Iniziative

<a href="http://www.francarame.it/it/taxonomy/term/46">un Nobel per i Disabili</a>

Il triangolo nero

Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori e artisti contro la violenza su rom, rumeni e donne
 
 
La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.        
Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l’assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.
Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.
Su queste vicende si scatena un'allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell'ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva l'assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.
E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumenisono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall’Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l’emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell’ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L'omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto. Nell’estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l’aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell’influenza politica, l’Italia è 84esima. Ultima dell’Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.
Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?
Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.
Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.
Succede che sotto il tappeto dell’equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco.
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver "delocalizzato" e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.
Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d’ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.
Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.
E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.
Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale".
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.
Nessun popolo è illegale.
 
Per sottoscrivere: http://www.petitiononline.com/trianero/petition.html
 
Adesioni aggiornate alle 22.31 di martedì 13 novembre 2007:
 
Elaborato da
Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce, Wu Ming.
 
Primi firmatari
Bruno Arpaia – Articolo 21– Andrea Bajani – Nanni Balestrini – Ivano Bariani – Remo Bassini – Silvio Bernelli – Stefania Bertola – Bernardo Bertolucci - Sergio Bianchi – Gianni Biondillo – Ginevra Bompiani – Laura Bosio – Botto&Bruno - Silvia Bre – Enrico Brizzi – Luca Briasco – Lanfranco Caminiti – Rossana Campo – Paola Capuzzo – Massimo Carlotto – Lia Celi – Mauro Covacich - Derive Approdi – Jacopo De Michelis – Filippo Del Corno – Erri De Luca - Mario Desiati – Igino Domanin – Francesco Forlani – Enzo Fileno Carabba – Marcello Flores – Marcello Fois – Enrico Ghezzi – Tommaso Giartosio – Lisa Ginzburg – Roberto Grassilli – Andrea Inglese – Franz Krauspenhaar – Kai Zen – Nicola Lagioia – Gad Lerner – Giancarlo Liviano – Carlo Lucarelli – Gordiano Lupi – Marco Mancassola – Luca Masali – Raul Montanari – Giuseppe Montesano – Giulio Mozzi – Moni Ovadia - Chiara Palazzolo – Valeria Parrella – Giuseppe Pederiali – Sergio Pent – Tommaso Pincio – Guglielmo Pispisa – Gabriele Polo – Andrea Porporati – Alberto Prunetti – Christian Raimo – Veronica Raimo – Ugo Riccarelli – Marco Rovelli – Clara Sereni – Piero Sorrentino – Carola Susani – Stefano Tassinari – Annamaria Testa – Laura Toscano – Emanuele Trevi – Filippo Tuena – Raf Valvola Scelsi – Giorgio Vasta – Grazia Verasani – Sandro Veronesi – Marco Vichi – Simona Vinci – Yo Yo Mundi - Franca Rame
 
