Appello al dibattito sulla missione in Afganistan

Sto vivendo il periodo più angosciante della mia vita. Mi trovo a ricoprire una carica che richiede grande correttezza e responsabilità. Il Parlamento sarà chiamato verso metà luglio a votare il decreto sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Come si deve comportare una persona che è da sempre contro tutte le guerre, la violenza, le stragi di vittime innocenti… la disperazione, la morte? E’ giusto dire “SI” come chiede il governo, o è giusto dire “NO” come hanno deciso di fare gli 8 senatori? Da giorni sto rileggendomi quanto scritto da persone che stimo come Gino Strada, Dinucci del Manifesto, mio figlio Jacopo e altri, scoprendo avvenimenti che mi hanno turbata non poco. Ho deciso quindi, di esporli uno dietro l’altro, usando il metodo Prodi con le primarie, così che tutti possano conoscere fatti di cui raramente si parla, sia sulla stampa che in televisione ed avere i termini concreti per aiutare, noi, che siamo in Parlamento in rappresentanza del popolo a “fare la cosa giusta”. Aspetto fiduciosa! Questi sono i fatti. La missione Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), cui partecipa l’Italia, ha cambiato natura da quando la Nato, con un atto unilaterale, ne ha assunto nell’agosto 2003 la direzione senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che solo dopo ne ha preso atto. A guidare la missione, dunque, non è più l’Onu ma la Nato, che sceglie i generali da mettere a capo dell’Isaf. E poiché il «comandante supremo alleato» è sempre un generale statunitense, la missione Isaf è di fatto inserita nella catena di comando del Pentagono. Contemporaneamente l’Italia è stata chiamata ad assumersi maggiori compiti in Enduring Freedom, l’operazione lanciata dal Pentagono nel 2001. Qui ha una partecipazione numericamente minore (circa 250 uomini), ma non meno significativa. Otto ufficiali italiani sono stati integrati nel quartier generale del Comando centrale statunitense a Tampa (Florida), che ha la responsabilità dell’operazione. E dallo stesso comando dipende l’ammiraglio italiano che, dal 28 giugno alla fine di dicembre, è stato messo a capo della Task Force 152 che opera nel Golfo Persico. Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale. Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili. Lo scopo di questa guerra è ben altro di quello dichiarato: non la liberazione dell’Afghanistan dai talebani, che erano stati addestrati e armati in Pakistan in una operazione concordata con la Cia per conquistare il potere a Kabul, ma l’occupazione dell’Afghanistan, area di primaria importanza strategica per gli Stati Uniti. Per capire il perché basta guardare la carta geografica: l’Afghanistan, in cui gli Usa hanno installato basi militari permanenti, è al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In quest’area si trovano le maggiori riserve petrolifere del mondo. Si trovano tre grandi potenze – Cina, Russia e India – la cui forza complessiva sta crescendo e influendo sugli assetti globali. Da qui la necessità per gli Stati Uniti di «pacificare» l’Afghanistan per disporre senza problemi del suo territorio in questo grande gioco di potenze. Non è dunque una missione di pace: per essere tale avrebbe dovuto rispettare maggiormente la popolazione, i diritti civili, la legalità. Non avrebbe dovuto tollerare l'esistenza di campi di detenzione dove si pratica stabilmente la tortura E' il caso, ad esempio, del campo di Shibergan, definito da Klaus-Peter Kleiber, delegato dell'Unione europea: "simile al campo di concentramento di Auschwitz". Franca Rame Blog francarame.it NOTA PER I VISITATORI DEL MIO BLOG Questo appello al dibattito su “missione Afghanistan” è stato inviato al Corriere della Sera. Dovrebbe uscire domani. Cera qualche problema di spazio. Mi auguro venga pubblicato nonostante la lunghezza. UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A Manlio Dinucci, a Gino Strada e a Jacopo che con il loro lavoro mi hanno aiutato moltissimo!! Il dibattito sul Corriere è aperto! FORZAAA! Un bacio


Rendiconto vita

Eccomi! E’ un po’ di tempo che non ci sentiamo, e me ne scuso ma…
Che salto, amiche e amici, compagne e compagni!

