ammazzali, CHE CIFRE!

e anche il maxiemendamento è andato!
ma che giornata! urla, insulti, schiamazzi, discesa minacciosa opposizione con lanci di decine di fogli di carta, corrono i commessi a bloccare lassù qualcuno che si sta lanciando contro qualcun’altro.
Il peggio del peggio.
Dalla mattina alle 21,30.
Manco ho mangiato perché nell’intervallo c’era commissione. Me ne sono andata a casa con un gran mal di testa.
Il cuore stretto.
Venerdì sono stata a letto tutto il giorno… (mi è permesso dire che ero stanca senza affliggere nessuno?) pensierosa… piena di dubbi e di scontento.
Mi sono letta tutti i giornali.
Di tutto un po':
"Tagli: la rivolta dei rettori"
http://www.francarame.it cart10.jpg
“il cavaliere: mantenere la ferita aperta
Fassino: atteggiamento irresponsabile”
"il canone rai aumenta a 104 euro"
"l'unione convince la cdl - Previti, via alla decadenza" (buona
notizia, era ora! farò il conto di quanto ha intascato da quando è andato in carcere a oggi. Ma secondo voi in quale altre Paese può avvenire un fatto simile? Arrestato, condannato seppur in prima istanza, ma condannato!, e sempre stipendiato! MA CHE BEL PAESE!)

"la Bce promuove la finanziaria (...) ma il debito resta il più alto"

"CANCELLATI I REATI CONTRO LO STATO".

porco qua

e poco là…

ma come possono capitare sviste così macroscopiche?!

Il fatto, pardon… IL FATTACCIO!

IMPORTANTE LEGGERE TUTTO!
da Repubblica, 15/12/2006

CORTE DEI CONTI: prescritto il 70 per cento dei processi. Berlusconi: norme ad Personam.

Una legge Cirielli con la prescrizione breve anche per i reati contabili e i danni all’erario. Il sospetto di un colpo di spugna soprattutto sulle inchieste calabresi.
Centinaia di dipendenti della pubblica amministrazione o di società a capitale misto o partecipato liberi da indagini (ricordo ai lettori che ho presentato il 29 giugno 2006 un disegno di legge – n° 702, che prevede la responsabilità penale per chi compie questi reati).
Lo scandalo del comma 1346 del maxiemendamento alla finanziaria, che ha scatenato i fulmini del pg della Corte dei Conti Claudio de Rose esplode alla commissione giustizia del Senato. Lì arriva una secca missiva del pg. indirizzata al Presidente Cesare Salvi (DS):

Sen. Cesare Salvi (DS)


venti righe di fuoco perché il 70% dei processi andrebbe in fumo.
De Rose scrive che se la norma passasse “causerebbe l’estinzione della maggior parte dei provvedimenti di responsabilità amministrativa in corso, e per il futuro, inciderebbe sulle possibilità concrete di dare avvio all’azione di responsabilità per danno alle pubbliche finanze”.

La prescrizione è ancorata al reato commesso e non al momento in cui si materializza il danno all’erario. Così il compimento della prescrizione li anticipa notevolmente. Una modifica che il pg considera incostituzionale.
Salvi protesta con il Presidente del Senato Franco Marini, chiede che il comma sia abolito. Altrettanto fa il diellino Roberto Manzione che vede favoriti “amministratori scorretti” e parla di norma vergognosa.
Ma chi è il responsabile? La caccia parte subito, mentre la Finocchiaro punta i piedi; Quando l’ho letta sono caduta dalle nuvole perché il 12 dicembre sera stata bocciata. Me lo ricordo perché avevo chiesto un appunto tecnico.

Sen. Pietro Fuda (Misto)


L’emendamento è del calabrese Piero Fuda, ex presidente forzista della provincia di Reggio, confluito nell’Unione, unico eletto al Senato della lista Consumatori, politico molto vicino al governatore della Calabria Agazio Loiero, uscito dalla Margherita per fondare il partito democratico meridionale. Ancora ieri Fuda difendeva la propria proposta perché “la prescrizione era e resta di cinque anni e non incide sui processi in corso”.

Le rassicuranti parole di Fuda non hanno però convinto i senatori dell'Ulivo, che all'unanimità, nel corso della riunione di questo pomeriggio, hanno ribadito in maniera netta che in un modo o in un altro dovrà essere cancellata dal maxiemendamento, anche a costo di far tornare la finanziaria in quarta lettura, nel bel mezzo delle feste, al Senato.
Fatto sta che in Calabria sono numerosi gli amministratori nel mirino della Corte. LA stessa inchiesta sulla sanità che coinvolge Loiero potrebbe avere riflessi del genere. Ma Fuda era solo il primo firmatario dell’emendamento sottoscritto da Zanda, Sinisi, Boccia, Bruno, Ladu, tutti diellini, e dal DS Iovene. Una volta soppresso com’è finito nel maxi emendamento?
E’ stato un errore ha ammesso il relatore diellino Morgando. “In una notte di confusione, tra mille modifiche, il comma è comparso ed è finito dentro. L’ho scoperto stamattina”. Ora è impossibile cancellarlo. Rifondazione vorrebbe toglierlo alla Camera e andare a una quarta lettura della Finanziaria, la Finocchiaro replica:

