Cari amici, sto creando un'associazione di sostegno alle vittime dell'uranio impoverito, con lo scopo di provvedere all'assistenza e alla diffusione della conoscenza del problema. Spero aderirete in tanti! Franca
Duecento chilogrammi di uranio impoverito sono stati diffusi nell'aria dalla distruzione di 600 proiettili che portava l'elicottero dell'esercito greco caduto mercoledì 5 novembre 2008 vicino alla città di Kymi, a nord di Atene. Lo riferisce il quotidiano della capitale Ethnos. Il giornale ha aggiunto che la zona dell'incidente è stata immediatamente isolata per 15 ore, e che sul posto è intervenuta una unita dell'esercito specializzata in guerra biologica e nucleare.
Fonte:(ANSA)
ROMA, 6 OTT - Un importante tassello di iniziativa del Governo si e' aggiunto al progetto di legge con le disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia, attualmente all'esame della Commissione Attivita' produttive della Camera. Si tratta della proposta relativa alla delega al Governo in materia nucleare. Il Governo, nel rispetto delle norme in tema di valutazione di impatto ambientale e di pubblicita' delle relative procedure, e' delegato ad emanare, secondo le modalita', i criteri ed i principi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.59, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, d'intesa con il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, entro il 30 giugno 2009, uno o piu' decreti legislativi di riassetto normativo recanti i criteri per la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione elettrica nucleare, per i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare e per la definizione delle misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate. Con tali decreti sono, altresi', stabilite le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attivita' di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al precedente periodo. Con l'emendamento si stabilisce un regime di semplificazione: in previsione che la costruzione e l' esercizio di impianti di produzione di energia elettrica nucleare siano considerate attivita' di preminente interesse statale saranno come tali, soggette ad autorizzazione unica rilasciata, su istanza del soggetto richiedente e previa intesa con la Regione interessata, con decreto del ministro dello sviluppo economico di concerto con il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare a seguito di un procedimento unico al quale partecipano le amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione. Le modifiche introdotte dagli emendamenti del Governo riguardano anche le fonti rinnovabili: entro un anno dall'entrata in vigore della legge, al fine di agevolare e promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, il ministro dello sviluppo economico, di concerto con quello dell' ambiente, di intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni, definisce norme, criteri e procedure standardizzate che le amministrazioni responsabili adottano ai fini dell' individuazione delle risorse rinnovabili disponibili e dell' autorizzazione alla costruzione e all'esercizio delle diverse tipologie di impianti che utilizzino le fonti rinnovabili di energia, fatti salvi gli impianti idroelettrici e geotermoelettrici con potenza superiore a 3 MWe. Lo stesso decreto stabilisce criteri e meccanismi per migliorare la raccolta e lo scambio delle informazioni. La semplificazione auspicata dal Governo riguardera' anche la procedura autorizzativi per la costruzione e l'esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto e delle opere connesse, o per l'aumento della capacita' dei terminali esistenti, che verra' rilasciata a seguito di procedimento unico ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, con decreto del ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e d'intesa con la Regione interessata, previa valutazione di impatto ambientale ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e successive modificazioni e integrazioni. Il procedimento di autorizzazione si conclude nel termine massimo di 200 giorni dalla data di presentazione della relativa istanza. L'autorizzazione sostituira' ogni autorizzazione, concessione o atto di assenso comunque denominato ivi compresa la concessione demaniale, fatta salva la successiva adozione e aggiornamento delle relative condizioni economiche e tecnico-operative da parte dei competenti organi del ministero delle infrastrutture e trasporti.
Fonte:(ANSA). XLO
Con il referendum gli Italiani hanno già detto NO ma il governo deve averlo dimenticato.
Il ministro dell'ambiente più che occuparsi di difesa dell'ambiente sembra occuparsi di adattamento dell'ambiente agli interessi industriali.
Si sacrifica l'ambiente pur di trovare energia a basso costo per gli industriali. Per effettuare il loro "fantomatico sviluppo" si rendono le procedure per costruire centrali nucleari più semplici.
Ma la cosa più inspiegabile è che queste verrebbero costruite con i soldi di tutti gli Italiani, soprattutto di quelli che hanno gia votato NO al nucleare!
(Infatti, nessun privato ha mai rischiato e investito i suoi capitali nella costruzione di centrali nucleari ovunque nel mondo!)
Soprattutto prima di avviare qualsiasi cantiere il governo deve spiegare bene dove intenderebbe parcheggiare le scorie nucleari e chi si occuperebbe di sorvegliarle nei secoli a venire senza far correre rischi ai nostri nipoti! E deve anche spiegare agli italiani in che modo verrebbero difese le centrali nucleari dagli attacchi terroristici!
Dopo l'11 settembre mi sembra il minimo!
BRUXELLES, 26 SET - Oggi entra in vigore la direttiva europea che impone la raccolta e il riciclaggio delle pile usate, ma molti Stati membri, tra cui l'Italia, non l'hanno ancora recepita. Adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel 2006, la direttiva, che abroga l'attuale norma del 1991, doveva essere recepita dagli Stati membri nei rispettivi ordinamenti nazionali entro oggi. Finora pero' solo sette paesi - Estonia, Spagna, Austria, Slovenia, Olanda, Malta, Lettonia - lo hanno fatto e altri tre - Polonia, Finlandia e Lituania - hanno annunciato che lo faranno a breve. ''La modifica della direttiva sulle pile - afferma in un comunicato il commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas - rappresenta un altro importante passo verso un'Europa che ricicla. La normativa contribuisce a tutelare la salute dei cittadini europei e a rendere piu' sostenibili il consumo e la produzione all'interno dell'Ue''. ''Gli Stati membri che non hanno ancora recepito la direttiva - sottolinea il commissario - devono farlo senza ulteriori ritardi''. Le pile contengono un insieme di metalli nocivi per la salute umana e l'ambiente, fra i quali, in certi casi, metalli pesanti pericolosi come il piombo, il cadmio e il mercurio. La raccolta e il riciclaggio delle pile usate impedisce a queste sostanze di diffondersi nell'ambiente e permette di risparmiare energia e risorse naturali. Secondo i dati del 2002, ben 75.155 tonnellate di batterie vengono buttate ogni anno: la nuova direttiva si prefigge di recuperarne il 25% entro il 2002 ed il 45% entro il 2016.
Fonte: (ANSA). I60-PUC 26/09/2008 14:36
La raccolta in Italia dovrebbe essere già entrata in vigore dal 1999 se non erro, anche se il comunicato dice che l'Italia non l'ha ancora recepita, qualche dubbio mi sorge. Mi incuriosisce sapere se qualcuno ad oggi la fa, a chi devono essere consegnate e dove finiscono le pile raccolte.
A Parma da almeno 15 anni c'è l'obbligo di buttare in recipienti appositi, ben riconoscibili e presenti in moltissime strade della città, le pile usate.Lo svuotamento di questi contenitori avviene una volta alla settimana a rotazione nelle diverse zone della città.
Chi non rispetta le norme comunali può essere, se individuato, multato.
In alternativa ai contenitori presenti nelle strade, le pile usate si possono consegnare ai negozianti che vendono pile nuove,per esempio tabaccai, negozi di fotografia, supermercati, negozi che vendono piccoli elettrodomestici.Costoro hanno l'obbligo di riceverle e smaltirle secondo le norme del comune.
Le pile vengono poi trattate in un paio di stabilimenti che si occupano di rifiuti tossici.
Grazie Cristiana (per tutto). Speriamo che questa sia la Parma che le altre città italiane prendano come modello e non per i brutti sospetti di razzismo delle ultime ore.
Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il c... a quei giornalisti. Non li voglio più vedere... Voglio la rivoluzione contro le prostitute
Il KKK è un'organizzazione terroristica nata negli Stati Uniti come una confraternita di bianchi convinti della loro supremazia nei confronti di altre razze, fondata da ex militari dell'esercito degli Stati Confederati d'America nel 1865, ma fu sciolto nel 1880. Il gruppo originale si oppose alla riforma forzata della Confederazione da parte delle truppe Federali a proposito del trattamento degli ex schiavi, spesso usando la violenza per raggiungere i loro scopi.
Un secondo, ben distinto, gruppo che usò lo stesso nome iniziò la sua attività vicino ad Atlanta nel 1915 per interesse di William Joseph Simmons (1880 - 1945). Questa seconda confraternita aveva l'intento di raccogliere denaro e combattere per mantenere le tradizioni statunitensi minacciate dal crescente numero di cattolici, ebrei, negri e immigrati. Questo gruppo, benché predicasse il razzismo, arrivò a contare 4 milioni di membri negli anni venti. La sua popolarità cadde prima e durante la grande depressione e fu sciolto durante la seconda guerra mondiale nel 1944 da James Colescott.
Il nome Ku Klux Klan è identificato inoltre e soprattutto con il movimento razzista che in particolare nel sud degli Stati Uniti, intorno agli anni 50 e 60, terrorizzò la gente di colore con assassini, violenze, soprusi e prevaricazioni. Di fatto il KKK si opponeva al movimento Civil Rights Act, che attraverso una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica, affermava la parità dei diritti tra bianchi e neri e contro la loro segregazione che di fatto era considerata lecita nel paese. Grandi opinion-leader come Malcom X e Martin Luther King, pagarono il loro coraggio con la morte. Ma con i loro discorsi e le loro azioni, riuscirono a svegliare la coscienza di milioni e milioni di bianchi degli Stati Uniti D'America, che appoggiarono la popolazione nera per affermare l'uguaglianza e garantire pari diritti a bianchi e neri. Il Governo sferrò una durissima battaglia contro il Ku Klux Klan e i suoi affiliati. Seppur con difficoltà per la radicata, violenta e atavica mentalità fondata sull'ignoranza, sull'odio e sull'intolleranza, delle popolazione di alcuni Stati del sud, ove maggiormente era radicato, il movimento razzista fu sconfitto, gli affiliati condannati e il Ku Klux Klan considerato fuori legge.
Italiani “brutta” gente è il titolo della puntata di Annozero in onda Giovedì 2 ottobre alle 21.05.
Fino ad oggi abbiamo assistito alle proteste per i problemi creati dall’immigrazione. Per la prima volta siamo di fronte ad una vera e propria rivolta da parte di una seconda generazione di immigrati, ragazzi che sono e si sentono italiani, e rivendicano i loro diritti e la loro identità.
Sandro Ruotolo in collegamento da Castel Volturno racconterà la strage ad opera dei casalesi e la Soweto casertana che si ribella. In studio Michele Santoro ospiterà il sindaco di Verona Flavio Tosi, Gad Lerner e Daniela Santanchè che si confronteranno con i ragazzi di Milano che sono scesi in piazza dopo l’omicidio di Abdul, il ragazzo ucciso per un pacco di biscotti.
Penso sia utile prendere in visione la 'Carta di Parma' redatta dal sindaco Vignali e dalla sua giunta e sottoscritta da sindaci di molte città dell'Italia settentrionale e dell'Emilia.
LA “CARTA DI PARMA”
PREMESSO
- che il diritto alla sicurezza ed alla qualità della vita urbana è una priorità e un bene primario dei
cittadini, e il prerequisito necessario alla vita serena e allo sviluppo di ogni comunità;
- che la sicurezza deve essere garantita non soltanto per quanto riguarda fenomeni di criminalità
organizzata ma anche in riferimento ad aspetti di fenomeni di criminalità, micro-criminalità e
illegalità, presenti anche sotto forma di degrado e disordine urbano;
- che il territorio e gli enti locali sono il livello su cui si ripercuotono le decisioni, o le non decisioni,
della politica nazionale;
- che i problemi di sicurezza urbana delle piccole e medie città, vengono ad oggi sottovalutati
ricevendo meno attenzione e meno risorse del necessario;
- che l’organico e la dotazione di mezzi e strumenti tecnologici delle forze dell’ordine, in particolare
nelle piccole e medie città, così come i loro stipendi, da molti anni sono rimasti invariati mentre il
numero dei reati e i problemi connessi alla sicurezza urbana crescono costantemente ogni anno;
- che il problema della sicurezza urbana, fino a qualche decennio fa limitato alle realtà
metropolitane maggiori, oggi è diffuso a tutte le realtà urbane e intrinseco alle dinamiche di
sviluppo della città contemporanea;
- che ad oggi l’unico tavolo di confronto tra il governo e gli enti locali sul tema della sicurezza è
limitato alle sole Città Metropolitane;
- che la diffusione e la complessità del problema della sicurezza urbana richiede l’azione congiunta
e sinergica, nell’ambito delle rispettive responsabilità dei diversi livelli istituzionali, nonché la
promozione, anche in via sussidiaria, di interrelazioni finalizzate ad avvicinare, sempre più, i
dispositivi di prevenzione alla percezione dei cittadini;
- che di conseguenza le esigenze espresse in questi mesi dai colleghi Sindaci delle città più
importanti sono dunque le stesse di tanti altri Sindaci, che ugualmente hanno il dovere e la
responsabilità di preservare le loro comunità dalle minacce dell’illegalità e dell’insicurezza;
- che l’iter del pacchetto sicurezza varato sull’onda dei tragici fatti di Roma del novembre 2007 è
stato portato a termine solo in parte;
- che oltre cento enti locali tra Comuni, Province e Regioni aderiscono al Forum Italiano per la
Sicurezza Urbana, organismo attivo già da diversi anni, che si é fatto da tempo promotore di
numerosi progetti e di diverse iniziative nel segno della promozione e della salvaguardia della
sicurezza urbana e dei singoli cittadini e in particolare di un progetto di legge le cui linee guida
sono: la promozione delle politiche integrate per la sicurezza; il coordinamento tra Polizie nazionali
e locali; la ridefinizione delle necessarie condizioni strutturali e organizzative per una polizia locale
di qualità;
- che questo testo, il cui cammino era stato avviato per iniziativa di ANCI, UPI e Conferenza dei
Presidenti di Regione già nella penultima legislatura, contiene attuali e preziosi strumenti con i
quali i sindaci sarebbero in grado di dare il loro fattivo contributo alla sicurezza delle città.
I Sindaci delle città di Parma e Verona, Cremona, Pavia, Belluno, Novara, La Spezia, Alessandria,
Padova, Modena, Asti, Lodi, Treviso, Mantova, Como e Piacenza
CHIEDONO
al Governo Italiano e in particolare al Ministero dell’Interno e al Ministero della Giustizia,
1. di potenziare le funzioni del Sindaco, pur in un contesto di attribuzione allo Stato delle
competenze in tema di lotta e di repressione della criminalità,
a. prevedendo la facoltà del Sindaco di adottare provvedimenti in materia di ordine pubblico,
relativi ai reati minori e ai temi del degrado fisico e sociale del territorio;
b. rafforzando la collaborazione tra Sindaco e Prefetto, attraverso un protocollo di comunicazione di
provvedimenti che riguardano la sicurezza al Prefetto, che può intervenire, in una visione strategica,
con tutti gli strumenti ritenuti necessari, compresa, nel caso di uno spostamento di attività illecite da
un Comune all’altro, la convocazione di una conferenza alla quale partecipano i Sindaci, il
Presidente della Provincia e altri soggetti interessati;
c. prevedendo non solo la presenza dei Sindaci nei Comitati provinciali per l’Ordine e la Sicurezza,
ma anche il loro ruolo di indirizzo nella programmazione e il coordinamento delle forze di polizia
sul territorio comunale.
2. di prevedere, come in altri paesi europei, finanziamenti specifici per progetti degli enti locali
riguardanti le iniziative di sicurezza e qualità urbana, quali per esempio:
a. infrastrutture legate alla sicurezza (illuminazione, video-sorveglianza nei luoghi pubblici e sui
mezzi di trasporto pubblico, presidi, ecc.)
b. un “pacchetto rosa” specifico per la sicurezza delle donne
c. progetti per il decoro urbano e la riqualificazione di aree degradate
d. progetti di prevenzione legati all'aumento dei fenomeni di disagio e di devianza (uso di sostanze
stupefacenti, bullismo, incidenti correlati all'abuso di alcool ecc.).
3. di potenziare l’organico e la dotazione di mezzi delle forze dell’ordine anche nelle piccole e
medie città, ad oggi fortemente penalizzate nella distribuzione di uomini e risorse.
4. di potenziare la collaborazione tra Polizia Municipale e forze dell’ordine:
a. con piani coordinati di controllo del territorio che definiscano rapporti di reciproca collaborazione
tra il personale della Polizia Municipale e gli organi di polizia dello Stato, modulando
coerentemente alle esigenze del territorio le figure del poliziotto e carabiniere di quartiere;
b. con procedure più efficaci rispetto a quelle attuali per assicurare l’immediato interessamento
degli organi di polizia dello Stato nel caso di interventi nella flagranza dei reati;
c. estendendo alla Polizia Municipale la facoltà di accesso diretto alla banca dati dei veicoli
rinvenuti ed a quella dei documenti di identità rubati o smarriti;
d. introducendo per la Polizia Municipale la facoltà di immissione diretta dei dati (e non solo di
consultazione di quelli esistenti);
e. estendendo alla polizia municipale alcuni poteri di polizia sui reati minori e la sicurezza urbana
senza dover ricorrere impropriamente al codice stradale.
5. di introdurre una nuova disciplina che semplifichi le procedure amministrative per la concessione
o il diniego della residenza, prevedendo al contempo, coerentemente con le normative europee,
requisiti più rigorosi sotto il profilo personale, della possibilità di integrazione e di maggiore
coerenza con le norme urbanistiche, anche al fine di contrastare il fenomeno del degrado, del
sovraffollamento urbanistico e delle locazioni irregolari.
6. di introdurre norme specifiche e aggravi di pena
a. per lo sfruttamento dei minori in attività criminali o nell’accattonaggio;
b. per i reati di danneggiamento e di deturpamento;
c. per occupazione abusiva di luogo pubblico, per la quale si prevede che il Sindaco possa disporre
l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti e la chiusura fino
all’adempimento dell’ordine.
7. di rivedere la normativa vigente in tema di reati di grave allarme sociale, ampliando il numero dei
reati previsti, rafforzando la risposta a condotte che minano la sicurezza dei cittadini, garantendo sia
la celerità del giudizio che la certezza di una pena commisurata al reato commesso e escludendo, in
questi casi, l’automatismo della sospensione dell’esecuzione della pena irrogata con sentenza
definitiva.
8. di implementare gli strumenti e le risorse che possono permettere a fenomeni come quello
dell’immigrazione e della circolazione delle persone di diventare un fattore di crescita della società
e non di impoverimento e di conflittualità. In particolare chiediamo di
a. aumentare le risorse al Fondo per l’inclusione sociale;
b. aumentare le risorse al Fondo per i minori stranieri non accompagnati e introdurre una disciplina
che favorisca il loro inserimento lavorativo e sociale al compimento del diciottesimo anno di età;
c. sviluppare una politica delle quote di ingresso basata sul reale fabbisogno delle singole regioni,
che devono farsi carico con gli altri enti locali dell’effettivo inserimento lavorativo e di integrazione
degli immigrati in entrata e devono essere messi in grado di supportare con progetti e finanziamenti
mirati la pressione migratoria;
d. intensificare la lotta alla clandestinità, che inficia e preclude l’inserimento dell’immigrazione
regolare all’interno della comunità, attraverso la garanzia del conferimento di mezzi e risorse
adeguate alle forze dell'ordine che svolgono il controllo alle frontiere, anche con l'intensificazione
della necessaria collaborazione con gli altri stati europei.
Parma, 18 Aprile 2008
Il Sindaco di Parma Pietro Vignali
Il Sindaco di Verona Flavio Tosi
Il Sindaco di Cremona Gian Carlo Corada
Il Sindaco di Pavia Piera Capitelli
Il Sindaco di Belluno Antonio Prade
Il Sindaco di Novara Massimo Giordano
Il Sindaco di La Spezia Massimo Federici
Il Sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio
Il Sindaco di Padova Flavio Zanonato
Il Sindaco di Modena Giorgio Pighi
Il Sindaco di Asti Giorgio Galvagno
Il Sindaco di Lodi Lorenzo Guerini
Il Sindaco di Mantova Fiorenza Brioni
Il Sindaco di Como Stefano Bruni
Il Sindaco di Piacenza Roberto Reggi
Caro Santoro perchè sei così indulgente con gli italiani?
Gli Italiani in tutta la loro storia non sono stati mai così brutti neanche quando duemila anni fa facevano gli imperialisti! Non imponevano i loro modelli, come fanno gli imperialisti di oggi a cui gli italiani si ispirano, ma assorbivano il meglio delle culture dei paesi annessi all'Impero e lo rendevano Romano.
La verità è che oggi gli immigrati dopo qualche mese che sono in Italia si accorgono facilmente di essere migliori degli Italiani ma purtroppo sono costretti a rimanere perchè non hanno alternative alla povertà alle carestie ed alle guerre che martoriano i loro paesi d'origine!
A proposito della frase recente di Berlusconi di sentirsi israeliano!
Uno stralcio del bell' articolo di Moni Ovadia dal Titolo "Tredici milioni di canzoni" . Il significato della Shoa è universale. Condannare la Shoa è condannare ogni persecuzione e odio contro chiunque è diverso!!! E' essere contro l'emarginazione e per l'integrazione, la tolleranza e il rispetto dell'uomo indipendentemente dal sesso, dal colore della pelle, dalla fede religisoa professata, indipendentemente se è etero, gay, "sano" o malato, "normale" o disabile.
(...) Una canzone molto significativa degli anni '60 ricorda che gli assassinati nei campi di sterminio nazisti, furono tredici milioni. Questa cifra non ricorre quasi mai nelle celebrazioni, nei discorsi, nelle commemorazioni, nei vari giorni solenni che ricordano i tragici eventi legati allo sterminio nazifascista. Le rare volte che qualcuno ricorda il numero intero delle vittime, questo dato scivola come acqua sulla pietra. Ora, chi furono gli sterminati? Sei milioni furono gli ebrei, lo sappiamo bene. Ma gli altri? Furono zingari, menomati, omosessuali, antifascisti di ogni orientamento politico e di ogni fede, soldati che rifiutarono di vendersi ai tiranni. E furono anche slavi, Testimoni di Geova, pacifisti. Il giorno 17 scorso, il quotidiano La Repubblica ha riportato stralci di un discorso tenuto dal nostro presidente del consiglio a Parigi, nel corso della sua ultima visita in Francia dove, fra le altre, ha pronunciato queste nobili parole: "Ho visitato Auschwitz e mi sono sentito anch’io israeliano (…) Ho sempre sentito l’importanza di essere dalla parte di Israele e dei suoi abitanti".
Non c’è dubbio che gli israeliani portino su di sé una parte dell’eredità e del senso di ciò che fu la Shoa in quanto sopravvissuti o eredi di sommersi e di salvati, ma solo una parte. L’altra parte appartiene agli ebrei della diaspora e a tutte le altre vittime della barbarie nazifascista.
Il significato della Shoa è universale e ce l’ha insegnato definitivamente Primo Levi scrivendo "Se questo è un uomo". Non 'se questo è un ebreo', né 'se questo è un israeliano'. Non si hanno sentimenti di onesta ripulsa dell’orrore nazifascista se non ci si sente anche antifascisti, zingari, omosessuali, menomati, pacifisti.
Non sarò certo io a voler negare lo specifico antisemita del nazifascismo, ma far confluire questo aspetto nella israelizzazione esclusiva della Shoa, è un’operazione di propaganda e, per il futuro della memoria, è devastante.
ANTIGONE DENUNCIA EPISODIO RAZZISMO A CIAMPINO
ROMA - Amina Sheikh Said, una donna somala di 51 anni, sposata con un italiano Luigi Mancuso, cittadina italiana, è stata "umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore all'aeroporto di Ciampino". A denunciare il fatto é l'associazione 'Antigone'. La donna, che tornava, a fine luglio, da un viaggio a Londra con quattro nipotini, è stata accusata prima di rapimento di bambini, poi di traffico di clandestini, infine di essere un corriere della droga, è stata tenuta nuda per ore". Dopo quattro ore in cui personale dell'aeroporto ha cercato "ingiuriandola, chiamandola 'negra'" di convincerla ad una ispezione corporale la donna - prosegue 'Antigone' - è stata portata in ambulanza al Policlinico Casilino. La perquisiscono e non si trova niente. Nessuno le rilascia alcun verbale, delle perquisizioni effettuate non rimane traccia". Amina, sostenuta da 'Antigone' mercoledì scorso ha sporto denuncia.
Amina Sheikh Said "ha precedenti specifici per traffico di stupefacenti". Lo dichiara Remo De Felice, dirigente dell'ufficio della polizia di frontiera aerea di Ciampino. "La donna è stata sottoposta ad approfonditi accertamenti in aeroporto - spiega De Felice - perché aveva con sé quattro minori. Dai controlli è emerso che aveva precedenti specifici come 'ovulatrice' (chi trasporta droga nascosta in ovuli ingeriti). Per questo le è stato chiesto di sottoporsi a un'ispezione corporale". "Anche il marito - prosegue De Felice - era noto all'autorità giudiziaria per traffico di sostanze stupefacenti".
Sposata da molto tempo con il signor Luigi Mancuso, Amina ha quattro figli che abitano a Londra. Lo scorso 21 luglio tornava a Roma dopo avergli fatto visita e portava con sé quattro dei suoi nipotini, tre di un figlio e uno di un altro, di età compresa tra i sette e gli 11 anni, racconta l'associazione 'Progetto Diritti' che aiuta legalmente la donna. Arrivati all'aeroporto di Ciampino, la Polizia di Frontiera esamina i documenti dei bimbi e decide che qualcosa non va. I minori hanno cognomi diversi tra loro.
"Luigi Mancuso, giunto all'aeroporto a prendere la famiglia, viene fatto entrare nell'area doganale - spiega l'associazione - Lo si accusa con spregio di essere correo nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". I coniugi vengono interrogati sulla composizione del nucleo famigliare e sugli spostamenti effettuati. Si ispezionano i bagagli. "Nel frattempo anche i bambini sono trattenuti, a nessuno è permesso chiamare i genitori o il Consolato britannico a Roma, che tutto avrebbero potuto spiegare". "Poi Amina è condotta in una stanza e fatta spogliare per un'ispezione corporale. Le resta addosso il solo reggiseno. Due donne - racconta ancora 'Antigone' -le chiedono di assumere varie posizioni atte a osservare meglio le cavità del corpo. Amina acconsente. Ma quando le dicono di dover procedere all'esplorazione anale e vaginale, Amina rifiuta. Chiede almeno che sia un medico a farlo. Le donne la ingiuriano e la minacciano: 'ti spedisco in carcere', "come sei nera fuori lo sei dentrò, 'daremo i bambini all'assistente socialé". "Il reato ipotizzato a quel punto muta: da ladra di bambini a corriere della droga. Glielo dicono in faccia sprezzantemente. La chiamano 'negra', minacciano di spedirla al centro di igiene mentale se non acconsentirà all'ispezione corporale".
Per oltre quattro ore rimane svestita di fronte a un numero imprecisato di persone che entrano ed escono dalla stanza, poi viene ammanettata e distesa su una barella, sul corpo nudo qualcuno posa un telo di cellophane da imballo. Viene portata in ambulanza al Policlinico Casilino. Dalla perquisizione non emerge niente. "Nessuno le rilascia alcun verbale - dicono le associazioni - delle perquisizioni effettuate non rimane traccia. Le si comunica solo l'avvio di un procedimento penale nei suoi confronti per la resistenza opposta a pubblico ufficiale". Ora ad assistere Amina, la cui storia appare sul sito delle associazioni www.linkontro.info è l'avvocato Luca Santini.
CINESE AGGREDITO, AGGRESSORE DA SINDACO PER SCUSE
Uno dei giovani che ha aggredito ieri un cittadino cinese nel quartiere di Tor Bella Monaca a Roma, Tong Hongsheng, andrà oggi attorno alle 13,30 in Campidoglio. A quanto si è appreso, il giovane, che sarà accompagnato dal padre, vuole incontrare il sindaco Alemanno per porgergli le sue scuse per quanto accaduto ieri. Verrà sottoposto ad intervento chirurgico per la riduzione della frattura del setto nasale Tong Hongsheng. L'uomo si trova attualmente ricoverato al Policlinico Tor Vergata. Secondo quanto si apprende da fonti sanitarie se il decorso post operatorio sarà regolare l'uomo potrebbe lasciare l'ospedale già entro la metà della prossima settimana.
SCRITTE CONTRO ANNA FRANK A ROMA;ALEMANNO,VERGOGNA
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno appena appreso dalla stampa della comparsa di "vergognose scritte" contro Anna Frank, in via di Torre Annunziata, nel VI municipio, nel quartiere Prenestino, ha dato immediato incarico all'Ufficio Decoro Urbano di cancellarle. Lo ha reso noto l'amministrazione capitolina. "Condanno con forza, anche a nome di tutta l'amministrazione capitolina - ha detto Alemanno - queste atti scellerati che offendono la memoria di chi ha vissuto e pagato con la vita una delle più aberranti forme di discriminazione razziale. Proprio il Diario di Anna Frank - ha detto il sindaco - è una delle più toccanti e vere testimonianze della tragedia di una giovane donna, simbolo di un popolo che ha sofferto la follia dell' antisemitismo".
“Mi sento completamente straniero in questo Paese. Non riconosco più i sogni che aveva l’Italia. Non riconosco più le aspettative. Non riconosco neanche più quello che un po’ era uno stereotipo, ma che era una sorta di riserva di credibilità italiana, cioè un Paese di gente buona. Oggi appare un Paese di gente cattiva, aggressiva, risentita… non c’è gioia di vivere in questo Paese. È un Paese mortificato, anche in quelle che erano le sue supposte virtù: la capacità di cavarsela, di venirne sempre fuori… Un Paese terribilmente involgarito. È un Paese che declina pesantemente verso il razzismo».
Sono parole di Moni Ovadia, che abbiamo intervistato. Nella lunga conversazione Moni parla di crisi della democrazia costituzionale, revisionismo, anticomunismo, nuovo razzismo, perdita della memoria, uso politico della paura. Il video è diviso in tre blocchi. Li metteremo on line a puntate. In questo primo blocco si discute in particolare dei caratteri dell’Italia berlusconiana.
Sul sito, il video con il seguito della conversazione con Moni Ovadia.
Da un estratto di un testo di Massimo Orlandi.
"Nel 1934 quando gli italiani andavano a cercare fortuna in Australia erano marchiati e discriminati
dal razzismo anti-italiano.
Portavano una “I” ben impressa sulla divisa da minatore. “I” come italiano, “I” perché costretto a vivere separato dagli altri, nella “Italians zone”. E’ una delle conseguenze del razzismo contro i minatori italiani che produsse numerosi feriti e tre morti tra i nostri connazionali. Sono ferite poco conosciute o completamente dimenticate della nostra storia, con gli italiani nel ruolo dei marchiati e dei discriminati, che invece oggi gli italiani farebbero bene a ricordare.
Nel 1883 nella Camargue in Francia ci fu un durissimo attacco ai lavoratori piemontesi e lombardi considerati ‘razza inferiore’ e oggetto di una dura rappresaglia della popolazione che causerà 9 morti e 100 feriti.
Così nel 1920 in America, dove si respira un clima fortemente ostile verso gli emigrati italiani: ci sono Stati che vietano l’iscrizione ai figli degli italiani “macaroni”, si moltiplicano gli episodi di intolleranza; in un’isola di Manhattan si preparano gli italiani in arrivo a ciò che li attende: i nostri emigrati vengono “spulciati”, schedati sottoposti ad un autentico interrogatorio prima di poter, eventualmente, entrare.
Aggressioni verbali, allontanamento dalla società e perdita dei diritti."
Dal Corriere della sera del 16 aprile 1992 (Pagina 9)
New York, italiani discriminati all' universita'?
causa 42 denunce di docenti e impiegati italo americani, agenti dell' FBI dovranno investigare per scoprire se effettivamente esiste discriminazione razziale
NEW YORK . (r.e.) Razzismo all' universita' di New York contro gli italiani? Agenti del Fbi sono stati chiamati a investigare per l' accusa di un gruppo italo.americano che si batte per i diritti civili, secondo cui i professori italo.americani sarebbero discriminati. Se gli agenti troveranno fondate le accuse (si tratta di 42 denunce di docenti e impiegati), il college della metropoli (Cuny) potrebbe perdere tutte le convenzioni federali, che assommano a 40 milioni di dollari.
Ancora oggi gli italiani sono discriminati in molte nazioni ma gli Italiani che hanno la fortuna di vivere in patria o non lo sanno o non lo ricordano o fanno finta di non saperlo!
Discriminati in quanto italiani nei locali di Stoccolma?
Da una lettera a Beppe Severgnini, inviata al Corriere della Sera:
Caro severgnini,
sono tornato da poco da una vacanzina a Stoccolma con la mia combriccola di amici (abbiamo tutti tra i 22 e 24anni). Ogni sera capitava di uscire al fine di frequentare alcuni dei locali dei quali Stoccolma è gremita ma, inevitabilmente, in ogni locale ci veniva chiesta l'età e, qualunque età noi dichiarassimo di avere, ci veniva risposto che serviva essere più grandi di un anno! Sorpresi dalla situazione, abbiamo indagato sulla cosa e molti residenti ai quali abbiamo posto la questione rispondeva che in quei locali non facevano entrare italiani! A scanso di equivoci devo dire che io e i miei amici eravamo sempre vestiti con camicia e giacca. Le domande che mi sono posto sono le seguenti: perchè questa discriminazione verso gli italiani? Cosa la giustifica? Si sentono superiori a noi?
E gli italiani che fanno nel 2008? I razzisti!
Vergogna! Vergogna! Vergogna!
nel 2008 la parola da usare è ancora Vergogna!
Come per le "leggi Vergona" degli Italiani contro altri Italiani ebrei che furono prima ghettizzati e poi mandati allo sterminio!
Non dobbiamo dimenticare il vero significato della Shoah, che , se in ebraico significa sterminio e per gli ebrei significa lo sterminio che ha falcidiato la loro popolazione, altrettanti milioni di persone non ebree sono state annientate, fatte sparire dal mondo per motivi che oggi in modo oscuro e micidiale stanno riaffiorando.
Pensate a quello che dicono i leghisti nei loro appuntamenti deliranti, far sparire dalle città italiane zingari, ambulanti, arabi e africani e forse anche asiatici o sudamericani in nome di un diritto alla terra,al lavoro da parte di chi è bianco e deriva da , immagino, quattro generazioni di 'purissimi' padani.
E' un orrore di cui non posso e non voglio darmi pace, è uno scivolare sempre più vischioso in una dimensione di disprezzo e di odio che non può che alimentare violenza, stupidità e regressione a livelli di civiltà costruiti solo sull'istinto.
Ho riportato stamattina nel blog la 'Carta di Parma', non se hai avuto la possibilità di leggerla; secondo me riassume in sé le logiche di questo governo, sia in ambito di 'sicurezza', sia per quanto riguarda la frammentazione e la dissociazione di comuni e regioni da un governo centrale.
Una carta dei servizi che rispecchia la posizione del Governo. Tutta sulla sicurezza dei cittadini...ma forse pensando solo ad su una parte dei cittadini. Mentre la sicurezza degli immigrati dov’è? penso semplicemente che tutto questo gran parlare è in realtà solo fumo che fomenta l’odio per il diverso…e quindi crea solo paura, insicurezza e disumanizza il rapporto di convivenza rendendolo sempre più difficile. Quello che invece dovrebbe essere uno degli scopi primari dei governanti è perseguire l’integrazione e incentivare la solidarietà. E siamo in una società che si dice cattolica!!!E i politici ( e il clero) si ricordano di essere cattolici solo per condannare le unioni di fatto,la fecondazione assistitita, il testamento biologico ecc...
Gli episodi di razzismo sono quotidiani …dove andremo a finire? perché non si fa una carta sui diritti di tutte le persone di avere una vita dignitosa e dei modi per aiutarle ad uscire dalla loro triste condizione? Perchè non si fa una carta della solidarietà?
