SPRECHI III PUNTATA

FIONDATEVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE A FAR GIRARE LE NOTIZIE CHE VIA VIA SARANNO PUBBLICATE. BISOGNA CHE CI SI METTA INSIEME IN TANTI... INDISPENSABILE COINVOLGIMENTO TOTALE... ANZI: TANTISSIMI!!
GRAZIE franca

Proseguo nel presentarvi le cifre spese dai nostri governanti negli anni 90, poi arriveranno quelle del 2005. “tenetevi forti”!
Leggete con attenzione la documentazione, avendo sempre presente che eravamo nel 1992.

Mi dispiace di non essere con voi per poter commentare insieme le incredibili e pazzesche spese. Chissà, che grazie alla web cam, non possa registrarle parlandovi direttamente. Il guaio è il “tempo”… quando rientro a fine giornata, sono quasi sempre stravolta. Non potrei mettermi davanti al computer e arrivarvi in casa bruttina come mi sono ridotta. Anzi, sto diventando veramente brutta! D’accordo gli anni, ma la mia è proprio la bruttezza di chi è abbruttito. Sono anche infelice per la situazione che stiamo vivendo… quante cose non mi vanno bene… ad esempio mi dispiace tanto, ma tanto, che non si parli più della legge sul conflitto d’interessi. Capisco che non debba essere facile per Prodi… governare 13 partiti… una follia! 13 teste, 13 problemi. Domani iniziamo a votare la finanziaria… ne vedremo e vedrete delle belle. Non sono contenta nemmeno un po’. Sono tante le cose che non vanno…
Ad esempio mi sono trovata in commissione a dover votare contro coscienza. Non che mi abbiano obbligata. Avevo già segnato sulla scheda per un certo problema “contraria”, ma arrivata all’urna m’è presa la paura di sbagliare. Sono momenti assai delicati e io non ho questa grande esperienza per prendermi una responsabilità come quella. In commissione siamo 13 contro 12 dell’opposizione. Il mio voto era determinante. Ho chiesto un’altra scheda e ho “approvato”. Mi sentivo le guance rosse e il groppo in gola.
Ho avuto timore che la mia presa di posizione causasse un guaio grosso. Non c’è mai modo di parlare, discutere con calma di quello che si va a fare. Vota sì, vota no. Vota rosso, vota verde. Me ne sono andata immediatamente, non ho aspettato nemmeno la verifica dei voti come si fa di solito. Arrivata in ascensore non sono riuscita a trattenere le lacrime. Piangevo dalla rabbia mista a sconforto. Ho addosso 77 anni di onestà, e trovarmi in questa situazione mi fa star male. Ma male veramente. Qualcuno della commissione m’è venuto a parlare: “Ti ho visto turbata…” altro che turbata! Anche la presidente, una compagna fantastica ha cercato di convincermi che avevo fatto bene a cambiare il mio voto. Che era giusto così. No. Sono stata vile e paurosa. Mi vergogno. Ma non posso tenermelo per me, non posso non dirvelo. Dopo lunga riflessione ho comunicato al mio capogruppo (misto) quanto segue: “Sono in 4 commissioni, quando ci sarà ancora da votare chiedo di conoscere anticipatamente e chiaramente su cosa si vota. Se non sarò d’accordo chiedo di essere sostituita. Altrimenti darò voto contrario.”
Bene, mi sono sfogata… scusatemi. Non so come, ma credetemi, ogni cosa che faccio, penso: “saranno contenti di me?” Mi siete sempre davanti agli occhi. Mi sento addosso una grande responsabilità! Un bacio franca

PRESIDENZA CONSIGLIO

Dipendenti: 4500 (nel 1918 erano in 9)... tetto previsto dalla legge 3521
Costo: 180 miliardi annui
Privilegi: auto blu (100, ridotte recentemente a 44) con 280 autisti per il costo di 12 miliardi annui.

Prossimamente pubblicherò dati più precisi e aggiornati a riguardo.

1992 MONTECITORIO DETTO, “BENGODI”
SPESE PER BENI D'USO E DI CONSUMO
Carta: 23 miliardi (hanno disboscato l’Amazzonia!)
Riscaldamento: più di 7 miliardi. (Che a Roma, tutti lo sanno. il clima è mite... nei grandi alberghi non c'è quasi mai riscaldamento... non serve! A Montecitorio… un caldo! Tutti nudi!)
Trasloco e facchinaggio: oltre 2 miliardi!... (Dentro a Montecitorio eh! Da una stanza all'altra. Cambian Partito... si portan via la scrivania)
Telefoni e posta: 8 miliardi
Viaggi deputati: 10 miliardi!... Ma dove adavano?
9 miliardi: servizio pulizia, lavanderia, disinfestazione… che non è servita a niente… son rimasti tutti lì!
Bouvette e ristorante, spuntini e pranzi: 4 miliardi
600 milioni di carta igienica!...
Un milione e seicentoquarantatrè mila lire al giorno di carta igienica!
Bisogna riconoscere che i nostri parlamentari mangian tanto... ma funzionano d'intestino che è un piacere!
Assenteismo: 40%
(Europeo settembre 1992)
STIPENDI PARLAMENTARI CHE AFFARE ENTRARE IN PARLAMENTO
STIPENDI: i 956 parlamentari (630 deputati, 315 senatori, 11 senatori a vita) intascano ciascuno 12 milioni e mezzo netti al mese, per il 30% non tassabili. Insieme ai francesi sono i parlamentari che ricevono di più nella Cee. Se hanno cariche si sale: un segretario di commissione riceve altre 400 mila, i segretari di assemblea (8 al Senato, 9 alla Camera) 3 milioni e 200 mila, i vicepresidenti di Camera e Senato 5 milioni.
PORTABORSE: (uno ogni parlamentare) 956, 3 milioni e 500 mensili (spesa annua 40 miliardi 152 milioni) la cui verifica sull'utilizzo è solo formale.
COMMESSI 600 a Montecitorio, stipendi da 3 a 6 milioni al mese lordi, più contingenza e indennità.
FUNZIONARI: in servizio fra Camera e Senato sono un centinaio. Costoro intascano più di 120 milioni netti l'anno, poi ce ne sono una ventina che s'accontentano di 200 milioni, hanno tutti i servizi dei parlamentari.

