Disegno di legge di Franca Rame

Tra le funzioni svolte dalla Corte dei Conti vi è anche quella di giudicare sulla responsabilità amministrativa per danno erariale.
Questa è l’anima operativa giudiziaria della lotta allo spreco, e và tutelata.
La strada da intraprendere è nella direzione opposta a quella del condono introdotto dall’art.231 della finanziaria ultima.
Bisogna creare una disciplina ispirata a principi di garanzia del contraddittorio e del giusto processo che contenga strumenti efficienti ed efficaci.

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SENATO DELLA REPUBBLICA

DISEGNO DI LEGGE                 n. 702

d'iniziativa della senatrice Franca Rame

Delega al Governo per la redazione del "Codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti"

Onorevoli Senatori. La lotta allo spreco di risorse è un dovere giuridico per la Pubblica Amministrazione, ed il nostro ordinamento sancisce reiteratamente tale concetto laddove impone il principio di economicità dell'azione amministrativa - art.1 della legge 241/1990 - il principio del buon andamento - art. 97 Cost.- e
attraverso tutta una serie di norme che delineano un modello di amministratore e funzionario pubblico virtuoso, la cui capacità ed efficienza passa anche, necessariamente, per la capacità di contenere la spesa e di risparmiare risorse, fornendo così , oltre al risultato materiale, la possibilità di incentivare una cultura diffusa del risparmio di risorse nella collettività intera.
Questo modello di funzionario, ben evidente dopo la riforma degli anni '90, non avrebbe acquisito potere di gestione della cosa pubblica se non avesse anche acquisito anche responsabilità per i suoi errori. E nell'ambito delle varie responsabilità egli vede anche quella per danni arrecati alla sua o ad altra
amministrazione di appartenenza.
E' la responsabilità per danno erariale, e cioè la responsabilità per lo spreco, in virtù della quale l'amministratore o il funzionario pubblico, o il soggetto che svolge qualche attività per l'amministrazione pubblica, risponde del danno arrecato qualora il suo comportamento attivo o omissivo abbia determinato la
mancata percezione di introiti o la illegittima uscita di somme. I casi che ricadono nell'ambito di questa responsabilità sono tantissimi, e toccano tutti i settori di attività e tutta la pubblica amministrazione. Appalti affidati a condizioni svantaggiose, mancata riscossione di crediti, progettazioni inutili ed irrealizzabili, consumi ingiustificabili, mancata applicazione di sanzioni, contratti che avvantaggiano solo la controparte della amministrazione, consulenze inutili, procedimenti amministrativi non eseguiti che hanno causato
danni e contenziosi inutili, insomma i casi eclatanti dello spreco, della illegalità e illiceità dannosa, della gravissima trascuratezza nell'amministrare.
E' ovvia la sua fondamentale utilità. E' ovvia la sua giustificazione giuridica, giacché nel nostro ordinamento non esiste potere che non abbia una parallela responsabilità. E' ovvia la sua funzione di deterrente. Ed è infine ovvio che essa debba essere oggetto di attenzione da parte del legislatore, consentendo una elevazione qualitativa dell'azione amministrativa, e di generare un'immagine positiva della pubblica amministrazione.
Pur di fronte a tale ovvietà, il precedente governo ha introdotto un condono in materia. Gli articoli 231, 232, 233 della legge finanziaria per il 2006 - legge 23 dicembre 2005 n. 266 - hanno infatti previsto la possibilità di sanare i danni arrecati alla pubblica amministrazione ed accertati con sentenza - non passata in giudicato - mediante il versamento di una somma pari ad una percentuale variabile tra il dieci ed il trenta per cento. Un vero colpo di spugna, con effetti defatiganti sulle Procure che hanno lavorano per accertare questi tipi di danni e che quotidianamente tentano il recupero di queste somme; ed una vera offesa ai funzionari ed amministratori onesti e competenti che operano quotidianamente con capacità e professionalità in ossequio al
principio di legalità ed al principio di buon andamento dell'art. 97 della Costituzione.
Questa scelta di sanare, di coprire, di mandare in fumo sentenze e soldi pubblici, di sprecare lavoro di interi apparati pubblici, è agli antipodi del modello della pubblica amministrazione delineato dal legislatore e immaginato dalla nostra coalizione.
Dunque bisogna dare segnali opposti, e fare scelte concrete che possano creare condizioni diverse. E tra queste deve rientrare una nuova attenzione a questa forma di responsabilità la cui competenza è affidata alla Corte dei Conti.
Il regolamento di procedura risale addirittura al 1933 - R.D. n. 1038/1933 - mentre con le leggi 14 gennaio 1994 n. 19 e 20 e 20 dicembre 1996 n. 639 si è deciso, tra l'altro, di attuare il decentramento mediante le sezioni regionali e l'istituzione del doppio grado di giurisdizione.
Vorrà dunque darsi atto che un'attività giudiziaria così importante per il nostro ordinamento, e così rilevante per tutto ciò che in essa viene coinvolto (recupero di denaro, funzione di deterrente allo spreco, incentivazione di una cultura del risparmio, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa) merita una attenzione diversa dal condono della passata legislatura. Merita infatti una disciplina specifica e finalmente chiara della procedura, che possa consentire giudizi celeri, adeguati ai nostri tempi e soprattutto adeguati alle
dinamiche attuali delle pubbliche amministrazioni. Merita, infine, una disciplina improntata ai principi equi del giusto processo, garantista dei diritti dell'indagato e rispettosa delle prerogative della difesa, in una
visione nuova del processo contabile.
Infatti, anche alla luce dei principi generali sul giusto processo, è ormai evidente ai più che l'attuale assetto normativo è assolutamente insoddisfacente. La necessità di adeguare i principi citati a questo processo sono assolutamente preminenti e sarebbe ora di raccogliere questa spinta , che proviene da giuristi, magistrati e studiosi :

