"Il ponte di Messina: la truffa del secolo e l'8 per mille...

FIONDATEVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE A FAR GIRARE LE NOTIZIE CHE VIA VIA SARANNO PUBBLICATE. BISOGNA CHE CI SI METTA INSIEME IN TANTI... INDISPENSABILE COINVOLGIMENTO TOTALE... ANZI: TANTISSIMI!!
GRAZIE franca

Inizio, (e mi scuso se solo da oggi, ma non ce l'ho fatta prima) a presentarvi il materiale raccolto anche grazie a voi, sugli sprechi. Ovviamente non tutto insieme… sono preoccupata per il pensionato da 500 euro al mese… non vorrei che davanti a certe cifre, gli venisse un colpo! Forse, quanto segue alcuni di voi l'avranno già letto... ma la percentuale in Italia di lettori di giornali e riviste è bassissima quindi eccovi:

"Il ponte di Messina: la truffa del secolo

Prima puntata
Dov'è finito l'architetto del ponte?
Da un articolo di Curzio Maltese (Venerdì di Repubblica 3 nov. 2006)

(…) Berlusconi ha buttato un mare di soldi 600-700 milioni di euro (…) per non cominciare neppure i lavori.
(…) Oltre 150 milioni sono stati sprecati per gli studi preparatori, in laute consulenze agli amici degli amici per studiare fra l'altro il "flusso dei cetacei fra Scilla e Cariddi", "l'mpatto psico-socio-antropologico dei lavori sulla popolazione locale". Una montagna di 126 chili di carta che giace negli uffici del ministero. Un altro centinaio di milioni per l'esproprio dei terreni, nel tripudio delle cosche. Ed è da record la penale che lo Stato dovrà pagare all'impresa appaltatrice, l'Impregilo: 388 milioni di euro. Il ponte doveva essere una delle più grandi opere pubbliche d'Europa ed è invece la truffa del secolo.
Si poteva immaginare che non si sarebbe mai fatto? Si doveva. I mercati ne erano sicuri. Quando l'Impregilo vince l'appalto, il titolo crolla in borsa di quasi il 6%. Appena il Parlamento decide che non si farà nulla, la quotazione schizza in alto. Nessuno ha mai creduto che il lavoro si sarebbe fatto. Tutte le imprese straniere si erano ritirate dall'asta, dove la vittoria dell'Impregilo era annunciata, fra l'altro, da una telefonata dell'amministratore delegato Savona, intercettata per caso dai magistrati di Monza: "Tranquilli, l'appalto è nostro, me l'ha giurato Dell'Utri".
Il mondo dell'architettura internazionale è impazzito per capire come gli italiani potessero credere al progetto. In particolare i giapponesi, massimi esperti, che vantano il ponte più lungo a una campata, l'Akashi Kyokyo, 1960 metri. Volevano farci passare una linea ferroviaria, ma gli ingegneri hanno spiegato che non esistono materiali in grado di reggere una struttura simile: sarebbe crollato tutto.
Il ponte sullo Stretto avrebbe dovuto essere lungo quasi tre chilometri e mezzo e con due linee di ferrovia, non una. Chi era l'autore di una simile meraviglia? Renzo Piano, Richard Rogers, Norman Foster? Macchè, un certo William C.Brown, nipote di un più famoso William H.Brown che ha progettato un paio di ponti in Africa ai tempi delle colonie. Un carneade mai nominato da nessuna rivista di architettura del Pianeta. Due architetti italiani, Ugo Rosa e Domenico Calandro, hanno lanciato una "caccia a mister Brown" e hanno scritto l'esilarante diario su Internet. Pare che sia scomparso qualche mese fa.(…)

ANCHE QUESTA NOTIZIA NON è MALE.

(FONTE TG COM) L'8 per mille speso per guerra Iraq
La denuncia della presidente del FAI 10 novembre 2006

L'otto per mille che i cittadini italiani hanno voluto assegnare alla cultura avrebbe invece finanziato la missione in Iraq. Lo ha detto la presidente del FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, al convegno del Fondo per l'ambiente italiano. La Crespi lo ha appreso da Enrico Letta. L'ex viceministro dell'Economia Vegas ad Affaritaliani: "Un terzo venne utilizzato per le missioni all'estero e una parte anche per l'Iraq"
"L'otto per mille originariamente doveva essere devoluto tutto agli aiuti al terzo mondo, alla cultura e a cose di questo genere. Poi una parte venne utilizzata per le missioni all'estero. E una parte anche per l'Iraq" - spiega Vegas.

