Rendiconto vita

Eccomi! E’ un po’ di tempo che non ci sentiamo, e me ne scuso ma…
Che salto, amiche e amici, compagne e compagni!

Rendiconto vita:
XV Legislatura – 28 aprile 2006

Primo giorno in Senato.
Mi sono svegliata alle 5.
Agitata. Gironzolo per l’appartamento preparandomi gli abiti da indossare.
Alle 6 decido di fare una camminata. Il sole spuntava appena. Il portiere del residence di via Ripetta mi guarda strano: “Che succede senatrice? Non si sente bene?”
E questo che sta dicendo? Senatrice? Oddio, adesso mi chiameranno tutti così? “No, no… vado a far quattro passi…” lo tranquillizzo con un sorriso. Dà un’occhiata all’orologio, ma non fa commenti.
Cammino. Piazza del Popolo, via Flaminia, Villa Borghese. Cammino veloce. Corro. La malinconia e la preoccupazione che ho addosso non se ne vanno, né si attenuano.
Rientro alle sei e trenta. Sto bloccata su una sedia per almeno un’ora a pensare… “Son proprio giù, maledizione!”.
Accidenti, ma perché? “Dovresti essere contenta! – mi dico – SENATRICE! Ma ti rendi conto che onore t’è capitato?”
“Sì, sì… senatrice!!! – ribatto a quella chiaccherona che sempre mi contesta - Non ho mai voluto diventare senatrice, io e tu lo sai! Mi sono trovata eletta senza aver mosso un dito.” “Beh, ma questo deve darti solo gioia… pensa in quanti ti hanno votata! In quanti hanno avuto fiducia in te. Solo in Piemonte ti sei beccata 88 mila voti! E nelle altre 5 regioni deve sei stata presentata quanti ne hai presi?... Sorrisino?” “Vai al diavolo, impicciona!” Mi guardo allo specchio: più tirata di così non potrei essere.
“Hai un bel dire sorrisino… mi sento fuori posto… non all’altezza… non adeguata.” “A vederti non sembri così insicura. Non ti vergogni alla tua età! Dovresti fare andare la coda dalla gioia! Piantala di rompere! Ce la farai!” Non so che risponderle.
Doccia. Biancheria. Pantaloni e top. Mi pettino ecc. faccio tutto col rallenty, ma sono pronta in un momento. Mi risiedo e aspetto. Alle 9 arriva Rai 3. Quante volte ho guardato l’orologio?
Mi chiamano dalla portineria: “E’ arrivata la Rai…”
Salgono nel mio appartamento. Antonio Caggiano vuole filmare i preparativi….
Quando arrivano m’infilo la giacca. “Ma come?!... già pronta?” M’è venuto da ridere. “Sì… mi mancano solo gli orecchini…” “Come mai porta da anni sempre questi orecchini?” “Me li ha regalati Dario in un momento particolare… non li toglierò mai più! Andiamo?” La telecamera è in azione… saliamo in macchina… chiacchiere qualsiasi… telefona Dario… “Auguri… ti voglio bene…”
Arriviamo… Sono calma… calmissima e infelice.
Un mare di gente. Giornalisti, fotografi, televisioni.
Scendo augurandomi di non essere notata.
“Senatrice…” “Franca” “Senatrice…” “Franca” “Franca” “Senatrice come si sente?” Ci penso un attimo… potrei dire, sono emozionata… sono onorata… sono felice! Invece mi esce l’ultima frase che avrei potuto dire al mondo: “Mi sento come una diciottenne che va sposa a un vecchio che non ama… sono molto triste…” Restano interdetti per un attimo.. io tiro via con Antonio Caggiano e la troup.
E’ la seconda volta che entro in Senato. C’ero venuta anni e anni fa, con Rossella Simoni (per il marito detenuto nel carcere speciale di Trani, Giuliano Naria) ad incontrare il Senatore Viviami, presidente della commissione Grazia e Giustizia. Chiedevamo l’aiuto per un trasferimento.
Mi guardo intorno. E’ quello che ho viste mille volte in tv… ma ora, esserci… mi sembra tutto troppo. Sì, è proprio troppo! Saluto i miei amici della Rai… mi dispiace vederli andar via. Qualcuno mi accompagna in aula. Dove mi siedo? Mi guardo intorno interdetta… Riconosco personaggi notissimi del governo Berlusconi… Andreotti, Calderoli, Dell’Utri… Mantovano, Pecorella… alcuni seduti occupando l’emiciclo di sinistra, altri passeggiano a gruppetti… telefonano… si chiamano… Non mi sento per nulla rassicurata.
In centro riconosco il presidente Scalfaro… contornato da persone che non conosco.
Guardo a destra… in tanti stanno seduti qua e là… vedo facce che conosco… Vedo Nello Formisano dell’IDV. Gentile mi dice: “Siediti dove vuoi, al Senato non c’è posto fisso.”
Faccio una panoramica con lo sguardo: c’è l’avvocato Calvi, lo conosco dai tempi di Valpreda… mi sorride con simpatia, Gavino Angius, altri che ho visto in televisione, oh! Furio Colombo… Mi accomodo vicino a lui. Tiro un gran sospiro di sollievo. Conosco Furio Colombo da anni, è la persona più gentile, generosa ed educata che io conosca. Mi sembra di essere in famiglia.
Le senatrici… cerco le senatrici… Che piacere vedermi da vicino la sen. Finocchiaro, sprigiona forza, simpatia e intelligenza. Un mito per me! Chissà se riuscirò a scambiare due parole con lei. Rina Gagliardi. La conosco dagli anni ruggenti del Manifesto, ottima giornalista e decisa. Lidia Menapace… “Davvero onorata!” le dico timidamente. Tra di me penso: “Accidenti che fortunaccia che ho. Potrò parlare con loro… farmi consigliare… discutere… pranzeremo certamente insieme nell’hollywoodiano ristorante del Senato. Bene, bene!”
Il mio umore va migliorando.
Il presidente Scalfaro inizia a parlare…
Nessuno ascolta.
Chiede un minuto di silenzio per i due soldati morti a Nassiria. Nessuno ascolta.
Sono interdetta. Stupita. Sconcertata.
Si arriva alla votazione: Franco Marini presidente del Senato. Per 3 volte si vota, tra urla e strepiti.
Ma siamo veramente al Senato, mi chiedo?
Abbiamo dovuto votare tre volte. 5 schede bianche, e tre “Francesco”.
Sono arrivata al residence che erano quasi le tre di notte. Mi addormento ripensando alla giornata trascorsa. Che giornata! Dove sono capitata?
L’indomani una sola votazione. OK.
Qualcuno sussurra: ha ottenuto quello che voleva. Non so a chi si riferiscano.
Solo leggendo i giornali mi sono chiarita le idee. Sono sempre più frastornata. E’ questa la politica?
Finalmente Franco Marini è eletto presidente del Senato. Evviva! Siamo veramente tutti felici! Mi piace molto il nostro Presidente.