Altre adesioni:
Fulvio Abbate – Cristina Ali Farah - Enzo Aggazio – Loredana Aiello – Max Amato – Cris Amico – Cinzia Ardigò – Roberto Armani – Paolo Arosio – Rossano Astremo – Eva Banchelli – Guido Barbuijanni – Adriano Barone – Daniela Basilico – Antonella Beccaria – Gigi Bellavita – Violetta Bellocchio – Paola Bensi – Alessandro Beretta – Alberto Bertini – Marco Bettini – Paolo Bianchi – Valter Binaghi – Enrico Blasi –Augusto Bonato – Carlo Bordini –Valentina Bosetti – Giovanni Bozzo – Anna Bressanin – Annarita Briganti – Gianluca Bucci – Elisabetta Bucciarelli – Manuela Buccino – Franco Buffoni – Errico Buonanno – Giusi Buondonno – Daniele Caluri – Nives Camisa – Carlo Carabba – Eleonora Carpanelli – Silvia Castoldi – Ettore Calvello – Francesco Campanoni - Fabrizio Centofanti – Marcello Cimino – Paolo Cingolani – Beatrice Cioni – Francesca Corona – Stefano Corradino – Marina Crescenti – Vittorio Cartoni – Marcello D’Alessandra – Cristina D’Annunzio – Gabriele Dadati – Manuela Dall’Acqua – Patrizia Debicke van der Noot – Lello Dell’Ariccia – Paolo Delpino – Valentina Demelas – Prisca Destro –Donatella Diamanti – Tecla Dozio – Nino D’Attis – Bruna Durante – Arturo Fabra – Franco Fallabrino – Giulia Fazzi – Giorgia Fazzini – David Fiesoli – Lissa Franco – Gabriella Fuschini – Daniela Gamba – Barbara Garlaschelli – Maria Nene Garotta – Luisa Gasbarri – Massimiliano Gaspari – Catia Gasparri – Valentina Gebbia – Lucyna Gebert – Lello Gurrado – Francesca Koch - Rossella Kohler – Daniela Lampasona – Federica Landi – Albertina La Rocca – Filippo Lazzarin – Elda Levi – Mattea Lissia – Giorgio Lulli – Monica Lumachi – Alessandro Maiucchi – Ilaria Malagutti – Felicetta Maltese – Emanuele Manco – Federica Manzon – Roger Marchi – Mauro Marcialis – Adele Marini – Gianluca Mascetti – Laura Mascia – Giusy Marzano – Anna Mascia – Mara Mattoscio – Stefano Mauri – Lorenzo Mazzoni – Ugo Mazzotta – Michele Mellara – Michele Meomartino – Sandro Mezzadra – Camilla Miglio – Paola Miglio – Laura Mincer – Olek Mincer – Mauro Minervino – Roberto Mistretta – Elena Mora – Giorgio Morale – Elio Muscarella – Nino Muzzi – Anna Negri – No Reply – Giovanni Nuscis – Dida Paggi - Valentina Paggi – Enrico Palandri – Enrico Pau – Alessandra Pelegatta – Leonardo Pelo – Graziella Perin - Seba Pezzani – Santo Piazzese – Alessandro Piva – Serena Polizzi – Massimo Polizzi – Nicola Ponzio – Kiki Primatesta – Maddalena Pugno – Paolo Reda – Luigi Reitani – Jan Reister – Sergio Rilletti – Mirella Renoldi – Patrizia Riva – Monica Romanò – Alessandro Rossi – Anna Ruchat – Marta Salaroli – Carlo Salvioni – Bianca Sangiorgio – Veronica Santo – Simone Sarasso – Dimitri Sardini – Monica Scagnelli – Angela Scarparo – Gabriella Schina – Elvezio Sciallis – Marinella Sciumè – Gian Paolo Serino – Matteo Severgnini – Michèle Sgro – Carlo Arturo Sigon – Nicoletta Sipos – Antonio Spaziani – Mario Spezi – Susi Sacchi – Stalker/Osservatorio nomade – Claudia Stra’ – Luigi Taccone – Giorgio Tinelli – Veronica Todaro – Sara Tremolada – Francesco Trento – Giovanna Tridente – Tonino Urgesi – Chiara Valerio – Sasa Vulicevic – Maria Luisa Venuta – Roberto Vignoli – Diego Zandel – Salvo Zappulla
 
 
 
 
 
 

PEDOFILIA E CLASS ACTION

660 milioni di dollari alle vittime di pedofilia della chiesa cattolica USA.

E in Italia?


L'Arcidiocesi di Los Angeles, guidata dal Cardinale Roger Mahony, ha riconosciuto ben 660 milioni di dollari di risarcimento alle 508 vittime di pedofilia della chiesa cattolica USA. Il Cardinale ha affermato: "non c'è realmente alcun modo per ridar loro [alle vittime ndr] l'innocenza che gli è stata portata via", "ancora una volta, mi scuso con chiunque sia stato offeso, chiunque abbia subito abusi. Non sarebbe dovuto accadere e non accadrà ancora".

