Laurea Honoris Causa
della Harvard University
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PROTESTA GELMINI - PIAZZA NAVONA : COSSIGA OTTIMO MAESTRO
....Qualsiasi romano ieri sera, davanti a queste immagini in TV, se ha un minimo di presenza di spirito deve essersi sbellicato dalle risate. Perché nell'angolo che vedete, tra Piazza Navona e via Agonale, la presenza di un camioncino è plausibile quanto quella di un'astronave aliena. E' uno sforzo sovrumano immaginare come un camion, pieno di giovini e di bastoni, sia potuto arrivare in quell'impossibile luogo e per giunta in un giorno caldo come quello di ieri. L'unica è che li abbiano fatti passare apposta, non c'è altra spiegazione. Quel camion lì è un pugno in un occhio, suona da messinscena lontano un miglio, agli occhi di un romano appare istintivamente come una scenografia teatrale. E come sempre, dal mio punto di vista, i colpevoli unici di questo schifo sono i mass media: molto più che la Polizia o i fascisti o persino il governo. E' ignobile che la stampa e la tv, che hanno sede a Roma e sanno benissimo come funziona la città, si siano prestate ad immortalare la commedia spacciandola come roba plausibile ad un pubblico ignaro.
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Novità editoriali«Strategie del comico. Franca Valeri, Franca Rame e Natalia Ginzburg» di Laura Peja. Puoi acquistare tutti i libri di Dario Fo e Franca Rame su CommercioEtico.it Perché con Franca... Grazie Max!Argomenti principali di questo blogPIU' DI 50 ANNI DI VITA E LOTTE INSIEME Biografia I PALAZZI DELLA POLITICA
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Bucato il sito di Tremonti
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di Giulio Tremonti
Giulio Tremonti.it
cara franca
Senza pensare a grandi cospirazioni, per passare là con un mezzo basta conoscere qualche carabiniere che lavora da quelle parti, o qualche parlamentare ecc ecc...Ma non è questo il punto. Il punto è che tutti erano là per manifestare contro la Gelmini/il governo, il gruppo di destra è stato attaccato con un lancio di oggetti...Hanno iniziato loro? Hanno iniziato gli altri?Da questo video http://www.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY&eurl=http://www.bloccostudentesco.org/scuola/index.htm sembra proprio che non abbiano iniziato i fascisti, ma NON HA IMPORTANZA a questo punto chi ha iniziato. E' chiaro che questa violenza e questa mancanza di unità fanno comodo solo ai partiti(tra i maggiori organizzatori della manifestazione, anche se c'erano tantissimi studenti che non sono andati con il partito). Cara Franca ci pensi cosa succederebbe se tante forze si unissero realmente? Estrema destra +estrema sinistra + spiriti liberi, tutti uniti sarebbe una rivoluzione. E di questo il sistema ha paura, fa solo comodo allo stato che i gruppi studenteschi si picchino tra loro. Non fa certo comodo alla causa, che è la stessa per tutti. La realtà è che di questi scontri il sistema ne gode e la colpa è di chi si fa pilotare, a destra e a sinistra, dai partiti.
www.ilterzostato.splinder.com
Ho visto il mezzo su Anno
Ho visto il mezzo su Anno Zero.
Il fatto che poi un poliziotto chiamasse per nome un ragazzo di estrema destra... non so, mi è apparso originale.
Blogger ITALY ITALIA
Satira Politica e Sociale
si si, guardatevi annozero,
si si, guardatevi annozero, che solo loro dicono tutta la verità, niente altro che la verità.E loro davvero sono contro il sistema di cui fanno parte.
www.ilterzostato.splinder.com
Caro signor rubia
Un poliziotto che chiama per nome uno squadrista è oggettivo e nulla c'entra con Santoro.
Travaglio, che la destra odia tanto per i suoi interventi una volta la settimana per qualche mese l'anno,
non fa nient'altro che fare ciò che Fede Mimun Vespa Studio Aperto TG2 fanno ogni giorno, più volte al giorno, per 365 giorni l'anno.
