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La maledizione dell'amianto
Com'è nata l'idea di una puntata sul tema delle morti sul lavoro causate dall'amianto? Era una vicenda che conoscevi? E cosa viene fuori su questa vicenda? Quella di Casale Monferrato è una delle storie più emblematiche del fenomeno delle morti bianche. Era una strage che si poteva evitare? Ma qualcuno faceva finta di niente. Ignoranza o omertà? Domenica 21 su Raitre vedremo l'inchiesta. Ci anticipi i contenuti di questo lavoro? Prevale la rabbia o la rassegnazione? Quanto spazio c'è in televisione per questi temi? Tu racconti storie. A molti piacciono. Ad altri no. Qualcuno ad esempio non ha molto apprezzato la tua precedente puntata sul rapporto tra mafia e politica e ti hanno accusato di faziosità. hanno detto: Raitre è un'emittente che fa militanza ideologica. E sopratutto quella trasmissione della domenica sera... Stefano Corradino
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Ho visto la trasmissione
di ieri sera e mi è piaciuta molto. Lucarelli come sempre preciso, serio ed obiettivo.
Impressionante quante persone sono morte anche chi non lavorava nella fabbrica! E molto triste che i proprietari , pur sapendo il rischio che comportava l'amianto, non avessero preso alcuna precauzione per salvaguardare la salute dei lavoratori e anche degli abitanti di Casale...
Fino a che punto l'uomo può calpestare vite umane in nome del proprio interesse?
Morire per lavoro è assurdo. Come si è detto anche nella trasmissione, proprio ciò che dovrebbe permettere di vivere alle persone è causa della loro morte!
Occorre davvero una campagna di sensibilizzazione sul tema delle morti bianche! ma, come sempre anche in altri campi, si tende a coprire, a fare dimenticare!
Meno male che ci sono trasmissioni come Blu notte che ci fanno pensare e ricordare!
E per questo non è ben vista.
Tutto ciò che fa risvegliare le menti viene criticato.
Spero proprio che non ci sarà un'opera di revisione che riguarda rete 3 altrimenti ci rimarrebbe solo Internet per scoprire le magagne, le cose ingiuste, per conoscere la verità.
Per ora nessuno è riuscita a limitare,a controllare la rete...per ora.
Il Grande Fratello di Orwell è sempre in agguato...
Ho visto la trasmissione
sempre in agguato..infatti lo dimostrano anche le incursioni, su questo spazio, che non accennano a limitarsi...
L'ho vista la puntata
e non ha fatto che riaprire una vecchia ferita non ancora del tutto rimarginata, che forse non si rimarginerà mai.
Ho perso mia mamma per un mesotelioma pleurico sette anni orsono. 42 anni lei, 18 io. Con una disgrazia aggiuntiva, se possibile: lei non era considerata per la sua professione una lavoratrice a rischio, era libera professionista, non aveva assicurazione nè nulla, nè pensava potesse servirle. In ospedale sono stati riluttanti a lasciarmi persino la documentazione attestante che di mesotelioma si trattasse. Così non ho potuto ottenere risarcimento, nè far causa a nessuno prima di scoprire attraverso indagini interminabili quanto costose quale fosse il luogo responsabile della malattia. Quindi tanta rabbia e solidarietà con i malati e i parenti delle vittime che hanno preso parte al programma.
per Irene
Mi dispiace per la tua mamma e per te che porti nel cuore il dolore della sua morte.Non ho visto la trasmissione ma seguo da tempo la vicenda dell'amianto e la tragedia delle vittime e delle loro famiglie.
Dobbiamo parlare, raccontare, far sapere di queste terribili vicende che attraversano tutti.Tacendo si fa il gioco perverso di chi ammala e inquina sapendo di farlo ma è sicuro della propria impunità.
