Rendiconto vita VI

Sesta Puntata
Aula: Stiamo seduti per ore e ore. Alla sera i piedi sono gonfi. Le gambe stanche. la schiena duole. Tutti si lamentano per questi disturbi. Dovremmo richiedere una palestra in Senato. Almeno una cyclette… L’unico che rimane immobile, al suo posto, per ore e ore, è il Senatore Andreotti. Mi chiedo come faccia. Yoga?

21 maggio domenica.
Prima di tornare a casa ho dovuto mantenere alcuni impegni presi.
Il primo: Di Pietro m’ha invitato ad andare a Termoli per appoggiare il candidato sindaco dott. Vincenzo Greco (poi eletto).
Parto per Termoli, circa 4 ore di viaggio. Mi accompagna Jacqueline Savio, magnifica cantante, moglie dell'indimenticabile Totò, grande compositore e musicista.
Macchina messa a disposizione dall’IDV. Al volante l’autista Vincenzo Artistico. Silenzioso, attento alla guida. Si chiacchiera del più e del meno. Viaggio un po’ lungo. C’è caldo, ma Jacqueline non sopporta l’aria condizionata. Arriviamo. Gran festa. Col ministro, tra abbracci e strette di mano ci facciamo tutto il corso principale a piedi.
Arriviamo al podio con il candidato sindaco e altri amici. Di Pietro m’invita a parlare. S’aspettava un pezzo di teatro, che so… ma io mi ero preparata proprio su di lui. Mi piaceva a pochi passi dal suo paese … raccontare, o meglio ricordare a tutti chi fosse questo Antonino… Le sue umili origini, l’aver studiato, studiato, studiato, diplomato, 2 anni operaio in Germania, e studiato, e vinto studiato, concorsi, e studiato e entra nella polizia e studia e diventa avvocato, poi magistrato (che sogni che ci ha fatto fare durante "mani pulite"!) e ora pure ministro. Tutto quello che ha avuto se l’è guadagnato con sacrifici, umiltà e testardaggine. Sono contenta di averlo conosciuto. Anche chi mi ascoltava era contento di vedere riconosciuti i sacrifici di Tonino, e che fosse arrivato così in alto… e via che è partito un grande applauso.
Antonio non si aspettava questo tipo ‘intervento… era commosso. “Tocca a te”, gli dico passandogli il microfono. Bene: ha fatto, a detta di tutti, il più bel comizio della sua vita. Applausi, e anche lacrime. Gran festa e grande pranzo. Non ho mai mangiato del pesce buono e cucinato così bene. Alle 23, stanchi morti ce ne siamo andati a letto in un alberghino delizioso, vista mare. Che spettacolo!
L’indomani visitiamo la città… un po’ di corsa e via che si riparte.
Non mi sarà facile dimenticare quella bellissima cattedrale.
Da Termoli a Roma. Breve passaggio a casa per ritirare valigione, poi per Firenze con Vincenzo (siamo diventati amici, so tutto della sua famiglia, moglie e 2 bellissimi bimbi), altre 4 ore.
Domattina mi aspetta una manifestazione: FESTA NAZIONALE DEL MACCHINISTA E DEL PENSIONATO.

Quanto sarebbe piaciuto al capostazione Felice, padre di Dario, essere qui con noi!

Vincenzo è stanchissimo, s’è fatto oltre 1000 chilometri in due giorni e dovrebbe tornare a Roma. Ha avuto mal di testa tutta notte e il giorno. Lo convinco a fermarsi. Ci vuol niente a morire. "Pensa ai tuoi bambini e a tua moglie".
23 maggio martedì. Viaggio Firenze-Pistoia.
La mattina alle 9.30 arrivo in stazione. Un mare di gente… ferrovieri arrivati da tutta Italia. In quante donne e uomini mi hanno abbracciato e baciato? Bellissimo!!
Saliamo su questo incredibile treno a vapore del 1918 pieno di gente festante.
All’arrivo a Pistoia sono letteralmente circondata. Dio, mi ammazzano. La polizia mi crea un po’ di spazio per respirare. Ohhhh.
Presenti il sindaco e tutte le autorità. Ci rechiamo in un ristorante lì accanto, dove un simpatico e bravissimo macchinista in pensione distribuisce premi, regali, vino e cappelli da ferrovieri. Ne ho avuto uno anch’io!

C’è anche Marina Belloni che mi ha raggiunto da Milano. La vedo con gran piacere.
Pranzo per 500 persone!
Alle 15, parto con il giovane amico Davide Scaramuccino di Idv e Marina per Siena.
Eccovi il resoconto del pomeriggio:
ore 15 partenza da Pistoia al termine della manifestazione dei Ferrovieri.
ore 16:00 arrivo in albergo a Siena, breve riposo.
ore 17.00 intervento alla manifestazione :
“Il talento delle donne per Siena” (Palazzo Squarcialupi – Sala del Camino)
resoconto della manifestazione diramato alla stampa:
Grande entusiasmo ha raccolto la prima apparizione in Toscana della Senatrice, neo eletta come indipendente nelle file dell’IDV, Franca Rame. Nell’occasione la Senatrice ha avuto modo di incontrare le cittadine di Siena. L’incontro è avvenuto nell’ambito della manifestazione “Il talento delle donne per Siena”, nella suggestiva cornice del Palazzo Squarcialupi, alla presenza del sindaco Maurizio Cenni, del rettore del Santa Maria della Scala Anna Carli e della rappresentante delle donne dell’Unione Elisa Meloni.
Rivolgendosi alla nutrita platea di donne, la
Senatrice ha ricordato l’impegno civile e la passione politica che l’hanno spinta, oggi non più giovanissima, a intraprendere un’ennesima sfida: contro gli sprechi dello stato e l’inefficienza della pubblica amministrazione. Franca Rame, nel suo intervento, ha rivolto un appello alle donne di Siena, invitandole a una partecipazione politica sempre più attiva: a Siena manca una presenza femminile importante nel panorama istituzionale. La precarietà del lavoro, il costo umano dell’essere moglie e mamma, la discriminazione che si concretizza nell’assenza di donne nei ruoli istituzionali e decisionali, fa sì che anche a Siena le donne ricoprano solo cariche marginali, così come – ha sottolineato – è avvenuto nell’assegnazione dei recenti Ministeri. Siena, prosegue la Senatrice, possiede un patrimonio storico e culturale senza eguali, che deve essere salvaguardato e custodito, soprattutto dalle donne senesi, promotrici della difesa dei valori e delle tradizioni millenarie della città.
Commosso l’intervento del Rettore del Santa Maria della Scala, Anna Carli: “Esprimo un grazie a Franca Rame per la sua storia di donna di teatro e donna politicamente attiva, per il suo impegno sociale e per la dedizione ai problemi dei più deboli; per l’impegno e la passione portata avanti fino al punto di pregiudicare un successo facile e remunerativo e per aver incoraggiato altre donne, attraverso la testimonianza delle proprie vicende personali, affrontate sempre con serenità e forza”.
In chiusura di intervento, la Senatrice, auspicando la rielezione del candidato a sindaco per il centro sinistra Maurizio Cenni, ha rivolto un appello a tutte le donne di Siena affinché la scelta dei rappresentanti al consiglio comunale ricada sulle candidate donne.

