Disegni di legge/Interpellanze parlamentari

I disegni di legge e le interpellanze parlamentari presetati dalla Sen. Franca Rame

MOBILITAZIONE 13 FEBBRAIO

Barbara Spinelli, Michele Santoro e Marco Travaglio, Il Popolo Viola, Articolo 21 e molti altri: un appello per difendere i valori della Costituzione. Apartitico e senza bandiere, eccetto il tricolore!
L'appuntamento è per il 13 febbraio, davanti al tribunale!
Firmiamo tutti l'appello:
http://www.indignati.org/

Anno: 

INTERVENTO DI FRANCA RAME IN AULA SULLE COMUNICAZIONI DEL MINISTRO DAMIANO - MORTI BIANCHE

Nel 1962, Dario ed io eravamo i conduttori di “Canzonissima”su Rai Uno.
Nell’ottava puntata avevamo pronto un brano sulle cosiddette “morti bianche”, problema già grave in quegli anni.
I responsabili RAI hanno censurato il pezzo. Così abbiamo scoperto che in Italia la gente non deve sapere che si muore sul lavoro.
Ci siamo rifiutati di accettare il veto e abbiamo abbandonato la trasmissione, affrontando processi uno dietro l’altro.
E per ben sedici anni siamo stati letteralmente cancellati da tutti i palinsesti televisivi.
Oggi, dopo 45 anni, i media informano sulle quasi quotidiane vittime del lavoro:dal 2001 al 2007 si denuciano 8.376 morti… senza contare le innumerevoli malattie professionali, che hanno colpito lavoratori, donne e uomini, la cui sopravvivenza è inesorabilmente segnata.
 
Il nostro Presidente del Consiglio, ha commentato tempo fa: “Quei morti sono martiri del lavoro”. No Presidente, quei morti, non sono martiri del lavoro, ma vittime uccise da atti criminali: lavoro nero, e risparmio sulle impalcature di protezione.
Che vale la vita di un immigrato clandestino? Che vale la vita di un lavoratore bianco in regola? NULLA!
Anche lui può finire carbonizzato.
Quello che vale è solo il profitto sulla pelle di chi è costretto a rischiare la vita ogni giorno per poter campare.
Nel nostro Paese, milioni di persone tutte le mattine vanno al lavoro con il rischio di non tornare… Come si recassero in un campo di battaglia .
Nella guerra nel Golfo hanno perso la vita 3520 militari i morti sul lavoro in Italia dal 2003 all'ottobre 2006 sono ben 5252, (rapporto Eurispes).
Gli infortuni sul lavoro costano alla comunità circa 50 miliardi di euro l'anno: se questa enorme somma di denaro fosse destinata alla sicurezza del lavoratore, non saremmo qui ancora oggi a fare i notai di questa triste conta dei caduti.
Occorre urgentemente una struttura di controllo rapida e incorruttibile che applichi una legge che colpisca severamente gli imprenditori disonesti, anche con carcerazione oltre a pesanti multe.

Certi italiani, si mettono in riga, solo se li tocchi sui soldi. Rispetto del loro prossimo e onestà sono temi che non li riguardano. Il loro cuore batte solo nel portafoglio. VERGOGNA!

FRANCA RAME: INTERPELLANZA SUL CASO DE MAGISTRIS - MASTELLA

Cari amici,
prima dell'interpellanza che oggi ho presentato sul Ministro Mastella, chiedendo la sua rimozione, vorrei raccontarvi di un episodio della mia giornata.
 
Ho lavorato con Dario per tutto il giorno a testa china, pur non sentendomi particolarmente in forze, senza staccare gli occhi dal testo che sta preparando.
Verso sera sono stata in ospedale, a trovare un amico appena operato per un trapianto di midollo, e suo fratello, che nel tempo è diventato il suo angelo custode.
 
Angelo, così si chiama il mio amico, si è sottoposto oggi al terzo tentativo di trapianto di midollo. Ha 25 anni, soldato, è stato  in missione in Afghanistan e al suo ritorno è stato colto da una grave forma di leucemia. Da un anno e 6 mesi si trova in ospedale a Milano assistito dal fratello Umberto, assieme lottano contro la malattia e l'indifferenza dello Stato. Per ora niente indennità di servizio, niente pensioni speciali, solidarietà, niente di niente! Solo silenzio.
 