In casi consimili le scuse e le manifestazioni di rincrescimento sono d'obbligo, ma non si può dimenticare che gli abusi di cui si parla sono intercorsi in un periodo di tempo che va dagli anni '40 ad oggi: oltre 60 anni di silenzio, negazione, disinteresse, occultamenti e collusioni assolutamente ingiustificabili e imperdonabili.
Detto questo, ci preme ricordare che le vittime di questi "terribili peccati e crimini" (per usare le parole del Cardinale Roger Mahony) possono oggi ottenere una qualche forma di compensazione, esclusivamente pecuniaria, solo grazie all'esistenza dell'istituto legale Class Action (causa collettiva risarcitoria), accessibile negli USA e del tutto assente in Italia.

La vittima "tipo" del reato di pedofilia, in Italia e altrove nel mondo è spesso individuata dagli aguzzini negli strati marginali della società, nei ceti meno abbienti, insomma tra i poveri. Una vittima povera è "ideale" perché normalmente non ha la possibilità di reagire ai soprusi con una causa legale, troppo costosa, troppo lunga.
Dove esiste la "Class Action" le vittime non abbienti possono reagire in gruppo ottenendo quasi sempre risarcimenti e cospicue compensazioni economiche per i danni subiti dal medesimo criminale: la class action è infatti gratuita, essendo le spese processuali totalmente a carico degli avvocati che tutelano gli interessi del gruppo di vittime ("la classe"), inoltre è rapida ed efficace, in quanto normalmente (ben oltre l'80% dei casi) si risolve con una conciliazione amichevole "pre-giudiziale", ovvero un accordo tra le parti che avviene addirittura prima dell'inizio del processo vero e proprio, evitando così la possibilità dei corsi e ricorsi processuali (nei vari gradi di giudizio) e di conseguenza abbreviando drasticamente i tempi e i costi della giustizia.

Per chi ha avuto la disgrazia di subire un reato equiparabile alla violenza sessuale, parrà forse cinico e insufficiente limitarsi a richiedere un risarcimento economico. Ma il risarcimento ha una doppia valenza: è sì un compensare la vittima per il danno subito, ma è soprattutto un poderoso deterrente per coloro che hanno o potrebbero avere l'interesse e la volontà di commettere ancora e contro altre potenziali vittime un reato analogo. Ha dunque una straordinaria valenza sociale, di riequilibrio tra le parti: tra chi ha i soldi e attualmente non ha remore a commettere reati perché sa che non ha nulla da temere e chi non li ha, i soldi, e attualmente subisce in silenzio, senza soluzione di continuità, perché sa che non si può permettere di accedere alla giustizia e farla pagare ai propri aguzzini.

La class action, quella vera, su modello USA, va perciò immediatamente introdotta in Italia, deve essere accessibile a tutti coloro che hanno subito un reato penale o un danno, sia che si tratti di consumatori e risparmiatori truffati, sia che si tratti di vittime di reati indegni e odiosi come la pedofilia. L'alternativa, qui in Italia, è di continuare ad accontentarsi delle "scuse" e noi NON CI ACCONTENTIAMO.

On. Stefano Pedica, capo della segreteria di Italia dei Valori

Argomento: 

10 leggi semplici per cambiare l’Italia

Il Paese ha bisogno di un po’ di buon senso.
Il buon senso non è né di sinistra né di destra.