L’ intervento del Rettore del Santa Maria della Scala, Anna Carli, che m’ha dimostrato tanta stima e simpatia e “vicinanza”, mi ha commosso alle lacrime trattenute a fatica. Grazie, cara Anna, vorrei poterti rivedere, ti sento amica. Grazie.

Alla fine della manifestazione mi sono stati offerti dei magnifici fiori da parte de “l’Italia dei Valori Siena”
Sono un po' stanca... ma non rinuncerei per tutto l'oro del mondo nemmeno a un minuto di questa lunga ma ricca giornata.
Partiamo subito in macchina con Davide e Marina per Firenze. Stazione. Treno 20,30. 23,50 Milano! Dario mi sta aspettando alla stazione. Che bell'abbraccio!
Mai come in questo periodo è bello tornare a casa!

Domenica e lunedì 28-29 maggio elezioni amministrative. La Moratti sindaco di Milano. Speriamo bene! Tanti auguri ai milanesi. Con tutto il cuore.
Torno a Roma.

Maggio sta finendo…. Nella mia precedente chiacchierata mi ero dimenticata di dirvi che Di Pietro, nella prima riunione alla sede dell’IDV con i 25 parlamentari (5 Senatori 20 deputati), mi aveva proposto la commissione cultura. Ho preferito la commissione bilancio. Se mi voglio occupare di come vengono spesi i denari del contribuente quale sarà mai il posto migliore? Sono tutti un po’ meravigliati di questa mia scelta. Un’attrice al bilancio?! Sì, proprio così. Sarà difficile ma spero di farcela.
Eccomi alla prima convocazione.

Giugno
4 giugno.
Viaggio Milano-Roma con Dario: alla ‘università Sapienza gli viene consegnata la laurea ad honoris. Grande festa! Ferruccio Marotti, Delia Gambelli docenti dell’Università, amici di sempre, Marisa Pizza… Quanta gente c’era? Più di mille persone arrampicate persino sui muri. Dario ha fatto un magnifico intervento…
Clicca qui per andare all'archivio video dell'Università

Martedì 6 giugno
ore 15 V Commissione: Bilancio.
E’ stata la prima seduta della Commissione Bilancio, che ho dovuto presiedere per meriti speciali…: la più “anziana”!
Nella mia professione sono sempre stata pronta ad affrontare l’imprevisto… e anche qui mi sono mossa con sicurezza. Si fa per dire… avevo davanti 25 Senatori (12 opposizione, 13 governo, segretarie e segretari).
Era tutto vero, non un pezzo di teatro. Nessuno ha avuto sentore, almeno credo, dell’agitazione che avevo dentro. Accanto a me la collega Simonetta Rubinato, che mi consigliava sottovoce come comportarmi. Evidentemente sentiva la mia agitazione. È bello quando tra donne nasce la solidarietà. Grazie Simonetta!
Ho pure proposto un minuto di silenzio in memoria dei soldati italiani caduti a Nassirya. Abbiamo votato per eleggere il Presidente (Morando) e due Vice (Legnini e Forte) e i due Segretari (Tecce e Stracquadanio). La seduta è durata 40 minuti senza nessuna complicazione di sorta. Alla fine ero contenta. Ce l’avevo fatta.
Non meravigliatevi di tanta insicurezza… volete darmi il cambio per una settimana?
Eccovi che dice il facciario del presidente commissione bilancio (mi piace darvi tutti gli elementi possibili per portarvi a spasso con me):

Enrico MORANDO
Regione di elezione: Veneto
Nato il 30 settembre 1950 a Arquata Scrivia (Alessandria)
Residente a Novi Ligure (Alessandria)
Professione: Funzionario di partito, pubblicista
Gruppo Ulivo
Presidente della 5ª Commissione permanente (Bilancio)

Già che ci sono vi do anche la scheda del relatore:

Natale Ripamonti
Regione di elezione: Lombardia
Nato il 3 marzo 1950 a Rivolta d'Adda (Cremona)
Residente a Cassano d'Adda (Milano)
Professione: Ricercatore
Vicepresidente del gruppo IU-Verdi-Com
Membro della Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari
Membro della 5ª Commissione permanente (Bilancio)
Membro del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa
È importante e molto impegnato, Natale il lombardo! Mi fa proprio un gran piacere!
La prima volta che l’ ho notato è stato a Montecitorio alla Sala Mappamondo. Era seduto accanto a me, m’ha sorriso… gli ho detto ciao e come m’ha risposto mi son detta: “Anche lui è di casa mia”. E non ho sbagliato: Cassano d'Adda (Milano) Credo di non averci mai recitato.

