Dario Fo contro la delocalizzazione: “Così ci sfracelliamo al suolo, serve una legge”

 

Da ilfattoquotidiano.it

 

Il premio Nobel interviene in favore dei 300 lavoratori delle cartiere Burgo di Mantova, che rischiano di essere "buttati per strada senza pietà". Ma ad approfittare delle condizioni di "schiavismo" all'estero sono anche "Geox, Benetton, Bialetti, Fiat". L'appello allo Stato perché intervenga: "Cancellare la possibilità di spostare aziende solo per accumulare più denaro"

 
Non c’è limite all’ingiustizia e alla prevaricazione che il sistema economico è capace di mettere in  atto nei confronti dei lavoratori. Sembra che all’istante l’Italia sia decisa a sbarazzarsi brutalmente di coloro che tengono in piedi i tesori della sua grande tradizione artigiana e produttiva, che tutto il mondo ci ha invidiato per secoli.

I lavoratori delle cartiere Burgo di Mantova corrono il rischio di essere mandati a casa senza tanti complimenti, mettendo sul lastrico numerosissime famiglie. In nome di cosa? Solo del denaro, del  profitto, della perversa logica secondo cui se mi servi ti tengo e quando non mi servi più ti butto per strada senza pietà. Un disastro non solo per un’azienda, ma per tutta la città di Mantova, che viene a perdere una delle sue più importanti realtà produttive. E dire che stiamo parlando dell’unica cartiera in Italia che produce la carta per i quotidiani! Ciò significa che da questo momento giornali come Il Corriere, La Stampa ed altre centinaia di testate, saranno costrette a comprare all’estero la carta su cui gli italiani leggeranno le ultime notizie.

Purtroppo questo è un fenomeno che oggi in Italia sta diventando quasi la norma. Da anni ormai  gli imprenditori italiani spostano le nostre aziende all’estero, dove le paghe dei lavoratori sono più  basse, anche del 75%, e dove ovviamente si pagano meno tasse. Peccato che spesso in questi paesi i lavoratori non abbiano alcuna garanzia e si trovino ad operare in condizioni talvoltadisumane. Ma come, abbiamo lottato tutta la vita perché ai lavoratori del nostro paese fossero garantiti i diritti fondamentali, e adesso mandiamo le nostre imprese in nazioni dove questi diritti nemmeno  esistono?

Eppure alcuni fra i marchi più importanti d’Italia non si fanno alcun problema a comportarsi così. Facciamo un po’ di nomi. Fra coloro che hanno delocalizzato all’estero troviamo per esempio la  Geox (stabilimenti in Brasile, Cina e Vietnam), la Benetton (che è andata a produrre in Croazia) e  la Bialetti (che apre fabbriche in Cina, mentre i lavoratori di Omegna vengono mandati a casa). Ma la regina delle delocalizzatrici è senz’altro la nostra Fiat, che ha scelto di produrre le macchine italiane in Serbia, Polonia, Russia, facendo perdere all’Italia negli  ultimi dieci anni ben 20.000 posti di lavoro.

Per quanto ancora vogliamo sopportare questa situazione al limite dello schiavismo? Quante altre  “situazioni di emergenza” ci faranno bere, da quanti altri “baratri” ci dovremo salvare rimandando  i provvedimenti più necessari e mantenendo in vigore questo sistema vergognoso che, lui sì, ci sta  veramente portando a sfracellarci al suolo?

La cosiddetta “libera iniziativa” degli imprenditori viene platealmente sbandierata come un inalienabile diritto di chi detiene il potere economico. Ma attenti! Questa libera iniziativa non può diventare la libertà di disporre con disinvoltura della vita e del futuro dei lavoratori. Non solo, ma di un’intera società.

La verità è che è necessario un serio intervento dello Stato, il quale deve finalmente discutere ed approvare una legge che affermi che la gestione di un’impresa non può non tenere conto delle  esigenze e della volontà di chi ci lavora dentro. 
Bisogna che le istituzioni riconoscano pienamente che i lavoratori sono parte fondamentale del processo produttivo, e come tale non si possono trattare come degli arnesi da lavoro, delle macchine che quando non servono più, o costano troppo, si buttano via. Al contrario essi devono avere la reale possibilità di dire la propria nella gestione e nelle decisioni che riguardano la vita dell’azienda, a cui essi danno la propria vita.