Sen. Anna Finocchiaro (DS)


“Sulla mia parola d’onore quella norma non entrerà in vigore. C’è l’impegno totale del governo. La elimineremo nel decreto di fine anno.”
Un errore, l’ennesimo. Non di poco conto, se si considera che la «cabina di regia» maggioranza-governo aveva bocciato l’emendamento proposto dal senatore Pietro Fuda del Partito Democratico Meridionale. Il perchè non si sa. I maligni suggeriscono che in questo modo il governo abbia cercato un po’ furbescamente di ingraziarsi Fuda, chiudendo un occhio sull’emendamento che stava tanto a cuore al senatore calabrese, allo scopo di ottenere un voto in più in Senato.

Sì, è successo anche questo. Si può sperare in un futuro migliore?

INTANTO, BECCATEVI QUESTI ARTICOLI PRESI DA "L'ESPRESSO" del 7-12 2006.

INDIGNATEVI, FA BENE ALLA SALUTE!

OTTIMI CONSIGLIERI

Evviva il federalismo, evviva le regioni: ogni capoluogo si sente
capitale, ogni assemblea vuole imitare


Montecitorio

Ma che bel mestiere fare il consigliere: Lombardia, Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna, Calabria gli elargiscono il 65 per cento del compenso riconosciuto al deputato. E più si sentono autonomi, più si premiano.
I sardi,

infatti portano a casa l’80 per cento dell’indennità nazionale a cui vanno aggiunte tutte le voci previste alla Camera: la diaria, i rimborsi, la segreteria. A conti fatti si superano i 10 mila euro. E non è finita qui. I consiglieri isolani hanno inventato anche i fondi per i gruppi: 2 mila e 500 euro per ogni consigliere più altri 5 mila al gruppo di almeno cinque persone. Inoltre, quando sono a Roma, hanno diritto a un auto blu con autista

In passato la Sardegna si distingueva anche per le sue generose buonuscite: 117 mila euro per consigliere.




La chiamavano “indennità di reinserimento”, come si fa con i tossici usciti da San Patrignano.

Ora è stata ridotta a 48 mila euro, speriamo che non ricadano nel vizio. Quella del reinserimento è una moda diffusa. Il Molise ha appena varato un sostanzioso «premio di reinserimento nelle proprie attività di lavoro» a tutti i consiglieri trombati o non ricandidati:
così l’onorevole Aldo Patricello dell’Udc, dimessosi per diventare europarlamentare, si prende più di 72.700 euro ed è primo della speciale classifica, al pari dei diessini Nicolino D’Ascanio (attuale presidente della Provincia di Campobasso) e Antonio D’Ambrosio e a Italo Di Sabato di Rifondazione. Ai privilegi infatti ci si affeziona.


Raffaele Fitto


L’ex governatore pugliese Raffaele Fitto di Forza Italia aveva ottenuto l’auto blu per alleviare i primi cinque anni senza

carica.
La delibera è stata cambiata dopo le contestazioni, ma la giunta di sinistra non si è dimenticata degli ex: le pensioni sono state ritoccate. Al rialzo. Perché in Puglia il benefit è ecumenico: anche alcune delle 19 Lancia Thesis noleggiate dalla Regione sono a disposizione dei 12 assessori uscenti.


Le strade del bonus sono infinite. Un’altra veste giuridica per coprire l’ennesima erogazione va sotto il nome di indennità di funzione per i vertici di giunte e commissioni su misura. Per questo ogni giorno ne nasce una nuova. La Campania deteneva il record nazionale: l’anno scorso le commissioni erano 18.

Ognuno dei presidenti intasca 1.650 euro in più al mese, oltre allo stipendio di consigliere regionale (circa 7 mila euro). Poi ci sono le spese di rappresentanza (in media 400 euro mensili) e quelle per il personale distaccato (9.550 euro al mese per un massimo di sei dipendenti a organismo): totale, 180 mila euro. La settimana scorsa, dopo un’ondata di indignazione, la Regione ne ha abrogate sei. Ma dal 2000 al 2005 le indennità dei consiglieri sono passate da 18 milioni a 30 milioni di euro all’anno mentre i benefit sono saliti da 18 a 30 milioni. Nella regione dell’emergenza perenne quei fondi potevano trovare impiego migliore.

DOBBIAMO DECIDERE COME MUOVERCI, COSA FARE. COME FERMARE L'IRA DI DIO DEL NOSTRO PAESE.