Votazioni e leggi I

Giovedì 4 maggio Ore 10.30 Aula: elezione di 4 vice presidenti, tre questori e otto segretari: i vice presidenti sono Angius, Calderoli, Caprili e Baccini. I questori, Nieddu, Comincioli e Thaler Ausserhofer. I segretari, De Petris, D’Amico, Giovanni Battaglia, Ladu, Ventucci, Malan, Viespoli e Eufemi. Il Consiglio di Presidenza del Senato è finalmente costituito. Nessuna delle donne presenti ha avuto cariche. Lunedì 8 maggio Ore 16.00 seduta comune (Camera e Senato): votazione del Presidente della Repubblica. Martedì 9 maggio Ore 11.40 seduta comune Camera e Senato. Dopo altri tre scrutini, si elegge finalmente il Presidente, è Giorgio Napolitano. Sono contentissima che sia proprio lui a coprire la più alta carica dello stato. Ho conosciuto Napolitano nel 1969, a Roma al Cinema Bologna. Era un incontro organizzato da Enrico Berlinguer per decidere come proseguire la nostra tournée dopo il boicottaggio di una parte del Partito comunista che non aveva gradito alcune critiche contenute nell’atto unico “Legami pure, che tanto spacco tutto lo stesso”. Berlinguer! Indimenticabile amico! Quando non era ancora segretario del PCI, ci si vedeva, veniva con altri compagni a teatro… si andava dopo lo spettacolo a cena… quanto si parlava, discuteva. Me lo ricordo con Togliatti al teatro Eliseo. Togliatti in platea!! Eravamo emozianatissimi. Mentre si recitava controllavamo se si divertisse. “Sì, sì, ride”, dicevo a Dario. Poi sono saliti nei camerini a salutarci e ci siamo rilassati. È stata un gran bella serata. Proprio da COMPAGNI. Dopo l’elezione di Napolitano a Presidente, il Senato si ferma per le elezioni amministrative (10 giorni di vacanza). Mercoledì 31 maggio 2006 ore 12- Aula votazione per DISEGNO DI LEGGE521 (decreto per la funzionalità dell’Amministrazione della pubblica sicurezza). Subito dopo si è votato un altro disegno di legge, il DISEGNO DI LEGGE n. 522 sempre del governo Berlusconi, sul decreto per il reimpiego dei lavoratori oltre i 50 anni di età e per i sostegni alle imprese in crisi (15 milioni di euro per il salvataggio e la ristrutturazione! Da dove salteranno fuori i denari con ‘sto popò di debito pubblico che ci ritroviamo?). Voto favorevole di tutti i gruppi parlamentari, anche se molti, tra i quali Malabarba di Rifondazione, si sono augurati che il nuovo governo abbandoni la linea “troppo assistenziale e di breve respiro” che aveva caratterizzato il centro-destra. Vado a vedere il facciario del senato per informarmi chi sia questo Malabarba. (Sapete cos’è il facciario? Un opuscoletto con tutte le foto dei senatori, nomi, cognomi, gruppo di appartenenza, ecc. Esiste anche quello con le foto dei componenti le varie commissioni. Lo regalerò alla mia nipotina Jaele e mi darò un sacco di arie!) (...) Vediamo… Ma Ma Ma Malabarba… È un tipo con la faccia molto seria… ha l’aria di uno di casa mia… infatti leggo: Luigi MALABARBA Regione di elezione: Liguria Nato l'8 dicembre 1951 a Gaggiano (Milano) Residente a Milano Professione: Operaio Gruppo RC-SE Membro della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) Operaio, senatore… niente male! Sono incuriosita. Lo cerco ma non lo trovo.

Rendiconto vita V

Quinta puntata

Giovedì 4 maggio
Ore 10.30 Aula: elezione di 4
Vice-presidenti, tre questori e otto segretari.

Nel pomeriggio parto per Milano, riposo sino a lunedì.
Roma-Milano-Milano-Roma- Mi piace tornare a casa, ma non penso che potrò andare avanti e indietro per molto. Mi sto stancando un sacco. Che comincino a pesarmi i miei futuri 77 anni? Vorrei aver lavorato di meno.

Lunedì 8 maggio
Ore 16.00 seduta comune (Camera e Senato): votazione del Presidente della Repubblica. Ore e ore ma niente di fatto… siamo ancora senza Presidente.

È tornata Marina Belloni. Mi è di grande aiuto, abita con me… che bellezza, non mi sento più sola.

Tra i tanti a cui sono completamente indifferente ecco un Senatore che mi mostra simpatia: Sergio Zavoli, che conoscevo da ragazza. Avevo 21 anni, lui qualcuno di più. Mi aveva contattato per farmi un’intervista per “la Settimana Incom, accompagnato dal fotografo. Era la prima intervista importante della mia vita. Emozionaaaataaaa. La settimana dopo aspettavo con ansia l’uscita della rivista. Arrivo all’edicola e chiedo il giornale. “E' cieca?” mi fa l’edicolante – non vede che tutta l’edicola è coperta dalla sua fotografia?” Faccio un passo indietro… mi si ferma il cuore: ci sono proprio io, in copertina… senza fiato passo lo sguardo su tutte quelle “settimana incom” una accanto all’altra! La prima copertina della mia vita.

Ogni tanto l'amico senatore arriva con dei cioccolatini che compera alla bouvette ,me li mette sul computer e mi sorride. Si parla… si commenta, ci si annoia anche.
Da morire.
“Ma quanto lavori! Che stai facendo?” “Preparo i testi delle commedie che verranno allegate al dvd della Fabbri”.
È interessato. Almeno... mi sembra.
Mi fa tornare alla mente quando ero ragazza ed ero venuta a Roma in cerca di fortuna. Stavo in una camera ammobiliata, mia madre mi mandava i denari per la pigione e il vitto. Ero stata scelta tra non so quante ragazze per pubblicizzare la canapa (ci sono foto di questo mio passaggio di vita sul mio sito: avvolta in metri e metri di canapa). Umile ma dignitoso come lavoro, mi pagavano pure un sacco… ma pensa te!
Dovevo fare comunque molta economia per non gravare sulla mia famiglia. Erano gli anni d’oro di via Veneto. Quando non lavoravo ci andavo verso le 11 di mattina, mi trovavo in mezzo a facce celebri. Ero molto eccitata, contenta, emozionata. Conoscevo un sacco di gente. Capitava che qualcuno mi invitasse a prendere un aperitivo. “Grazie, ma sono astemia… se proprio insisti, va bene un cappuccino… un dolcino…” così avevo risolto il problema del pranzo.
Ricordo un giorno l’arrivo di Alain Delon giovanissimo, bellissimo, su una macchinissima americana accompagnato da un attempato produttore. Tutte le femmine presenti se lo mangiavano con gli occhi. Proprio bello, elegante, chic. Non era ancora noto. Lo divenne in brevissimo tempo.
Parlo di lui, perché aveva avuto un breve, ma come si dice, travolgente amore con una mia amica, Anna X Era un’attrice del Piccolo Teatro di Milano, bella e spiritosa, che si trovava a Roma perché impegnata in una rivista estiva al Sistina. Anna riuscì con magie che solo noi donne conosciamo, a carpirlo all'anziano produttore, se lo portò a casa… Si amarono senza tregua per l’intero fine settimana, ma quando lei usciva per andare alle prove, lo chiudeva in casa, sì, a chiave. Tornava per pranzo, ma dal momento che la compagnia non la pagava nutriva il bellissimo, con burro francese e acciughe che la mamma le inviava. Non saprò mai perché la genitrice le inviasse acciughe invece di spaghetti. Un amore moooolto intenso che si bruciò in pochissimi giorni per mancanza di “alimentazione”… nel senso di filetti, maccheroni, pane vino e torte.
I baci non riempiono lo stomaco.
Un bel giorno, si fa per dire, Anna rientrando nel nido d’amore lo trovò vuoto. L’uccellino (senza doppio senso) se ne era scappato dalla gabbia calandosi dal tubo della grondaia.
La storia è vera. La mia amica Anna non ha fatto gran carriera, ma volendo potrebbe sempre scrivere una biografia piccante: “amore e acciughe: le mie notti con Alain”.
M’ha fatto un certo effetto quando l’ho visto protagonista in film anche eccellenti e magari si stava proprio calando da un tubo della grondaia. Ogni volta mi dicevo: Ciao… ti conosco a te!!
Un'altra volta, all’improvviso il brusio di via Veneto scema. Si fa silenzio. Mai più vissuto una momento così. Via Veneto zitta, ammutolita!
Che sta succedendo? Lentamente vediamo scendere da Porta Pinciana Sofia Loren (ai primi anni della sua carriera), la donna più bella e sciarmosa che abbia mai visto nella mia vita, straordinaria dalla testa ai piedi. Lei, avvolta dal nostro silenzio (stavo seduta da Rosati) camminava come non avevo visto camminare nessuno… indifferente, lontana. Un paparazzo l’ha chiamata per nome, quasi sottovoce. S’è bloccata un attimo… l’ha cercato con gli occhi, individuato, gli ha sorriso. Un evento, quel sorriso era un evento, come un’eclisse solare, un uragano… E qui è scoppiato il mondo. È partito un applauso fragoroso. Nessuno sapeva il perché… lei non aveva fatto niente per provocarlo. Tutto ciò è accaduto. Forse era la primavera che ci ha scaldato il cuore.
L’ho conosciuta anni dopo con Carlo Ponti a Parigi. Carlo Ponti frequentava la casa dei miei genitori a Magenta quando si recitava in quel (allora) paesone. Io ero piccola… tipo 12, 13 anni. Aveva molta simpatia per noi (in particolare credo, per mia sorella Pia che era uno splendore!). Ricordo che veniva a teatro e a volte anche a pranzare a casa nostra: “I tortelli della signora Emilia (la mia mamma) sono i più buoni del mondo”. Credo che la sua famiglia fosse la più ricca del paese; era un giovane alla mano, affabile e gentile, attratto da questi insoliti e un po’ stravaganti personaggi.