Abbiamo messo insieme dieci leggi semplici, sulle quali possiamo essere tutti d’accordo.
Ad esempio vogliamo che i beni sequestrati alla mafia siano disponibili rapidamente per iniziative socialmente utili, e il denaro confiscato ai delinquenti non resti in eterno nelle casse delle banche ma venga usato per far funzionare meglio la giustizia.
E vogliamo che anche in Italia, i cittadini possano intentare cause per ottenere risarcimenti collettivi, le Class Action, che in molti Paesi civili sono uno strumento formidabile di difesa dei consumatori.
Abbiamo scelto dieci leggi che riguardano la responsabilità dei funzionari pubblici, la semplificazione dei meccanismi di convocazione degli imputati, e le impugnazioni, modifica del codice delle assicurazioni private, la responsabilità delle aziende in caso di incidenti sul lavoro o danni ambientali e misure di sostegno alle vittime di avvelenamento da amianto.
Infine chiediamo che le vittime di reato possano ottenere la liquidazione dei danni, anche nell'ipotesi di patteggiamento, senza dover ricorrere a un successivo processo civile, disposizione che attualmente lascia le vittime di reati nella condizione assurda di attendere anni per veder riconosciuto il danno economico subito. Esistono già disegni di legge che prevedono questi cambiamenti essenziali e i parlamentari che li hanno presentati hanno deciso di unire i loro sforzi perché vengano tutti approvati, ma se vuoi che il buonsenso prevalga in Parlamento, aiutaci con il tuo diretto sostegno e la tua firma.

Queste leggi sono state presentate e sono sostenute da: Felice Belisario, Marco Boato, Mauro Bulgarelli, Felice Casson, Gerardo D'Ambrosio, MauroFabris, Franco Grillini, Donatella Poretti, Stefano Pedica, Franca Rame

PER SOTTOSCRIVERE,
FIRMA QUI!

10 LEGGI PER CAMBIARE L’ITALIA

AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, SICUREZZA SUL LAVORO, AMBIENTE, GISTIZIA, MAFIA E CLASS ACTION

Sprechi nella Pubblica Amministrazione
Delega al governo per la redazione del «Codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei Conti». D'iniziativa della senatrice Franca Rame. AS N.702 link al testo integrale Il pubblico funzionario responsabile di sprechi di denaro pubblico, risponde, per danno erariale nei confronti dallo Stato, davanti alla Corte dei Conti, le cui procedure sanzionatorie vengono ridefinite, in modo da garantire finalmente sentenze pecuniarie adeguate e giudizi celeri, pur nel rispetto dei diritti dell'indagato e delle prerogative della difesa.
Link al testo integrale della legge

Sicurezza sul lavoro

Estensione della disciplina della responsabilità amministrativa di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai reati di omicidio e lesioni colpose gravi conseguenti ad infortuni sul lavoro. D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio. AS N. 816 link al testo integrale Prevede la possibilità di applicare sanzioni pecuniarie ed interdittive nei confronti delle aziende che abbiano violato le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, il cui drammatico incremento, per numero e gravità, è stato recentemente stigmatizzato dal Presidente Napolitano. Il deterrente economico risulterà più efficace di una sanzione penale detentiva che quasi sempre rimane sospesa e dopo cinque anni si estingue. Questa pdl è attualmente integrata nel DdL governativo n° 2849 in discussione alla Camera: Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia. (Art.9)
Link al testo integrale della legge

CLASS ACTION azione collettiva risarcitoria
Primi Firmatari (AC 1882 GRILLINI) (AC 1443 PORETTI) (AC 1834 PEDICA) (AC 1330 FABRIS)
Gli Italiani negli ultimi decenni hanno subito un'interminabile teoria di truffe, crack finanziari e disastri ambientali. Il nostro sistema giuridico non prevede ancora una forma di azione collettiva risarcitoria. Ciò significa che le migliaia di cittadini derubati, taglieggiati e avvelenati da un medesimo “attore”, possono agire contro di esso solo individualmente e a proprie spese. Il confronto tra le parti è impari e costoso e quindi, di norma, i cittadini non agiscono in giudizio e colui che ha inferto il danno rimane impunito. Queste proposte di legge introducono nel nostro ordinamento uno strumento legale capace di garantire risarcimenti congrui alla collettività, in tempi brevi, gratuitamente ed in modalità automatica.

