Laurea Honoris Causa
della Harvard University
conferita a Franca Rame nel 2000
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BERLUSCONI AMA BARACK Dunque Obama ha vinto. Mancava solo lui per formar il quartetto perfetto dell’impossibile; parliamo dei campioni neri che vincono le gare riservate da sempre ai soli bianchi: un nero per la prima volta vince il campionato mondiale di tennis e un altro quello di golf; un terzo, un certo Hamilton, si porta a casa il trofeo della Formula 1; e adesso, per finire, Barack della tribù Keniota diventa addirittura il primo Presidente nero d’America. Non c’è più religione! Forse, come succede sempre quando ci si ritrova appresso a un evento straordinario troppo grande, non ci riesce di inquadrarne il valore e la dimensione. Se ci pensi, c’è proprio da non crederci: un uomo di colore eletto Presidente della più potente nazione del mondo che fino ad un secolo e mezzo fa teneva gli schiavi alle catene e applicava l’apartheid, e permetteva che una banda di criminali, il Ku Klux Klan, facesse stragi di negri e li mandasse al rogo su una croce di fuoco. Ed ecco che in un batter di ciglio tutto si rovescia: agli ex schiavi si concede la cittadinanza e addirittura il diritto allo studio e al lavoro remunerato. Certo, ogni tanto se ne lincia qualcuno: uno o due pastori protestanti vengono sparati, ma succede di scorgere neri che insegnano all’università, neri che dirigono e operano in cliniche e ospedali. Sindaci neri, per non parlare dei poliziotti e giocatori di baseball e basket. L’esercito USA è ormai composto in massima parte da ispanici e colorati, dove perfino i comandanti sono neri. Forse i bianchi amano sempre meno la patria? D’accordo, le regioni del Sud e le periferie delle metropoli pullulano ancora di poveracci di colore. New Orleans, una città famosa per le sue bande di jazz, abitata da una popolazione di soli schiavi redenti è stata spazzata via da Kathrina, un uragano previsto e annunciato, ma nessuno s’era preoccupato di intervenire per tentare di limitare il disastro: tutto il territorio sott’acqua, le uniche cose che galleggiavano erano barchette di fortuna e cadaveri di animali e uomini annegati. Qualche anni fa, quando quel ragazzo di colore, certo Barack Hussein Obama, smilzo e dall’aria troppo mite si presentava alle elezioni dello Stato dell’Illinois, nessuno ci aveva fatto caso: parlava alla gente casa per casa, si prendeva cura dei senzatetto e degli emarginati. Era avvocato, plurilaureato ad Harvard, era perfino docente universitario, ma nessuno ci avrebbe scommesso tre centesimi. E invece riesce a farsi eleggere Senatore…Va beh, uno su più di 400 si può accettare. Dopo qualche anno, altre votazioni e il negretto dal nome scomodo – Barack significa “benedetto da Dio” e ricorda quello di Osama Bin Laden, il re dei terroristi – riesce a farsi eleggere un’altra volta senatore… Va beh, si comincia a esagerare, ma lasciamo correre. Due anni fa ‘sto Obama si presenta addirittura alle primarie per le presidenzali… Ahahah... Guarda che ce ne sono dei pazzi in giro! Dove si procura i dollari a milioni che servono per pagarsi un minimo di propaganda? E lui, il negretto, che fa? S’attacca ai computer… anzi, prima ancora cerca dappertutto volontari che lo aiutino, poi, alé, tutti collegati alla rete… chi ci avrebbe mai pensato? Riesce a raggiungere e coinvolgere migliaia, anzi milioni di sostenitori: “Datemi un dollaro, per favore”. Pronti, eccoli, anche due, fino a quattro, cinque a testa… è una valanga: supera addirittura il battage della Clinton e anche quello del sostituto di Bush. E’ un demonio! Qui l’avvocato professore di Harvard comincia a preoccupare la concorrenza e allora si mette in atto la tecnica dello sputtanamento: si cerca di sparargli addosso calunnie, maldicenze, ma non funziona. Il resto lo sapete tutti: riesce a farsi scegliere come unico rappresentante del partito democratico, riesce a far fuori anche la Clinton, e alla