Ci siamo trovati per caso, una sera, al Crazy Horse, abbiamo ricordato i tempi di Magenta e della famosa “visione” in via Veneto.
Se lo ricordava benissimo Sofia Loren quel mattino: “Avevo il cuore che batteva… Mi sentivo gli occhi del mondo intero addosso… Sentivo molta emozione intorno a me… e temevo di cadere per terra da un momento all’altro”. Fantastica, no?

Rendiconto vita IV

Quarta puntata
Ho scoperto una cosa: quando si parla con un collega, difficile che ti stia ad ascoltare più di 7 secondi. Giuro. Li vedi che dopo un attimo se ne vanno via col cervello… gli occhi si spengono. Pensano ad altro. Forse non ho cose molto importanti da dire.
Siamo a fine mese… Un mese è passato.

Maggio
Ho ricevuto la prima busta paga da senatrice. Guardo e riguardo i “cedolini”… non credo ai miei occhi!
Indennità Parlamentare -
Maggio 2006

Guardo le cifre e non credo ai miei occhi.
Trascrivo perché non si legge bene:
Indennita' parlamentare
Totale lordo: 11.190,89+
Ritenuta assegno di solidarieta' 749,79-
Ritenuta A.S.I.S. 503,59-
Totale previdenziali: 1.253,38-
Imponibile fiscale ad aliquota media:
9.937,51+
Fiscali ad aliquota media: 3.555,64-
(35,780% su 9.937,51+ )
Ritenute fiscali nette 3.555,6
Primo netto: 6.381,87+
Ritenuta assegno vitalizio 962,42-
Ritenuta assegno vitalizio
di riversibilita' 240,60-
Totale conti particolari: 1.203,02-
Secondo netto: 5.178,85+
Arretrato netto a tassazione
corrente 446,14+
6.012,04-
11.637,03+
NETTO A PAGARE: 5.624,99+

COMPETENZE ECONOMICHE DEI SENATORI
Indennità parlamentare
L’indennità parlamentare, soggetta ad imposizione fiscale, ammonta a (NETTI) euro 5.419,46, ad ogni assenza viene decurtata la somma di euro 258.23, ma dalla terza assenza in poi, ed è mensile.

COMPETENZE ACCESSORIE –
Maggio 2006
Diaria parte variabile 3.873,43
Diaria parte fissa 129,68+
Rimborso spese viaggi 1^ fascia 1.107,80+
Rimborso spese parrucchiere
150,00+
0,00+ 5.260,91+
Netto a pagare: 5.787,00

(Sapete perché noi donne abbiamo il rimborso parrucchiere? Perché in Senato, per gli uomini esiste la barberia gratuita. Ai tempi non erano previste donne, quindi ci viene rimborsata una cifra x)

La diaria non è soggetta ad imposizione fiscale ed è a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma ed ammonta per parte variabile ad euro 3.873.43, per parte fissa ad euro 129.68. A queste cifre si deve aggiungere il rimborso per spese viaggio di euro 1.107 e quello per il parrucchiere di euro 150. In totale sono euro 5.787.00 mensili.

Altri tipi di rimborso
1) Rimborso di supporto (portaborse) di euro 1.637, al quale si deve aggiungere quello erogato dal gruppo parlamentare di euro 3.345,02. In totale sono euro 4.982,02 mensili.

TOTALE STIPENDIO MENSILE SENATORI
indennizzo 5.419,46,
competenze accessorie 5.787,00
altri tipi di rimborso. 4.982,02
totale euro 16.188 .48

… non moriremo di fame…
E non è finita!
2) Rimborsi viaggi internazionali di aggiornamento di euro 3.100 annuali corrisposto in due rate semestrali (giugno e dicembre).

3) Rimborso spese telefoniche annuale di euro 4.150, corrisposto in due rate semestrali (luglio e gennaio). Da tale somma vengono decurtati i costi delle telefonate effettuate con il codice telefonico.
Una linea telefonica abilitata al traffico urbano-interurbano- fisso-mobile è a carico del Senato, quella del collaboratore è a carico del Senato, ma solo per le urbane.

4) Biglietti aerei e ferroviari gratuiti.

5) Rimborso spese informatica e telecomunicazioni (fino al 31 dicembre 2008): Plafond di euro 4000 per l’acquisto di beni e servizi informatici, nonché di apparati fissi e mobili di telefonia e telecomunicazioni.