 

Se si continua a non intervenire significa che il nostro governo accetta questo vero e proprio sfruttamento e rende lecita una gestione a dir poco criminale dell’economia italiana.

Uno Stato civile degno di questo nome non può starsene lì ad osservare come imbesuito una situazione che diventa di giorno in giorno più drammatica, ma deve intervenire a piedi giunti percancellare la possibilità che le aziende possano essere da un giorno all’altro spostate in altri paesi, al solo fine di accumulare sempre più denaro, infischiandosene di coloro che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo di quelle imprese e dell’intera società nel modo più concreto di tutti, cioè con la propria fatica e il proprio lavoro.

 

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Il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus partecipa alla campagna "Un sacco di vita" per i senzatetto

Nel 2013 116 persone sono morte per ipotermia. Un sacco a pelo può salvare la vita di un senzatetto, fermiamo questo disastro!
Grazie al vostro aiuto con il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili Onlus siamo riusciti a raccogliere denaro per acquistare 160 sacchi a pelo. Un altro piccolo sforzo e arriviamo a 200. Bastano 20 euro!
Grazie a tutti!

Ogni sacco a pelo costa infatti 20,00 euro. Abbiamo già fatto un bonifico di 1.000 euro (pari a 50 sacchi a pelo) all'associazione Clochard alla Riscossa, che patrocina l'iniziativa e che mira ad arrivare a 50.000. I sacchi li acquistano loro direttamente nella città in cui verranno poi distribuiti gratuitamente a chi si prepara a un'inverno sulla strada.
Ci date una mano ad aiutarli?
Jacopo Fo per Un sacco di vitaFate una donazione al Comitato con causale "Campagna Un sacco di vita". Potete usare il conto corrente bancario o postale (bonifico) o il circuito Paypal per una donazione con carta di credito. Entro il 15 dicembre, così da poter distribuire tutti i sacchi a pelo per la fine dell'anno.
Se aderite mandateci una mail di segnalazione per favore.

Coordinate per le donazioni
BONIFICO BANCARIO intestato a Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili Onlus
BANCA POPOLARE ETICA Iban IT15L0501803000000000137020
Codice Bic CCRTIT2T84A

VAGLIA POSTALE: Beneficiario Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili
Indirizzo Località Santa Cristina, 53 - 06024 Gubbio (Perugia)

PAYPAL: Clicca qui

Per maggiori informazioni sulla campagna "Un sacco di vita" clicca qui

 

SACCHI A PELO FINANZIATI FINORA 185

Aggiornamento 29/11/2013: Abbiamo scritto all'associazione Clochard alla Riscossa, promotrice dell'iniziativa dei sacchi a pelo, chiedendo un breve report sulle distribuzioni.

75 sacchi a pelo distribuiti in due uscite a Roma
19 a Firenze
48 a Milano
Il 6 dicembre saranno a Torino, poi Palermo e Arezzo

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Rivedi la diretta della riunione di redazione del Fatto Quotidiano con Dario Fo

Dario Fo è stato l’ospite d’eccezione all’appuntamento con il direttore Peter Gomez e la redazione de ilfattoquotidiano.it per la consueta diretta streaming del giovedì della nostra riunione di redazione. E, solo per questa occasione, tutti gli utenti hanno potuto seguire l’incontro e interagire tramite i commenti. Un invito ai nostri lettori perché diventino “utenti sostenitori”.

 

 

LEGGI ANCHE: DARIO FO AL FATTO QUOTIDIANO "Vauro sbaglia, sul palco di Grillo ironia, mica fascismo"

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25 novembre: lo Sciopero delle Donne

 

 

Carissimi, 

Oggi, lunedì  25 Novembre,  è la giornata dello Sciopero delle donne.

Invito tutti voi a vestirsi con qualcosa di rosso, di fare una fotografia e di mandarcela a info@cacaoonline.it, così la pubblichiamo e sarà bellissimo!