ULTIME NOTIZIE “L'ESPRESSO” 26 LUGLIO 92
"Lascio? Raddoppio!" di Andrea Gabrielli.
A Montecitorio è in vista un nuovo aumento. Dopo lo scatto di 386 mila lire al mese dello stipendio dei portaborse, che arrivano così intorno ai 4 milioni e dopo il raddoppio, da 500 a 1 milione al mese, del premio di consolazione per gli onorevoli senza ufficio privato; adesso è l'ora della DIARIA.
I questori della Camera si presentano alla prossima riunione di ufficio di presidenza con una richiesta di aumento di 50 mila lire: chiedono cioé che dal primo settembre la diaria sia di 250 mila lire al giorno. (con la giustificazione di adeguare i rimborsi con la scalata dei prezzi.)!!!
L'ufficio di presidenza non ha mai battuto ciglio, anche l'anno scorso quando la diaria è passata dalle 100 alle 200. Questa volta però potrebbe essere diverso, perché il neopresidente Napolitano ha chiesto di ridurre le spese del Palazzo ( e i tagli potrebbero perfino riguardare il gettone di presenza!!!)
Soprattutto per il mancato o insufficiente controllo delle assenze: ogni mese la Tesoreria invia ai capigruppo l'elenco delle assenze, al quale segue come risposta una lista degli assenti giustificati. Che NESSUNO SI SOGNA DI CONTROLLARE!!! E per le casse dello Stato la Diaria non è uno scherzo, se dovesse pagare tutti i 630 deputati sarebbero 2 miliardi al mese. Il controllo è elettronico, tramite tessere magnetiche che possono anche essere prestate ad un collega compiacente per il voto e la presenza è assicurata. In occasione dell'approvazione dell'ultima legge finanziaria i commessi hanno pizzicato cinque deputati con in tasca dodici tesserini. E' scattato il sequestro.
Allo stipendio di coloro che lavorano a Montecitorio e palazzo Madama è agganciato quello dei "quasi onorevoli" delle Regioni, un altro migliaia di signori sul libro paga della Politica Spa.
I presidenti del Consiglio prendono il 90% dei deputati; il vicepresidente e gli assessori l'80%; i consiglieri presidenti di commissione il 75% e i consiglieri semplici il 65%. Con un'avvertenza: c'è qualche differenza di percentuale tra regione e regione.
Ogni grado ha la sua retribuzione in base a una logica di complicate equivalenze di merito che rimanda di continuo da Montecitorio e palazzo Madama a palazzo Chigi, alle sedi delle ambasciate e degli altissimi burocrati.
SCALA GERARCHICA:
L'alta dirigenza e gli ambasciatori si piazzano subito dopo i magistrati: ogni volta che si muovono quest'ultimi anche diplomati e grand commis entrano in fermento.
I più alti gradi della dirigenza statale trascinano le paghe dei ministri che a loro volta sono equiparati i vicepresidenti dei due rami del Parlamento. Gli ambasciatori invece tirano lo stipendio dei sottosegretari che a loro volta trainano i questori della Camera e del Senato.Cioé uno stipendio che oscilla tra i 14 e i 19 milioni al mesi netti.
Senza contare i benefit vari: Per i parlamentari e i funzionari, auto blu, autista, aerei, treni e autostrade gratis su tutto il territorio italiano, servizio di assistenza medica 24 ore su 24 a Roma, barba, capelli, permanenti, caffè, vitto, boutique interne, il tutto a basso costo. Sauna e piscina gratis. Meno male che pagano il canone Tv. Godono di tassi di interesse e prestiti vantaggiosissimi presso il Banco di Napoli che è appaltato al Parlamento. Corsi di lingue. 4 milioni all'anno per le vacanze. (Come mai una cifra così bassa?)
LIQUIDAZIONI E PENSIONI: chiamate "assegno di solidarietà" al Senato, "indennità di reinserimento" al Parlamento. (Hanno il senso dell'umorismo e questo "è bene"!).
Liquidazione per una sola legislatura al Parlamento è di oltre i 33 milioni. Per le ultime 3 (dal 79 al 92) superiamo gli 86 milioni. Chi è al Parlamento dalla Costituente se non rieletto riceve circa 305 milioni, più logicamente gli interessi accumulati negli anni.

Con che cifra Giulio Andreotti sarà liquidato? Ci aumenteranno ancora il bollo della patente?

Buvette al Pantheon e portaborse

Oggi Franca è a Montpellier, come ha scritto nel post di ieri.

Io sono Carlotta, la sua assistente; da un paio di mesi lavoro qui all’ufficio del Senato.

Per non lasciare un’altra pagina bianca, oggi sarò io a soddisfare la vostra curiosità di sprechi. Mi tremano un po’ le ginocchia, spero di essere soddisfacente…

Buvette al Pantheon.

Forse per necessità, forse per vezzo, durante lo scorso governo, il Senato ha provveduto ad instaurare un roof garden, appellativo edulcorato di veranda, sopra il Palazzo della Minerva. Qui ha sede la prestigiosa biblioteca Spadolini. La vista mozzafiato dalla buvette è sull Pantheon; peccato che dall’omonima piazza, oltre la cupola non si possa evitare di scorgere una bruttura in vetro-cristallo-rame che deturpa il paesaggio.

Sebbene nel cuore della capitale il Piano regolatore non preveda alcun aumento di cubatura, il Senato ha utilizzato una “leggina”, il decreto legislativo «374», che prevede per ogni iniziativa edilizia di un organo statale di poter derogare alle leggi edificatorie.

Il sindaco Veltroni, appresa la notizia dal Corriere della Sera, ha chiesto all’Ufficio abusivismo edilizio di acquisire informazioni sulla vicenda. L’atmosfera a palazzo si fa pesante: cosa fare di una veranda di150 mq, dal costo di oltre 600 mila euro? Disfarsene, con ulteriore dispendio di denaro pubblico.