Dies Irae, senza autore, pittura di strada

CAMERE A CINQUE STELLE da L’Espresso 7/12/2006 L’Italia dei Privilegi

Stipendi smisurati e una vita spesata, questo è il bello del rappresentare i cittadini.

Forse troppo, tanto che, come dimostra il sondaggio Swg per “L’Espresso”, gli italiani sarebbero felici di limare questo montepremi. Già, perché deputati e senatori incassano ogni mese più di 14 mila

euro tra indennità, diaria e rimborsi vari. Allo stipendio di 5 mila e 500 euro bisogna aggiungere il rimborso di 4 mila euro per il soggiorno a Roma e altre 4 mila e 200 euro per “le spese inerenti il rapporto tra il deputato e l’elettore”. Al Senato questa voce è aumentata di circa 500 euro al mese. Poi c’è il capitolo trasporti: il parlamentare si muove come l’aria nel territorio nazionale.


Infila la porta del telepass in autostrada
senza ricevere nessun estratto conto, al check-in prende posto in business senza mettere mano al portafoglio e all’imbarco del traghetto non fa fila né biglietto. E i taxi? Niente paura. È previsto un rimborso trimestrale pari a 3 mila e 300 euro. Mentre per i deputati che abitano a più di cento chilometri dall’aeroporto più vicino, il rimborso sale a 4 mila euro.



L’angelo custode del bonus non abbandona il parlamentare nemmeno quando varca i confini nazionali per “ragioni di studio o connesse alla sua attività”: gli spettano fino a 3.100 euro all’anno. Per avere un’idea del costo degli “onorevoli viaggi” basti un dato: i soli deputati nel 2005 sono costati alla collettività 40 milioni.


Non paga nemmeno il telefono, fisso o mobile, fino a una bolletta massima di 3.100 euro. E ha diritto a un computer portatile e alla fine della legislatura (per tutelare la riservatezza dei dati) può tenerselo.

Di tutti i privilegi, però quello che costa di più è il dopo. Ossia il trattamento pensionistico. Deputati e senatori, anche se in carica per una sola legislatura, maturano il diritto a una pensione straordinaria. Si chiama vitalizio e dovrebbe maturare al compimento dell’età di 65 anni.
In realtà, se ha fatto più legislature il deputato, come un lavoratore usurato, può andare in pensione a 60 anni (che scendono a 50 per quelli delle precedenti legislature).

Il vitalizio varia da un minimo del 25 per cento dell’indennità (2.500 euro circa) per chi ha versato solo i canonici cinque anni di contributi della singola legislatura.





Ma arriva fino a un massimo dell’80 per cento dell’indennità per chi ha più legislature alle spalle. Comunque, per maturare il diritto alla pensione non è necessario restare in carica cinque anni.
In passato bastavano pochi giorni. Ora ci vogliono due anni, sei mesi e un giorno.
E gli eletti dal popolo contano doppio: possono sommare la pensione dovuta per la loro attività professionale a quella ottenuta per rappresentare i cittadini.

La liquidazione parlamentare, poi, non è meno regale: 80 per cento dell’indennità moltiplicato per gli anni della legislatura, ossia minimo 35 mila euro.

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E' ANCHE COLPA SUA.......

cara senatrice RAME e' anche colpa sua, se quella finanziaria invisa a quasi tutta l'italia e' passata, e non mi dica pateticamente che lo ha fatto per senso di responsabilita' (insieme a tutti coloro che in questi giorni blaterano e si ergono a paladini della giustizia)
fate qualcosa o altrimenti la gia scarsa fiducia nelle istituzioni democratiche, scenderà ancor di piu.
domenico romano

LA FILOSOFIA: ARMIOMOCI e PARTITE...

Caro Doroman il Tuo post si commenta da solo:

"fate qualcosa o altrimenti la già scarsa fiducia nelle Istituzioni democratiche scenderà ancor più"

la dice lunga e non ha bisogno di commenti diciamocelo chiaro è anche colpa sua allora caro doroman come dice il detto: "ognuno ha rappresentanti che si merita"...

Di questo passo ci incarteremmo su noi stessi e non ne verremmo più fuori..faccia delle proposte, SEGNALI DEGLI SPRECHI! invece di criticare senza proporre...

Basta "segnalare" ?

-
Per il resto OK :)

Basta non insistere

Tu ti segnali da solo...

Ad insistere cosa si rischia e perché?

-

ti rispondo, dupaal, ma solo per una volta

Rischi semplicemente di perderti nei labirinti del tuo disordine.
Domandi perchè. La risposta è nel tuo modo di relazionarti. Leggila lì.

RISPETTO! è chiaro???

Questo non è il Tuo blog, Dupaal, ne tantomeno un area dove ti puoi pubblicizzare (tra l'altro stiam vedendo tutti come..) Finiscila è la centesima volta che te lo si comunica.
Il tuo "trollaggio" (termine tecnico che si riferisce a chi vuole fuorviare l'interesse pubblico su un argomento nei blog è chiaro a tutti Noi..) deve finire ci siamo intesi?