Siamo in un clima da Ku Klux Klan!
Fare i sindaci sceriffi, armare i vigili, creare i volontari per la sicurezza, portare l’esercito nelle città è molto pericoloso! Ci possono essere dei fuori di testa, delle persone incompetenti ed inadatte che usano la loro posizione per attuare abusi invece che per tutelare la sicurezza dei cittadini. Ma poi davvero la sicurezza è il problema più urgente? Le statistiche dicono il contario!
Si dice che quello che è importante è la percezione della sicurezza ma come dice Moni Ovadia la propaganda può essere devastante.
E che cosa hanno propagandato fino ad ora i governanti a livello locale e nazionale?
La carta di Parma, firmata da sindaci di altre città, parla solo di sicurezza come se fosse l’unico, fondamentale, impellente problema! E quindi cosa deve pensare chi vive a Parma o chi legge questa carta? Che Parma è una città insicura…problematica da questa punto di vista, così come gli Italiani a forza di sentirsi dire dai governanti, connivente la stampa, che la sicurezza e che gli immigrati sono delinquenti, pensano davvero di vivere in città insicure e che i clandestini sono veri responsabili, si sentono giustificati quasi a trattare male, nei migliori dei casi, un immigrato... pensate che clima diverso sarebbe se invece di emergenza sicurezza e di clandestini, i nostri governanti parlassero d'integrazione, di diritto alla cittadinanza per gli immigrati, del loro diritto al voto, di certezza della pena e di abbreviazione del processo civile e penale,di antimafia, di cosa fare per la sicurezza sul lavoro..(questa che davvero è un’insicurezza! questa si che davvero dovrebbe essere una lotta forte e seria! ) Forse ci sentiremo tutti più solidali, più rassicurati, generosi ed umani.
Avremo dei valori, delle regole morali da condividere. Ecco quello che manca all'Italia è proprio ciò che Leoluca Orlando ha detto ieri sera nella serata di commemorazione del trentesimo anniversario della morte di Peppino Impastato, alla quale ho partecipato e sulla quale, tempo permettendo, vorrei inserire un commento apposito.
Noi non abbiamo valori, regole morali, etiche condivise.
Se le avessimo non occorrerebbe una legge per impedire la candidatura dei condannati, sarebbe lo stesso condannato a non candidarsi, o lo stesso partito a non candidarlo (come avviene in Germania e in altri paesi civili).
Se le avessimo condanneremo una persona, un politico, un personaggio pubblico,perchè ha tenuto un comportamento moralmente inaccettabile anche se questa persona non è stata ancora condannata a livello giudiziario. Un politico che intrattiene rapporti con mafiosi, anche se non è condannato a livello giudiziario, è moralmente condannabile e non deve presentarsi come candidato e non deve essere eletto alle più alte caiche...
Perchè la legalità non è il rispetto della legge ma è il rispetto dell'uomo.
E tutto ciò che va contro questo rispetto va condannato.
I valori morali ed etici sono quindi quelli espressi dalla Costituzione, l'antifascismo, l'uguaglianza di fronte alla legge, l'uguaglianza e il rispetto di tutti a prescindere da razza, sesso, religione ecc.
Questi valori non li condividiamo più ed è questo che porta al degrado morale dell'Italia attuale.
Il recupero di questi valori dovrebbe essere il compito primario di ciascuno di noi, della scuola, della politica e se mi permettete della Chiesa...solo in questo modo potremo costruire una società aperta e soprattutto sicura.
La sicurezza è avere dei valori morali dentro di sè a prescindere da tutto, dei valori che si rispecchiano nella società in cui viviamo. E' insicura e degradata una società che non ha valori, e questi governanti affaristi, mafiosi, fascisti, razzisti, xenofobi stanno costruendo questo tipo di società o forse meglio dire stanno degradando ciò che i nostri padri hanno costruito con le loro lotte e con il loro sacrificio.
2008-10-02 18:19
CINESE PICCHIATO A ROMA, IPOTESI RAZZISMO
ROMA - Un giovane cinese di 25 anni è stato aggredito nel pomeriggio a Roma da cinque italiani, mentre si trovava in viale Duilio Cambellotti, nel quartiere popolare Tor Bella Monaca, nella periferia sud est. Ancora da accertare le ragioni della violenza ma gli inquirenti, che hanno ascoltato anche un testimone, non escludono un movente di natura razzista. In base a quanto si apprende da fonti del 118, in seguito all'aggressione il giovane avrebbe subito un trauma cranico e la frattura del setto nasale.
"Sono stati fermati sei dei ragazzini presumibilmente coinvolti nell'aggressione al cittadino cinese a Roma, due sono già stati riconosciuti dai testimoni. Si trovavano ancora in zona, quasi tutti sono minorenni". A riferirlo è il consigliere capitolino Dario Nanni (Pd), eletto proprio in VIII municipio, teatro del raid razzista. "Esprimo soddisfazione - ha aggiunto - perché in poco tempo i vigili urbani sono riusciti ad individuare e fermare i responsabili. Il ruolo della polizia municipale è fondamentale in una città come Roma".
Se questi sono gli italiani d'Italia, è meglio fare gli italiani all'estero!
Sarebbe più facile fare le valige andare via e rinnegare questa vergogna che aspettare tempi migliori vivendo questa decadenza!
Roma, 30 set - Presentata stamane presso l'Auditorium del Lavoro di Roma la terza edizione del ''Rapporto Italiani nel Mondo'' promosso dalla Fondazione Migrantes per raccontare l'emigrazione italiana.
Secondo i dati del Rapporto gli italiani residenti all'estero e che hanno conservato la cittadinanza italiana con diritto di voto sono 3,7 milioni. Di questi piu' di un terzo e' nato all'estero. Il Paese con piu' italiani e' la Germania seguita da Argentina e Svizzera. La regione italiana con piu' emigrati e' la Sicilia con oltre 600 mila residenti all'estero. Piu' della meta' degli italiani fuori dell'Italia sono giovani con meno di 35 anni e di questi il 30% sono minorenni.
Fonte: (ASCA)
GLI ITALIANI ALL'ESTERO OVVERO I COSIDDETTI STRANIERI "MANGIASPAGHETTI" O "PUMMARO'" SONO QUASI 4 MILIONI + ALTRETTANTI CHE NON HANNO CONSERVATO LA CITTADINANZA O SONO FIGLI DIRETTI DI!
SPERIAMO CHE SIANO TRATTATI MEGLIO DEGLI STRANIERI IN ITALIA.
forse è una reazione inconscia collettiva per il quale è più immediata la circumnavigazione del pianeta rispetto alla sua trapanazione per raggiungere e collegare i due poli...uso questa metafora per dire che nello stesso scrivere questo commento mi accorgo di darmi una spiegazione al mio stupore...trapanare il pianeta...andare a fondo...pericolosissimo! letale... ed infatti credo che possa essere letale per la propria salute mentale ed emotiva talvolta andare a fondo...meglio circomnavigare e guardare il paesaggio.... andando a fondo si potrebbe scoprire che la ragione di tutte le guerre non è il petrolio... non è l'energia...ma la sistematica pianificazione a tavolino dell'indebolimento, della colonizzazione secondo criteri sempre uguali, della genesi del bisogno in altri popoli. tutto questo ad opera di pochissime unità di questo nostro pianeta. perchè finchè ci saranno le centrali nucleari si produrrà uranio impoverito che richiederebbe soldi per lo smaltimento, quindi meglio farne materia prima di una fonte di lucro...le armi... che diventano guadagno nel momento in cui tutte le nazioni unite le pagano per consumarle da qualche parte... ecco perchè gli americani si incavolano di far la guerra da soli..perchè le armi sono costretti a pagarsele da soli...però poi lo fanno lo stesso tanto gli altri seguono. ma se oramai è accessibile ad ogni tecnologia la realizzazione di fonti energetiche davvero pulite, come mai nel mondo si prosegue con il nucleare? come mai se il pianeta è per tre quarti d'acqua c'è la sotterranea proogettazione della privatizzazione delle sorgenti d'acqua dolce? per la sistematica pianificazione delle nuove ragioni di conflitto future... perchè sono il mezzo per COLONIZZARE.. siamo di fronte al riciclo perpetuo dello storia.. è palese eppure la gente sembra preferire circumnavigare...forse perchè tutto questo sembra andare fuori da qualunque nostro potere, ma così non è, anche il semplice atto di piantare un piccone e scavare anche anelare alla consapevolezza è un potere.
perchè se io so insegno e chi viene dopo di me fa meno fatica ad imparare... sempre e solo per i miei figli.
Cara Franca D.G., credo che la capacità di stupirsi, nonché quella di indignarsi e persino quella di ridere, sia il segno che qualcosa dentro di noi è vivo, e si manifesta. E’ quello che viene simboleggiato dal fuoco prometeico, quella scintilla di intelligenza che è (anche se spesso non sembra) patrimonio dell’umanità e suo carattere peculiare.
Hai ragione nel dire che la radice di un problema generato da noi esseri umani non sta nel petrolio e nell’energia, ma nel modo sciagurato e scriteriato con cui questi strumenti vengono usati, finalizzati come sono al profitto e al dominio anziché, primariamente alle necessità delle persone e dell'ambiente e allo sviluppo civile e culturale delle società.
Per conseguire profitto e dominio si incoraggia e si coltiva ogni cinismo, ogni egoismo, ogni superficialismo ogni paura, si inibisce ogni respiro libero che possa ostacolare la sciagurata macchina di distruzione, si riduce al silenzio ogni verità scomoda.
E così se ne va senza rumore anche Andrea, ultima vittima del mostro della guerra e ucciso una seconda volta dal silenzio, dall’indifferenza, dall’abbandono.
Vorrei che le migliaia di persone che sono colpite dalle gravi malattie conseguenti all’esposizione all’uranio impoverito e le loro famiglie uscissero dal silenzio, dalla paura e, unite, denunciassero pubblicamente e decisamente il loro dramma, chiedendo di fare luce sulle responsabilità per la trascuratezza, e l’inadeguatezza delle istituzioni a fronte di questa tragica vicenda. L’ingiustizia che questi cittadini stanno subendo, come quella che colpisce le vittime di altri soprusi, non deve rimanere sotto silenzio. Chi è responsabile deve farsene carico. Il silenzio uccide una seconda volta.
Perché, oggi come non mai, come dicono Saviano e Garrone “raccontare non è diffamare, ma resistere”.
riferirò... e magari un giorno se hai tempo e voglia ti metterò a parte di alcune novità interessanti... a volte scavando si conoscono altri esploratori che si accodano nel viaggio al centro della terra, e quello che ne salta fuori son tante altre vie inaspettate per aggirare quelli fin troppo attenti che vogliono che tutti siano ingnoranti. e io non so se son partita prima o mi sono accodata, perchè non è importante più il portabandiera, è importante solo andare avanti.
Hai ragione nel dire che la radice di un problema generato da noi esseri umani non sta nel petrolio e nell’energia, ma nel modo sciagurato e scriteriato con cui questi strumenti vengono usati, finalizzati come sono al profitto e al dominio anziché, primariamente alle necessità delle persone e dell'ambiente e allo sviluppo civile e culturale delle società.
Grazie Gargantua, queste cose io non posso più dirle...
...un bacio.
L'Uranio diventa piombo velocemente, bastano solo 4.510.000.000 milioni di anni, per tutto questo intervallo di tempo resta una minaccia per la salute degli esseri viventi.
Ma l'Uranio serve anche al funzionamento del "motore" naturale del vostro pianeta.
Siete sempre voi uomini che ne fate un uso pericoloso per voi stessi.
Vuoi dire che la Sacra Madre Natura ha nelle sue viscere una minaccia 'naturale' per gli esseri viventi?
E questo , ovviamente , indipendentemente dall'uso che gli uomini hanno fatto e fanno degli isotopi.
Ma ti rendi conto di quello che scrivi e di come scrivi?
Perchè non lo sapevi che l'uranio è radioattivo?
Certo i pericoli aumentano agendo sugli isotopi ma anche allo stato naturale l'Uranio è un pericolo basta respirare l'aria di una miniera o di vaste zone ad essa adiacenti per mettere in pericolo la propria salute.
Inalato in genere sotto forma di ossido, l'uranio si discioglie nei liquidi delle mucose polmonari, ed entra rapidamente nel sangue. Nonostante gran parte dell'uranio assorbito venga espulso con le urine, la parte che non viene eliminata si accumula nelle ossa e soprattutto nei reni; le conseguenze di questo accumulo producono effetti tipici dell'avvelenamento da metalli pesanti: dermatiti, gravi degenerazioni dei reni, necrosi delle arterie.
Ti sembra cosi strano che elementi non modificati dall'azione umana possano essere comunque nocivi per l'uomo?
La Natura ne è piena! si vede che non sei mai andata in cerca di funghi tanto per fare un banalissimo esempio.
Finiscila di estrapolare solo cose che fanno comodo a te dai miei discorsi; ti ricordo che comunque ho concluso dicendo che il pericolo dipende sempre dall'uso stesso che ne fa l'uomo alludendo proprio ad uranio impoverito ed arricchito delle applicazioni militari.
"Siete sempre voi uomini che ne fate un uso pericoloso per voi stessi."
Quindi il mio commento serviva proprio a colpevolizzare l'azione umana fatta all'uranio e con l'uranio. Non capisco davvero questo tuo continuare ad infastidirmi.
Cominciamo da qui : 'L'Uranio diventa piombo velocemente, bastano solo 4.510.000.000 milioni di anni, per tutto questo intervallo di tempo resta una minaccia per la salute degli esseri viventi.'
Nessuna minaccia , non hai letto in wikipedia alla voce 'uranio' che “ tracce di uranio sono presenti ovunque :nelle rocce, nel suolo, nelle acque, persino negli organismi viventi' ?
Strano visto che, per rispondermi, hai fatto un copia/ incolla di quanto hai trovato in wikipedia sui danni da esposizione all'uranio, al radon, alle polveri da estrazione dell'uranio.
Quando imparerai a leggere con un minimo di attenzione ?
E' sulla da te dichiarata minaccia per la salute degli esseri viventi che facevo ironia, visto che solo adesso circoscrivi la minaccia dell'uranio alle zone minerarie.
Quanto al tuo : 'Certo i pericoli aumentano agendo sugli isotopi ma anche allo stato naturale l'Uranio è un pericolo', sai che l'uranio è naturalmente costituito da tre isotopi?
Quanto ai funghi credo di poter dire che sono una brava raccoglitrice e ne sono golosissima. Ho sempre evitato l'Amanita Phalloides, nonostante abbia conosciuto una famiglia che la faceva trifolata insieme ad altre varietà di funghi senza averne alcun danno. Si erano nel tempo mitridatizzati.
Non estrapolo, leggendoti, allibisco.
Da quando un metallo radioattivo non costituisce un pericolo per la salute? In base a cosa sostieni che non c'è nessun pericolo?
Continua pure a leggere wikipedia ignorando che l'uranio è tossico e radioattivo.
Qual'è l'utilità di questa discussione?
Forse vogliamo sostenere che non è l'uso sbagliato che ne fa l'uomo che si ritorce contro egli stesso?
Non ho mai affermato questo.
Ma allora di che discutiamo?
Mi limito a tentare di rispondere ai tuoi minestroni, ma vedo che è una fatica inutile. Giri e rigiri le tue frittate senza renderti conto di quello che scrivi.
Con te non è possibile alcuna discussione che abbia una minima base di serietà.
Appena ti faccio notare le assurdità che scrivi, sposti il discorso in un altrove che è il terreno del tuo pregiudizio.
Hai uno strano modo di discutere, a me sembra proprio che tu non voglia discutere ma solo continuare a dare giudizi sulle esposizioni altrui come se stessi a scuola ma stavolta senza alcun fondamento scientifico, etico, eco-culturale . Riduci le mie questioni ad aspetti
collaterali della società e della politica, il che dimostra che non sai neanche la differenza che intercorre tra ecologia ed ecologia profonda, non hai capito l'importanza di certi argomenti perchè sei una irriducibile antropocentrista: per te esiste solo l'umanità e le sue vicende. Se trovi impossibile discutere con me ti ho gia chiesto gentilmente di non farlo più ma tu non riesci proprio a starmi lontana.
Ti ho dato un elenco di autori, sperando che tu, da donna di cultura quale sei gli dessi almeno un'occhiata ma vedo, ad oggi che ti interessa solo il tuo tipo di cultura e in questo senso resti povera.
Sarebbe già tanto comunque che ti astenessi dal "non discutere" con me.
Scrivete una lettera di Protesta alla carrefour spa.Perchè? Perchè una loro filiale si è permessa di discriminare un bambino autistico di 4 anni e questo già basta a qualificarli come stronzi.Perchè se la loro filiale GS di Palermo è dotata di personale gentile e disponibile (e me ne sono reso conto io con i miei genitori in passato) è anche vero che alcune loro filiali sono piene di mele marce che devono essere eliminate.Se volete maggiori ragguagli, andate qui e leggete: http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html"
Ci vogliono solo due minuti a fare una lettera e difendere un bambino stupendo.
«Siamo costretti a firmare perché siamo alle strette. Qualcuno ha scritto, 'la ThyssenKrupp compra il silenzio degli operai', ma non è vero: chi doveva fare decadere questa vergogna, non è riuscito a fare niente». Come nulla fosse stato. Dieci mesi fa, il rogo nello stabilimento torinese Thyssen ha ucciso sette persone. Ma l'azienda, senza alcuna vergogna, continua a voler dettare legge e impone ai lavoratori dimissionari un accordo capestro: la buonuscita (35 mila euro lordi), a condizione della rinuncia a qualsiasi vertenza (nel caso anche di malattia professionale) e del decadimento della costituzione di parte civile. «Un vergognoso ricatto, e noi cosa dobbiamo fare? Ci dicono che tradiremo la memoria dei colleghi, ma con 800 euro al mese di cassa integrazione non si vive, siamo senza lavoro, abbiamo bisogno, e abbiamo diritto, a quei soldi. Oggi non può essere il nostro fallimento, ma quello di chi ha sottoscritto quell'accordo vergognoso». Non è la prima volta. E non è solo, Carlo Marrapodi, trentenne ex operaio ThyssenKrupp, che ieri insieme a sedici ex colleghi ha firmato, nella sede degli industriali torinesi, il verbale capestro: venticinquemila euro netti, in cambio dell'assenso a fare decadere la sua costituzione di parte civile nel processo che l'istruttoria lampo del procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, accusa, per la prima volta in Italia, l'amministratore del gruppo tedesco di «omicidio volontario». Un ricatto che da mesi la multinazionale tedesca pratica: ci è riuscita con alcuni familiari delle sette vittime del rogo (sempre mediante la monetizzazione) e ci sta provando, a Torino, con comune, provincia e regione. E naturalmente con loro, gli ex operai (una sessantina) che, dopo la strage, hanno deciso di costituirsi parte civile. Come Carlo Marrapodi (protagonista del documentario ThyssenKrupp blues di Monica Repetto e Pietro Balla presentato a Venezia) che dopo la strage è tornato a vivere con i genitori in Calabria, «perché con 800 euro al mese a Torino non si vive». Ma le parole di Carlo sono soprattutto un atto di accusa al sindacato, «che non è riuscito a fare decadere questa vergogna». L'accordo siglato tra azienda e sindacati, per la chiusura del sito torinese (che dopo il rogo mai più ha aperto i battenti), prevede due anni di cassa integrazione e, per chi rinuncia alla buonuscita, il ricollocamento: il magro salario da cassintegrati, oltre alle difficoltà del ricollocamento, ha però indotto molti operai, tra cui Carlo, a rassegnare le dimissioni, per ottenere la buonuscita e cercare autonomamente un altro lavoro. «Come sindacato territoriale non abbiamo mai firmato quel verbale», dice Giorgio Airaudo, segretario generale della Fiom Cgil di Torino. L'accordo siglato tra azienda e sindacati si richiama al «verbale storico». «Appena abbiamo scoperto che il verbale 'storico' conteneva quelle clausole capestro, non abbiamo più firmato, abbiamo chiesto all'azienda la modifica, e invitato i lavoratori a non accettare», spiega Airaudo, «oltre al fatto che non si può non pensare male, scoprendo che l'azienda si tutelava con clausole di questo tipo»: «Perciò abbiamo studiato un'iniziativa legale, per recuperare i soldi della buonuscita, e abbiamo invitato i lavoratori a non firmare». «E' l'unica cosa che potevamo fare - conclude Airaudo - Appoggiare i lavoratori nella causa contro l'azienda». «Ma io come campo nel frattempo?», è la domanda che Carlo, come molti ex operai, sono stati costretti a farsi. «La verità è che nessuno si indigna più. Giusto commemorare i morti, ma ai vivi chi ci pensa?».
http://riprediamocilitalia.blogspot.com/
Il 12 un derby Catania-Palermo star in campo per bimbo malato
"Un derby Catania-Palermo. Tutti insieme per Mattia". Il 12 ottobre prossimo, alle ore 20,30, al Velodromo di Palermo, la Nazionale artisti di Catania, con il patrocinio gratuito del Comune di Palermo, metterà in campo i suoi atleti-artisti contro la Nazionale artisti di Palermo per un derby il cui ricavato sarà devoluto a Mattia, un bambino catanese affetto da una grave disabilità che ha bisogno di costose cure negli Stati Uniti.
Un'intera formazione di artisti e personaggi della tv, spettacolo e moda giungerà a Palermo mettendo in campo la propria immagine e la propria carriera a favore di un progetto riabilitativo per Mattia, affetto da tetraparesi spastica, epilessia e una rara malattia denominata Sindrome di West. Mattia, per poter stare meglio ha bisogno dell'Ossigeno-terapia, una cura con camera iperbarica che viene effettuata solo in Florida.
La società di Catania sarà capitanata da Santo Mazzullo ("Più bello di Sicilia 2007"), che sta riunendo una squadra d'eccezione.
questo e' cio'che puo' fare grande il nostro paese....
e la Sanira,Berlusconi e tutta la politica sta a guardare...comunque...
..almeno aiutiamo noi questo piccolo, dai...
grazie amici
ciao..
Ho fatto una vacanza ed ho incontrato delle persone, una di queste mi ha colpito perché mi ha raccontato la sua vita, la sua storia di disabile, molto complicata tant’è che per ricostruirla insieme a lei mi ci è voluto dei giorni, ora (col suo consenso) ho deciso di pubblicarla in questo sito, perché credo che sia la collocazione giusta. Io sarò il garante (lei avrà il nome di antonellab) di questa storia, ho aperto una email apposita antonellab@valdelsa.net per poter ricevere qualche interessamento o qualche consiglio, ringrazio tutti fin da questo momento per il tempo che metterete per leggere e se vorrete di scrivere alla seguente storia.
Lei mi ha raccontato:
La mia storia inizia prima che uscissi dalla pancia di mia madre, i dottori che la seguivano non si erano accorti che eravamo tre e quindi vedendola crescere a dismisura la misero a dieta facendole mangiare una mela e del latte.
Il risultato fu che due dei miei fratelli non ce l’hanno fatta ed io sono venuta al mondo settimina e con problemi che illustrerò man mano che racconterò questa storia.
I miei fratelli erano dentro una sola sacca e quindi pigiavano su di me, sulle mie gambe, che sono rimaste menomate.
Alla nascita i dottori erano incerti sulla mia vita, in quanto le mie condizioni erano critiche, infatti ero nella incubatrice, solo dopo dieci giorni circa provarono a togliermi dall’incubatrice, il risultato fu positivo, vivevo.
All’età di due anni i miei si accorsero che avevo delle difficoltà nell’equilibrio e preoccupati mi portarono a fare delle visite, incontrando un Professore che mi ha capito la mia situazione e quindi contro anche l’opinioni di altri professori che mi volevano operare alle anche, lui decise di operare solo alle gambe allungando i tendini.
Questo Professore mi ha seguito finché è vissuto controllando tutte le mie evoluzioni psico attitudinali ed anche il modo del cammino, facendomi fare della ginnastica specifica.
La prima operazione la feci all’età di due anni e concludendo a undici anni, in conclusione ho subito otto operazioni perdendo gran parte della scuola elementare, ma ottenendo il risultato di essere indipendente.
A diciotto anni quando ebbi concluso la terza media ed iniziato la scuola per prendere l’attestato di segretaria d’azienda, feci domanda per ottenere il certificato di invalidità, la Commissione Medica mi passò la visita in data 28/02/1992, la quale mi dette una percentuale del 100% con accompagnamento, nella dicitura si intuisce che gli esiti della malattia sono causati dall’ ”infanzia ed una paraparesi spastica con ritardo motorio”.
Io iniziai a trovare del lavoro da fare e continuai a fare ginnastica, a ventidue anni mi decisi a prendere la patente di guida, la Commissione Medica mi suggerì di fare la visita per ottenere il certificato della Legge 104, io però non capii bene quello che poteva significare e quindi lascia perdere.
Sempre in quel periodo avevo un incarico presso il Comune di Genzano di Roma presso l’ufficio Anagrafe incarico “borsa lavoro” dove ho lavorato per cinque anni, dopodiché fui informata che presso tale ufficio ero sollevata dall’incarico, per una disposizione della Regione Lazio.
A ventitre anni ho trovato un lavoro presso uno studio per amministrazione di condomini, nel quale ci sono rimasta fino al duemilatre.
La trasformazione per ingrandimento dello studio mi ha portato a prendere la decisione di venire via, in quanto l’ambiente non era più sicuro, così ho ripresentato domanda presso il Comune e sono stata assunta come “borsa lavoro” fino al Marzo del 2008.
Nel frattempo in data 26 gennaio 2005 ho ricevuto tramite raccomandata espressa di presentarmi il giorno 23/02/2005 alle ore 8:30 presso la sede della Commissione di Roma Via di Villa Fonseca, 6 per essere sottoposta a visita medica.
Il predetto giorno mi sono presentata presso la Commissione sopraccitata, entrata dentro la stanza in compagnia di mia madre, mi sono accorta che c’era una irregolarità in quanto i medici erano due e non tre o più in numero dispari come prevedeva la legge che ho letto tramite un mensile per disabili, mi sono seduta con mia madre accanto i due medici erano di fronte a me, mi hanno fatto delle domande preliminari, tipo la scuola che ho frequentato ecc, mi hanno sottoposto alla visita, ha iniziato la dottoressa che mi ha detto di alzarmi e andare verso un lettino e mi ha detto se ero in grado di mettermi seduta sul lettino oppure avevo bisogno di aiuto, io gli ho risposto che non era necessario e mi sono seduta sul lettino, mi ha fatto scendere dal lettino e mi ha detto di mettermi davanti a lei mi ha mostrato due dita e mi ha chiesto di stringerle le dita delle mani ed io le ho strinte pensando alla stupidità della prova, in quanto la forza nelle mani o in altro arto si misura con strumenti elettronici e non con due dia di una mano, mentre è più condivisibile la presa di una persona in quanto stabilisce se in grado di afferrare gli oggetti, dopo queste prove la dottoressa si è rivolta al collega chiedendoli se avesse intenzione di fare ulteriori accertamenti, il collega preso in stato di lettura dei miei incartamenti a detto che per lui era sufficiente.
La dottoressa si è messa seduta e insieme al collega mi ha fatto ripetere quello che loro dicevano es.; sasso, carta, ecc. a questo punto io volevo rifiutarmi di rispondere perché pensavo che mi avessero preso per stupida, ma mia madre che stava al mio fianco iniziò a darmi delle piccole botte sulle spalle e sulle braccia, per non passare da imbecille mi sono dovuta adeguare a quel gioco idiota fatto da due persone laureate.
L’11 maggio 2006 mi è arrivato il certificato, nel quale c’è riportata la percentuale di invalidità del 100%, con le seguenti diciture: Esame obiettivo: “…… spasticità arti inferiori lieve deficit di forza arti superiori… ritardo mentale”, Invalidità accertata: “100% invalido con totale e permanente inabilità lavorativa”.
Queste belle deduzioni sono state fatte dai dottori: Dott.ssa Patrizia Palombo e dal Dott. Antonio Santorsa.
Nei mesi successivi tale certificato mi è arrivato a casa e leggendolo mi sono accorta che c’èra qualcosa che non quadrava, mi sono rivolta ad una persona che lavora nel campo sindacale, la quale mi ha detto di fare ricorso e che tale pratica l’avrebbe smistata lui stesso.
Questo signore ha imbastito una controversia ai danni dell’I.N.P.S. anziché ai danni della Commissione Medica, il risultato è stato che il Giudice ha accertato che io non sono nello stato di avere la pensione di accompagnamento, ma per quanto riguarda la mia posizione di invalida restano le diciture a cui sopra.
Mi domando:
come si può scambiare un ritardo motorio con un ritardo mentale?
come può un individuo con ritardo mentale guidare un auto?
come può una persona a cui tolgono l’accompagnamento essere non abile al lavoro?
come può un dottore scrivere cazzate mentre qualcuno dimostra il contrario?
come si può e a che titolo chiedere ad una persona di stringere delle dita prendendo in considerazione tale prova per una decisione che può cambiare la vita ad un essere umano?
Ma soprattutto chi sono questi medici?
Cosa hanno studiato?
E quanto prendono alla fine dell’anno?
Amici, il piccolo Mattia e' affetto da una gravissima forma di disabilita’(tetraparesi spastica, epilessia e con una rara malattia la Sindrome di West), e DIO volendo, sarà sottoposto a varie cure, di cui l'OSSIGENO-TERAPIA con CAMERA IPERBARICA associata con un tipo di fisioterapia che non abbiamo purtroppo qui in Italia, chiamata "therasuite" .Queste terapie saranno eseguite negli STATI UNITI in Florida, al Ocean Hyperbaric Neurologic Center, ed abbiamo bisogno di un supporto economico, il costo della terapia si aggira sui 300.000,00 euro circa divisi in 3-5 anni e comprendono appunto le terapie, il pernottamento e tutti i mesi che dovremmo affrontare, e rimanere li 10 mesi l'anno! Purtroppo e' una cifra altissima ed impossibile da affrontare con un solo stipendio ed un mutuo sulle spalle di oltre 900,00euro.
amici...aiutiamo Mattia!
Nella puntata di stasera intitolata “Eroi amore e guerra da Romeo e Giulietta ad Antonio e Cleopatra”, si parte dal dramma amoroso “Giulietta e Romeo” per proseguire con la follia della guerra interpretata da Dario Fo attraverso “Il ritorno del soldato dal campo” di Ruzante. Segue Franca Rame con “La morte del Palafreniere” e Albertazzi con la tragedia di Alfieri “Antonio e Cleopatra”.
Non scherziamo! La prima serata va lasciata per le fiction di Saccà (il reintegato). I dirigenti Rai sanno davvero mettere le cose giuste al posto giusto.
Il Tribunale amministrativo regionale [Tar] del Veneto si è espresso sulla vicenda Dal Molin: accogliendo il ricorso del coordinamento dei Comitati No Dal Molin e dell’associazione dei consumatori, Codacons, il Tar ha giudicato illegittimo il progetto di costruzione della nuova base militare Usa a Vicenza.
Per il determinato movimento che da due anni si oppone ad un Dal Molin militare è un giudizio fondamentale, che restituisce ai cittadini la dignità calpestata dal governo locale e nazionale. «È una sentenza importantissima – dice Marco Palma del Presidio Permanente – che smaschera le falsità di chi ha sempre ignorato la cittadinanza e calpestato la democrazia partecipativa, oltre a mostrare il grave impatto sul territorio che avrebbe la base».
Anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, definisce la sentenza del Tar «di importanza estrema, una vittoria di tutti i cittadini. I giudici – sottolinea Rienzi – non solo hanno riconosciuto le tesi sostenute dalla nostra associazione, ma hanno ribadito con fermezza l’importanza dell’opinione dei cittadini in merito a questioni che riguardano direttamente il territorio e l’urbanistica».continua.....
Il S.Barbara Open Free and Full Project aderisce al sostegno per le vittime dell'uranio impoverito...
http://www.equilibriarte.org/eventscal/1496
MERCATO DELL’ARTE EQUO-SOLIDALE
Questo terzo millennio “barocco” ed ipermoderno si è aperto all’insegna della retorica, di un sistema di persuasione che usa l’autorevolezza del fascino delle forme, usando il potere ben individuato dell’icona e dell’immagine.
All’interno del nostro sistema economico, che viene definito “neoliberista capitalista”, sono sorte, da parte di alcuni settori, gruppi di imprese e consumatori, di pratiche economiche definite Economia Solidale che contraddicono il modo di essere e di operare dell’economia convenzionale, poiché si basano su principi diversi. Infatti dalla società civile e dal mondo dell’arte, sorge sempre più la domanda di un’economia “altra”, un mercato dell’arte sostenibile, equo, partecipativo ed “ecologico”, dove il tornaconto personale e d’impresa e l’utilitarismo non vengono posti in primo piano, come criteri guida dell’agire economico, ma si dà priorità al rispetto per l’ambiente, alle relazioni umane di equità e giustizia e al “tornaconto” sociale, cioè al tornaconto dell’umanità nel suo complesso.
Così il sistema del mercato dell’arte Equo si basa sugli stessi principi delle relazioni dirette, di conoscenza e di scambio, anche culturale, in cui il “consumatore” si organizza per attivare una auto-coscienza dell’arte traendo spunto di partenza dalla consapevolezza che l’economia del mercato convenzionale si regge su un meccanismo di sfruttamento e di imposizione culturale predeterminata e conforme alle logiche basate su interessi utilitaristici.
PER UN MERCATO ETICO DELL’ARTE
Mentre il nostro sistema economico tende ad emarginare i soggetti più deboli, basandosi sulla concorrenza e sulla lotta per la conquista del mercato, il Sistema auspicato dal S.Barbara open free and full project, al contrario cerca di valorizzare proprio i soggetti più deboli ed esclusi, riconoscendo il valore e la dignità di tutti.
Infatti il S.Barbara Project, altro sistema, è un progetto di fede collettiva, che non specula sui malori sociali e malesseri sociali e socioculturali, che non cerca e non fa beneficenza in cerca d’interesse giocando sulla forma pubblicità progresso come tanti eventi curatoriali e fieristici d’arte coeva, è un movimento fatto di rotte individuali consapevoli che in questo sistema socioculturale ed artistico l’artista è costretto ad”apparire” per “essere” ...
http://www.equilibriarte.org/eventscal/1496
Da giorni mi chiedo, in questo clima di tolleranza zero le persone disabili che fine faranno?
Credo che il nuovo governo Berlusconi e tante altre persone devono mettersi in testa che le diversità culturali, sessuali, e religiose sono aspetti da considerarsi positivi in quanto ogni individuo ha delle ricchezze che possono aiutarci a crescere e a migliorarci reciprocamente.
Chi compie dei reati è giusto che rimanga in carcere e non che per “merito” dell’Indulto possa uscire o avere dei” buoni sconto” sulla pena.
In un articolo apparso il 28/5/2008 sul quotidiano L’Unità dal titolo” Card. Sepe: temi anti-rom? Ideologie estremiste”, il Cardinale fa notare che dai temi elaborati dai bambini dai 9 agli 11 anni della scuola San Giovanni Bosco di Napoli emerge un clima di intolleranza “ I temi dei bambini sono spaventosi”.
I bambini affermano «Hanno fatto bene e visto che non se ne sono andati con le buone, abbiamo dovuto usare le maniere forti», ancora “Io penso che noi napoletani abbiamo fatto bene a cacciarli via”, “La gente fa bene a bruciare i campi rom, perché abbiamo già troppi problemi e ci bastano". “Non siamo razzisti, è che loro si sono presi troppo la mano”..
Visto che i disabili sono considerati dei diversi mi chiedo se la nostra società assumerà lo stesso atteggiamento razzista anche verso i medesimi.
Avendo un handicap di tipo motorio per muovermi uso la sedia a rotelle e vi assicuro che i bimbi quando mi incontrano sono molto curiosi e spontanei e mi osservano con attenzione e se i loro genitori gli permettono di avvicinarmi mi fanno tante domande perché vogliono sapere come mai una persona grande non cammina o se quando ero nella pancia di mia mamma avevo il passeggino.