Mi occuperò personalmente di portare questa storia all'orecchio del Ministro Parisi, per una volta voglio delle risposte chiare per queste vicende tragiche, legate a doppio filo all'uranio impoverito!
    
 

RAME. - Al Presidente del consiglio dei ministri
 
Premesso che:
 
l’inchiesta sul presunto illecito di finanziamenti pubblici, in cui il ministro Clemente Mastella risulterebbe indagato, è stata avocata dalla Procura generale di Catanzaro per presunta incompatibilità del pm Luigi De Magistris, per il quale lo stesso Guardasigilli ha chiesto il trasferimento al Consiglio superiore della Magistratura;
quello che è accaduto è un dato politico di estrema gravità che coinvolge non tanto ed oramai non più solo il ministro della Giustizia, ma l’intero Governo;
il presidente del consiglio Prodi è chiamato ora ad una delicata assunzione di responsabilità in merito all’opportunità che sia lo stesso ministro della Giustizia il titolare dell’azione disciplinare nei confronti del magistrato, per l’appunto De Magistris, che lo ha sottoposto ad indagini;
con l’avocazione dell’inchiesta da parte della Procura Generale, il procedimento penale continua il suo corso;
l’avocazione è però stata provocata proprio da chi era o poteva essere messo sotto indagine dal magistrato destituito;
l’interrogante chiede al Presidente del Consiglio
di valutare se sia opportuno che il leader dell’Udeur Clemente Mastella, coinvolto nell’inchiesta ‘Why not’ di Catanzaro conservi anche l’incarico di Ministro della Giustizia.

GLI SPRECHI DELLA RAI:quesito a risposta immediata alla societa` concessionaria del servizio radiotelevisivo

Quesito a risposta immediata alla societa` concessionaria del servizio radiotelevisivo, a norma dell’atto di indirizzo approvato il 25 ottobre 2005 (ex artt. 17 e 18 del Regolamento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi)
RAMEPremesso che:
il settimanale L’Espresso del 12 luglio 2007 ha pubblicato un articolo dal titolo “Va in onda tele spreco. Mezzo milione di euro a puntata per il flop Parietti. Quasi altrettanti per 'Votantonio'. Un dossier rivela le spese folli di RaiDue” di Riccardo Bocca:
Sintesi articolo – Esposto Associazione dei consumatori Codacons, presentato lunedì scorso alla Procura di Roma e alla Corte dei conti del Lazio: costo per costo, tutti i denari che Rai 2 diretta da Antonio Marano ha investito tra il 2006 e il 2007 per costruire la sua offerta catodica.  'Balls of steel' ('Palle d'acciaio'). Costo: “Due milioni 900 mila euro.   programma notturno a base di burle trash che il critico Aldo Grasso ha definito nell'ordine "campione d'insulsaggine", "uno scandalo" e "un modo per buttar via budget e risorse umane".Assurdo? Soprattutto mentre la tv si evolve e punta ai grandi scenari del futuro? C'è molto di più, 'Votantonio', la trasmissione di fantapolitica prodotta da Einstein Multimedia e condotta da Fabio Canino, il 7 maggio scorso ha fatto il suo esordio ed è stato un flop: 4,96 per cento di share con un milione 174 mila spettatori. Dopodiché il programma ha chiuso i battenti, costando però a RaiDue "1 milione 350 mila euro". Anche perché oltre alla puntata trasmessa ne sono state realizzate altre due.'Wild West', il reality prodotto con Grundy Italia e presentato da Alba Parietti, dopo tre puntate ha tolto il disturbo. A che prezzo? "2.722,22 euro al minuto" - "pari a 490 mila euro a puntata e a complessivi 1 milione 470 mila euro". 'Donne', condotto da Monica Leofreddi e prodotto con Endemol,è costato ben 489 mila euro a puntata per un tottale di 2 milioni 934 mila euro.   'La sposa perfetta', format senza troppa fortuna in Italia, prodotto con Magnolia e presentato da Cesare Cadeo e Roberta Lanfranchi: 530 mila euro a puntata – totale: 5 milioni 830 mila euro.  Da queste e altre cifre, scrive nel suo esposto il Codacons, risultano "evidenti danni al bilancio della rete (RaiDue), finanziato come ben si conosce in buona parte dal canone pagato dai cittadini consumatori". Non solo: "A fronte di questi dati", prosegue l'Associazione dei consumatori, "ciò che stupisce è la condotta editoriale tenuta dai vertici di RaiDue (...). Non si comprende bene, per quale motivo spesso non si sia provveduto a interrompere la messa in onda di programmi (...) di scarso gradimento (...). O viceversa perché alcuni programmi siano stati interrotti immediatamente, nonostante fossero state già acquistate e pagate ulteriori puntate".Un attacco, quello del Codacons, dritto al direttore di RaiDue Antonio Marano che di prodotti televisivi se ne intende, come gli riconoscono amici e nemici. Resta il fatto che a colpire, nell'esposto, non è soltanto il costo dei flop, ma anche quello dei programmi di successo. Basti pensare alle serate de 'L'isola dei famosi' (Magnolia), sostenute con 5 milioni 800 mila euro, cioè 193 mila 330 all'ora. O agli appuntamenti con 'Quelli che il calcio...', 7 milioni 953 mila euro complessivi, 203 mila a puntata.In confronto, Michele Santoro fa la figura del poverino. Al suo 'Annozero' sono stati riservati 65 mila euro all'ora: 130 mila euro a puntata, 1 milione 950 mila in totale.”
si chiede di sapere
se quanto riportato nell’articolo in oggetto corrisponda al vero e, in caso positivo, quali ragioni di strategia aziendale abbiano indotto la Rai alla scelta di tali produzioni;se, oltre ai criteri di spettacolarità, che pure secondo i dati Auditel in alcuni casi sono mancati, nello scegliere tali produzioni si siano tenuti presenti i principi dettati alla Rai dal Contratto di servizio, sottoscritto in quanto concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo.
 