Il Presidente del Senato, Marcello Pera, sulle prime dichiara di non essere a conoscenza del progetto, poi chiede maggiori controlli, ed infine si reca di persona a visitare l’orribile veranda. Subito esprime «parere negativo». Giustizia fatta. (Corriere della Sera ed. Roma 9.6.04)

Resta da chiarire come mai nel giugno del 2003 il Senato avesse pubblicato un libro intitolato “La Biblioteca del Senato a Palazzo della Minerva”, che mostrava l’elaborazione grafica della erigenda buvette, perfettamente simile a quella poi eretta. Non solo. Il libro si avvaleva di una pregevole prefazione dello stesso, smemorato, Marcello Pera…

Meno divertente ma altrettanto sconcertante, il racconto della situazione dei collaboratori parlamentari, i cosiddetti “portaborse” (visitate il sito www.portaborse.net).

Partiamo dal 2003, quando, per vari motivi, cambiano le modalità di elargizione del sostegno ai deputati per i collaboratori. I nostri si approvano, manco a sottolinearlo, un rimborso (esentasse) di 4.190 euro per le spese di segreteria. Fin qui tutto chiaro. I parlamentari ricevono denaro come rimborso, di spese che non devono giustificare. La regolarizzazione dei contratti è lasciata al buon cuore dell’onorevole.

Questo porta all’aumento di collaboratori “in nero”, sottopagati e ultrasfruttati. Molti, per la miseria dello stipendio, sono addirittura costretti a lavorare in due segreterie per sbarcare il lunario. Durante un’inchiesta di Report sullo stipendio degli onorevoli l’On. Taormina dichiara di non avere collaboratori. L’intervistatore chiede perché non rinunci al rimborso, e lui “ Do il danaro a mia moglie, la quale fa beneficenza per i cani”… Col denaro pubblico…

Per risolvere questa situazione viene richiesto ai deputati di firmare un’auto-dichiarazione che certifichi se i loro collaboratori sono assunti a titolo oneroso (pagati) o non oneroso (gratis). Dalle 371 dichiarazioni risultavano, nel 2004, 587 collaboratori, 85 dei quali a titolo ONEROSO, i restanti 502 a titolo NON ONEROSO… Tutta buona gente?

Mi dispiace molto...

Credevo di farcela... ma siamo stati in aula sino alle 14. Sono uscita frastornata. E' stata una mattinaccia. Gran mal di testa. Sono andata in ufficio e mi sono buttata sul divano. Ho chiuso gli occhi e mi sono rivista da quando mi sono alzata. Ore 7. Preparo la valigia per Dario che partirà per Marsiglia alle 12,35. Il taxi verrà a prenderlo alle 10,15. Stanno tenendo a Montpellier un festival da un mese con tutte le nostre commedie. Finisce il 17. Questa sera va in scena “Coppia aperta”, domani “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”. Ci hanno invitati per la chiusura. Ci andiamo volentieri. Ci abbracciamo prima che io esca. Siamo un po’ tristi, avrei dovuto partire anch’io, ma ci sono le votazioni. Non mi posso assentare. Beh ci vedremo domani. Scendo le scale e Dario mi raccomanda: “Stai calma… non stancarti… ti aspetto…” “Sì, si… non preoccuparti… ciao…”
Il senato dista da casa mia un 200 metri. Vado veloce. Ho sempre timore, in giorni come questi che mi possa capitare qualcosa che m’impedisca di essere presente. Quando entro due carabinieri e due militari, scattan sull’attenti. Li guardo con un sorriso, sussurro un buongiorno… sussurro perché non so se si possa fare. Buvette, caffè. Aula. Mattinata impegnativa. Votazioni importanti: emendamenti alla finanziaria. Presenti i grandi vecchi. La si prevedeva brutta… Ma che sarebbe stata così brutta non se lo sarebbe immaginato nessuno.

Prendo un Aulin. Carlotta Nao, la mia assistente-amica insiste perché mangi qualcosa. Non mi va niente.

Ho nelle orecchie il brusio continuo… il suono dei cellulari, l’andar su e giù di quasi tutti in attesa dell’ “Attenzione, si vota!” “Vota rosso vota rosso- vota verde vota verde”. Ieri, alzando gli occhi mi sono vista in galleria Dario con Carlotta e Marisa Pizza (altra cara amica). M’ha fatto un certo effetto che fosse lì con tanto di cravattone datogli dalla portineria. Ero contenta come fossi al primo giorno di scuola e “il mio papà” mi stesse a guardare. Il Presidente Marini saluta una delegazione di senatori rumeni e anche Dario. C’è stato un bell’applauso. Quando ci siamo rivisti a cena, sono uscita alle 20,30 era sconvolto. “Ma come fate a resistere in quel casino?” Non vi dico cosa ne ha dette: e mancanza di rispetto per il luogo dove si stava, e l’indifferenza per chi interveniva…” Questo è niente, pensavo. Ci fosse stato questa mattina sì, che ne avrebbe viste delle belle. Già dalla prima votazione sono partiti gli insulti urlati dell’opposizione contro i senatori a vita. Non so quante volte abbiamo votato. Sempre tra schiamazzi vergognosi. Per fortuna verso le 12 arriva un commesso e mi avverte: “C’è l’on. Teresa Mattei che vuole salutarla.” OH!, finalmente la vedo di persona. Ci siamo telefonate un mare di volte prima del referendum costituzionale, eh sì, perché Teresa giovanissima ha partecipato alla stesura della Costituzione. S’è fatta tutto l’inverno con i ragazzini delle scuole elementari e medie a spiegare, raccontare della Costituzione, del significato, dell’importanza per il Paese, del suo grande valore.
Mi trovo tra le braccia una minuta signora di 85 anni che mi stringe forte con grande affetto. Che emozione, anche la sen. Valpiana è emozionata. Ci mettiamo d’accordo per vederci al pomeriggio. Dobbiamo andare a Palazzo Chigi dal sottosegretario Letta, perché un suo caro amico partigiano, Aldo Braibanti, eroe della resistenza, poeta e saggista di fama, si trova in grandi difficoltà finanziarie e Teresa vorrebbe che ottenesse finalmente (sono ani che aspetta!) il vitalizio della legge Bacchelli: 1000 euro al mese. “Si vota, entrate subito in aula. Si vota!” grida qualcuno. “Ciao Teresa, ciao, ci vediamo più tardi”.
Alé!