Troppi soldi.
Penso a quante persone che conosco sbarcano il lunario con 800, 900 euro al mese pagando affitto, luce e gas, mantenendo pure i figli, ecc. Penso a quei pensionati a 450-600 euro al mese. Penso a quella anziana signora che ho incontrato sul metrò e che al bar mi raccontava serena, come fossi un’amica, alcuni espedienti per farcela: “Me la cavo bene sa… La verdura la prendo al mercato dopo le due… buttano tanta roba buona. A volte vado a mangiare dalle suore o al Pane quotidiano. Per esempio, la televisione la guardo a luce spenta… se sento dei rumori accendo una candela… Mi sento più sicura. Ma a volte con la candela, se il film è un giallo, ho pure più paura… spengo tutto, vado a letto, mi metto a pregare e mi addormento.”.
Immaginatevi i miei pensieri e il mio sincero imbarazzo davanti a quel mare di soldi. Mi viene in mente di proporre un disegno di legge che diminuisca il numero dei parlamentari e lo stipendio. Poi mi viene da ridere: chi mai mi verrebbe dietro?
Di quello che viene chiamato indennizzo, i parlamentari devono lasciare una parte al gruppo d’appartenenza. La percentuale del contributo mensile è diversa per ogni partito: nel mio caso devo lasciare mille euro.
Le percentuali degli altri sono:
Contributo mensile dei parlamentari ai Partiti (percentuale dell’indennità)
Prc 55 % sul totale mensile
16.188 .48 pari a
8300 euro.
Per i partiti che seguono non sono in grado di
fornire altri dati. Grata se poteste inviarmi
informazioni.
Pdci 50%
Ds 40%
Lega 35%
Verdi 33%
Udc 10%
Forza Italia, Alleanza Nazionale e Margherita 9%
Fonte: il Sole 24 Ore - 2004

Referendum Costituzione!
Che posso fare per sostenere il referendum? M’è venuta un’idea: una grande manifestazione con tutte le donne del governo, regione, comune, provincia, assistenti, segretarie, donne delle pulizie ecc. in Piazza Montecitorio, in silenzio, con uno striscione grandissimo con scritto “la Costituzione ci ha dato diritto di voto. Difendiamola con un NO!”
Ne ho parlato con le senatrici di Rifondazione. Abbiamo discusso la proposta durante il pranzo (che festa!!! E’ la prima volta che non mangio da sola). Sono interessate. Invio e-mail ovunque, persino al Presidente Prodi.
Contatto l’on. Teresa Mattei, una tra le pochissime “dell’assembea costituente” ancora tra noi, che passa le sue giornate nelle scuole elementari e medie a spiegare la Costituzione ai ragazzini. E’ entusiasta della mia proposta.
Lascio un messaggio a Veltroni. Mi richiama il segretario. “Bella idea!” mi contatta un’assessora. Parlo parlo. “Bella idea!” non la vedo né sento più. Ho contattato anche molte parlamentari: Melandri, lascio un messaggio al ministro Pollastrini, spiegando alla segretaria quello che volevo proporle. Parlo, parlo, parlo. Nessuno si fa vivo. Incrocio il Presidente Napoletano a Montecitorio… lo dico anche a lui. “Bella idea, parlane con la Pollastrini” “Già fatto, ho lasciato un messaggio 5 giorni fa… non mi ha richiamato.”
Arrivano mail di donne “qualsiasi” entusiaste che hanno letto sul blog la mia proposta: “Forza! Ci saremo anche noi!” L’evento mi sembrava bello. La stampa, interessata, aspettava notizie. Non sono riuscita a combinare un bel niente!
E’ la prima volta che mi impegno con tutta l’anima a organizzare un qualcosa senza successo. Ma perché, qual è la ragione di questa difficoltà. L’indifferenza? I troppi impegni in cui la politica diretta è coinvolta? È proprio vero che il pericolo maggiore è farsi ingoiare dalla routine… le azioni si muovono facilmente e con successo solo in un tessuto vivo lontano dall’abitudine. Penso tra me: perché nei dirigenti della sinistra s’è spenta la fantasia?

comunicazioni per chi mi segue

carissime e carissimi
abbiamo ripreso il nostro lavoro in senato. stiamo votando a più non posso! sono molto spiacente di non poter rispondere alle vostre lettere... alcune veramente numerose (cara linarena, ne hai inviate più di 50!), spero di avere un po' di fiato in futuro. Il lavoro qui è molto pesante, leggendo il mio, chiamiamolo diario, ve ne renderete conto... ne avrete per ben 9 puntate. spero di non annoiarvi troppo. sto preparando un bellissimo lavoro: i costi dello stato a partire dal 1861. ne sentirete delle belle e bellissime... anche scandalose e indignanti (si può dire?) e spero tanto nel vostro aiuto.
ora vi comunico una notizia eccezionale: ho ricevuto una mail che mi ha fatto tornare la forza che si era un po'... affievolita. sono contenta e anche di più!

Cara Franca Ti informo che circa 9000 lavoratori dei Dipartimenti Provinciali di Italia in adesione al Tuo disegno di legge sosterranno UNA VERA POLITICA DI RISPARMIO in ITALIA a cominciare DALLA LOTTA AGLI SPRECHI per UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE in PRIMA LINEA CON FRANCA RAME.
Come vedi dopo la condivisione della campagna elettorale ora la condivisione del DISEGNO DI LEGGE per una vera RIFORMA.
Ciao

una bacio a tutti e vogliatemi bene
franca

passate notizia.

A tutti i Dipartimenti MEF Provinciali d’Italia

RSU MEF di BERGAMO

I lavoratori del MEF di Bergamo e d’Italia lavorano con l’obiettivo primario della vigilanza sul risparmio a partire dalle spese proprie, ad esempio sulle spese d’affitto delle sedi provinciali (ad esempio 400 mila Euro l’anno per Bergamo accorpando presso la sede di Via Scotti 14 di proprietà Ministeriale MEF). Così come Bergamo moltissimi Dipartimenti MEF d’Italia hanno operato nella direzione del risparmio, questo è il sintomo di come sia sentita l’esigenza di garantire al paese una funzione di risparmio. Smantellare la rete provinciale, capillare, MEF territoriale Italiana, lasciando il resto, procurando oltre ad un grave disagio per l’utenza un disservizio che rifarebbe arretrare di decenni lo sviluppo di politiche Nazionali improntate alla vigilanza territoriale ed al risparmio non pare gioverà a nessuno.
PERTANTO SI PROPONE di SOSTENERE IL DISEGNO DI LEGGE DELLA SENATRICE FRANCA RAME come vero strumento di lotta agli sprechi che in collaborazione alla rete MEF sui territori capoluoghi di provincia rappresenta un’azione concreta per uscire dalla confusione che perdura da Agosto 2006 qualcuno ha pensato di risolvere i problemi in un modo al quanto bizzarro che noi spieghiamo con questa metafora:
C’era una volta un Paese indebitato che per pagare il debito sul suo mutuo pensò male di accenderne uno più grosso.
LAVORATORI DEI MEF PROVINCIALI DI TUTTA ITALIA ADERITE ALLA PROPROSTA DI SOSTENERE IL DISEGNO DI LEGGE DELLA SENATRICE RAME CHE RISOLVE IL PROBLEMA SENZA CREARNE UNO PIU’ GRAVE
Sottoscriviamo l’appello su www.francarame.it