Era stata sottratta una parte originariamente - aggiunge il senatore di Forza Italia - poi il resto è stato lasciato per le varie scelte che son state fatte sull'otto per mille". Quanto ando' all'Iraq in concreto? "Attorno a un terzo, circa 80 milioni".
Qualcosa da dire?

A domani...

Commenti

Riguardo a Mr Brown, vi riporto un pezzo dell'articolo di Luca Sofri sul suo blog.

[...] Però, mi sono detto, fidarsi è bene, ma non fidarsi... Accendo il pc, vado su Google e chiedo: “chi è Mr Brown?” e mi imbatto nel sito laddove si racconta appunto di questa misteriosa caccia a Mr Brown. Nel sito viene pubblicata anche una foto di un ponticello, il “Luangwa Bridge” costruito in Zambia, che parrebbe essere l'opera più prestigiosa del nostro Mr Brown. Ma allora sembra tutto vero! Però di bufale su internet ne girano tante, questo sito cosa sarà mai, decido di fare una ricerca da solo. Vado su Answers.com e digito “Messina Bridge” (nota per Maltese: bridge è la parola inglese per ponte, mentre Messina è la parola inglese per Messina). Viene fuori una paginetta dove tra i links a fine pagina c'è William Brown (bridge designer). Clicco: ci si legge che è un ingegnere e progettista di ponti specializzato in ponti sospesi. Segue un breve elenco di progetti tra cui il Ponte di Messina (ancora da costruire, precisano). Ma allora esiste questo Dr. Brown! C’è anche il link al suo Obituary comparso sul Times di Londra. Il fantomatico Mr Brown è morto, poveretto: forse abbiamo la spiegazione di perchè quel maleducatone non abbia risposto al messaggio telefonico di Maltese. Vado a vedere il Times dell’11 aprile 2005. Titolo “Engineer in the heroic mould who designed many of the world's most elegantly adventurous suspension bridges”. (Ingegnere di stampo eroico che ha progettato molti dei ponti sospesi più eleganti e avventurosi). Ahi Ahi Mr Maltese, mi sa che hai preso un grosso granchio! Leggete l’articolo perché ne vale la pena. Per i pigri sintetizzo. Mr Brown ha giocato un ruolo vitale nella progettazione di molti ponti sospesi, tra cui quello sul Bosforo, i quali erano tra i più lunghi e più eleganti di quanti fossero mai stato costruiti in precedenza. L’apertura del ponte sul Bosforo rese Brown una specie di eroe nazionale in Turchia, anche perchè il ponte si ripagò in due anni e non nei 20 previsti. Sono poi elencate molte altre sue qualità (insuperabile nella conoscenza delle reazioni dell’acciaio ad ogni tipo di sollecitazione) realizzazioni, brevetti, etc etc. Continuando nella ricerca trovo un altro Obituary su bridgeweb dal quale si apprende per esempio che la lista delle sue qualifiche e dei premi ricevuti era molto estesa, incluso l’Order del British Empire, come riconoscimento dei suoi servigi al paese. Non basta? Indovinate chi ha vinto nel 2004 l'”Award for lifetime achievement in bridge engineering” dell'International Bridge Conference? Ma il nostro William Brown, naturalmente. Per ultimo, nella categoria dei Bridge Engineers di Wikipedia (versione inglese) ci sono solo 48 nomi, uno dei quali è William Brown. Forse non era proprio un signor nessuno questo povero Mr Brown! Per finire, completata la mia breve ricerca, non più di 10 minuti, ho inviato il tutto a Curzio Maltese [...]

ciaociao

Ma se notizie come quella su Mr. Brown sono smentibili con una veloce ricerca su internet (Mr. Brown esiste (meglio, è esistito!!) ed era uno dei massimi esperti mondiali di ponti sospesi) dimostrando il granchio preso da Maltese, come possiamo credere "facilmente" a tutto quello qui pubblicato?
Grazie

Guido Burlini