Io cerco sempre di rispondere in modo semplice e spiego loro che ho male alle gambe che i miei muscoli non mi sostengono e che quand’ero dentro la pancia di mia mamma non mi serviva il passeggino. Ho incontrato anche dei genitori che quando si accorgevano che il bambino mi guardava lo strascinavano via per un braccio e se il bambino tentava di girarsi in dietro gli davano un ceffone e questo dal mio punto di vista è fortemente diseducativo.
Le frasi scritte dai bambini sono il risultato dei discorsi sentiti in famiglia o appresi dai mezzi di informazione. La cosa che ancor più mi fa rabbrividire è che lo stato italiano e il governo Berlusconi stiano adottando una politica della violenza, della repressione e del manganello nei confronti dei così detti diversi. Con un impostazione politica di questo tipo le persone disabili che hanno già difficoltà di integrazione che fine faranno?
Dal mio punto di vista sarà un disastro chi ha un handicap non sarà mai integrato perché non è efficiente e non produce secondo i canoni economici e non si relaziona come la maggior parte delle persone e viene considerato stupido.
I nostri politici non vogliono gli immigrati ma chi aiuta le persone anziane e i disabili sono in genere le signore immigrate perché noi che crediamo di essere persone civili non ci degniamo più di fare determinati lavori.
Vorrei proporre a chi non accetta gli immigrati ministri inclusi di fare loro da bandanti a chi ha bisogno anche quando c’è la necessità di cambiarle e lavarle.
Io nel mio piccolo sto cercando di darmi da fare affinché questo non possa succedere e che tutti quanti nessuno escluso possiamo continuare a vivere liberamente e ad esprimere altrettanto liberamente le nostre idee.
Il mio Blog è: www.lucafaccio.it
e-mail : info@lucafaccio.it
Pensa che 13 anni fa sono dovuta intervenire coi maestri di terza elementare di mia figlia perchè era stata emarginata fino ad essere ignorata dai suoi compagni di classe per due semplici motivi: non stava andando a catechismo come gli altri perchè non avrebbe fatto nè cresima , nè comunione e perchè suo padre e io eravamo divorziati.
Sono davvero tanti gli ambiti della diversità e in ciascuno c'è chi subisce gli effetti di un pensiero gretto, ignorante e carico di pregiudizi rispetto a una presunta immagine standard della vita di un essere umano.
Caro Luca, come non condividere le tue preoccupazioni.
Pare che il nuovo corso politico favorisca una sola minoranza: quella che gode del privilegio della ricchezza. Ogni altra è discriminata e spesso violentemente repressa.
L’unica speranza consiste, a mio parere, nella coalizione solidale di quelli che si sentono "diversi" dalla cultura dell'omologazione al pensiero unico del profitto.
FIRMATE LA PETIZIONE A FAVORE DELL'UTILIZZO DEL SISTEMA THOR PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI.
CHI VUOLE CONOSCERE IL SISTEMA THOR CLICCHI IL LINK:
http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758
E UN SISTEMA RIVOLUZIONARIO CHE SMALTISCE 8 TONNELLATE DI RIFIUTI IN UN ORA - COSTRUITO DAL C,N,R, ENTE PUBBLICO E NESSUNO NE PARLA SAPETE PERCHE? PERCHE COSTA POCO SI AUTOALIMENTA ED E CARRELLABILE.
FIRMATE LA PETIZIONE PER CHIEDERE IL PERCHE SUL MANCATO UTILIZZO DI QUESTO SISTEMA FIRMATE SU:
http://firmiamo.it/sistemathordelcnr
SE CONDIVIDETE QUESTA INIZIATIVA DIFFONDETE IL BANNER DELLA PETIZIONE.
PER FRANCA: GRADIEREI UNA TUA OPINIONE E QUELLA DI JACOPO SU QUESTO SISTEMA GRAZIE
Mi sembra una buona iniziativa. Ma servirà a convincere i nostri "intelligenti" governanti"?
E' veloce e costa poco...appunto nessuno ci guadagnerebbe...
Quando finiranno di mettere a rischio la salute dei cittadini e dell' ambiente,facendo finta di non sapere che altre forme di smaltimento, di sviluppo, sono possibili, solo per portare avanti i loro vergognosi interessi?
Si respira aria nuova da quando governa la destra in Italia. A Napoli, anche se è un po´ meno buona, l´aria è la stessa: è quella dell´intolleranza, della caccia al diverso. Perché sporca, ruba, disturba chiedendo l´elemosina, inquina anche gli occhi con i suoi cenci in giro. Invece di pensare all'integrazione di tutte le forme di disagio, la parola d´ordine, naturalmente non detta ma ispirata, è "impunità verso chi aiuta partecipa alla caccia". Così un altro campo rom è stato incendiato, stavolta a Napoli, ma nello stesso quartiere della rivolta della settimana scorsa.
«È doloso», conferma la polizia. È stato sufficiente buttare un fiammifero nelle baracche abbandonate, dove i nomadi avevano lasciato vestiti ed effetti personali. Aveva accolto una settantina di rom, il campo nomadi di via Virginia Woolf, ed era uno dei pochi dell'area a non aver ancora subito agguati incendiari. È nel rione popolare di Ponticelli, nella periferia est della città partenopea. Nei giorni scorsi la popolazione aveva attaccato i campi dei nomadi, armandosi di molotov spranghe e sassi, dopo il tentato rapimento di una bimba di pochi mesi da parte di una ragazzina rom, poi arrestata. Proprio in seguito a queste manifestazioni d´intolleranza, i campi dell'area sono stati sgomberati e i nomadi si sono dispersi sul territorio.
Ma la "cultura" di destra è ormai passata e quindi è giusto bruciare i rom, come fece Hitler prima di dedicarsi agli ebrei (e poi ai minorati mentali, ai disabili, ai dissidenti politici, ai cattolici, ai luterani…). Lo dicono anche i bambini napoletani, nei loro temi. Nella scuola San Giovanni Bosco, ragazzini dai 9 agli 11 anni, nei loro temi hanno scritto frasi come: «Hanno fatto bene e visto che non se ne sono andati con le buone, abbiamo dovuto usare le maniere forti». Oppure: «Io penso che noi napoletani abbiamo fatto bene a cacciarli via». «La gente fa bene a bruciare i campi rom, perché abbiamo già troppi problemi e ci bastano». «Non siamo razzisti, è che loro si sono presi troppo la mano». Ricordano molto frasi di alcuni comici che una decina d´anni fa dicevano: «Non siamo razzisti. Sono loro che sono napoletani»…
Gli insegnanti sottolineano come, nonostante il lavoro svolto nelle classi, i bambini abbiano assistito, molto spesso, agli attentati incendiari nei confronti dei campi e hanno visto i propri familiari lanciare pietre e abbattere con calci e pugni le baracche. «Questi bambini sono stati coinvolti in pieno. Alcuni hanno raccontato di aver preso parte ai raid e, anche dopo, hanno ribadito con fermezza la loro posizione», spiega la preside dell'Istituto.
Nelle violenze contro i campi rom c'è la mano della camorra e di un'ideologia estremista. «A Ponticelli -ha detto il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli - ci sono state strumentalizzazioni ideologiche, c'è anche chi ha pescato nel torbido al di là dei rom sfruttando il disagio sociale; poi c'è la coincidenza con l´azione camorristica nella zona». Dal punto di vista dell'estremismo ideologico, ha sottolineato il cardinale, ha influenzato negativamente la popolazione «un forte richiamo al nazionalismo, al provincialismo, al campanilismo. Si è voluto in questo modo dar sfogo alla preoccupazione della gente».
«I temi dei bambini sono spaventosi», ha spiegato Sepe, «perché fanno capire che c'è un certo estremismo ideologico che riesce a colpire anche nelle menti dei bambini». Ai giornalisti, poi, il cardinale ha confidato: «Quelli di Ponticelli non sono bambini, sono adulti cresciuti improvvisamente». «Non sono i bimbi che scrivono. Loro sono tramite inconscio di una situazione. Andrebbero avvicinati e andrebbe fatto loro capire cos'è successo realmente», ha detto Sepe. Il vero problema, infatti, secondo l´arcivescovo di Napoli, sono le famiglie. «Bisogna cominciare - ha affermato - dalle loro mamme e dai loro padri. È inoltre necessario - ha concluso - fare in queste scuole degli incontri con tutti i bambini e spiegare loro il valore della dignità della persona».
Pubblicato il: 28.05.08
Modificato il: 28.05.08 alle ore 19.25
E' un civile, assistente tecnico di 55 anni, operante nel "Polo di mantenimento pesante sud" di Nola, un' area industriale del Ministero della Difesa, in provincia di Napoli, l'ultimo caso di possibile contaminazione a causa dell'uranio impoverito.
L'uomo combatte contro la "Malattia di Basedow", una forma di ipertiroidismo, diagnosticata in seguito a tre missioni in Bosnia e Kosovo, dal 1999 al 2001. In questi teatri, l'uomo che è di Scisciano, in provincia di Napoli, ha operato in qualità di collaudatore di mezzi corazzati ed è ora in attesa del riconoscimento della causa di servizio per la malattia contratta.
Ma non solo, nello stabilimento dove tuttora l'uomo lavora vengono riparati veicoli corazzati provenienti dai diversi teatri di guerra, e alcune segnalazioni ci dicono che le polveri contenute nei filtridei motori e dei sistemi NBC (Nucleari, Batteriologici,Chimici) non vengono trattate e sono quindi a contatto con i lavoratori. Nelle stesse condizioni dell'uomo ci sono infatti altre persone. (Francesco Palese)
Roma, pestaggio neonazista. Aggredito immigrato al Pigneto
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ROMA – Pestaggio neonazista a Roma. Aggredito un extracomunitario del Bangladesh nel quartiere del Pigneto. L’uomo, che gestisce un bar, è stato pestato da una banda di una decina di giovani, con il volto coperto da foulard con il segno della svastica.
I picchiatori sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l’extracomunitario colpendolo con violenza e urlando. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.
La cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.
da Repubblica
Forse è colpa dell'extracomunitario che gestisce, pagando regolarmente le tasse e mandando i soldi a casa, un esercizio commerciale e osa anche circolare per strada.
In questo quartiere molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh esercitano da anni attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali, poichè il Pigneto, nel passato era considerato un quartiere degradato e popolare di Roma (mentre negli anni 90 ha avuto una rivalutazione ed è diventato luogo di ritrovo di artisti).
Alemanno, da bravo sindaco di tutti, ha condannato il raid:
"Il raid e l'aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell'ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare".
Intanto però in questi giorni Alemanno, tanto per non dimenticare, ha proposto di intitolare una strada a Giorgio Almirante,uno che ha difeso sempre la razza e che partecipava ai rastrellamenti dei partigiani.
Insomma un fascista e un razzista com'è il governo che abbiamo attualmente in carica (i suoi primi atti ne sono lo specchio).
GRANDE COMMEMORAZIONE DI ALMIRANTE NEL VENTENNALE
di: Dario Venegoni - presidente dell'ANED* di Milano
Non so altrove, a Milano i muri sono tappezzati di manifesti firmati Alleanza Nazionale con la faccia di Giorgio Almirante. "Un grande italiano. Un esempo da seguire", si dice, facendo riferimento al ventesimo anniversario della sua morte, e a una messa che sarà celebrata in una chiesa del centro.
A nome della sezione milanese dell'ANED esprimo la più sdegnata condanna di questo manifesto. Giorgio Almirante fece parte per 5 anni, dal primo all'ultimo numero, della redazione della rivista fascista "La difesa della razza", principale veicolo nel nostro paese di quella politica razzista che sfociò tra il '43 e il '45 nella deportazione e nello sterminio di migliaia di uomini, donne e bambini ebrei. E fu altissimo esponente della RSI, arrivando a firmare il famoso manifesto in cui si prometteva la "fucilazione nella schiena" degli "sbandati ed appartenenti a bande" che non si fossero piegati alla leva della repubblica di Mussolini, al soldo dell'alleato nazista.
Il manifesto milanese ci parla della cultura politica di forze che oggi occupano altissime cariche istituzionali. Le lacrime di fronte al museo Yad Vashem di Gerusalemme sono archiviate; le critiche al fascismo, come "male assoluto", pure: oggi è cambiato il vento, e AN rivendica con orgoglio una storia fatta di disonore.
I superstiti dei lager e i familiari dei Caduti esprimono la loro protesta per una iniziativa che riporta indietro di decenni il dibattito politico nel nostro paese.
Dario Venegoni
*ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti) di Milano
[...]... Il “cattivismo” non è una perversione momentanea, un malanno dello spirito pubblico da curare con le prediche e i buoni sentimenti. Prendiamone atto: la maggioranza dei romani che hanno votato ha eletto un sindaco che porta la croce celtica appesa al collo e vuole dedicare una strada a un uomo che scriveva infamie antisemite “a difesa della razza” e non si è mai pentito - non pubblicamente, almeno - di averlo fatto.
D’altronde, Giorgio Almirante, fucilatore di partigiani, è considerato un eroe civile dall’attuale presidente della Camera, che giudica più grave il rogo di una bandiera israeliana dell’omicidio di un ragazzo compiuto dai camerati veronesi dei naziskin romani, quelli che negano che l’Olocausto sia mai avvenuto. Il fatto che pochi abbiano messo insieme le due cose, il revisionismo storico alla casareccia dei Fini e degli Alemanno, e l’insorgenza di un nuovo razzismo xenofobo ci dice quanto l’idea che “il passato è passato” e che il voto popolare, espresso liberamente e democraticamente, emenda ogni colpa ed esime da ogni consapevolezza storica si stia diffondendo in vasti strati di opinione, anche a sinistra. Ma se “difendere la razza” in nome della “purezza” del sangue italiano non era poi tanto sbagliato ieri perché, oggi, ci si dovrebbe fare qualche problema a prendere i bastoni e cacciare i “negri” in nome della “purezza” d’un quartiere romano?
ROMA - Un gruppo di studenti antifascisti dell'Università 'La Sapienza' di Roma ha denunciato un'aggressione con "diversi feriti" da parte di "un gruppo di fascisti armati di mazze, tirapugni, bastoni". Al momento mancano conferme da parte della polizia sulla denuncia diffusa in una nota ma fonti del 118 confermano una richiesta di intervento per un giovane con escoriazioni al volto che però ha lasciato il luogo dell'aggressione prima che arrivasse l'ambulanza.
La denuncia è stata fatta verso le 13:45 da un'organizzazione di "Studenti e studentesse antifascisti della Sapienza" precisando che "pochi minuti" prima l'aggressione era stata subita da "alcuni studenti della Sapienza impegnati in un attacchinaggio su via De Lollis".
"Tra gli studenti - viene aggiunto nel comunicato che annuncia una conferenza stampa davanti alla Facoltà di Lettere - ci sono stati diversi feriti, alcuni molto gravi. L'aggressione, durata oltre dieci minuti, è avvenuta in pieno giorno, davanti a centinaia di persone, a testimonianza del clima di impunità assoluta di cui i neofascisti godono in questa città". La nota rilancia il volantino che, col titolo "Sapienza libera dai nuovi fascismi!", veniva diffuso al momento dell'aggressione.
Per Alemanno anche questo raid non ha matrice politica?
www.unita.it
Roma, agguato di Forza Nuova. Feriti tre studenti de La Sapienza
Di nuovo squadracce in azione. Questa volta succede all’Università La Sapienza, di nuovo a Roma, protagonista in questi giorni di un revival fascista d’altri tempi. Ad aggredire gli studenti dei collettivi è un gruppo della formazione di estrema destra Forza Nuova. Tutto nasce da un convegno sulle foibe che i neo fascisti avrebbero dovuto tenere proprio nelle aule dell’ateneo romano. Lunedì, dopo l’occupazione del rettorato da parte degli studenti, il pro rettore ha capito che era meglio evitare, e ha negato il permesso a Forza Nuova di dare “lezioni” a La Sapienza.
Una vittoria insomma per gli studenti antifascisti, che lunedì sera esultavano per il risultato ottenuto: ma i festeggiamenti purtroppo sono durati poco. Forza Nuova infatti nella notte tra martedì e mercoledì ha riposto al divieto con un attacchinaggio selvaggio, tappezzando l’intera San Lorenzo (il quartiere romano dove si trova l’università) con i suoi manifesti. Agli studenti non è andata giù e martedì si sono messi di buon ora a coprire i simboli neo fascisti. Non si sarebbero mai aspettati che attorno alle 13 da un auto scendesse un gruppo di incappucciati con spranghe e bastoni. Un altro raid ricalcato su quello del Pigneto. Il bilancio dell’aggressione, dicono dal pronto soccorso del Policlinico Umberto I è di «tre codici gialli», insomma casi non urgentissimi ma comunque di una certa gravità: «uno – dicono ancora i medici dell’ospedale – ha una spalla lussata, altri due hanno ferite alla testa, non profonde. Sembra – concludono – che abbiano subito delle sprangate».
Sconcertato il pro rettore Luigi Frati: quelli di martedì, ha detto, sono «fatti di una enorme inciviltà, uno la può pensare come vuole politicamente, ma non si può aggredire qualcuno solo perché attacca dei manifesti. A questo punto – ha aggiunto riferendosi al convegno di Forza Nuova – ritengo di aver fatto bene a revocare la manifestazione che evidentemente si prestava a scopi diversi da quelli culturali che venivano indicati inizialmente, come dimostrato oggi. E comunque – prosegue ancora Frati a proposito del simbolo di Fn – non è possibile, nel 2008, mettere un pugnale nel proprio simbolo: uno che mette nel suo simbolo un pugnale non ha cittadinanza in questa università: ho recuperato i manifesti dell'iniziativa per portarli all'attenzione dell'autorità giudiziaria se sarà necessario».
Pubblicato il: 27.05.08
Modificato il: 27.05.08 alle ore 15.25
io credo che ci meritiamo tutto...
questo paese ha perso la strada e la testa...
Come dice Beppe Grillo sul suo Blog: Il Paese è entrato in un nuovo stato: il delirio. “Uno stato di alterazione e confusione mentale, con agitazione motoria e allucinazioni, dovuto a accessi febbrili acuti e malattie mentali”
Delirio. Il ponte sullo stretto di Messina.
Delirio. Le centrali nucleari.
Delirio. L’esercito in Campania.
Delirio. I nuovi inceneritori.
Delirio. I condannati in Parlamento.
Delirio. Il 95% dei reati impuniti grazie alle leggi ad personam.
Delirio. Testa d’Asfalto presidente del Consiglio grazie alle concessioni televisive di Craxi.
Delirio. La legge elettorale porcata.
Delirio. Le elezioni politiche incostituzionali. Delirio. La volontà popolare ignorata con la cancellazione dei referendum sulla legge elettorale, sul finanziamento pubblico ai partiti e sul NO al nucleare. Delirio. L’Italia senza libera informazione, tra il Botswana e l’Iraq.
Delirio. Campania, Calabria e Sicilia in mano alle mafie.
Delirio. I roghi contro i campi Rom.
Delirio. Bassolino e Iervolino non si dimettono. Delirio. Topo Gigio non li licenzia.
Delirio. Ignorata la sentenza della Corte di Giustizia Europea contro la legge Gasparri.
Delirio. Rete 4 ci costa 350.000 euro di multa ogni giorno dal primo gennaio 2006.
Delirio. Amanti, segretarie, avvocati di fiducia, portavoce e tirapiedi sono senatori e deputati.
Delirio. E’ assente solo il cavallo di Caligola. Delirio. L’allargamento delle basi americane in Italia. Delirio. Andreotti prescritto per mafia e senatore a vita.
Delirio. I miliardi di euro della Comunità Europea scomparsi per magia in Campania.
Delirio. La moratoria per gli ingressi dalla Romania applicata in quasi tutta Europa dal primo gennaio 2007, ma non in Italia.
Delirio. 22.000 imprese italiane in Romania con i finanziamenti della Comunità Europea (le nostre tasse) e la disoccupazione in Italia.
Delirio. Il prezzo del petrolio sale, le bollette e la benzina aumentano, ma ENEL e ENI fanno più utili. Delirio. Geronzi, plurinquisito, capo di Mediobanca. Delirio. Scaroni, condannato, capo dell’ENI. Delirio. Sei milioni di precari.
Delirio. Lo sviluppo più basso e i costi dello Stato più alti d’Europa.
Delirio. 350.000 firme per un Parlamento Pulito abbandonate nella cantina del Senato.
Delirio. 1.636 miliardi di euro di debito pubblico e 70 miliardi di interesse ogni anno, pari a tre finanziarie. Delirio. Emma Marcegaglia esperta di energia nucleare e Rubbia in Spagna.
Delirio. Alemanno vuole Via Almirane a Roma.
«Si comunica l’apertura della caccia per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kosovari, zingari, talebani, afgani ed extracomunitari in genere. È consentito l’uso di fucili, carabine e pistole di grosso calibro. Si consiglia l’abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze. In premio ogni mille capi abbattuti un viaggio offerto da Jorge Haider e, al raggiungimento dei 2000 capi abbattuti, la cittadinanza onoraria austriaca.
Volantino affisso nella bacheca di un’azienda di Pieve di Soligo.
Il testo - una variante del volantino trovato nei giorni scorsi in Toscana e pubblicato in questa pagina - ha provocato ieri la protesta dell’ambasciata romena in Italia
L'ambasciata chiede alle autorità italiane di "individuare e punire" i responsabili di questo scritto xenofobo e quali provvedimenti intendono assumere per "prevenire simili casi in futuro". Magari...con la Guardia nazionale armata fortemente desiderata dal senatore del Carroccio Stiffoni che ha proposto un disegno di legge per la sua istituzione...
Forse, come dice l'articolo de L'Unità, i leghisti hanno visto troppi film western,e/o forse vanno troppo in osteria e alzano troppo il gomito...il problema è che (oltre a prendersi sul serio) sono presi sul serio...un altro delirio appunto da aggiungere a quelli già ben numerosi elencati da Grillo...sarà una lista infinita?
Quello che sta avvenendo è semplicemente allarmante. Pestaggi di squadracce contro extracomunitari, Rom, gay, militanti di sinistra e “diversi” di varia natura si succedono in un tragico crescendo, alimentate dal clima mediatico e dal successo elettorale della destra.
A questo proposito vale la pena di consultare un elenco aggiornato e significativo al seguente link:
La parola “antifascismo” sembra uscita dal lessico corrente, dal dibattito politico e, soprattutto, il concetto che esprime sembra uscito dalle coscienze.
Propongo questa intervista a Giorgio Bocca, che condivide questa preoccupazione ed esprime l’indignazione per la decisione di Alemanno di intitolare una strada da Almirante. A mio parere l’unica strada adeguata al personaggio sarebbe un vicolo cieco.
Ecco l’articolo di Rinaldo Gianola tratto dall’Unità del 24 maggio
INTERVISTA A GIORGIO BOCCA
Se dici che sei antifascista ti ridono in faccia
«Roba da pazzi. Il sindaco Alemanno vuole dedicare una strada ad Almirante, uno che fucilava i partigiani. Anzi no, mi sbaglio: non sono matti. È una provocazione, la provocazione di chi si sente vincitore e può fare quello che vuole». Giorgio Bocca, partigiano e giornalista, è uno dei pochi intellettuali in giro che si oppone alla revisione fai-da-te della storia e che, nonostante l’aria che tira, ha ancora il coraggio di difendere la Resistenza, la Costituzione repubblicana basata sull’antifascismo. Purtroppo non si fa illusioni, «l’Italia e gli italiani sono così...».
Bocca, ci tocca vedere pure questa: una strada intitolata ad Almirante.
«Non c’è niente di strano. I fascisti sono al governo, hanno vinto e vogliono far vedere quello che sanno fare. L’altra sera, dopo il consiglio dei ministri a Napoli, ho letto che Berlusconi è andato a far festa con Gasparri. Capito? I fascisti si sono riciclati, adesso fanno i ministri, hanno il potere, sono tornati in forze e, come hanno detto, non si sentono più figli di un dio minore».
Ma Almirante...
«Almirante è sempre stato un fascista: un difensore della razza, un repubblichino di Salò che partecipava ai rastrellamenti di partigiani in val Sesia. Adesso lo celebrano, andiamo bene... Siamo a un’altra svolta. L’Italia è sempre la stessa: trionfano il conformismo e il trasformismo. Oggi c’è un altro cambio di stagione».
È la fine di una storia?
«Lo ha detto Fini, diventato presidente della Camera: “Con me finisce il dopoguerra”. Voleva dire che finisce anche l’antifascismo. E quindi possono dedicare le strade a chi vogliono»
Possibile che una notizia del genere non desti qualche reazione, magari una protesta della sinistra...
«La sinistra? Perchè, c’è ancora la sinistra? Ho l’impressione che pur di campare la sinistra, o quel che rimane, sia disposta a tutto. Bisogna mangiare nella greppia del potere per tirare avanti».
E l’antifascismo della Costituzione?
«Se oggi dici che sei antifascista rischi di trovare qualcuno che ti ride in faccia, i valori sono andati a farsi benedire. Ma con chi te la prendi? I fascisti sono diventati tutti filoisraeliani, parlano pure del 25 aprile come se fosse la loro festa. E tutto fila liscio, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Allora ci sta anche la strada per un fucilatore di partigiani».
Deluso?
«Molto di più. Sono appiattito, sotterrato, sono quasi morto. Dal punto di vista politico uno con la mia storia è finito. Non mi riconosco in questo paese, nei “valori” che esprime questa classe dirigente. La mia storia è scomparsa. Io sono uno di quelli che si è battuto per il ritorno dell’Italia alla democrazia, per la sconfitta della dittatura fascista, difendo la memoria della stagione partigiana che riscattò questo Paese. Ma oggi sono uno sconfitto, hanno vinto loro. Basta guardarli. Ormai si è stabilito che la democrazia è una parvenza, un’illusione. E, forse, è vero».
E quest’Italia assorbe tutto, senza mai destarsi?
«Gli italiani sono trasformisti, sempre gli stessi, stanno con chi vince. Magari una volta c’era qualche speranza, qualche principio per cui battersi. Forse anche noi partigiani ci eravamo illusi di cambiare il Paese. L’altro ieri Berlusconi ha detto alla Marcegaglia che le proposte di Confindustria sono il programma del suo governo. Ma ci rendiamo conto? Come fa il capo del governo a dire una cosa del genere? Quando mai nella nostra storia abbiamo pensato che la Confindustria fosse il Paese? E la Marcegaglia, la raccomando... Ha fatto un intervento per accusare tutti, senza un cenno autocritico, senza un rimorso su quanto sta accadendo. Questi capitalisti pensano di essere sempre nel giusto, di non aver nessun difetto».
E invece?
«Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo, ma non è scevro di gravi difetti. È un sistema in crisi, ci sta togliendo l’acqua, l’aria per vivere. Stiamo sulla stessa barca e stiamo affondando, tutti felici in questo globalismo catastrofico. Noi italiani facciamo finta di niente, ma stiamo precipitando. E ora è comparso il segno del precizio».
Quale?
«La scelta di tornare al nucleare. Una follia. Ricadiamo nello stesso errore che avevamo evitato, per un colpo di fortuna, vent’anni fa. E il bello è che torniamo al nucleare con le stesse motivazioni di allora, “perchè ci serve”. Ci siamo dimenticati tutto. A questo punto ci meritiamo le centrali nucleari e anche la strada per Almirante».
Non credo che ci meritiamo nè una strada intitolata ad Almirante - quando una piazza intitolata a Mussolini?- e neppure centrali nucleari già vecchie ancora prima di nascere.
Mi chiedo perchè sia solo la popolazione campana a tentare di arginare la costruzione di discariche volute dall'attuale governo, perchè a Napoli sfilino solo i napoletani.
Mi chiedo come mai dopo gli attachi ai negozianti a Roma, resti solo la cronaca.
Continuiamo a prendere atto delle assurdità di questo governo neonato? E' stata tacitata di un botto la capacità di denuncia degli italiani, non di quelli famosi e accreditati o ci si sta organizzando per avere una voce ?
Questo non lo leggo e non lo vedo, nessuno che provi a collaborare coi cittadini messi in crisi, italiani e non , nessuno che sappia come contrastare la deriva di violenza che sta attraversando l'Italia.
Resta solo la possibilità di prendere atto dei fatti e delle leggi che verranno emesse senza che nessuno possa dire 'bai'?
Se è così non mi resta che cercare di fare il mio lavoro, mantenere rapporti con le persone che stimo, coltivare sul balcone e sui davanzali piante generose e semi sperando che, come dicono i gitani, i semi sottoterrati creino nuova vita. Una testimonianza sono sempre stati i vasi pieni di erbe e fiori alle finestrine dei carrozzoni degli zingari
Dal Sito di Antonio Di Pietro... http://www.antoniodipietro.com/index.php
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Riporto una mia intervista rilasciata al Corriere della Sera su alcune importanti questioni che il Paese sta fronteggiando.
Antonio Di Pietro: «Da cosa cominciamo?»
Corriere della Sera: Antonio Di Pietro, cominciamo dall’emergenza rifiuti.
Antonio Di Pietro: «Beh, domanda un po’ vaga...»
Corriere della Sera: Per rendere operative le discariche, lei è d’accordo o no con l’uso dei reparti di polizia e carabinieri, con l’uso dei manganelli e...
Antonio Di Pietro: «Non prosegua, ho capito... e le rispondo subito che sì, certo, io penso che lo Stato debba farsi rispettare. Naturalmente è sempre auspicabile non dover ricorrere all’utilizzo della forza: ma, qualora ce ne fosse bisogno, non si può esitare. Vede, la situazione igienico- sanitaria, con l’arrivo del caldo, rischia di deflagrare e io dico che ogni Comune deve dare il suo contributo»
Corriere della Sera: A Chiaiano la pensano diversamente.
Antonio Di Pietro: «A Chiaiano c’è, però, una situazione diversa. Lì, la discarica dovrebbe sorgere nel bel mezzo del centro abitato e...»
Corriere della Sera: E quindi?
Antonio Di Pietro: «Le proteste degli abitanti paiono piuttosto comprensibili. Per questo, beh, ritengo che il governo sbagli nel cominciare a mostrare i muscoli proprio lì... purtroppo a Palazzo Chigi c’è una certa propensione a mostrare i muscoli, e non solo»
Corriere della Sera: A cosa si riferisce?
Antonio Di Pietro: «Alla questione immigrati»
Corriere della Sera: Si spieghi.
Antonio Di Pietro: «Quello dei clandestini è certamente un problema: ma un conto è mostrare i muscoli, il che può essere necessario, un conto è istigare»
Corriere della Sera: A cosa?
Antonio Di Pietro: «Eh, a cosa... Ho paura che, grazie ai toni usati da alcuni rappresentanti del governo, stia montando un certo estremismo xenofobo»
Corriere della Sera: E quando in Parlamento arriverà il «pacchetto Maroni» sulla sicurezza?
Antonio Di Pietro: «Valuteremo. Ma le anticipo che sul mio blog già compaiono 7 disegni di legge che affrontano il tema: e, se è vero ciò che ho capito, ci sono alcuni punti in comune con le più ragionevoli proposte di Maroni»
Corriere della Sera: Quindi?
Antonio Di Pietro: «Voteremo, compatti, a favore».
Corriere della Sera: Veltroni sarà contento.
Antonio Di Pietro: «Il Pd deve convincersi che l’avversario da battere non sono io, ma Berlusconi»
Corriere della Sera: In effetti...
Antonio Di Pietro: «Ma vuole che non me ne sia accorto? Sono terrorizzati dall’idea che gli porti via voti. Ma mica è colpa mia se i militanti del Pd mi si avvicinano e mi dicono: tu sì che fai opposizione al Cavaliere...»
Corriere della Sera: Eppure Veltroni ha varato persino un governo ombra.
Antonio Di Pietro: «Mi ascolti: io, su fatti concreti, come l’emendamento che il governo si appresta a varare per salvare Retequattro e fare un piacere personale al premier, mi batto e domani organizzo pure una manifestazione davanti a Montecitorio... Mentre loro? Perdono tempo... prima di prendere una decisione devono ascoltare D’Alema, e poi Fassino, e poi di nuovo D’Alema che ha parlato con Bersani... stanno troppo tempo al Loft invece di essere tost»
Corriere della Sera: Perché l’Italia dei valori...
Antonio Di Pietro: «Siamo piccoli, va bene. Ma decisi»
Corriere della Sera: Appunto, piccoli. Ha sentito cosa dice Giorgio Tonini, fidato collaboratore di Veltroni? «L’opposizione vera morde e non abbaia. Sono i cagnolini che abbaiano...».
Antonio Di Pietro: «Di cattivo gusto, come minimo»
Corriere della Sera: Un’ultima domanda: ma...
Antonio Di Pietro: «Senta, le dico una cosa che non sa: se qualcuno pensa di tornare al nucleare, noi organizzeremo un referendum»
Corriere della Sera: Piccola notizia. E lei sarebbe per il sì o per il no?
Antonio Di Pietro: «Se il nucleare è quello attuale, siamo per il no. E voglio proprio vedere se, almeno su questo, il Pd avrà la forza di venirci dietro...»
Sono il Dott. Luca Faccio da Bassano del Grappa (VI).
Le scrivo per chiederle di non usare metodi repressivi verso i cittadini napoletani che desiderano esprimere il loro NO alle discariche.
Credo che la situazione di degrado in cui versa la città non si sia verificata all’improvviso o per uno strano incantesimo ma che ci siano dei responsabili i quali devono assumersi totalmente le loro responsabilità e pagarne pienamente le dovute conseguenze.
I cittadini napoletani, come chiunque altro individuo, hanno il diritto di manifestare(art.21 della costituzione italiana) i propri timori per la propria salute. Chi ha il dovere di tutelare tale aspetto non si interessa delle loro opinioni e prosegue in modo imperterrito verso i propri intenti, avvalendosi se necessario anche delle forze armate.
Ritengo sia fondamentale che chi ci governa debba impostare la propria politica sul dialogo con i propri cittadini e non sulla repressione, non crede ?
Sicuro della sua sensibilità nel rispetto delle opinioni dei cittadini, la saluto cordialmente e la ringrazio.
Dott.Luca Faccio
Chiedo a tutti i cittadini napoletani e non di inviarmi testimonianze scritte, video e quant’altro che racconti la protesta e le reazioni delle forze dell’ordine (farò una selezione del materiale e poi pubblicherò alcune testimonianze sul blog). Grazie a tutti voi.
Il mio blog è : www.lucafaccio.it
e-mail : info@lucafaccio.it
Ecco le prime sconcertanti verità sul decreto rifiuti del 24 Maggio 2008
Una prima analisi degli articoli 8 e 9 del decreto rifiuti del 24 maggio, evidenzia la estrema gravità delle scelte in materia di smaltimento dei rifiuti pericolosi. Giocare con la vita di una intera popolazione per favorire innominabili interessi economici.
26 maggio 2008 - Comitato Allarme Rifiuti Tossici
Gli artt 8 e 9 sono quelli della verità, sono quelli dove va ricercata la motivazione di tutto. Sia i termovalorizzatori e sia le discariche devono nascere con lo scopo ben preciso di bruciare o interrare (in discariche su cui non viene effettuata alcuna VIA) anche rifiuti pericolosi o non meglio specificati.
Le stesse ceneri tossiche, prodotte dalla combustione dei futuri inceneritori, che andrebbero conferite in discariche speciali, si prevede vengano sversate nei 10 siti stabiliti dal decreto: tutti dicono che l'inceneritore non fa male, nessuno che le ceneri prodotte sono vere e proprie bombe ecologiche.
I comma 2 dell'art 8 e 9 sono di portata criminale e per questo sono scritti in un modo scarsamente comprensibile. L'urgenza di aprire nuove discariche appare così una scusa con cui poter aggirare normative nazionali ed europee in tema di smaltimento rifiuti.
