FACCIO UNA PROPOSTA...

30 ottobre
Sono preoccupata! Stiamo vivendo un momento molto brutto e pericoloso. Dobbiamo impegnarci tutti, con forza e determinazione. Il nostro Paese sta boccheggiando. Gran parte della popolazione vive in un grande disagio, dai precari ai pensionati, dagli sfrattati ai nuovi poveri... per non parlare degli immigrati, clandestini o con tanto di visto accompagnato da sfruttamento (un locale in periferia dove vivono in 4 - 700 euro mensili) molte sono le famiglie: nonni, figli e nipoti che il pasto di mezzogiorno lo fanno alle mense di carità (e non solo nelle grandi città). La disattenzione e il disprezzo per il pianeta: spreco delle risorse a cominciare dall'acqua, che dovrebbe essere gratris, un bene naturale che di giorno in giorno va esaurendosi; la distruzione completa dell'aria, dell'atmosfera; vediamo ogni giorno precipitare l'equilibrio climatico.
I rifiuti che si sono tramutati ormai in un business, spesso gestiti dalla mafia.
Non possiamo limitarci alla lamentazione, limitarci a parlare, criticare, blaterare. Cosa possiamo fare? Mettiamo insieme le nostre risorse: raccogliamo documentazione su sprechi, inganno e truffa. Su come risparmiare... Partecipiamo! Dobbiamo voler partecipare alla rinascita di questo "nostro" Paese! Dobbiamo aiutare questo governo, che non deve cadere! E non dobbiamo accontentarci delle promesse. Dice un vecchio adagio: “Se le promesse si potessero mangiare avremmo all'istante una umanità satolla da scoppiare!”
Bisogna indagare per sapere. Indagare per conoscere.
Giornalmente pubblicherò sul blog la ricerca fatta in questi mesi, sugli sprechi, sulle numerose soluzioni per risparmiare denaro... le ingiustizie, per non parlare dell'indulto di tre anni "vergogna dell'inciucio”!
Inviatemi tutto ciò che conoscete, indicando la fonte. Prepareremo un documento da far pervenire ai nostri ministri. Dovranno tener conto del fatto che esistiamo, siamo noi che votiamo!, e non vogliamo più accettare di delegare.
Potete anche sottoscrivere il progetto con una firma. Che ne dite? Fatevi venire la voglia "di fare"!
Un bacio Franca Rame

Commenti

Parli di illuminarsi, parli di risparmio, e a me vengono in mente i semafori! Il perchè è presto detto.
Sostituendo i nostri tradizionali semafori, che funzionano con lampadine a incandescenza, con semafori a led, il risparmio energetico per i comuni sarebbe immenso. I led consumano fino all'80% in meno rispetto alle tradizionali lampadine e durano oltre 10 volte più a lungo (100mila ore contro meno di 10mila).

Due link per farsi un'idea:

http://newton.corriere.it/PrimoPiano/News/2004/03_Marzo/29/Led.shtml

http://www.fire-italia.it/caricapagine.asp?target=forum/semafori.asp

Il comune di Bressanone ha sostituito tutti i semafori con nuovi semafori a led ed i risultati sono stati ottimi. Qui puoi leggere tutto, incluso un raffronto dettagliato tra le spese prima e dopo l'intervento di sostituzione:

http://www.comunivirtuosi.org/?news=1&id=18

Si tratta di un'operazione che tutti i comuni potrebbero compiere: da un lato si libererebbero dei fondi che potrebbero essere destinati ad altre voci di bilancio, dall'altro si otterrebbe un notevole risparmio di energia a livello nazionale.

Non so se quest o sia il genere di segnalazioni che chiedevi, ma ritengo che quando una nuova tecnologia ti permette di risparmiare (soldi pubblici ed elettricità), restare a quella vecchia sia, sì, uno spreco! Non credi?