Rendiconto vita:
XV Legislatura – 28 aprile 2006

Primo giorno in Senato.
Mi sono svegliata alle 5.
Agitata. Gironzolo per l’appartamento preparandomi gli abiti da indossare.
Alle 6 decido di fare una camminata. Il sole spuntava appena. Il portiere del residence di via Ripetta mi guarda strano: “Che succede senatrice? Non si sente bene?”
E questo che sta dicendo? Senatrice? Oddio, adesso mi chiameranno tutti così? “No, no… vado a far quattro passi…” lo tranquillizzo con un sorriso. Dà un’occhiata all’orologio, ma non fa commenti.
Cammino. Piazza del Popolo, via Flaminia, Villa Borghese. Cammino veloce. Corro. La malinconia e la preoccupazione che ho addosso non se ne vanno, né si attenuano.
Rientro alle sei e trenta. Sto bloccata su una sedia per almeno un’ora a pensare… “Son proprio giù, maledizione!”.
Accidenti, ma perché? “Dovresti essere contenta! – mi dico – SENATRICE! Ma ti rendi conto che onore t’è capitato?”
“Sì, sì… senatrice!!! – ribatto a quella chiaccherona che sempre mi contesta - Non ho mai voluto diventare senatrice, io e tu lo sai! Mi sono trovata eletta senza aver mosso un dito.” “Beh, ma questo deve darti solo gioia… pensa in quanti ti hanno votata! In quanti hanno avuto fiducia in te. Solo in Piemonte ti sei beccata 88 mila voti! E nelle altre 5 regioni deve sei stata presentata quanti ne hai presi?... Sorrisino?” “Vai al diavolo, impicciona!” Mi guardo allo specchio: più tirata di così non potrei essere.
“Hai un bel dire sorrisino… mi sento fuori posto… non all’altezza… non adeguata.” “A vederti non sembri così insicura. Non ti vergogni alla tua età! Dovresti fare andare la coda dalla gioia! Piantala di rompere! Ce la farai!” Non so che risponderle.
Doccia. Biancheria. Pantaloni e top. Mi pettino ecc. faccio tutto col rallenty, ma sono pronta in un momento. Mi risiedo e aspetto. Alle 9 arriva Rai 3. Quante volte ho guardato l’orologio?
Mi chiamano dalla portineria: “E’ arrivata la Rai…”
Salgono nel mio appartamento. Antonio Caggiano vuole filmare i preparativi….
Quando arrivano m’infilo la giacca. “Ma come?!... già pronta?” M’è venuto da ridere. “Sì… mi mancano solo gli orecchini…” “Come mai porta da anni sempre questi orecchini?” “Me li ha regalati Dario in un momento particolare… non li toglierò mai più! Andiamo?” La telecamera è in azione… saliamo in macchina… chiacchiere qualsiasi… telefona Dario… “Auguri… ti voglio bene…”
Arriviamo… Sono calma… calmissima e infelice.
Un mare di gente. Giornalisti, fotografi, televisioni.
Scendo augurandomi di non essere notata.
“Senatrice…” “Franca” “Senatrice…” “Franca” “Franca” “Senatrice come si sente?” Ci penso un attimo… potrei dire, sono emozionata… sono onorata… sono felice! Invece mi esce l’ultima frase che avrei potuto dire al mondo: “Mi sento come una diciottenne che va sposa a un vecchio che non ama… sono molto triste…” Restano interdetti per un attimo.. io tiro via con Antonio Caggiano e la troup.
E’ la seconda volta che entro in Senato. C’ero venuta anni e anni fa, con Rossella Simoni (per il marito detenuto nel carcere speciale di Trani, Giuliano Naria) ad incontrare il Senatore Viviami, presidente della commissione Grazia e Giustizia. Chiedevamo l’aiuto per un trasferimento.
Mi guardo intorno. E’ quello che ho viste mille volte in tv… ma ora, esserci… mi sembra tutto troppo. Sì, è proprio troppo! Saluto i miei amici della Rai… mi dispiace vederli andar via. Qualcuno mi accompagna in aula. Dove mi siedo? Mi guardo intorno interdetta… Riconosco personaggi notissimi del governo Berlusconi… Andreotti, Calderoli, Dell’Utri… Mantovano, Pecorella… alcuni seduti occupando l’emiciclo di sinistra, altri passeggiano a gruppetti… telefonano… si chiamano… Non mi sento per nulla rassicurata.
In centro riconosco il presidente Scalfaro… contornato da persone che non conosco.
Guardo a destra… in tanti stanno seduti qua e là… vedo facce che conosco… Vedo Nello Formisano dell’IDV. Gentile mi dice: “Siediti dove vuoi, al Senato non c’è posto fisso.”
Faccio una panoramica con lo sguardo: c’è l’avvocato Calvi, lo conosco dai tempi di Valpreda… mi sorride con simpatia, Gavino Angius, altri che ho visto in televisione, oh! Furio Colombo… Mi accomodo vicino a lui. Tiro un gran sospiro di sollievo. Conosco Furio Colombo da anni, è la persona più gentile, generosa ed educata che io conosca. Mi sembra di essere in famiglia.
Le senatrici… cerco le senatrici… Che piacere vedermi da vicino la sen. Finocchiaro, sprigiona forza, simpatia e intelligenza. Un mito per me! Chissà se riuscirò a scambiare due parole con lei. Rina Gagliardi. La conosco dagli anni ruggenti del Manifesto, ottima giornalista e decisa. Lidia Menapace… “Davvero onorata!” le dico timidamente. Tra di me penso: “Accidenti che fortunaccia che ho. Potrò parlare con loro… farmi consigliare… discutere… pranzeremo certamente insieme nell’hollywoodiano ristorante del Senato. Bene, bene!”
Il mio umore va migliorando.
Il presidente Scalfaro inizia a parlare…
Nessuno ascolta.
Chiede un minuto di silenzio per i due soldati morti a Nassiria. Nessuno ascolta.
Sono interdetta. Stupita. Sconcertata.
Si arriva alla votazione: Franco Marini presidente del Senato. Per 3 volte si vota, tra urla e strepiti.
Ma siamo veramente al Senato, mi chiedo?
Abbiamo dovuto votare tre volte. 5 schede bianche, e tre “Francesco”.
Sono arrivata al residence che erano quasi le tre di notte. Mi addormento ripensando alla giornata trascorsa. Che giornata! Dove sono capitata?
L’indomani una sola votazione. OK.
Qualcuno sussurra: ha ottenuto quello che voleva. Non so a chi si riferiscano.
Solo leggendo i giornali mi sono chiarita le idee. Sono sempre più frastornata. E’ questa la politica?
Finalmente Franco Marini è eletto presidente del Senato. Evviva! Siamo veramente tutti felici! Mi piace molto il nostro Presidente.