Reati ambientali

Norme sulla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e sul risarcimento del danno pubblico ambientale.
D'iniziativa del Senatore Mauro Bulgarelli.AS N. 534 link al testo integrale Chi inquina l'ambiente, lede gli interessi della collettività e distrugge o altera un bene dello Stato, perciò, sia esso un soggetto privato ovvero un amministratore pubblico, produce un “danno pubblico ambientale”, ovvero un danno erariale contro lo Stato, che, come tale, deve essere perseguito presso la Corte dei Conti.
Link al testo integrale della legge

Amianto
Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all’amianto e dei loro familiari, nonché delega al Governo per l’adozione del testo unico in materia di esposizione all’amianto. D'iniziativa del Senatore Felice Casson. AS N. 23 link al testo integrale Secondo l’Ufficio internazionale del lavoro sono oltre 100.000 i decessi causati ogni anno da tumori provocati dall’esposizione all’amianto. Oggi nel nostro paese l'amianto è stato definitivamente bandito, restano però tre obiettivi da raggiungere: la bonifica del territorio, la realizzazione di forme adeguate di tutela sanitaria e la creazione del «Fondo per le vittime dell’amianto».
Link al testo integrale della legge

Somme sequestrate

Modifiche agli articoli 262 e 676 del codice di procedura penale, in materia di devoluzione allo Stato delle somme di denaro e dei titoli sequestrati e non reclamati. D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio AS N. 1343 link al testo integrale Ingenti somme di denaro e titoli di credito sottoposti da numerosi anni a sequestro penale giacciono presso le banche e gli uffici postali. Questi enti non corrispondono allo Stato alcun interesse o accreditano, all’eventuale avente diritto, interessi assolutamente ridicoli. Si prevede quindi che dopo cinque anni dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione, le somme ed i titoli sequestrati, siano devoluti allo Stato.
Link al testo integrale della legge

Riutilizzo beni mafiosi

Riforma della legge 109/96 proposta di modifica testo non disponibile I Senatori D'Ambrosio, Bulgarelli e Casson intendono presentare in Parlamento un DdL in merito ad una riforma della normativa sulla gestione dei beni sottratti alle mafie, in recepimento delle proposte avanzate da Libera e dal suo presidente, Don Luigi Ciotti. Tra le finalità di questa riforma sono state individuate come prioritarie: l'istituzione di un'agenzia professionale per la gestione dei beni sequestrati, la creazione di un database dinamico aggiornato dei beni mobili e immobili confiscati, lo snellimento e il miglioramento delle procedure di assegnazione con particolare attenzione alle loro finalità sociali.

Modifica del codice di procedura penale
AS N. 1373: Modifiche al titolo V del libro II del codice di procedura penale, in materia di notificazioni. link al testo integrale AS N. 1374: Modifiche al titolo VI del libro V del codice di procedura penale, in materia di arresto e di fermo, e introduzione del giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati di competenza del tribunale. link al testo integrale AS N. 1438: Modifiche al codice di procedura penale, in materia di impugnazioni. link al testo integrale D'iniziativa del Senatore Gerardo D'Ambrosio E' indubbio ormai che il vero male che affligge la Giustizia italiana è quello dei tempi di definizione dei processi diventati ormai lunghissimi, troppo lunghi per uno Stato civile. Per conseguire il dimezzamento gli attuali tempi delle procedure, sarebbe sufficiente, alla luce dell’esperienza fatta in questi anni di applicazione, procedere alla revisione solo di alcuni istituti, per renderli più semplici e funzionali ed armonizzarli: − sostituzione dell’attuale giudizio direttissimo con un giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati. − rivedere è il sistema relativo alle notificazioni − riformare del sistema delle impugnazioni

AS N. 1373: Modifiche al titolo V del libro II del codice di procedura penale, in materia di notificazioni.

