civile di chiedere a chi abbiamo eletto a
rappresentarci al Parlamento e che è pacifista per principio, di non
votare il rifinanziamento della missione in Afghanistan, ma a porre le
basi per un finanziamento o un sostegno a quelle missioni civili già
presenti, come appunto quella di Emergency.

IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE
1)Ettore Lomaglio Silvestri - promotore
2)Norma Bertullacelli
3) Massimo Dalla Giovanna
4) Comitato per la pace “Rachel Corrie”
5) Social Forum Valpolcevera
6) Maria Teresa Morresi
7) Associazione culturale Sconfiggiamo la mafia
8) Piero Cannistraci
9) Serena Pisano
10) Associazione Regionale Lazio per la lotta contro le illegalità e le
mafie "Antonino Caponnetto" 11) Elena ROMA CIRCOLO L. CIMINELLI P.R.C.
Amendolara
12) Ivano Dalla Giovanna – Genova
13) Fabio Eboli
14) Albino Garuti
15) Fabrizio Fiorilli
16) Andrea Manganaro
17) Matteo Lotario (?)
18) Sergio Ruggirei
19) Rossana Montecchiani
20) Giacomo Alessandrini
21) Stefania Volonghi
22) Roberto Stoppini
23) Francesca Piemonte
24) Roberto Barison
25) Vincenzo Caldarola
26) Antonia Valeria (?)
27) Alfonso Navarra - Lega per il disarmo unilaterale
28) Marco Rivarolo
29) Silvia Nerini
30) Paolo Ivaldi
31) Lucia Altemura
32) Clara F. (?)
33) Tiziana Leoni
34) Rita Filippo
35) Martina Zampieri
36) Gennaro Variale
37) Luca Galvani
38) Simona Pinna
39) Claudia Di Tommaso
40) Giovanni Intini
41) Franco Fuselli
42) Marina Criscuoli
43) Carla Dalla Pozza
44) Marisa Cesarano
45) Giorgia (?)
46) Doriana Goracci – Donne in Nero Tuscia
47) Ezio Scavazzini – segretario ANPI sezione di Lainate
48) Caterina Morgantini
49) Vincenzo Carnazzo
50) Antonietta Ermacora
51) Dante Bedini – Treviso
52) Agnese Ginocchio – cantautrice per la Pace
53) Roberto Ferrario – http://bellaciao.org/it
54) Anna Lise Nicolodi
55) Stefano Polo
56) Daniele Aprile
57) Elena Cavallone
58) Andrea Caminati
59) Vittorio Paolo Fasciani
60) Gianna Tirondola – Padova
61) Gianfranco D'Angelosante
62) Virginia Agliata
63) Norma Naim - Centro Studi Educazione alla Pace
64) Luca Sardi
65) Barbara Pianta Lopis
66) Tullio Cipriano
67) Maria Nicolina Papa
68) Matteo Mosna
69) Alberto Sipione
70) Franca Maria Bagnoli
71) Hermann Barbieri
72) Giancarlo Nonis
73) Nadia De Luzio
74) Maria Nina Posadinu
75) Paola Manduca
76) Luigi Fusco
77) Antonella Mangia – Coordinamento salentino contro la guerra
78) Ettore Zerbino
79) Maria Luce Graziadei
80) Rosa Pia Bonomi
81) Comitato Claudio Miccoli
82) Massimo Petrucci
83) Nella Ginatempo – Bastaguerra
84) Lidia Maria Cirillo
85) Antonella Sapio
86) Pino De Stasio Consigliere P.R.C. seconda Municipalita' NAPOLI 87)
Tesfai Selamawit
88) Giuseppina Catalano
89) Gianfausto De Dominicis
90) Vania Santolini
91) Roberto Pinzi
92) Gianni D’Errico
93) Giorgio Vinciguerra
94) Giuseppe Reitano
95) Elena Van Westerhout
96) Mario di Francesco
97) Elisabetta Romanelli
98) Flavio Minisini
99) Sara Nutricato
100) Maria Nicoletti
101) Paola Cirio
102) Pino Parisi – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia
103) Chiara Parisi – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia
104) Claudia Tessaro
105) Antonella Raddi
106) Fulvia Candeloro