Cara Franca,
come non rispondere al tuo grido di battaglia!!
Ti posto quello che considero un manifesto degli sprechi, un manifesto degli "insulti" che in questi anni la classe politica ha rivolto ai suoi datori di lavoro, i cittadini.
E da cittadino, leggere questo splendido articolo-verità di Gian Antonio Stella mi ha fatto capire quanto ancora sia lunga la strada che porta all'equità e alla vera giustizia sociale.
Con affetto,
Davide

Parlamento e istituzioni: così dal 2001 sono cresciute le spese

Che sarti, i sarti del Senato! Facesse una convenzione con Cenci o Caraceni, Palazzo Madama spenderebbe forse di meno. Dal 2001 in qua la spesa per mettere in divisa un commesso, dalla giacca ai calzini, è cresciuta al netto dell'inflazione del 103%. Arrivando a 1.815 euro a testa. Oltre tre milioni e mezzo di lire. L'anno. Ma questo è solo un dettaglio tra i tanti. Il dato centrale è che, mentre chiedeva al Paese di fare sacrifici, il Palazzo della politica ha continuato come prima. Anzi: peggio.
I numeri, come dimostrano le nostre tabelle, non lasciano dubbi.
L'unica cifra rimasta quasi identica negli ultimi cinque anni è quella scritta nella busta paga annuale del presidente della Repubblica (poco sotto i 220 mila euro, il che significa che in termini reali il capo dello Stato è oggi un po' meno pagato di ieri).
Per il resto, ci costa meno il Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) e di più tutto il resto.

Dice l'Istat che il costo della vita, nell'ultimo lustro, è cresciuto complessivamente del 13%? Bene: il peso sulle pubbliche casse degli organi costituzionali è aumentato del 36,56%.
Fatta la tara all'inflazione, del 24%. In moneta reale: 343 milioni, 151 mila e rotti euro. Cioè 664 miliardi di lire. In più.
Per carità, alla larga dal qualunquismo. Viva la democrazia, viva il Parlamento, viva il Quirinale. Ma possibile che la macchina del Colle proprio non potesse risparmiare un cent dei 64 milioni di euro in più che costa oggi rispetto al 2001? E a Palazzo Madama, sinceramente, non potevano dare una sforbiciatina ai 147 milioni e mezzo di euro supplementari di spese correnti che hanno fatto lievitare i costi fino a 527 milioni l'anno? E a Montecitorio, non potevano limare le stesse spese correnti perché non si impennassero fino alla quota di 940 milioni, con un aumento di 124 milioni? Le percentuali dei rincari (veri, al di là dell' inflazione) sono lì, sotto gli occhi: dal 2001 ad oggi la macchina del Quirinale costa il 42% in più, quella del Senato il 39%, quella della Camera il 15%, quelle della Corte Costituzionale e del Csm intorno al 29%. Colpa della maggioranza di destra e di Berlusconi, che al momento di prendere in mano il Paese aveva promesso che con lui lo Stato e i suoi organismi sarebbero stati più snelli? Sì. Ad esempio il bilancio del Senato di cui parliamo è stato presentato il 9 febbraio e quello della Camera il 15 marzo. Però non sono stati mai seriamente contestati dalla sinistra prima delle elezioni e sono stati poi approvati nelle ultime settimane dalla maggioranza d'oggi. Di più: la stessa finanziaria "lacrime e sangue" voluta da Romano Prodi per il 2007, prevede sventagliate di tagli ovunque, meno che per gli organi costituzionali.
Che ci dovrebbero costare (auguri) altri 38 milioni di euro supplementari. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Quanto alle voci che hanno fatto lievitare le spese, del Quirinale non sappiamo (per ora) nulla. Nonostante la battaglia per la trasparenza di isolati donchisciotte, il bilancio della Presidenza della Repubblica (che dieci anni fa prevedeva ad esempio 14 miliardi per mantenere 274 corazzieri e 60 cavalli e la manutenzione di 236 arazzi, 280 orologi e 285 tappeti) è ancora secretato. E i «libri di cassa» dei due rami del Parlamento contengono voci così fumose (un esempio alla Camera: «emolumenti per servizi di segreteria»: 15 milioni di euro) che se li mettesse a bilancio un'azienda privata si vedrebbe arrivare la Finanza: «Cioè?» Ciò che si può capire, però, basta e avanza per farsi un'idea chiarissima: il risparmio «a casa propria» non è il primo obiettivo dei deputati né quello dei senatori. Certo, sulle ricche indennità quotidianamente nel mirino dei giornali e delle tivù non si sono arrischiati. Non era il caso, con Tremonti che si sfogava dicendo «chi me l'ha fatto fare di diventare ministro di un Paese così povero?» e le sinistre che dall'opposizione dipingevano scenari foschi dove, per dirla con Giuliano Ferrara, «mancava il latte per i bambini». Anzi: considerata l'inflazione, le «indennità» (una delle voci dello stipendio vero, cui vanno in realtà sommate tante altre prebende assai succose) sono aumentate di una virgola (più 0,5%) alla Camera e sono addirittura calate (-7,3%) al Senato. Sul resto, però...