Sto cercando casa… la trovo. A Roma gli affitti sono spaventosi.
Trovo anche un’assistente che sta da anni in senato. Giuliana. Graziosa, capace. Che contratto facciamo? Mi viene consigliato… o in nero o cocopro. Parlo con il mio commercialista e decidiamo per un contratto a tempo indeterminato. Qualcuno mi dice: “Hai sbagliato”, qualcun altro pensa che io sia scema.
A camere unificate abbiamo eletto Presidente del consiglio Romano Prodi.
Ecco, quel giorno a Montecitorio con tutto il Parlamento riunito, per la prima volta mi sono sentita emozionata. Ben conscia di dove fossi e di quel che stessi facendo. Per la prima volta mi sono sentita senatrice. Proprio così. Io, senatrice… Ho pensato a mia madre, a mio padre, avrei voluto fossero lì con me, a vedermi… ho pensato alla mia famiglia tutta, a Jacopo, a Dario, a Pia mia sorella, alle mie nipotine… “Sì, guardatemi bene… sono proprio io… vostra figlia, sorella, moglie, madre, nonna e bisnonna, zia. Io. Siete contenti di me? Mi volete bene?”
Eh, sì… l’essere “voluta bene” è molto importante per me! Più di ogni cosa al mondo.
Il resto alla prossima puntata.