LA RAI: MEGLIO TARDI CHE MAI...

DOMANI A RAI TRE SI PARLA DEI BAMBINI BIELORUSSI
Dal sito: www.sardegnabelarus.it
19.12.2006 - 16:29

ROMA - Domani a 'Cominciamo bene', intorno alle 10.15,
Fabrizio Frizzi ed Elsa Di Gati proporranno un
approfondimento d'attualità sulla vicenda dei bambini
bielorussi a cui è stata negata la possibilità di tornare in
Italia per le festività natalizie, presso le famiglie che li
avevano già ospitati lo scorso anno. (ANSA).

Viaggio nella Politica giudiziaria

Viaggio nella Politica giudiziaria II
Le Leggi ad personam (2001-2006) Una legge ad personam è sintomo di una democrazia governata da politici dal basso senso dell'etica e della deontologia. Il politico per definizione deve rifiutare una legge promulgata per un volgare interesse personale. Una legge ad personam è dunque il frutto della degenerazione della politica, qualunque sia il colore e firmatario. Le leggi ad personam approvate nella penultima legislatura non stanno su due mani, se uno decidesse di contarle. Il governo di centrosinistra che le ha una ad una contestate nel corso degli anni dovrebbe abrogarle una ad una, ora che ne ha il potere.

Depenalizzazione del falso in bilancio (n. 61/2002).

Non si tratta di una vera e propria depenalizzazione, in realtà. Per le società non quotate non potrà essere il magistrato a procedere contro il reato, ma la querela dovrà arrivare o da un socio (che non denuncerà mai se stesso) o da un creditore (che il 99.9% delle volte non conosce i bilanci della società di cui è creditore). Davigo commenta: "Per il furto, rimettiamoci alla querela del ladro". Per le società quotate invece la magistratura può scoprire il falso in bilancio, ma in tempi brevissimi altrimenti scatta la prescrizione: 4 anni e mezzo, tempo insufficiente anche ad istruire un processo. Senza dimenticare la riduzione dei mezzi di indagine permessi. In un processo si imputava a Berlusconi di aver utilizzato fondi extrabilancio per ottenere frequenze televisive e per finanziamenti illeciti, tra cui 21 miliardi di lire a Bettino Craxi. Condannato a 2 anni e 4 mesi, la condanna viene cancellata per prescrizione. Il processo ricomincia, ma il falso in bilancio non esiste più e quindi nel settembre 2005 Berlusconi viene assolto: "il fatto non costituisce più reato".

Il rientro dei capitali dall'estero.

Possono rientrare i capitali illegalmente portati all'estero, pagando in forma anonima un'imposta del 2.5% sulla somma, senza specificare la provenienza del capitale. Una legge fatta apposta per i delinquenti.

La legge sulle rogatorie (n. 367/2001)

La rogatoria è la richiesta di prove, atti processuali o documenti che un giudice fa ad un altro giudice per una causa che vuole istruire. Fondamentale nei processi di mafia, corruzione e terrorismo. La legge prevede che non sono utilizzabili documenti acquisiti se hanno vizi di forma (mancanza di un timbro, ad esempio) e che questi non sono utilizzabili neanche nelle rogatorie già fatte e utilizzate in processi in corso. L'Europa l'ha rispedita al mittente, condannandola pesantemente. La legge avrebbe riguardato circa 7000 rogatorie, di cui 1045 per traffico di droga, 746 per corruzione e 810 per delitti di mafia. I maligni fanno notare che nel periodo in cui la legge fu proposta erano state appena richieste delle rogatorie per un processo contro Berlusconi.

Legge Cirami (n. 248/2002)

Approvata con procedura d'urgenza sia al Senato che alla Camera, la legge reintroduceva il legittimo sospetto per consentire alla difesa di chiedere il trasferimento di un processo da una sede giudiziaria ad un'altra. Ovvero, i processi di Previti e Berlusconi si dovevano spostare da Milano a Brescia. Si va dalla Cassazione a vedere se si può spostare il processo. La Cassazione magari dice di no. Ma si perdono mesi perché il processo si blocca. E così fino all'infinito. La Corte Costituzionale la blocca. Berlusconi, infuriato, registra una cassetta e la invia alle tv: dice che essendo stato eletto con una grande maggioranza, può fare quello che vuole. "Il governo è del popolo e di chi lo rappresenta e non di chi, avendo vinto un concorso, ha soltanto il compito di applicare la legge". Comunque il 14 ottobre 2004 l'avvocato generale della Corte di Giustizia dell'Unione Europa boccia la legge in quanto non conforme al diritto comunitario.

L'immunità delle 5 più alte cariche dello Stato o lodo Schifani (n. 140/2003).