E poi raccontateci cosa avete fatto in questa giornata dedicata alle donne, continueremo a parlarne anche dopo. Avevo voglia di scrivere ai maschi violenti, di dire loro che no, che non si fa, che nessun essere umano è di proprietà di un altro, che ogni donna, ogni bambino, chiunque ha diritto di cambiare idea, che l’amore non è MAI violento e che quando lo è semplicemente non è amore. Sì, ne avevo voglia ma mi sono resa conto che i lettori di Cacao non sono persone così, che non serve dire a voi che cos’è l’amore, quello vero, quello che permette la libertà totale all’altro. Non serve dirlo a voi, voi magari ditelo a tutti gli altri.

Noi di Cacao e del Nuovo Comitato Nobel per i Disabili e di Alcatraz, e della Compagnia Teatrale Fo Rame, e di Merci Dolci e della Jacopo Fo srl, e dell’Ecovillaggio Solare, ci siamo e aderiamo!!!

Un abbraccio grande

Gabriella

Qui di seguito la mail arrivata dal sito www.scioperodelledonne.it che parla delle più importanti iniziative di lunedì. Buon 25 novembre!

 "Se mi guardo attorno non vedo e, soprattutto, non sento niente. Silenzio. Da parte del governo e delle istituzioni, non un atto concreto, un cambiamento...agghiacciante situazione".

Poche righe e una sintesi che fa saltare sulla sedia per efficacia ed immediatezza. Ce le ha scritte Elisabetta, da Parma, fotografando perfettamente lo spirito con il quale, ormai cinque mesi fa, abbiamo lanciato lo Sciopero. Ma lei questa mail ce l'ha scritta ieri mattina. E questo significa, drammaticamente, che tra ieri e cinque mesi fa non è cambiato assolutamente nulla.

Violeta, 48 anni, uccisa a colpi di sedia e gettata in un campo dal marito a Vallo della Lucania (Salerno); Francesca, 55 anni, misteriosamente scomparsa dalla sua villa a Follonica, il cui custode è in carcere perché sospettato di averla ammazzata; Irina, 47 anni, uccisa dal suo compagno e gettata in una scarpata a Porto Ercole. Storie di queste giorni, le solite, perché nulla muta in questo paese ingabbiato nella morsa della crisi e della legge di stabilità, della politica da salotto e del voyeurismo televisivo, dei vuoti proclami e delle inutili leggi contro il femminicidio. In cui tutto conta meno che i nostri diritti. Per questo lo Sciopero, e una nazione intera che si sarebbe dovuta fermare perché le donne, reale motore di tutta l'economia, sommersa e dichiarata, hanno deciso che è ora di dire basta. Non è andata propriamente così perché la parola Sciopero crea scompiglio, agita le poltrone, smuove le città. Ma nel frattempo, dal basso, è nato un movimento capillare e solido, noi siamo state solo il tramite, l'idea, la proposta. E ora questo movimento cammina veloce, da Sud a Nord, nessuna legge, nessuna volontà, nessun proclama potrà fermarlo.

Quello che vi chiediamo in questi ultimissimi giorni prima del 25 novembre, è di pubblicizzare e coinvolgere al massimo tutti coloro che vi stanno intorno, nella vostra famiglia e tra i parenti, nei condomini, nei caseggiati, tra i negozianti, sul metrò. Portatevi dietro sempre qualche volantino (lo trovate da scaricare sul sito, in homepage, www.scioperodelledonne.it) da lasciare in visione sul luogo di lavoro, in giro per la città, al supermercato. A Bologna, pensate, sugli scontrini emessi quel giorno in diversi Ipercoop e supermercati, sarà indicato in calce la dicitura "25 novembre Giornata mondiale contro la Violenza maschile sulle donne". Non è una trovata geniale?