Sto cercando casa… la trovo. A Roma gli affitti sono spaventosi.
Trovo anche un’assistente che sta da anni in senato. Giuliana. Graziosa, capace. Che contratto facciamo? Mi viene consigliato… o in nero o cocopro. Parlo con il mio commercialista e decidiamo per un contratto a tempo indeterminato. Qualcuno mi dice: “Hai sbagliato”, qualcun altro pensa che io sia scema.
A camere unificate abbiamo eletto Presidente del consiglio Romano Prodi.
Ecco, quel giorno a Montecitorio con tutto il Parlamento riunito, per la prima volta mi sono sentita emozionata. Ben conscia di dove fossi e di quel che stessi facendo. Per la prima volta mi sono sentita senatrice. Proprio così. Io, senatrice… Ho pensato a mia madre, a mio padre, avrei voluto fossero lì con me, a vedermi… ho pensato alla mia famiglia tutta, a Jacopo, a Dario, a Pia mia sorella, alle mie nipotine… “Sì, guardatemi bene… sono proprio io… vostra figlia, sorella, moglie, madre, nonna e bisnonna, zia. Io. Siete contenti di me? Mi volete bene?”
Eh, sì… l’essere “voluta bene” è molto importante per me! Più di ogni cosa al mondo.
Il resto alla prossima puntata.