107) Agnese Fiducia
108) Marco Righi
109) Ugo Beiso
110) Comitato Attac Firenze
111) Marino Tambuscio
112) Ornella Morez
113) Adriana De Mitri
114) Paolo Fierro
115) Flavio Mobilia
116) Franco Casagrande
117) Massimiliano Bazzana
118) Massimo Marco Rossi
119) Francesco Cannizzaro
120) Paola Schiavon
121) Umberta Biasoli
122) Giorgio Morelli
123) Maria Antonietta Rossi
124) Olivia Pastorelli
125) Mauro Castagnaro
126) Eugenia Regis
127) Guido Ratti
128) Giusy Cuccia
129) Valentina Franchi
130) Noemi di Leonardo
131) Paola Merlo
132) Marco Zerbino
133) Isa Brunetti
134) Marco Staffoli
135) Bastaguerra
136) Gabriella Bianchi
137) Andrea Montagner
138) Lucia De Faveri
139) Marco Zanatta
140) Alma Re Fraschini
141) Ivan Rossi
142) Michela Pitturi
143) Gianni Trez
144) Michele Citoni
145) Valentina Signorile
146) Luigi Pirelli
147) Francesco Mason
148) Mirko Mazzetto
149) Remo Caretti
150) Roberto Feletto
151) Riccardo Carraio
152) Fabio Gatto
153) Adelise Midolli
154) Miriam Silvestri
155) Michele Quaini
156) Fulvio Boccardo
157) Loris Donazzon
158) Elisabetta Gueli
159) Pasquale di Lalla
160) Adriano Battisti
161) Margherita Granero
162) Carmine Esposito – Coordinamento Tacciano le Armi
163) Antonio Oliati
164) Giovanni Marchi
165) Luca Vannetiello
166) Mattia Sciarrotta
167) Giacomo Piccioni
168) Angela Andruccioli
169) Lucio Cozzolino
170) Elena Mazzarano
171) Massimo Paghi
172) Maria Grazia Saracco
173) Gaetano Velotto
174) Giovanna Guandalini
175) Roberto Vassallo
176) Liliana Armocida
177) Giovanni Pasella
178) Antonio Pisano
179) Silvia Nardi
180) Enza Longo
181) Carla G. Razzano
182) Alessandra Martiniello
183) Agnese Palma
184) Rino Sanna
185) Valeria Tuv
186) Emergency – Gruppo di Pessano con Bornago (MI)
187) Mariangela Mozzone
188) Alice Bonavida
189) Fabrizio Bianchi
190) Dario Mariani
191) Beppe Orlandi
192) Cinzia Martini
193) Giuseppe Puleo
194) Simone Mestroni
195) David Gianetti
196) Edvino Ugolini
197) Anna Polo – Partito Umanista
198) Partito Umanista
199) Stefano Cera
200) Gian Luigi Bettoli – Spilimbergo (PN)
201) Serenella Angeloni
202) Davide Barillari
203) Eva Melodia
204) Luca Marra
205) Ernesto Pedrini
206) Marilisa Pierabella
207) Marika Malanca
208) Ornala Jurinovich
209) Renato Bossi
210) Francesco Fortinguerra
211) Floriana Lipparini
212) Goretta Bonaccorsi
213) Sara Bellandi
214) Davide Morano
215) Giuseppe Concione
216) Andrea Anselmi –
217) Barbara Bianchi
218) Antonella Visintin - commissione globalizzazione e ambiente
-Federazione chiese evangeliche in Italia (Fcei) 219) Maria Paola
Pussetto
220) Alessandra Sica
221) Giuliana Fuggetta
222) Agnese Manca
223) Giovanni Pigozzo
224) Maria Del Vento
225) Tiziana Marchese
226) Cristina Zadra
227) Daniela Taglianetti – Agenzia per la Pace
228) Giorgio Cordini
229) Rosa Calderazzi
230) Valentina Bongi
231) Valentina STamerra
232) Alessandra Nassuato
233) Marco Sacchi
234) Luca Brogioni
235) Donatella Camatta
236) Alice Bastianoni
237) Simona Signorelli
238) Marialuisa Paroni
239) Mario Enrico Gottardi
240) Marina Costa
241) Associazione Progetto Gaia
242) Cristina Puppis
243) Elvira Corona
244) Luciana Sossi
245) Laura ERizi
246) Francesco Tassi
247) Marco Barbato