Ancora una volta sorge il dubbio che la crisi campana sia stata studiata a tavolino per avviare, con la scusa dell'emergenza, discariche ed inceneritori, col pericolo di affossare eventuali procedimenti in corso (si veda la vicenda Lo Uttaro) e far sparire dietro 2 commi di un decreto un po' di disastri ambientali pregressi.
Il business dei rifiuti tossici è il business per eccellenza, più del petrolio e del tabacco. Questi rifiuti pericolosi vengono prodotti tutti i giorni in ogni parte del mondo e in quantità mostruose: del loro smaltimento è in atto una rudimentale semplificazione ai danni della salute dei cittadini campani.
Di seguito gli articoli incriminati:
Art. 8, comma 2: In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ed agli articoli 191 e 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' autorizzato nella regione Campania, per un triennio rispetto al termine di cui al citato articolo 2, l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento.
Art. 8, comma 3: E' prorogato per un triennio rispetto al termine di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lo stoccaggio dei rifiuti aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, in attesa di smaltimento, nonche' il deposito dei rifiuti stessi presso qualsiasi area di deposito temporaneo.
Art. 9, comma 2: Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e' inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche' 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all'articolo 18.
Come si legge, gli impianti individuati dal decreto sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER:
19.12.12:: altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19.12.11 (che sarebbe altri rifiuti. compresi i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.05.01: parte di rifiuti urbani e simili non compostata
19.05.03: compost fuori specifica
20.03.01: rifiuti dei mercati
19.01.12: ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.01.14: ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.02.06: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
ed ancora:
19.01.11*: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori)
19.01.13*: ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori, sono considerate pericolose e vengono solitamente smaltite in discariche speciali)
19.02.05*: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose
19.12.11*: altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose
Note:
Il testo del decreto rifiuti
http://www.allarmerifiutitossici.org/articles/art_608.html
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2008-05-27 13:46
RIFIUTI, I TECNICI A CHIAIANO. INDAGATO PREFETTO DI NAPOLI
NAPOLI - A Chiaiano, alla periferia di Napoli, dopo proteste e barricate, i tecnici dell'Agenzia regionale protezione ambiente Campania (Arpac) sono riusciti ad entrare e ad iniziare gli esami. Ma è su un altro fronte, quello giudiziario, che ora in Campania la situazione si complica per un'inchiesta della Procura partenopea che ha notificato un avviso di garanzia anche al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, già commissario straordinario per i rifiuti.
L'inchiesta, denominata 'rompiballe', ha portato all'esecuzione di 25 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dipendenti e funzionari del commissariato per l'emergenza rifiuti. Le misure, domiciliari, riguardano tra gli altri Marta Di Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando era commissario ai rifiuti.
Alle 25 persone, a vario titolo, sono contestati i reati che vanno dal traffico illecito di rifiuti al falso ideologico in atto pubblico e alla truffa aggravata ai danni dello Stato.
Le accuse si riferiscono ad atti compiuti a partire dal 2006. La richiesta di arresti domiciliari era stata avanzata dalla procura alla fine dello scorso gennaio.
Tra i destinatari dell'ordinanza anche Michele Greco, attuale dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione civile.
L'avviso di garanzia inviato dalla Procura al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, è legato ad un atto da lui firmato e contenente delle prescrizioni che la Fibe - la società legata a Impregilo che si è occupata in questi anni del ciclo dei rifiuti in Campania e che è sotto inchiesta assieme al presidente della Regione Antonio Bassolino - doveva seguire in vista della scadenza del mandato a commissario per l'emergenza rifiuti del prefetto. Pansa non ha dubbi: l'inchiesta, dice, chiarirà la correttezza del mio comportamento. Sul resto del fronte rifiuti, da registrare nell'Avellinese l'incendio dell'automobile del direttore dell'impianto Cdr di Pianodardine, atto su cui stanno indagando i carabinieri. Intanto l'emergenza continua: se Napoli si presenta pulita, la provincia soffre e conta sempre più cumuli in fiamme, più di 50 la scorsa notte. Oltre sessanta camion sono in partenza, via mare, per la Sardegna mentre il caldo continua ad aumentare e i cittadini, oltre a soffrire per i miasmi che si levano dai cumuli, temono rischi per la salute.
TRA ARRESTATI GLI AD DI ECOLOG E FIBE
Anche i vertici della Ecolog, la società titolare dei treni con cui fino al 2007 sono stati trasferiti i rifiuti campani in Germania, sono tra i 25 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dai Pm di Napoli.
Si tratta dell'amministratore delegato Roberto Cetera e del direttore tecnico Lorenzo Miracle. Secondo quanto si apprende, l'indagine dei Pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello riguarderebbe proprio i treni spediti in Germania e in particolare i codici con cui venivano contrassegnate le ecoballe. Al centro dell'inchiesta sarebbe Michele Greco, consulente di più commissari per l'emergenza rifiuti.
Tra arrestati anche Massimo Malvagna, 54 anni, amministratore delegato della Fibe spa.
Mi piacerebbe moltissimo dare spazio attraverso il mio blog www.lucafaccio.it ai cittadini di Napoli che non vogliono le discariche,attraverso testimonianze scritte , video e foto da pubblicare .
Vi ringrazio anticipatamente e vi abbraccio
NAPOLI - Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza suglia scontri di ieri sera a Chiaiano: "Io sono nata in quella zona - ci ha raccontato per telefono - ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto".
Ecco il racconto della professoressa Di Guida
"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".
"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare".
"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".
Comitato Valenti: oggi incontro alla libreria Lungomare
VIAREGGIO. Questo pomeriggio alle 18 alla Libreria Lungomare di viale Marconi, Viareggio (nei pressi dell’hotel Royal) il comitato Matteo Valenti invita all’incontro con Marco Rovelli che presenta il suo libro «Lavorare uccide». «Perdere la vita sul lavoro. In Italia accade troppo spesso. Un viaggio alla scoperta delle vite nascoste dietro le cosiddette morti bianche, per sconfiggere il silenzio e l’indifferenza che le circonda»: questo il tema dell’incontro, aperto a tutta la cittadinanza. Una delle storie raccontate da Marco Rovelli è quella di Matteo Valenti. L’iniziativa sarà presentata da Marcello Ciccuto, ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università di Pisa e componente della giuria del Premio letterario Viareggio.
chiedo il tuo appoggio, se ne condividi l'utilità ed il sistema nel suo complesso,per diffondere la petizione a favore del'utilizzo del sistema di smaltimento dei rifiuti THOR ideato e costruito dal CNR.
Sul sito:
http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758
puoi trovare tutte le informazioni su questo sistema e sul sito:
http://firmiamo.it/sistemathordelcnr
puoi firmare e far firmare la petizione oltre, se lo ritieni utile, copiare il banner della petizione per una diffusione più ampia.
Grazie della collaborazione e resto in attesa di un cenno su quanto esposto.
Un abbraccio sincero Domenico D'Orazio
Ci sara' anche un collegamento telefonico con ex premier Prodi
ANSA) - ROMA, 10 MAG - Dario Fo in studio e Romano Prodi al telefono saranno alcuni dei momenti della puntata finale di 'Crozza Italia Live', domani sera su La7. Con Maurizio Crozza ci saranno anche Ambra Angiolini, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, Antonio Cornacchione, Red Ronnie, Ivan Scalfarotto, Pietro Ciliberti e l'inviato del Corriere della sera Aldo Cazzullo. Come gia' in passato, l'ex premier Romano Prodi sara' nuovamente protagonista di un collegamento telefonico con il comico genovese.
IL Sistema THOR ideato e realizzato dal CNR permette di smaltire 8 tonnellate di rifiuti indifferenziati in un ora...ma nessuno ne parla è carrebbabile e puo essere installato ovunque come mai nessuno lo pubblicizza. E' attiva una petizione sul link:
http://firmiamo.it/sistemathordelcnr
per invitare l'attuale governo a far conoscere questo sistema. Per saperne di più o firmare la petizione o clicca sul blog:
http://riprediamocilitalia.blogspot.com/
Se volete potete copiare il banner della petizione per darne visibilita grazie a tutti
Per cortesia, Le chiedo se è nelle possibilità intellettive di evitare di inviarmi messaggi recanti minacce verso la mia persona, unitamente alle condizioni morali di Franca Rame, di cui mi pregio di scrivere nelle sue pagine e di conoscerla personalmente.
Lei, sig. Luigi Fusi, non è nelle capacità emotive di poter condurre una qualsiasi forma di reciproco rispetto nei confronti del suo prossimo.
Lasci stare riferimenti storici a cui Lei non ha nemmeno una base culturale affidabile su cui fare riferimento.
La invito, pertanto, ad ignorare quanto scrivo in queste pagine.
Le ricordo che gli SMS lasciano traccia presso il gestore telefonico e, di conseguenza, un suo ulteriore messaggio indirizzato verso la mia persona, provocherà immediatamente una denuncia presso la Procura della Repubblica nei suoi confronti per minaccie e molestie.
Certo di un suo riscontro in merito, La invito a dimenticarmi e a non contattarmi in nessun modo.
Ma costui si comporta come un'amante isterica ripudiata!
Non gli è bastata la sconfitta ,senza il "Dalema sì ,Dalema no "per rassegnarsi e capire che la sua petizione sarebbe stata ridicola !?
Perchè Gufo ,se la prende con te come capro espiatorio per colmare ,forse, le sue delusioni e frustrazioni ?...Mah !
Le recenti elezioni politiche, hanno visto la mattanza delle ideologie più antiche nel panorama politico italiano.
Probabilmente la disfatta era già annunciata, ma la sordità di chi non vuol sentire, ha fatto sì che la cassa di risonanza fosse ancor più grande.
Lo sconcertante supplizio pubblico, con l'esternazione dell'eterne lacrime di coccodrillo, hanno sortito l'effetto opposto a quel che si pensava.
Certamente non è stato sufficiente andare vicino a chi, compagno di vita e di sofferenze, ha visto lasciare questa vita per il guadagno di taluni e il menefreghismo di altri.
Chi ha visto come si muore, non può tollerare chi cerca di conquistare la sua stima solo per cercare di prendere una manciata di consensi, per continuare a dimenticare poi.
Si ascoltano le odi di un popolo verso una figura, ma si continua a non ascoltare le vere necessità di quello stesso popolo.
Il venditore di sogni ha colpito ancora nella mente di chi, suo malgrado, non vuole più sognare, ma svegliarsi da quel torpore della speranza sempre più lontana.
Il venditore di sogni, ha ancora molti prodotti da offrire al suo pubblico.
Il venditore di sogni, non ha un colore politico: è ovunque.
"Sono qui a ricordare mio padre, insieme a tutti quelli che subirono la stessa atrocità della follia nazi-fascista, tra cui due adolescenti (uno dei quali fu trucidato per primo perché urlava la sua paura), furono vittime indifese senza armi, né distintivi, né divise, esseri innocenti e pacifici.
Un colpo di pistola e poi il silenzio…… e nel silenzio gocciolava dai corpi trucidati il sangue e tingeva di rosso la terra sulla quale erano caduti.
Quel giorno, l’erba da sempre verde cambiò colore, unica tenace testimone, di un efferato delitto, su cui la cosiddetta società civile ha steso, per 60 anni, un colpevole silenzio, facendo scomparire tutte le prove che potessero testimoniare e farne un documento storico.
Fatto sta che su quel luogo non esiste nessun simbolo che ricordi una simile nefandezza, ma nella mia mente, vi è indelebile la visione di quell’erba che ormai cresceva rossa… "
Queste parole si possono leggere nelle pagine che Graziella Di Gasparro dedica a suo padre (http://www.grazielladigasparro.it), ucciso non solo dalla ferocia nazista, ma dal silenzio che ha coperto la sua vita e, non ultimo, il recente fatto di cronaca accaduto a Verona.
Stiamo vivendo in un mondo fatto di ipocrisia; di favole che raccontiamo a noi stessi, perché i nostri figli ignorano quei valori che, inesorabilmente, abbiamo sottovalutato mettendoli in un cassetto, dicendo a noi stessi che li avremmo ripresi quando il tempo ce lo avrebbe consentito.
Abbiamo abbandonato i nostri figli a loro stessi, pensando che il solo fatto di non rubare, sia l'unica cosa importante della vita, senza accorgersi che abbiamo cresciuto dei mostri il cui scopo è il loro soddisfacimento personale, calpestando e colpendo chi, nel momento fortuito di un cammino, incrocia il loro passo.
Omicidi di una minoranza?
No.
Una coscienza che sempre più si evolve al di la' di ogni ragione, che nasce dentro la famiglia e si estende verso nuovi orizzonti, sempre più macchiati di sangue.
ciao Franca, e' da un bel pezzo che non ti scrivo, ho avuto internet fuori uso e ti sto scrivendo da casa di mio fratello.
La settimana scorsa siamo stati a "festa italiana" su Rai1 riguardo la storia di mio figlio Mattia, ricordi?
Hanno fatto un servizio a casa nostra senza farci firmane alcuna liberatoria sulla privacy, ed hanno mandato in onda il servizio senza aggiungere alcun sito o coordinate bancarie per fare una donazione...
potresti aiutarci per favore Franca???
Abbiamo bisogno del tuo aiuto, e sappiamo che tu puoi farlo..
FACCIO UN APPELLO A CHIUQUE PUO' AIUTARCI A RACCOGLIERE FONI PER NOSTRO FIGLIO.
PER SAPERNE DI PIU' VISITA IL NOSTRO SITO:
WWW.ILPORTALEDIMATTIA.COM
0957271684
3291616237
ciao Franca, e' da un bel pezzo che non ti scrivo, ho avuto inernet fuori uso e ti sto scrivendo da casa di mio fratello.
La settimana scorsa siamo stati a "festa italiana" su Rai1 riguardo la storia di mio figlio Mattia, ricordi?
Hanno fatto un servizio a casa nostra senza farci firmane alcuna liberatoria sulla privacy, ed hanno mandato in onda il servizio senza aggiungere alcun sito o coordinate bancarie per fare una donazione...
potresti aiutarci per favore Franca???
Abbiamo bisogno del tuo aiuto, e sappiamo che tu puoi farlo..
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Ecco un´altra occasione per spezzare quel complesso di inferiorità per cui i testi di Dario Fo e Franca Rame senza Dario Fo e Franca Rame non sono all´altezza. Lucia Vasini sta interpretando in questi giorni e fino al 18 Grasso è bello, che Franca Rame scrisse nell´86 e a risentirlo oggi fa perfino accaponare la pelle perché parla di donne in un modo così autentico, spietato, profondo da dimostrare come, in 22 anni, nulla sia cambiato per loro. Lei, Mattea, la protagonista, è una ex-magra, diventata "oversize", come spesso succede alle donne, per una batosta sentimentale: la scoperta dopo trent´anni di matrimonio non solo dei tradimenti del coniuge, ma soprattutto della propria insipienza di moglie troppo protettiva, troppo servile, troppo pronta a sacrificare le ambizioni al servizio del successo del marito. Rimasta sola e cicciona, provata dalle diete (e da un laboratorio per essere un po´ puttana, consigliato dall´analista), sotto sotto speranzosa di rivedere un giorno il consorte sulla soglia di casa con la coda fra le gambe, Mattea potrebbe anche uscirne grazie a un successo lavorativo. Ma il finale, amaro, ci racconta altro: lei continuerà ad affogare nella fame il dolore, lui a spassarsela, con la figlia che gli dà pure ragione. Come succede nel teatro Fo-Rame, il dramma è travestito di comicità, dunque ride di gusto anche chi si identifica nelle nevrosi di Mattea che Lucia Vasini, unica interprete, diretta da Eugenio de´ Giorgi, addolcisce con modi suggestivi di muoversi da obesa, e rende più vittima, più rassegnata di quel che fece al debutto, incapsulata in una protesi-seconda pelle spessa di ciccia, Franca Rame. La quale a una replica, seduta in platea accanto a Dario Fo, si è poi presa ammirati applausi in palcoscenico accanto alla "allieva" in un divertente fuori programma cui si è aggiunto anche Paolo Rossi con una barzelletta bella crudele che ha chiuso una gradevolissima serata teatrale il cui merito va a Lucia Vasini. Attrice comica, dopo l´esordio clamoroso con Rossi si è scavata una sua nicchia di lavoro e di studio, scoprendo da qualche anno nei testi di Franca Rame la sua dimensione di attrice e mostrando di essere il testimone giusto per dare continuità transgenerazionale a un teatro comico vitale, intelligente e che finalmente dà voce alle donne. E dio sa quanto ce ne sia bisogno.
Mayday Parade, un primo maggio precario e migrante.
Il Manifesto, 30 aprile 2008
Mariangela Maturi
Miracolo (neanche a dirlo, di San Precario), o tradizione ormai consolidata. Nonostante la debacle elettorale, e nonostante il governo Prodi abbia driblato il tema della precarietà, la MayDay Parade anche quest'anno c'è. E' non è solo questione precaria. La rete dell'Euromayday supera i confini e si dedica ai migranti.
I protagonisti questa volta sono le persone che attraversano paesi e disavventure per vivere intorno a noi, per lavorare e raccontare la loro storia, la paura, le minacce di esssere confinati in una realtà di sfruttamento, lavoro nero, espulsioni e razzismo. Non male, in un paese come il nostro, dove il tema sicurezza anti-stranieri viene strumentalizzato, a destra e a sinistra. Per non parlare della città di Milano, dove gli sgomberi rom sono all'ordine del giorno. La Mayday 2008 chiede ai migranti l'onore e l'onere di aprire il corteo e lanciare lo slogan "no borders, no precariety" con la rete "cittadini di fatto" e altre associazioni. "Abbiamo anche organizzato un collegamento con San Francisco e Washington - dice Frenchi di Chainworkers - per condividere questo pomeriggio con i migranti che il primo maggio scendono nelle piazze americane".
Contemporaneamente a Milano si muovono altre città d'Europa e del mondo (per la prima volta anche Tokyo). L'appuntamento centrale è a AAchen (Aquisgrana) dove, in opposizione all'incoronazione di Angela Merkel come "politica europeista dell'anno", la rete dell'Euromayday si incontra per marcare la distanza fra la dimensione politica e la realtà di chi arriva a stento a fine mese. In Italia (si manifesta anche a Napoli e Palermo) la nota dolente è ben altra: il governo di centrosinistra, votato da tanti precari, dopo due anni non ha mantenuto gli impegni e non ha neppure lontanamente posto in discussione la legge 30. E ora al governo c'è chi consiglia alle giovani precarie un buon matrimonio di interesse. A proposito, tra i 30 carri milanesi c'è anche quello delle precarie vestite da sposa, consapevoli che l'alternativa alle nozze con Piersilvio sia un licenziamento senza buonuscita per chi rimane incinta.
Ci sono anche i lavoratori dell'Esselunga (ancora in agitazione dopo la vergognosa vicenda della dipendente umiliata e picchiata), e i precari della rete 'colsenter'. C'è il carro della Cub "perchè è necessario amplificate l'attenzione sulla sicurezza, e dire basta ai 1300 morti per incidenti sul lavoro e ai 1300 morti per malattie.
la vittoria milanese dell'Expo 2015 comporta forti rischi di precarietà, per i lavoratori, per i cittadini e per l'ambiente. Luigia Pasi deel Sindacato dei lavoratori (Sdl) propone di 'fronteggiare un progetto che riverserà sulla città colate di cemento, disuguaglianza sociale, una nuova iniezione di lavoro precario e in nero'. Un tema centrale per molti carri, in particolare per quello del comitato NoExpo (ospiti de La Fornace di Rho). Con loro altri centri sociali, la fre press "City of God", i precari della Scala, e ciò che di precario sopravvive in città. Immancabile il gioco creativo: lungo tutto il corteo si distribuiscono pezzi per comporre il "puzzle di San Precario". Ma non è tutto qui.
L'Euromayday prova ancora una volta a non esaurirsi in una sola bella giornata: si allunga e diventa Longmayday, con l'ambizione di proporre iniziative e confronti per tutto l'anno. Un impegno gravoso e una sfida sempre più difficile, soprattutto ora che la sinistra è più debole che mai, i sindacati confederali sono sdraiati sul Pd di Ichino e il movimento milanese è in stand-by da troppo tempo. Un nuovo inizio?
Potrebbe. Se solo la sinistra politica, come si affanna a dire da un paio di settimane, cominciasse a prestare attenzione a ciò che si muove sul "territorio", e se l'apatia dei movimenti milanesi non verrà inghiottita dalla vetrina dell'Expo. Per ora si riaprono le danze, poi si vedrà.
La Repubblica, 27 aprile
Assisi vieta le chiese ai mendicanti
Il sindaco blinda la città di San Francesco: "Tutelo i luoghi di culto"
Il provvedimento valido in un raggio di cinquecento metri da piazze e monumenti I frati del convento d´accordo
ALESSANDRA RETICO
ROMA - È la città santificata dall´apostolo della povertà, ma Francesco mica era un accattone. Assisi è serafica, però s´arrabbia se dietro la mano tesa a chiedere elemosina scorge il professionismo della mendicità. E poi i bivacchi, brutto spettacolo sulle scalinate sante, turisti armati di panini e soda che rotolano sui gradini, di bermuda e magliette alzati a prendere il sole. Allora no, neanche il patrono, così gioviale e leggero, avrebbe forse approvato. Ieri c´erano file ovunque per il Grand Tour francescano. C´era anche una nuova ordinanza in vigore in città, quella contro i mendicanti del sindaco eletto con Forza Italia nel 2006 Claudio Ricci. «Preciso subito: sono anni che lavoriamo per la legalità. Questa iniziativa non è che una naturale evoluzione, sollecitata da molte segnalazioni di cittadini, ospiti, comunità religiose».
A Firenze, dopo quello sui lavavetri, un provvedimento simile ha fatto un certo scalpore. Padova e Vicenza pure, per decoro, schierate contro l´accattonaggio. Si ricordano altre celebri reprimenda: contro saccoapelisti e torsi nudi a Venezia, contro le contrattazioni in strada con le prostitute a Padova (provocano traffico), persino contro gli snack consumati sulla pubblica piazza a Verona. Però questa di Assisi sembra quasi un paradosso. Sembra, ma le misure già in atto sono queste: campi nomadi sgombrati, locali chiusi all´una d´inverno e una mezz´ora dopo d´estate, niente bottiglie in vetro in piazza dopo le 22, un circuito di 60 telecamere, 2mila nuovi punti luce, un numero verde per la sicurezza e un corpo di volontari che dal 2004 controlla il territorio (molti sono ex militari). Non proprio ronde, però girano con le auto del comune e con i telefonini e avvertono se qualcosa non va. La nuova ordinanza per «salvaguardare i luoghi di culto e la decenza», fa «divieto di mendicare nei luoghi pubblici situati a meno di 500 metri da chiese, luoghi di culto, monumenti, piazze ed edifici pubblici». Cioè, in tutto il centro storico. È vietato «sdraiarsi, o sedersi a terra, in prossimità dei luoghi di culto, edifici pubblici, sotto i portici, sulle soglie e sui lati degli ingressi nonché lungo i muri perimetrali di detti edifici». Accattoni di professione e turisti scostumati rischiano sanzioni. Dice Ricci che «l´applicazione seguirà il buon senso. Abbiamo formalizzato una prassi già diffusa: chi è risultato con precedenti penali, foglio di via dal comune».
Assisi è città sicura, lo ammette anche il primo cittadino, «però se ci sono segnali di potenziale pericolo non vogliamo fare finta di niente». Non è un´ossessione politica, il sindaco lo nega, «molte comunità religiose locali ci hanno pregato di provvedere. L´obiettivo è preservare la sacralità di questi luoghi, senza rinunciare all´accoglienza». Certo la tentazione dei simboli è forte, Francesco (anche) a mendicare è diventato santo. Ora la miseria, le sue evoluzioni di mercato, messa alla porta dalla città che dell´elemosina ha fatto una Regola. «Però quella francescana prevede prima il lavoro. Solo per necessità i frati possono andare "alla mensa del Signore"». Padre Vincenzo Coli è il custode del Sacro convento di San Francesco, «la mappatura di questo territorio la conosco bene, è cresciuto il business della mendicità professionale. Alcuni pensano di stare a Rimini, se al mare in bikini è giusto, qui serve rispetto». E poi si vedono meglio i monumenti senza l´ingombro dei corpi stesi, «l´iniziativa del comune aiuta a discernere tra chi ha bisogno, e chi ci specula. Certo: andrà applicata con umanità e intelligenza». Con pace, e bene.
Per la prima volta un sindaco di Milano non partecipa alle celebrazioni
"Sarò via anche il 1° maggio". Anpi: "Assenza che ci rammarica"
Moratti: "Non partecipo al 25 Aprile"
Alghero, vietata Bella Ciao in corteo
Tam-tam sul sito Indymedia. "Il manifesto": venerdì tutti a Porta San Paolo a Roma
di GIOVANNA CASADIO
La manifestazione del '94 dopo la prima vittoria di Berlusconi
ROMA - A memoria, non si ricorda che il sindaco di Milano, capitale della Resistenza, abbia dato forfait alla manifestazione del 25 aprile. Niente corteo per Letizia Moratti, benché da candidato sindaco nel 2006 se ne fece un gran pezzo spingendo la carrozzella del padre partigiano, né discorso dal palco da dove, lo scorso anno, aveva concluso con un "Viva la Resistenza". Fu fischiata ma anche abbracciata da Fausto Bertinotti, il leader comunista presidente della Camera. Un anno fa. Ora il sindaco Moratti fa sapere: "Non sarò a Milano, ma la giunta sarà rappresentata alle celebrazioni della Liberazione". Non è la stessa cosa, ma Moratti è "fuori città", anche il primo Maggio. L'Anpi, l'associazione dei partigiani, con un comunicato si dice "rammaricata".
E la polemica a Milano monta anche sul volantino per la Liberazione in cui si parla di "rischi" che l'Italia attuale corre per "la tenuta del sistema democratico". La Uil dissente, il segretario della Lombardia Walter Galbusera osserva: "Non è un giudizio politico corretto". Un 25 aprile che per la Sinistra, ormai extraparlamentare, e per il Pd sconfitto da Berlusconi e dalla Lega, si carica di significato.
A Roma, s'intreccia con la vigilia del ballottaggio tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno. Il manifesto rilancerà l'appello di Valentino Parlato: "Tutti a Porta San Paolo, il 25 aprile per una manifestazione tutt'altro che rituale visto il voto che ci sarà due giorni dopo". Mentre lo spareggio per il Campidoglio tiene con il fiato sospeso il centrosinistra, si mobilitano anche i centri sociali. Da Indymedia parte un tam-tam. Assemblea al centro "Cortocircuito" ieri con Francesco Caruso, il no-global ex deputato del Prc e Andrea Alzetta alias Tarzan. La parola d'ordine, preparando la partecipazione dei movimenti alla manifestazione di Roma, è: "Ricominciamo da qui, ora e sempre Resistenza". Qualcosa di simile al 25 aprile del 1994, dopo la prima vittoria di Berlusconi.
Quattordici anni fa, il manifesto aveva chiamato alla mobilitazione a Milano; adesso, a Roma. Alberto Asor Rosa tuttavia pensa che non ci sarà "quella gigantesca presenza del '94. Oggi lo spirito è più ripiegato, deluso frustrato". Non c'è stato neppure il tempo per prepararlo un grande appuntamento. A dare la misura, c'è la stanchezza di Bertinotti, che ha deciso di non partecipare a nessuno degli appuntamenti, almeno finora. La resa dei conti a Rifondazione nel comitato politico, ha lasciato i segni. Paolo Ferrero, che ha battuto il segretario Franco Giordano, sarà a Milano "la manifestazione storicamente più importante". Da lui parte l'invito a mobilitarsi contro una "destra razzista, che ricorda i movimenti filonazisti degli Anni Venti: noi siamo abituati a un 25 aprile contro la nostalgia del fascismo", però questa volta è peggio, sostiene, è in atto "una rivoluzione conservatrice", con rigurgiti "pericolosi". Non si può non esserci, aggiunge Giovanni Berlinguer di Sd: "Ho letto delle posizioni del Pdl e della Lega che chiedono di cancellare dai libri di storia la Resistenza, questo mi indigna. Essere in piazza per la Liberazione è un modo per riaprire una strada che sul piano parlamentare è stata bloccata". Ad Alghero, dove il sindaco ha vietato di cantare "Bella ciao" ci sarà un "contro corteo" ed è scontro tra il primo cittadino forzista Marco Tedde, Antonello Cabras per il Pd e la Sinistra.
Manifestazioni in tutt'Italia, Il presidente Giorgio Napolitano sarà a Genova, dopo la cerimonia all'altare della Patria a Roma con i ministri Parisi e Amato, dove sarà anche Walter Veltroni. Rutelli forse concluderà con un comizio la sua campagna il 25 aprile, Veltroni sarà con lui. Gianni Cuperlo alla Risiera di San Sabba. Rosy Bindi a Sant'Anna di Stazzema. Al corteo romano dell'Anpi, saranno presenti molti leader del centrosinistra e sindacalisti. Giordano osserva che è la prima occasione, con il primo Maggio, per "ridare vita e forza alla sinistra. Fini ha detto che il 13 e 14 aprile è stata la liberazione dell'Italia. No. Dopo un voto tanto drammaticamente spostato a destra, va ricordato che la nostra Liberazione è il 25 aprile e non bisogna consegnare Roma alla destra di Alemanno". Ugualmente, Giovanni Russo Spena chiama alla mobilitazione in nome dei valori fondanti della democrazia.
Attacchi alla Resistenza (da revisionare), al 25 aprile (una festa che divide),a "Bella ciao", al Manifesto dell'Anpi nella parte che dice: "a sessant'anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l'Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.
Permangono, d'altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati."
Io consiglio a questi individui e a tutti, (anzi, scusatemi se mi permetto, allargandomi un pò troppo, proporrei di inserirlo come un libro di testo per le scuole) di leggere "Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana"
Sono uomini, donne, ragazzi, vecchi, di ogni estrazione sociale, di ogni credo politico e religioso(moltissimi i cattolici) che hanno sacrificato la loro vita per la libertà di tutti, per un' Italia migliore, davvero rinata.
Come si può disconoscere il loro sacrificio? Come si può negare il significato, il valore, la realtà di ciò che è stata, per l'Italia, la Resistenza?
Una lettera tra le tante:
Giordano Cavestro (Mirko)
Di anni 18 - studente di scuola media - nato a Parma il 30 novembre 1925 -. Nel 1940 dà vita, di sua iniziativa, ad un bollettino antifascista attorno al quale si mobilitano numerosi militanti - dopo l'8 settembre 1943 lo stesso nucleo diventa centro organizzativo e propulsore delle prime attività partigiane nella zona di Parma -. Catturato il 7 aprile 1944 a Montagnana (Parma), nel corso di un rastrellamento operato da tedeschi e fascisti - tradotto nelle carceri di Parma -. Processato il 14 aprile 1944 dal Tribunale Militare di Parma - condannato a morte, quindi graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio -. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma), in rappresaglia all'uccisione di quattro militi, con Raimondo Pelinghelli, Vito Salmi, Nello Venturini ed Erasmo Venusti.
Parma, 4-5-1944
Cari compagni, ora tocca a noi.
Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia.
Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.
Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.
La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.
Ho scritto un racconto sul mio percorso nel meetup di Beppe Grillo, un'esperienza che mi ha lasciato molto perplesso, che mi ha molto cambiato, che mi ha permesso di evidenziare una realtà a me del tutto sconosciuta, dove ho scoperto che inganno e menzogna regnano nella nostra società al di sopra dell'immaginabile.
Censure, manipolazioni, sotterfugi e lati oscuri nel mondo inquieto ed inquietante di Beppe Grillo …
Gli uomini riescono a far piovere uranio impoverito
Duecento chilogrammi di uranio impoverito sono stati diffusi nell'aria dalla distruzione di 600 proiettili che portava l'elicottero dell'esercito greco caduto mercoledì 5 novembre 2008 vicino alla città di Kymi, a nord di Atene. Lo riferisce il quotidiano della capitale Ethnos. Il giornale ha aggiunto che la zona dell'incidente è stata immediatamente isolata per 15 ore, e che sul posto è intervenuta una unita dell'esercito specializzata in guerra biologica e nucleare.
Fonte:(ANSA)
Incredibile ministro ambiente per il Nucleare!
ROMA, 6 OTT - Un importante tassello di iniziativa del Governo si e' aggiunto al progetto di legge con le disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia, attualmente all'esame della Commissione Attivita' produttive della Camera. Si tratta della proposta relativa alla delega al Governo in materia nucleare. Il Governo, nel rispetto delle norme in tema di valutazione di impatto ambientale e di pubblicita' delle relative procedure, e' delegato ad emanare, secondo le modalita', i criteri ed i principi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.59, su proposta del ministro dello Sviluppo economico, d'intesa con il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, entro il 30 giugno 2009, uno o piu' decreti legislativi di riassetto normativo recanti i criteri per la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione elettrica nucleare, per i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare e per la definizione delle misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate. Con tali decreti sono, altresi', stabilite le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attivita' di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al precedente periodo. Con l'emendamento si stabilisce un regime di semplificazione: in previsione che la costruzione e l' esercizio di impianti di produzione di energia elettrica nucleare siano considerate attivita' di preminente interesse statale saranno come tali, soggette ad autorizzazione unica rilasciata, su istanza del soggetto richiedente e previa intesa con la Regione interessata, con decreto del ministro dello sviluppo economico di concerto con il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare a seguito di un procedimento unico al quale partecipano le amministrazioni interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione. Le modifiche introdotte dagli emendamenti del Governo riguardano anche le fonti rinnovabili: entro un anno dall'entrata in vigore della legge, al fine di agevolare e promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, il ministro dello sviluppo economico, di concerto con quello dell' ambiente, di intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni, definisce norme, criteri e procedure standardizzate che le amministrazioni responsabili adottano ai fini dell' individuazione delle risorse rinnovabili disponibili e dell' autorizzazione alla costruzione e all'esercizio delle diverse tipologie di impianti che utilizzino le fonti rinnovabili di energia, fatti salvi gli impianti idroelettrici e geotermoelettrici con potenza superiore a 3 MWe. Lo stesso decreto stabilisce criteri e meccanismi per migliorare la raccolta e lo scambio delle informazioni. La semplificazione auspicata dal Governo riguardera' anche la procedura autorizzativi per la costruzione e l'esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto e delle opere connesse, o per l'aumento della capacita' dei terminali esistenti, che verra' rilasciata a seguito di procedimento unico ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, con decreto del ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e d'intesa con la Regione interessata, previa valutazione di impatto ambientale ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e successive modificazioni e integrazioni. Il procedimento di autorizzazione si conclude nel termine massimo di 200 giorni dalla data di presentazione della relativa istanza. L'autorizzazione sostituira' ogni autorizzazione, concessione o atto di assenso comunque denominato ivi compresa la concessione demaniale, fatta salva la successiva adozione e aggiornamento delle relative condizioni economiche e tecnico-operative da parte dei competenti organi del ministero delle infrastrutture e trasporti.
Fonte:(ANSA). XLO
Con il referendum gli Italiani hanno già detto NO ma il governo deve averlo dimenticato.
Il ministro dell'ambiente più che occuparsi di difesa dell'ambiente sembra occuparsi di adattamento dell'ambiente agli interessi industriali.
Si sacrifica l'ambiente pur di trovare energia a basso costo per gli industriali. Per effettuare il loro "fantomatico sviluppo" si rendono le procedure per costruire centrali nucleari più semplici.
Ma la cosa più inspiegabile è che queste verrebbero costruite con i soldi di tutti gli Italiani, soprattutto di quelli che hanno gia votato NO al nucleare!
(Infatti, nessun privato ha mai rischiato e investito i suoi capitali nella costruzione di centrali nucleari ovunque nel mondo!)