- Una riforma del processo, che darebbe finalmente risposta a tante aspettative, dovrebbe tenere in considerazione i seguenti aspetti:
- La garanzia del contraddittorio tra le parti del processo secondo uno schema simile a quello penalistico, e quindi dovrebbe innovare mediante la introduzione ed il riconoscimento:

    1. del diritto di accesso al fascicolo del PM al momento della redazione della risposta all'invito a dedurre, ferma rimanendo la segretezza della istruttoria nella fase delle indagini precedente, con i limiti analoghi al processo penale;

    2. del diritto di assistenza mediante difensore nel caso di audizione dell'indagato avanti al PM, delle cui risultanze si potrà tenere conto nel giudizio;

    3. di un giudice terzo che possa fungere da filtro per processi inutili e che al contempo svolga la funzione di vaglio sugli atti preliminari (archiviazione, con garanzia del contraddittorio per l'amministrazione danneggiata; obbligo di motivazione della richiesta di archiviazione; obbligo di motivazione sulla richiesta di procedere a citazione);

    4. delle prerogative difensive a livello probatorio simili a quelle del processo civile, compresa la testimonianza;

    5. di istituti che possano migliorare la capacità operativa di effettivo recupero delle somme (controllo affidato ai magistrati sulla esecuzione delle sentenze di condanna);

    6. di una modifica e aggiornamento delle norme afferenti il giudizio pensionistico.

DISEGNO DI LEGGE

Art.1

1. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente Legge, il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la codificazione, il riassetto, la semplificazione e l'adeguamento alle norme legislative e regolamentari che disciplinano i giudizi dinnanzi alla Corte dei conti.

2. Il decreto legislativo di cui al comma1, assume la denominazione di "Codice di procedura per i giudizi innanzi alla Corte dei conti". Nell'attuazione della delega, il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:

    a) semplificazione e snellimento dei giudizi di responsabilità, di conto, pensionistici, nonché di ogni altro giudizio attribuito dalla legge alla giurisdizione della Corte dei conti, con eliminazione di ogni atto o
attività non essenziali del giudice, delle parti, nonché dell'ufficio di segreteria;
    b) adeguamento della disciplina processuale e del sistema delle notificazioni ai nuovi strumenti informatici e di comunicazione;
    c) partecipazione al giudizio delle parti, su basi di effettiva parità in ogni stato e grado del processo, anche in attuazione del principio costituzionale del giusto processo;
    d) disciplina puntuale delle fasi processuali, limitando il rinvio alle norme di procedura civile, nel rispetto della configurazione assunta dalla responsabilità amministrativa a seguito della riforma di cui alle leggi 14 gennaio 1994, n. 19 e n. 20, e successive modificazioni;
    e) riordino della disciplina della competenza territoriale delle sezioni regionali e della competenza delle sezioni di appello, con la previsione, ove necessaria, di nuove regole, in materia di riunione dei procedimenti relativi alla stessa causa o a cause connesse;
    f) riordino e adeguamento della disciplina concernente l'istruzione probatoria e la consulenza tecnica d'ufficio, anche in riferimento alla eventuale istituzione di albi di consulenti ed alle modalità di liquidazione dei compensi;
    g) razionalizzazione del contenuto e della forma dei provvedimenti del giudice, con ampliamento delle ipotesi di pronunce succintamente motivate;
    h) riordino della disciplina del giudizio di appello, con riguardo particolare alla individuazione delle ipotesi di annullamento con rinvio.