Commenti

Bello, emozionante e dolce..brava!

Manca il racconto dell'incontro con la Montalcini, altresì detta la nonna di Moira Orfei.
Mi piacerebbe sapere qualche aneddoto, qualche fatto strano, l'incontro faccia a faccia con qualcuno di 'quelli là' che non mi piaccion molto, etc, etc..

Fatto l'allacciamento ad internet nell'appartamento romano?
Aspettiamo trepidanti la prossima puntata..quindi a Novembre;)

www.orchestrazione.it

Ho ventisei anni e da tre anni non faccio che cercare lavoretti a tempo determinato (due, tre mesi... un anno quando mi va di lusso, come spero accadrà a settembre) per mettermi da parte qualche soldo per la mia futura convivenza.
Leggere che lei ha assunto a tempo indeterminato la sua assistente è molto bello. E' rassicurante, una ventata di ottimismo che non può che fare bene allo spirito.

Per il resto, forza e coraggio! Ogni nuova fase della vita - credo - fa un po' paura. Trovarsi fra gente nuova, in mezzo a persone di cui si conosce poco o nulla; e scoprire i lati positivi e negativi del proprio lavoro, di ciò che si porta avanti ogni giorno. Arrabbiarsi, rattristarsi, per poi sorridere.
Proprio per questo (per questa altalena di emozioni che ci scombussola il cuore e lo stomaco al mattino) ogni nuovo inizio è degno di rispetto.

In bocca al lupo per tutto. E buon lavoro. Spero davvero di sentirla al più presto.

eLo

Per il racconto bellissimo di tue emozioni vibranti.
Sono contento di averti votata Franca (non ti chiamerò senatrice.. è proprio brutto!) eheheh
Resisti mi raccomando.. ci sono tante cose da fare.
Beppe


I can't understand why people are frightened of new ideas. I'm frightened of the old ones.
"Io non riesco a capire perchè la gente è spaventata dalle nuove idee. Io lo sono da quelle vecchie."
John Cage (1912 - 1992)

Ciao Franca, ti ho seguita in tv, ti riconoscevamo dal colore rosso che spiccava nell'oscurità di quella assemblea. Il tuo racconto è stato molto interessante, sapere cosa accade in quelle occasioni, in quello spazio, beh, a noi viene difficile. Già, nessuno ascolta, mi sovviene un'espressione: com'è che lo volevano far diventare? un bivacco! In questi giorni poi la farnesina diviene un'alcova, e chissà cosa umilierà la nostra carta costituzionale nel prossimo futuro. Ti chiediamo solo di resistere, di portare un po' di pulizia, di senso dello Stato come mandato a tempo determinato nel popolo italiano. E intanto aspettiamo tempi migliori...
Stefania

Salve Senatrice,
è bello poter sapere da Lei, grande comunicatrice di emozioni, quello che la maggior parte della gente può solo leggere sui giornali. Non è scioccante o scandaloso conoscere certi retroscena e non ho inviato il mio commento per questo. Sono i retroscena di ogni paese, regione, comune, palazzo, azienda, gruppo di lavoro, no, non è per questo che Le ho mandato il commento.
Per ogni cosa bella della mia vita mando un pensiero alla mia mamma, al papà, anche se sono separati e vorrei che si parlassero, a mio fratello che mi ama molto ed ai miei amici e tanto a chi, come Lei, quando ha nel cuore qualcosa di luminoso lo manda ad i suoi.
Penso che se lo farò ogni giorno cambierò il mio mondo.
In bocca al lupo per il Suo, Lei è una donna che stimo profondamente.

Raffaella