Ti abbraccio forte
Cristiana
per Cristiana
Ti ringrazio moltissimo per le tue parole... La cosa più dolorosa infatti è che le belle parole di solidarietà che ho ricevuto da voi e da chi come voi ha voluto starmi vicino con una parola o un gesto d'affetto, sono anche le uniche azioni di cui ho potuto beneficiare. Sia chiaro, non è la questione del risarcimento in sè che m'interessa (la vita di e l'affetto di mia madre non hanno prezzo)ma il non poter far nulla per riscattare un'ingiustizia e una grave colpa che ha senz'altro dei responsabili mi addolora forse ancora di più che la morte in sè. Per non parlare del desiderio di far qualcosa per evitare che accada ancora ad altri. E' il tipo di morte che coglie i tuoi cari che non ti permette di fartene una ragione in alcun modo. Non è una fatalità, un incidente, una malattia contro cui c'è almeno speranza di combattere. Il mesotelioma è un tumore che contiene in sè una sentenza di morte certa (lo sottolineavano ieri sia i parenti delle vittime sia i malati di asbestosi che sono sulla strada giusta per sviluppare un mesotelioma): può rimanere latente per 20 o 30 anni persino e, quando si manifesta, si tratta solo di vedere quanto tempo ti lascia da vivere... spesso però è troppo tardi per qualunque cura...non si vive mai più di un anno o 15 mesi... per mia mamma sono bastati 15 giorni, e l'ho sempre riteunta una fortuna: non si è accorta di nulla e ha sofferto per poco tempo. Non avrei sopportato di vederla star male per mesi interi. Comunque sì, è necessario parlarne e diffondere queste notizie, sensibilizzare il più possibile perchè l'ignoranza è molta... non per colpevolezza, ma semplicemente perchè se non ti tocca da vicino non ne sai nulla... Fino a sette anni fa nemmeno io non sapevo che esistesse il mesotelioma!
Un grande abbraccio anche a te!
Irene
mi spiace
mi spiace per tua mamma e per la triste vicenda che hai vissuto...
E' vero rabbia e solidarietà per tutti coloro che sono morti e per i parenti. Ma anche quanta amarezza e tristezza per la crudeltà di certe persone!
Un grande abbraccio, Antonella
Grazie Anto
hai proprio ragione, quel lavoro che dovrebbe permetterti di vivere e che è tutta la tua vita (mia mamma era archivista e paleografa e adorava il suo mestiere, al quale aveva dedicato anni di studio e interminabili giornate di lavoro) ti porta all'altro mondo tra sofferenze atroci... e spesso c'è chi sul dolore altrui mangia in abbondanza.
Mi chiedevo ieri: ma perchè a questi dirigenti menefreghisti e crudeli il mesotelioma non è venuto?? Perchè sempre solo alle brave persone che lavorano onestamente?
La destra all'attacco di 'Blunotte'
La destra all'attacco di "Blunotte" - 22/09/08
(184 letture)
di Toni Jop – da l'Unità
Tocca a Lucarelli fare la fine di Biagi, di Luttazzi, di Santoro, di Sabina Guzzanti? Speriamo di no, ma giusto in questi giorni la sua trasmissione Blunotte è sotto il tiro della destra. Per chi non segue, ricordiamo che l'autore e scrittore affronta su Raitre una quantità di temi «pesanti», che hanno cioè una ricaduta sensibile sulla coscienza di questo paese.
Lucarelli lavora sulla storia, e siamo già in area critica. In aria di scomunica, Blunotte ha ficcato il naso nelle vicende del G8 di Genova, negli anni Settanta, sempre nel tentativo di garantire nuova luce, nuove informazioni in un racconto che non risparmia niente e nessuno. Piace al pubblico che segue con buona fedeltà la trasmissione, i suoi «viaggi», dispiace a pochi, ma quei pochi contano. È recente il fatto che il sottosegretario alle comunicazioni, Paolo Romani, si sia sentito di formulare, nei confronti del programma, il giudizio di «faziosità». Non dice dove e perché Lucarelli avrebbe sbagliato, o ceduto a una lettura distorta degli argomenti trattati, dice «fazioso», ossia non equilibrato, tutto da una parte. Infatti, Romani trova eco nelle parole di Enzo Raisi, esponente di An, che bolla il lavoro di Lucarelli come «privo di equilibrio e di ogni verità».