3. Per il giudizio di responsabilità amministrativa, il Codice di cui at comma 2 si attiene, inoltre, ai seguenti principi e criteri direttivi:

    a) riordino delle ipotesi in cui è previsto l'obbligo di denuncia del fatto dannoso;
    b) previsione che il giudizio di responsabilità amministrativa sia promosso con azione pubblica e
    necessaria del pubblico ministero competente per territorio;
    c) disciplina dell'archiviazione della notizia di danno, con previsione di un controllo del giudice nell'ipotesi di opposizione da parte dei soggetti danneggiati, previa comunicazione ai medesimi;
    d) riordino dei poteri istruttori spettanti al pubblico ministero prima del processo, con previsione delle garanzie del contraddittorio, anche con riguardo alla facoltà del pubblico ministero di avvalersi di consulenti tecnici;
    e) possibilità di istituire, presso ogni procura regionale, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, una sezione di polizia erariale, con facoltà per il pubblico ministero di effettuare anche
    le richieste di cui all'articolo 3 del regolamento approvato con decreto del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 4 agosto 2000, n. 269;
    f) riordino della fase prevista dall'art. 5, comma 1, del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, e successive modificazioni, con particolare riguardo al procedimento camerale per l'autorizzazione alla proroga del termine per l'emissione dell'atto di citazione;
    g) previsione espressa del potere del pubblico ministero di interrompere la prescrizione della pretesa al risarcimento del danno, mediante un atto di costituzione in mora, contenuto anche nell'invito a dedurre;
    h) disciplina degli elementi costitutivi dell'atto di citazione e del relativo regime di invalidità, secondo i principi del codice di procedura civile, salvaguardando la specificità del giudizio di responsabilità
    amministrativa;
    i) disciplina del regime e dei termini delle preclusioni e delle decadenze, anche con riguardo alle eccezioni processuali e di merito;
    j) previsione delle ipotesi di partecipazione di terzi al giudizio di responsabilità amministrativa, con particolare riferimento alla chiamata in causa per ordine del giudice di altri soggetti ritenuti responsabili del
    danno;
    k) disciplina dell'attività istruttoria del collegio giudicante, con previsione e delimitazione delle ipotesi in cui gli adempimenti istruttori possono essere affidati alle parti e delle relative modalità di esecuzione nel rispetto del principio del contraddittorio;
    l) disciplina del potere riduttivo dell'addebito, con esclusione della applicabilità dello stesso nei casi e nella misura dell'illecito arricchimento, anche al fine di adeguare l'ammontare della condanna alle concrete
    fattispecie di illecito, mediante il riferimento all'entità del danno, al comportamento tenuto dal soggetto responsabile e alle sue condizioni economiche;
    m) riordino della disciplina delle azioni previste a tutela delle ragioni del creditore, ivi compresi i mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale di cui al libro VI, titolo III, capo V, del codice civile, secondo quanto previsto dall'art. 1, comma 174, della legge 31 dicembre 2005, n. 266;
    n) disciplina della fase dell'esecuzione della sentenza soggetta alla vigilanza della Procura regionale competente, al fine di garantire l'effettività del giudicato, con facoltà di promuovere in caso di inerzia, avanti il Giudice collegiale, idonei provvedimenti sostitutivi con previsione anche di confisca contabile a favore del soggetto danneggiato;

4. Per il giudizio di conto, il Codice di cui al comma 2 si attiene, inoltre, ai seguenti ulteriori criteri:

    a) affermazione dell'obbligo della resa del conto della gestione per tutti i soggetti che hanno maneggio di denaro o di valori di pertinenza pubblica;
    b) semplificazione delle norme sul giudizio di conto nel rispetto del principio del contraddittorio;
    c) previsione di forme di condanna adottate dal giudice monocratico in ipotesi di ammanco o di perdita accertata con possibilità di reclamo al collegio;
    d) previsione di forme di controllo amministrativo per tutti i conti da parte delle amministrazioni interessate, con obbligo degli organi di controllo interno di riferire alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti sull'esito delle verifiche;
    e) possibilità di limitare l'esame giudiziale ai conti per i quali siano stati formulati rilievi o contestazioni in sede di controllo amministrativo ovvero da parte di amministratori pubblici o da soggetti, comunque, portatori di interessi collettivi o diffusi;
    f) previsione che in caso di compilazione del conto su ordine del Giudice lo stesso sia trasmesso alla Procura competente corredato da idonea relazione a cura del compilatore.