Soprattutto prima di avviare qualsiasi cantiere il governo deve spiegare bene dove intenderebbe parcheggiare le scorie nucleari e chi si occuperebbe di sorvegliarle nei secoli a venire senza far correre rischi ai nostri nipoti! E deve anche spiegare agli italiani in che modo verrebbero difese le centrali nucleari dagli attacchi terroristici!
Dopo l'11 settembre mi sembra il minimo!
Natura
Qualcuno sa se il governo ed i consumatori sono aggiornati?
BRUXELLES, 26 SET - Oggi entra in vigore la direttiva europea che impone la raccolta e il riciclaggio delle pile usate, ma molti Stati membri, tra cui l'Italia, non l'hanno ancora recepita. Adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel 2006, la direttiva, che abroga l'attuale norma del 1991, doveva essere recepita dagli Stati membri nei rispettivi ordinamenti nazionali entro oggi. Finora pero' solo sette paesi - Estonia, Spagna, Austria, Slovenia, Olanda, Malta, Lettonia - lo hanno fatto e altri tre - Polonia, Finlandia e Lituania - hanno annunciato che lo faranno a breve. ''La modifica della direttiva sulle pile - afferma in un comunicato il commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas - rappresenta un altro importante passo verso un'Europa che ricicla. La normativa contribuisce a tutelare la salute dei cittadini europei e a rendere piu' sostenibili il consumo e la produzione all'interno dell'Ue''. ''Gli Stati membri che non hanno ancora recepito la direttiva - sottolinea il commissario - devono farlo senza ulteriori ritardi''. Le pile contengono un insieme di metalli nocivi per la salute umana e l'ambiente, fra i quali, in certi casi, metalli pesanti pericolosi come il piombo, il cadmio e il mercurio. La raccolta e il riciclaggio delle pile usate impedisce a queste sostanze di diffondersi nell'ambiente e permette di risparmiare energia e risorse naturali. Secondo i dati del 2002, ben 75.155 tonnellate di batterie vengono buttate ogni anno: la nuova direttiva si prefigge di recuperarne il 25% entro il 2002 ed il 45% entro il 2016.
Fonte: (ANSA). I60-PUC 26/09/2008 14:36
La raccolta in Italia dovrebbe essere già entrata in vigore dal 1999 se non erro, anche se il comunicato dice che l'Italia non l'ha ancora recepita, qualche dubbio mi sorge. Mi incuriosisce sapere se qualcuno ad oggi la fa, a chi devono essere consegnate e dove finiscono le pile raccolte.
Natura
pile usate
A Parma da almeno 15 anni c'è l'obbligo di buttare in recipienti appositi, ben riconoscibili e presenti in moltissime strade della città, le pile usate.Lo svuotamento di questi contenitori avviene una volta alla settimana a rotazione nelle diverse zone della città.
Chi non rispetta le norme comunali può essere, se individuato, multato.
In alternativa ai contenitori presenti nelle strade, le pile usate si possono consegnare ai negozianti che vendono pile nuove,per esempio tabaccai, negozi di fotografia, supermercati, negozi che vendono piccoli elettrodomestici.Costoro hanno l'obbligo di riceverle e smaltirle secondo le norme del comune.
Le pile vengono poi trattate in un paio di stabilimenti che si occupano di rifiuti tossici.
Grazie ancora cristiana
Grazie Cristiana (per tutto). Speriamo che questa sia la Parma che le altre città italiane prendano come modello e non per i brutti sospetti di razzismo delle ultime ore.
Natura
Gentilini choc a Venezia
Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il c... a quei giornalisti. Non li voglio più vedere... Voglio la rivoluzione contro le prostitute
http://tribunatreviso.repubblica.it/dettaglio/Gentilini-choc-a-Venezia-Vadano-a-pisciare-nelle-moschee/1521872?edizione=EdRegionale
Vediamo nell'enciclopedia che fine hanno fatto i razzisti.
Il KKK è un'organizzazione terroristica nata negli Stati Uniti come una confraternita di bianchi convinti della loro supremazia nei confronti di altre razze, fondata da ex militari dell'esercito degli Stati Confederati d'America nel 1865, ma fu sciolto nel 1880. Il gruppo originale si oppose alla riforma forzata della Confederazione da parte delle truppe Federali a proposito del trattamento degli ex schiavi, spesso usando la violenza per raggiungere i loro scopi.
Un secondo, ben distinto, gruppo che usò lo stesso nome iniziò la sua attività vicino ad Atlanta nel 1915 per interesse di William Joseph Simmons (1880 - 1945). Questa seconda confraternita aveva l'intento di raccogliere denaro e combattere per mantenere le tradizioni statunitensi minacciate dal crescente numero di cattolici, ebrei, negri e immigrati. Questo gruppo, benché predicasse il razzismo, arrivò a contare 4 milioni di membri negli anni venti. La sua popolarità cadde prima e durante la grande depressione e fu sciolto durante la seconda guerra mondiale nel 1944 da James Colescott.
Il nome Ku Klux Klan è identificato inoltre e soprattutto con il movimento razzista che in particolare nel sud degli Stati Uniti, intorno agli anni 50 e 60, terrorizzò la gente di colore con assassini, violenze, soprusi e prevaricazioni. Di fatto il KKK si opponeva al movimento Civil Rights Act, che attraverso una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica, affermava la parità dei diritti tra bianchi e neri e contro la loro segregazione che di fatto era considerata lecita nel paese. Grandi opinion-leader come Malcom X e Martin Luther King, pagarono il loro coraggio con la morte. Ma con i loro discorsi e le loro azioni, riuscirono a svegliare la coscienza di milioni e milioni di bianchi degli Stati Uniti D'America, che appoggiarono la popolazione nera per affermare l'uguaglianza e garantire pari diritti a bianchi e neri. Il Governo sferrò una durissima battaglia contro il Ku Klux Klan e i suoi affiliati. Seppur con difficoltà per la radicata, violenta e atavica mentalità fondata sull'ignoranza, sull'odio e sull'intolleranza, delle popolazione di alcuni Stati del sud, ove maggiormente era radicato, il movimento razzista fu sconfitto, gli affiliati condannati e il Ku Klux Klan considerato fuori legge.
Fonte: (Wikipedia)
Gentilini
un video a questo indirizzo:
http://www.stranieriinitalia.it/videoblog-giancarlo_gentilini_alla_festa_dei_popoli_2008_5920.html
stasera Annozero: Italiani 'brutta' gente
Italiani "brutta" gente
Italiani “brutta” gente è il titolo della puntata di Annozero in onda Giovedì 2 ottobre alle 21.05.
Fino ad oggi abbiamo assistito alle proteste per i problemi creati dall’immigrazione. Per la prima volta siamo di fronte ad una vera e propria rivolta da parte di una seconda generazione di immigrati, ragazzi che sono e si sentono italiani, e rivendicano i loro diritti e la loro identità.
Sandro Ruotolo in collegamento da Castel Volturno racconterà la strage ad opera dei casalesi e la Soweto casertana che si ribella. In studio Michele Santoro ospiterà il sindaco di Verona Flavio Tosi, Gad Lerner e Daniela Santanchè che si confronteranno con i ragazzi di Milano che sono scesi in piazza dopo l’omicidio di Abdul, il ragazzo ucciso per un pacco di biscotti.
Carta di Parma
Penso sia utile prendere in visione la 'Carta di Parma' redatta dal sindaco Vignali e dalla sua giunta e sottoscritta da sindaci di molte città dell'Italia settentrionale e dell'Emilia.
LA “CARTA DI PARMA”
PREMESSO
- che il diritto alla sicurezza ed alla qualità della vita urbana è una priorità e un bene primario dei
cittadini, e il prerequisito necessario alla vita serena e allo sviluppo di ogni comunità;
- che la sicurezza deve essere garantita non soltanto per quanto riguarda fenomeni di criminalità
organizzata ma anche in riferimento ad aspetti di fenomeni di criminalità, micro-criminalità e
illegalità, presenti anche sotto forma di degrado e disordine urbano;
- che il territorio e gli enti locali sono il livello su cui si ripercuotono le decisioni, o le non decisioni,
della politica nazionale;
- che i problemi di sicurezza urbana delle piccole e medie città, vengono ad oggi sottovalutati
ricevendo meno attenzione e meno risorse del necessario;
- che l’organico e la dotazione di mezzi e strumenti tecnologici delle forze dell’ordine, in particolare
nelle piccole e medie città, così come i loro stipendi, da molti anni sono rimasti invariati mentre il
numero dei reati e i problemi connessi alla sicurezza urbana crescono costantemente ogni anno;
- che il problema della sicurezza urbana, fino a qualche decennio fa limitato alle realtà
metropolitane maggiori, oggi è diffuso a tutte le realtà urbane e intrinseco alle dinamiche di
sviluppo della città contemporanea;
- che ad oggi l’unico tavolo di confronto tra il governo e gli enti locali sul tema della sicurezza è
limitato alle sole Città Metropolitane;
- che la diffusione e la complessità del problema della sicurezza urbana richiede l’azione congiunta
e sinergica, nell’ambito delle rispettive responsabilità dei diversi livelli istituzionali, nonché la
promozione, anche in via sussidiaria, di interrelazioni finalizzate ad avvicinare, sempre più, i
dispositivi di prevenzione alla percezione dei cittadini;
- che di conseguenza le esigenze espresse in questi mesi dai colleghi Sindaci delle città più
importanti sono dunque le stesse di tanti altri Sindaci, che ugualmente hanno il dovere e la
responsabilità di preservare le loro comunità dalle minacce dell’illegalità e dell’insicurezza;
- che l’iter del pacchetto sicurezza varato sull’onda dei tragici fatti di Roma del novembre 2007 è
stato portato a termine solo in parte;
- che oltre cento enti locali tra Comuni, Province e Regioni aderiscono al Forum Italiano per la
Sicurezza Urbana, organismo attivo già da diversi anni, che si é fatto da tempo promotore di
numerosi progetti e di diverse iniziative nel segno della promozione e della salvaguardia della
sicurezza urbana e dei singoli cittadini e in particolare di un progetto di legge le cui linee guida
sono: la promozione delle politiche integrate per la sicurezza; il coordinamento tra Polizie nazionali
e locali; la ridefinizione delle necessarie condizioni strutturali e organizzative per una polizia locale
di qualità;
- che questo testo, il cui cammino era stato avviato per iniziativa di ANCI, UPI e Conferenza dei
Presidenti di Regione già nella penultima legislatura, contiene attuali e preziosi strumenti con i
quali i sindaci sarebbero in grado di dare il loro fattivo contributo alla sicurezza delle città.
I Sindaci delle città di Parma e Verona, Cremona, Pavia, Belluno, Novara, La Spezia, Alessandria,
Padova, Modena, Asti, Lodi, Treviso, Mantova, Como e Piacenza
CHIEDONO
al Governo Italiano e in particolare al Ministero dell’Interno e al Ministero della Giustizia,
1. di potenziare le funzioni del Sindaco, pur in un contesto di attribuzione allo Stato delle
competenze in tema di lotta e di repressione della criminalità,
a. prevedendo la facoltà del Sindaco di adottare provvedimenti in materia di ordine pubblico,
relativi ai reati minori e ai temi del degrado fisico e sociale del territorio;
b. rafforzando la collaborazione tra Sindaco e Prefetto, attraverso un protocollo di comunicazione di
provvedimenti che riguardano la sicurezza al Prefetto, che può intervenire, in una visione strategica,
con tutti gli strumenti ritenuti necessari, compresa, nel caso di uno spostamento di attività illecite da
un Comune all’altro, la convocazione di una conferenza alla quale partecipano i Sindaci, il
Presidente della Provincia e altri soggetti interessati;
c. prevedendo non solo la presenza dei Sindaci nei Comitati provinciali per l’Ordine e la Sicurezza,
ma anche il loro ruolo di indirizzo nella programmazione e il coordinamento delle forze di polizia
sul territorio comunale.
2. di prevedere, come in altri paesi europei, finanziamenti specifici per progetti degli enti locali
riguardanti le iniziative di sicurezza e qualità urbana, quali per esempio:
a. infrastrutture legate alla sicurezza (illuminazione, video-sorveglianza nei luoghi pubblici e sui
mezzi di trasporto pubblico, presidi, ecc.)
b. un “pacchetto rosa” specifico per la sicurezza delle donne
c. progetti per il decoro urbano e la riqualificazione di aree degradate
d. progetti di prevenzione legati all'aumento dei fenomeni di disagio e di devianza (uso di sostanze
stupefacenti, bullismo, incidenti correlati all'abuso di alcool ecc.).
3. di potenziare l’organico e la dotazione di mezzi delle forze dell’ordine anche nelle piccole e
medie città, ad oggi fortemente penalizzate nella distribuzione di uomini e risorse.
4. di potenziare la collaborazione tra Polizia Municipale e forze dell’ordine:
a. con piani coordinati di controllo del territorio che definiscano rapporti di reciproca collaborazione
tra il personale della Polizia Municipale e gli organi di polizia dello Stato, modulando
coerentemente alle esigenze del territorio le figure del poliziotto e carabiniere di quartiere;
b. con procedure più efficaci rispetto a quelle attuali per assicurare l’immediato interessamento
degli organi di polizia dello Stato nel caso di interventi nella flagranza dei reati;
c. estendendo alla Polizia Municipale la facoltà di accesso diretto alla banca dati dei veicoli
rinvenuti ed a quella dei documenti di identità rubati o smarriti;
d. introducendo per la Polizia Municipale la facoltà di immissione diretta dei dati (e non solo di
consultazione di quelli esistenti);
e. estendendo alla polizia municipale alcuni poteri di polizia sui reati minori e la sicurezza urbana
senza dover ricorrere impropriamente al codice stradale.
5. di introdurre una nuova disciplina che semplifichi le procedure amministrative per la concessione
o il diniego della residenza, prevedendo al contempo, coerentemente con le normative europee,
requisiti più rigorosi sotto il profilo personale, della possibilità di integrazione e di maggiore
coerenza con le norme urbanistiche, anche al fine di contrastare il fenomeno del degrado, del
sovraffollamento urbanistico e delle locazioni irregolari.
6. di introdurre norme specifiche e aggravi di pena
a. per lo sfruttamento dei minori in attività criminali o nell’accattonaggio;
b. per i reati di danneggiamento e di deturpamento;
c. per occupazione abusiva di luogo pubblico, per la quale si prevede che il Sindaco possa disporre
l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti e la chiusura fino
all’adempimento dell’ordine.
7. di rivedere la normativa vigente in tema di reati di grave allarme sociale, ampliando il numero dei
reati previsti, rafforzando la risposta a condotte che minano la sicurezza dei cittadini, garantendo sia
la celerità del giudizio che la certezza di una pena commisurata al reato commesso e escludendo, in
questi casi, l’automatismo della sospensione dell’esecuzione della pena irrogata con sentenza
definitiva.
8. di implementare gli strumenti e le risorse che possono permettere a fenomeni come quello
dell’immigrazione e della circolazione delle persone di diventare un fattore di crescita della società
e non di impoverimento e di conflittualità. In particolare chiediamo di
a. aumentare le risorse al Fondo per l’inclusione sociale;
b. aumentare le risorse al Fondo per i minori stranieri non accompagnati e introdurre una disciplina
che favorisca il loro inserimento lavorativo e sociale al compimento del diciottesimo anno di età;
c. sviluppare una politica delle quote di ingresso basata sul reale fabbisogno delle singole regioni,
che devono farsi carico con gli altri enti locali dell’effettivo inserimento lavorativo e di integrazione
degli immigrati in entrata e devono essere messi in grado di supportare con progetti e finanziamenti
mirati la pressione migratoria;
d. intensificare la lotta alla clandestinità, che inficia e preclude l’inserimento dell’immigrazione
regolare all’interno della comunità, attraverso la garanzia del conferimento di mezzi e risorse
adeguate alle forze dell'ordine che svolgono il controllo alle frontiere, anche con l'intensificazione
della necessaria collaborazione con gli altri stati europei.
Parma, 18 Aprile 2008
Il Sindaco di Parma Pietro Vignali
Il Sindaco di Verona Flavio Tosi
Il Sindaco di Cremona Gian Carlo Corada
Il Sindaco di Pavia Piera Capitelli
Il Sindaco di Belluno Antonio Prade
Il Sindaco di Novara Massimo Giordano
Il Sindaco di La Spezia Massimo Federici
Il Sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio
Il Sindaco di Padova Flavio Zanonato
Il Sindaco di Modena Giorgio Pighi
Il Sindaco di Asti Giorgio Galvagno
Il Sindaco di Lodi Lorenzo Guerini
Il Sindaco di Mantova Fiorenza Brioni
Il Sindaco di Como Stefano Bruni
Il Sindaco di Piacenza Roberto Reggi
Italiani: Molto più che brutta gente
Caro Santoro perchè sei così indulgente con gli italiani?
Gli Italiani in tutta la loro storia non sono stati mai così brutti neanche quando duemila anni fa facevano gli imperialisti! Non imponevano i loro modelli, come fanno gli imperialisti di oggi a cui gli italiani si ispirano, ma assorbivano il meglio delle culture dei paesi annessi all'Impero e lo rendevano Romano.
La verità è che oggi gli immigrati dopo qualche mese che sono in Italia si accorgono facilmente di essere migliori degli Italiani ma purtroppo sono costretti a rimanere perchè non hanno alternative alla povertà alle carestie ed alle guerre che martoriano i loro paesi d'origine!
Natura
Il significato della Shoa è universale..."se questo è un uomo"
A proposito della frase recente di Berlusconi di sentirsi israeliano!
Uno stralcio del bell' articolo di Moni Ovadia dal Titolo "Tredici milioni di canzoni" . Il significato della Shoa è universale. Condannare la Shoa è condannare ogni persecuzione e odio contro chiunque è diverso!!! E' essere contro l'emarginazione e per l'integrazione, la tolleranza e il rispetto dell'uomo indipendentemente dal sesso, dal colore della pelle, dalla fede religisoa professata, indipendentemente se è etero, gay, "sano" o malato, "normale" o disabile.
(...) Una canzone molto significativa degli anni '60 ricorda che gli assassinati nei campi di sterminio nazisti, furono tredici milioni. Questa cifra non ricorre quasi mai nelle celebrazioni, nei discorsi, nelle commemorazioni, nei vari giorni solenni che ricordano i tragici eventi legati allo sterminio nazifascista. Le rare volte che qualcuno ricorda il numero intero delle vittime, questo dato scivola come acqua sulla pietra. Ora, chi furono gli sterminati? Sei milioni furono gli ebrei, lo sappiamo bene. Ma gli altri? Furono zingari, menomati, omosessuali, antifascisti di ogni orientamento politico e di ogni fede, soldati che rifiutarono di vendersi ai tiranni. E furono anche slavi, Testimoni di Geova, pacifisti. Il giorno 17 scorso, il quotidiano La Repubblica ha riportato stralci di un discorso tenuto dal nostro presidente del consiglio a Parigi, nel corso della sua ultima visita in Francia dove, fra le altre, ha pronunciato queste nobili parole: "Ho visitato Auschwitz e mi sono sentito anch’io israeliano (…) Ho sempre sentito l’importanza di essere dalla parte di Israele e dei suoi abitanti".
Non c’è dubbio che gli israeliani portino su di sé una parte dell’eredità e del senso di ciò che fu la Shoa in quanto sopravvissuti o eredi di sommersi e di salvati, ma solo una parte. L’altra parte appartiene agli ebrei della diaspora e a tutte le altre vittime della barbarie nazifascista.
Il significato della Shoa è universale e ce l’ha insegnato definitivamente Primo Levi scrivendo "Se questo è un uomo". Non 'se questo è un ebreo', né 'se questo è un israeliano'. Non si hanno sentimenti di onesta ripulsa dell’orrore nazifascista se non ci si sente anche antifascisti, zingari, omosessuali, menomati, pacifisti.
Non sarò certo io a voler negare lo specifico antisemita del nazifascismo, ma far confluire questo aspetto nella israelizzazione esclusiva della Shoa, è un’operazione di propaganda e, per il futuro della memoria, è devastante.
Moni Ovadia, L'Unità 20 settembre 2008
episodi di razzismo e di antisemitismo
ANTIGONE DENUNCIA EPISODIO RAZZISMO A CIAMPINO
ROMA - Amina Sheikh Said, una donna somala di 51 anni, sposata con un italiano Luigi Mancuso, cittadina italiana, è stata "umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore all'aeroporto di Ciampino". A denunciare il fatto é l'associazione 'Antigone'. La donna, che tornava, a fine luglio, da un viaggio a Londra con quattro nipotini, è stata accusata prima di rapimento di bambini, poi di traffico di clandestini, infine di essere un corriere della droga, è stata tenuta nuda per ore". Dopo quattro ore in cui personale dell'aeroporto ha cercato "ingiuriandola, chiamandola 'negra'" di convincerla ad una ispezione corporale la donna - prosegue 'Antigone' - è stata portata in ambulanza al Policlinico Casilino. La perquisiscono e non si trova niente. Nessuno le rilascia alcun verbale, delle perquisizioni effettuate non rimane traccia". Amina, sostenuta da 'Antigone' mercoledì scorso ha sporto denuncia.
Amina Sheikh Said "ha precedenti specifici per traffico di stupefacenti". Lo dichiara Remo De Felice, dirigente dell'ufficio della polizia di frontiera aerea di Ciampino. "La donna è stata sottoposta ad approfonditi accertamenti in aeroporto - spiega De Felice - perché aveva con sé quattro minori. Dai controlli è emerso che aveva precedenti specifici come 'ovulatrice' (chi trasporta droga nascosta in ovuli ingeriti). Per questo le è stato chiesto di sottoporsi a un'ispezione corporale". "Anche il marito - prosegue De Felice - era noto all'autorità giudiziaria per traffico di sostanze stupefacenti".
Sposata da molto tempo con il signor Luigi Mancuso, Amina ha quattro figli che abitano a Londra. Lo scorso 21 luglio tornava a Roma dopo avergli fatto visita e portava con sé quattro dei suoi nipotini, tre di un figlio e uno di un altro, di età compresa tra i sette e gli 11 anni, racconta l'associazione 'Progetto Diritti' che aiuta legalmente la donna. Arrivati all'aeroporto di Ciampino, la Polizia di Frontiera esamina i documenti dei bimbi e decide che qualcosa non va. I minori hanno cognomi diversi tra loro.
"Luigi Mancuso, giunto all'aeroporto a prendere la famiglia, viene fatto entrare nell'area doganale - spiega l'associazione - Lo si accusa con spregio di essere correo nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". I coniugi vengono interrogati sulla composizione del nucleo famigliare e sugli spostamenti effettuati. Si ispezionano i bagagli. "Nel frattempo anche i bambini sono trattenuti, a nessuno è permesso chiamare i genitori o il Consolato britannico a Roma, che tutto avrebbero potuto spiegare". "Poi Amina è condotta in una stanza e fatta spogliare per un'ispezione corporale. Le resta addosso il solo reggiseno. Due donne - racconta ancora 'Antigone' -le chiedono di assumere varie posizioni atte a osservare meglio le cavità del corpo. Amina acconsente. Ma quando le dicono di dover procedere all'esplorazione anale e vaginale, Amina rifiuta. Chiede almeno che sia un medico a farlo. Le donne la ingiuriano e la minacciano: 'ti spedisco in carcere', "come sei nera fuori lo sei dentrò, 'daremo i bambini all'assistente socialé". "Il reato ipotizzato a quel punto muta: da ladra di bambini a corriere della droga. Glielo dicono in faccia sprezzantemente. La chiamano 'negra', minacciano di spedirla al centro di igiene mentale se non acconsentirà all'ispezione corporale".
Per oltre quattro ore rimane svestita di fronte a un numero imprecisato di persone che entrano ed escono dalla stanza, poi viene ammanettata e distesa su una barella, sul corpo nudo qualcuno posa un telo di cellophane da imballo. Viene portata in ambulanza al Policlinico Casilino. Dalla perquisizione non emerge niente. "Nessuno le rilascia alcun verbale - dicono le associazioni - delle perquisizioni effettuate non rimane traccia. Le si comunica solo l'avvio di un procedimento penale nei suoi confronti per la resistenza opposta a pubblico ufficiale". Ora ad assistere Amina, la cui storia appare sul sito delle associazioni www.linkontro.info è l'avvocato Luca Santini.
CINESE AGGREDITO, AGGRESSORE DA SINDACO PER SCUSE
Uno dei giovani che ha aggredito ieri un cittadino cinese nel quartiere di Tor Bella Monaca a Roma, Tong Hongsheng, andrà oggi attorno alle 13,30 in Campidoglio. A quanto si è appreso, il giovane, che sarà accompagnato dal padre, vuole incontrare il sindaco Alemanno per porgergli le sue scuse per quanto accaduto ieri. Verrà sottoposto ad intervento chirurgico per la riduzione della frattura del setto nasale Tong Hongsheng. L'uomo si trova attualmente ricoverato al Policlinico Tor Vergata. Secondo quanto si apprende da fonti sanitarie se il decorso post operatorio sarà regolare l'uomo potrebbe lasciare l'ospedale già entro la metà della prossima settimana.
SCRITTE CONTRO ANNA FRANK A ROMA;ALEMANNO,VERGOGNA
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno appena appreso dalla stampa della comparsa di "vergognose scritte" contro Anna Frank, in via di Torre Annunziata, nel VI municipio, nel quartiere Prenestino, ha dato immediato incarico all'Ufficio Decoro Urbano di cancellarle. Lo ha reso noto l'amministrazione capitolina. "Condanno con forza, anche a nome di tutta l'amministrazione capitolina - ha detto Alemanno - queste atti scellerati che offendono la memoria di chi ha vissuto e pagato con la vita una delle più aberranti forme di discriminazione razziale. Proprio il Diario di Anna Frank - ha detto il sindaco - è una delle più toccanti e vere testimonianze della tragedia di una giovane donna, simbolo di un popolo che ha sofferto la follia dell' antisemitismo".
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_786500996.html
Italia: paese mortificato..
http://www.pieroricca.org/2008/10/02/moni-ovadia-1/
“Mi sento completamente straniero in questo Paese. Non riconosco più i sogni che aveva l’Italia. Non riconosco più le aspettative. Non riconosco neanche più quello che un po’ era uno stereotipo, ma che era una sorta di riserva di credibilità italiana, cioè un Paese di gente buona. Oggi appare un Paese di gente cattiva, aggressiva, risentita… non c’è gioia di vivere in questo Paese. È un Paese mortificato, anche in quelle che erano le sue supposte virtù: la capacità di cavarsela, di venirne sempre fuori… Un Paese terribilmente involgarito. È un Paese che declina pesantemente verso il razzismo».
Sono parole di Moni Ovadia, che abbiamo intervistato. Nella lunga conversazione Moni parla di crisi della democrazia costituzionale, revisionismo, anticomunismo, nuovo razzismo, perdita della memoria, uso politico della paura. Il video è diviso in tre blocchi. Li metteremo on line a puntate. In questo primo blocco si discute in particolare dei caratteri dell’Italia berlusconiana.
Sul sito, il video con il seguito della conversazione con Moni Ovadia.
Vergogna Italiani! (Proprio noi che eravamo ghettizzati )
Da un estratto di un testo di Massimo Orlandi.
"Nel 1934 quando gli italiani andavano a cercare fortuna in Australia erano marchiati e discriminati
dal razzismo anti-italiano.
Portavano una “I” ben impressa sulla divisa da minatore. “I” come italiano, “I” perché costretto a vivere separato dagli altri, nella “Italians zone”. E’ una delle conseguenze del razzismo contro i minatori italiani che produsse numerosi feriti e tre morti tra i nostri connazionali. Sono ferite poco conosciute o completamente dimenticate della nostra storia, con gli italiani nel ruolo dei marchiati e dei discriminati, che invece oggi gli italiani farebbero bene a ricordare.
Nel 1883 nella Camargue in Francia ci fu un durissimo attacco ai lavoratori piemontesi e lombardi considerati ‘razza inferiore’ e oggetto di una dura rappresaglia della popolazione che causerà 9 morti e 100 feriti.
Così nel 1920 in America, dove si respira un clima fortemente ostile verso gli emigrati italiani: ci sono Stati che vietano l’iscrizione ai figli degli italiani “macaroni”, si moltiplicano gli episodi di intolleranza; in un’isola di Manhattan si preparano gli italiani in arrivo a ciò che li attende: i nostri emigrati vengono “spulciati”, schedati sottoposti ad un autentico interrogatorio prima di poter, eventualmente, entrare.
Aggressioni verbali, allontanamento dalla società e perdita dei diritti."
Dal Corriere della sera del 16 aprile 1992 (Pagina 9)
New York, italiani discriminati all' universita'?
causa 42 denunce di docenti e impiegati italo americani, agenti dell' FBI dovranno investigare per scoprire se effettivamente esiste discriminazione razziale
NEW YORK . (r.e.) Razzismo all' universita' di New York contro gli italiani? Agenti del Fbi sono stati chiamati a investigare per l' accusa di un gruppo italo.americano che si batte per i diritti civili, secondo cui i professori italo.americani sarebbero discriminati. Se gli agenti troveranno fondate le accuse (si tratta di 42 denunce di docenti e impiegati), il college della metropoli (Cuny) potrebbe perdere tutte le convenzioni federali, che assommano a 40 milioni di dollari.
Ancora oggi gli italiani sono discriminati in molte nazioni ma gli Italiani che hanno la fortuna di vivere in patria o non lo sanno o non lo ricordano o fanno finta di non saperlo!
Discriminati in quanto italiani nei locali di Stoccolma?
Da una lettera a Beppe Severgnini, inviata al Corriere della Sera:
Caro severgnini,
sono tornato da poco da una vacanzina a Stoccolma con la mia combriccola di amici (abbiamo tutti tra i 22 e 24anni). Ogni sera capitava di uscire al fine di frequentare alcuni dei locali dei quali Stoccolma è gremita ma, inevitabilmente, in ogni locale ci veniva chiesta l'età e, qualunque età noi dichiarassimo di avere, ci veniva risposto che serviva essere più grandi di un anno! Sorpresi dalla situazione, abbiamo indagato sulla cosa e molti residenti ai quali abbiamo posto la questione rispondeva che in quei locali non facevano entrare italiani! A scanso di equivoci devo dire che io e i miei amici eravamo sempre vestiti con camicia e giacca. Le domande che mi sono posto sono le seguenti: perchè questa discriminazione verso gli italiani? Cosa la giustifica? Si sentono superiori a noi?
E gli italiani che fanno nel 2008? I razzisti!
Vergogna! Vergogna! Vergogna!
nel 2008 la parola da usare è ancora Vergogna!
Come per le "leggi Vergona" degli Italiani contro altri Italiani ebrei che furono prima ghettizzati e poi mandati allo sterminio!
Natura
grazie Antonella
Non dobbiamo dimenticare il vero significato della Shoah, che , se in ebraico significa sterminio e per gli ebrei significa lo sterminio che ha falcidiato la loro popolazione, altrettanti milioni di persone non ebree sono state annientate, fatte sparire dal mondo per motivi che oggi in modo oscuro e micidiale stanno riaffiorando.
Pensate a quello che dicono i leghisti nei loro appuntamenti deliranti, far sparire dalle città italiane zingari, ambulanti, arabi e africani e forse anche asiatici o sudamericani in nome di un diritto alla terra,al lavoro da parte di chi è bianco e deriva da , immagino, quattro generazioni di 'purissimi' padani.
E' un orrore di cui non posso e non voglio darmi pace, è uno scivolare sempre più vischioso in una dimensione di disprezzo e di odio che non può che alimentare violenza, stupidità e regressione a livelli di civiltà costruiti solo sull'istinto.
Ho riportato stamattina nel blog la 'Carta di Parma', non se hai avuto la possibilità di leggerla; secondo me riassume in sé le logiche di questo governo, sia in ambito di 'sicurezza', sia per quanto riguarda la frammentazione e la dissociazione di comuni e regioni da un governo centrale.
La carta di Parma e i valori (e regole) morali condivise
Una carta dei servizi che rispecchia la posizione del Governo. Tutta sulla sicurezza dei cittadini...ma forse pensando solo ad su una parte dei cittadini. Mentre la sicurezza degli immigrati dov’è? penso semplicemente che tutto questo gran parlare è in realtà solo fumo che fomenta l’odio per il diverso…e quindi crea solo paura, insicurezza e disumanizza il rapporto di convivenza rendendolo sempre più difficile. Quello che invece dovrebbe essere uno degli scopi primari dei governanti è perseguire l’integrazione e incentivare la solidarietà. E siamo in una società che si dice cattolica!!!E i politici ( e il clero) si ricordano di essere cattolici solo per condannare le unioni di fatto,la fecondazione assistitita, il testamento biologico ecc...
Gli episodi di razzismo sono quotidiani …dove andremo a finire? perché non si fa una carta sui diritti di tutte le persone di avere una vita dignitosa e dei modi per aiutarle ad uscire dalla loro triste condizione? Perchè non si fa una carta della solidarietà?
Siamo in un clima da Ku Klux Klan!
Fare i sindaci sceriffi, armare i vigili, creare i volontari per la sicurezza, portare l’esercito nelle città è molto pericoloso! Ci possono essere dei fuori di testa, delle persone incompetenti ed inadatte che usano la loro posizione per attuare abusi invece che per tutelare la sicurezza dei cittadini. Ma poi davvero la sicurezza è il problema più urgente? Le statistiche dicono il contario!
Si dice che quello che è importante è la percezione della sicurezza ma come dice Moni Ovadia la propaganda può essere devastante.
E che cosa hanno propagandato fino ad ora i governanti a livello locale e nazionale?
La carta di Parma, firmata da sindaci di altre città, parla solo di sicurezza come se fosse l’unico, fondamentale, impellente problema! E quindi cosa deve pensare chi vive a Parma o chi legge questa carta? Che Parma è una città insicura…problematica da questa punto di vista, così come gli Italiani a forza di sentirsi dire dai governanti, connivente la stampa, che la sicurezza e che gli immigrati sono delinquenti, pensano davvero di vivere in città insicure e che i clandestini sono veri responsabili, si sentono giustificati quasi a trattare male, nei migliori dei casi, un immigrato... pensate che clima diverso sarebbe se invece di emergenza sicurezza e di clandestini, i nostri governanti parlassero d'integrazione, di diritto alla cittadinanza per gli immigrati, del loro diritto al voto, di certezza della pena e di abbreviazione del processo civile e penale,di antimafia, di cosa fare per la sicurezza sul lavoro..(questa che davvero è un’insicurezza! questa si che davvero dovrebbe essere una lotta forte e seria! ) Forse ci sentiremo tutti più solidali, più rassicurati, generosi ed umani.
Avremo dei valori, delle regole morali da condividere. Ecco quello che manca all'Italia è proprio ciò che Leoluca Orlando ha detto ieri sera nella serata di commemorazione del trentesimo anniversario della morte di Peppino Impastato, alla quale ho partecipato e sulla quale, tempo permettendo, vorrei inserire un commento apposito.
Noi non abbiamo valori, regole morali, etiche condivise.
Se le avessimo non occorrerebbe una legge per impedire la candidatura dei condannati, sarebbe lo stesso condannato a non candidarsi, o lo stesso partito a non candidarlo (come avviene in Germania e in altri paesi civili).
Se le avessimo condanneremo una persona, un politico, un personaggio pubblico,perchè ha tenuto un comportamento moralmente inaccettabile anche se questa persona non è stata ancora condannata a livello giudiziario. Un politico che intrattiene rapporti con mafiosi, anche se non è condannato a livello giudiziario, è moralmente condannabile e non deve presentarsi come candidato e non deve essere eletto alle più alte caiche...
Perchè la legalità non è il rispetto della legge ma è il rispetto dell'uomo.
E tutto ciò che va contro questo rispetto va condannato.
I valori morali ed etici sono quindi quelli espressi dalla Costituzione, l'antifascismo, l'uguaglianza di fronte alla legge, l'uguaglianza e il rispetto di tutti a prescindere da razza, sesso, religione ecc.
Questi valori non li condividiamo più ed è questo che porta al degrado morale dell'Italia attuale.