 

AS N. 1374: Modifiche al titolo VI del libro V del codice di procedura penale, in materia di arresto e di fermo, e introduzione del giudizio nei confronti di imputati arrestati o fermati di competenza del tribunale

 

 

AS N. 1438: Modifiche al codice di procedura penale, in materia di impugnazioni.

Modifiche del codice delle assicurazioni private
Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e alla legge 21 febbraio 2006, n. 102, in materia di risarcimento dei danni per le vittime di incidenti stradali D'iniziativa del Deputato Felice Belisario AC N. 1853 link al testo integrale E' necessario tutelare le vittime della strada attraverso la modifica di alcune norme che hanno determinato una involuzione nella sacrosanta attuazione del diritto al giusto risarcimento dei danni provocati da incidenti stradali, con particolare riguardo alla tutela del bene-salute. Questa proposta di legge mira a tutelare i consumatori-contraenti-clienti e non i responsabili dei sinistri, come invece sembra avvenire con l’indennizzo diretto, attualmente in vigore. Vittime di reati
Link al testo integrale della legge

Modifica all’articolo 111 della Costituzione in materia di garanzia dei diritti delle vittime di reato
D'iniziativa del Deputato Marco Boato AC N. 1242 link al testo integrale E' noto come oggi le vittime di reato non trovino alcuno spazio di tutela se non si siano, al tempo stesso, costituite parte civile. La vittima viene emarginata nei procedimenti speciali che eliminano il dibattimento. E' dunque necessario tutelare in maniera più incisiva la vittima del reato, rendendola parte di pieno diritto nel processo penale nella prospettiva che possa finalmente ottenere la liquidazione dei danni, anche nell'ipotesi di patteggiamento, senza dover ricorrere a un successivo processo civile, disposizione che attualmente lascia le vittime di reati nella condizione assurda di attendere anni per veder riconosciuto il danno economico subito. Chiediamo pertanto di modificare l'art.11 della Costituzione inserendo il seguente comma: « La legge garantisce i diritti e le facoltà delle vittime di di reato ».
Link al testo integrale della legge

 

10 Leggi per cambiare l'Italia - IL VIDEO (Prima parte)

IL VIDEO


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(lunghezza: 85,53 min)

Numerosi Senatori e Deputati hanno espresso la volontà di promuovere l'approvazione di un pacchetto di sette proposte legislative in tema di sicurezza sul lavoro, tutela ambientale, legalità e giustizia.
Si tratta apparentemente di leggi "minimaliste", tuttavia, se approvate, produrrebbero piccoli concreti cambiamenti sviluppando circoli virtuosi dal punto di vista economico e sociale.

Separatamente sarebbe molto difficile far approvare queste leggi e si è quindi pensato di unire le forze a livello parlamentare mobilitando, al contempo, il mondo dell'associazionismo e dei siti internet progressisti.

Il 18 giugno 2007, a Roma, si è tenuto un convegno di coordinamento.

Nella prima parte sono intervenuti:
Jacopo Fo,
Lorenzo Carmassi,
Franca Rame,
Gerardo D'ambrosio,
Mauro Bulgarelli,
Stefano Pedica,
Felice Casson,
Domenico Bacci

Moderatore: Antonio Rotelli

Realizzato da Arcoiris Roma

Riprese: Riccardo Fioramonti, Roberto Spellucci

Montaggio: Ferdinando Dell'Omo, Roberto Spellucci

aggiornamenti sulla storia di Giuseppe

A seguito della mia segnalazione sul “caso Giuseppe”, tramite il sen. Caforio, alla Commissione Sanità, E' successo di tutto, anche di più!
Il Presidente della Commissione sen. Tomassini e la sen. Paola Binetti, decidono di effettuare un sopralluogo nell’Istituto dove è rinchiuso il bimbo.

Sabato 30 giugno.