Ecco le proposte contro lo spreco uscite dal convegno

Qui potete leggere il testo del disegno di legge e di seguito trovate in video interventi al convegno promosso dalla Senatrice Franca Rame.

LIBERA UNIVERSITA' DI ALCATRAZ 9-11 GIUGNO 2006
Convegno sugli sprechi dell'Amministrazione pubblica

I VIDEO SONO STATI GIRATI E MONTATI DA ARCOIRIS TV

Convegno sullo spreco dello stato Italiano - Primo tempo
Convegno contro lo spreco di Stato organizzato dalla Senatrice Franca Rame a Alcatraz, 9-11 giugno 2006.




Convegno sullo spreco dello Stato Italiano - Conclusioni
Convegno contro lo spreco di Stato organizzato dalla Senatrice Franca Rame a Alcatraz, 9-11 giugno 2006.


Arturo Lorenzoni
Arturo Lorenzoni collabora con l'Università di Padova e l'Università Bocconi occupandosi di economia dell'energia. In questa intervista spiega come l'efficienza non significhi riduzione del benessere e l'impatto economico del risparmio.


Compagnia teatrale Itineraria
Fabrizio Di Giovanni e Maria Chiara Di Marco della compagnia teatrale Itineraria presentano il loro spettacolo AccadueOro, premiato dalla Presidenza delle Repubblica con la targa d'argento.


Davide Biolchini
Davide Biolchini è il coordinatore scientifico del Forum Cooperazione e Tecnologie. Intervenendo sul tema dello spreco spiega il paradosso del benessere e quale nuovo immaginario deve scalzare l'attuale visione consumistica.


Eliana Caramelli - Mattia Donadel
Eliana Caramelli e Mattia Donadel, nel corso del 2005 hanno coinvolto 1200 famiglie veneziane in un progetto di consumo consapevole Cambieresti? (consumi, ambiente, risparmio energetico, stili di vita). Ne raccontano l'esito e lanciano la nuova campagna Cambieresti 300x70, trecento famiglie che tentano il contenimento di consumi annui nello standarD di 70 kw.


Marco Marchetti
Marco Marchetti è avvocato e consulente per le amministrazioni pubbliche. In questa intervista spiega perché la Finanziaria del 2006 ha proposto il condono per il danno erariale e perché sugli sprechi esistono responsabilità patologiche.


Corrado Giannone
Corrado Giannone, della Conal, è un tecnologo alimentare. La sua esperienza professionale dimostra come la predilezione per l'uso di prodotti locali nelle mense pubbliche abbia una benefica ricaduta sulla qualità del cibo e sui costi di mantenimento del territorio. Perché far viaggiare la carne di regione in regione? Perché costringere frutta e verdura alla maturazione in cassetta?


Maurizio Fauri
Maurizio Fauri, dell'Università di Trento, si occupa di energia, efficienza e risparmio energetici. Come si può fare un'informazione corretta tra la tanta confusione e i molti profittatori? Quanta energia si può risparmiare e come?


Francesco Zaganelli
Francesco Zaganelli si è da poco laureato in giurisprudenza e ha condotto uno studio sulla difesa dei cittadini dalle clausole vessatorie imposte dai contratti offerti da erogatori di servizi.