Il mal di testa non passa.
Mi metto al computer per preparare la III puntata. Ho un mare di materiale, ma disordinato. Leggi e rileggi, taglia e incolla. Arrivano le cinque come niente. Corro a Palazzo Chigi. Teresa è già lì accompagnata da Gabriele, suo bellissimo figlio. Entriamo. Non c’ero mai venuta prima. Tutto esagerato. Proprio esagerato. Per forza chi sta lì dentro si monta la testa. Non è mica un posto normale.
Lasciato il sottosegretario gentile, Teresa e Gabriele prendono un tassì. Noi ci avviamo, io verso casa e Titti al suo ufficio. Dovrei tornare anch’io in ufficio ma m’è presa una gran stanchezza. Mi rilasso un po’-penso- poi. Poi un bel niente. Carlotta mi raggiunge con la chiavina-memoria-computer e mi metto a lavorare stesa sul letto. Leggi e rileggi, taglia incolla. Non mi va bene niente. Ho bisogno di tempo. Verso le 21 mi faccio un panino. Inizia Santoro. Smetto di lavorare. Trasmissione fantastica. Spero l’abbiate vista. Decido di rimandare la III puntata. Non ho la testa per far niente. Domattina parto. Ore 10,15 il taxi sotto casa.
Scusatemi… ho preferito fare questa chiacchierata con voi, piuttosto che una III puntata rabberciata.
Mi spiace Luca… te l’avevo promessa. Abbi pazienza…
A lunedì. Un bacio.
franca

comunicazione

Purtroppo oggi non potrà essere pubblicato l'aggiornamento sugli sprechi perchè al Senato è in corso la discussione sul dl fiscale (finanziaria).
Il materiale raccolto è molto e richiede un po' di tempo per essere pronto alla pubblicazione...

A domani per il prossimo spreco!

La Redazione

Lo sapevate che....

FIONDATEVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE A FAR GIRARE LE NOTIZIE CHE VIA VIA SARANNO PUBBLICATE. BISOGNA CHE CI SI METTA INSIEME IN TANTI... INDISPENSABILE COINVOLGIMENTO TOTALE... ANZI: TANTISSIMI!!
GRAZIE franca

II PUNTATA
DOCUMENTAZIONE RACCOLTA PER LO SPETTACOLO in piena Tangentopoli:
“Settimo: ruba un po' meno!” (1992-95)

Debito pubblico Italia: 2 milioni di miliardi! Cerchiamo di capire insieme chi è responsabile del debito pubblico.

I dati che seguono li ho rilevati da: Repubblica, Unità, Europeo, Panorama, Espresso... e da alcuni libri: "Lo spreco" Gian Antonio Stella,
"Nomenklatura" di Sebastiano Messina, un giornalista di Repubblica, "Mi manda papà" di Locatelli e Martini... In più abbiamo l'onorevole Raffaele Costa... che dall' 85 denuncia al Parlamento e alla stampa gli sprechi di Stato che via via,va scoprendo: “L'Italia dei Privilegi”, “L'Italia degli sprechi” “La mia prima repubblica".
Cominciamo dall'alto, dal culmine della piramide: dal Quirinale residenza del Capo dello stato.
Perché parto da così lontano? (1992) Perché oggi non si riesce a sapere nulla al proposito. Si conosce solo quanto viene elargito dal Governo al Quirinale. Segretato, come vengono spesi i denari.

Per inciso diremo che come spesa al mantenimento del "Colle" noi siamo in testa alla classifica mondiale.

Dati dal 1992
on. RAFFAELE COSTA

COSTI DEI PALAZZI
Il QUIRINALE

Se me lo avessero raccontato, non ci avrei mai creduto…

Assegno in dotazione al Presidente: 4 miliardi esentasse.
206 miliardi di spese per la Presidenza.
Residenza estiva: Castel Porziano.
PERSONALE:
I dipendenti del Quirinale sono la bellezza di 796 e godono di una serie di benefici notevolissimi, rispetto al resto del pubblico impiego.
I loro ruoli sono suddivisi in:
186 commessi
163 assistenti tecnici
139 tecnici agrari
133 ragionieri e segretari
40 cacciatori e guardie forestali
Dei 225 dipendenti restanti non si conoscono i ruoli.
38 ore lavorative la settimana, dopo di che scatta lo straordinario.
Pensione Presidente: 100% dell'ultimo stipendio.
Le spese della presidenza della Repubblica non sono sottoposte al controllo della Corte dei Conti.

1500 stanze con accessori: 236 arazzi, 280 orologi, 295 tappeti, tra cui il tappeto più grande del mondo 300 metri quadrati. 900 posate d'argento, 600 piatti, migliaia di bicchieri di cristallo maneggiati da 50 camerieri in livrea, che si aggiungono ai 10 cuochi, in grado di allestire pranzi di gala per centinaia di persone.
Il nostro Presidente (n.r. Scalfaro) usufruisce anche della pensione maturata nei tre anni di attività giudiziaria e come parlamentare e quando poi andrà definitivamente in pensione gli spetterà anche l'indennità di senatore a vita, (di cui stanno godendo - è proprio il caso di dirlo anche Leone e Cossiga).
Oltre allo stipendio i lavoratori del Quirinale usufruiscono di indennità d'incarico, informatica (per i dipendenti delle carriere tecnico-informatiche e per coloro che fanno normale uso di video-terminali-elettronici, guida, caccia (chi lavora nelle tenute di Castel Porziano), cassa (direttore ufficio tesoreria, impiegati addetti alla cassa), di alloggio (chi non ha alloggio di servizio) lavoro festivo, notturno, straordinario, assegni famigliari e gratifiche che consistono in un assegno pari ad un quarto dello stipendio che viene distribuito tre volte all'anno: marzo, giugno e settembre.