5. Per il giudizio pensionistico, il Codice di cui al comma 2 si attiene, inoltre, ai seguenti ulteriori criteri:

    a) adeguamento delle norme introdotte dalla legge 21 luglio 2000, n. 205, alle precipue caratteristiche del giudizio pensionistico;
    b) previsione dell'obbligo della notifica del ricorso all'amministrazione in persona del suo rappresentante legale ovvero presso l'Avvocatura distrettuale dello Stato;
    c) riordino della disciplina in materia di nullità e di inammissibilità del ricorso con previsione delle ipotesi di eventuale declaratoria con decreto presidenziale, prevedendone il reclamo avanti il Collegio;
    d) disciplina del regime e dei termini delle preclusioni e delle decadenze, anche con riguardo alle eccezioni processuali e di merito;
    e) possibilità per il giudice monocratico di riservarsi la decisione da adottare entro trenta giorni dall'udienza di merito;
    f) conferma della competenza del giudice collegiale al processo cautelare e al giudizio di ottemperanza;
    g) compiuta disciplina del processo esecutivo e definizione del regime di impugnazione delle determinazioni assunte dal commissario ad acta.

6. Lo schema del Codice di cui al comma 2, deliberato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, è trasmesso alla Corte dei conti che si pronuncia a sezioni riunite, ai sensi
dell'articolo 1 del regio decreto Legislativo 9 febbraio 1939, n. 273.

7. Lo schema del Codice è successivamente inviato, con apposita relazione cui è allegato il parere di cui al comma 6, alle competenti Commissioni parlamentari, le quali si esprimono entro sessanta giorni dal ricevimento.

8. Il Codice è emanato, decorso tale termine e tenuto conto dei pareri espressi, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei Ministri.

9. Entro dodici mesi dalla scadenza del termine di cui al comma 1, il Governo apporta le eventuali modificazioni e integrazioni, osservando la procedura di cui ai commi 6, 7 e 8. In tal caso, i termini per la pronuncia dei pareri sono stabiliti entro trenta giorni.

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Un pezzo della nostra storia.
Per 35 anni ci ha accompagnato, ogni giorno, nella fatica di cogliere i perché quotidiani, di capire le ragioni della sinistra e di analizzarne gli errori.
Da 35 anni ci ricorda che nessuno di noi dovrebbe sottrarsi all'obbligo di fare delle scelte.

E ci aiuta a scegliere.
Sicuramente unico, unico di un genere che non c'è (e che in tutti i modi si cerca di soffocare), coraggioso e sfrontato, ma soprattutto libero, il Manifesto ha fatto parte e deve continuare a far parte della nostra vita, come quelle poche cose imprescindilbili e necessarie che ci permettono di tenere vive le nostre coscienze e la nostra cultura.

Un' informazione senza il Manifesto non sarebbe più vera informazione e credo che ultimamente abbiamo subìto già troppi lutti...
Sottoscrivo volentieri e vi "bonifico" con grande convinzione e passione.
E spero che tutti - chi più... chi meno - riscoprano, sottoscrivendo, il piacere di partecipare... Magari comprando due o tre copie de il Manifesto alla volta.