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IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE

Per sottoscrivere la petizione:
http://www.petitionspot.com/petitions/outAfghanistan

Io sono pacifista. Pratico il pacifismo attivo. Credo nella nostra Costituzione. E abbraccio ogni principio espresso nel titolo I della Carta. Per tutte queste ragioni, da cittadino italiano, credo che la via più realisticamente utile per la pace in Libano, in Afghanistan e in ogni altra parte del mondo sia, responsabilmente, il SI al rifinanziamento. L'unica speranza che l'Italia possa divenire parte attiva per una soluzione diplomatica dei conflitti internazionali risiede nella durata di QUESTO governo. L'unica via che i pacifisti italiani hanno di veder rappresentate fattualmente le loro istanze è tutta in QUESTO governo. L'unica mezzo che dall'Italia vedo per sperare in un futuro non di morte ma di pace per gli afghani è nell'azione di QUESTO governo. Per quanto imperfetto, eterogeneo, incompiuto possa sembrarci.
Possibile che già si sia dimenticata la sedicente "politica estera" del Polo? Possibile che ci si scordi del giullare di corte con annessa villa in Sardegna, pronto ad allietare con lazzi, frizzi e champagne i padroni della guerra? Possibile che si preferisca la purezza sterile di un'eterna minorità, di un immacolato candore ineffettuale, di un solipsismo ideale? Possibile che per essere pacifisti ci si debba autocondannare all'oposizione? Per salvarci l'anima condannarci al ghetto? E condannare allo stupro politico la metà del Paese immune dall'ipnosi catodica?
La prassi di pace va calata nella dimensione storica. Nella spesso nauseabonda geometria geopolitica. Nell'orrore e nella speranza. Nel possibile, che è l'unica declinazione del futuro. E nel com-promesso, che è l'unica promessa mantenibile. Perchè fatta insieme, com-promettendosi.
Mi cibo e vivo dei miei, dei nostri ideali. Ma do quel che posso della mia vita cercando di realizzarli. E non c'è realizzazione senza realismo. Non c'è idea senza responsabile misura delle conseguenze. Di tutte le conseguenze.
Alle organizzazioni pacifiste il compito della battaglia di principio. A Franca e a TUTTI gli eletti dell'Unione la fatica della democrazia. E un lavoro di rappresentanza spesso duro. Ma l'unico che possa essere durevole.