(Mi piacerebbe sapere perché proprio in quei mesi).

Un tenente colonnello dei carabinieri in servizio al Quirinale percepisce 2 milioni al mese in più rispetto al pari grado che combatte contro mafia, camorra, delinquenza in Sicilia e altrove.
(Perché?)
Un semplice ragioniere dopo 15 anni di lavoro, intasca netti, 65 milioni l'anno, oltre due volte lo stipendio di un suo omologo ministeriale".
(Perchè?)

Ah… dimenticavamo il meglio: le PENSIONI.

I lavoratori del Quirinale dopo 35 anni di servizio percepiscono una pensione uguale all'ultimo stipendio e se il loro lavoro è stato "lodevole" anche "una tantum" (sei mensilità e mezzo) che il presidente può aumentare a sua discrezione".
Ma non è finita.
"Il Capo dello Stato può assumere personale evitando i pubblici concorsi. Può nominare per decreto i dipendenti della presidenza anche quando la loro nomina sia in sovra numero rispetto agli organici. Notate bene, tutte norme arbitrarie in netto contrasto con le disposizioni generali della pubblica amministrazione."
Ogni ex presidente della Repubblica ha a sua disposizione un'auto di rappresentanza, concessagli a vita dal Quirinale. Anche Francesco Cossiga beneficia dell'auto della presidenza della Repubblica, però, in quanto anche ex presidente del Senato, dispone di una seconda auto.
Ricordiamo che in Germania, al servizio del capo dello stato ci sono 150 dipendenti, in Portogallo: 200, in Spagna per la casa reale ci sono 543 addetti.
Negli Stati Uniti, sono a disposizione delle "autorità", quattro "auto blu", il re della Danimarca, sbriga le proprie faccende al volante della macchina personale e che il sindaco di Oslo quando esce dal municipio aspetta il taxi per tornare a casa... col freddo che fa!
Ma quelli sono esibizionisti del risparmio dei soldi pubblici. Insopportabili moralisti.

A 'sto punto rivogliamo il re!

GLI ENTI DISCIOLTI… (1992 DA VI: ruba un po’ meno)

Abbiamo a Roma due bei palazzotti, 300 impiegati, costo di puro stipendi annuo 12 miliardi,
dove ha sede l'Ispettorato Gestione Enti Disciolti.
Pensavo a un refuso. No, proprio disciolti!
Sono tuttora in vita 396 degli enti inutili soppressi nel 1956 ma ancora attivi (G.A.Stella). Siamo riusciti a perdere le tracce di 1160 opere d’arte prestate per mostre nel mondo intiero (anche capolavori del Tintoretto, del Guercino, del Veronese…) e che non si ritrovano più, tante da riempire almeno 5 musei! Ma abbiamo custodito per decenni il Consorzio idraulico per la difesa della sponda destra del Trebbia, la GIL (Gioventù italiana del Littorio), L'Ente Orfani di Guerra... che il più giovane ha 70 anni! La Società per l’educazione correttiva dei minorenni dell’antico Regno Sardo. L’Accademia dei gelati, il Comitato per la fiera del carciofo, l’Associazione Amici del flauto dolce. E per finire l'Ente per la distribuzione dei medicinali offertici dagli americani alla fine della guerra del '45... che se mandi giù un cachet... TAK morto secco!

GLI ENTI DISCIOLTI 2006

Ricette e ricoveri facili. Così lo Stato spende diecimiliardi di troppo

Sprechi d’Italia

L’ufficio enti inutili non riesce neppure a liquidare se stesso di Altiero Scicchitano (La Stampa)