Rendiconto vita III

21 agosto.
Oggi, iniziano le mie “ferie”. E’ la prima volta che nella mia vita vado in ferie.
Agli inizi, lavoravo 12 mesi all’anno, sia con la mia famiglia che con Dario (di vacanze non se ne parlava); poi, quando abbiamo iniziato a tirare il fiato, cioè ad avere un po’ di utili, fermavamo la compagnia in aprile-maggio affinché Dario potesse scrivere la nuova commedia da mettere in scena, iniziavamo le prove in agosto e debuttavamo a settembre al teatro Odeon di Milano, per anni e anni abbiamo iniziato la nostra stagione lì. Poi via in giro per l’Italia: dal nord al sud.
Com’è che solo ora posso raccogliere i pensieri e cercare di fare il bilancio dei miei tre mesi in Senato?
Posso darvene un’idea solo elencandovi il lavoro svolto e tutto ciò che ho fatto, da quando sono arrivata a Roma ad oggi 29 luglio, giorno di chiusura Senato per pausa estiva.
Che galoppata!!! Se ce la faccio vi racconto anche come ho passato l’estate: la più orribile della mia vita… meglio dire, faticosamente orribile!

Rendiconto vita II

Seconda puntata
Rieccomi e scusate se vi ho fatto aspettare tanto… ma…

Aprile
Martedì 18
Proclamazione: sono una Senatrice della Repubblica Italiana. Parto per Roma e ha inizio l’avventura…
Mi dispiace molto di vivere questo momento senza nessuno della mia famiglia vicino… sono tutti impegnati nei loro lavori. Non posso dire: “Beh, alla prossima”. Si diventa “senatrice” una volta sola.
Vita nuova. Casa nuova. Ambiente nuovo. Tutto nuovo… Spero di trovarmi bene. Mi sto dando un gran da fare per sistemarmi alla meglio. Per ora il mio appartamentino, affittato ammobiliato, sembra il magazzino di un rigattiere. Unica comodità è che sono a un passo sia dal Senato che dal mio ufficio. Non appena avrò un po’ di tempo andrò all’Ikea e mi arrederò la casa in modo da potermi guardare intorno e magari anche invitare qualcuno a cena. Queste prime giornate non sono entusiasmati… non che mi stia annoiando, sono solo un po’ intristita.

Mi pesa la solitudine, mi manca Dario che mi chiede il pennarello rosso, che film c’è questa sera… la sua voce, la sua gentilezza e anche le sue disattenzioni nei miei riguardi… dopo 52 anni di convivenza ci sono anche quelle. Spesso, la moglie si confonde con la tappezzeria di casa, anche per il migliore degli uomini.
Ma ci siamo voluti un gran bene.

Non sto passando un bel periodo. Dove sono i sorrisi della gente, le risate, le voci…? (di voci, vocii, vociare, urla, strepiti ce ne sono fin troppi… ma nessuno che suoni gradevole al mio orecchio). Mi manca il sentirmi dire “ciao, come stai, vieni a pranzo con noi, ci vediamo stasera, andiamo a prendere un caffè” insomma “la socialità”. Qui ognuno pensa ai fatti propri. Importante è che tu sia presente per votare. Senza i “Grandi Vecchi” siamo solo due Senatori in più, rispetto all’opposizione.
Due. Il primo comandamento per noi Senatori della maggioranza è: guai mancare.
Ogni mattina mi alzo, esco con la speranza che “oggi” e non domani, “sia un altro giorno”. Chissà forse riuscirò a scambiare qualche pensiero con qualcuno. Entro in aula, mi vado a sedere accanto a Furio Colombo che è sempre gentile e festoso con me, ma dopo qualche minuto, riprende a scrivere l’articolo bellissimo che leggerò domani sull’Unità.
Inizia la seduta. Ascolto, prendo appunti. Ho le antenne tutte tese. Mi sento in prima elementare… ci metterò un bel po’ ad arrivare alla quinta. Passerò gli esami?
Pausa pranzo. Penso a casa mia, “cosa staranno mangiando?” se ha fatto il risotto Dario ci vorranno 2 ore per mettere ordine.
Ristorante Senato: cerco tra i tanti ospiti un viso amico. Qualcuno che conosco c’è, ma la mia timidezza m’impedisce di avvicinarmi e dire “posso sedermi e pranzare con te?” Sono tutti molto freddi. Non sai mai se sei gradita.
I camerieri sono gentili, e premurosi… gentili-sinceri. Da sempre “sento” la gente, i loro sentimenti nei miei riguardi… e senza presunzione, raramente mi sono sbagliata.
Mangio di malavoglia. “Senatrice desidera ancora qualcosa?” “Quand’è che mi chiamerà Franca?” gli butto lì con un sorriso. Mi guarda spiazzato, imbarazzato… e con rincrescimento risponde: “Qui?... Mai.” Ci scambiamo con gli occhi simpatia. Come vorrei che il mondo fosse diverso!

Non devi pagare il conto: ti viene detratto dallo stipendio; alla bouvette, il conto lo paghi, ma dopo aver consumato. Ho chiesto come mai, m’è stato risposto: “Perché pagare prima non è elegante. Tutto sommato siamo Senatori… a chi mai verrebbe in mente di rubare?”
No, rubare no, ma andarmene senza pagare… da una vita siamo abituati tutti a ritirare lo scontrino alla cassa e poi consumare, sennò rischi di dimenticarti… come m’è capitato una volta. Accortamene ho pregato un commesso: “Telefoni alla buvette, per favore, mi sono dimenticata di pagare…” Quando sono ripassata tutta agitata: “Non si preoccupi senatrice… la conosciamo…” e giù un bel sorriso.

Corro in Commissione bilancio.