fine vince. È straordinario come da noi in Italia, appena s’è profilata la possibilità di una netta vittoria dell’africano, in massa i sostenitori si siano fatti avanti da tutte le parti, anche da destra! Perfino fasci di antica data… a parte qualche ritardato cronico tipo Gasparri che ha tranquillamente dichiarato: “Della elezione di Obama sarà contenta soprattutto… Al Qaeda”. Poi, scozzonato anche dai suoi camerati, ha cercato di rimediare in modo a dir poco pietoso. Naturalmente anche Berlusconi è già pronto a saltare sul carro del vincitore: “Io mi sono trovato bene con Bush – assicura - ma certamente mi troverò egualmente bene con Obama”… tant’è vero che il nostro ha già cominciato a stendersi sulla faccia un fondotinta molto più scuro… e forse si farà i capelli appena cresciuti tutti crespi… Insomma, per il nostro Silvio il mondo cambia ma lui non se ne accorge: un presidente vale l’altro, e ribadisce: “Con tutti ci si può adattare: basta un sorriso, una manata sulla spalla, un regalino…. Un rolex tutto d’oro! I negri, si sa, da sempre vanno pazzi per le cose che luccicano... E l’affare è fatto”. Ed è tanto convinto di poter conquistare l’amicizia e la simpatia del moretto che ha esclamato davanti alle telecamere: “Naturalmente, giacché sono più anziano di lui e ho molta più esperienza gli darò qualche buon consiglio!” Oddio, quale consiglio? Mi sembra di sentirlo… BERLUSCONI: Caro Barack dammi retta, fai come ho fatto io col mio Governo in Italia: fatti subito un paio di leggi a tuo completo vantaggio. OBAMA: Che leggi? BERLUSCONI: Tanto per cominciare quella sul conflitto d’interessi. OBAMA: Ma ne abbiamo già una nel nostro ordinamento molto valida, che dice: nessun cittadino americano può candidarsi ad una carica politica se si trova ad essere proprietario di mezzi di informazione, quali giornali o televisioni. BERLUSCONI: Scusa - incalza il Berlusconi – mi sono male espresso… a proposito del conflitto di interessi, dicevo che quella legga bisogna abolirla… OBAMA: Non si può! È una legge fondamentale del nostro ordinamento politico! BERLUSCONI: Ma chi se ne frega degli ordinamenti! Dammi retta: se mi consenti… quella è una legge che bisogna bloccare… distruggerla, sbatterla fuori da ogni ordinamento. OBAMA: No, il conflitto di interessi è un perno inamovibile, tant’è vero che ultimamente un candidato molto forte, che proprio qui a New York gestiva una rete televisiva di informazione è stato costretto a liberarsene vendendola a terzi. BERLUSCONI: La conosco la tecnica! Si prende l’impresa in questione e la si ammolla ad un fratello, come ho fatto io, o a parenti prossimi, e tutto è a posto. OBAMA: No! Qui da noi se ti fai scoprire a condurre un gioco del genere, ti sbattono sotto processo e quindi in galera. BERLUSCONI: Eh, ma come siete rimasti indietro! Siete ancora al tempo delle leggi per fregare Al Capone, perdìo! Beh, lasciamo correre il conflitto di interessi. Imponi almeno una legge sull’immunità. OBAMA: E che sarebbe? BERLUSCONI: Si tratta di bloccare tutti i processi contro le quattro più alte cariche dello Stato. OBAMA: E con che motivazione? BERLUSCONI: Ma, dico, sei proprio all’oscuro di tutto! Si tratta del cosiddetto lodo Schifani, detto volgarmente Schifezza, col quale si possono sospendere tutti i processi legali contro, appunto, me, i due presidenti di Camera e Senato che stanno con me e il presidente della Repubblica di cui non posso far commenti. OBAMA: Ma per carità, non se ne parli nemmeno! Da noi la Costituzione dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. BERLUSCONI: Ma anche da noi, che discorsi! – sghignazza – Anche da noi la televisione… pardon, voglio dire la Costituzione, dice la stessa cosa, ma è questione di interpretarla! Noi italiani siamo bravissimi a interpretare tutto, siamo i più elastici politici del mondo! D’accordo, ma almeno sulla emigrazione, volete o no mettere una legge che vi salvi? OBAMA: In che senso ci salvi? BERLUSCONI: Andiamo, il mio amico Bush è stato costretto a metter su un muro al confine con il Messico per arginare l’invasione degli ispanici! OBAMA: Sì, è vero, quello dell’immigrazione è un problema che dovrò affrontare, ma non costruendo altri muri. BERLUSCONI: E fai come abbiamo fatto noi, con i rom! OBAMA: E chi sono i rom? BERLUSCONI: Sono zingari, senza mestiere, che rubacchiano, specie i ragazzini. E allora gli prendiamo le impronte digitali. OBAMA: Prendete le impronte digitali ai ragazzini? BERLUSCONI: Eh sì, vanno intorno dappertutto a chiedere l’elemosina, rubano le borse alle vecchiette, e quando li acchiappi li puoi trattenere al massimo per un paio d’ore e sono subito fuori. OBAMA: Scusa, ma io ho sentito dire che questi zingari vivono in campi veramente disastrati, senza servizi, un po’ a livello di profughi, eppure sono cittadini europei! BERLUSCONI: Eh, questo è un disastro! Se fossero neri dell’Africa non ci sarebbero problemi. OBAMA: Ah, bene! Anch’io sono nero dell’Africa! BERLUSCONI: Scusa, ma non intendevo… anzi, mi hai frainteso, io ho grande rispetto per la gente di colore… soprattutto per i capelli, dei neri: che belli! Fitti, solidi, non cadono mai! Mai visto un nero calvo! Ma insomma, almeno un consiglio fattelo dare: c’è la legge che noi abbiamo imposto per bloccare i processi. Quella dei dieci anni… OBAMA: Sì, la conosco. BERLUSCONI: Come la conosci? OBAMA: Non dimenticare che sono avvocato, e qualche informazione internazionale la devo pur prendere. Se mi permetti, è una schifezza come tutte le altre che avete fatto passare, per non parlare poi del gioco di mandare tutto in prescrizione. Sbaglio, o tu di 10 processi che dovevi sostenere, non ne hai portato a termine neanche uno… li hai fatti cadere tutti in prescrizione, appunto. BERLUSCONI: Ma è legale! OBAMA: Certo, voi siete così elastici, quindi in grado di allungare, stendere, rimandare… siete degli autentici tirasassi! BERLUSCONI: Ehi, Obama, andiamo piano con le parole! Non dimenticare che sono un presidente, che faccio parte del G8, sono un possidente ricco sfondato, ho tre televisioni mie più tre di stato, ho giornali, pubblicità e ho pure un sacco di donne, anche ministre, e soprattutto…. sono bianco, ricordatelo, morettino!
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secondo giorno secondo incidente diplomatico?
Barack Obama e' ''giovane bello e anche abbronzato'' ed ha quindi tutte le qualita' per avere ottimi rapporti con la Russia. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza congiunta con il presidente Dmitri Medvedev oggi al Cremlino.
Fonte: (ANSA)
...ma non bastavano già le battute di ieri di quell'altro buontempone?
Deve essersi già sparsa la voce del premio Fox e tutti vogliono partecipare.
Obama è bello, giovane e abbronzato!
Il premier spacca ancora il paese: tra imbecilli e non imbecilli
I non imbecilli o non coglioni (in quanto già laureati da mesi) sarebbero i cittadini che sono convinti che certe frasi aventi come oggetto il neopresidente degli Stati Uniti d'America, che avrebbero l'ambizione di essere battute umoristiche, possano essere fatte da una qualsiasi figura istituzionale che rappresenta uno degli stati dell'Europa in una conferenza stampa internazionale che si tiene in Russia.
Gli imbecilli o coglioni invece ritengono che certe battute debbano essere fatte al teatrino del bagaglino da comici professionisti bravi e qualificati (già non farebbero ridere il pubblico di Zelig) solo quando però sono nell' esercizio del loro lavoro. Soprattutto i coglioni ritengono che i veri comici possono farle perchè non hanno nessun ruolo istituzionale.
Gli imbecilli ritengono che già cittadini, giornalisti e magistrati fanno una fatica enorme a capire quando parla l'imprenditore e quando parla il politico, se ora devono anche capire quando sta parlando il comico la loro vita si complica ulteriormente e quindi sperano che il premier si fermi alla trinità e non si cimenti ad andare oltre.