Luca Chiereghin, Padova

CARA FRANCA, CAPISCO LE TUE RISERVE MORALI, MA CHE SI SAREBBE RICHIESTO UN RIFINANZIAMENTO PER L'AFGANISTAN, LO SAPEVI ANCHE PRIMA DI FARTI ELEGGERE, QUINDI PERCHE' ORA ASSIEME AGLI OTTO SENATORI DEL CENTROSINISTRA, VUOI FAR CADERE IL GOVERNO?
PERCHE' CI VOLETE FAR FINIRE ANCORA NELLE MANI DI BERLUSCONI? LO CAPITE CHE QUESTA VOLTA SARA' PER SEMPRE? VOI CHE SIETE IN PARLAMENTO, UNA VOLTA TANTO PENSATE ANCHE A NOI.
IO PENSO CHE SI POSSA ARRIVARE AD UN COMPROMESSO:
VOTARE IL RIFINANZIAMENTO PER I PROSSIMI SEI MESI;
CERCARE IN TUTTI I MODI DI COINVOLGERE ANCHE GLI ALTRI SENATORI DEL CENTRO-SINISTRA PER FAR TORNARE TUTTI A CASA, OPPURE DARE UNA SVOLTA VERAMENTE UMANITARIA ALLA MISSIONE;
FARE FINALMENTE LE LEGGI SUL CONFLITTO DI INTERESSI;
VARIARE LA LEGGE ELETTORALE INSERENDO UNA NORMA CHE IMPEDISCA A CHI E' STATO CONDANNATO E A CHI E' IN ODORE DI MAFIA DI ENTRARE IN PARLAMENTO;
FARE UNA BUONA LEGGE SULLA RAI E SULL'INFORMAZIONE;
SPERO CHE FACCIATE LA COSA GIUSTA TI AUGURO UN BUON LAVORO E TI SALUTO
lucia

Gent. ma Sen. Franca Rame,
Ripensando al voto sul rifinanziamento della missione in Afganistan, credo di essere stato un po' troppo precipitoso nel scrivere i commenti.
Credo che il problema sia molto serio: votare NO ad una missione di guerra, dove i nostri soldati non sono al servizio dei popoli, ma al servizio delle nostre industrie e della nostra, solo nostra, economia. Questo, però, rischierebbe di aprire una crisi nell'attuale maggioranza parlamentare, con il rischio di portare al governo " l'uomo che, in questi 5 anni, con molta perspicacia e precisione, sta devastando l'Italia, riportando rigurgiti di fascismo e miserie morali, rappresentate dalla Lega, di paleonazismo..." ( citando le parole del suo collega Furio Colombo).
Se votare no significa riportare a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi, allora le chiedo di votare si, solo a questo rifinanziamento. Intanto si devono fare le leggi sul conflitto d'interessi, comissarirare la Rai prima della sua riforma che la renda indipendente dai partiti ( ipotesi di Marco Travaglio nel dialogo con Sabina Guzzanti, Oliviero Beha e Paolo Gentiloni pubbllicato su MicroMega), legge sull'inelleggibilità delle persone pregiudicate in cariche politiche e in pubbliche amministrazioni, Dimagrimento di mediaset secondo le sentenze della Corte Costituzionale, Legge di riforma della gistizia che renda auspicabile l'applicazion dell'art 3 della costituzione ecc. ecc. Tra 6 mesi si potrà cambiare la missione militare in afganistan.

Spero di non esseremi sbagliata nel riporre fiducia in lei.

ho notato che alcuni commentatori preferiscono accettare temporaneamente che si continui a bombardare l'Afghanistan con i nostri soldi piuttosto che veder tornare Berlusconi al governo. Vorrei esprimere la mia opinione su tale questione con due osservazioni.
Per come funziona la mia moralità (distorta?) mi sembra addirittura inconcepibile che si possa pensare di giustificare l'uccisione di persone con il pericolo di perdere il proprio status. Preferisco finire in strada senza un soldo che rimanere nel mio bell'appartamentino grazie alla morte di migliaia di civili innocenti per un gioco di "politiche internazionali"
Secondo, se i miei rappresentanti sono favorevoli ad una situazione così spregievole, allora è bene che torni Berlusconi al governo. Almeno lui lo so che fa questo e posso disprezzarlo apertamente. Dovrei invece difendere questa sinistra favorevole alla guerra?