Giugno 2003: a luglio scatta il semestre di Presidenza Italiana dell'Unione Europea e bisogna tutelare Berlusconi da spiacevoli incidenti di percorso. La legge dice che il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, i presidenti delle Camere e il presidente della Corte Costituzionale non possono essere sottoposti ad alcun processo commesso prima della nomina e finchè sono in carica. Berlusconi è entusiasta: "C'è gente che lavora per governare e per aumentare il prestigio e l'importanza dell'Italia sulla scena internazionale e ci sono altri che lavorano per screditare l'Italia. La legge mette un limite all'uso di queste armi improprie". Nel gennaio 2004 la Corte Costituzione annulla la legge perché doveva seguire l'iter di una legge costituzionale. Pecorella, avvocato di Berlusconi e presidente della Commissione Giustizia della Camera, dichiara: "Abbiamo fatto una legge, poi dichiarata incostituzionale, per consentire al presidente del Consiglio di governare sei mesi a Bruxelles". Poi rettifica, ma la sostanza resta: " Quella legge la rifarei anche ora perché era l'unico modo per consentire a Berlusconi di affrontare il semestre europeo. Ero e sono per l'immunità. Fu un errore non fare una legge costituzionale, ma allora, sull'onda dell'emergenza, non sarebbe stato possibile".

Legge ex Cirielli o salva Previti (n. 251/2005).

Aumentano le pene per i recidivi, ma diminuiscono i termini della prescrizione. E' previsto anche che i 70enni non vadano in carcere, a meno che non siano delinquenti abituali. Uno ne ha già usufruito: aveva una condanna di 6 anni, è stato in carcere 2 giorni. Si chiama Cesare Previti, 71 anni, 70 quando è stata approvata la legge.

Legge Pecorella (n. 41/2006).

Ultimo colpo dell'era Berlusconi, prevede che in caso di assoluzione dell'imputato, il Pm non può ricorrere in appello, ma solo in Cassazione. L'imputato invece, se condannato, può ricorrere in Appello e in Cassazione. Spiega Beppe Grillo: "Per capirci, pensiamo ad una partita di calcio fra la squadra della Boccassini e la squadra di Previti. Se alla fine del primo tempo vince la Boccassini, Previti può giocare il secondo tempo e i tempi supplementari. Se invece nel primo tempo vince Previti, per rifarsi la Boccassini avrà solo i supplementari, niente secondo tempo". L'autore della legge è anche l'avvocato di Berlusconi nel processo Sme nel quale Berlusconi è stato assolto in I grado.

Legge Gasparri (n. 112/2004)

Nessun editore può controllare più del 20% dei canali nazionali. I canali nazionali sino a quel momento sono dieci, ma il ministro con un trucco li fa diventare quindici (il 20% di 15 è 3), di modo che Berlusconi possa tenersi Rete 4, in barba a due sentenze della Corte Costituzionale che gli impongono di mandarla sul satellite in nome del pluralismo. Il secondo capolavoro riguarda la creazione del Sic (sistema integrato delle comunicazioni) e tratta i limiti per la raccolta pubblicitaria. La legge fissa il tetto di raccolta al 20%, apparentemente una percentuale modesta. Ma il calcolo va fatto non solo in base al quanto il mercato televisivo può incassare, ma in base a quanto può incassare il Sic che può includere giornali, radio, siti internet, cinema, case di produzione. Dunque i limiti per la raccolta pubblicitaria vengono di fatti aboliti. Mediaset ne avrà ampi ricavi: 1,2-1,7 miliardi di euro secondo il Sole 24 Ore, 1,2 secondo Confalonieri.
da Orizzonti Nuovi (www.orizzontinuovi.org)
di Gabriele Vecchione

Finanziaria e dintorni

Mentre ci sono tutti gli sprechi che tu evidenzi, al cittadino che vuole far sentire la sua voce contro la pubblica amministrazione che non "fa bene" il suo lavoro viene richiesto un balzello con un aumento da inflazione brasiliana in uno dei commi infiniti e "nascosti" della finanziaria.
Continuando a leggerla, infatti, si scopre (al comma 1311) che viene nuovamente (lo era stato fatto una prima volta già con la legge Bersani) aumentato il contributo unificato a carico del cittadino/impresa che voglia rivolgersi al TAR (Tribunale amministrativo regionale) per chiedere giustizia su eventuali provvedimenti della Pa ritenuti illegittimi.

Non appena tale comma sarà approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati e la legge finanziaria entrerà in vigore (e quindi, prevedibilmente, dal 1° gennaio 2007), chi proporrà un ricorso in materia di appalti di oo.pp., di servizi o di forniture, qualunque sia il valore della controversia, dovrà versare preventivamente allo Stato la somma di euro 2.000 (pari a 4.000.000 di lire circa).