presentato da Franca Rame un disegno di legge sulle sanzioni per le aziende che praticano pubblicita’ ingannevole

DISEGNO DI LEGGE  
 
di iniziativa della senatrice Franca Rame  
 
Nuove norme in materia di sanzioni per le aziende che praticano pubblicita’ ingannevole
 COLLEGHI SENATORI. - Alla luce anche delle recenti dichiarazioni del Presidente dell'Antitrust, contenute nella relazione annuale 2007 dell'Autorità, si rende necessario uniformare al resto d’Europa la legislazione riguardante la normativa Antitrust.
 In particolare sulla pubblicità ingannevole (Codice del Consumo - Decreto Legislativo 2005/206) in quanto notevoli sono le differenze con gli altri paesi (Europei e non) molto più severi del nostro.
 Il Codice del Consumo ha come limite di sanzione pecuniaria 100.000 Euro, mentre altri paesi come ad esempio la Francia la sanzione va in proporzione alla somma spesa dalla compagnia per la pubblicità in oggetto e questo limite previsto nel nostro ordinamento di fatto non c'è. Sempre in Francia, di recente, al Gruppo di grande distribuzione Carrefour sono stati richiesti diversi milioni di euro di sanzione amministrativa per pubblicità ingannevole.
 Inoltre, in Italia nella stragrande maggioranza dei casi le sanzioni dell'Antitrust per pubblicità ingannevole non arrivano quasi mai a quella cifra (massimo 100.000 Euro).
 Anche quando la sanzione arriva al limite massimo previsto dal Codice del Consumo questo non disincentiva le aziende, che anzi invece sono molto spesso recidive (vedasi ad esempio Telecom Italia). I vantaggi che ne traggono dalla pubblicazione del messaggio ingannevole sono, infatti, maggiori rispetto al rischio di un eventuale sanzione il cui importo è sempre irrisorio rispetto al fatturato della grande azienda.
 Cosa sono 100.000 Euro per un'azienda che ha un ritorno di diversi milioni o miliardi di Euro da una specifica campagna pubblicitaria?
 Lo stesso Presidente dell'Antitrust ha chiesto un intervento in tal senso al legislatore:
 (stralcio della presentazione relazione annuale antitrust a Montecitorio del 26 giugno 2007 - pubblicità ingannevole) […] “Nei mercati più ricchi la sanzione pecuniaria non si dimostra efficace. Potrebbero essere utili rimedi come la rettifica pubblica del messaggio volta ad amplificare la risonanza delle pronunce dell’Autorità, con maggiore deterrenza nei confronti delle imprese attente all’effetto reputazionale. Chiederemo anche al Parlamento di poter intervenire d’ufficio e di commisurare le sanzioni al fatturato aziendale o, come accade in Francia, in proporzione al costo della campagna pubblicitaria”.
 Il presente ddl intende fare proprie le preoccupazioni dell’Autorità antitrust ed propone l’introduzione di nuove sanzioni che generino un effetto deterrente nei confronti delle campagne pubblicitarie ingannevoli ai danni del cittadino.
 Si propone, quindi, una modifica al D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, recante il “Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229”. Le modifiche proposte vanno ad operare sull’articolo 26 – Tutela amministrativa e giurisdizionale – e intendono rapportare la sanzione comminata dall’autorità al costo della campagna pubblicitaria, incrementando quindi il limite massimo della sanzione attualmente previsto e rendendo di fatto vani gli effetti di una campagna pubblicitaria ingannevole. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