Dopo MOLTE difficoltà (!!) per ottenere la locazione della struttura, la delegazione della commissione parlamentare d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale, comunica agli organi competenti che l’indomani, domenica effettuerà un sopralluogo ispettivo sullo stato  dei soggetti accolti in quella “casa sicura”.

Domenica 1 luglio.

Il sen. Tomassini parte da Varese, la sen. Binetti da Roma e raggiungono Firenze.
Entrano nella “Casa sicura” alle ore 17.30 Escono alle ore 18.40 Alle 23 vengo relazionata sul risultato dell’ispezione.
I rilievi della commissione sono segretati. Comunque, mi è stato garantito, che le condizione di salute fisiche e psicologiche del minore sono buone.
E questo è assai importante.
Come vi ho già detto, Giuseppe partirà oggi per Forlì, dove, certamente mi sarà più facile vederlo.

Un immenso “GRAZIE” a due persone, una donna e un uomo, senatori della Repubblica, che non  sono rimasti indifferenti alla sorte del nostro bimbo.

Franca

MORIRE DI URANIO IMPOVERITO - II° USCITA SU REPUBBLICA SABATO 30 GIUGNO

da spedire alla Presidenza del Consiglio

Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy
tel. (+39) 0667791 

trasparenzanormativa@governo.it  notizie@governo.it

Scarica qui il pdf della manchette Vi preghiamo di stampare, diffondere, far girare!

 Ricordiamo il conto corrente per la sottoscrizione in favore delle vittime dell'Uranio Impoverito:
conto corrente postale n. 78931730 intestato a Franca Rame e Carlotta Nao
ABI 7601 - CAB 3200 Cin U

 

 

 Gentile Sig. Presidente

 

 

 Nella guerra del Golfo, sono state utilizzate munizioni non convenzionali, all’uranio impoverito, più di 940.000 pallottole e più di 14.000 proiettili di grande calibro. Una quantità variante tra 300 e 800 tonnellate di polveri di Uranio Impoverito è stata dispersa in Kuwait e Iraq. Nei Balcani 30.000 tonnellate.

 

 

 Quando esplode un proiettile all’uranio disperde nell’ambiente polveri ultrasottili che inquinano aria, acqua e suolo per migliaia di anni. Se inalate o ingerite possono innescare patologia come tiroiditi, tumori, leucemie, malformazioni fetali.

 

 

 Questo accade alle popolazioni che vivono nei territori bombardati e a molti militari e volontari di ritorno dalle missioni di pace, missioni in cui pace e guerra hanno lo stesso significato.

 

 

 I nostri soldati hanno operato in quelle zone  contaminate a mani nude, respirando polveri ultrasottili, là dove i militari Usa, inglesi e tedeschi agivano protetti da tute speciali, maschere e guanti.

 

 

 Si ha notizia di militari rientrati recentemente dall’ Afghanistan sottoposti a intervento alla tiroide per limitare i danni della contaminazione. Che futuro avranno? Si sta parlando anche del Libano…

 

 

 

  Certa di un Suo interessamento la  saluto cordialmente

 

 

 Franca Rame

 

 

 Si prega di ritagliare e inviare al Presidente del Consiglio – Palazzo Chigi – 00187 Roma

 

 

 

 

 Siamo costretti per limiti di spazio a sintetizzare. Per approfondire l’argomento: www.francarame.it

 Dati forniti dall’Osservatorio Militare: soldati italiani deceduti, ad oggi a causa della cosiddetta “sindrome dei Balcani” almeno 50. L'ultimo la scorsa settimana: luogotenente dei Carabinieri Michele Saldutto – 542 militari gravemente ammalati, alcuni terminali, abbandonati a sé stessi, senza cure né pensioni, famiglie rovinate, madri impazzite.

 

 

 

  Nel silenzio delle istituzioni si consuma una tragedia a cui Le chiediamo di porre fine. I nostri soldati meritano il giusto riconoscimento aiuto da parte dello Stato che hanno servito. E ai civili una promessa: decontaminazione  dei territori avvelenati e messa  al bando delle armi all’uranio impoverito, come ha fatto il Belgio. E ancora: FINE DI TUTTE LE GUERRE!