Ce n'è abbastanza, anche perché gli appunti non sono circostanziati e, per esperienza, non c'è accusa più pericolosa di una freccia generica. L'autore non sembra colpito: «Per quanto mi riguarda - commenta - mi sento in obbligo di tenere presente il pubblico della mia trasmissione: un paio di milioni e passa se la guarda da casa, altri tre milioni su Internet. Poi, ogni critica è bene accetta, ovviamente. Ciascuno è libero, e ci mancherebbe, di pensare e di criticare come gli pare e piace. Semmai mi dispiace che le osservazioni non siano scese in profondità, che nessuno mi abbia detto “hai sbagliato qui, non hai tenuto presente questo, hai travisato quest'altra cosa”. Come faccio a prendere in considerazione un giudizio così generico, così totale? Ma a parte queste uscite, mi sembra che non si muova altro; nessuno, in Rai, mi ha fatto capire che la cosa non va, tutto tranquillo, insomma, non ho paura». Stiamo parlando del Paese che si è visto decapitare intelligenze, conduzioni e contenitori in tv in virtù di un «editto bulgaro» pronunciato dall'attuale presidente del Consiglio sulla base di giudizi che non andavano poi tanto lontano dal senso delle parole di Romano e Raisi. Per Riccardo Villari, senatore Pd nella commissione di vigilanza Rai, quelle accuse sono gravi e dimostrano che «la libertà di stampa in Italia è di nuovo nel mirino di Berlusconi e della destra». «Romani - prosegue Villari - invitato dall'opposizione a fare i nomi e non minacciose allusioni, ha individuato in Blunotte il nuovo obiettivo del governo. Siamo arrivati alla censura preventiva con liste di proscrizione che vanno addirittura oltre l'attacco alla libertà di stampa, giungendo persino alla censura delle sentenze della magistratura e della semplice cronaca? La storia si ripete da un governo Berlusconi all'altro».
D'accordo su questa lettura Sandro Curzi, del consiglio di amministrazione Rai per il quale siamo già di fronte a un piccolo «editto bulgaro». «Ci sarebbe da seppellirli tutti con una grande risata - spiega - Dicono che la politica deve fare dei passi indietro ma poi gli stessi politici intervengono addirittura nel merito delle trasmissioni che peraltro non si capisce nemmeno perché vengano prese così di mira». Secondo Giuseppe Giulietti siamo di fronte «a quello che accadrà». «Nei giorni scorsi Romani ha annunciato che bisognerà ripulire Raitre, covo dell'informazione militante. Siamo solo all'aperitivo - insiste Giulietti - l'obiettivo è quello di costruire un polo mediatico omogeneo e di espellere tutte le diversità, quello che stanno facendo con la Cgil. Non c'è niente di casuale, vogliono ripulire le piazze mediatiche da tutto ciò che buca il loro schema. L'opposizione stia attenta al finto dialogo con questa gente».
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=7870
Vi racconto come si umilia un bambino
Ricordo che Annozero riprenderà Giovedì 25 settembre alle ore 21.00 sui Rai Due.
Sul blog ho trovato questa lettera scritta da una mamma di un bambino autistico
www.annozero.blog.rai.it
Vi racconto come si umilia un bambino
di annozero | 15 Settembre, 2008
Pubblichiamo questa lettera di denuncia inviataci da Barbara, mamma di un bambino autistico.
“Alla CA. Gentile Redazione di Annozero
Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.
Vi scrivo perché sabato 13 settembre, nel punto vendita Carrefour di Assago mio figlio è stato vittima di un atto di discriminazione molto grave, probabilmente punibile per legge.
Al centro commerciale era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film “Cars”.
Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars – tra l’altro comprata proprio nel suddetto Carrefour – sabato l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta [uno dei personaggi protagonisti del film “Cars”, ndr.], ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Era presente un fotografo, sui sessant’anni, che sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.
Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.
Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te“. Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…“. Lui risponde: “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!“. Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” al che l’uomo del computer, ridendo, dice: “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!“. Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata, che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dagli incaricati del centro commerciale, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una addetta del centro commerciale, si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente”.
Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.
Ho pianto. Dal dolore.
Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:
-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.
Vorrei sapere come Carrefour intendete agire, in seguito a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.
Vi ho scritto in quanto ritengo che in casi come questi, tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito.”
Gli uomini e il lavoro
Questa è l'ennesima dimostrazione che "questi quì" che dicono di non avere tempo da perdere mettono in condizioni noialtri che combattiamo su diversi fronti battaglie proprio contro di essi di avere fretta.
Ovviamente come impone la "corda civile" il mio consiglio è di procedere per vie legali poichè ci sono gli estremi del razzismo essendo quest'ultimo per definizione la discriminazione di una qualsiasi categoria, quindi anche portatori di handicap o di varie forme di malattia.
Secondo ciò che mi detta la coscienza e la cosiddetta "corda pazza" avrei fisicamente impedito la prosecuzione del remunerativo affare di questo paparazzo dei centri commerciali piazzandomi sul piedistallo, facendo ostruzionismo in attesa della forza pubblica.
Purtoppo però l'umanità di una madre la può condizionare all'immobilismo e a rimanere vittima di una depressione provocata dalla disumanità, dall'insensibilità di questi esseri idioti che diventano gli esseri umani al lavoro, inoltre avrà pensato solo ad allontanare il prima possibile il suo amato bambino da esseri cosi dannosi per il bambino stesso.
Esseri dannosi che ancora una volta, in nome del lavoro, calpestano tutto e tutti, proprio come fanno con me.
Natura
SCANDALOSO......................
Scrivete una lettera di Protesta alla carrefour spa.Perchè? Perchè una loro filiale si è permessa di discriminare un bambino autistico di 4 anni e questo già basta a qualificarli come stronzi.Perchè se la loro filiale GS di Palermo è dotata di personale gentile e disponibile (e me ne sono reso conto io con i miei genitori in passato) è anche vero che alcune loro filiali sono piene di mele marce che devono essere eliminate.Se volete maggiori ragguagli, andate qui e leggete: http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html"
Ci vogliono solo due minuti a fare una lettera e difendere un bambino stupendo.
By DOMENICO DORAZIO at 2008-09-17 21:06
per Domenico:
ho ripostato soltanto per non perdere il tuo suggerimento
(lo avevi postato nel "posto sbagliato").
Purtroppo devo soltanto sottolineare una cosa, che quelle che tu chiami metaforicamnte "mele marce" io gradirei che li chiamassi con il loro giusto nome e cioè "uomini marci".
Non mi piacciono le metafore floreali e faunistiche dell'uomo, l'uomo è uomo e non va confuso con gli altri esseri viventi.
"uomini marci" è senza dubbio più corretto.
...sai qui siamo "scannerizzati" da una blogger volontaria che rischia di non cogliere l'importanza della tua proposta perchè appena trova una parolina fuoriposto "zac" subito interviene per correggerti... e ma lo fa per la comprensione finale del discorso, devo dire che alla fine è tutto più chiaro per tutti.
Ma lasciamo perdere queste perdite di tempo appunto:
FATE QUESTA LETTERA, PER FAVORE!
Natura
il lavoro
'...questi esseri idioti che diventano gli esseri umani al lavoro'
Ma come ti permetti di generalizzare?
Quanto alla 'depressione' di Barbara leggi il seguito riportato dal suo blog.
Fotografo giraffa o fotografo essere umano?
Ma che scrivi, chi generalizza!?...
....Perchè cos'è il fotografo, non è un essere umano?