 Art. 1.
 Il comma 7 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229 è sostituito dal seguente:
 “7. Con la decisione che accoglie il ricorso l’Autorità dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria rapportata al costo della campagna pubblicitaria, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. Nel caso dei messaggi pubblicitari ingannevoli di cui agli articoli 24 e 25 la sanzione è inoltre rapportata al danno stimato a carico dei consumatori. L’Autorità può disporre inoltre la rettifica pubblica del messaggio a carico del soggetto sanzionato.
  

 
 

 

 

 
 
Sen. Franca Rame
 

10 leggi semplici per cambiare l’Italia

Il Paese ha bisogno di un po’ di buon senso.
Il buon senso non è né di sinistra né di destra.

Abbiamo messo insieme dieci leggi semplici, sulle quali possiamo essere tutti d’accordo.
Ad esempio vogliamo che i beni sequestrati alla mafia siano disponibili rapidamente per iniziative socialmente utili, e il denaro confiscato ai delinquenti non resti in eterno nelle casse delle banche ma venga usato per far funzionare meglio la giustizia.
E vogliamo che anche in Italia, i cittadini possano intentare cause per ottenere risarcimenti collettivi, le Class Action, che in molti Paesi civili sono uno strumento formidabile di difesa dei consumatori.
Abbiamo scelto dieci leggi che riguardano la responsabilità dei funzionari pubblici, la semplificazione dei meccanismi di convocazione degli imputati, e le impugnazioni, modifica del codice delle assicurazioni private, la responsabilità delle aziende in caso di incidenti sul lavoro o danni ambientali e misure di sostegno alle vittime di avvelenamento da amianto.
Infine chiediamo che le vittime di reato possano ottenere la liquidazione dei danni, anche nell'ipotesi di patteggiamento, senza dover ricorrere a un successivo processo civile, disposizione che attualmente lascia le vittime di reati nella condizione assurda di attendere anni per veder riconosciuto il danno economico subito. Esistono già disegni di legge che prevedono questi cambiamenti essenziali e i parlamentari che li hanno presentati hanno deciso di unire i loro sforzi perché vengano tutti approvati, ma se vuoi che il buonsenso prevalga in Parlamento, aiutaci con il tuo diretto sostegno e la tua firma.

Queste leggi sono state presentate e sono sostenute da: Felice Belisario, Marco Boato, Mauro Bulgarelli, Felice Casson, Gerardo D'Ambrosio, MauroFabris, Franco Grillini, Donatella Poretti, Stefano Pedica, Franca Rame

PER SOTTOSCRIVERE,
FIRMA QUI!