In Italia esiste un ente creato apposta per sopprimere gli enti inutili. Si chiama Iged – Ispettorato generale per la liquidazione di enti disciolti - e da cinquant’anni esatti fa il suo sporco lavoro con apparente calma. I primi seicento enti inutili furono dichiarati tali nel 1956. Nel tempo se ne sono aggiunti fino a un totale di ottocentoventisette.
L’Iged è riuscito a chiuderne settecentouno. Gliene restano centoventisei, più altri dodici commissariati per gravi pendenze economiche. Totale: 138. Anzi, 139.
Il centotrentanovesimo è proprio l’Iged, la cui inutilità è stata stabilita nel 2002. Da allora l’Iged è faticosamente impegnato nella liquidazione di se stesso, e per chi si fosse perso per strada, il riassunto è il seguente: l’ente che elimina gli enti inutili è un ente inutile.
Ogni governo di cui si abbia memoria si è solennemente assunto l’incarico di ingaggiare una guerra senza quartiere agli sprechi.
Il grido di battaglia è il medesimo per tutti: ora basta, risolviamo il problema degli enti inutili. Questi ormai mitologici enti inutili sono soprattutto eredità del Ventennio fascista, moltiplicati dalla mania corporativistica. L’esempio più clamoroso, che non c’entra con le corporazioni ma con il fascio sì, è la Lati, le Linee aeree transcontinentali italiane. Venne fondata da Benito Mussolini su imbeccata di Italo Balbo, aviatore provetto. La Lati venne inserita nell’elenco dei seicento enti inutili stilato nel 1956. Ma mezzo secolo più tardi la liquidazione non è ancora conclusa.
Si comincerà dunque a capire perché l’ente che elimina gli enti inutili è un ente inutile. E non solo: anche costoso. Uno studio della Confesercenti dello scorso anno rilevò che l’Iged, con quattordici uffici, quattordici dirigenti e un centinaio di funzionari costava allo stato una cinquantina di milioni di euro (cento miliardi di lire) l’anno. Erano più o meno i numeri di cui venne in possesso nel 2002 il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, allorché intraprese la solita guerra. La soluzione finale scelta da Tremonti fu quella di constatare l’inutilità, se non la dannosità, dell’Iged. Le numerose pratiche ancora aperte dovevano passare alla Fintecna, società esterna controllata dallo Stato.
Ma l’Iged procede con i tempi che le sono riconosciuti. Per ora ha cancellato quattro dei suoi quattordici uffici e quindi, per chi si fosse di nuovo perso per strada, il secondo riassunto è il seguente: l’ente inutile che non riesce a eliminare gli enti inutili non riesce come ovvio a eliminare se stesso. Chiunque si immagina che in queste decine di enti inutili lavorino decrepiti impiegati con la visiera, che aggiornano regi decreti contenuti in faldoni polverosi e trascorrono le giornate nei seminterrati dei ministeri. E il ventisette del mese ricevono la busta paga. Non è così. Gli enti inutili non hanno dipendenti, e non hanno sedi. Perlomeno non hanno sedi funzionanti. Se non si riesce a liquidarli in certi casi dipende proprio dal fatto che si deve decidere una nuova destinazione della sede stessa, oppure la sua vendita a privati, chiamata in burocratese «cartolarizzazione». A impedire la liquidazione definitiva (l’uso dell’aggettivo «definitiva» sarebbe altrove inutile come gli enti in questione) sono sempre cavilli, pendenze, posizioni pensionistiche da definire. Vale la pena di ritirare in ballo la vicenda della Lati - le linee aeree di Balbo destinate a collegare l’Italia col Sudamerica – perché è esemplare. La Lati continua a esistere, senza sede e senza dipendenti, dal momento che rimane in piedi un’allucinante vertenza col governo brasiliano a proposito di un terreno del valore di circa quindicimila euro. Non si riesce a stabilire a chi appartenga il terreno, se a noi o al Brasile, e la Lati sopravvive.
Nell’ultima relazione trimestrale della Fintecna (che cerca poco a poco di sostituire l’Iged), del 30 giugno 2006, è riportata la vicenda dell’«Encc», il misterioso «Ente
nazionale carta e cellulosa», da undici anni in attesa di sepoltura.
Un avvocato, però, reclama parcelle arretrate per la somma di ventuno milioni di euro, quaranta miliardi di lire, e le esequie non si celebrano. L’Istituto «Bruno Leoni » di Torino ha recentemente illustrato la vicenda dell’Onpi, l’Opera nazionale pensionati d’Italia. Anch’essa è in liquidazione e anch’essa resiste per via di alcune posizioni previdenziali rimaste in sospeso. Questo non impedisce allo Stato di cancellare in «contributo ex Onpi», una trattenuta mensile «su ciascun rateo di pensione» di un centesimo di euro, riconversione delle precedenti venti lire. I nostri pensionati, per spiegarci, ogni anno versano tredici centesimi (dodici mensilità più tredicesima) all’ex Onpi per un totale annuo di due milioni e mezzo di euro, poi girati all’erario.
Il casino è totale. Decifrando le carte dell’ispettorato, si arriva a capire che l’Inpdap avanza crediti dall’ex Enpas, il quale ex Enpas ne vantava a sua volta dall’ex Enpdedp, che non è un partito di minoranza ma l’(inutile) «Ente nazionale di previdenza dei dipendenti da enti di diritto pubblico». Però, secondo l’Enpas, l’Enpdedp ha già versato 3 milioni e 200 mila euro, mentre l’Enpdedp sostiene di averne versati 15 milioni e 700 mila.
Se al garbuglio si aggiunge che, sempre stando ai calcoli della Fintecna, «la definizione delle pratiche del personale degli enti in liquidazione potrebbe comportare oneri... stimati in circa 370 milioni di euro», si comincia a capire la ragione per la quale in Italia esistono ancora la «Cassa conguaglio zucchero» e l’«Orfanotrofio militare di Napoli».
Non s’è mai capito quale contagio intestinale affliggesse la zona in cui lavorava il medico dell’azienda sanitaria 5 di Napoli che è riuscito a far spendere al servizio sanitario nazionale 3 miliardi di lire in clisteri. Correva l’anno 1998, correvano le prescrizioni, si spendeva a palla. La musica non è cambiata: il business promette bene, visto che il 18% della spesa sanitaria (90 miliardi quest’anno) finisce in farmaci.