Inoltre pensano che anche se per assurdo si volesse considerare la frase umoristicamente si deve riconoscere che è davvero elementare, di basso livello, non fa ridere nessuno ed è di cattivo gusto: ad esempio se un qualsiasi premier straniero dicesse che il "nostro" è un "anziano e discreto viso pallido" chi mai potrebbe trovarci qualcosa da ridere? quindi chiedono che la battuta in questione non essendo conforme allo spirito comico del concorso per l'assegnazione del premio Fox comporti la revoca del premio al premier.
Gli imbecilli italiani, per questioni di difesa del Made in Italy, data la crisi chiedono anche a tutti quelli che si ritrovano un microfono funzionante sotto il mento di non rilasciare, in futuro, alcuna dichiarazione che faccia capire al mondo che in Italia sono in tanti, preferirebbero che venga promossa un immagine di serietà ed affidabilità degli italiani, lo chiedono soprattutto tanti imbecilli piccoli imprenditori che lavorano con le esportazioni.
Evvai che Silvio ne ha sparata un'altra...
Eravamo tutti in trepidante attesa, ammettiamolo? Non aspettavamo che se ne uscisse con qualche battutaccia delle sue? Il cabarettista doveva fare, non il politico. E non ci ha delusi. Ne ha sparata un'altra, preceduto dal valvassore Gasparri, che se ne è uscito con "Al Qaeda ora sarà più contenta".
Qualcuno può dirgli che il "Yes we can" di Obama e "il Paese dove tutto può succedere" non sono concetti riferiti alla Casa delle Libertà - facciamo-un-po'-come-cazzo-ci-pare?
E la Gelmini che dichiara di essersi ispirata ad Obama per la sua legge... Ha detto bene ieri sera Travaglio, forse non sa l'inglese. Aggiungo io, non sa l'italiano, figuriamoci l'inglese...
Malgrado le beghe "chez nous", parlando seriamente, devo dire che sono proprio contenta, martedì è stato un gran giorno per gli Usa e di riflesso per tutto il mondo; non solo perchè pare che finalmente sia finita l'era della Scimmia e del suo entourage di petrolieri, ma perchè credo davvero in questo Presidente. E' disinteressato, ha buone idee e una spinta interiore che dovrebbero garantirgli il successo. Solo una cosa mi preoccupa: non so perchè, ma ogni volta che penso ad Obama mi vengono in mente JFK e Martin Luther King, due grandi personaggi che non hanno fatto una bella fine. Spero con tutto il cuore di sbagliarmi...
Rula Jebreal: a me Berlusconi chiese scusa
Rula Jebreal: a me Berlusconi chiese scusa
ROMA (6 novembre) - «A me, due anni fa, quando Calderoli mi definì "quella abbronzata", Berlusconi, dopo un'intervista, mi chiese scusa». Lo
ricorda oggi Rula Jebreal, la giornalista israeliana di origine palestinese, riferendosi all'episodio in cui Roberto Calderoli, ospite di una puntata di Matrix, la chiamò in causa definendola «...quella giornalista abbronzata».
Stessa definizione usata oggi a Mosca da Berlusconi riguardo Barack Obama. «Non avrei mai pensato - aggiunge la giornalista - che il presidente del Consiglio potesse ripetere questa frase, riferendosi a Obama, dopo che proprio le sue scuse arrivarono prima di quelle di Calderoli, che me le ha fatte invece poco tempo fa. Berlusconi espresse allora il suo rammarico e il suo dispiacere per l'accaduto. Adesso il suo messaggio mi preoccupa molto, soprattutto in un momento di grande intolleranza verso gli immigrati».
«Al di là di tutto - conclude Jebreal - la storia è cambiata. Gli uomini vanno giudicati per quello che sanno fare. L'America ha sempre anticipato tutto e prima o poi ciò che è avvenuto negli Usa avverrà anche in Europa. Forse, è questa la paura di Berlusconi».
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=10926&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=
Forse perché Rula...
oggettivamente è una bellissima donna, abbronzata, e il Nano de 'mmerda avrà pensato che chidendole scusa forse, gliel'avrebbe data!!!
Scusate la "bassezza" del mio commento ma è della stessa "levatura" del vostro (perchè io mi ritengo mentalmente un rifugiato politico) presidente Belluskooni
Thomas Olivieri
super premio fox a Berlusconi
Direi che lo merita, anzi per lui si potrebbe proporre un Ignobel in scienze politiche.