Franca Rame


Il Manifesto - 29 GIUGNO 2006 - pagina 3

Appello al dibattito sulla missione in Afganistan

Sto vivendo il periodo più angosciante della mia vita. Mi trovo a ricoprire una carica che richiede grande correttezza e responsabilità. Il Parlamento sarà chiamato verso metà luglio a votare il decreto sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Come si deve comportare una persona che è da sempre contro tutte le guerre, la violenza, le stragi di vittime innocenti… la disperazione, la morte? E’ giusto dire “SI” come chiede il governo, o è giusto dire “NO” come hanno deciso di fare gli 8 senatori? Da giorni sto rileggendomi quanto scritto da persone che stimo come Gino Strada, Dinucci del Manifesto, mio figlio Jacopo e altri, scoprendo avvenimenti che mi hanno turbata non poco. Ho deciso quindi, di esporli uno dietro l’altro, usando il metodo Prodi con le primarie, così che tutti possano conoscere fatti di cui raramente si parla, sia sulla stampa che in televisione ed avere i termini concreti per aiutare, noi, che siamo in Parlamento in rappresentanza del popolo a “fare la cosa giusta”. Aspetto fiduciosa! Questi sono i fatti. La missione Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), cui partecipa l’Italia, ha cambiato natura da quando la Nato, con un atto unilaterale, ne ha assunto nell’agosto 2003 la direzione senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che solo dopo ne ha preso atto. A guidare la missione, dunque, non è più l’Onu ma la Nato, che sceglie i generali da mettere a capo dell’Isaf. E poiché il «comandante supremo alleato» è sempre un generale statunitense, la missione Isaf è di fatto inserita nella catena di comando del Pentagono. Contemporaneamente l’Italia è stata chiamata ad assumersi maggiori compiti in Enduring Freedom, l’operazione lanciata dal Pentagono nel 2001. Qui ha una partecipazione numericamente minore (circa 250 uomini), ma non meno significativa. Otto ufficiali italiani sono stati integrati nel quartier generale del Comando centrale statunitense a Tampa (Florida), che ha la responsabilità dell’operazione. E dallo stesso comando dipende l’ammiraglio italiano che, dal 28 giugno alla fine di dicembre, è stato messo a capo della Task Force 152 che opera nel Golfo Persico. Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale. Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili. Lo scopo di questa guerra è ben altro di quello dichiarato: non la liberazione dell’Afghanistan dai talebani, che erano stati addestrati e armati in Pakistan in una operazione concordata con la Cia per conquistare il potere a Kabul, ma l’occupazione dell’Afghanistan, area di primaria importanza strategica per gli Stati Uniti. Per capire il perché basta guardare la carta geografica: l’Afghanistan, in cui gli Usa hanno installato basi militari permanenti, è al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In quest’area si trovano le maggiori riserve petrolifere del mondo. Si trovano tre grandi potenze – Cina, Russia e India – la cui forza complessiva sta crescendo e influendo sugli assetti globali. Da qui la necessità per gli Stati Uniti di «pacificare» l’Afghanistan per disporre senza problemi del suo territorio in questo grande gioco di potenze. Non è dunque una missione di pace: per essere tale avrebbe dovuto rispettare maggiormente la popolazione, i diritti civili, la legalità. Non avrebbe dovuto tollerare l'esistenza di campi di detenzione dove si pratica stabilmente la tortura E' il caso, ad esempio, del campo di Shibergan, definito da Klaus-Peter Kleiber, delegato dell'Unione europea: "simile al campo di concentramento di Auschwitz". Franca Rame Blog francarame.it NOTA PER I VISITATORI DEL MIO BLOG Questo appello al dibattito su “missione Afghanistan” è stato inviato al Corriere della Sera. Dovrebbe uscire domani. Cera qualche problema di spazio. Mi auguro venga pubblicato nonostante la lunghezza. UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A Manlio Dinucci, a Gino Strada e a Jacopo che con il loro lavoro mi hanno aiutato moltissimo!! Il dibattito sul Corriere è aperto! FORZAAA! Un bacio

Rendiconto vita

Eccomi! E’ un po’ di tempo che non ci sentiamo, e me ne scuso ma…
Che salto, amiche e amici, compagne e compagni!