10 LEGGI PER CAMBIARE L’ITALIA

AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, SICUREZZA SUL LAVORO, AMBIENTE, GISTIZIA, MAFIA E CLASS ACTION

Sprechi nella Pubblica Amministrazione
Delega al governo per la redazione del «Codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei Conti». D'iniziativa della senatrice Franca Rame. AS N.702 link al testo integrale Il pubblico funzionario responsabile di sprechi di denaro pubblico, risponde, per danno erariale nei confronti dallo Stato, davanti alla Corte dei Conti, le cui procedure sanzionatorie vengono ridefinite, in modo da garantire finalmente sentenze pecuniarie adeguate e giudizi celeri, pur nel rispetto dei diritti dell'indagato e delle prerogative della difesa.
Link al testo integrale della legge

Sicurezza sul lavoro

Estensione della disciplina della responsabilità amministrativa di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai reati di omicidio e lesioni colpose gravi conseguenti ad infortuni sul lavoro. D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio. AS N. 816 link al testo integrale Prevede la possibilità di applicare sanzioni pecuniarie ed interdittive nei confronti delle aziende che abbiano violato le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, il cui drammatico incremento, per numero e gravità, è stato recentemente stigmatizzato dal Presidente Napolitano. Il deterrente economico risulterà più efficace di una sanzione penale detentiva che quasi sempre rimane sospesa e dopo cinque anni si estingue. Questa pdl è attualmente integrata nel DdL governativo n° 2849 in discussione alla Camera: Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. (Art.9)
Link al testo integrale della legge

CLASS ACTION azione collettiva risarcitoria
Primi Firmatari (AC 1882 GRILLINI) (AC 1443 PORETTI) (AC 1834 PEDICA) (AC 1330 FABRIS)
Gli Italiani negli ultimi decenni hanno subito un'interminabile teoria di truffe, crack finanziari e disastri ambientali. Il nostro sistema giuridico non prevede ancora una forma di azione collettiva risarcitoria. Ciò significa che le migliaia di cittadini derubati, taglieggiati e avvelenati da un medesimo “attore”, possono agire contro di esso solo individualmente e a proprie spese. Il confronto tra le parti è impari e costoso e quindi, di norma, i cittadini non agiscono in giudizio e colui che ha inferto il danno rimane impunito. Queste proposte di legge introducono nel nostro ordinamento uno strumento legale capace di garantire risarcimenti congrui alla collettività, in tempi brevi, gratuitamente ed in modalità automatica.

Reati ambientali

Norme sulla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e sul risarcimento del danno pubblico ambientale.
D'iniziativa del Senatore Mauro Bulgarelli.AS N. 534 link al testo integrale Chi inquina l'ambiente, lede gli interessi della collettività e distrugge o altera un bene dello Stato, perciò, sia esso un soggetto privato ovvero un amministratore pubblico, produce un “danno pubblico ambientale”, ovvero un danno erariale contro lo Stato, che, come tale, deve essere perseguito presso la Corte dei Conti.
Link al testo integrale della legge

Amianto
Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all’amianto e dei loro familiari, nonché delega al Governo per l’adozione del testo unico in materia di esposizione all’amianto. D'iniziativa del Senatore Felice Casson. AS N. 23 link al testo integrale Secondo l’Ufficio internazionale del lavoro sono oltre 100.000 i decessi causati ogni anno da tumori provocati dall’esposizione all’amianto. Oggi nel nostro paese l'amianto è stato definitivamente bandito, restano però tre obiettivi da raggiungere: la bonifica del territorio, la realizzazione di forme adeguate di tutela sanitaria e la creazione del «Fondo per le vittime dell’amianto».
Link al testo integrale della legge

Somme sequestrate

Modifiche agli articoli 262 e 676 del codice di procedura penale, in materia di devoluzione allo Stato delle somme di denaro e dei titoli sequestrati e non reclamati. D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio AS N. 1343 link al testo integrale Ingenti somme di denaro e titoli di credito sottoposti da numerosi anni a sequestro penale giacciono presso le banche e gli uffici postali. Questi enti non corrispondono allo Stato alcun interesse o accreditano, all’eventuale avente diritto, interessi assolutamente ridicoli. Si prevede quindi che dopo cinque anni dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione, le somme ed i titoli sequestrati, siano devoluti allo Stato.
Link al testo integrale della legge

Riutilizzo beni mafiosi

Riforma della legge 109/96 proposta di modifica testo non disponibile I Senatori D'Ambrosio, Bulgarelli e Casson intendono presentare in Parlamento un DdL in merito ad una riforma della normativa sulla gestione dei beni sottratti alle mafie, in recepimento delle proposte avanzate da Libera e dal suo presidente, Don Luigi Ciotti. Tra le finalità di questa riforma sono state individuate come prioritarie: l'istituzione di un'agenzia professionale per la gestione dei beni sequestrati, la creazione di un database dinamico aggiornato dei beni mobili e immobili confiscati, lo snellimento e il miglioramento delle procedure di assegnazione con particolare attenzione alle loro finalità sociali.