Signor Rubia, facciamo cambio? ;-))
Il consumismo, la cultura e la libera ricerca in pericolo.
Trent'anni fa il sociologo francese Pierre Bourdieu annunciava che i rappresentanti dell'élite culturale - ovvero coloro che in materia di fatti culturali si riteneva detenessero l'autorità per stabilire le differenze tra ciò che va e ciò che non va - fossero diversi da noi in quanto possedevano un senso artistico altamente selettivo e si basavano su rigidi parametri - in stridente contrasto con il gusto comune. Era su tale contrasto che poggiava la distinzione tra cultura alta (approvata dall'élite culturale) e la cultura bassa (popolare o di massa) di tutti gli altri. Secondo uno studio di Andy McSmith apparso sull'edizione online di The Independent (1) alcuni autorevoli accademici, riunitisi presso un autorevole ateneo (Oxford) avrebbero proclamato che "l'élite culturale non esiste". Ma McSmith sembra aver preso un granchio: ciò che John Goldthrope, ricercatore di sociologia di Oxford, e la sua squadra di tredici colleghi hanno concluso sulla base di dati raccolti nel Regno Unito, in Cile, Ungheria, Israele, nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti, è che a essere scomparse sono le "élite culturali" del tipo descritto da Bourdieu, in cui individui superiori si distinguono da altri a loro inferiori perché frequentano l'opera, mentre storcono il naso di fronte a "tutto ciò che è volgare, come una canzone pop o i comuni programmi televisivi". Già nel '92 Richard A. Petersen, della Vanderbilt University, aveva descritto la natura del gusto (o meglio: l'assenza di gusto) tipica dei "nuovi leader culturali" con la metafora della "onnivoracità" (2): arie d'opera e canzoni pop, forme d'arte alte e normali programmi televisivi; un po' di questo e un po' di quello; ora questo, ora quello. Di recente Petersen è tornato sull'argomento: "Stiamo passando dagli intellettuali che disdegnano ogni forma di cultura pop, bassa, di massa... ad altri che consumano in modo onnivoro un'ampia varietà di forme d'arte, sia popolari che alte". In altre parole, mi trovo a casa mia ovunque, benché (o forse perché) quel luogo che chiamo casa non esiste da nessuna parte. Non si tratta più di opporre un gusto (raffinato) a un altro (volgare), ma di contrapporre l'onnivoracità all'univoracità, la disponibilità a consumare tutto il consumabile contro un disgusto selettivo. L'élite è più viva, scalpitante e indaffarata che mai, ed è troppo presa da eventi culturali di ogni tipo per avere il tempo di fare proseliti e convertire. E alle folle di univori che affollano i gradini più bassi della gerarchia culturale ha solo due messaggi da dispensare: "piantatela di fare i difficili, siate meno selettivi" e "consumate di più". Infatti, in quelle regioni del mondo da dove si levano suppliche a favore della cultura, l'arte ha perso (o quanto meno sta rapidamente perdendo) la sua funzione di ancella che accompagna la gerarchia sociale - proprio come la cultura nel suo insieme ha perso la sua originaria funzione di accompagnatrice della gerarchia di nazioni, Stati e classi emergenti. Oggi l'arte è libera di mettersi al servizio delle individuali preoccupazioni di autoidentificazione e autoaffermazione. Potremmo dire che in questa sua fase la cultura (in particolare la sua espressione artistica) asseconda perfettamente la libertà di scelta individuale (deliberatamente cercata, o tollerata come obbligatoria). E che la sua funzione è considerata quella di essere al servizio di tale libertà. E che la responsabilità, inalienabile compagna della libera scelta, continui a poggiare là dove la condizione liquida-moderna l'ha costretta: sulle spalle dell'individuo, oggi l'unico responsabile della "politica della vita" condotta su base individuale. La cultura oggi è fatta di offerte, e non di norme.Come già notato da Bourdieu, la cultura vive di seduzione, e non di regolamenti prescrittivi; di pubbliche relazioni, e non di controlli; nella creazione di