 Alcuni hanno beneficiato della causa di servizio; alla perdita del figlio, hanno ricevuto in rari casi una pensione insignificante rispetto al dolore che sopportano: 258 euro al mese (fonte Liberazione, Walter Falgio 8 maggio 2007)

franca e il piccolo Giuseppe...

Buona giornata, quella di oggi... chissà, forse anche fortunata. Questa mattina ho partecipato al Convegno organizzato dalla Senatrice Anna Serafini, presidente della Commissione Infanzia di cui faccio parte, presente il ministro Ferrero. Ho avuto la possibilità di fare un intervento su Giuseppe, il nostro piccolo sta male... invoca il padre e la sua tata. Ho raccontato la sua storia e spero tanto che il ministro intervenga. Il bimbo rischia di essere allontanato dalla famiglia e dato in affidamento. La decisione si saprà questa sera. Incrociamo le dita! franca

Argomento: 

Via gli intoccabili!!!

INDIRIZZI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

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Fuori subito tutti i funzionari pubblici condannati per corruzione, reati sessuali e pedofilia.

Il Parlamento sta per prendere in esame la nuova legge sul licenziamento dei funzionari pubblici condannati. Questo è il momento per una battaglia che possiamo vincere. Firma qui la nostra lettera a Prodi! Sui temi di questa petizione ti invitiamo a visionare la puntata di Report trasmessa domenica 19 maggio disponibile su questa pagina.

 

Via gli Intoccabili!!!

Gentile Presidente del Consiglio Romano Prodi, noi cittadini le chiediamo di porre rimedio a un'infamia che mina l'efficienza e l'onestà della pubblica amministrazione. Chiediamo di affermare il patto di correttezza tra lavoratori e aziende anche all'interno della pubblica amministrazione. Chiediamo che tutti i funzionari pubblici condannati vengano automaticamente licenziati senza possibilità di scappatoie. Esiste una un progetto di legge in bozza ,avanzato all'interno della maggioranza, che determinerebbe il licenziamento soltanto per i dipendenti pubblici condannati a più di due anni per corruzione, violenza sessuale, pedofilia. In questo modo il 98% dei condannati resterebbe nella Pubblica Amministrazione! Si tratta di una proposta intollerabile e insultante per i cittadini e i funzionari pubblici onesti!

 

 

 

 

Un funzionario pubblico rappresenta lo Stato. Quindi deve essere persona integerrima. Oggi individui come l'ex ministro De Lorenzo sono ancora sul libro paga delle istituzioni. Addirittura restano al loro posto insegnanti condannati per pedofilia!

 

 

 

 

Se vogliamo rifondare il rapporto tra cittadini e istituzioni è indispensabile partire da qui.

 

 

 

 

Chiediamo che la Pubblica Amministrazione pretenda un risarcimento per il danno di immagine che reati  del genere comportano. Chiediamo inoltre con che insieme a questa legge sul licenziamento dei dipendenti pubblici corrotti sia approvata anche la proposta di legge presentata da Franca Rame sul codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti, che annulla il condono emanato dal Governo  Berlusconi, condono  che permette ai funzionari pubblici condannati di evitare il pieno risarcimento dei danni arrecati. Chiediamo infine che sia revocato il trasferimento di Luigi Magistro, creatore del sistema di controllo informatico contro le truffe fiscali dell'Audit: e' mai possibile che una volta che c'è un funzionario che combatte con successo la corruzione lo si debba punire?

 

 

 

 

Nella certezza che Lei vorrà impegnarsi in questa “operazione di pulizia e giustizia” dando un segno forte e chiaro al Paese, La salutiamo cordialmente

 

 

 

 

Associazione “Franca Rame - Basta sprechi!”