La politica è sicuramente fatta di compromessi, ma è prima di tutto l'arte di dialogare e discutere. Che non si possa neppure rifiutarsi, da senatore, di approvare una guerra, senza mandare il proprio governo in crisi è semplicemente pazzesco, la negazione di qualsiasi senso di democrazia. Che ce li mandiamo a fare tanti senatori e parlamentari se poi devono sempre per forza piegarsi alla volontà dei "capi"? Io PRETENDO che Franca Rame, alla quale ho dato il mio voto con la massima fiducia, agisca secondo quella correttezza che solo in lei ho visto. Che ci sia dibattito, che ci siano posizioni contrapposte, che si giunga ad un accordo se possibile altrimenti cada pure il Governo. Non posso in alcun modo tollerare che i nostri dipendenti a nome nostro confermino il nostro impegno in questa guerra.

Please, don't drive me blind (Placebo)

Ciao Franca.
Mi permetto di darti del tu anche se ovviamenente non ci conosciamo. Ho scoperto questa mattina il tuo sito Internet e come vedi ne ho subito approfittato. Sto seguendo con attenzione tutto il dibattito sorto sulla questione del rifinaziamento delle missioni italiane all'estero. Lo dico subito chiaramente: io spero che tu voglia votare sì. Chi si è candidato lo ha fatto sulla base di un programma politico condiviso che si presume abbia letto prima di accettare la candidatura e che si presume sia stato letto anche dagli elettori prima di votare. Almeno io l'ho fatto. Eventuali problemi di coscienza, sia per i candidati che per gli elettori, devono essere risolti PRIMA di candidarsi o prima di entrare in cabina elettorale. Questo in generale. Nel caso specifico vorrei che fosse chiaro che l'argomento centrale sul quale tu dovrai votare non è il rifanziamento della missione in Afghanistan bensì quello necessario al ritiro dall'Iraq. Non c'è bisogno che spieghi che l'intervento in Iraq è totalmente illegittimo, sia sotto il profilo della legalità internazionale sia sotto quello costituzionale; come non c'è bisogno che spieghi come la questione del ritiro dall'Iraq sia stata l'unica vera questione di politica estera al centro dell'ultima campagna elettorale. Votando no si tradirebbe quell'impegno per il ritiro; votando no si dovrebbe poi andare a spiegare a chi ha genuinamente manifestato per la pace ed a sostegno del non coinvolgimento italiano in Iraq, le ragioni di una scelta tanto contradditoria. Secondo me è al programma e agli elettori che lo hanno preferito all'altro che si deve prima di tutto rispondere. E' questo l'unico vero problema di coscienza, non certamente quello se votare si o no al rifinanziamento che invece è un problema politico e quindi è sul terreno della politica che deve essere trovata la soluzione. Ed allora rimanendo sul terreno della politica si possono fare alcune considerazioni. L'intervento in Iraq come detto è stato illegittimo; un'invasione pura e semplice priva di qualsiasi elemento di legalità, in spregio alle Nazioni Unite che da sempre hanno manifestato la loro contrarietà. Un'invasione basata su prove false (a proposito: il caso Nigergate che fine ha fatto?) e che documenti autorevoli provano essere stata in realtà decisa ben prima dell'11 settembre 2001: quell'evento tragico ne ha rappresentato solo il più grande pretesto. In Afghanistan le cose però sono completamente diverse: nel novembre 2001 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, (Risoluzione n. 1378) ha affermato la propria volontà di sostenere l'istituzione di una nuova Amministrazione di transizione in Afghanistan che andava a sostituirsi al Governo dei Talebani; questa volontà è stata successivamente riaffermata con la risoluzione n. 1383 in seguito all'accordo intervenuto tra le varie etnie afghane di procedere alla formazione di un nuovo Governo. Nel dicembre 2001 (Risoluzione n. 1386) l'Onu autorizza la costituzione di una International Security Assistance Force (ISAF), col compito di proteggere e tutelare il Governo provvisorio afghano e mantenere la sicurezza a Kabul. E' previsto che la forza operi nell'ambito delle condizioni previste dal Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. Nell'ottobre del 2003 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Risoluzione n. 1510) autorizza il proseguimento della missione per altri 12 mesi ed autorizza le forze impiegate ad agire anche nei dintorni di Kabul. Nel gennaio 2004 in Afghanistan è stata firmata la nuova Costituzione e nell'ottobre dello stesso anno si sono svolte le elezioni presidenziali. E successivamente sotto il controllo delle Nazioni Unite si sono svolte le elezioni parlamentari. Questo ha fatto la missione ISAF in Afghanistan. Non ha fatto altro se non quello di assistere un processo democratico in corso. Se si mettono da parte tutte le dietrologie del caso, sfido chiunque a dire che la situazione Afghana sia identica a quella Irachena. Sfido chiunque a dire che le Nazioni Unite in Afghanistan non abbiano avuto un ruolo positivo per rafforzare, comunque, un percorso verso un minimo di democrazia. E' questo ruolo e questa funzione che devono essere sostenuti ed è su questo, cara Franca, che siete chiamati a decidere. E primo tra tutti lo ha sostenuto Zapatero che ha raddoppiato il contingente spagnolo in quel paese. Zapatero è forse un guerrafondaio? E' forse Zapatero un nemico della pace? La via intrapresa in Afghanistan, secondo me, è anche di grande prospettiva perchè stabilisce il principio secondo cui ogni intervento militare deve avvenire sulla base di quanto stabilito dall'Onu, sia per quanto riguarda gli obiettivi che l'azione concreta sul campo; in altri termini si ridà centralità a questa organizzazione che negli ultimi anni ha avuto il coraggio di opporsi a chi faceva della guerra preventiva la sua stella polare. L'intervento in Afghanistan, sotto il profilo della legalità internazionale e Costituzionale, è pienamente legittimo. Ed allora diventerebbe contraddittorio da un lato inneggiare al ruolo centrale delle Nazioni Unite e poi dall'altro non sostenerle laddove invece essere operano. La missione suddetta è quella ISAF che non deve essere confusa con quella ENDURING FREEDOM, molto discutibile e che, non a caso, nella mozione che accompagna il disegno di legge, se ne propone il superamento.