Chi invece vorrà passarsi il lusso (è ormai il caso di dire) di impugnare innanzi al TAR un provvedimento di espropriazione di p.u., anche se riguardante un fazzoletto di terra, ovvero gli altri provvedimenti indicati dall’art. 23 bis della L. TAR (procedure di affidamento di incarichi di progettazione provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione o di dismissione di imprese o beni pubblici, nonché quelli relativi alla costituzione, modificazione o soppressione di società, aziende e istituzioni ai sensi dell’articolo 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142; provvedimenti di scioglimento degli enti locali e quelli connessi concernenti la formazione e il funzionamento degli organi) dovrà corrispondere un contributo unificato pari a 1.000 euro (corrispondente a circa 2.000.000 delle vecchie lire).

Il contributo, non è inutile sottolinearlo, dovrà essere corrisposto per ciascuna fase del giudizio; e così, ad es., nel caso di una gara di appalto, dovranno pagarsi 4.000.000 di lire circa per il ricorso innanzi al T.A.R. ed altre 4.000.000 di lire circa per l’eventuale appello, per un totale di lire 8.000.000.

Tale abnorme aumento appare sotto vari profili del tutto incostituzionale, sia perchè limita l’accesso alla giustizia, consentendolo solo a coloro che possono permettersi il lusso di pagare (anche per controversie riguardanti appalti di piccolo importo) per ciascuna fase del giudizio circa 4.000.000 di lire, sia per la palese disparità di trattamento rispetto alla giustizia ordinaria, dato che non si tiene in alcun conto del valore della controversia, fissando il contributo unificato nelle misura massima indipendentemente dal valore.

Tale ulteriore balzello finisce per limitare (per ragioni di censo) l’accesso alla giustizia.

I problemi della giustizia amministrativa e del suo rilevante arretrato non possono essere risolti imponendo un ulteriore (onerosissimo) balzello, che finisce per trasformare quello che in origine era previsto come un sistema di tutela del cittadino nei confronti dei possibili soprusi della P.A., in un sistema basato sul censo di chi propone la controversia e soprattutto palesemente rivolto a scoraggiare gran parte dei cittadini e delle piccole imprese dal rivolgersi alla giustizia contro le illegittimità della PA che quindi potrà continuare a commettere storture, se non peggio, certa che difficilmente vedrà impugnati i suoi atti visti i costi assolutamente abnormi.

Fino a prima del decreto bersani il costo del contributo unificato era proporzionale alla causa e comunque di valore medio pari a 500 euro e massimo pari a 1100 euro (per cause di valore superiore a 516.000 euro).

Il Governo della sinistra (anche da me tanto auspicato) continua a presentarsi come un moderno Robin Hood, che toglie ai ricchi per dare ai poveri; con la nuova modifica del contributo unificato tuttavia sembra un Robin Hood al contrario, che toglie ai poveri perfino la possibilità di ottenere giustizia.

E’ da auspicare che nel già preannunciato decreto legge “correttivo” degli errori commessi tramite il maxiemendamento sia inserita una norma che, oltre ad abrogare la riduzione del termine di prescrizione dell’azione di responsabilità, cancelli anche questo ulteriore (abnorme) incremento del contributo unificato, disposto a pochi mesi di distanza dall’aumento già previsto dal c.d. decreto Bersani.

Franca fai qualcosa, denuncia questo scandalo!!

Banca d'italia non è più d'obbligo a maggioranza pubblica!!!

una maggioranza privata (94%) contro il suo statuto vecchio, che prevedeva la maggioranza pubblica, si è votata il nuovo statuto dove questa clausola non compare più!!! (art.3)

DENUNCIATE!!!!

La manipolazione del “nuovo statuto” di Bankitalia

Tratto da www.signoraggio.com

Sabato 16 Dicembre 2006

è stato pubblicato il Nuovo Statuto di Bankitalia S.p.A.

Si nota subito la manipolazione dell'art. 3.

VECCHIO STATUTO

ART. 3

Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro rappresentato da quote di partecipazione di 0,52 euro ciascuna (4). Le dette quote sono nominative e non possono essere possedute se non da:

a) Casse di risparmio;
b) Istituti di credito di diritto pubblico e Banche di interesse nazionale;
c) Società per azioni esercenti attività bancaria risultanti dalle operazioni
di cui all’ art. 1 del decreto legislativo 20.11.1990, n. 356;
d) Istituti di previdenza;
e) Istituti di assicurazione.

Le quote di partecipazione possono essere cedute, previo consenso del Consiglio superiore, solamente da uno ad altro ente compreso nelle categorie indicate nel comma precedente.
In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.

NUOVO STATUTO

ART. 3

Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro ed è suddiviso in quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna, la cui titolarità è disciplinata dalla legge.

Il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, solo previo consenso del Consiglio superiore, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e della equilibrata distribuzione delle quote.

Qui sotto il testo integrale del Nuovo Statuto approvato (per decreto il 12/12/2006) dai sigg.