nuove necessità/esigenze/desideri, e non di coercizione. Questa nostra società è una società di consumatori, e come il resto del mondo, che è visto e vissuto da consumatori, la cultura si trasforma in una grande riserva di prodotti destinati al consumo, ciascuno dei quali compete per assicurarsi la fluida attenzione dei possibili consumatori, nella speranza di attrarla e trattenerla per una durata che non si limiti a un attimo fuggente. Rinunciare a dei parametri ben definiti, abbandonarsi all'indiscriminatezza, assecondare tutti i gusti senza privilegiarne alcuno, incoraggiare la discontinuità e la "flessibilità" (termine politicamente corretto per definire la mancanza di spina dorsale) e considerare romantica l'instabilità e l'incoerenza rappresentano dunque la giusta (l'unica ragionevole?) strada da seguire. Essere esigenti, sollevare le sopracciglia, fare i difficili non sono atteggiamenti raccomandati. Un influente critico televisivo ha elogiato la messa in onda dei festeggiamenti di New York per il Capodanno del 2007/2008, perché aveva promesso "di offrire una tale varietà musicale da soddisfare ogni appetito". "Il bello", ha spiegato il critico, "è che questo suo fascino universale permette di immergersi o estraniarsi dallo spettacolo in base alle proprie preferenze" (3). Una qualità che ben si addice a una società in cui i network hanno preso il posto delle strutture, e dove il gioco di attaccamento/distacco e un'infinita serie di connessioni e sconnessioni hanno presto sostituito le capacità di "determinare" e "stabilire". La cultura sta diventando come il reparto di un grande magazzino, che contiene "tutto ciò di cui hai bisogno e che sogni di possedere". È questo ciò in cui il mondo abitato dai consumatori si è trasformato. Gli scaffali, come quelli di altri reparti dello stesso grande magazzino, sono colmi di beni, e vengono riforniti giornalmente. Le merci e la pubblicità sono pensate per suscitare necessità e scatenare desideri (come ebbe a dire George Steiner, sortiscono "un massimo impatto, e una futilità immediata"). Venditori e copy fanno affidamento sul connubio tra il seducente potere delle offerte e il radicato desiderio dei potenziali clienti di avere più del loro prossimo, di "distinguersi". La cultura liquida-moderna non ha "persone" da "coltivare", ma clienti da sedurre. E a differenza dell'epoca "solida moderna" che l'ha preceduta, non desidera più lavorare sino a esaurimento del lavoro (prima è, meglio è). Il suo compito oggi è di prolungare all'infinito la sua stessa sopravvivenza, attraverso la temporalizzazione di tutti gli aspetti della vita di quelli che erano i suoi protetti, oggi rinati in veste di clienti. Fonte:(Dweb)
Circa cento anni fa alla ricerca accadeva questo:
La città di Buffalo, nel nord dello stato di New York negli USA, fu silenziosa testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie, una lussuosa automobile si fermò accanto, al marciapiede presso il semaforo di un incrocio. Un passante notò come si trattasse di una berlina Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione di vapore o fumi dal tubo di scarico. Il passante si avvicinò al guidatore e attraverso il finestrino aperto commentò l'assenza di fumi dallo scarico. Il guidatore ringraziò il passante per i complimenti sottolineando che era così perché l'automobile "non aveva motore".
Questa dichiarazione non è stravagante o maliziosa come potrebbe sembrare. C'era una certa verità in essa. Infatti, la Pierce-Arrow non aveva un motore a combustione interna; aveva invece un motore elettrico. Se l'autista si fosse preoccupato di completare la sua spiegazione al passante, avrebbe potuto dirgli che il motore elettrico non era alimentato da batterie - da nessun tipo di "carburante".
L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche. Queste erano il lavoro dell'unico passeggero, un uomo che Petar Savo conosceva come uno "zio": non altri che il genio dell'elettricità Nikola Tesla (18 56-1943).