Modifica del codice di procedura penale
AS N. 1373: Modifiche al titolo V del libro II del codice di procedura penale, in materia di notificazioni. link al testo integrale AS N. 1374: Modifiche al titolo VI del libro V del codice di procedura penale, in materia di arresto e di fermo, e introduzione del giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati di competenza del tribunale. link al testo integrale AS N. 1438: Modifiche al codice di procedura penale, in materia di impugnazioni. link al testo integrale D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio E' indubbio ormai che il vero male che affligge la Giustizia italiana è quello dei tempi di definizione dei processi diventati ormai lunghissimi, troppo lunghi per uno Stato civile. Per conseguire il dimezzamento gli attuali tempi delle procedure, sarebbe sufficiente, alla luce dell’esperienza fatta in questi anni di applicazione, procedere alla revisione solo di alcuni istituti, per renderli più semplici e funzionali ed armonizzarli: − sostituzione dell’attuale giudizio direttissimo con un giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati. − rivedere è il sistema relativo alle notificazioni − riformare del sistema delle impugnazioni

AS N. 1373: Modifiche al titolo V del libro II del codice di procedura penale, in materia di notificazioni.

 

AS N. 1374: Modifiche al titolo VI del libro V del codice di procedura penale, in materia di arresto e di fermo, e introduzione del giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati di competenza del tribunale

 

 

AS N. 1438: Modifiche al codice di procedura penale, in materia di impugnazioni.

Modifiche del codice delle assicurazioni private
Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e alla legge 21 febbraio 2006, n. 102, in materia di risarcimento dei danni per le vittime di incidenti stradali D'iniziativa del Deputato Felice Belisario AC N. 1853 link al testo integrale E' necessario tutelare le vittime della strada attraverso la modifica di alcune norme che hanno determinato una involuzione nella sacrosanta attuazione del diritto al giusto risarcimento dei danni provocati da incidenti stradali, con particolare riguardo alla tutela del bene-salute. Questa proposta di legge mira a tutelare i consumatori-contraenti-clienti e non i responsabili dei sinistri, come invece sembra avvenire con l’indennizzo diretto, attualmente in vigore. Vittime di reati
Link al testo integrale della legge

Modifica all’articolo 111 della Costituzione in materia di garanzia dei diritti delle vittime di reato
D'iniziativa del Deputato Marco Boato AC N. 1242 link al testo integrale E' noto come oggi le vittime di reato non trovino alcuno spazio di tutela se non si siano, al tempo stesso, costituite parte civile. La vittima viene emarginata nei procedimenti speciali che eliminano il dibattimento. E' dunque necessario tutelare in maniera più incisiva la vittima del reato, rendendola parte di pieno diritto nel processo penale nella prospettiva che possa finalmente ottenere la liquidazione dei danni, anche nell'ipotesi di patteggiamento, senza dover ricorrere a un successivo processo civile, disposizione che attualmente lascia le vittime di reati nella condizione assurda di attendere anni per veder riconosciuto il danno economico subito. Chiediamo pertanto di modificare l'art.11 della Costituzione inserendo il seguente comma: « La legge garantisce i diritti e le facoltà delle vittime di di reato ».
Link al testo integrale della legge

 

10 Leggi per cambiare l'Italia - IL VIDEO (Prima parte)

IL VIDEO


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(lunghezza: 85,53 min)

Numerosi Senatori e Deputati hanno espresso la volontà di promuovere l'approvazione di un pacchetto di sette proposte legislative in tema di sicurezza sul lavoro, tutela ambientale, legalità e giustizia.
Si tratta apparentemente di leggi "minimaliste", tuttavia, se approvate, produrrebbero piccoli concreti cambiamenti sviluppando circoli virtuosi dal punto di vista economico e sociale.

Separatamente sarebbe molto difficile far approvare queste leggi e si è quindi pensato di unire le forze a livello parlamentare mobilitando, al contempo, il mondo dell'associazionismo e dei siti internet progressisti.