Il recupero di questi valori dovrebbe essere il compito primario di ciascuno di noi, della scuola, della politica e se mi permettete della Chiesa...solo in questo modo potremo costruire una società aperta e soprattutto sicura.
La sicurezza è avere dei valori morali dentro di sè a prescindere da tutto, dei valori che si rispecchiano nella società in cui viviamo. E' insicura e degradata una società che non ha valori, e questi governanti affaristi, mafiosi, fascisti, razzisti, xenofobi stanno costruendo questo tipo di società o forse meglio dire stanno degradando ciò che i nostri padri hanno costruito con le loro lotte e con il loro sacrificio.
Cinese picchiato a Roma
2008-10-02 18:19
CINESE PICCHIATO A ROMA, IPOTESI RAZZISMO
ROMA - Un giovane cinese di 25 anni è stato aggredito nel pomeriggio a Roma da cinque italiani, mentre si trovava in viale Duilio Cambellotti, nel quartiere popolare Tor Bella Monaca, nella periferia sud est. Ancora da accertare le ragioni della violenza ma gli inquirenti, che hanno ascoltato anche un testimone, non escludono un movente di natura razzista. In base a quanto si apprende da fonti del 118, in seguito all'aggressione il giovane avrebbe subito un trauma cranico e la frattura del setto nasale.
"Sono stati fermati sei dei ragazzini presumibilmente coinvolti nell'aggressione al cittadino cinese a Roma, due sono già stati riconosciuti dai testimoni. Si trovavano ancora in zona, quasi tutti sono minorenni". A riferirlo è il consigliere capitolino Dario Nanni (Pd), eletto proprio in VIII municipio, teatro del raid razzista. "Esprimo soddisfazione - ha aggiunto - perché in poco tempo i vigili urbani sono riusciti ad individuare e fermare i responsabili. Il ruolo della polizia municipale è fondamentale in una città come Roma".
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_786412583.html
Decadenza!
Se questi sono gli italiani d'Italia, è meglio fare gli italiani all'estero!
Sarebbe più facile fare le valige andare via e rinnegare questa vergogna che aspettare tempi migliori vivendo questa decadenza!
Vediamo un po' quanti sono gli Italiani "stranieri" (all'estero)
Roma, 30 set - Presentata stamane presso l'Auditorium del Lavoro di Roma la terza edizione del ''Rapporto Italiani nel Mondo'' promosso dalla Fondazione Migrantes per raccontare l'emigrazione italiana.
Secondo i dati del Rapporto gli italiani residenti all'estero e che hanno conservato la cittadinanza italiana con diritto di voto sono 3,7 milioni. Di questi piu' di un terzo e' nato all'estero. Il Paese con piu' italiani e' la Germania seguita da Argentina e Svizzera. La regione italiana con piu' emigrati e' la Sicilia con oltre 600 mila residenti all'estero. Piu' della meta' degli italiani fuori dell'Italia sono giovani con meno di 35 anni e di questi il 30% sono minorenni.
Fonte: (ASCA)
GLI ITALIANI ALL'ESTERO OVVERO I COSIDDETTI STRANIERI "MANGIASPAGHETTI" O "PUMMARO'" SONO QUASI 4 MILIONI + ALTRETTANTI CHE NON HANNO CONSERVATO LA CITTADINANZA O SONO FIGLI DIRETTI DI!
SPERIAMO CHE SIANO TRATTATI MEGLIO DEGLI STRANIERI IN ITALIA.
sono stupita
forse è una reazione inconscia collettiva per il quale è più immediata la circumnavigazione del pianeta rispetto alla sua trapanazione per raggiungere e collegare i due poli...uso questa metafora per dire che nello stesso scrivere questo commento mi accorgo di darmi una spiegazione al mio stupore...trapanare il pianeta...andare a fondo...pericolosissimo! letale... ed infatti credo che possa essere letale per la propria salute mentale ed emotiva talvolta andare a fondo...meglio circomnavigare e guardare il paesaggio.... andando a fondo si potrebbe scoprire che la ragione di tutte le guerre non è il petrolio... non è l'energia...ma la sistematica pianificazione a tavolino dell'indebolimento, della colonizzazione secondo criteri sempre uguali, della genesi del bisogno in altri popoli. tutto questo ad opera di pochissime unità di questo nostro pianeta. perchè finchè ci saranno le centrali nucleari si produrrà uranio impoverito che richiederebbe soldi per lo smaltimento, quindi meglio farne materia prima di una fonte di lucro...le armi... che diventano guadagno nel momento in cui tutte le nazioni unite le pagano per consumarle da qualche parte... ecco perchè gli americani si incavolano di far la guerra da soli..perchè le armi sono costretti a pagarsele da soli...però poi lo fanno lo stesso tanto gli altri seguono. ma se oramai è accessibile ad ogni tecnologia la realizzazione di fonti energetiche davvero pulite, come mai nel mondo si prosegue con il nucleare? come mai se il pianeta è per tre quarti d'acqua c'è la sotterranea proogettazione della privatizzazione delle sorgenti d'acqua dolce? per la sistematica pianificazione delle nuove ragioni di conflitto future... perchè sono il mezzo per COLONIZZARE.. siamo di fronte al riciclo perpetuo dello storia.. è palese eppure la gente sembra preferire circumnavigare...forse perchè tutto questo sembra andare fuori da qualunque nostro potere, ma così non è, anche il semplice atto di piantare un piccone e scavare anche anelare alla consapevolezza è un potere.
perchè se io so insegno e chi viene dopo di me fa meno fatica ad imparare... sempre e solo per i miei figli.
Per Franca D.G
Cara Franca D.G., credo che la capacità di stupirsi, nonché quella di indignarsi e persino quella di ridere, sia il segno che qualcosa dentro di noi è vivo, e si manifesta. E’ quello che viene simboleggiato dal fuoco prometeico, quella scintilla di intelligenza che è (anche se spesso non sembra) patrimonio dell’umanità e suo carattere peculiare.
Hai ragione nel dire che la radice di un problema generato da noi esseri umani non sta nel petrolio e nell’energia, ma nel modo sciagurato e scriteriato con cui questi strumenti vengono usati, finalizzati come sono al profitto e al dominio anziché, primariamente alle necessità delle persone e dell'ambiente e allo sviluppo civile e culturale delle società.
Per conseguire profitto e dominio si incoraggia e si coltiva ogni cinismo, ogni egoismo, ogni superficialismo ogni paura, si inibisce ogni respiro libero che possa ostacolare la sciagurata macchina di distruzione, si riduce al silenzio ogni verità scomoda.
E così se ne va senza rumore anche Andrea, ultima vittima del mostro della guerra e ucciso una seconda volta dal silenzio, dall’indifferenza, dall’abbandono.
Vorrei che le migliaia di persone che sono colpite dalle gravi malattie conseguenti all’esposizione all’uranio impoverito e le loro famiglie uscissero dal silenzio, dalla paura e, unite, denunciassero pubblicamente e decisamente il loro dramma, chiedendo di fare luce sulle responsabilità per la trascuratezza, e l’inadeguatezza delle istituzioni a fronte di questa tragica vicenda. L’ingiustizia che questi cittadini stanno subendo, come quella che colpisce le vittime di altri soprusi, non deve rimanere sotto silenzio. Chi è responsabile deve farsene carico. Il silenzio uccide una seconda volta.
Perché, oggi come non mai, come dicono Saviano e Garrone “raccontare non è diffamare, ma resistere”.
Ti abbraccio
Per F.d G.
Franca un enorme abbraccio.
A te ai tuoi due piccoli e al tuo compagno.
A prestissimo!
ma ciaooooooooooooooooooooooooo
riferirò... e magari un giorno se hai tempo e voglia ti metterò a parte di alcune novità interessanti... a volte scavando si conoscono altri esploratori che si accodano nel viaggio al centro della terra, e quello che ne salta fuori son tante altre vie inaspettate per aggirare quelli fin troppo attenti che vogliono che tutti siano ingnoranti. e io non so se son partita prima o mi sono accodata, perchè non è importante più il portabandiera, è importante solo andare avanti.
CIAO GIGANTE
grazie
signor folletto
folle cuore
di donchisciotte...
di aver almeno tu
la mia stessa malattia.
Voler andare giù
un po' più a fondo
non è dei pazzi
ma delle verità mai sazie.
Di chi col padreterno
vuol fare a botte
perchè continua a crederci
anche con le ossa rotte.
Come Giacobbe nella sua tenda
lottare finchè il buio muore
cercare le ragioni
sfidando la follia.
Sei il più corretto.
Hai ragione nel dire che la radice di un problema generato da noi esseri umani non sta nel petrolio e nell’energia, ma nel modo sciagurato e scriteriato con cui questi strumenti vengono usati, finalizzati come sono al profitto e al dominio anziché, primariamente alle necessità delle persone e dell'ambiente e allo sviluppo civile e culturale delle società.
Grazie Gargantua, queste cose io non posso più dirle...
...un bacio.
Natura
U elemento naturale 92
L'Uranio diventa piombo velocemente, bastano solo 4.510.000.000 milioni di anni, per tutto questo intervallo di tempo resta una minaccia per la salute degli esseri viventi.
Ma l'Uranio serve anche al funzionamento del "motore" naturale del vostro pianeta.
Siete sempre voi uomini che ne fate un uso pericoloso per voi stessi.
Natura
Uranio
Vuoi dire che la Sacra Madre Natura ha nelle sue viscere una minaccia 'naturale' per gli esseri viventi?
E questo , ovviamente , indipendentemente dall'uso che gli uomini hanno fatto e fanno degli isotopi.
Ma ti rendi conto di quello che scrivi e di come scrivi?
Per cortesia, un po' di buon senso ma cosa dici...
Perchè non lo sapevi che l'uranio è radioattivo?
Certo i pericoli aumentano agendo sugli isotopi ma anche allo stato naturale l'Uranio è un pericolo basta respirare l'aria di una miniera o di vaste zone ad essa adiacenti per mettere in pericolo la propria salute.
Inalato in genere sotto forma di ossido, l'uranio si discioglie nei liquidi delle mucose polmonari, ed entra rapidamente nel sangue. Nonostante gran parte dell'uranio assorbito venga espulso con le urine, la parte che non viene eliminata si accumula nelle ossa e soprattutto nei reni; le conseguenze di questo accumulo producono effetti tipici dell'avvelenamento da metalli pesanti: dermatiti, gravi degenerazioni dei reni, necrosi delle arterie.
Ti sembra cosi strano che elementi non modificati dall'azione umana possano essere comunque nocivi per l'uomo?
La Natura ne è piena! si vede che non sei mai andata in cerca di funghi tanto per fare un banalissimo esempio.
Finiscila di estrapolare solo cose che fanno comodo a te dai miei discorsi; ti ricordo che comunque ho concluso dicendo che il pericolo dipende sempre dall'uso stesso che ne fa l'uomo alludendo proprio ad uranio impoverito ed arricchito delle applicazioni militari.
"Siete sempre voi uomini che ne fate un uso pericoloso per voi stessi."
Quindi il mio commento serviva proprio a colpevolizzare l'azione umana fatta all'uranio e con l'uranio. Non capisco davvero questo tuo continuare ad infastidirmi.
Natura
per natura
Cominciamo da qui : 'L'Uranio diventa piombo velocemente, bastano solo 4.510.000.000 milioni di anni, per tutto questo intervallo di tempo resta una minaccia per la salute degli esseri viventi.'
Nessuna minaccia , non hai letto in wikipedia alla voce 'uranio' che “ tracce di uranio sono presenti ovunque :nelle rocce, nel suolo, nelle acque, persino negli organismi viventi' ?
Strano visto che, per rispondermi, hai fatto un copia/ incolla di quanto hai trovato in wikipedia sui danni da esposizione all'uranio, al radon, alle polveri da estrazione dell'uranio.
Quando imparerai a leggere con un minimo di attenzione ?
E' sulla da te dichiarata minaccia per la salute degli esseri viventi che facevo ironia, visto che solo adesso circoscrivi la minaccia dell'uranio alle zone minerarie.
Quanto al tuo : 'Certo i pericoli aumentano agendo sugli isotopi ma anche allo stato naturale l'Uranio è un pericolo', sai che l'uranio è naturalmente costituito da tre isotopi?
Quanto ai funghi credo di poter dire che sono una brava raccoglitrice e ne sono golosissima. Ho sempre evitato l'Amanita Phalloides, nonostante abbia conosciuto una famiglia che la faceva trifolata insieme ad altre varietà di funghi senza averne alcun danno. Si erano nel tempo mitridatizzati.
Non estrapolo, leggendoti, allibisco.
Incominci male e non capisco lo scopo di tutto ciò
Da quando un metallo radioattivo non costituisce un pericolo per la salute? In base a cosa sostieni che non c'è nessun pericolo?
Continua pure a leggere wikipedia ignorando che l'uranio è tossico e radioattivo.
Qual'è l'utilità di questa discussione?
Forse vogliamo sostenere che non è l'uso sbagliato che ne fa l'uomo che si ritorce contro egli stesso?
Non ho mai affermato questo.
Ma allora di che discutiamo?
Natura
per la povera natura
Mi limito a tentare di rispondere ai tuoi minestroni, ma vedo che è una fatica inutile. Giri e rigiri le tue frittate senza renderti conto di quello che scrivi.
Con te non è possibile alcuna discussione che abbia una minima base di serietà.
Appena ti faccio notare le assurdità che scrivi, sposti il discorso in un altrove che è il terreno del tuo pregiudizio.
per una povera donna
Hai uno strano modo di discutere, a me sembra proprio che tu non voglia discutere ma solo continuare a dare giudizi sulle esposizioni altrui come se stessi a scuola ma stavolta senza alcun fondamento scientifico, etico, eco-culturale . Riduci le mie questioni ad aspetti
collaterali della società e della politica, il che dimostra che non sai neanche la differenza che intercorre tra ecologia ed ecologia profonda, non hai capito l'importanza di certi argomenti perchè sei una irriducibile antropocentrista: per te esiste solo l'umanità e le sue vicende. Se trovi impossibile discutere con me ti ho gia chiesto gentilmente di non farlo più ma tu non riesci proprio a starmi lontana.
Ti ho dato un elenco di autori, sperando che tu, da donna di cultura quale sei gli dessi almeno un'occhiata ma vedo, ad oggi che ti interessa solo il tuo tipo di cultura e in questo senso resti povera.
Sarebbe già tanto comunque che ti astenessi dal "non discutere" con me.
Natura
SCANDALOSO......................
Scrivete una lettera di Protesta alla carrefour spa.Perchè? Perchè una loro filiale si è permessa di discriminare un bambino autistico di 4 anni e questo già basta a qualificarli come stronzi.Perchè se la loro filiale GS di Palermo è dotata di personale gentile e disponibile (e me ne sono reso conto io con i miei genitori in passato) è anche vero che alcune loro filiali sono piene di mele marce che devono essere eliminate.Se volete maggiori ragguagli, andate qui e leggete: http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html"
Ci vogliono solo due minuti a fare una lettera e difendere un bambino stupendo.
LA VITA DI UN OPERAIO? 35MILA EURO
«Siamo costretti a firmare perché siamo alle strette. Qualcuno ha scritto, 'la ThyssenKrupp compra il silenzio degli operai', ma non è vero: chi doveva fare decadere questa vergogna, non è riuscito a fare niente». Come nulla fosse stato. Dieci mesi fa, il rogo nello stabilimento torinese Thyssen ha ucciso sette persone. Ma l'azienda, senza alcuna vergogna, continua a voler dettare legge e impone ai lavoratori dimissionari un accordo capestro: la buonuscita (35 mila euro lordi), a condizione della rinuncia a qualsiasi vertenza (nel caso anche di malattia professionale) e del decadimento della costituzione di parte civile. «Un vergognoso ricatto, e noi cosa dobbiamo fare? Ci dicono che tradiremo la memoria dei colleghi, ma con 800 euro al mese di cassa integrazione non si vive, siamo senza lavoro, abbiamo bisogno, e abbiamo diritto, a quei soldi. Oggi non può essere il nostro fallimento, ma quello di chi ha sottoscritto quell'accordo vergognoso». Non è la prima volta. E non è solo, Carlo Marrapodi, trentenne ex operaio ThyssenKrupp, che ieri insieme a sedici ex colleghi ha firmato, nella sede degli industriali torinesi, il verbale capestro: venticinquemila euro netti, in cambio dell'assenso a fare decadere la sua costituzione di parte civile nel processo che l'istruttoria lampo del procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, accusa, per la prima volta in Italia, l'amministratore del gruppo tedesco di «omicidio volontario». Un ricatto che da mesi la multinazionale tedesca pratica: ci è riuscita con alcuni familiari delle sette vittime del rogo (sempre mediante la monetizzazione) e ci sta provando, a Torino, con comune, provincia e regione. E naturalmente con loro, gli ex operai (una sessantina) che, dopo la strage, hanno deciso di costituirsi parte civile. Come Carlo Marrapodi (protagonista del documentario ThyssenKrupp blues di Monica Repetto e Pietro Balla presentato a Venezia) che dopo la strage è tornato a vivere con i genitori in Calabria, «perché con 800 euro al mese a Torino non si vive». Ma le parole di Carlo sono soprattutto un atto di accusa al sindacato, «che non è riuscito a fare decadere questa vergogna». L'accordo siglato tra azienda e sindacati, per la chiusura del sito torinese (che dopo il rogo mai più ha aperto i battenti), prevede due anni di cassa integrazione e, per chi rinuncia alla buonuscita, il ricollocamento: il magro salario da cassintegrati, oltre alle difficoltà del ricollocamento, ha però indotto molti operai, tra cui Carlo, a rassegnare le dimissioni, per ottenere la buonuscita e cercare autonomamente un altro lavoro. «Come sindacato territoriale non abbiamo mai firmato quel verbale», dice Giorgio Airaudo, segretario generale della Fiom Cgil di Torino. L'accordo siglato tra azienda e sindacati si richiama al «verbale storico». «Appena abbiamo scoperto che il verbale 'storico' conteneva quelle clausole capestro, non abbiamo più firmato, abbiamo chiesto all'azienda la modifica, e invitato i lavoratori a non accettare», spiega Airaudo, «oltre al fatto che non si può non pensare male, scoprendo che l'azienda si tutelava con clausole di questo tipo»: «Perciò abbiamo studiato un'iniziativa legale, per recuperare i soldi della buonuscita, e abbiamo invitato i lavoratori a non firmare». «E' l'unica cosa che potevamo fare - conclude Airaudo - Appoggiare i lavoratori nella causa contro l'azienda». «Ma io come campo nel frattempo?», è la domanda che Carlo, come molti ex operai, sono stati costretti a farsi. «La verità è che nessuno si indigna più. Giusto commemorare i morti, ma ai vivi chi ci pensa?».
http://riprediamocilitalia.blogspot.com/
per tutti....
Il 12 un derby Catania-Palermo star in campo per bimbo malato
"Un derby Catania-Palermo. Tutti insieme per Mattia". Il 12 ottobre prossimo, alle ore 20,30, al Velodromo di Palermo, la Nazionale artisti di Catania, con il patrocinio gratuito del Comune di Palermo, metterà in campo i suoi atleti-artisti contro la Nazionale artisti di Palermo per un derby il cui ricavato sarà devoluto a Mattia, un bambino catanese affetto da una grave disabilità che ha bisogno di costose cure negli Stati Uniti.
Un'intera formazione di artisti e personaggi della tv, spettacolo e moda giungerà a Palermo mettendo in campo la propria immagine e la propria carriera a favore di un progetto riabilitativo per Mattia, affetto da tetraparesi spastica, epilessia e una rara malattia denominata Sindrome di West. Mattia, per poter stare meglio ha bisogno dell'Ossigeno-terapia, una cura con camera iperbarica che viene effettuata solo in Florida.
La società di Catania sarà capitanata da Santo Mazzullo ("Più bello di Sicilia 2007"), che sta riunendo una squadra d'eccezione.
questo e' cio'che puo' fare grande il nostro paese....
e la Sanira,Berlusconi e tutta la politica sta a guardare...comunque...
..almeno aiutiamo noi questo piccolo, dai...
grazie amici
ciao..
visita: www.ilportaledimattia.com
Grazie Franca grazie ancora
Volevo ancora una volta ringraziarti.
Questo blog è utilissimo a chiunque voglia partecipare.
Gaber cantava che "la libertà è partecipazione".
e ancora cantava Gaber:
Vorrei essere libero
libero come un uomo
come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
Natura
Storia di una amica disabile
Ho fatto una vacanza ed ho incontrato delle persone, una di queste mi ha colpito perché mi ha raccontato la sua vita, la sua storia di disabile, molto complicata tant’è che per ricostruirla insieme a lei mi ci è voluto dei giorni, ora (col suo consenso) ho deciso di pubblicarla in questo sito, perché credo che sia la collocazione giusta. Io sarò il garante (lei avrà il nome di antonellab) di questa storia, ho aperto una email apposita antonellab@valdelsa.net per poter ricevere qualche interessamento o qualche consiglio, ringrazio tutti fin da questo momento per il tempo che metterete per leggere e se vorrete di scrivere alla seguente storia.
Lei mi ha raccontato:
La mia storia inizia prima che uscissi dalla pancia di mia madre, i dottori che la seguivano non si erano accorti che eravamo tre e quindi vedendola crescere a dismisura la misero a dieta facendole mangiare una mela e del latte.
Il risultato fu che due dei miei fratelli non ce l’hanno fatta ed io sono venuta al mondo settimina e con problemi che illustrerò man mano che racconterò questa storia.
I miei fratelli erano dentro una sola sacca e quindi pigiavano su di me, sulle mie gambe, che sono rimaste menomate.
Alla nascita i dottori erano incerti sulla mia vita, in quanto le mie condizioni erano critiche, infatti ero nella incubatrice, solo dopo dieci giorni circa provarono a togliermi dall’incubatrice, il risultato fu positivo, vivevo.
All’età di due anni i miei si accorsero che avevo delle difficoltà nell’equilibrio e preoccupati mi portarono a fare delle visite, incontrando un Professore che mi ha capito la mia situazione e quindi contro anche l’opinioni di altri professori che mi volevano operare alle anche, lui decise di operare solo alle gambe allungando i tendini.
Questo Professore mi ha seguito finché è vissuto controllando tutte le mie evoluzioni psico attitudinali ed anche il modo del cammino, facendomi fare della ginnastica specifica.
La prima operazione la feci all’età di due anni e concludendo a undici anni, in conclusione ho subito otto operazioni perdendo gran parte della scuola elementare, ma ottenendo il risultato di essere indipendente.
A diciotto anni quando ebbi concluso la terza media ed iniziato la scuola per prendere l’attestato di segretaria d’azienda, feci domanda per ottenere il certificato di invalidità, la Commissione Medica mi passò la visita in data 28/02/1992, la quale mi dette una percentuale del 100% con accompagnamento, nella dicitura si intuisce che gli esiti della malattia sono causati dall’ ”infanzia ed una paraparesi spastica con ritardo motorio”.
Io iniziai a trovare del lavoro da fare e continuai a fare ginnastica, a ventidue anni mi decisi a prendere la patente di guida, la Commissione Medica mi suggerì di fare la visita per ottenere il certificato della Legge 104, io però non capii bene quello che poteva significare e quindi lascia perdere.
Sempre in quel periodo avevo un incarico presso il Comune di Genzano di Roma presso l’ufficio Anagrafe incarico “borsa lavoro” dove ho lavorato per cinque anni, dopodiché fui informata che presso tale ufficio ero sollevata dall’incarico, per una disposizione della Regione Lazio.
A ventitre anni ho trovato un lavoro presso uno studio per amministrazione di condomini, nel quale ci sono rimasta fino al duemilatre.
La trasformazione per ingrandimento dello studio mi ha portato a prendere la decisione di venire via, in quanto l’ambiente non era più sicuro, così ho ripresentato domanda presso il Comune e sono stata assunta come “borsa lavoro” fino al Marzo del 2008.
Nel frattempo in data 26 gennaio 2005 ho ricevuto tramite raccomandata espressa di presentarmi il giorno 23/02/2005 alle ore 8:30 presso la sede della Commissione di Roma Via di Villa Fonseca, 6 per essere sottoposta a visita medica.
Il predetto giorno mi sono presentata presso la Commissione sopraccitata, entrata dentro la stanza in compagnia di mia madre, mi sono accorta che c’era una irregolarità in quanto i medici erano due e non tre o più in numero dispari come prevedeva la legge che ho letto tramite un mensile per disabili, mi sono seduta con mia madre accanto i due medici erano di fronte a me, mi hanno fatto delle domande preliminari, tipo la scuola che ho frequentato ecc, mi hanno sottoposto alla visita, ha iniziato la dottoressa che mi ha detto di alzarmi e andare verso un lettino e mi ha detto se ero in grado di mettermi seduta sul lettino oppure avevo bisogno di aiuto, io gli ho risposto che non era necessario e mi sono seduta sul lettino, mi ha fatto scendere dal lettino e mi ha detto di mettermi davanti a lei mi ha mostrato due dita e mi ha chiesto di stringerle le dita delle mani ed io le ho strinte pensando alla stupidità della prova, in quanto la forza nelle mani o in altro arto si misura con strumenti elettronici e non con due dia di una mano, mentre è più condivisibile la presa di una persona in quanto stabilisce se in grado di afferrare gli oggetti, dopo queste prove la dottoressa si è rivolta al collega chiedendoli se avesse intenzione di fare ulteriori accertamenti, il collega preso in stato di lettura dei miei incartamenti a detto che per lui era sufficiente.
La dottoressa si è messa seduta e insieme al collega mi ha fatto ripetere quello che loro dicevano es.; sasso, carta, ecc. a questo punto io volevo rifiutarmi di rispondere perché pensavo che mi avessero preso per stupida, ma mia madre che stava al mio fianco iniziò a darmi delle piccole botte sulle spalle e sulle braccia, per non passare da imbecille mi sono dovuta adeguare a quel gioco idiota fatto da due persone laureate.
L’11 maggio 2006 mi è arrivato il certificato, nel quale c’è riportata la percentuale di invalidità del 100%, con le seguenti diciture: Esame obiettivo: “…… spasticità arti inferiori lieve deficit di forza arti superiori… ritardo mentale”, Invalidità accertata: “100% invalido con totale e permanente inabilità lavorativa”.
Queste belle deduzioni sono state fatte dai dottori: Dott.ssa Patrizia Palombo e dal Dott. Antonio Santorsa.
Nei mesi successivi tale certificato mi è arrivato a casa e leggendolo mi sono accorta che c’èra qualcosa che non quadrava, mi sono rivolta ad una persona che lavora nel campo sindacale, la quale mi ha detto di fare ricorso e che tale pratica l’avrebbe smistata lui stesso.
Questo signore ha imbastito una controversia ai danni dell’I.N.P.S. anziché ai danni della Commissione Medica, il risultato è stato che il Giudice ha accertato che io non sono nello stato di avere la pensione di accompagnamento, ma per quanto riguarda la mia posizione di invalida restano le diciture a cui sopra.
Mi domando:
come si può scambiare un ritardo motorio con un ritardo mentale?
come può un individuo con ritardo mentale guidare un auto?
come può una persona a cui tolgono l’accompagnamento essere non abile al lavoro?
come può un dottore scrivere cazzate mentre qualcuno dimostra il contrario?
come si può e a che titolo chiedere ad una persona di stringere delle dita prendendo in considerazione tale prova per una decisione che può cambiare la vita ad un essere umano?
Ma soprattutto chi sono questi medici?
Cosa hanno studiato?
E quanto prendono alla fine dell’anno?
marco dalla valdelsa
Aiutiamo mio figlio
Amici, il piccolo Mattia e' affetto da una gravissima forma di disabilita’(tetraparesi spastica, epilessia e con una rara malattia la Sindrome di West), e DIO volendo, sarà sottoposto a varie cure, di cui l'OSSIGENO-TERAPIA con CAMERA IPERBARICA associata con un tipo di fisioterapia che non abbiamo purtroppo qui in Italia, chiamata "therasuite" .Queste terapie saranno eseguite negli STATI UNITI in Florida, al Ocean Hyperbaric Neurologic Center, ed abbiamo bisogno di un supporto economico, il costo della terapia si aggira sui 300.000,00 euro circa divisi in 3-5 anni e comprendono appunto le terapie, il pernottamento e tutti i mesi che dovremmo affrontare, e rimanere li 10 mesi l'anno! Purtroppo e' una cifra altissima ed impossibile da affrontare con un solo stipendio ed un mutuo sulle spalle di oltre 900,00euro.
amici...aiutiamo Mattia!
http://www.ilportaledimattia.com/Aiutiamo%20Mattia_.html
Stasera a Raidue Dario Fo, Franca Rame e Giorgio Albertazzi
Dario Fo, l’amore e la guerra.
Palcoscenico, stasera a Raidue, ore 23,40
Nella puntata di stasera intitolata “Eroi amore e guerra da Romeo e Giulietta ad Antonio e Cleopatra”, si parte dal dramma amoroso “Giulietta e Romeo” per proseguire con la follia della guerra interpretata da Dario Fo attraverso “Il ritorno del soldato dal campo” di Ruzante. Segue Franca Rame con “La morte del Palafreniere” e Albertazzi con la tragedia di Alfieri “Antonio e Cleopatra”.
Palcoscenico, stasera a Raidue, ore 23,40
Mi raccomando cara Raidue, trasmettiamolo alle 23.40... rischiamo che qualcuno lo vede!
Le trasmissioni in prima serata
Non scherziamo! La prima serata va lasciata per le fiction di Saccà (il reintegato). I dirigenti Rai sanno davvero mettere le cose giuste al posto giusto.
Dal Molin illegale. Il Tar blocca i lavori della base
Chiara Spadaro
[20 Giugno 2008]
Il Tribunale amministrativo regionale [Tar] del Veneto si è espresso sulla vicenda Dal Molin: accogliendo il ricorso del coordinamento dei Comitati No Dal Molin e dell’associazione dei consumatori, Codacons, il Tar ha giudicato illegittimo il progetto di costruzione della nuova base militare Usa a Vicenza.
Per il determinato movimento che da due anni si oppone ad un Dal Molin militare è un giudizio fondamentale, che restituisce ai cittadini la dignità calpestata dal governo locale e nazionale. «È una sentenza importantissima – dice Marco Palma del Presidio Permanente – che smaschera le falsità di chi ha sempre ignorato la cittadinanza e calpestato la democrazia partecipativa, oltre a mostrare il grave impatto sul territorio che avrebbe la base».
Anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, definisce la sentenza del Tar «di importanza estrema, una vittoria di tutti i cittadini. I giudici – sottolinea Rienzi – non solo hanno riconosciuto le tesi sostenute dalla nostra associazione, ma hanno ribadito con fermezza l’importanza dell’opinione dei cittadini in merito a questioni che riguardano direttamente il territorio e l’urbanistica».continua.....
Etica dell'Arte-S.Barbara Project- 21/28/09/08 Iglesias
Artemisia Pippy
Il S.Barbara Open Free and Full Project aderisce al sostegno per le vittime dell'uranio impoverito...
http://www.equilibriarte.org/eventscal/1496
MERCATO DELL’ARTE EQUO-SOLIDALE
Questo terzo millennio “barocco” ed ipermoderno si è aperto all’insegna della retorica, di un sistema di persuasione che usa l’autorevolezza del fascino delle forme, usando il potere ben individuato dell’icona e dell’immagine.
All’interno del nostro sistema economico, che viene definito “neoliberista capitalista”, sono sorte, da parte di alcuni settori, gruppi di imprese e consumatori, di pratiche economiche definite Economia Solidale che contraddicono il modo di essere e di operare dell’economia convenzionale, poiché si basano su principi diversi. Infatti dalla società civile e dal mondo dell’arte, sorge sempre più la domanda di un’economia “altra”, un mercato dell’arte sostenibile, equo, partecipativo ed “ecologico”, dove il tornaconto personale e d’impresa e l’utilitarismo non vengono posti in primo piano, come criteri guida dell’agire economico, ma si dà priorità al rispetto per l’ambiente, alle relazioni umane di equità e giustizia e al “tornaconto” sociale, cioè al tornaconto dell’umanità nel suo complesso.
Così il sistema del mercato dell’arte Equo si basa sugli stessi principi delle relazioni dirette, di conoscenza e di scambio, anche culturale, in cui il “consumatore” si organizza per attivare una auto-coscienza dell’arte traendo spunto di partenza dalla consapevolezza che l’economia del mercato convenzionale si regge su un meccanismo di sfruttamento e di imposizione culturale predeterminata e conforme alle logiche basate su interessi utilitaristici.
PER UN MERCATO ETICO DELL’ARTE
Mentre il nostro sistema economico tende ad emarginare i soggetti più deboli, basandosi sulla concorrenza e sulla lotta per la conquista del mercato, il Sistema auspicato dal S.Barbara open free and full project, al contrario cerca di valorizzare proprio i soggetti più deboli ed esclusi, riconoscendo il valore e la dignità di tutti.
Infatti il S.Barbara Project, altro sistema, è un progetto di fede collettiva, che non specula sui malori sociali e malesseri sociali e socioculturali, che non cerca e non fa beneficenza in cerca d’interesse giocando sulla forma pubblicità progresso come tanti eventi curatoriali e fieristici d’arte coeva, è un movimento fatto di rotte individuali consapevoli che in questo sistema socioculturale ed artistico l’artista è costretto ad”apparire” per “essere” ...
http://www.equilibriarte.org/eventscal/1496
LE PERSONE DISABILI CHE FINE FARANNO ?
Da giorni mi chiedo, in questo clima di tolleranza zero le persone disabili che fine faranno?
Credo che il nuovo governo Berlusconi e tante altre persone devono mettersi in testa che le diversità culturali, sessuali, e religiose sono aspetti da considerarsi positivi in quanto ogni individuo ha delle ricchezze che possono aiutarci a crescere e a migliorarci reciprocamente.
Chi compie dei reati è giusto che rimanga in carcere e non che per “merito” dell’Indulto possa uscire o avere dei” buoni sconto” sulla pena.
In un articolo apparso il 28/5/2008 sul quotidiano L’Unità dal titolo” Card. Sepe: temi anti-rom? Ideologie estremiste”, il Cardinale fa notare che dai temi elaborati dai bambini dai 9 agli 11 anni della scuola San Giovanni Bosco di Napoli emerge un clima di intolleranza “ I temi dei bambini sono spaventosi”.
I bambini affermano «Hanno fatto bene e visto che non se ne sono andati con le buone, abbiamo dovuto usare le maniere forti», ancora “Io penso che noi napoletani abbiamo fatto bene a cacciarli via”, “La gente fa bene a bruciare i campi rom, perché abbiamo già troppi problemi e ci bastano". “Non siamo razzisti, è che loro si sono presi troppo la mano”..
Visto che i disabili sono considerati dei diversi mi chiedo se la nostra società assumerà lo stesso atteggiamento razzista anche verso i medesimi.
Avendo un handicap di tipo motorio per muovermi uso la sedia a rotelle e vi assicuro che i bimbi quando mi incontrano sono molto curiosi e spontanei e mi osservano con attenzione e se i loro genitori gli permettono di avvicinarmi mi fanno tante domande perché vogliono sapere come mai una persona grande non cammina o se quando ero nella pancia di mia mamma avevo il passeggino.
Io cerco sempre di rispondere in modo semplice e spiego loro che ho male alle gambe che i miei muscoli non mi sostengono e che quand’ero dentro la pancia di mia mamma non mi serviva il passeggino. Ho incontrato anche dei genitori che quando si accorgevano che il bambino mi guardava lo strascinavano via per un braccio e se il bambino tentava di girarsi in dietro gli davano un ceffone e questo dal mio punto di vista è fortemente diseducativo.
Le frasi scritte dai bambini sono il risultato dei discorsi sentiti in famiglia o appresi dai mezzi di informazione. La cosa che ancor più mi fa rabbrividire è che lo stato italiano e il governo Berlusconi stiano adottando una politica della violenza, della repressione e del manganello nei confronti dei così detti diversi. Con un impostazione politica di questo tipo le persone disabili che hanno già difficoltà di integrazione che fine faranno?