Negli anni '90 del 19' secolo Nikola Tesla aveva rivoluzionato il mondo con le sue invenzioni per sfruttare l'elettricità, dandoci il motore elettrico a induzione, la corrente alternata (AC), la radiotelegrafia, il radiocomando a distanza, le lampade a fluorescenza ed altre meraviglie scientifiche. In realtà fu la corrente alternata polifase di Tesla e non la corrente continua di Thomas Edison ad inaugurare la moderna epoca tecnologica.
Tesla non rimase a dormire sugli allori ma continuò a fare scoperte fondamentali nei campi dell'energia e della materia. Scoprì i raggi cosmici decenni prima di Millikan e fu il primo a sviluppare i raggi-X, il tubo a raggi catodici e altri tipi di valvole.
Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla fu che l'energia elettrica può essere propagata attraverso la Terra ed anche attorno ad essa in una zona atmosferica chiamata cavità di Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera, all'altezza di circa 80 chilometri . Le onde elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre) viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. Il sistema di distribuzione dell'energia di Tesla e la sua dedizione alla free energy significavano che con l'appropriato dispositivo elettrico sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell'energia, chiunque nel mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema.
Lo sviluppo di una simile tecnologia rappresentava una minaccia troppo grande per gli enormi interessi di chi produce, distribuisce e vende l'energia elettrica. Fonte: www.disinformazione.it/automobiletesla.htm
A Tesla furono tolti tutti i finanziamenti per le sue ricerche e morì povero e solo in una camera d'albergo.
Da quel giorno tutta l'umanità è stata più povera e sola.
Oggi dopo un secolo in Italia ancora c'è chi cercando di subordinare la cultura e la libera ricerca agli interessi economici e dell'industria "sponsor" finirà non col cancellarla ma col cancellarne l'indipendenza (che è la caratteristica che muove geni come Tesla).
Ma sappino che possono solo fermare temporaneamente la libera ricerca in Italia (togliendo la possibilità ai ricercatori italiani di fare una ricerca indipendente in Italia perchè andranno tutti a farla all'estero) ma non la cultura che è per definizione libera, gode di vita autonoma ed è spontanea e neanche la più repressiva delle dittature ha mai potuto fermarla.
ricerca e cultura
Non so se tu abbia frequentato l'Università,ma non credo che, in caso affermativo, tu abbia mai fatto ricerca.
La ricerca, non solo in Italia ma anche all'estero, vive di fondi nazionali e di fondi provenienti da strutture private.
Sulla 'libertà di ricerca' avrei molto da dire, preferisco essere sintetica e affermare che questa presunta libertà è limitata sia dalle mire politiche - leggi 'politica universitaria nazionale e internazionale'- dei vari direttori dei laboratori, sia dalla scelta o meno di fare ricerca i cui risultati siano immediatamente applicabili alle richieste del mercato.
Quanto alla ricerca 'pura' o 'di base' in Italia, posso dire che si è ridotta ormai a una frangia minima e quasi inesistente con gravissime conseguenze sulla cultura e quindi sulle possibilità di pensiero di intere popolazioni.C'è chi ancora fa ricerca pura e si porta da casa carta, penne, pc e paga di tasca sua la partecipazione a congressi nazionali e internazionali.
Non eri proprio tu a lamentarti dello spreco del CERN sull'LHC?
cultura e ricerca
Bhe! una laurea la avrei come ho già detto in passato, ma non penso che interessi a nessuno, (non interessa più neanche a me).
Giustamente tu hai ricordato che la ricerca, non solo in Italia ma anche all'estero, vive di fondi nazionali e di fondi provenienti da strutture private. E allora?
Tirando le somme dei tagli cosa succederà?
In Italia la ricerca vivrà, nella migliore delle ipotesi se vivrà, solo di fondi provenienti dai privati (quindi la ricerca a breve termine di cui hai parlato anche tu), il difficile sarà reperire i ricercatori che saranno andati tutti via (almeno quelli di alto livello)!