Ricette facili
Ci sono i medici dalla penna fulminea. Entri, ti siedi, e loro cominciano a scrivere: la Corte dei Conti ha denunciato 560 «grafomani», camici bianchi che si son fatti notare per frequenza e quantità delle loro prescrizioni. Poi ci sono quelli che continuano a prescrivere medicinali di marca ignorando gli equivalenti generici: stesso principio attivo, stesso effetto, risparmio medio 20%. Eppure i generici valgono appena l’1,5% della spesa farmaceutica: un centinaio di milioni. Tanto la differenza - a seconda delle esenzioni - la paga lo Stato o chi si presenta in farmacia.
E forse non è un caso che tra i reati più diffusi nella Sanità, la Corte dei Conti segnali il comparaggio:regali o denaro elargiti generosamente dalle case farmaceutiche ai medici purché si ricordino di loro e aumentino le prescrizioni di questa o quella specialità. 2004: nella sola Lombardia, 564 medici che hanno provocato un danno erariale di 25 milioni e mezzo di euro prescrivendo medicine dopo aver preso regali delle case farmaceutiche. Per i giudici si tratta di una piaga peggiore delle tangenti sugli appalti sanitari e delle fatture false.
Febbre da farmaci. In Italia ogni anno si contano 478 milioni di ricette, otto a testa: costo procapite 204,6 euro. La politica ha cercato di mettere un freno indicando tetti di spesa, le regioni se ne infischiano. Nel 2005 il Lazio ha sforato di 520 milioni, la Sicilia di 323, la Campania di 273. Lo Stato ha speso un miliardo e mezzo più di quanto programmato. E fatica a tenere i conti: quando l’Agenzia italiana del farmaco ha confrontato i dati delle 18mila farmacie con quelli inviati al Ministero dalle Asl ha scoperto un buco di 500 milioni solo nel quarto trimestre del 2005.
Il cervellone non basta. C’è chi trova all’ospedale la sistemazione estiva per il nonno di casa. L’Osservatorio della Terza Età ha calcolato che il «parcheggio anziani» - spesso ricoverati con pretesti - costa 18 milioni di giornate di degenza l’anno: il conto sfiora i 6 miliardi. Alla faccia del Drg, il Diagnosis relate group, sistema introdotto nel 1995 per razionalizzare la spesa.
Per ogni malattia tanti giorni di ricovero, tanti medicinali, tante lenzuola, pranzo cena colazione, esami clinici, e tanto è il rimborso dovuto. Il Procuratore generale della Repubblica Mario Blandini dice che l’uso «improprio» del Drg costa allo Stato 5 miliardi l’anno.
Listino prezzi. Difficile, d’altra parte, stabilire quanto si dovrebbe spendere quando non c’è un valore di riferimento. Quanto costa togliere un’appendice? Dipende. In Toscana 2.200 euro, a Milano 2.527 (si sa, il centro è caro), in Umbria 5.549. E un posto letto in ospedale? In provincia di Reggio Calabria ci sono le Asl da record. La più economica: l’ospedale di Gerace si accontenta di 30mila euro l’anno. E quella più cara: un anno al Pentimalli di Palmi costa 462.500 euro, salute a cinque stelle. Un ricovero in Friuli costa in media tremila euro, in Val d’Aosta quasi cinquemila.
Un parto naturale in Trentino costa 1.700 euro, in Emilia 697. In Campania un parto sì e uno no i medici scelgono di intervenire con il cesareo, percentuale che non trova uguali nel mondo. Sarà una combinazione, il ministero della Salute lo paga 1000 euro più del parto naturale.
Tac da record. Altri dati curiosi: l’Italia ha il record mondiale delle Tac, 40 milioni di esami l’anno. Ma c’è chi architetta imprese più complicate: al Policlinico Umberto I di Roma ha fatto rumore il caso dei quattro funzionari che hanno fatto acquistare all’istituto apparecchiature radiologiche di ultimo modello.
Nessuno li ha mai utilizzati. La Corte dei Conti ha valutato un danno allo Stato di due milioni. La vicenda fa il paio con quella del Policlinico di Bari: una struttura fantasmagorica, nei fatti svuotata. Mancano attrezzature, e nel mega ospedale da 30 padiglioni ne funzionano solo cinque. Bisognerebbe mettere i baresi in contatto con i calabresi di Gioia Tauro, dove si favoleggia del mitico ospedale che giace nella piana inutilizzato pure se è dotato di macchinari e sale operatorie completi.
Il ticket privato. Di fronte a tante mancanze, i bisognosi di cure finicono col rivolgersi al privato: tra il 2005 e il 2006 un milione 800mila malati italiani sono stati ricoverati in case di cura private. Il servizio è garantito, però i ricoveri nel privato costano allo Stato 4 miliardi più del servizio equivalente in una struttura pubblica. Denaro che con una programmazione migliore sarebbe risparmiato.
Marco Sodano, Raphael Zanotti, Mattia Feltri

Vi siete divertiti? Piangete?
A domani…

"Il ponte di Messina: la truffa del secolo e l'8 per mille...

FIONDATEVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE A FAR GIRARE LE NOTIZIE CHE VIA VIA SARANNO PUBBLICATE. BISOGNA CHE CI SI METTA INSIEME IN TANTI... INDISPENSABILE COINVOLGIMENTO TOTALE... ANZI: TANTISSIMI!!
GRAZIE franca

Inizio, (e mi scuso se solo da oggi, ma non ce l'ho fatta prima) a presentarvi il materiale raccolto anche grazie a voi, sugli sprechi. Ovviamente non tutto insieme… sono preoccupata per il pensionato da 500 euro al mese… non vorrei che davanti a certe cifre, gli venisse un colpo! Forse, quanto segue alcuni di voi l'avranno già letto... ma la percentuale in Italia di lettori di giornali e riviste è bassissima quindi eccovi:

"Il ponte di Messina: la truffa del secolo

Prima puntata
Dov'è finito l'architetto del ponte?
Da un articolo di Curzio Maltese (Venerdì di Repubblica 3 nov. 2006)

(…) Berlusconi ha buttato un mare di soldi 600-700 milioni di euro (…) per non cominciare neppure i lavori.
(…) Oltre 150 milioni sono stati sprecati per gli studi preparatori, in laute consulenze agli amici degli amici per studiare fra l'altro il "flusso dei cetacei fra Scilla e Cariddi", "l'mpatto psico-socio-antropologico dei lavori sulla popolazione locale". Una montagna di 126 chili di carta che giace negli uffici del ministero. Un altro centinaio di milioni per l'esproprio dei terreni, nel tripudio delle cosche. Ed è da record la penale che lo Stato dovrà pagare all'impresa appaltatrice, l'Impregilo: 388 milioni di euro. Il ponte doveva essere una delle più grandi opere pubbliche d'Europa ed è invece la truffa del secolo.
Si poteva immaginare che non si sarebbe mai fatto? Si doveva. I mercati ne erano sicuri. Quando l'Impregilo vince l'appalto, il titolo crolla in borsa di quasi il 6%. Appena il Parlamento decide che non si farà nulla, la quotazione schizza in alto. Nessuno ha mai creduto che il lavoro si sarebbe fatto. Tutte le imprese straniere si erano ritirate dall'asta, dove la vittoria dell'Impregilo era annunciata, fra l'altro, da una telefonata dell'amministratore delegato Savona, intercettata per caso dai magistrati di Monza: "Tranquilli, l'appalto è nostro, me l'ha giurato Dell'Utri".
Il mondo dell'architettura internazionale è impazzito per capire come gli italiani potessero credere al progetto. In particolare i giapponesi, massimi esperti, che vantano il ponte più lungo a una campata, l'Akashi Kyokyo, 1960 metri. Volevano farci passare una linea ferroviaria, ma gli ingegneri hanno spiegato che non esistono materiali in grado di reggere una struttura simile: sarebbe crollato tutto.
Il ponte sullo Stretto avrebbe dovuto essere lungo quasi tre chilometri e mezzo e con due linee di ferrovia, non una. Chi era l'autore di una simile meraviglia? Renzo Piano, Richard Rogers, Norman Foster? Macchè, un certo William C.Brown, nipote di un più famoso William H.Brown che ha progettato un paio di ponti in Africa ai tempi delle colonie. Un carneade mai nominato da nessuna rivista di architettura del Pianeta. Due architetti italiani, Ugo Rosa e Domenico Calandro, hanno lanciato una "caccia a mister Brown" e hanno scritto l'esilarante diario su Internet. Pare che sia scomparso qualche mese fa.(…)