http://www.kataweb.it/news/index.jsp?s=nazionali&l=dettaglio&id=1643795

Nel dettaglio, ecco il testo della mozione che accompagna il testo del disegno di legge sul rifinanziamento:
Si vincola il Governo a "promuovere nelle sedi internazionali competenti, in special modo nell'ambito delle Nazioni Unite e della Nato: - una riflessione sulla strategia politica e diplomatica che deve accompagnare la presenza internazionale in Afghanistan per assicurare che l'azione di stabilizzazione, controllo del territorio e sostegno alle forze dell'ordine afgane si muova lungo un percorso di normalizzazione e pacificazione del paese, con obiettivi e passaggi definiti che prevedano in prospettiva l'affidamento esclusivo al Governo sovrano di Kabul della responsabilita' del mantenimento della pace e dell'ordine sul territorio afgano; una verifica sull'impegno e la presenza internazionale in Afghanistan, valutando risultati ed efficacia delle missioni e delineando un percorso chiaro di rafforzamento delle istituzioni, di ricostruzione economica e civile e di garanzia della sicurezza per la popolazione; una valutazione sulla prospettiva di superamento della missione Enduring Freedom in Afghanistan; una nuova Conferenza Internazionale sull'Afghanistan allo scopo di favorire un dialogo a livello regionale e di rilanciare l'impegno della comunita' internazionale volto alla ricostruzione economica e civile del paese, alla pacificazione e al rafforzamento delle istituzioni afghane, alla elaborazione di un piano efficace di riconversione delle colture di oppio, anche ai fini di una loro parziale utilizzazione per le terapie del dolore; un impegno per avviare un monitoraggio ambientale delle aree interessate da operazioni belliche al fine di individuare gli eventuali livelli di inquinamento bellico e i conseguenti piani di bonifica; a valorizzare, prioritariamente, nella propria azione di politica estera gli strumenti di prevenzione dei conflitti, di mediazione e di accompagnamento dei processi di pace; ad impostare l'attivita' di cooperazione giudiziaria dell'Italia in Iraq e piu' in generale le iniziative di institution building, secondo i piu' recenti sviluppi del diritto penale internazionale, nonche' delle regole di procedura e prova contenute negli statuti dei tribunali penali ad hoc, delle Corti speciali internazionali e della Corte penale internazionale.
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Posto questo messaggio per rispondere a tutti coloro che credono che votare sì al rifinanziamento sia come dire sì alla guerra. Niente di più sbagliato.