Non so cosa tu abbia voluto aggiungere di diverso con il tuo ulteriore commento... il fatto è che non c'è da stare allegri.
Riguardo all'LHC, vorrei precisare (come si è capito dal mio post precedente) che io non sono contro ogni tipo di ricerca, ritengo solo che con le emergenze planetarie che ci sono oggi la ricerca debba essere indirizzata innanzitutto alla risoluzione di queste emergenze più che a impiegare tempo e risorse per trovare una improbabile "particella di Dio".
per Natura
Il mio commento era relativo alla tua idea di libertà di ricerca, quasi tu non sapessi che ovunque si faccia ricerca questa viene sostenuta anche- e spesso quasi esclusivamente- da fondi privati ed è quindi legata a interessi specifici.
Non ho parlato di 'ricerca a breve termine', ma di ricerca applicata che dubito risentirà dei tagli statali in quanto è proprio quel genere di studio che è legato a specifici interessi industriali.
E' se mai la ricerca di base che continuerà a soffrire dei tagli economici in Italia come in molti atri stati, USA compresi. Questo è il vero danno alla cultura.
Da quanto dici, a proposito del CERN,sembra che per te abbia maggiore importanza la ricerca applicata legata a interessi industriali e quindi per nulla libera e indipendente.Una strana contraddizione.
Non è che magari vedi contraddizioni dove non ci sono?
L'industria Italiana non investirà mai nella ricerca a lungo termine (quella che non ha riscontri economici immediati per le stesse aziende) e che può sopravvivere solo grazie ai fondi statali (già insufficienti prima dei tagli). Quindi i tagli peggiorano ulteriormente una situazione che in Italia è già critica. Questo è quanto volevo dire. Come puoi dire che sarei in favore della ricerca pilotata dall'industria?
Indirizzare la ricerca finalizzandola alla risoluzione dei problemi causati dall'inquinamento che è principalmente causato dall'industria ti sembra un essere favorevoli alla ricerca legata ad interessi industriali?
Io ho sempre detto di essere favorevole solo ad una industria Eco-Sostenibile.
Industria Eco-sostenibile.
Industria... Eco... sostenibile!
Eco
Sostenibile.
Le parole sono importanti (tanto per citare qualcuno).
Mah...Trovo che tu debba considerare anche una tua capacità di vedre le contraddizioni dove non ci sono.
Sono favorevole ad un industria ecosostenibile cioè che si adegui al rispetto dell'ambiente come punto primo e lo metta davanti ad ogni suo altro obiettivo e sono favorevole ad una ricerca sponsorizzata da un industria che si muove in tal senso, in altri sensi resto contraria.
Infatti, in linea con l'industria ecosostenibile, sono di questi giorni nuovi aiuti dall'Unione europea al settore auto, per far fronte alla crisi e incrementare le prestazioni ambientali. Ammonterebbe a 40 miliardi di euro a tasso agevolato stanziati dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) il fondo proposto dal Commissario euroepo alle Imprese, Guenter Verheugen, e dal presidente dell'Associazione europea dei costruttori d'auto (Acea), Christian Streiff durante la conferenza stampa finale della riunione del gruppo Cars 21 (Competitive Automotive Regulatory System for the 21st Century) l'organizzazione creata nell'aprile 2005 dalla Commissione europea per elaborare le strategie per sviluppare la gestione ambientale nel comparto automobilistico, compatibile con le istanze di competitivita'. Lo stanziamento dovrebbe servire soprattutto a garantire liquidita' all'industria dell'auto per proseguire sulla strada degli investimenti necessari ad applicare le innovazioni imposte dalle nuove normative ambientali. In sostanza dunque i finanziamenti potrebbero contribuire al raggiungimento dell' obiettivo di RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA, nel piu' generale traguardo di una ECONOMIA A BASSE EMISSIONI di carbonio. A questo scopo dalla riunione di CARS 21 sono uscite alcune raccomandazioni: la politica futura di RIDUZIONE DELLE EMISSIONI nel settore dei trasporti dovra' fondarsi su un approccio integrato che tenga conto delle varie componenti, il parco automobilistico, il comparto dei carburanti, le esigenze dei consumatori e il settore delle infrastrutture stradali. Il settore chiede dunque uno sforzo per sostenere il PASSAGGIO VERSO PRESTAZIONI AMBIENTALI piu' elevate sia nel settore della produzione di veicoli piu' verdi, nella RICERCA e APPLICAZIONE di TECNOLOGIE e dispositivi innovativi e nella produzione di combustibili a elevato standard di RIDUZIONE DELLE EMISSIONI. Fonte: (ANSA). XLO
per Natura
'...sembra che per te abbia maggiore importanza la ricerca applicata legata a interessi industriali e quindi per nulla libera e indipendente.Una strana contraddizione.'