Il 18 giugno 2007, a Roma, si è tenuto un convegno di coordinamento.

Nella prima parte sono intervenuti:
Jacopo Fo,
Lorenzo Carmassi,
Franca Rame,
Gerardo D'ambrosio,
Mauro Bulgarelli,
Stefano Pedica,
Felice Casson,
Domenico Bacci

Moderatore: Antonio Rotelli

Realizzato da Arcoiris Roma

Riprese: Riccardo Fioramonti, Roberto Spellucci

Montaggio: Ferdinando Dell'Omo, Roberto Spellucci

interrogazione sullo sfruttamento minorile in Cina per la produzione di gadget olimpici

Oggi abbiamo presentato un' interrogazione, sulla base del Rapporto Playfair 2008  "No medal for the Olimpycs on labour rights".

 Si legge di atroci sfruttamenti di minori nelle ditte incaricate a produrre i gadget per le Olimpiadi di Pechino 2008, in vendita sia in Cina che all'estero.  La nostra richiesta è che  non vengano commmercializzati in Italia prodotti privi di certificazione etica... Ce la faremo?

 

Al Ministro della Solidarietà Sociale

 Al Ministro dello Sviluppo Economico

 Al Ministro degli Affari Esteri

 Al Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive

 Premesso che

 L’Italia parteciperà con le sue delegazioni ai giochi Olimpici di Pechino nel 2008, le cui basi fondanti sono sancite dalla Carta Olimpica, che definisce spirito ispiratore il “valore educativo ed esempio di rispetto per i principi etici fondamentali ed universali” e annovera tra gli obiettivi il “perseguimento della dignità umana” e che “ogni forma di discriminazione con riferimento alla persona, razza, religione, pensiero politico, e genere è incompatibile con l’appartenenza al Movimento olimpico”.

Si apprende con sconcerto dal rapporto di Playfair 2008, redatto da sindacati operanti a livello internazionale e ONG, di gravi violazioni dei diritti umani perpetrate a danno di minori, costretti a lavorare in stato di segregazione per le aziende incaricate alla produzione dei gadget ufficiali in vendita, in Cina e nel mondo, con il marchio ufficiale dei Giochi: borse e zainetti, T-shirt, berretti, quaderni, figurine e album illustrati per bambini. Il quotidiano “La Repubblica” informa in proposito di un “marketing degli oggetti griffati che vale da solo 70 milioni di dollari, per gli organizzatori cinesi delle Olimpiadi. Ma dietro questo business ci sono fabbriche-lager dove si sfruttano i bambini, vige un clima di terrore, non vengono rispettati neppure i modesti diritti dei lavoratori previsti dalla legislazione cinese (…) alcune delle aziende che risultano essere sfruttatrici del lavoro minorile risultano essere a Shenzhen e nel Guangdong in quattro stabilimenti chiaramente identificati: Lekit Stationery (prodotti di cancelleria), Mainland Headwear Holdings (berretti sportivi), Eagle Leather Products (pelletteria) e Yue Wing Light Cheong Light Products (zainetti e accessori). Tutti lavorano alla luce del sole per conto delle autorità olimpiche cinesi” e non è assolutamente da escludersi che siano molte altre le fabbriche coinvolte in questo sistema produttivo.

 La reazione del comitato olimpico locale, risultata in una revoca delle le licenze alle quattro aziende incriminate nel rapporto PlayFair è da ritenersi deficitaria, in quanto non prevede neppure una serie di controlli diffusi atti a verificare le condizioni lavorative nella altre ditte produttrici dei gadget olimpici

 Si chiede di sapere

 Se quanto esposto nella premessa corrisponde al vero,

 Se i Ministri interpellati non ritengano di intervenire fattivamente e con quali misure, per porre fine a questa inconcepibile violazione dei diritti umani anche con un intervento del C.O.N.I. ,

 Se i Ministri non intendano richiedere una “certificazione etica” dei prodotti recanti il marchio ufficiale dei giochi di Pechino 2008 che verranno commercializzati in Italia e forniti in dotazione agli atleti italiani coinvolti nelle Olimpiadi, quale segno tangibile della severità del Governo Italiano nella condanna del lavoro minorile.

 Roma, 14 giugno 2007                                                                               

Sen. Franca Rame