Mir

In questi giorni difficili, all'angoscia per la guerra si aggiunge il timore di veder cadere il governo sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. Al commento del Conte Dracula (?), che sgombra il campo da tanti malintesi, vorrei aggiungere un paio di considerazioni, forse banali.
Chi viene eletto in parlamento non rappresenta se stesso né un gruppo sociale specifico ma tutti gli elettori. Le posizioni, anche radicalmente diverse devono intervenire nel dibattito, arricchirlo, influenzarlo.
2) Se cadesse il governo Prodi, il governo Berlusconi E BOSSI ordinerebbe il ritiro? Quale sarebbe la politica estera dell'Italia? Anche questo sarebbe vostra responsabilità. Non basta dire no - certo è più facile stare all'opposizione che governare, ma soprattutto in questo momento storico così difficile dovete discutere fino allo stremo e andare avanti.
Renata Moro

Semplicemente perchè hai firmato un programma e perchè c'è gente, come me ad esempio, che non avrebbe votato la coalizione di centro sinistra se avesse saputo in anticipo di senatori e deputati pronti a ritrattare l'avallo al programma su questioni, peraltro essenziali, come questa.

Dignità, grazie. Altrimenti dimissioni.

Come fai a sentirti dignitoso sapendo che il tuo desiderio di far rimanere i soldati in teatro di guerra per ragioni tutt'altro che umanitarie (ma solo perchè per un gioco di scatole cinesi noi si possa comprare l'acqua in bottiglie di plastica o far le gare di formula uno o comprarsi il portacellulare da mettere in salotto) comporta la morte di uomini donne e bambini?
SOlo perchè non li conoisciamo e non ci sono utili vivi non hanno diritto di vivere?
Se è così allora comincio ad avere qualche dubbio se la liberazione dal nazifascismo sia stata proprio necessaria.

www.orchestrazione.it

Cara Franca Rame,

Alle ultime elezioni politiche ho votato per l'Italia dei valori e per lei convinto del fatto che avreste rappresentato con coerenza i valori ai quali sempre vi siete richiamati.

Le chiedo quindi semplicemente di agire anche in questa occasione come sempre ha fatto nella sua vita.

L'Art. 67 della Costituzione dice che "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita la sua funzione senza vincolo di mandato".

Secondo un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera, all'incirca il 60% degli italiani desidera il ritiro dei militari dall'Iraq e dall'Afghanistan.

Il programma dell'Unione non parla affatto dell'Afghanistan quindi anche da questo punto di vista non deve sentirsi in alcun modo vincolata.

Personalmente, sono favorevole al ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan.

Il nostro dovere di solidarietà internazionale potrà essere esercitato in modo più etico ed efficace verso altri paesi poveri nei quali ugualmente le popolazioni soffrono ma dei quali nessuno si preoccupa perché i governi occidentali non hanno mire su di essi.

Per quanto riguarda le Nazioni Unite, mi pare che anche l’attuale guerra contro il Libano dimostri la completa inefficacia di questa organizzazione e come siano tenute in considerazione solo quando possono essere strumentalizzate.