la tua risposta:
'Come puoi dire che sarei in favore della ricerca pilotata dall'industria?
Sono favorevole ad un industria ecosostenibile cioè che si adegui al rispetto dell'ambiente come punto primo e lo metta davanti ad ogni suo altro obiettivo e sono favorevole ad una ricerca sponsorizzata da un industria che si muove in tal senso'
Risposta esatta.
Risposta esatta.
Infatti una cosa è essere favorevoli all'Industria (che in 150 anni ha devastato il pianeta), altra cosa è essere favorevoli all'Industria Eco-Sostenibile (che non devasterebbe più nulla).
Industria e Industria eco-sostenibile non sono la stessa cosa, per favore prendine atto!
Anche greenpeace accoglie positivamente i finanziamenti a "questo" tipo di industria, come puoi leggere più avanti e in più propone anche il pagamento da parte delle industrie di una sorta di "tassa ambientale" attraverso un'asta, cosa che dimostra che la direzione da seguire è comunque quella di consentire di produrre solo a chi potrà garantire che rispetterà l'ambiente e se la ricerca può essere anche indirizzata in tal senso ben venga!
No tagli alla scuola! Si risparmino invece 14milamiliardi d'euro
Affrontare il cambiamento climatico attraverso una "rivoluzione energetica" pulita permetterebbe di risparmiare circa 14mila miliardi di euro nella spesa in combustibili fossili, oltre a sostenere l'occupazione. È lo scenario tracciato dal nuovo rapporto "Energy [R]evolution", presentato oggi da Greenpeace International ed EREC (European Renewable Energy Council).
Secondo i dati del rapporto è possibile fermare la crescita delle emissioni di gas serra al 2015, se si avvia subito una rivoluzione del modo con cui produciamo e consumiamo energia. Una forte politica europea in materia di energia e clima basata su efficienza e rinnovabili renderà l'Europa più indipendente dalle fluttuazioni del prezzo dei combustibili fossili.
In questa fase di crisi economica, la necessità di sostenere la "rivoluzione energetica" pulita proposta da Greenpeace è più urgente che mai
Investire nelle tecnologie rinnovabili è una strategia "win-win-win": vincente per la sicurezza energetica dell'Europa, vincente per l'economia, vincente per fronteggiare i cambiamenti climatici. Lo scenario di Energy [R]evolution stima, infatti, che i costi addizionali per l'utilizzo del carbone nel mondo - da oggi fino al 2030 - saranno pari a 15.900 miliardi di dollari, più di quanto necessario per avviare una rivoluzione energetica pulita.
Sono prive di fondamento le posizioni di alcuni governi europei, come Italia e Polonia, secondo cui la crisi finanziaria costringerebbe l'Europa a rivedere al ribasso il pacchetto "energia e clima". La strategia presentata da Greenpeace dimostra come sia fattibile supportare la crescita economica ed evitare allo stesso tempo una crisi climatica catastrofica.