The Telegraph
Silvio Berlusconi definisce Barack Obama “bello e abbronzato”
Pubblicato Venerdì 7 Novembre 2008 in Inghilterra
[The Telegraph]
Giovedì il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha offerto un esagerato ma bizzarro tributo al nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, descrivendolo come “giovane, bello e anche abbronzato”.
Berlusconi, un ex cantante da crociera che non va mai in giro senza la sua abbronzatura, è famoso per le sue battute talvolta inappropriate.
In un intervento durante una visita di stato in Russia, ha detto di voler tentare di migliorare i rapporti tra il presidente russo Dmitry Medvedev e il nuovo leader americano.
“Non vedo problemi per Medvedev nello stabilire buoni rapporti con Obama, che è anche bello, giovane e abbronzato”, ha detto.
L’osservazione del settantaduenne magnate dei media ha suscitato rabbia e derisione nel suo paese e La Repubblica, uno dei più grandi giornali italiani, ha commentato: “Giusto in tempo, ecco la prima gaffe sensazionale”.
Un parlamentare dell’opposizione, Dario Franceschini, ha chiesto al Presidente del Consiglio di scusarsi con il neo-presidente Obama.
“Si dimentica che le sue parole trasmettono all’estero l’immagine del nostro paese. Dire che il presidente degli Stati Uniti è giovane, bello e abbronzato suona, alle orecchie del mondo intero, come un insulto carico di pericolosa ambiguità”. Berlusconi ha accusato i suoi detrattori di essere degli “imbecilli” e di non avere senso dell’umorismo.
L’affarista miliardario è tanto conosciuto per le sue gaffes quanto per la sua abbronzatura permanente, il trapianto di capelli e la chirurgia plastica.
Durante il suo primo incontro con il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen, nel 2002, si è complimentato con lui usando le seguenti parole: “Rasmussen non è solo un ottimo collega, ma anche il Primo Ministro più bello d’Europa”.
Ed ha aggiunto: “Ha così un bell’aspetto che sto addirittura pensando di presentarlo a mia moglie”.
Nel 2005 ha fatto scoppiare un piccolo incidente diplomatico insinuando di aver fatto la corte alla Presidente finlandese Tarja Halonen per assicurarsi il suo appoggio affinchè l’Italia ospitasse l’European Food Safety Authority.
“Ho dovuto usare tutte le mie strategie da playboy, anche se era da tempo che non le sfoderavo”, ha detto, costringendo Helsinki a chiamare in causa l’ambasciatore italiano per ottenere spiegazioni.
http://italiadallestero.info/archives/1735
Un bel ritratto! La frase a me fa pensare oltre che a un'invidia mostruosa, anche a una visione gay dei rapporti tra i due capi di stato.
Rotondi ministro dell'attuazione del programma di governo
Usa 2008/ Rotondi: con Obama torna America che offre un sogno
Roma, 5 nov. (Apcom) - "Torna l'America che offre un sogno al mondo. Come Kennedy, Obama sarà un presidente molto amato da tutti gli italiani". Lo afferma Gianfranco Rotondi, leader Dca e ministro per l'Attuazione del programma, commentando l'elezione del nuovo Presidente Usa.
"La sua vittoria - aggiunge - non c'entra nulla con la politica italiana e, forse, nemmeno con quella americana perché rappresenta un fatto culturale, sociologico e spirituale destinato a cambiare le coordinate della vita pubblica nel mondo".
E se lo onorassimo di una menzione per la candidatura al Fox?
Chissà se Obama sa che in Italia esiste perfino un ministero di questo genere con un ministro che sembra affetto da schizofrenia.
1 voto
Voto a favore del Fox.
Non vorrei che si pensasse che la vittoria di Obama avesse a che fare con chissà cosa...
...già abbiamo quell'altro tizio che letteralmente vomita parole in libertà come se stesse al bar sottocasa mettendo in pericolo i già labili rapporti tra Obama e l'Italia (già esclusa dal tour preelettorale di Obama in Europa della scorsa estate)!
avete mai visto questo video?
Le iene- Gip- Chi è quest'uomo?
http://it.youtube.com/watch?v=Rdkl7BXQeQI
A una donna
Guarda che il video non si apre!!!
per Belfagor
Che strano, ho provato e si apre. Prova a cercare su youtube le iene gip chi è quest'uomo