A Montecitorio, per dire, i rimborsi spese sono cresciuti oltre l'inflazione del 9,5%. I vitalizi agli ex deputati (che pesano per 127 milioni di euro: 35 più delle indennità dei parlamentari in carica, a riprova di come per anni la gestione delle pensioni agli onorevoli sia stata scriteriata) del 10,3%. I «servizi personale non dipendente» (cioè?) del 55%. La «comunicazione e informazione» del 40%. I «servizi igiene e pulizia» del 38%. I «servizi di guardaroba» del 43%. Le «spese di missione» del personale del 57,5%. Per non dire delle impennate più stupefacenti: mentre destra e sinistra, dalla Lega a Rifondazione, ammettevano che andava chiusa la stagione delle autoblù, la voce «noleggio di automezzi» ha visto una impennata da 28 a 140 milioni di euro. Pari a un aumento reale del 357%.

Direte: forse usano macchine a nolo per risparmiare sulla più costosa gestione di auto e autisti interni. Può darsi: la voce non è facilmente individuabile. Ma certo se a Montecitorio va come a Palazzo Madama, l'obiezione non regge. Negli ultimi cinque anni, infatti, la spesa per il noleggio di veicoli al Senato si è impennata del 36% oltre l'inflazione mentre, in parallelo, il costo della «gestione autoparco» (da 116 a 220 mila euro) veniva quasi raddoppiato e contemporaneamente erano più che raddoppiati (più 122%) gli «acquisti di autoveicoli». E allora, come la mettiamo? E cosa sono mai i «compensi per prestazioni di carattere professionale» passati da un milione e 291 mila euro a quasi tre milioni? E come si possono spendere 35 mila euro di «tessere di riconoscimento», cioè quasi 25 mila più che nel 2001? E come possono aumentare rispettivamente del 33% e del 90%, sempre al di là dell'inflazione, le spese per «arredi e tappezzerie» e della «rilegatura di libri e periodici»? Le voci più interessanti, però, sono quelle che riguardano il personale.
Non ci era stato spiegato, cinque anni fa, che gli organici erano troppo gonfi e occorreva avviare una sana politica di riduzione degli addetti? Bene: i dipendenti della Camera (112 mila euro di stipendio medio: 26 mila più del presidente del Consiglio, dopo il taglio di qualche giorno fa) sono passati da 1.757 a 1.897: 140 in più, per un costo di oltre 212 milioni di euro di buste paga.

Quanto a quelli del Senato, erano talmente tanti allo scoppio della crisi della prima Repubblica da essere drasticamente ridotti, tra il 1992 e il 2001, da 1.028 a 871. C'erano voluti nove anni per tagliarne 157, ne sono bastati cinque per assumerne 225. E salire al record: 1.096. Di cui 358 commessi, benedetti non solo da un nome più chic («assistenti parlamentari») ma anche da uno stipendio medio di 115.419 euro. A prova di vacche magre. Dice l'Istat che in questi anni gli stipendi dei lavoratori dell'industria sono cresciuti del 2,5% rispetto all'inflazione e quelli dei dipendenti del terziario dello 0,6. Agli «assistenti» è andata meglio: ci hanno guadagnato quasi il 10%.
Averne, di anni di crisi come questi...
Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella

Segnalo il sito di Roberto Poletti ( www.robertopoletti.com )

un tempo giornalista "libero" su Italia 7 Gold; in una sua trasmissione televisiva, "Aria pulita" denunciava gli sprechi e privilegi della politica. Attualmente è parlamentare dei Verdi.