Giorgio Napolitano, Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto il regio decreto 11 giugno 1936, n. 1067, con il quale è stato approvato lo statuto della Banca d'Italia, e successive modificazioni;

Visto l'art. 10, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43;

Visto l'art. 19, comma 9, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, in base al quale lo statuto della Banca d'Italia è adeguato alle disposizioni contenute nei commi da 1 a 7 del medesimo articolo, ridefinendo altresì le competenze del Consiglio superiore in modo da attribuire allo stesso anche funzioni di vigilanza e controllo all'interno della Banca d'Italia;

Visto il parere reso dalla Banca centrale europea il 25 agosto 2006 su richiesta della Banca d'Italia;

Considerato che l'Assemblea generale straordinaria dei partecipanti al capitale della Banca d'Italia, in data 28 novembre 2006, ha approvato il nuovo testo dello statuto;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12 dicembre 2006;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;

Decreta:

È approvato il nuovo statuto della Banca d'Italia nel testo allegato al presente decreto.

Lo statuto della Banca d'Italia entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei conti, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Dato a Roma, addì 12 dicembre 2006

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Padoa Schioppa, Ministro dell'economia e delle finanze

Registrato alla Corte dei conti il 15 dicembre 2006

Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri,

registro n. 12, foglio n. 369

Come viene gestito il PARLAMENTO SICILIANO

Ciao Franca,

hai scritto della Sardegna, e allora ti sottopongo la situazione forse più scandalosa d'Italia per quanto riguarda i costi della politica regionale: mi riferisco alla Sicilia. Gli Amici di Beppe Grillo di Palermo hanno fatto un lavoro immane, sono andati a guardarsi tutti i documenti pubblici e a fare calcoli laddove i documenti non erano disponibili. Hanno quindi realizzato un sito per raccontare tutto quello che hanno raccolto: www.disonorevoli.it
Vallo a visitare e troverai tanti dati interessanti!
A presto

Simone

iL Rimedio

>>Stipendi smisurati e una vita spesata, questo è il bello del >>rappresentare i cittadini
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Mettiamo da parte le "compulsioni", non raccogliamo e andiamo avanti ancora con la parte propositiva.
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1) L'IDV fa cadere questo governo.
2) Si rispediscono a Becchinotti i Certificati elettorali... [Vedasi altro post].
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Ps. Forse ancora alcuni non hanno capito il tipo: a chi serve schizzarsi addosso? Domanda retorica.
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www.ricostruire.it
Indicazione bibliografica

Mi spieghi?

Allora la prima frase poteva andare anche bene: ha un tono ironico e contiene un significato che il lettore può condividere e riflettere.

Ma poi? Perchè continui a scrivere?
Vieni posseduto da una Musa eschimese?
O ti coglie una semplice crisi epilettica?

Tanto per capire, cosa significa il tuo commento:

[..]Mettiamo da parte le "compulsioni", non raccogliamo e andiamo avanti ancora con la parte propositiva[..]

Conpulsioni a fare che? A prenderci a martellate?
Non raccogliamo cosa? Andiamo avanti dove?
Guarda che t'è caduto un pezzo grigio e molliccio dall'orecchio, vedi di fermarti e raccoglierlo, invece, che potrebbe essere importante..

[..]1) L'IDV fa cadere questo governo.
2) Si rispediscono a Becchinotti i Certificati elettorali[..]

Ma l'IDV che intendi è una malattia rara?
Ehm, mi scuso per l'ignoranza suprema ma Becchinotti chi sarebbe?

e il macchiavellico post scriptum

[..]Forse ancora alcuni non hanno capito il tipo: a chi serve schizzarsi addosso? Domanda retorica.[..]

Ma che messaggio è? Oserei dire pornografico..
Ma sei la reicarnazione della sibilla? E se si, perchè?
Ma è necessario che scrivi fiumi di cose che magari son interessanti ma che poi piglia lo snervamento e non si leggono?

www.maxbazzana.it
www.orchestrazione.it

DACCORDO CON GLI ALTRI: DUPAAL ESAGERA....

No guarda Dupaal non ci siamo. Non è aria qua forse non si riesce a farti capire che non è nostra intenzione di far cadere il Governo: ti è chiaro?????
TROVO INVECE MOLTO SIGNIFICATIVA L'IDEA DI LEGARE IL TFR ALL'INTRODUZIONE DI POLITICHE ANTI PETROLIO DIPENDENZA !!!

sprechi

Se non in gente come te, Dario, Jacopo...a suo modo Beppe grillo... su chi possiamo contare altrimenti per cambiare un poco le cose in questo bellissimo mondo?
Per Favore: non ti stancare di rompere le scatole in senato...
FORZA!!!
Cia con affetto,
Massimo.

Affettuosi saluti da un "novizio"

Irnerio
Mi perdonerai (anche per il "tu") e mi perdoneranno i tuoi corrispondenti, ma per ora ora non entro nel merito del tuo ultimo post. Sono fresco fresco di blog (non di età purtroppo)e voglio soltanto esprimerti la mia ammirazione. Grazie! Ciao.