ANCHE QUESTA NOTIZIA NON è MALE.

(FONTE TG COM) L'8 per mille speso per guerra Iraq
La denuncia della presidente del FAI 10 novembre 2006

L'otto per mille che i cittadini italiani hanno voluto assegnare alla cultura avrebbe invece finanziato la missione in Iraq. Lo ha detto la presidente del FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, al convegno del Fondo per l'ambiente italiano. La Crespi lo ha appreso da Enrico Letta. L'ex viceministro dell'Economia Vegas ad Affaritaliani: "Un terzo venne utilizzato per le missioni all'estero e una parte anche per l'Iraq"
"L'otto per mille originariamente doveva essere devoluto tutto agli aiuti al terzo mondo, alla cultura e a cose di questo genere. Poi una parte venne utilizzata per le missioni all'estero. E una parte anche per l'Iraq" - spiega Vegas.

Era stata sottratta una parte originariamente - aggiunge il senatore di Forza Italia - poi il resto è stato lasciato per le varie scelte che son state fatte sull'otto per mille". Quanto ando' all'Iraq in concreto? "Attorno a un terzo, circa 80 milioni".
Qualcosa da dire?

A domani...

FACCIO UNA PROPOSTA...

30 ottobre
Sono preoccupata! Stiamo vivendo un momento molto brutto e pericoloso. Dobbiamo impegnarci tutti, con forza e determinazione. Il nostro Paese sta boccheggiando. Gran parte della popolazione vive in un grande disagio, dai precari ai pensionati, dagli sfrattati ai nuovi poveri... per non parlare degli immigrati, clandestini o con tanto di visto accompagnato da sfruttamento (un locale in periferia dove vivono in 4 - 700 euro mensili) molte sono le famiglie: nonni, figli e nipoti che il pasto di mezzogiorno lo fanno alle mense di carità (e non solo nelle grandi città). La disattenzione e il disprezzo per il pianeta: spreco delle risorse a cominciare dall'acqua, che dovrebbe essere gratris, un bene naturale che di giorno in giorno va esaurendosi; la distruzione completa dell'aria, dell'atmosfera; vediamo ogni giorno precipitare l'equilibrio climatico.
I rifiuti che si sono tramutati ormai in un business, spesso gestiti dalla mafia.
Non possiamo limitarci alla lamentazione, limitarci a parlare, criticare, blaterare. Cosa possiamo fare? Mettiamo insieme le nostre risorse: raccogliamo documentazione su sprechi, inganno e truffa. Su come risparmiare... Partecipiamo! Dobbiamo voler partecipare alla rinascita di questo "nostro" Paese! Dobbiamo aiutare questo governo, che non deve cadere! E non dobbiamo accontentarci delle promesse. Dice un vecchio adagio: “Se le promesse si potessero mangiare avremmo all'istante una umanità satolla da scoppiare!”
Bisogna indagare per sapere. Indagare per conoscere.
Giornalmente pubblicherò sul blog la ricerca fatta in questi mesi, sugli sprechi, sulle numerose soluzioni per risparmiare denaro... le ingiustizie, per non parlare dell'indulto di tre anni "vergogna dell'inciucio”!
Inviatemi tutto ciò che conoscete, indicando la fonte. Prepareremo un documento da far pervenire ai nostri ministri. Dovranno tener conto del fatto che esistiamo, siamo noi che votiamo!, e non vogliamo più accettare di delegare.
Potete anche sottoscrivere il progetto con una firma. Che ne dite? Fatevi venire la voglia "di fare"!
Un bacio Franca Rame

29 OTTOBRE. Illuminiamoci il cervello: FORZA!!!!!

29 ottobre
Vi propongo la lettura di uno dei "conversari" di Machiavelli sulla nuova Repubblica Fiorentina (1527), che mi ha provocato pesanti riflessioni.
Leggete, riflettete: sembra scritto a commento dei giorni nostri.
Sto pensando di lanciare una qualche campagna. Di fare qualcosa, insieme.Spero mi si illuminaizione... o che venga a qualcuno di voi.
Un bacio
franca

“NON È TANTO LA NOVITÀ CHE CONTA, MA PRODURRE IL NUOVO”

“Tu bada ben - dice quasi a sé stesso Machiavelli - che l'aver in le tue mani il potere della Repubblica e il plauso di chi crede che si possa governare senza inganno non ti è bastante, poiché non è tanto la novità che conta, ma produrre il nuovo. Quindi ascolta e pruòvoca il popolo perché parli a costo di causare in te risentimento. Non credere che questo sia disordine e perdita di tempo e che si facci meglio a non descutere et computare. Non è il tempo che si conzuma nel confronto cosa da deprecare. L'errore che non truoverà mai rimedio è quello del resolvere ogni decisione per applaudimento. Uno bono descurso con retorica piazzata ad uopo, qualcuna frase dal bon suono e via che se cammina più spediti che mai. Tu debbi insegnare a razionare ogni idea o pruogramma tre volte più che non lo sia il raggionevole. Trista gente è quella di un popolo che segue lo sbatter di bandere e stendardi piuttosto che le idee ben mastecàte.”