Infine, mi pare notevole il fatto che se il Governo Prodi dovesse chiedere la fiducia su questa questione, per il mantenimento dei militari italiani in Afghanistan, lo farebbe non solo contro l'opinione di alcuni componenti della sua maggioranza ma soprattutto contro l'opinione del suo elettorato.

Con stima,
Giorgio Di Maio

FORSE E' IL CASO CHE QUALCUNO GLIELO SPIEGHI.
LEI NON E' STATA VOTATA PER LIBERARE LA POPOLAZIONE AFGHANA DALL'OCCUPAZIONE MILITARE,PERALTRO INGIUSTA.
LEI E' STATA VOTATA ED ELETTA PER LIBERARE LA POPOLAZIONE ITALIANA DALL'OCCUPAZIONE BERLUSCONIANA DELLE ISTITUZIONI E PER DARE UN FUTURO A QUESTO DISGRAZIATO PAESE.
QUALUNQUE INIZIATIVA VOLTA AD INDEBOLIRE IL GOVERNO PRODI SARA' CONSIDERATO UN TRADIMENTO DEL MANDATO ELETTORALE E DELLA DIGNITA' DEL POPOLO ITALIANO.
LO TENGA BENE A MENTE PERCHE' SE CREDE DI POTER VOTARE CONTRO LA MAGGIORANZA FARA' BENE A DIMETTERSI DA PARLAMENTARE E A CERCARSI UN ALTRO PAESE IN CUI VIVERE, PERCHE' LA REAZIONE DEGLI ITALIANI PER BENE NON TARDERA' AD ARRIVARE,IN MANIERA CERTAMENTE NON VIOLENTA,MA NON PER QUESTO MENO DOLOROSA.
L'HO VOTATA ALLE ULTIME ELEZIONI,NON ME NE FACCIA PENTIRE.
PAOLO - TORINO

Il Governo e` sovrano!
Mica il popolo, che deve solo turarsi il naso gli occhi le orecchie, e trattenere il respiro. Guai a contraddirli, loro: cosi` onesti, coerenti ed unti da chi sa` chi.
Ah dimenticavo: da noi la guerra non c'e`.

SE CI FOSSERO I MIEI FIGLI GLI DIREI DI TORNARE,SONO VOLONTARI CHE HANNO SCELTO DI ANDARE LA'. LASCIAMO PERDERE QUESTO FALSO MORALISMO PERBENISTA.
LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI MODI PREVISTI DALLA LEGGE(ART.1 DELLA COSTITUZIONE).
IL POPOLO HA SCELTO DI ESSERE GOVERNATO DA QUESTO GOVERNO PER I PROSSIMI 5 ANNI, NON PER 5 MESI.
FORSE ALCUNI DI NOI SI SONO GIA' DIMENTICATI DI QUELLO CHE SONO STATI 5 ANNI DI GOVERNO TARGATO CDL,MAGARI PENSANO DI AVER GIA' SCAMPATO IL PERICOLO .
SPIACE PER COLORO CHE PREFERISCONO UN GOVERNO NEMICO PER POTERLO DISPREZZARE MEGLIO,SAREBBE FORSE IL CASO DI ABBANDONARE QUESTI INFANTILISMI E PENSARE A COSTRUIRE UN PAESE MIGLIORE PRIMA DI TENTARE DI CAMBIARE IL MONDO.
ANCHE PERCHE' CONTINUANDO COSI' A CAMBIARE SARA' SOLO IL GOVERNO, E NON SARA' UN CAMBIAMENTO IN MEGLIO, NE STIA PUR CERTA.
LE RICORDO INFINE CHE NEL PROGRAMMA DEL CENTRO SX NON SI PARLAVA DI RITIRO DALL'AFGHANISTAN,BENSI' DALL'IRAQ.
E MI PARE CHE L'ITALIA SI STIA FINALMENTE MUOVENDO IN QUESTA DIREZIONE.