PREVITI CONDANNATO AI SERVIZI SOCIALI


Immaginiamo la scena: è lunedì mattina e l’Avvocato Previti, già assistente legale di Priebke e Berlusconi, lascia la sua abitazione per andare al suo ufficio. Questa volta però, niente lussi e sfarzi, nessun cliente miliardario. Unico comfort, la pensione da deputato, che ancora non gli è stata revocata.

Una stanzetta con un vecchio computer, un tavolaccio e niente telefono. E patrocinio gratuito per disagiati, tossicodipendenti, psicotici, alcolizzati, adolescenti in crisi.
Si potrebbe sorridere alla notizia, se non fosse che il nostro, condannato in via definitiva per concorso in corruzione nell'ambito per il caso Imi- Sir, è uscito dal carcere ed è stato condannato alla pena alternativa grazie all’indulto.

Così, Giudice Laura Longo ha accettato la richiesta dei legali difensori di Cesare Previti di affidare il proprio assistito ai lavori sociali. Il parlamentare di Forza Italia - condannato a sei anni , presterà invece servizio presso la Ceis, una struttura di assistenza e solidarietà di Castel Gandolfo, che fa capo a don Picchi.
Farà il consulente legale presso il centro,che si occupa a Roma di giovani emarginati tossicodipendenti ed alcolisti. L'ex legale di Berlusconi che deve scontare ancora circa un anno e sette mesi di reclusione, potrà lasciare la propria abitazione, nel centro di Roma, in piazza Farnese, dalle 7 del mattino alle 23.
La coincidenza vuole che proprio oggi il ministero della Giustizia tira le somme sull'effetto che il provvedimento di clemenza varato dal parlamento il 31 luglio scorso ha avuto sulle carceri italiane. Risultato: su 25.694 ex detenuti usciti dal carcere grazie all'indulto, "soltanto" 2.855 (l'11,11%) sono tornati in cella. Un dato,questo, estremamente più basso se paragonato al tasso di recidiva 'ordinario' (oltre il 60%) tipico di chi sconta la pena per intero. E ancora: dopo l'indulto i reati sono rimasti pressoché stabili (1.308.113 denunce tra luglio-dicembre 2005 contro 1.310.888 nello stesso periodo del 2006), dimostrando l' "infondatezza dell'allarme sulla criminalità degli indultati", mentre a tornare a delinquere sono stati più italiani (1.942 ossia il 12,28% di quelli usciti) che stranieri (1.033 pari al 10,59%).


Commenti

Cara Franca, possibile che non ci siano gli strumenti per sospendere il pagamento della pensione da deputato a un simile lestofante?
Oppure manca solo la volontà?

Un affettuso saluto

Tra questi indultati c'è all'incirca la stessa tendenza a commettere reati dei parlamentari: un dieci percento circa.

Più seriamente, per quanto riguarda la questione previti sarebbe bello sapere con più precisione cosa sia stato fatto per togliergli lo status di deputato (lo conserva ancora se non erro), cosa sarebbe necessario fare per riuscirci e perchè non lo si fa...

Questo disperando dall'utopica idea di vederlo effettivamente in carcere, come merita.
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Se non sai definirlo non puoi parlarne, se ne parli lo stesso non sai neppure di cosa stai parlando.

Http://DivideEtImpera.splinder.com

La Senatora, per distrarci dalle sue quotidiane contraddizioni, oggi ci parla di Previti.
Ma noi, gente vaccinata e non adorante ci chiediamo: "perchè la Senatora sostiene un governo che vara INDULTI e non si preoccupa minimamente di perseguire ABROGANDOLE le leggi Ad Personam del precedente governo"?
Semplice: "pensa ai propri privilegi prima di tutto".
Si vergogni Senatora pacifisto-moralista da strapazzo.
E voi dormite Adoratori....dormite.

Postato per cervelli non Adoranti.

Opinioni libere di Una Voce.

1.310.888 - 1.308.113 = 2775
toh quasi quanto gli indultati usciti e rientrati!
a parte la coincidenza nessuno pensa alle 2.855 persone che hanno subito un furto, una violenza o addirittura sono state uccise a seguito dell'indulto? chi l'ha votato avrà sulla coscienza sempre questi reati (ammesso abbia una coscienza)...

Daniel

daniel777.giovani.it

Sono andata a votare, come tanti, col naso tappato, costringendomi, perché le cose, almeno un po’ cambiassero, perché la destra ha veramente sfasciato il paese, perché i miei, i nostri valori sono ben altri.
Mi sono tappata il naso e sono andata a votare perché vincesse una coalizione che durasse 5anni.
5anni! È il vostro lavoro, il vostro dovere. Voi lavorate per noi e ce lo dovete!
Solo il pensiero di ricascare nella miseria sociale, culturale e politica che vi ha preceduto mi fa’ rabbrividire.
Ancora una volta penso che ce lo dobbiate.
Sono sempre stata contraria ad ogni guerra, fosse stato per me i soldati in Afghanistan non ce li avrei proprio mandati. Niente di meglio che ridurre le spese militari per sovvenzionare magari un po’ di più la cultura, che ci renderebbe meno ottusi e passivi. Un po’ più di soldi alle biblioteche magari, così forse finalmente riuscirei a trovare lavoro.

Ma questo no!
Non rimetteteci in quelle stesse mani che ci hanno impoverito nello spirito e nel corpo, nella quotidianità della nostra vita.
Assumetevi le vostre responsabilità, tappatevi il naso come abbiamo fatto anche noi e come fate anche voi troppo spesso, quando nessuno vi guarda. Denunciate gli errori, ma assumetevi la responsabilità di quello che fate. Voi siete pagati per fare il vostro lavoro, per stare li, per combattere per i nostri diritti, per ascoltare la voce della piazza, che non vuole la base a Vicenza ad esempio, ma che vuole che continuiate a lavorare per noi, senza mollarci di nuovo in mano alla destra, allo sconforto ed alla più totale assenza di regole e sostegno. Siete pagati per lavorare insieme per 5 anni. Fatelo!
Siete pagati profumatamente. Se proprio volete stupire la gente dimezzatevi lo stipendio, ma non fate cadere questo Governo, sarebbe solo un gesto irresponsabile, una beffa per tutti coloro che a fatica vi hanno votato, anche se non siete stati troppo credibili, sarebbe solo un colpo ulteriore alla nostra debole fiducia. Se non l’avete voi, come possiamo averla noi?

In un mio precedente post a proposito dell'inutilità della pena di morte, inserito in una delle discussioni del tuo blog, auspicavo proprio l'ipotesi di un Previti condannato ai servizi sociali. Io preferivo immaginarmelo mentre accudisce le persone anziane e non più autonome. La pena a cui è stato condannato, pur rappresentando un compromesso rispetto a quanto auspicavo, è comunque un interessante inizio. Complimenti al giudice che ha tenuto conto dell'alternativa.