Rendiconto vita:
XV Legislatura – 28 aprile 2006

Primo giorno in Senato.
Mi sono svegliata alle 5.
Agitata. Gironzolo per l’appartamento preparandomi gli abiti da indossare.
Alle 6 decido di fare una camminata. Il sole spuntava appena. Il portiere del residence di via Ripetta mi guarda strano: “Che succede senatrice? Non si sente bene?”
E questo che sta dicendo? Senatrice? Oddio, adesso mi chiameranno tutti così? “No, no… vado a far quattro passi…” lo tranquillizzo con un sorriso. Dà un’occhiata all’orologio, ma non fa commenti.
Cammino. Piazza del Popolo, via Flaminia, Villa Borghese. Cammino veloce. Corro. La malinconia e la preoccupazione che ho addosso non se ne vanno, né si attenuano.
Rientro alle sei e trenta. Sto bloccata su una sedia per almeno un’ora a pensare… “Son proprio giù, maledizione!”.
Accidenti, ma perché? “Dovresti essere contenta! – mi dico – SENATRICE! Ma ti rendi conto che onore t’è capitato?”
“Sì, sì… senatrice!!! – ribatto a quella chiaccherona che sempre mi contesta - Non ho mai voluto diventare senatrice, io e tu lo sai! Mi sono trovata eletta senza aver mosso un dito.” “Beh, ma questo deve darti solo gioia… pensa in quanti ti hanno votata! In quanti hanno avuto fiducia in te. Solo in Piemonte ti sei beccata 88 mila voti! E nelle altre 5 regioni deve sei stata presentata quanti ne hai presi?... Sorrisino?” “Vai al diavolo, impicciona!” Mi guardo allo specchio: più tirata di così non potrei essere.
“Hai un bel dire sorrisino… mi sento fuori posto… non all’altezza… non adeguata.” “A vederti non sembri così insicura. Non ti vergogni alla tua età! Dovresti fare andare la coda dalla gioia! Piantala di rompere! Ce la farai!” Non so che risponderle.
Doccia. Biancheria. Pantaloni e top. Mi pettino ecc. faccio tutto col rallenty, ma sono pronta in un momento. Mi risiedo e aspetto. Alle 9 arriva Rai 3. Quante volte ho guardato l’orologio?
Mi chiamano dalla portineria: “E’ arrivata la Rai…”
Salgono nel mio appartamento. Antonio Caggiano vuole filmare i preparativi….
Quando arrivano m’infilo la giacca. “Ma come?!... già pronta?” M’è venuto da ridere. “Sì… mi mancano solo gli orecchini…” “Come mai porta da anni sempre questi orecchini?” “Me li ha regalati Dario in un momento particolare… non li toglierò mai più! Andiamo?” La telecamera è in azione… saliamo in macchina… chiacchiere qualsiasi… telefona Dario… “Auguri… ti voglio bene…”
Arriviamo… Sono calma… calmissima e infelice.
Un mare di gente. Giornalisti, fotografi, televisioni.
Scendo augurandomi di non essere notata.
“Senatrice…” “Franca” “Senatrice…” “Franca” “Franca” “Senatrice come si sente?” Ci penso un attimo… potrei dire, sono emozionata… sono onorata… sono felice! Invece mi esce l’ultima frase che avrei potuto dire al mondo: “Mi sento come una diciottenne che va sposa a un vecchio che non ama… sono molto triste…” Restano interdetti per un attimo.. io tiro via con Antonio Caggiano e la troup.
E’ la seconda volta che entro in Senato. C’ero venuta anni e anni fa, con Rossella Simoni (per il marito detenuto nel carcere speciale di Trani, Giuliano Naria) ad incontrare il Senatore Viviami, presidente della commissione Grazia e Giustizia. Chiedevamo l’aiuto per un trasferimento.
Mi guardo intorno. E’ quello che ho viste mille volte in tv… ma ora, esserci… mi sembra tutto troppo. Sì, è proprio troppo! Saluto i miei amici della Rai… mi dispiace vederli andar via. Qualcuno mi accompagna in aula. Dove mi siedo? Mi guardo intorno interdetta… Riconosco personaggi notissimi del governo Berlusconi… Andreotti, Calderoli, Dell’Utri… Mantovano, Pecorella… alcuni seduti occupando l’emiciclo di sinistra, altri passeggiano a gruppetti… telefonano… si chiamano… Non mi sento per nulla rassicurata.
In centro riconosco il presidente Scalfaro… contornato da persone che non conosco.
Guardo a destra… in tanti stanno seduti qua e là… vedo facce che conosco… Vedo Nello Formisano dell’IDV. Gentile mi dice: “Siediti dove vuoi, al Senato non c’è posto fisso.”
Faccio una panoramica con lo sguardo: c’è l’avvocato Calvi, lo conosco dai tempi di Valpreda… mi sorride con simpatia, Gavino Angius, altri che ho visto in televisione, oh! Furio Colombo… Mi accomodo vicino a lui. Tiro un gran sospiro di sollievo. Conosco Furio Colombo da anni, è la persona più gentile, generosa ed educata che io conosca. Mi sembra di essere in famiglia.
Le senatrici… cerco le senatrici… Che piacere vedermi da vicino la sen. Finocchiaro, sprigiona forza, simpatia e intelligenza. Un mito per me! Chissà se riuscirò a scambiare due parole con lei. Rina Gagliardi. La conosco dagli anni ruggenti del Manifesto, ottima giornalista e decisa. Lidia Menapace… “Davvero onorata!” le dico timidamente. Tra di me penso: “Accidenti che fortunaccia che ho. Potrò parlare con loro… farmi consigliare… discutere… pranzeremo certamente insieme nell’hollywoodiano ristorante del Senato. Bene, bene!”
Il mio umore va migliorando.
Il presidente Scalfaro inizia a parlare…
Nessuno ascolta.
Chiede un minuto di silenzio per i due soldati morti a Nassiria. Nessuno ascolta.
Sono interdetta. Stupita. Sconcertata.
Si arriva alla votazione: Franco Marini presidente del Senato. Per 3 volte si vota, tra urla e strepiti.
Ma siamo veramente al Senato, mi chiedo?
Abbiamo dovuto votare tre volte. 5 schede bianche, e tre “Francesco”.
Sono arrivata al residence che erano quasi le tre di notte. Mi addormento ripensando alla giornata trascorsa. Che giornata! Dove sono capitata?
L’indomani una sola votazione. OK.
Qualcuno sussurra: ha ottenuto quello che voleva. Non so a chi si riferiscano.
Solo leggendo i giornali mi sono chiarita le idee. Sono sempre più frastornata. E’ questa la politica?
Finalmente Franco Marini è eletto presidente del Senato. Evviva! Siamo veramente tutti felici! Mi piace molto il nostro Presidente.