Poco dopo è ora di aula. Come ho detto, non hai un posto fisso, ma trovo quasi sempre il “mio” posto accanto a Furio. Lentamente arrivano quasi tutti.
“Tutti” siamo sempre presenti quando si deve votare. In quel momento inizia lo spettacolo.
La destra spia la sinistra. La sinistra la destra. Partono urla: “Ti ho visto! Presidente quello ha fatto il pianista!” (ci fosse qui Dario ci scriverebbe sopra un bel pezzo di teatro) Quando capitano questi momenti mi agito sempre un po’, non sono abituata a urla e schiamazzi.
Vi dico la verità, pur avendo visto spesso in televisione “disordini” nelle 2 aule, trovarcisi in mezzo, non è divertente. Avevo una mia idea sul SENATO, I SENATORI… le sedute in aula… beh ho dovuto cambiarla.
Ci sono spessissimo interventi che nessuno ascolta, tutti sono impegnati a parlare, telefonare, andare e venire. Peccato non riuscire a capire quello che viene detto dal relatore. C’è l’auricolare, ma c’è casino (termine poco consono a una senatrice… ma mi “adeguo” all’ambiente!). Leggerò il rendiconto stenografato della giornata, domani.
Ci sono gran tempi morti… ad esempio quando si vota. Se iniziano dalla A, hai voglia ad aspettare. Ma non è detto, a volte estraggono un nome e via che si parte con quello… potrebbe essere anche la R, ma non mi è mai capitato.

Mi sto abituando e pure acclimatando… nel senso che c’è un freddo esagerato… maglietta pelle e calze con scarpe chiuse… e piedi gonfi. Seduti come si sta per ore e ore è fatale.

Ho un mare di gente intorno e mi sento sola… non ti vede nessuno (come si fosse alla stazione centrale in partenza per le vacanze di ferragosto) non riesci a creare un rapporto minimo… e quando, a sera, rientri a casa è pure peggio, è il momento più brutto. Casa.
Dove sei Dario? Sì, telefono, telefono, telefono, Jacopo, mi sorella… le bimbe… qualche amica… a volte non mi viene di chiamare nessuno. Mi sbatto a letto. Accendo la tv, capace che mi addormento.

Ho avuto il mio ufficio a Palazzo Cenci. Due scrivanie, due computer (quanto mi manca il mio adorato Mac!!!), due telefoni, un televisore, un divano, tre sedie, una libreria, carta, penne, pennarelli a volontà, che mi passa lo stato: Grazie!
Nell’affanno di raccontarvi le prime giornate, mi sono dimenticata di parlarvi della mia vita fuori dal Senato.

I primi tempi andavo a cena con le amiche in un ristorante che frequentavo quando con Dario si veniva a lavorare a Roma, poi lentamente me ne è passata la voglia. Marina Belloni era venuta a Roma con me, ma poco dopo ha dovuto tornarsene a Milano. Non sta bene e deve sottoporsi ad esami medici. Speriamo non sia niente di grave. Sono in ansia… e sola di nuovo. Ogni tanto vado nel mio ufficio… ma non ho intorno le mie cose. Preferisco lavorare a casa.

Pane e prosciutto, pane e salame, un pezzo di pizza. Gelato Giolitti della mia amica Daniela… il più buono di Roma! Stesa sul letto mangio. Leggo i giornali. Archivio gli articoli che mi potrebbero servire. Televisione.
Lavoro anche, mi viene notte più in fretta. Sto preparando per la Fabbri i testi che accompagneranno i Dvd delle nostre commedie. Me ne mancano parecchi. Sono i più difficili e diciamo, rognosi, come ad esempio quelli in dialetto lombardo veneto con suoni onomatopeici inventati da Dario: “Fo recita Ruzzante”, “Storia della tigre e altre storie”, “Fabulazzo osceno”: bisogna mettere gli accenti - grave, acuto, circonflesso ecc. per via di come si pronuncia, fare la traduzione. Dal momento che per le edizioni trascrivo il testo dalla registrazione delle ultime rappresentazioni, devo controllare che Dario non si sia “lasciato andare”… rivedere i prologhi che esegue a braccio, stringere… Un conto è “il parlato”, un altro lo scritto.
Il mio legittimo consorte è sempre preso a fare qualcos’altro… non mi aiuta un granché, specie in questo periodo, immerso com’è nel Mantegna. Qualche giorno fa mi son detta: “Non puoi continuare a panini”. Spesa seria: riso, pasta, pomodori, sale, solo quello fino, spinaci, carciofi, carote… surgelati. L’acqua no. Uso la SAN RUBINETTO, (come la chiama un mio amico, Fabrizio de Giovanni) perché a Roma è buonissima (anche a Milano e in tante altre città) e bisogna eliminare quella minerale.
Mi sono fatta un sugo abbondante, ho cucinato un chilo di spaghetti. Non ho grande appetito, ma i carboidrati mi tengono su.
Piatti di carta. Porzione da primo e secondo. Quel che rimane lo metto in frigo. La cena per qualche giorno è pronta. TG3 delle 19. Iraq, morti, madri che piangono… primi piani insistiti… sangue. Politici. Parlano, parlano, parlano. Troppo. È come una gara… “anch’io, anch’io”. E quelli della passata legislatura e quelli della nuova. Con affanno. Golosità di presenzialismo. Girano tutti con i giornalisti appollaiati sulle spalle. In un momento serio come quello che sta passando il nostro Paese, più adeguato sarebbe un po’ di silenzio. Raccogliere i cocci deve essere un gran duro lavoro, un grande impegno, sarebbe bellissimo per la gente vedere i risultati senza tanto chiacchiericcio-blablabla e anche straparlamenti. Da ambo le parti. O no?
Per quanto mi riguarda ho rifiutato tutti gli inviti avuti dalle varie tv. Quando avrò messo a punto quello che mi sono prefissa di fare, certamente farò una conferenza stampa, e se le mie proposte interesseranno, ben volentieri andrò a illustrarle in televisione.
Ma ora di che dovrei dire? Parlare per esserci, presenziare, non mi è mai interessato.
Non vi nascondo che pavento l’arrivo dell’autunno e di “Porta a porta”. Speriamo che i nostri big non ci caschino, non abbiano l’affanno “dell’esserci”. Senza la sinistra e la destra che si insultano, Vespa sarà costretto a propinare puntate più interessanti: obesi, chirurgia plastica, mamme di Cogne, chiromanti ecc. Una vera festa!