Questa e la sezione del suo sito dedicata agli sprechi:

http://www.robertopoletti.com/public/weblog

gent.mi, ho letto il libro olio di colza e ho visto un documentario alla televisione dedicato ai vecchi motori diesel che in California girano con l'olio da cucina usato.
Perché non alimentare i mezzi più inquinanti con carburanti meno inquinanti? Cambiare l'auto risolverà il problema dell'inquinamento? E se si trasformassero in gpl non solo le auto ma anche le moto? Ho scritto a diverse riviste specializzate e a un'azienda che produce gli impianti gpl (per auto) per chiedere se fosse possibile trasformare la moto ma non ho ricevuto nessuna risposta. Niente di niente

Ciao Franca, ti invio il link ad un libro che mi ha abbastanza sconvolto la vita: si chiama "Euroschiavi", scritto da A.Miclavez e M. Della Luna e parla del signoraggio bancario. -------------> http://www.macrolibrarsi.it/__euroschiavi.php

Io prima di leggere questo libro non sapevo che la Banca d'Italia e la BCE sono due spa private, possedute ad azionariato privato. A scopo di lucro!
Praticamente il denaro stampato, l'euro, viene scambiato AL VALORE NOMINALE con titoli di debito pubblico dei vari stati. La conseguenza è che noi tutti ci stiamo continuamente indebitando con il potere finanziario mondiale, gli stati stanno sempre + diventando soggiogati al volere dei finanzieri perchè indebitati da un meccanismo di usura internazionale che ha il suo fulcro nella PROPRIETA' della moneta all'atto dell'emissione: ne consegue che proprietari dell'euro non sono i cittadini ma le banche proprietarie delle varie banche centrali mondiali (Federal Reserve, BCE, etc.). Solo due presidenti degli USA hanno in passato cercato di stampare denaro di proprietà statale: sono stati Lincoln e Kennedy, entrambi assassinati.
Alla luce dell'analisi fatta nel libro tutte le tasse che si stanno rastrellando per il cosiddetto
"risanamento" sono tributi non dovuti che vanno a pagare questo debito, contratto illecitamente all'atto dell'emissione della moneta (l'euro in questo caso).

Una cosa triste è che di questo argomento non si parla mai, addirittura nel blog di Beppe Grillo si viene censurati se si scrive la parola "signoraggio". Il proprio post non compare. Perchè?
Pensa Franca che secondo lo statuto della Banca d'Italia, (art.3) lo Stato dovrebbe possedere la maggioranza delle quote di partecipazione di questo organismo, ma l' art. è completamente disatteso: la Banca d'Italia si trova quindi oggi in un regime anticostituzionale, ad uso ed abuso del potere finanziario, che è la vera BESTIA da sconfiggere. O meglio, da ridimensionare.
Premi in senato perchè lo statuto della Banca d'Italia sia rispettato, Franca, sarebbe già un primo importante passo.

Con affetto, Giorgio.

PS: Un altro link ---> http://www.centrostudimonetari.org/

Mi sembra strano che Grillo censuri un post su questo; mi è capitato a volte di vedere scomparire commenti piuttosto insignifianti, ma sono spesso errori del server, specie se si postano in contemporanea con molti utenti.

www.orchestrazione.it

Gentilissima Senatrice Franca Rame Lo scrivente Roberto Picchetti voleva ringraziarla per l'emendamento presentato dall'onorevole Salvo Raiti
Ci è sempre stata vicino in modo onesto e sincero, e ci tenevo a dirle queste mie parole.A noi risulta che è stato respinto se ha dati in possesso che confermano questa brutta notizia se ce lo puo confermare.

Purtroppo la situazione economica del nostro paese non è rosea, ci adattiamo a fare qualsiasi lavoro anche in fabbrica ,ma purtroppo un lavoro a tempo indeterminato o determinato è un sogno anche in tali realta, non le dico dei ricatti che uno subisce quando è interinale, quando scoprono che siamo dottori in giurisprudenza non ci assumono forse la cultura è vista come un precedente penale.