Sto cercando casa… la trovo. A Roma gli affitti sono spaventosi.
Trovo anche un’assistente che sta da anni in senato. Giuliana. Graziosa, capace. Che contratto facciamo? Mi viene consigliato… o in nero o cocopro. Parlo con il mio commercialista e decidiamo per un contratto a tempo indeterminato. Qualcuno mi dice: “Hai sbagliato”, qualcun altro pensa che io sia scema.
A camere unificate abbiamo eletto Presidente del consiglio Romano Prodi.
Ecco, quel giorno a Montecitorio con tutto il Parlamento riunito, per la prima volta mi sono sentita emozionata. Ben conscia di dove fossi e di quel che stessi facendo. Per la prima volta mi sono sentita senatrice. Proprio così. Io, senatrice… Ho pensato a mia madre, a mio padre, avrei voluto fossero lì con me, a vedermi… ho pensato alla mia famiglia tutta, a Jacopo, a Dario, a Pia mia sorella, alle mie nipotine… “Sì, guardatemi bene… sono proprio io… vostra figlia, sorella, moglie, madre, nonna e bisnonna, zia. Io. Siete contenti di me? Mi volete bene?”
Eh, sì… l’essere “voluta bene” è molto importante per me! Più di ogni cosa al mondo.
Il resto alla prossima puntata.

Ecco le proposte contro lo spreco uscite dal convegno

Qui potete leggere il testo del disegno di legge e di seguito trovate in video interventi al convegno promosso dalla Senatrice Franca Rame.

LIBERA UNIVERSITA' DI ALCATRAZ 9-11 GIUGNO 2006
Convegno sugli sprechi dell'Amministrazione pubblica

I VIDEO SONO STATI GIRATI E MONTATI DA ARCOIRIS TV

Convegno sullo spreco dello stato Italiano - Primo tempo
Convegno contro lo spreco di Stato organizzato dalla Senatrice Franca Rame a Alcatraz, 9-11 giugno 2006.




Convegno sullo spreco dello Stato Italiano - Conclusioni
Convegno contro lo spreco di Stato organizzato dalla Senatrice Franca Rame a Alcatraz, 9-11 giugno 2006.


Arturo Lorenzoni
Arturo Lorenzoni collabora con l'Università di Padova e l'Università Bocconi occupandosi di economia dell'energia. In questa intervista spiega come l'efficienza non significhi riduzione del benessere e l'impatto economico del risparmio.


Compagnia teatrale Itineraria
Fabrizio Di Giovanni e Maria Chiara Di Marco della compagnia teatrale Itineraria presentano il loro spettacolo AccadueOro, premiato dalla Presidenza delle Repubblica con la targa d'argento.


Davide Biolchini
Davide Biolchini è il coordinatore scientifico del Forum Cooperazione e Tecnologie. Intervenendo sul tema dello spreco spiega il paradosso del benessere e quale nuovo immaginario deve scalzare l'attuale visione consumistica.


Eliana Caramelli - Mattia Donadel
Eliana Caramelli e Mattia Donadel, nel corso del 2005 hanno coinvolto 1200 famiglie veneziane in un progetto di consumo consapevole Cambieresti? (consumi, ambiente, risparmio energetico, stili di vita). Ne raccontano l'esito e lanciano la nuova campagna Cambieresti 300x70, trecento famiglie che tentano il contenimento di consumi annui nello standarD di 70 kw.