Qualcun'altra suggerisce, a chi lavora in aziende private e pubbliche, di far pubblicare l'iniziativa sullo Sciopero sulla intranet aziendale, tramite i sindacati o se ci sono, tramite i comitati Pari Opportunità. E pensiamo ai comuni, alle regioni, alle scuole, alle associazioni. Oltre, ovviamente, ad affiggere nelle bacheche di ogni dove. Per dire che tutto, tutto può servire per cambiare, e per sensibilizzare sull'assurdità di questa pratica/comportamento/cultura.

Ultima buona notizia per chiudere questa newsletter di Cacao:

Anche Roma e Milano - finalmente - si mobiliteranno per il 25 novembre.

A Roma, in particolare, l'iniziativa, organizzata da numerosi gruppi e associazioni, si svolgerà in piazza del Campidoglio dalle 17 fino alle 19, per concludersi in serata alla Casa internazionale delle donne. In ogni angolo della piazza le associazioni saranno libere di esprimersi, fare allestimenti, organizzare le proprie manifestazioni, esporre striscioni, distribuire volantini e materiale informativo su servizi e sportelli. A tutte le donne che vorranno partecipare si chiede di indossare guanti rossi, e comunque una maglia o un foulard o un nastro rosso. Saranno lasciate a terra scarpe rosse in memoria delle donne che quelle scarpe, purtroppo, non possono indossare più mentre le Trampoliere inizieranno a "legare la piazza" del Campidoglio con fili rossi. Chi vorrà potrà attaccare sui fili rossi un biglietto con una propria riflessione, un nome, per dire la propria rabbia, per ricordare. Aprirà la piazza il coro del Circolo Bosio diretto da Sara Modigliani che canterà "Se otto ore vi sembran poche...", e subito dopo le studentesse e gli studenti della scuola di Lagonegro indosseranno una maschera bianca e un cartello al collo, sul quale è scritto il nome di ogni donna uccisa... Il programma dettagliato sul sito.

Buon lavoro, Adriana, Barbara e Tiziana

Un'altra segnalazione, da Forlì: "In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Antonella Ravaglia e lo staff dell’'agenzia Essere Elite insieme a Rosanna Parmeggiani, docente del'’Istituto d’'Istruzione Superiore “R. Ruffilli”, e a Giampiero Pedretti, ginecologo, psicoterapeuta e fondatore assieme a Sabrina Ravaglia del Punto Donna di Forlì, hanno deciso di realizzare un incontro che sia occasione di riflessione e dibattito sui diversi aspetti della violenza contro le donne, utilizzando molteplici linguaggi e strumenti. L'incontro, che si terrà lunedì 25 Novembre alle ore 19.00 al Demodè di Forlì in V.le Spazzoli 51, vuole essere un punto di partenza per iniziare un percorso insieme che duri nel tempo e che possa portare ad un cambiamento culturale a partire da una realtà locale. Volendo lasciare un segno tangibile del proprio impegno, gli organizzatori hanno scelto per la serata, che fa da contenitore a immagini, parole e voci di donne e uomini contro la violenza di genere, lo slogan “"Io ci sono! Lascia il segno”". "Lascia il segno" per opporsi ai segni lasciati sulla pelle, la memoria, l'anima e la mente delle donne che ogni giorno subiscono un qualsiasi tipo di violenza, da quella sessuale a quella psicologica e anche a quella veicolata dai mezzi di comunicazione attraverso la pubblicità."

 

Fonte:  www.cacaonline.it

 

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MISTERO BUFFO E ALTRE STORIE

 

 

 

 

I giovani diplomati della Scuola Paolo Grassi e dell'Accademia Nico Pepe interpretano Mistero Buffo e altre storie, in scena dal 5 al 24 novembre al Teatro Due di Vicolo dei Due Macelli, Roma.

 

"Un'esplosione di gioventù, di buon umore, di voglia di vivere e raccontare le bellissime storie si Dario Fo e Franca Rame"     

Jean-Louis Sauzade, La Marseillase

 

"L'energia dei vent'anni per farsi beffe del potere. Un "Mistero Buffo" interpretato da giovani"

Sara Chiappori, La Repubblica

 

"Scene che meritano una citazione per padronanza del mezzo espressivo, naturalezza nello stare in scena e freschezza"

Il Messaggero Veneto

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