Penso che a questo punto l'unica via di fuga da questo incubo sia andare a lavorare all'estero salute dei genitori permettendo, molti di noi le hanno provate tutte:
stage, concorsi, interinale ,lavori a progetto, come il sottoscritto.
Speriamo che il nuovo anno sia migliore
Un saluto da parte di tutti i 550 idonei che la ringraziano davvero di cuore.
Picchetti Roberto

gent.mi, se il problema dell'aria e del petrolio sono le tasse perché non si prende in considerazione il localizzatore satellitare? È uno strumento che fissato all'auto misura i reali km percorsi. Non è fantascienza perché esistono compagnie che lo passano a chi stipula un'assicurazione a km.
Allo Stato andrebbero le stesse tasse della benzina e noi potremmo usare altri carburanti senza evadere il fisco.

straordinaria donna
sono una collega. colleghina, va. nel mio piccolo cerco di muovere le cose, di dire quello che vedo, di partecipare.
trovo ancora durissimo, tra le altre cose, l'angusto spazio che viene riservato alle donne "parlanti", che pur di cose ne avrebbero da dire. le "nostre cose" costano sempre meno di quelle maschili, l'amplificazione delle nostre voci difetta in potenza (c'è un uomo a quel mixer audio), la sguardo con cui siamo accolte è ancora e sempre a metà tra l'intenerito e il sorpreso.
costiamo di meno ma non valiamo di meno.
è ancora un problema, ma tendiamo a dimenticrlo, prese e preoccupate dalla sopravvivenza quotidiana che sempre è stata di competenza femminile. che sempre abbiamo portato a termine.
non è un discorso sulla differenza: c'è differenza e va bene, la differenza è ricchezza, è patrimonio personale, è possibilità di scambio.
ma si fa un gran parlare (dalla parte del testosterone, soprattutto) di risoluzione pacifica dei conflitti: io vinco/tu vinci.
ma sento che nessuno vince. certo non mi arrendo.
ma quando finirà?
un abbraccio pieno di infinita stima.

michella andreozzi
diario d'una attrice
http://andreozzi.splinder.com

Quando finalmente riusciremo tutti a 'vederci' prima come persone e poi in secondo, se non terzo piano ad inserirci in categorie..
Penso che non solo il pensare collettivo che 'l'uomo può' e 'la donna no' sia il solo problema; lo facciamo costantemente con tutti anche tra uomini: 'quello mi fa far carriera', 'quello è un perdente', quello è un immigrato che ruba il lavoro, quello è un barbone e pertanto un delinquente etc..

www.orchestrazione.it

Ciao Franca,

mi chiamo Silvia e la primavera scorsa ho appeso i tuoi manifesti, felice di aver voglia, per la prima volta dopo tanto tempo, di andare a votare!! Figurati ora che ti leggo senatrice!!!
Ecco a me piacerebbe che si studiasse una delibera facile facile da adottare in ogni comune di Italia; potrebbe essere una cosa con cui si impegna l'ente ad acquistare energia elettrica al mercato libero, oppure ad acquistare solo lampade a basso consumo e poi confrontarsi sui risultati...ecco questa è la rete che sogno. Condividere questo percorso per superare lo sconforto!!!
Ti abbraccio e ti ringrazio per tutto quello che stai facendo.

Silvia

p.s. Italia dei valori spedisce via mail una rassegna stampa quotidiana. Perchè non ti leggo mai?

Salve Signora Rame,
siamo due studentesse della Civica Scuola di Cinema di Milano. Abbiamo già provato a contattarla inviandole una lettera al suo domicilo milanese, per poi renderci conto solo in un secondo momento che lei è probabilmente stabile a Roma! Le abbiamo scritto perchè vorremmo, in futuro (data da definire tra febbraio e marzo) realizzare un videoritratto su di Lei poichè la consideriamo una donna straordinaria.
Ovviamente avremmo bisogno di una sua disponibilità temporanea, al fine di intervistarla e chiederle, eventualmente,del materiale.
Grazie per l'attenzione,
e, sperando di sentirla presto,
cordiali saluti.

Michela D'Andrea
dandreamichela@tiscali.it

Francesca Colombo
lav.francesca@libero.it

E' passato tanto tempo da questo post, e le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate! La stampa si inchina all'imperatore B., la crisi economica colpisce sempre più forte e le opposizioni non esistono più... Almeno gli americani hanno scelto un buon presidente (meglio di Bush ci voleva poco...) e la stampa internazionale stà facendo un gran casino per lo stato del nostro paese.
L'unica cosa di cui sono felice è che presto diventerò papà!

Ciao a tutti e anche a te, Franca.

Mao
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Signature (la mia firma):
Pannelli fotovoltaici