Spunti &... Analisi? Troppo presto

>>>e altre 4 mila e 200 euro per “le spese inerenti il rapporto tra >>>il deputato e l’elettore”. Al Senatoquesta voce è aumentata di >>>circa 500 euro al mese.
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Nel linguaggio del Contribuente comune sono i "Portaborse" ?
Può dare una sua definizione di "Portaborse"?
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Lei, Franca Rame, rinuncerà alla pensione senatoriale?
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www.ricostruire.it ... è il "blog" cui eventualmente si rimanda. A Catania diciamo: "Non sugnu saccu ca ma sduvacu". La realtà siciliana è nota: non occorre tradurre.

Ma che due p.... questo Dupaal!

Non so se, psicanaliticamente parlando, si possa parlare di transfert nel caso Dupaal (propenderei per il no), ma di proiezione di una fondamentale confusione e di disagio sicuramente. E anche di compulsività.
Vorrei consigliare al sopra citato di bersi una camomilla e di occuparsi del blog a cui rimanda.

Du-Pall NON ESAGERARE adesso...

Mentre noi "Du paal" (noto richiamo milanese a chi INSISTE...) stiamo cominciando a scomporlo e il risultato comincia a dare effetti tragicomici di cui Armando e partite sarà certamente al corrente...

Ma se non parli italiano, non ti posso capire

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Domanda: Lei è anche il moderatore? così giusto per sapere come regolarmi.

ca nisciuno è fesso!

Faccia come crede. Sicuramente qualche dubbio se lo sarà tolto in altri siti: com è che solo qui manifesta tanta sete di verità?
Abbia fede stia tranquillo vedrà che a breve le si schiariranno le idee...

Voglio capire

"Dubbio" in ordine a cosa? Sulla Partitocrazia? le idee sono state sempre chiare. E' sui partitocrati, che non c'è verso di venirne a capo. Un po' come quando si disquisisce sulla mafia: tutti contro la mafia,ma poi sotto, sotto, magari poi si viene a sapere che anche Cuffaro è un convinto antimafioso.
Vengo alla seconda domanda: qui mostro la stessa "sete di verità" che in altri blog: non assumo MAI che l'interlocutore sia partitocrate, o ancora peggio, "Mafioso". (...)
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Ecco, le ho raccontato la storia della mia vita :)) Ripeto: ho capito solo quello che ho voluto capire, come sempre accade. In breve, ho fatto un "transfert".
Presupponendo di parlare con un milanese, mi aspetto molto.

ITALIANO

I suoi pre-supposti sono direttamente proporzionali ai suoi pre-giudizi c'è un "pre" davanti ad entrambi che appare di troppo.
Nessuno e sottolineo nessuno incalza col suo risentimento perchè nessuno vuole creare confusione semmai chiarezza e condivisione di intenti.
Qua ci servono segnalazioni di sprechi non sottolineature che rasentano l'avversione al blog o peggio l'ostruzionismo all'obiettivo. Insieme alla segnalazione dello spreco sarebbe opportuna la proposta per la soluzione e infine sarebbe opportuno evitare polemiche sterili. Lei caro Armando Dupall in un altro blog sarebbe già stato bannato (e cioè eliminato) non abusi di un'opportunità unica...Sono un Italiano che conosce molto bene i dialetti...

O tutto o niente

Invece di togliere a sto punto ci aggiungerei il diritto di prenotarsi al reparto salumi del supermercato senza numero e l'entrata diretta senza fila per le attrazioni di Gardaland!

www.maxbazzana.it
www.orchestrazione.it

QUELLO CHE SCRIVI TI FA ONORE FRANCA!!!

Certo che dobbiamo limitare questa spesa (spreco) ed avere UN ESEMPIO, UNICO!, come Te ci sarà di GRANDISSIMO AIUTO. Lasciami però dare un altra notizia altrettanto SCONCERTANTE:
La FIAT vorrebbe utilizzare 14 miliardi di € per 23 nuovi modelli di auto rigorosamente PETROLIO-DIPENDENTI (con quello che tutti noi sappiamo significhi petrolio-dipendenza: guerre-droga-armi, tutto il mondo gira intorno a questo businness...).

UNA PROPOSTA:
LEGHIAMO LO STANZIAMENTO DEL TRF, TFS ecc ALLE SOLE IMPRESE CHE SI IMPEGNANO a CONVERTIRE IN ENERGIE ECOLOGICHE COMPATIBILI le loro ATTIVITA' siano per la MOBILITA' (auto,TIR,Aerei ecc) che per la PRODUZIONE DI ENERGIE in GENERE (in alternativa e supporto alle centrali energetiche tradizionali). Gira questo post anche a Jacopo e a tutti se sarà necessaria faremo anche un INTERPELLANZA all'inizio del prossimo anno...