Italia e Polonia vorrebbero continuare a dare permessi gratuiti alle grandi compagnie energetiche, come E.ON, Vattenfall, RWE in Germania, ed Enel in Italia. In questo modo le aziende non saranno stimolate verso soluzioni energetiche pulite e l'Europa sarà ancora più dipendente dai combustibili fossili.
Greenpeace chiede che i permessi a emettere emissioni di CO2 – all'interno del sistema europeo di scambio ETS - siano assegnati attraverso il meccanismo di asta, in modo da utilizzare tali risorse economiche per supportare il rapido sviluppo delle rinnovabili e di programmi per l'efficienza energetica. Si ridurrebbero così i costi energetici dei diversi Paesi europei.
Fonte: (Greenpeace)
E mentre in Italia il si tagliano i fondi, negli USA...
Pareti isolanti, riduzione degli sprechi di acqua, cabine dei WC costruite in materiale riciclato: negli Stati Uniti l'eco-sostenibilita' si apprende e soprattutto si pratica gia' sui banchi di scuola. Dal Maryland al New Jersey, passando per citta' come New York, New Orleans e Washington, si moltiplicano nel paese gli istituti 'green-oriented', ovvero costruiti nel rispetto dell'ambiente e all'avanguardia nel promuovere programmi di sensibilizzazione al risparmio energetico e al riciclaggio. Lo U.S. Green Building Council, il Consiglio americano per l'eco-sostenibilita', lo scorso anno ha lanciato un programma di certificazione energetica e ambientale, il Leed, per le nuove costruzioni proponendosi di certificare, bollino verde alla mano, la buona condotta in architettura. La Summerfield Elementary School di Neptune, nel New Jersey, ad esempio, ha ricevuto nel 2006 un premio del Leed per aver ridotto del 40% gli sprechi di acqua e del 30% quelli energetici rispetto alla scuola precedentemente ubicata nella zona. Riuscendo inoltre a risparmiare sui costi di edificazione e manutenzione. ''La nostra iniziativa e' nata come un progetto per il risparmio energetico - spiega David Mooij, sovrintendente dell'istituto di Neptun - ma poi si e' trasformato in un programma scolastico'' adottato anche dagli insegnanti e mirato a sensibilizzare i piu' piccoli al rispetto dell'ambiente. Fonte:(ANSA). I73-RL
L'appartenenza all'Europa ci salverà.
Ore 11.00 lezione di
galateo ecosostenibile
"Vivere da cicale non solo non è intelligente, ma non è nemmeno conveniente. Bisogna perciò creare una cultura del consumo consapevole, partendo dalle scuole". Così Giancarlo Michellone, presidente di Area Science Park, sintetizza il progetto IUSES - Intelligent Use of Energy at School, che ha come obiettivo la promozione di un uso intelligente delle fonti di energia tra i più giovani. L'iniziativa ha appena preso il via in 12 nazioni europee (Austria, Bulgaria, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Olanda, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia e Spagna), coinvolgendo 13 partner tra istituzioni di ricerca, di formazione e di divulgazione scientifica internazionali. Capofila del progetto è
Area Science Park, il parco scientifico-tecnologico triestino, che con
lo Science Centre Immaginario Scientifico sono le due realtà italiane coinvolte in IUSES. Attingendo al know-how di tutti i partner sarà elaborato un kit didattico composto da manuali, dvd multimediali
e altro materiale che le scuole potranno utilizzare per fare esperimenti interattivi. "Non bisogna pensare al consumo energetico consapevole come a una cosa d'élite", spiega Michellone, "ma come un comportamento alla portata di tutti". Usare lampadine a basso consumo, non lasciare gli elettrodomestici in stand-by, togliere il caricabatteria dalla presa quando non serve. Gesti semplici che, se diventano automatici, consentono una reale diminuzione dei consumi.
Il progetto prevede anche l'European Energy Saving Award, un concorso internazionale che premierà la scuola e gli studenti che riusciranno
a conseguire il maggiore risparmio energetico. Area Science Park dà il buon esempio con impianti a energia ecosostenibile.
Fonte:(Dweb)