Marco Marchetti
Marco Marchetti è avvocato e consulente per le amministrazioni pubbliche. In questa intervista spiega perché la Finanziaria del 2006 ha proposto il condono per il danno erariale e perché sugli sprechi esistono responsabilità patologiche.


Corrado Giannone
Corrado Giannone, della Conal, è un tecnologo alimentare. La sua esperienza professionale dimostra come la predilezione per l'uso di prodotti locali nelle mense pubbliche abbia una benefica ricaduta sulla qualità del cibo e sui costi di mantenimento del territorio. Perché far viaggiare la carne di regione in regione? Perché costringere frutta e verdura alla maturazione in cassetta?


Maurizio Fauri
Maurizio Fauri, dell'Università di Trento, si occupa di energia, efficienza e risparmio energetici. Come si può fare un'informazione corretta tra la tanta confusione e i molti profittatori? Quanta energia si può risparmiare e come?


Francesco Zaganelli
Francesco Zaganelli si è da poco laureato in giurisprudenza e ha condotto uno studio sulla difesa dei cittadini dalle clausole vessatorie imposte dai contratti offerti da erogatori di servizi.


Rassegna stampa del convegno

La scorsa legislatura ha fatto crescere il deficit, i parlamentari restituiscano un anno dei loro stipendi. - Un disegno di legge per riformare i processi sugli illeciti amministrativi, oggi quasi bloccati. - L'esperienza pilota di Bressanone dove le lampade dei semafori sono state sostituite dai led. (Unità)

Franca Rame, a un mese dalla sua elezione ha messo insieme una squadra di specialisti di vari settori e ha steso un piano di lavoro che contiene già elementi di analisi e alcune proposte che dovrebbero essere adottate al più presto. (Corriere dell'Umbria)

Conclusione del convegno. (Giornale dell'Umbria)

Grazie per la partecipazione

convegno

Ad Alcatraz, dal 9 all'11 giugno si terra' un convegno sullo spreco dello stato italiano, promosso dalla senatrice Franca Rame, per censire le follie d'Italia. Non è infatti un mistero che parte della disastrata situazione economica del nostro Paese dipenda dalla grande quantità di denaro e risorse che l'amministrazione pubblica getta dalla finestra.

Per partecipare chiama Alcatraz allo 075 9229938/39/11 o scrivi a info@alcatraz.it OFFERTA LAST MINUTE: 40 Euro al giorno!!!
Per maggiori informazioni sull'evento clicca qui

Ultime notizie su Franca Senatrice

Ovviamente il momento e' convulso e Franca, tra votazioni e trasloco a Roma, ha avuto giornate di fuoco.
Nel frattempo stiamo mettendo giu' la scaletta delle cose da fare per iniziare questo titanico lavoro di analisi degli sprechi dello Stato.
Abbiamo gia' avuto l'adesione di alcuni eminenti studiosi del problema e vogliamo organizzare a breve una serie di incontri per formare gruppi di lavoro sui singoli temi:
-- Sprechi e assurdita' nell'organizzazione della macchina amministrativa.
-- Sprechi nei settori di produzione dei servizi.
-- Spreco energetico.
-- Inefficienze burocratiche e sofferenze inutili per i cittadini.
-- Una particolare attenzione verra' poi dedicata all'analisi della situazione logistica di Camera e Senato e di tutto il sistema che ruota attorno. Da quel che Franca ha visto in questi primi giorni c'e' da mettersi le mani nei capelli.
Per ora pensiamo di iniziare con un convegno nel quale si incontrino i migliori specialisti dei vari settori disposti ad aiutarci. Non pensiamo di arrivare subito a proposte su tutti i problemi. Nella fase iniziale dovremo cercare di individuare i punti cruciali intorno ai quali ruota l'irrazionalita' del sistema.
Quel che ne uscira' verra' poi pubblicato sul blog di Franca e sottoposto alla discussione.
Quindi si arrivera' a un primo gruppo di proposte concrete sulle quali coinvolgere deputati e senatori per arrivare ai primi tagli reali delle spese e iniziare l'inversione di tendenza nell'organizzazione e nelle modalita' di lavoro della Pubblica Amministrazione.
Speriamo che ci siano molte persone disposte a collaborare a questo lavoro di inchiesta, di studio e di elaborazione di proposte.
Alla prossima.

Jacopo Fo