Dal mio punto di vista sarà un disastro chi ha un handicap non sarà mai integrato perché non è efficiente e non produce secondo i canoni economici e non si relaziona come la maggior parte delle persone e viene considerato stupido.
I nostri politici non vogliono gli immigrati ma chi aiuta le persone anziane e i disabili sono in genere le signore immigrate perché noi che crediamo di essere persone civili non ci degniamo più di fare determinati lavori.
Vorrei proporre a chi non accetta gli immigrati ministri inclusi di fare loro da bandanti a chi ha bisogno anche quando c’è la necessità di cambiarle e lavarle.
Io nel mio piccolo sto cercando di darmi da fare affinché questo non possa succedere e che tutti quanti nessuno escluso possiamo continuare a vivere liberamente e ad esprimere altrettanto liberamente le nostre idee.
Il mio Blog è: www.lucafaccio.it
e-mail : info@lucafaccio.it
Dott. Luca Faccio
Visita il mio blog: www.lucafaccio.it
per Luca discriminazione dei 'diversi'
Pensa che 13 anni fa sono dovuta intervenire coi maestri di terza elementare di mia figlia perchè era stata emarginata fino ad essere ignorata dai suoi compagni di classe per due semplici motivi: non stava andando a catechismo come gli altri perchè non avrebbe fatto nè cresima , nè comunione e perchè suo padre e io eravamo divorziati.
Sono davvero tanti gli ambiti della diversità e in ciascuno c'è chi subisce gli effetti di un pensiero gretto, ignorante e carico di pregiudizi rispetto a una presunta immagine standard della vita di un essere umano.
La minoranza non discriminata
Caro Luca, come non condividere le tue preoccupazioni.
Pare che il nuovo corso politico favorisca una sola minoranza: quella che gode del privilegio della ricchezza. Ogni altra è discriminata e spesso violentemente repressa.
L’unica speranza consiste, a mio parere, nella coalizione solidale di quelli che si sentono "diversi" dalla cultura dell'omologazione al pensiero unico del profitto.
SCUSATE
Scusate per il maiuscolo non era mia intenzione urlare lho notato dopo l'invio scusate ancora
SISTEMA DI SMALTIMENTO RIFIUTI THOR DEL C.N.R.
FIRMATE LA PETIZIONE A FAVORE DELL'UTILIZZO DEL SISTEMA THOR PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI.
CHI VUOLE CONOSCERE IL SISTEMA THOR CLICCHI IL LINK:
http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758
E UN SISTEMA RIVOLUZIONARIO CHE SMALTISCE 8 TONNELLATE DI RIFIUTI IN UN ORA - COSTRUITO DAL C,N,R, ENTE PUBBLICO E NESSUNO NE PARLA SAPETE PERCHE? PERCHE COSTA POCO SI AUTOALIMENTA ED E CARRELLABILE.
FIRMATE LA PETIZIONE PER CHIEDERE IL PERCHE SUL MANCATO UTILIZZO DI QUESTO SISTEMA FIRMATE SU:
http://firmiamo.it/sistemathordelcnr
SE CONDIVIDETE QUESTA INIZIATIVA DIFFONDETE IL BANNER DELLA PETIZIONE.
PER FRANCA: GRADIEREI UNA TUA OPINIONE E QUELLA DI JACOPO SU QUESTO SISTEMA GRAZIE
Ho firmato e messo il banner.
Mi sembra una buona iniziativa. Ma servirà a convincere i nostri "intelligenti" governanti"?
E' veloce e costa poco...appunto nessuno ci guadagnerebbe...
Quando finiranno di mettere a rischio la salute dei cittadini e dell' ambiente,facendo finta di non sapere che altre forme di smaltimento, di sviluppo, sono possibili, solo per portare avanti i loro vergognosi interessi?
c'è anche questo
Mi sembra una soluzione perfetta
http://www.carovanaperlacostituzione.it/menunew/rstanew/vedelago80531
Card. Sepe: temi anti-rom? Ideologie estremiste
Si respira aria nuova da quando governa la destra in Italia. A Napoli, anche se è un po´ meno buona, l´aria è la stessa: è quella dell´intolleranza, della caccia al diverso. Perché sporca, ruba, disturba chiedendo l´elemosina, inquina anche gli occhi con i suoi cenci in giro. Invece di pensare all'integrazione di tutte le forme di disagio, la parola d´ordine, naturalmente non detta ma ispirata, è "impunità verso chi aiuta partecipa alla caccia". Così un altro campo rom è stato incendiato, stavolta a Napoli, ma nello stesso quartiere della rivolta della settimana scorsa.
«È doloso», conferma la polizia. È stato sufficiente buttare un fiammifero nelle baracche abbandonate, dove i nomadi avevano lasciato vestiti ed effetti personali. Aveva accolto una settantina di rom, il campo nomadi di via Virginia Woolf, ed era uno dei pochi dell'area a non aver ancora subito agguati incendiari. È nel rione popolare di Ponticelli, nella periferia est della città partenopea. Nei giorni scorsi la popolazione aveva attaccato i campi dei nomadi, armandosi di molotov spranghe e sassi, dopo il tentato rapimento di una bimba di pochi mesi da parte di una ragazzina rom, poi arrestata. Proprio in seguito a queste manifestazioni d´intolleranza, i campi dell'area sono stati sgomberati e i nomadi si sono dispersi sul territorio.
Ma la "cultura" di destra è ormai passata e quindi è giusto bruciare i rom, come fece Hitler prima di dedicarsi agli ebrei (e poi ai minorati mentali, ai disabili, ai dissidenti politici, ai cattolici, ai luterani…). Lo dicono anche i bambini napoletani, nei loro temi. Nella scuola San Giovanni Bosco, ragazzini dai 9 agli 11 anni, nei loro temi hanno scritto frasi come: «Hanno fatto bene e visto che non se ne sono andati con le buone, abbiamo dovuto usare le maniere forti». Oppure: «Io penso che noi napoletani abbiamo fatto bene a cacciarli via». «La gente fa bene a bruciare i campi rom, perché abbiamo già troppi problemi e ci bastano». «Non siamo razzisti, è che loro si sono presi troppo la mano». Ricordano molto frasi di alcuni comici che una decina d´anni fa dicevano: «Non siamo razzisti. Sono loro che sono napoletani»…
Gli insegnanti sottolineano come, nonostante il lavoro svolto nelle classi, i bambini abbiano assistito, molto spesso, agli attentati incendiari nei confronti dei campi e hanno visto i propri familiari lanciare pietre e abbattere con calci e pugni le baracche. «Questi bambini sono stati coinvolti in pieno. Alcuni hanno raccontato di aver preso parte ai raid e, anche dopo, hanno ribadito con fermezza la loro posizione», spiega la preside dell'Istituto.
Nelle violenze contro i campi rom c'è la mano della camorra e di un'ideologia estremista. «A Ponticelli -ha detto il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli - ci sono state strumentalizzazioni ideologiche, c'è anche chi ha pescato nel torbido al di là dei rom sfruttando il disagio sociale; poi c'è la coincidenza con l´azione camorristica nella zona». Dal punto di vista dell'estremismo ideologico, ha sottolineato il cardinale, ha influenzato negativamente la popolazione «un forte richiamo al nazionalismo, al provincialismo, al campanilismo. Si è voluto in questo modo dar sfogo alla preoccupazione della gente».
«I temi dei bambini sono spaventosi», ha spiegato Sepe, «perché fanno capire che c'è un certo estremismo ideologico che riesce a colpire anche nelle menti dei bambini». Ai giornalisti, poi, il cardinale ha confidato: «Quelli di Ponticelli non sono bambini, sono adulti cresciuti improvvisamente». «Non sono i bimbi che scrivono. Loro sono tramite inconscio di una situazione. Andrebbero avvicinati e andrebbe fatto loro capire cos'è successo realmente», ha detto Sepe. Il vero problema, infatti, secondo l´arcivescovo di Napoli, sono le famiglie. «Bisogna cominciare - ha affermato - dalle loro mamme e dai loro padri. È inoltre necessario - ha concluso - fare in queste scuole degli incontri con tutti i bambini e spiegare loro il valore della dignità della persona».
Pubblicato il: 28.05.08
Modificato il: 28.05.08 alle ore 19.25
Ttatto da : http://www.unita.it/
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Nuovo caso di possibile contaminazione a Napoli
sabato 24 maggio 2008
E' un civile, assistente tecnico di 55 anni, operante nel "Polo di mantenimento pesante sud" di Nola, un' area industriale del Ministero della Difesa, in provincia di Napoli, l'ultimo caso di possibile contaminazione a causa dell'uranio impoverito.
L'uomo combatte contro la "Malattia di Basedow", una forma di ipertiroidismo, diagnosticata in seguito a tre missioni in Bosnia e Kosovo, dal 1999 al 2001. In questi teatri, l'uomo che è di Scisciano, in provincia di Napoli, ha operato in qualità di collaudatore di mezzi corazzati ed è ora in attesa del riconoscimento della causa di servizio per la malattia contratta.
Ma non solo, nello stabilimento dove tuttora l'uomo lavora vengono riparati veicoli corazzati provenienti dai diversi teatri di guerra, e alcune segnalazioni ci dicono che le polveri contenute nei filtridei motori e dei sistemi NBC (Nucleari, Batteriologici,Chimici) non vengono trattate e sono quindi a contatto con i lavoratori. Nelle stesse condizioni dell'uomo ci sono infatti altre persone. (Francesco Palese)
Tratto da : http://inchiestauranio.blogspot.com/
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Roma, pestaggio neonazista. Aggredito immigrato
Roma, pestaggio neonazista. Aggredito immigrato al Pigneto
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ROMA – Pestaggio neonazista a Roma. Aggredito un extracomunitario del Bangladesh nel quartiere del Pigneto. L’uomo, che gestisce un bar, è stato pestato da una banda di una decina di giovani, con il volto coperto da foulard con il segno della svastica.
I picchiatori sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l’extracomunitario colpendolo con violenza e urlando. Paura nel quartiere, dove sono molti gli extracomunitari che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.
La cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto. Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.
da Repubblica
Alemanno condanna ma vuole dedicare una via ad Almirante
Forse è colpa dell'extracomunitario che gestisce, pagando regolarmente le tasse e mandando i soldi a casa, un esercizio commerciale e osa anche circolare per strada.
In questo quartiere molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh esercitano da anni attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali, poichè il Pigneto, nel passato era considerato un quartiere degradato e popolare di Roma (mentre negli anni 90 ha avuto una rivalutazione ed è diventato luogo di ritrovo di artisti).
Alemanno, da bravo sindaco di tutti, ha condannato il raid:
"Il raid e l'aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell'ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare".
Intanto però in questi giorni Alemanno, tanto per non dimenticare, ha proposto di intitolare una strada a Giorgio Almirante,uno che ha difeso sempre la razza e che partecipava ai rastrellamenti dei partigiani.
Insomma un fascista e un razzista com'è il governo che abbiamo attualmente in carica (i suoi primi atti ne sono lo specchio).
Commemorazione di Almirante nel ventennale
GRANDE COMMEMORAZIONE DI ALMIRANTE NEL VENTENNALE
di: Dario Venegoni - presidente dell'ANED* di Milano
Non so altrove, a Milano i muri sono tappezzati di manifesti firmati Alleanza Nazionale con la faccia di Giorgio Almirante. "Un grande italiano. Un esempo da seguire", si dice, facendo riferimento al ventesimo anniversario della sua morte, e a una messa che sarà celebrata in una chiesa del centro.
A nome della sezione milanese dell'ANED esprimo la più sdegnata condanna di questo manifesto. Giorgio Almirante fece parte per 5 anni, dal primo all'ultimo numero, della redazione della rivista fascista "La difesa della razza", principale veicolo nel nostro paese di quella politica razzista che sfociò tra il '43 e il '45 nella deportazione e nello sterminio di migliaia di uomini, donne e bambini ebrei. E fu altissimo esponente della RSI, arrivando a firmare il famoso manifesto in cui si prometteva la "fucilazione nella schiena" degli "sbandati ed appartenenti a bande" che non si fossero piegati alla leva della repubblica di Mussolini, al soldo dell'alleato nazista.
Il manifesto milanese ci parla della cultura politica di forze che oggi occupano altissime cariche istituzionali. Le lacrime di fronte al museo Yad Vashem di Gerusalemme sono archiviate; le critiche al fascismo, come "male assoluto", pure: oggi è cambiato il vento, e AN rivendica con orgoglio una storia fatta di disonore.
I superstiti dei lager e i familiari dei Caduti esprimono la loro protesta per una iniziativa che riporta indietro di decenni il dibattito politico nel nostro paese.
Dario Venegoni
*ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti) di Milano
L’aria di Roma
da L'Unità del 27/05/2008
[...]... Il “cattivismo” non è una perversione momentanea, un malanno dello spirito pubblico da curare con le prediche e i buoni sentimenti. Prendiamone atto: la maggioranza dei romani che hanno votato ha eletto un sindaco che porta la croce celtica appesa al collo e vuole dedicare una strada a un uomo che scriveva infamie antisemite “a difesa della razza” e non si è mai pentito - non pubblicamente, almeno - di averlo fatto.
D’altronde, Giorgio Almirante, fucilatore di partigiani, è considerato un eroe civile dall’attuale presidente della Camera, che giudica più grave il rogo di una bandiera israeliana dell’omicidio di un ragazzo compiuto dai camerati veronesi dei naziskin romani, quelli che negano che l’Olocausto sia mai avvenuto. Il fatto che pochi abbiano messo insieme le due cose, il revisionismo storico alla casareccia dei Fini e degli Alemanno, e l’insorgenza di un nuovo razzismo xenofobo ci dice quanto l’idea che “il passato è passato” e che il voto popolare, espresso liberamente e democraticamente, emenda ogni colpa ed esime da ogni consapevolezza storica si stia diffondendo in vasti strati di opinione, anche a sinistra. Ma se “difendere la razza” in nome della “purezza” del sangue italiano non era poi tanto sbagliato ieri perché, oggi, ci si dovrebbe fare qualche problema a prendere i bastoni e cacciare i “negri” in nome della “purezza” d’un quartiere romano?
ROMA, STUDENTI DENUNCIANO AGGRESSIONE DI DESTRA
ANSA, 2008-05-27 14:22
ROMA, STUDENTI DENUNCIANO AGGRESSIONE DI DESTRA
ROMA - Un gruppo di studenti antifascisti dell'Università 'La Sapienza' di Roma ha denunciato un'aggressione con "diversi feriti" da parte di "un gruppo di fascisti armati di mazze, tirapugni, bastoni". Al momento mancano conferme da parte della polizia sulla denuncia diffusa in una nota ma fonti del 118 confermano una richiesta di intervento per un giovane con escoriazioni al volto che però ha lasciato il luogo dell'aggressione prima che arrivasse l'ambulanza.
La denuncia è stata fatta verso le 13:45 da un'organizzazione di "Studenti e studentesse antifascisti della Sapienza" precisando che "pochi minuti" prima l'aggressione era stata subita da "alcuni studenti della Sapienza impegnati in un attacchinaggio su via De Lollis".
"Tra gli studenti - viene aggiunto nel comunicato che annuncia una conferenza stampa davanti alla Facoltà di Lettere - ci sono stati diversi feriti, alcuni molto gravi. L'aggressione, durata oltre dieci minuti, è avvenuta in pieno giorno, davanti a centinaia di persone, a testimonianza del clima di impunità assoluta di cui i neofascisti godono in questa città". La nota rilancia il volantino che, col titolo "Sapienza libera dai nuovi fascismi!", veniva diffuso al momento dell'aggressione.
Agguato di Forza Nuova.
Per Alemanno anche questo raid non ha matrice politica?
www.unita.it
Roma, agguato di Forza Nuova. Feriti tre studenti de La Sapienza
Di nuovo squadracce in azione. Questa volta succede all’Università La Sapienza, di nuovo a Roma, protagonista in questi giorni di un revival fascista d’altri tempi. Ad aggredire gli studenti dei collettivi è un gruppo della formazione di estrema destra Forza Nuova. Tutto nasce da un convegno sulle foibe che i neo fascisti avrebbero dovuto tenere proprio nelle aule dell’ateneo romano. Lunedì, dopo l’occupazione del rettorato da parte degli studenti, il pro rettore ha capito che era meglio evitare, e ha negato il permesso a Forza Nuova di dare “lezioni” a La Sapienza.
Una vittoria insomma per gli studenti antifascisti, che lunedì sera esultavano per il risultato ottenuto: ma i festeggiamenti purtroppo sono durati poco. Forza Nuova infatti nella notte tra martedì e mercoledì ha riposto al divieto con un attacchinaggio selvaggio, tappezzando l’intera San Lorenzo (il quartiere romano dove si trova l’università) con i suoi manifesti. Agli studenti non è andata giù e martedì si sono messi di buon ora a coprire i simboli neo fascisti. Non si sarebbero mai aspettati che attorno alle 13 da un auto scendesse un gruppo di incappucciati con spranghe e bastoni. Un altro raid ricalcato su quello del Pigneto. Il bilancio dell’aggressione, dicono dal pronto soccorso del Policlinico Umberto I è di «tre codici gialli», insomma casi non urgentissimi ma comunque di una certa gravità: «uno – dicono ancora i medici dell’ospedale – ha una spalla lussata, altri due hanno ferite alla testa, non profonde. Sembra – concludono – che abbiano subito delle sprangate».
Sconcertato il pro rettore Luigi Frati: quelli di martedì, ha detto, sono «fatti di una enorme inciviltà, uno la può pensare come vuole politicamente, ma non si può aggredire qualcuno solo perché attacca dei manifesti. A questo punto – ha aggiunto riferendosi al convegno di Forza Nuova – ritengo di aver fatto bene a revocare la manifestazione che evidentemente si prestava a scopi diversi da quelli culturali che venivano indicati inizialmente, come dimostrato oggi. E comunque – prosegue ancora Frati a proposito del simbolo di Fn – non è possibile, nel 2008, mettere un pugnale nel proprio simbolo: uno che mette nel suo simbolo un pugnale non ha cittadinanza in questa università: ho recuperato i manifesti dell'iniziativa per portarli all'attenzione dell'autorità giudiziaria se sarà necessario».
Pubblicato il: 27.05.08
Modificato il: 27.05.08 alle ore 15.25
Io credo di si...
io credo che ci meritiamo tutto...
questo paese ha perso la strada e la testa...
Come dice Beppe Grillo sul suo Blog: Il Paese è entrato in un nuovo stato: il delirio. “Uno stato di alterazione e confusione mentale, con agitazione motoria e allucinazioni, dovuto a accessi febbrili acuti e malattie mentali”
Delirio. Il ponte sullo stretto di Messina.
Delirio. Le centrali nucleari.
Delirio. L’esercito in Campania.
Delirio. I nuovi inceneritori.
Delirio. I condannati in Parlamento.
Delirio. Il 95% dei reati impuniti grazie alle leggi ad personam.
Delirio. Testa d’Asfalto presidente del Consiglio grazie alle concessioni televisive di Craxi.
Delirio. La legge elettorale porcata.
Delirio. Le elezioni politiche incostituzionali. Delirio. La volontà popolare ignorata con la cancellazione dei referendum sulla legge elettorale, sul finanziamento pubblico ai partiti e sul NO al nucleare. Delirio. L’Italia senza libera informazione, tra il Botswana e l’Iraq.
Delirio. Campania, Calabria e Sicilia in mano alle mafie.
Delirio. I roghi contro i campi Rom.
Delirio. Bassolino e Iervolino non si dimettono. Delirio. Topo Gigio non li licenzia.
Delirio. Ignorata la sentenza della Corte di Giustizia Europea contro la legge Gasparri.
Delirio. Rete 4 ci costa 350.000 euro di multa ogni giorno dal primo gennaio 2006.
Delirio. Amanti, segretarie, avvocati di fiducia, portavoce e tirapiedi sono senatori e deputati.
Delirio. E’ assente solo il cavallo di Caligola. Delirio. L’allargamento delle basi americane in Italia. Delirio. Andreotti prescritto per mafia e senatore a vita.
Delirio. I miliardi di euro della Comunità Europea scomparsi per magia in Campania.
Delirio. La moratoria per gli ingressi dalla Romania applicata in quasi tutta Europa dal primo gennaio 2007, ma non in Italia.
Delirio. 22.000 imprese italiane in Romania con i finanziamenti della Comunità Europea (le nostre tasse) e la disoccupazione in Italia.
Delirio. Il prezzo del petrolio sale, le bollette e la benzina aumentano, ma ENEL e ENI fanno più utili. Delirio. Geronzi, plurinquisito, capo di Mediobanca. Delirio. Scaroni, condannato, capo dell’ENI. Delirio. Sei milioni di precari.
Delirio. Lo sviluppo più basso e i costi dello Stato più alti d’Europa.
Delirio. 350.000 firme per un Parlamento Pulito abbandonate nella cantina del Senato.
Delirio. 1.636 miliardi di euro di debito pubblico e 70 miliardi di interesse ogni anno, pari a tre finanziarie. Delirio. Emma Marcegaglia esperta di energia nucleare e Rubbia in Spagna.
Delirio. Alemanno vuole Via Almirane a Roma.
Delirio: la Lega vuole la Guardia Nazionale armata
...si sono dimenticati degli omosessuali...
Striscia rossa - Unità 26 maggio 2008
«Si comunica l’apertura della caccia per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kosovari, zingari, talebani, afgani ed extracomunitari in genere. È consentito l’uso di fucili, carabine e pistole di grosso calibro. Si consiglia l’abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze. In premio ogni mille capi abbattuti un viaggio offerto da Jorge Haider e, al raggiungimento dei 2000 capi abbattuti, la cittadinanza onoraria austriaca.
Volantino affisso nella bacheca di un’azienda di Pieve di Soligo.
Il testo - una variante del volantino trovato nei giorni scorsi in Toscana e pubblicato in questa pagina - ha provocato ieri la protesta dell’ambasciata romena in Italia
L'ambasciata chiede alle autorità italiane di "individuare e punire" i responsabili di questo scritto xenofobo e quali provvedimenti intendono assumere per "prevenire simili casi in futuro". Magari...con la Guardia nazionale armata fortemente desiderata dal senatore del Carroccio Stiffoni che ha proposto un disegno di legge per la sua istituzione...
Forse, come dice l'articolo de L'Unità, i leghisti hanno visto troppi film western,e/o forse vanno troppo in osteria e alzano troppo il gomito...il problema è che (oltre a prendersi sul serio) sono presi sul serio...un altro delirio appunto da aggiungere a quelli già ben numerosi elencati da Grillo...sarà una lista infinita?
Antifascismo, squadracce e via Almirante
Quello che sta avvenendo è semplicemente allarmante. Pestaggi di squadracce contro extracomunitari, Rom, gay, militanti di sinistra e “diversi” di varia natura si succedono in un tragico crescendo, alimentate dal clima mediatico e dal successo elettorale della destra.
A questo proposito vale la pena di consultare un elenco aggiornato e significativo al seguente link:
http://isole.ecn.org/antifa/article/357/AZIONI%20FASCISTE
La parola “antifascismo” sembra uscita dal lessico corrente, dal dibattito politico e, soprattutto, il concetto che esprime sembra uscito dalle coscienze.
Propongo questa intervista a Giorgio Bocca, che condivide questa preoccupazione ed esprime l’indignazione per la decisione di Alemanno di intitolare una strada da Almirante. A mio parere l’unica strada adeguata al personaggio sarebbe un vicolo cieco.
Ecco l’articolo di Rinaldo Gianola tratto dall’Unità del 24 maggio
INTERVISTA A GIORGIO BOCCA
Se dici che sei antifascista ti ridono in faccia
«Roba da pazzi. Il sindaco Alemanno vuole dedicare una strada ad Almirante, uno che fucilava i partigiani. Anzi no, mi sbaglio: non sono matti. È una provocazione, la provocazione di chi si sente vincitore e può fare quello che vuole». Giorgio Bocca, partigiano e giornalista, è uno dei pochi intellettuali in giro che si oppone alla revisione fai-da-te della storia e che, nonostante l’aria che tira, ha ancora il coraggio di difendere la Resistenza, la Costituzione repubblicana basata sull’antifascismo. Purtroppo non si fa illusioni, «l’Italia e gli italiani sono così...».
Bocca, ci tocca vedere pure questa: una strada intitolata ad Almirante.
«Non c’è niente di strano. I fascisti sono al governo, hanno vinto e vogliono far vedere quello che sanno fare. L’altra sera, dopo il consiglio dei ministri a Napoli, ho letto che Berlusconi è andato a far festa con Gasparri. Capito? I fascisti si sono riciclati, adesso fanno i ministri, hanno il potere, sono tornati in forze e, come hanno detto, non si sentono più figli di un dio minore».
Ma Almirante...
«Almirante è sempre stato un fascista: un difensore della razza, un repubblichino di Salò che partecipava ai rastrellamenti di partigiani in val Sesia. Adesso lo celebrano, andiamo bene... Siamo a un’altra svolta. L’Italia è sempre la stessa: trionfano il conformismo e il trasformismo. Oggi c’è un altro cambio di stagione».
È la fine di una storia?
«Lo ha detto Fini, diventato presidente della Camera: “Con me finisce il dopoguerra”. Voleva dire che finisce anche l’antifascismo. E quindi possono dedicare le strade a chi vogliono»
Possibile che una notizia del genere non desti qualche reazione, magari una protesta della sinistra...
«La sinistra? Perchè, c’è ancora la sinistra? Ho l’impressione che pur di campare la sinistra, o quel che rimane, sia disposta a tutto. Bisogna mangiare nella greppia del potere per tirare avanti».
E l’antifascismo della Costituzione?
«Se oggi dici che sei antifascista rischi di trovare qualcuno che ti ride in faccia, i valori sono andati a farsi benedire. Ma con chi te la prendi? I fascisti sono diventati tutti filoisraeliani, parlano pure del 25 aprile come se fosse la loro festa. E tutto fila liscio, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Allora ci sta anche la strada per un fucilatore di partigiani».
Deluso?
«Molto di più. Sono appiattito, sotterrato, sono quasi morto. Dal punto di vista politico uno con la mia storia è finito. Non mi riconosco in questo paese, nei “valori” che esprime questa classe dirigente. La mia storia è scomparsa. Io sono uno di quelli che si è battuto per il ritorno dell’Italia alla democrazia, per la sconfitta della dittatura fascista, difendo la memoria della stagione partigiana che riscattò questo Paese. Ma oggi sono uno sconfitto, hanno vinto loro. Basta guardarli. Ormai si è stabilito che la democrazia è una parvenza, un’illusione. E, forse, è vero».
E quest’Italia assorbe tutto, senza mai destarsi?
«Gli italiani sono trasformisti, sempre gli stessi, stanno con chi vince. Magari una volta c’era qualche speranza, qualche principio per cui battersi. Forse anche noi partigiani ci eravamo illusi di cambiare il Paese. L’altro ieri Berlusconi ha detto alla Marcegaglia che le proposte di Confindustria sono il programma del suo governo. Ma ci rendiamo conto? Come fa il capo del governo a dire una cosa del genere? Quando mai nella nostra storia abbiamo pensato che la Confindustria fosse il Paese? E la Marcegaglia, la raccomando... Ha fatto un intervento per accusare tutti, senza un cenno autocritico, senza un rimorso su quanto sta accadendo. Questi capitalisti pensano di essere sempre nel giusto, di non aver nessun difetto».
E invece?
«Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo, ma non è scevro di gravi difetti. È un sistema in crisi, ci sta togliendo l’acqua, l’aria per vivere. Stiamo sulla stessa barca e stiamo affondando, tutti felici in questo globalismo catastrofico. Noi italiani facciamo finta di niente, ma stiamo precipitando. E ora è comparso il segno del precizio».
Quale?
«La scelta di tornare al nucleare. Una follia. Ricadiamo nello stesso errore che avevamo evitato, per un colpo di fortuna, vent’anni fa. E il bello è che torniamo al nucleare con le stesse motivazioni di allora, “perchè ci serve”. Ci siamo dimenticati tutto. A questo punto ci meritiamo le centrali nucleari e anche la strada per Almirante».
Non credo che ci meritiamo
Non credo che ci meritiamo nè una strada intitolata ad Almirante - quando una piazza intitolata a Mussolini?- e neppure centrali nucleari già vecchie ancora prima di nascere.
Mi chiedo perchè sia solo la popolazione campana a tentare di arginare la costruzione di discariche volute dall'attuale governo, perchè a Napoli sfilino solo i napoletani.
Mi chiedo come mai dopo gli attachi ai negozianti a Roma, resti solo la cronaca.
Continuiamo a prendere atto delle assurdità di questo governo neonato? E' stata tacitata di un botto la capacità di denuncia degli italiani, non di quelli famosi e accreditati o ci si sta organizzando per avere una voce ?
Questo non lo leggo e non lo vedo, nessuno che provi a collaborare coi cittadini messi in crisi, italiani e non , nessuno che sappia come contrastare la deriva di violenza che sta attraversando l'Italia.
Resta solo la possibilità di prendere atto dei fatti e delle leggi che verranno emesse senza che nessuno possa dire 'bai'?
Se è così non mi resta che cercare di fare il mio lavoro, mantenere rapporti con le persone che stimo, coltivare sul balcone e sui davanzali piante generose e semi sperando che, come dicono i gitani, i semi sottoterrati creino nuova vita. Una testimonianza sono sempre stati i vasi pieni di erbe e fiori alle finestrine dei carrozzoni degli zingari
Il dialogo del manganello
Dal Sito di Antonio Di Pietro... http://www.antoniodipietro.com/index.php
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Riporto una mia intervista rilasciata al Corriere della Sera su alcune importanti questioni che il Paese sta fronteggiando.
Antonio Di Pietro: «Da cosa cominciamo?»
Corriere della Sera: Antonio Di Pietro, cominciamo dall’emergenza rifiuti.
Antonio Di Pietro: «Beh, domanda un po’ vaga...»
Corriere della Sera: Per rendere operative le discariche, lei è d’accordo o no con l’uso dei reparti di polizia e carabinieri, con l’uso dei manganelli e...
Antonio Di Pietro: «Non prosegua, ho capito... e le rispondo subito che sì, certo, io penso che lo Stato debba farsi rispettare. Naturalmente è sempre auspicabile non dover ricorrere all’utilizzo della forza: ma, qualora ce ne fosse bisogno, non si può esitare. Vede, la situazione igienico- sanitaria, con l’arrivo del caldo, rischia di deflagrare e io dico che ogni Comune deve dare il suo contributo»
Corriere della Sera: A Chiaiano la pensano diversamente.
Antonio Di Pietro: «A Chiaiano c’è, però, una situazione diversa. Lì, la discarica dovrebbe sorgere nel bel mezzo del centro abitato e...»
Corriere della Sera: E quindi?
Antonio Di Pietro: «Le proteste degli abitanti paiono piuttosto comprensibili. Per questo, beh, ritengo che il governo sbagli nel cominciare a mostrare i muscoli proprio lì... purtroppo a Palazzo Chigi c’è una certa propensione a mostrare i muscoli, e non solo»
Corriere della Sera: A cosa si riferisce?
Antonio Di Pietro: «Alla questione immigrati»
Corriere della Sera: Si spieghi.
Antonio Di Pietro: «Quello dei clandestini è certamente un problema: ma un conto è mostrare i muscoli, il che può essere necessario, un conto è istigare»
Corriere della Sera: A cosa?
Antonio Di Pietro: «Eh, a cosa... Ho paura che, grazie ai toni usati da alcuni rappresentanti del governo, stia montando un certo estremismo xenofobo»
Corriere della Sera: E quando in Parlamento arriverà il «pacchetto Maroni» sulla sicurezza?
Antonio Di Pietro: «Valuteremo. Ma le anticipo che sul mio blog già compaiono 7 disegni di legge che affrontano il tema: e, se è vero ciò che ho capito, ci sono alcuni punti in comune con le più ragionevoli proposte di Maroni»
Corriere della Sera: Quindi?
Antonio Di Pietro: «Voteremo, compatti, a favore».
Corriere della Sera: Veltroni sarà contento.
Antonio Di Pietro: «Il Pd deve convincersi che l’avversario da battere non sono io, ma Berlusconi»
Corriere della Sera: In effetti...
Antonio Di Pietro: «Ma vuole che non me ne sia accorto? Sono terrorizzati dall’idea che gli porti via voti. Ma mica è colpa mia se i militanti del Pd mi si avvicinano e mi dicono: tu sì che fai opposizione al Cavaliere...»
Corriere della Sera: Eppure Veltroni ha varato persino un governo ombra.
Antonio Di Pietro: «Mi ascolti: io, su fatti concreti, come l’emendamento che il governo si appresta a varare per salvare Retequattro e fare un piacere personale al premier, mi batto e domani organizzo pure una manifestazione davanti a Montecitorio... Mentre loro? Perdono tempo... prima di prendere una decisione devono ascoltare D’Alema, e poi Fassino, e poi di nuovo D’Alema che ha parlato con Bersani... stanno troppo tempo al Loft invece di essere tost»
Corriere della Sera: Perché l’Italia dei valori...
Antonio Di Pietro: «Siamo piccoli, va bene. Ma decisi»
Corriere della Sera: Appunto, piccoli. Ha sentito cosa dice Giorgio Tonini, fidato collaboratore di Veltroni? «L’opposizione vera morde e non abbaia. Sono i cagnolini che abbaiano...».
Antonio Di Pietro: «Di cattivo gusto, come minimo»
Corriere della Sera: Un’ultima domanda: ma...
Antonio Di Pietro: «Senta, le dico una cosa che non sa: se qualcuno pensa di tornare al nucleare, noi organizzeremo un referendum»
Corriere della Sera: Piccola notizia. E lei sarebbe per il sì o per il no?
Antonio Di Pietro: «Se il nucleare è quello attuale, siamo per il no. E voglio proprio vedere se, almeno su questo, il Pd avrà la forza di venirci dietro...»
LETTERA A GUIDO BERTOLASO
Gentilissimo Dott. Guido Bertolaso
Sono il Dott. Luca Faccio da Bassano del Grappa (VI).
Le scrivo per chiederle di non usare metodi repressivi verso i cittadini napoletani che desiderano esprimere il loro NO alle discariche.
Credo che la situazione di degrado in cui versa la città non si sia verificata all’improvviso o per uno strano incantesimo ma che ci siano dei responsabili i quali devono assumersi totalmente le loro responsabilità e pagarne pienamente le dovute conseguenze.
I cittadini napoletani, come chiunque altro individuo, hanno il diritto di manifestare(art.21 della costituzione italiana) i propri timori per la propria salute. Chi ha il dovere di tutelare tale aspetto non si interessa delle loro opinioni e prosegue in modo imperterrito verso i propri intenti, avvalendosi se necessario anche delle forze armate.
Ritengo sia fondamentale che chi ci governa debba impostare la propria politica sul dialogo con i propri cittadini e non sulla repressione, non crede ?
Sicuro della sua sensibilità nel rispetto delle opinioni dei cittadini, la saluto cordialmente e la ringrazio.
Dott.Luca Faccio
Chiedo a tutti i cittadini napoletani e non di inviarmi testimonianze scritte, video e quant’altro che racconti la protesta e le reazioni delle forze dell’ordine (farò una selezione del materiale e poi pubblicherò alcune testimonianze sul blog). Grazie a tutti voi.
Il mio blog è : www.lucafaccio.it
e-mail : info@lucafaccio.it
Dott. Luca Faccio
Visita il mio blog: www.lucafaccio.it
decreto rifiuti
Ecco le prime sconcertanti verità sul decreto rifiuti del 24 Maggio 2008
Una prima analisi degli articoli 8 e 9 del decreto rifiuti del 24 maggio, evidenzia la estrema gravità delle scelte in materia di smaltimento dei rifiuti pericolosi. Giocare con la vita di una intera popolazione per favorire innominabili interessi economici.