Sono un po’ più giù del solito. Faccio una gran fatica a ritrovarmi con sta vita cambiata di punto in bianco. Ho perso il mio buon umore e nei momenti in cui sono più giù ecco che mi chiama Dario: “Che fai? Dove sei? A letto alle 7? Stai male? Perché non esci a cena, perché perché…” Cos’è? Posso scoppiare a piangere e dirgli che è brutto starmene sola?
“Ho l’influenza, ho preso freddo… - dico parlando col naso chiuso - ma sono di buon umore… Lavoro come una BELVA! HO CONOSCIUTO UN SACCO DI GENTE… c’è la tale senatrice che mi ha invitato a cena… poi siamo andate al cinema… a parte il raffreddore sto bene… sono solo un po’ stanca…” Bugiardona, penso.
Mi chiama Jacopo: “Mamma! Che fai? Dove sei? Ma perché sei già a letto a quest’ora? Perché non esci a cena, perché perché…”
“Ho l’influenza, in Senato c’è un gran freddo… ma sono di buon umore… bla bla bla… a parte il raffreddore… Come sta Matilde?”
E da dove salta fuori Matilde? Dal pancino della mia bambina Mattea (la figlia di Jacopo): è diventata mamma il 12 aprile, e noi bisnonni! “Mangia, dorme e fa la cacca!” risponde Jacopo ridendo. È STRAFELICE! “Mamma come ti va la vita?”
“Sto bene… sono solo un po’ stanca…” In effetti è vero. Si è molto impegnati, io poi, ve l’ho già detto, sono sempre attentissima a quello che mi succede intorno, cerco di capire, imparare più che posso.
Venerdì 28 aprile
Ore 10.30 Aula: votazione Presidente del Senato Marini, gia relazionato nella prima puntata. Niente di fatto.
Terza puntata

Sabato 29 aprile Secondo giorno.
Mi presento “al lavoro” con un po’ d’anticipo. Non sono certa di trovare la strada per arrivare all’aula. Mi guardo intorno intimidita. Ori, tappeti, arazzi, quadri enormi, soffitti affrescati.
Ma sono proprio io che mi sto aggirando a Palazzo Madama, nella “storia” del nostro Paese? Cammino come sempre, ma ho la sensazione di tenere la schiena più dritta.
Mi sono trovata spesso in luoghi importanti ospiti con Dario di qualcuno, compreso palazzo reale a Stoccolma dove abbiamo cenato faccia a faccia con la regina e il re, Ambasciate italiane di mezzo mondo… al Cremlino in un incontro in nostro onore organizzato dal ministro della cultura durante una nostra tournée in Russia ma qui è diverso. Qui ci sono io, da sola, senatrice. Che responsabilità!
Oddio, da che parte devo andare. Riconosco un Senatore dell’opposizione che mi saluta come fossi una sua cara amica. Ma che gentile, penso. Grazie. Mi accodo fingendo di nulla.
Entro in aula “testa alta e petto in fuori”, come se ci stessi dal tempo di Andreotti (ma voi lo sapete che all’interno c’è emozione). Mi siedo accanto a Furio. Alla mia sinistra si accomoda il Senatore Maccanico. Si presenta. Uomo d’altri tempi, silenzioso e gentile, mi bacia la mano e mi sorride. “Molto piacere, dico. Si ricorda di me? La scocciavo sempre quando era capo gabinetto di Sandro Pertini e avevo bisogno di un intervento “superiore” per ottenere un permesso visita carceri o per questo o per quello.” Diventiamo amici, nel senso che ci salutiamo e scambiamo ogni giorno qualche parola. Ok.
Ore 10.31, votazione, Presidente del Senato. Finalmente con 165 voti a favore si è eletto il Presidente. Ansa: “…Franco Marini, dopo aver rivolto un pensiero commosso alle 2 vittime del recente attentato di Nassyria, ha assicurato attenzione e rispetto sia alla maggioranza che all'opposizione”.
Si chiude. Possiamo andare dove vogliamo. Volo a Milano. Rientrando nella mia casa mi guardo intorno e osservo ogni cosa, oggetti, quadri, riscoprendo tutto come lo vedessi per la prima volta. Abbraccio Dario con grande trasporto. Mamma mia. Mi pare di non vederlo da cento anni. Parlo a valanga, racconto… sento Jacopo, le mie nipotine… parlo parlo… Lentamente ritrovo le mie cose, mi distendo nella casa, spandendomi in ogni angolo e riacquisto la respirazione rilassata di sempre. Mi viene naturale riflettere sul cambio di vita. Abitudini, facce. Penso alla fortuna che ho avuto nel non aver mai dovuto lavorare da “stipendiata” sotto padrone, nel senso più buono della parola. La fortuna d’essere stata per tutta la vita una indipendente. Grande fortuna. Penso ai milioni di persone costrette ad orari, a sottostare. Essere simpatici, gradevoli a ogni costo gentili. Guadagnare una posizione. Arrivare a “contare”, a “comandare” a dirigere. Alle mille difficoltà delle donne per andare avanti… riuscire, farsi rispettare.
Non che io non abbia avuto difficoltà nella mia vita. Ma non di quel tipo: difendermi in un ufficio, o in un ospedale o dove vuoi tu, dallo strapotere maschile e peggio ancora delle donne arrivate. Davvero una grande fortuna. Certo, la mia condizione, avendo fatto la nostra compagnia nel 57 tra mille difficoltà è stata un grande privilegio…
Mah! Staremo a vedere. Scrivo di botto quello che sento. Ora dormo. Riprenderò domani.

Lettera aperta al Presidente Prodi di Giampaolo Silvestri

Caro Presidente, il programma di governo dell'Unione 2006-2011 ha tre riferimenti alla necessità di politiche di disarmo . La spesa militare mondiale ha raggiunto livelli molto allarmanti, avvicinandosi pericolosamente ai record della guerra fredda . L’Italia é al 7° posto. E con una spesa pro capite di 468 $. Seconda nelle esportazioni mondiali di armi leggere, come ha ricordato l' Herald Tribune dello scorso 6 settembre, e con ingiustificati acquisti di armamenti, come la portaerei Conte di Cavour (quasi un miliardo di euro, sistemi d'arma esclusi), dieci nuove fregate (3,5 miliardi di euro), 121 caccia Eurofighter (oltre 6,5 miliardi di euro): da soli rappresentano l'1 per cento del nostro PIL. La spesa per armamenti è spesa di morte. In occasione della prossima legge finanziaria, e a favore della spesa socialmente utile, Ti chiediamo di voler dare un segnale di svolta anche in questo settore: riducendo per il 2007 le spese per armamenti dell'Italia e prendendo l'iniziativa in sede UE, con lo stesso giusto impegno per mettere fine alla guerra in Libano, perché le Nazioni Unite avviino una nuova stagione di disarmo multilaterale. (lettera sottoscritta da Franca Rame)