Rassegna stampa del convegno

La scorsa legislatura ha fatto crescere il deficit, i parlamentari restituiscano un anno dei loro stipendi. - Un disegno di legge per riformare i processi sugli illeciti amministrativi, oggi quasi bloccati. - L'esperienza pilota di Bressanone dove le lampade dei semafori sono state sostituite dai led. (Unità)

Franca Rame, a un mese dalla sua elezione ha messo insieme una squadra di specialisti di vari settori e ha steso un piano di lavoro che contiene già elementi di analisi e alcune proposte che dovrebbero essere adottate al più presto. (Corriere dell'Umbria)

Conclusione del convegno. (Giornale dell'Umbria)

Grazie per la partecipazione


convegno

Ad Alcatraz, dal 9 all'11 giugno si terra' un convegno sullo spreco dello stato italiano, promosso dalla senatrice Franca Rame, per censire le follie d'Italia. Non è infatti un mistero che parte della disastrata situazione economica del nostro Paese dipenda dalla grande quantità di denaro e risorse che l'amministrazione pubblica getta dalla finestra.

Per partecipare chiama Alcatraz allo 075 9229938/39/11 o scrivi a info@alcatraz.it OFFERTA LAST MINUTE: 40 Euro al giorno!!!
Per maggiori informazioni sull'evento clicca qui


Ultime notizie su Franca Senatrice

Ovviamente il momento e' convulso e Franca, tra votazioni e trasloco a Roma, ha avuto giornate di fuoco.
Nel frattempo stiamo mettendo giu' la scaletta delle cose da fare per iniziare questo titanico lavoro di analisi degli sprechi dello Stato.
Abbiamo gia' avuto l'adesione di alcuni eminenti studiosi del problema e vogliamo organizzare a breve una serie di incontri per formare gruppi di lavoro sui singoli temi:
-- Sprechi e assurdita' nell'organizzazione della macchina amministrativa.
-- Sprechi nei settori di produzione dei servizi.
-- Spreco energetico.
-- Inefficienze burocratiche e sofferenze inutili per i cittadini.
-- Una particolare attenzione verra' poi dedicata all'analisi della situazione logistica di Camera e Senato e di tutto il sistema che ruota attorno. Da quel che Franca ha visto in questi primi giorni c'e' da mettersi le mani nei capelli.
Per ora pensiamo di iniziare con un convegno nel quale si incontrino i migliori specialisti dei vari settori disposti ad aiutarci. Non pensiamo di arrivare subito a proposte su tutti i problemi. Nella fase iniziale dovremo cercare di individuare i punti cruciali intorno ai quali ruota l'irrazionalita' del sistema.
Quel che ne uscira' verra' poi pubblicato sul blog di Franca e sottoposto alla discussione.
Quindi si arrivera' a un primo gruppo di proposte concrete sulle quali coinvolgere deputati e senatori per arrivare ai primi tagli reali delle spese e iniziare l'inversione di tendenza nell'organizzazione e nelle modalita' di lavoro della Pubblica Amministrazione.
Speriamo che ci siano molte persone disposte a collaborare a questo lavoro di inchiesta, di studio e di elaborazione di proposte.
Alla prossima.

Jacopo Fo


Proposta dell'Italia dei Valori: Franca Rame presidente della Repubblica

dal sito di Antonio di Pietro:

Franca Rame presidente della Repubblica. L’Italia dei Valori proporrà e voterà una donna per la più alta carica dello Stato. Una persona che è sempre stata fuori dai giochi politici. La sua candidatura è un segnale di cambiamento in un Paese in cui le donne sono sempre state discriminate in politica, come si può facilmente riscontrare dal loro numero esiguo in Parlamento. In Italia nessuna donna e nessuna persona estranea alla politica è mai stata presidente del Consiglio o della Repubblica. Franca Rame ha entrambe queste caratteristiche, unite all’impegno sociale e all’onestà intellettuale.
La politica va cambiata a partire dalle persone che la rappresentano iniziando da una maggiore presenza femminile alla Camera, al Senato e nelle varie cariche amministrative. Inoltre, per un reale rinnovamento, si dovranno sostituire nel tempo i politici di professione che frequentano da decenni le aule parlamentari con cittadini “prestati alla politica”, con persone provenienti dal mondo reale di cui conoscono i problemi. Su questo punto in particolare presenterò una proposta di legge per limitare a due le possibili elezioni di un candidato.
Franca Rame presidente della Repubblica, un sogno per cambiare l’Italia.