26 maggio 2008 - Comitato Allarme Rifiuti Tossici
Gli artt 8 e 9 sono quelli della verità, sono quelli dove va ricercata la motivazione di tutto. Sia i termovalorizzatori e sia le discariche devono nascere con lo scopo ben preciso di bruciare o interrare (in discariche su cui non viene effettuata alcuna VIA) anche rifiuti pericolosi o non meglio specificati.
Le stesse ceneri tossiche, prodotte dalla combustione dei futuri inceneritori, che andrebbero conferite in discariche speciali, si prevede vengano sversate nei 10 siti stabiliti dal decreto: tutti dicono che l'inceneritore non fa male, nessuno che le ceneri prodotte sono vere e proprie bombe ecologiche.
I comma 2 dell'art 8 e 9 sono di portata criminale e per questo sono scritti in un modo scarsamente comprensibile. L'urgenza di aprire nuove discariche appare così una scusa con cui poter aggirare normative nazionali ed europee in tema di smaltimento rifiuti.
Ancora una volta sorge il dubbio che la crisi campana sia stata studiata a tavolino per avviare, con la scusa dell'emergenza, discariche ed inceneritori, col pericolo di affossare eventuali procedimenti in corso (si veda la vicenda Lo Uttaro) e far sparire dietro 2 commi di un decreto un po' di disastri ambientali pregressi.
Il business dei rifiuti tossici è il business per eccellenza, più del petrolio e del tabacco. Questi rifiuti pericolosi vengono prodotti tutti i giorni in ogni parte del mondo e in quantità mostruose: del loro smaltimento è in atto una rudimentale semplificazione ai danni della salute dei cittadini campani.
Di seguito gli articoli incriminati:
Art. 8, comma 2: In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ed agli articoli 191 e 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' autorizzato nella regione Campania, per un triennio rispetto al termine di cui al citato articolo 2, l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento.
Art. 8, comma 3: E' prorogato per un triennio rispetto al termine di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lo stoccaggio dei rifiuti aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, in attesa di smaltimento, nonche' il deposito dei rifiuti stessi presso qualsiasi area di deposito temporaneo.
Art. 9, comma 2: Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e' inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche' 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all'articolo 18.
Come si legge, gli impianti individuati dal decreto sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER:
19.12.12:: altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19.12.11 (che sarebbe altri rifiuti. compresi i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.05.01: parte di rifiuti urbani e simili non compostata
19.05.03: compost fuori specifica
20.03.01: rifiuti dei mercati
19.01.12: ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.01.14: ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.02.06: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
ed ancora:
19.01.11*: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori)
19.01.13*: ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori, sono considerate pericolose e vengono solitamente smaltite in discariche speciali)
19.02.05*: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose
19.12.11*: altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose
Note:
Il testo del decreto rifiuti
http://www.allarmerifiutitossici.org/articles/art_608.html
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy
Emergenza rifiuti:25 arresti,indagato anche il prefetto
2008-05-27 13:46
RIFIUTI, I TECNICI A CHIAIANO. INDAGATO PREFETTO DI NAPOLI
NAPOLI - A Chiaiano, alla periferia di Napoli, dopo proteste e barricate, i tecnici dell'Agenzia regionale protezione ambiente Campania (Arpac) sono riusciti ad entrare e ad iniziare gli esami. Ma è su un altro fronte, quello giudiziario, che ora in Campania la situazione si complica per un'inchiesta della Procura partenopea che ha notificato un avviso di garanzia anche al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, già commissario straordinario per i rifiuti.
L'inchiesta, denominata 'rompiballe', ha portato all'esecuzione di 25 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dipendenti e funzionari del commissariato per l'emergenza rifiuti. Le misure, domiciliari, riguardano tra gli altri Marta Di Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando era commissario ai rifiuti.
Alle 25 persone, a vario titolo, sono contestati i reati che vanno dal traffico illecito di rifiuti al falso ideologico in atto pubblico e alla truffa aggravata ai danni dello Stato.
Le accuse si riferiscono ad atti compiuti a partire dal 2006. La richiesta di arresti domiciliari era stata avanzata dalla procura alla fine dello scorso gennaio.
Tra i destinatari dell'ordinanza anche Michele Greco, attuale dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione civile.
L'avviso di garanzia inviato dalla Procura al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, è legato ad un atto da lui firmato e contenente delle prescrizioni che la Fibe - la società legata a Impregilo che si è occupata in questi anni del ciclo dei rifiuti in Campania e che è sotto inchiesta assieme al presidente della Regione Antonio Bassolino - doveva seguire in vista della scadenza del mandato a commissario per l'emergenza rifiuti del prefetto. Pansa non ha dubbi: l'inchiesta, dice, chiarirà la correttezza del mio comportamento. Sul resto del fronte rifiuti, da registrare nell'Avellinese l'incendio dell'automobile del direttore dell'impianto Cdr di Pianodardine, atto su cui stanno indagando i carabinieri. Intanto l'emergenza continua: se Napoli si presenta pulita, la provincia soffre e conta sempre più cumuli in fiamme, più di 50 la scorsa notte. Oltre sessanta camion sono in partenza, via mare, per la Sardegna mentre il caldo continua ad aumentare e i cittadini, oltre a soffrire per i miasmi che si levano dai cumuli, temono rischi per la salute.
TRA ARRESTATI GLI AD DI ECOLOG E FIBE
Anche i vertici della Ecolog, la società titolare dei treni con cui fino al 2007 sono stati trasferiti i rifiuti campani in Germania, sono tra i 25 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dai Pm di Napoli.
Si tratta dell'amministratore delegato Roberto Cetera e del direttore tecnico Lorenzo Miracle. Secondo quanto si apprende, l'indagine dei Pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello riguarderebbe proprio i treni spediti in Germania e in particolare i codici con cui venivano contrassegnate le ecoballe. Al centro dell'inchiesta sarebbe Michele Greco, consulente di più commissari per l'emergenza rifiuti.
Tra arrestati anche Massimo Malvagna, 54 anni, amministratore delegato della Fibe spa.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_75417544.html
Appello
Salve a tutti
Mi piacerebbe moltissimo dare spazio attraverso il mio blog www.lucafaccio.it ai cittadini di Napoli che non vogliono le discariche,attraverso testimonianze scritte , video e foto da pubblicare .
Vi ringrazio anticipatamente e vi abbraccio
Dott. Luca Faccio
La mia e-mail è info@lucafaccio.it
Visita il mio blog: www.lucafaccio.it
Datemi voce e spazio per raccontare: Io ho visto...
NAPOLI - Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza suglia scontri di ieri sera a Chiaiano: "Io sono nata in quella zona - ci ha raccontato per telefono - ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto".
Ecco il racconto della professoressa Di Guida
"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".
"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare".
"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".
Lavorare uccide, un libro parla di Matteo Valenti
Lavorare uccide, un libro parla di Matteo
Comitato Valenti: oggi incontro alla libreria Lungomare
VIAREGGIO. Questo pomeriggio alle 18 alla Libreria Lungomare di viale Marconi, Viareggio (nei pressi dell’hotel Royal) il comitato Matteo Valenti invita all’incontro con Marco Rovelli che presenta il suo libro «Lavorare uccide». «Perdere la vita sul lavoro. In Italia accade troppo spesso. Un viaggio alla scoperta delle vite nascoste dietro le cosiddette morti bianche, per sconfiggere il silenzio e l’indifferenza che le circonda»: questo il tema dell’incontro, aperto a tutta la cittadinanza. Una delle storie raccontate da Marco Rovelli è quella di Matteo Valenti. L’iniziativa sarà presentata da Marcello Ciccuto, ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università di Pisa e componente della giuria del Premio letterario Viareggio.
AIUTATECI!
AMICI, NON CI ABBANDONATE!!
http://www.ilportaledimattia.com/Aiutiamo%20Mattia_.html
JESSICA
PETIZIONE AFAVORE DEL SISTEMA DI SMALTIMENTO THOR DEL CNR
Cara Franca
chiedo il tuo appoggio, se ne condividi l'utilità ed il sistema nel suo complesso,per diffondere la petizione a favore del'utilizzo del sistema di smaltimento dei rifiuti THOR ideato e costruito dal CNR.
Sul sito:
http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758
puoi trovare tutte le informazioni su questo sistema e sul sito:
http://firmiamo.it/sistemathordelcnr
puoi firmare e far firmare la petizione oltre, se lo ritieni utile, copiare il banner della petizione per una diffusione più ampia.
Grazie della collaborazione e resto in attesa di un cenno su quanto esposto.
Un abbraccio sincero Domenico D'Orazio
Dario Fo a 'Crozza Italia Live'
2008-05-10 18:58
La7: chiude 'Crozza Italia Live'
Ci sara' anche un collegamento telefonico con ex premier Prodi
ANSA) - ROMA, 10 MAG - Dario Fo in studio e Romano Prodi al telefono saranno alcuni dei momenti della puntata finale di 'Crozza Italia Live', domani sera su La7. Con Maurizio Crozza ci saranno anche Ambra Angiolini, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, Antonio Cornacchione, Red Ronnie, Ivan Scalfarotto, Pietro Ciliberti e l'inviato del Corriere della sera Aldo Cazzullo. Come gia' in passato, l'ex premier Romano Prodi sara' nuovamente protagonista di un collegamento telefonico con il comico genovese.
sistema di smatimento dei rifiuti THOR realizzato dal CNR
IL Sistema THOR ideato e realizzato dal CNR permette di smaltire 8 tonnellate di rifiuti indifferenziati in un ora...ma nessuno ne parla è carrebbabile e puo essere installato ovunque come mai nessuno lo pubblicizza. E' attiva una petizione sul link:
http://firmiamo.it/sistemathordelcnr
per invitare l'attuale governo a far conoscere questo sistema. Per saperne di più o firmare la petizione o clicca sul blog:
http://riprediamocilitalia.blogspot.com/
Se volete potete copiare il banner della petizione per darne visibilita grazie a tutti
A Luigi Fusi da Gufo Triste
Per cortesia, Le chiedo se è nelle possibilità intellettive di evitare di inviarmi messaggi recanti minacce verso la mia persona, unitamente alle condizioni morali di Franca Rame, di cui mi pregio di scrivere nelle sue pagine e di conoscerla personalmente.
Lei, sig. Luigi Fusi, non è nelle capacità emotive di poter condurre una qualsiasi forma di reciproco rispetto nei confronti del suo prossimo.
Lasci stare riferimenti storici a cui Lei non ha nemmeno una base culturale affidabile su cui fare riferimento.
La invito, pertanto, ad ignorare quanto scrivo in queste pagine.
Le ricordo che gli SMS lasciano traccia presso il gestore telefonico e, di conseguenza, un suo ulteriore messaggio indirizzato verso la mia persona, provocherà immediatamente una denuncia presso la Procura della Repubblica nei suoi confronti per minaccie e molestie.
Certo di un suo riscontro in merito, La invito a dimenticarmi e a non contattarmi in nessun modo.
Distinti Saluti.
Ancora Luigi !!!
Ma costui si comporta come un'amante isterica ripudiata!
Non gli è bastata la sconfitta ,senza il "Dalema sì ,Dalema no "per rassegnarsi e capire che la sua petizione sarebbe stata ridicola !?
Perchè Gufo ,se la prende con te come capro espiatorio per colmare ,forse, le sue delusioni e frustrazioni ?...Mah !
...Sto diventando isterica ..
ciao "Sor Gù"
laura
Perché è un cretino imbecille e senza personalità
Oltre che a me, sta inviando i suoi stupidi messaggi anche a Jacopo Fo e chissà a quante altre persone.
Talmente stupido che non si rende conto quante idiozie scrive e dice.
Ho già inoltrato denuncia alla Procura della Repubblica.
Vediamo se la finisce di scrivere le sue stronzate galattiche sul fatto che Franca Rame sta soffrendo.
Lui ha il suo cervello che è in sofferenza culturale.
Venditori di sogni
Le recenti elezioni politiche, hanno visto la mattanza delle ideologie più antiche nel panorama politico italiano.
Probabilmente la disfatta era già annunciata, ma la sordità di chi non vuol sentire, ha fatto sì che la cassa di risonanza fosse ancor più grande.
Lo sconcertante supplizio pubblico, con l'esternazione dell'eterne lacrime di coccodrillo, hanno sortito l'effetto opposto a quel che si pensava.
Certamente non è stato sufficiente andare vicino a chi, compagno di vita e di sofferenze, ha visto lasciare questa vita per il guadagno di taluni e il menefreghismo di altri.
Chi ha visto come si muore, non può tollerare chi cerca di conquistare la sua stima solo per cercare di prendere una manciata di consensi, per continuare a dimenticare poi.
Si ascoltano le odi di un popolo verso una figura, ma si continua a non ascoltare le vere necessità di quello stesso popolo.
Il venditore di sogni ha colpito ancora nella mente di chi, suo malgrado, non vuole più sognare, ma svegliarsi da quel torpore della speranza sempre più lontana.
Il venditore di sogni, ha ancora molti prodotti da offrire al suo pubblico.
Il venditore di sogni, non ha un colore politico: è ovunque.
Dimenticati dalla storia
Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. (Primo Levi)
"Sono qui a ricordare mio padre, insieme a tutti quelli che subirono la stessa atrocità della follia nazi-fascista, tra cui due adolescenti (uno dei quali fu trucidato per primo perché urlava la sua paura), furono vittime indifese senza armi, né distintivi, né divise, esseri innocenti e pacifici.
Un colpo di pistola e poi il silenzio…… e nel silenzio gocciolava dai corpi trucidati il sangue e tingeva di rosso la terra sulla quale erano caduti.
Quel giorno, l’erba da sempre verde cambiò colore, unica tenace testimone, di un efferato delitto, su cui la cosiddetta società civile ha steso, per 60 anni, un colpevole silenzio, facendo scomparire tutte le prove che potessero testimoniare e farne un documento storico.
Fatto sta che su quel luogo non esiste nessun simbolo che ricordi una simile nefandezza, ma nella mia mente, vi è indelebile la visione di quell’erba che ormai cresceva rossa… "
Queste parole si possono leggere nelle pagine che Graziella Di Gasparro dedica a suo padre (http://www.grazielladigasparro.it), ucciso non solo dalla ferocia nazista, ma dal silenzio che ha coperto la sua vita e, non ultimo, il recente fatto di cronaca accaduto a Verona.
Stiamo vivendo in un mondo fatto di ipocrisia; di favole che raccontiamo a noi stessi, perché i nostri figli ignorano quei valori che, inesorabilmente, abbiamo sottovalutato mettendoli in un cassetto, dicendo a noi stessi che li avremmo ripresi quando il tempo ce lo avrebbe consentito.
Abbiamo abbandonato i nostri figli a loro stessi, pensando che il solo fatto di non rubare, sia l'unica cosa importante della vita, senza accorgersi che abbiamo cresciuto dei mostri il cui scopo è il loro soddisfacimento personale, calpestando e colpendo chi, nel momento fortuito di un cammino, incrocia il loro passo.
Omicidi di una minoranza?
No.
Una coscienza che sempre più si evolve al di la' di ogni ragione, che nasce dentro la famiglia e si estende verso nuovi orizzonti, sempre più macchiati di sangue.
Gufo Triste
a FRANCA e agli amici
ciao Franca, e' da un bel pezzo che non ti scrivo, ho avuto internet fuori uso e ti sto scrivendo da casa di mio fratello.
La settimana scorsa siamo stati a "festa italiana" su Rai1 riguardo la storia di mio figlio Mattia, ricordi?
Hanno fatto un servizio a casa nostra senza farci firmane alcuna liberatoria sulla privacy, ed hanno mandato in onda il servizio senza aggiungere alcun sito o coordinate bancarie per fare una donazione...
potresti aiutarci per favore Franca???
Abbiamo bisogno del tuo aiuto, e sappiamo che tu puoi farlo..
FACCIO UN APPELLO A CHIUQUE PUO' AIUTARCI A RACCOGLIERE FONI PER NOSTRO FIGLIO.
PER SAPERNE DI PIU' VISITA IL NOSTRO SITO:
WWW.ILPORTALEDIMATTIA.COM
0957271684
3291616237
SALUTI
JESSICA
GRAZIE
da Jessica a Franca Rame
ciao Franca, e' da un bel pezzo che non ti scrivo, ho avuto inernet fuori uso e ti sto scrivendo da casa di mio fratello.
La settimana scorsa siamo stati a "festa italiana" su Rai1 riguardo la storia di mio figlio Mattia, ricordi?
Hanno fatto un servizio a casa nostra senza farci firmane alcuna liberatoria sulla privacy, ed hanno mandato in onda il servizio senza aggiungere alcun sito o coordinate bancarie per fare una donazione...
potresti aiutarci per favore Franca???
Abbiamo bisogno del tuo aiuto, e sappiamo che tu puoi farlo..
FACCIO UN APPELLO A CHIUQUE PUO' AIUTARCI A RACCOGLIERE FONI PER NOSTRO FIGLIO.
PER SAPERNE DI PIU' VISITA IL NOSTRO SITO:
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0957271684
3291616237
SALUTI
JESSICA
GRAZIE
alla redazione
Vorrei sapere se è possibile destinare il 5 per mille alle vittime dell'uranio impoverito e alle loro famiglie e, se sì, come.
Grazie
Cristiana
anche a me piacerebbe sapere
se posso destinare il 5 per mille alle vittime dell'uranio impoverito e alle loro famiglie.
Grazie, Antonella
all´Olmetto "Grasso è bello" di Franca Rame
La Repubblica, SABATO, 03 MAGGIO 2008
Pagina XII - Milano
Risate amare con la brava Lucia Vasini che riporta in scena all´Olmetto "Grasso è bello" di Franca Rame
L´insostenibile pesantezza della solitudine
ANNA BANDETTINI
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Ecco un´altra occasione per spezzare quel complesso di inferiorità per cui i testi di Dario Fo e Franca Rame senza Dario Fo e Franca Rame non sono all´altezza. Lucia Vasini sta interpretando in questi giorni e fino al 18 Grasso è bello, che Franca Rame scrisse nell´86 e a risentirlo oggi fa perfino accaponare la pelle perché parla di donne in un modo così autentico, spietato, profondo da dimostrare come, in 22 anni, nulla sia cambiato per loro. Lei, Mattea, la protagonista, è una ex-magra, diventata "oversize", come spesso succede alle donne, per una batosta sentimentale: la scoperta dopo trent´anni di matrimonio non solo dei tradimenti del coniuge, ma soprattutto della propria insipienza di moglie troppo protettiva, troppo servile, troppo pronta a sacrificare le ambizioni al servizio del successo del marito. Rimasta sola e cicciona, provata dalle diete (e da un laboratorio per essere un po´ puttana, consigliato dall´analista), sotto sotto speranzosa di rivedere un giorno il consorte sulla soglia di casa con la coda fra le gambe, Mattea potrebbe anche uscirne grazie a un successo lavorativo. Ma il finale, amaro, ci racconta altro: lei continuerà ad affogare nella fame il dolore, lui a spassarsela, con la figlia che gli dà pure ragione. Come succede nel teatro Fo-Rame, il dramma è travestito di comicità, dunque ride di gusto anche chi si identifica nelle nevrosi di Mattea che Lucia Vasini, unica interprete, diretta da Eugenio de´ Giorgi, addolcisce con modi suggestivi di muoversi da obesa, e rende più vittima, più rassegnata di quel che fece al debutto, incapsulata in una protesi-seconda pelle spessa di ciccia, Franca Rame. La quale a una replica, seduta in platea accanto a Dario Fo, si è poi presa ammirati applausi in palcoscenico accanto alla "allieva" in un divertente fuori programma cui si è aggiunto anche Paolo Rossi con una barzelletta bella crudele che ha chiuso una gradevolissima serata teatrale il cui merito va a Lucia Vasini. Attrice comica, dopo l´esordio clamoroso con Rossi si è scavata una sua nicchia di lavoro e di studio, scoprendo da qualche anno nei testi di Franca Rame la sua dimensione di attrice e mostrando di essere il testimone giusto per dare continuità transgenerazionale a un teatro comico vitale, intelligente e che finalmente dà voce alle donne. E dio sa quanto ce ne sia bisogno.
Mayday Parade, un primo maggio precario e migrante.
Mayday Parade, un primo maggio precario e migrante.
Il Manifesto, 30 aprile 2008
Mariangela Maturi
Miracolo (neanche a dirlo, di San Precario), o tradizione ormai consolidata. Nonostante la debacle elettorale, e nonostante il governo Prodi abbia driblato il tema della precarietà, la MayDay Parade anche quest'anno c'è. E' non è solo questione precaria. La rete dell'Euromayday supera i confini e si dedica ai migranti.
I protagonisti questa volta sono le persone che attraversano paesi e disavventure per vivere intorno a noi, per lavorare e raccontare la loro storia, la paura, le minacce di esssere confinati in una realtà di sfruttamento, lavoro nero, espulsioni e razzismo. Non male, in un paese come il nostro, dove il tema sicurezza anti-stranieri viene strumentalizzato, a destra e a sinistra. Per non parlare della città di Milano, dove gli sgomberi rom sono all'ordine del giorno. La Mayday 2008 chiede ai migranti l'onore e l'onere di aprire il corteo e lanciare lo slogan "no borders, no precariety" con la rete "cittadini di fatto" e altre associazioni. "Abbiamo anche organizzato un collegamento con San Francisco e Washington - dice Frenchi di Chainworkers - per condividere questo pomeriggio con i migranti che il primo maggio scendono nelle piazze americane".
Contemporaneamente a Milano si muovono altre città d'Europa e del mondo (per la prima volta anche Tokyo). L'appuntamento centrale è a AAchen (Aquisgrana) dove, in opposizione all'incoronazione di Angela Merkel come "politica europeista dell'anno", la rete dell'Euromayday si incontra per marcare la distanza fra la dimensione politica e la realtà di chi arriva a stento a fine mese. In Italia (si manifesta anche a Napoli e Palermo) la nota dolente è ben altra: il governo di centrosinistra, votato da tanti precari, dopo due anni non ha mantenuto gli impegni e non ha neppure lontanamente posto in discussione la legge 30. E ora al governo c'è chi consiglia alle giovani precarie un buon matrimonio di interesse. A proposito, tra i 30 carri milanesi c'è anche quello delle precarie vestite da sposa, consapevoli che l'alternativa alle nozze con Piersilvio sia un licenziamento senza buonuscita per chi rimane incinta.
Ci sono anche i lavoratori dell'Esselunga (ancora in agitazione dopo la vergognosa vicenda della dipendente umiliata e picchiata), e i precari della rete 'colsenter'. C'è il carro della Cub "perchè è necessario amplificate l'attenzione sulla sicurezza, e dire basta ai 1300 morti per incidenti sul lavoro e ai 1300 morti per malattie.
la vittoria milanese dell'Expo 2015 comporta forti rischi di precarietà, per i lavoratori, per i cittadini e per l'ambiente. Luigia Pasi deel Sindacato dei lavoratori (Sdl) propone di 'fronteggiare un progetto che riverserà sulla città colate di cemento, disuguaglianza sociale, una nuova iniezione di lavoro precario e in nero'. Un tema centrale per molti carri, in particolare per quello del comitato NoExpo (ospiti de La Fornace di Rho). Con loro altri centri sociali, la fre press "City of God", i precari della Scala, e ciò che di precario sopravvive in città. Immancabile il gioco creativo: lungo tutto il corteo si distribuiscono pezzi per comporre il "puzzle di San Precario". Ma non è tutto qui.
L'Euromayday prova ancora una volta a non esaurirsi in una sola bella giornata: si allunga e diventa Longmayday, con l'ambizione di proporre iniziative e confronti per tutto l'anno. Un impegno gravoso e una sfida sempre più difficile, soprattutto ora che la sinistra è più debole che mai, i sindacati confederali sono sdraiati sul Pd di Ichino e il movimento milanese è in stand-by da troppo tempo. Un nuovo inizio?
Potrebbe. Se solo la sinistra politica, come si affanna a dire da un paio di settimane, cominciasse a prestare attenzione a ciò che si muove sul "territorio", e se l'apatia dei movimenti milanesi non verrà inghiottita dalla vetrina dell'Expo. Per ora si riaprono le danze, poi si vedrà.
Assisi vieta le chiese ai mendicanti
La Repubblica, 27 aprile
Assisi vieta le chiese ai mendicanti
Il sindaco blinda la città di San Francesco: "Tutelo i luoghi di culto"
Il provvedimento valido in un raggio di cinquecento metri da piazze e monumenti I frati del convento d´accordo
ALESSANDRA RETICO
ROMA - È la città santificata dall´apostolo della povertà, ma Francesco mica era un accattone. Assisi è serafica, però s´arrabbia se dietro la mano tesa a chiedere elemosina scorge il professionismo della mendicità. E poi i bivacchi, brutto spettacolo sulle scalinate sante, turisti armati di panini e soda che rotolano sui gradini, di bermuda e magliette alzati a prendere il sole. Allora no, neanche il patrono, così gioviale e leggero, avrebbe forse approvato. Ieri c´erano file ovunque per il Grand Tour francescano. C´era anche una nuova ordinanza in vigore in città, quella contro i mendicanti del sindaco eletto con Forza Italia nel 2006 Claudio Ricci. «Preciso subito: sono anni che lavoriamo per la legalità. Questa iniziativa non è che una naturale evoluzione, sollecitata da molte segnalazioni di cittadini, ospiti, comunità religiose».
A Firenze, dopo quello sui lavavetri, un provvedimento simile ha fatto un certo scalpore. Padova e Vicenza pure, per decoro, schierate contro l´accattonaggio. Si ricordano altre celebri reprimenda: contro saccoapelisti e torsi nudi a Venezia, contro le contrattazioni in strada con le prostitute a Padova (provocano traffico), persino contro gli snack consumati sulla pubblica piazza a Verona. Però questa di Assisi sembra quasi un paradosso. Sembra, ma le misure già in atto sono queste: campi nomadi sgombrati, locali chiusi all´una d´inverno e una mezz´ora dopo d´estate, niente bottiglie in vetro in piazza dopo le 22, un circuito di 60 telecamere, 2mila nuovi punti luce, un numero verde per la sicurezza e un corpo di volontari che dal 2004 controlla il territorio (molti sono ex militari). Non proprio ronde, però girano con le auto del comune e con i telefonini e avvertono se qualcosa non va. La nuova ordinanza per «salvaguardare i luoghi di culto e la decenza», fa «divieto di mendicare nei luoghi pubblici situati a meno di 500 metri da chiese, luoghi di culto, monumenti, piazze ed edifici pubblici». Cioè, in tutto il centro storico. È vietato «sdraiarsi, o sedersi a terra, in prossimità dei luoghi di culto, edifici pubblici, sotto i portici, sulle soglie e sui lati degli ingressi nonché lungo i muri perimetrali di detti edifici». Accattoni di professione e turisti scostumati rischiano sanzioni. Dice Ricci che «l´applicazione seguirà il buon senso. Abbiamo formalizzato una prassi già diffusa: chi è risultato con precedenti penali, foglio di via dal comune».
Assisi è città sicura, lo ammette anche il primo cittadino, «però se ci sono segnali di potenziale pericolo non vogliamo fare finta di niente». Non è un´ossessione politica, il sindaco lo nega, «molte comunità religiose locali ci hanno pregato di provvedere. L´obiettivo è preservare la sacralità di questi luoghi, senza rinunciare all´accoglienza». Certo la tentazione dei simboli è forte, Francesco (anche) a mendicare è diventato santo. Ora la miseria, le sue evoluzioni di mercato, messa alla porta dalla città che dell´elemosina ha fatto una Regola. «Però quella francescana prevede prima il lavoro. Solo per necessità i frati possono andare "alla mensa del Signore"». Padre Vincenzo Coli è il custode del Sacro convento di San Francesco, «la mappatura di questo territorio la conosco bene, è cresciuto il business della mendicità professionale. Alcuni pensano di stare a Rimini, se al mare in bikini è giusto, qui serve rispetto». E poi si vedono meglio i monumenti senza l´ingombro dei corpi stesi, «l´iniziativa del comune aiuta a discernere tra chi ha bisogno, e chi ci specula. Certo: andrà applicata con umanità e intelligenza». Con pace, e bene.
Stasera Dario Fo a "Che tempo che fa".
Dario Fo, accompagnato da Franca Rame, questa sera sarà ospite di Fabio Fazio insieme a Jane Birkin e Giuliano Montaldo.
Moratti: "Non partecipo al 25 Aprile"
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/25-aprile/25-aprile/25-aprile.html
Per la prima volta un sindaco di Milano non partecipa alle celebrazioni
"Sarò via anche il 1° maggio". Anpi: "Assenza che ci rammarica"
Moratti: "Non partecipo al 25 Aprile"
Alghero, vietata Bella Ciao in corteo
Tam-tam sul sito Indymedia. "Il manifesto": venerdì tutti a Porta San Paolo a Roma
di GIOVANNA CASADIO
La manifestazione del '94 dopo la prima vittoria di Berlusconi
ROMA - A memoria, non si ricorda che il sindaco di Milano, capitale della Resistenza, abbia dato forfait alla manifestazione del 25 aprile. Niente corteo per Letizia Moratti, benché da candidato sindaco nel 2006 se ne fece un gran pezzo spingendo la carrozzella del padre partigiano, né discorso dal palco da dove, lo scorso anno, aveva concluso con un "Viva la Resistenza". Fu fischiata ma anche abbracciata da Fausto Bertinotti, il leader comunista presidente della Camera. Un anno fa. Ora il sindaco Moratti fa sapere: "Non sarò a Milano, ma la giunta sarà rappresentata alle celebrazioni della Liberazione". Non è la stessa cosa, ma Moratti è "fuori città", anche il primo Maggio. L'Anpi, l'associazione dei partigiani, con un comunicato si dice "rammaricata".
E la polemica a Milano monta anche sul volantino per la Liberazione in cui si parla di "rischi" che l'Italia attuale corre per "la tenuta del sistema democratico". La Uil dissente, il segretario della Lombardia Walter Galbusera osserva: "Non è un giudizio politico corretto". Un 25 aprile che per la Sinistra, ormai extraparlamentare, e per il Pd sconfitto da Berlusconi e dalla Lega, si carica di significato.
A Roma, s'intreccia con la vigilia del ballottaggio tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno. Il manifesto rilancerà l'appello di Valentino Parlato: "Tutti a Porta San Paolo, il 25 aprile per una manifestazione tutt'altro che rituale visto il voto che ci sarà due giorni dopo". Mentre lo spareggio per il Campidoglio tiene con il fiato sospeso il centrosinistra, si mobilitano anche i centri sociali. Da Indymedia parte un tam-tam. Assemblea al centro "Cortocircuito" ieri con Francesco Caruso, il no-global ex deputato del Prc e Andrea Alzetta alias Tarzan. La parola d'ordine, preparando la partecipazione dei movimenti alla manifestazione di Roma, è: "Ricominciamo da qui, ora e sempre Resistenza". Qualcosa di simile al 25 aprile del 1994, dopo la prima vittoria di Berlusconi.
Quattordici anni fa, il manifesto aveva chiamato alla mobilitazione a Milano; adesso, a Roma. Alberto Asor Rosa tuttavia pensa che non ci sarà "quella gigantesca presenza del '94. Oggi lo spirito è più ripiegato, deluso frustrato". Non c'è stato neppure il tempo per prepararlo un grande appuntamento. A dare la misura, c'è la stanchezza di Bertinotti, che ha deciso di non partecipare a nessuno degli appuntamenti, almeno finora. La resa dei conti a Rifondazione nel comitato politico, ha lasciato i segni. Paolo Ferrero, che ha battuto il segretario Franco Giordano, sarà a Milano "la manifestazione storicamente più importante". Da lui parte l'invito a mobilitarsi contro una "destra razzista, che ricorda i movimenti filonazisti degli Anni Venti: noi siamo abituati a un 25 aprile contro la nostalgia del fascismo", però questa volta è peggio, sostiene, è in atto "una rivoluzione conservatrice", con rigurgiti "pericolosi". Non si può non esserci, aggiunge Giovanni Berlinguer di Sd: "Ho letto delle posizioni del Pdl e della Lega che chiedono di cancellare dai libri di storia la Resistenza, questo mi indigna. Essere in piazza per la Liberazione è un modo per riaprire una strada che sul piano parlamentare è stata bloccata". Ad Alghero, dove il sindaco ha vietato di cantare "Bella ciao" ci sarà un "contro corteo" ed è scontro tra il primo cittadino forzista Marco Tedde, Antonello Cabras per il Pd e la Sinistra.
Manifestazioni in tutt'Italia, Il presidente Giorgio Napolitano sarà a Genova, dopo la cerimonia all'altare della Patria a Roma con i ministri Parisi e Amato, dove sarà anche Walter Veltroni. Rutelli forse concluderà con un comizio la sua campagna il 25 aprile, Veltroni sarà con lui. Gianni Cuperlo alla Risiera di San Sabba. Rosy Bindi a Sant'Anna di Stazzema. Al corteo romano dell'Anpi, saranno presenti molti leader del centrosinistra e sindacalisti. Giordano osserva che è la prima occasione, con il primo Maggio, per "ridare vita e forza alla sinistra. Fini ha detto che il 13 e 14 aprile è stata la liberazione dell'Italia. No. Dopo un voto tanto drammaticamente spostato a destra, va ricordato che la nostra Liberazione è il 25 aprile e non bisogna consegnare Roma alla destra di Alemanno". Ugualmente, Giovanni Russo Spena chiama alla mobilitazione in nome dei valori fondanti della democrazia.
(22 aprile 2008)
IL valore della Resistenza
Attacchi alla Resistenza (da revisionare), al 25 aprile (una festa che divide),a "Bella ciao", al Manifesto dell'Anpi nella parte che dice: "a sessant'anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l'Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.
Permangono, d'altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati."
Io consiglio a questi individui e a tutti, (anzi, scusatemi se mi permetto, allargandomi un pò troppo, proporrei di inserirlo come un libro di testo per le scuole) di leggere "Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana"
Sono uomini, donne, ragazzi, vecchi, di ogni estrazione sociale, di ogni credo politico e religioso(moltissimi i cattolici) che hanno sacrificato la loro vita per la libertà di tutti, per un' Italia migliore, davvero rinata.
Come si può disconoscere il loro sacrificio? Come si può negare il significato, il valore, la realtà di ciò che è stata, per l'Italia, la Resistenza?
Una lettera tra le tante:
Giordano Cavestro (Mirko)
Di anni 18 - studente di scuola media - nato a Parma il 30 novembre 1925 -. Nel 1940 dà vita, di sua iniziativa, ad un bollettino antifascista attorno al quale si mobilitano numerosi militanti - dopo l'8 settembre 1943 lo stesso nucleo diventa centro organizzativo e propulsore delle prime attività partigiane nella zona di Parma -. Catturato il 7 aprile 1944 a Montagnana (Parma), nel corso di un rastrellamento operato da tedeschi e fascisti - tradotto nelle carceri di Parma -. Processato il 14 aprile 1944 dal Tribunale Militare di Parma - condannato a morte, quindi graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio -. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma), in rappresaglia all'uccisione di quattro militi, con Raimondo Pelinghelli, Vito Salmi, Nello Venturini ed Erasmo Venusti.
Parma, 4-5-1944
Cari compagni, ora tocca a noi.
Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia.
Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.
Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.
La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.
Censure nel mondo inquietante di Beppe Grillo
Ho scritto un racconto sul mio percorso nel meetup di Beppe Grillo, un'esperienza che mi ha lasciato molto perplesso, che mi ha molto cambiato, che mi ha permesso di evidenziare una realtà a me del tutto sconosciuta, dove ho scoperto che inganno e menzogna regnano nella nostra società al di sopra dell'immaginabile.
Censure, manipolazioni, sotterfugi e lati oscuri nel mondo inquieto ed inquietante di Beppe Grillo …
http://mondogrillo.net/meetup/la-ragnatela-del-grillo/