Sara forse una giraffa?
Anzi ribadisco che gli uomini in nome del lavoro calpestano, calpestano mia cara! (è ovvio che non tutti lo fanno altrimenti sareste arrivati molto prima al capolinea).
Natura
a natura
'...questi esseri idioti che diventano gli esseri umani al lavoro'
Ma come ti permetti di generalizzare?
Ti sei "incantata"?
Cosa è il fotografo se non un essere umano?
Un essere disumano che però sempre uomo è. Non generalizzo ma enfatizzo perchè purtroppo il mondo è pieno di esseri umani come questo. Non vuoi guardare l'altro aspetto dell'accaduto e cioè che gli uomini (devo dire per forza uomini, per differenziarli da me che uomo non sono ma Natura) in nome del lavoro o come lo chiamano gli economisti il guadagno, il profitto (chiamalo come ti pare) calpestano tutto e tutti..., che poi ti abbia già detto che non lo fanno tutti gli uomini a te vedo che non importa, continua pure all'infinito da sola...
Natura
per natura
'devo dire per forza uomini, per differenziarli da me che uomo non sono ma Natura'
basta questa frase che ripeti alla nausea per qualificarti come un essere umano del tutto incapace di dialogo e di confronto. Qualsiasi cosa tu scriva è l'espressione di questa tua grave incapacità che rende ridicola qualsiasi proposta , qualsiasi giudizio, qualsiasi conclusione.
Fatti vedere da uno psichiatra, è un consiglio umano e sincero.
Siamo uomini o caporali
Ho dimostrato ampiamente di saper dialogare con Clara61, con Lapace, con Gargantua, con Fabio ed anche con te quando c'è stato argomento per farlo ma di cosa vuoi che dialoghi ora? Di una questione grammaticale, formale e non di sostanza perchè sai benissimo come la penso e cosa penso del profitto e degli interessi economici. Ancora una volta non parli dei contenuti ma ti appigli a qualsiasi pretesto pur di screditare il mio pensiero che tutti quì dentro hanno capito essere solidale con Barbara e contro il fotografo, l'assistente fotografo al computer, gli altri bambini, i relativi genitori, l'inserviente all'uscita e vogliamo aggiungere qualcun altro?!!... cosa sono costoro uomini o capre?
Inoltre se fossi stata più attenta avresti notato che ho iniziato dicendo "questi quì", domanda un po' a Gargantua chi sono "questi quì" o se sono tutti gli uomini.
Correggo:
...questi esseri idioti che diventano talvolta gli esseri umani al lavoro
Perdono se ho dimenticato un "talvolta" in quanto allo psichiatra anche in questa occasione non meriti risposta.
Natura
La lettera di Barbara
Mi sento molto colpito dalla lettera di Barbara. E’ la testimonianza struggente e drammatica di alcune delle peggiori aberrazioni che degradano la dignità umana e sviliscono ogni spirito civile.
E’ straziante pensare allo scherno, all'umiliazione e al dileggio a cui è sono stati sottoposti un bambino e una madre incolpevoli.
E’ triste e allarmante pensare che in quella piccola folla, crudele come un branco, non ci sia stato qualcuno capace di indignarsi e di gridare in faccia a costoro tutta la meschinità e la miseria umana di cui si erano resi squallidi interpreti.
E’ amaro osservare come cinismo, intolleranza, indifferenza, violenza, sia fisica che psichica, stiano diffondendosi a svantaggio di solidarietà, rispetto dell’altro, cura, ascolto. Sembra proprio che il mito del profitto non lasci spazio a dimensioni umane basate su queste pratiche.
Dal mio canto esprimo totale solidarietà a Barbara e al suo bambino, e a tutte le vittime del pregiudizio, dell'ignoranza, dell'abuso.
In questa triste storia,
In questa triste storia, quel che mi lascia più attonita è l'atteggiamento degli altri bambini. Tanto la mancanza di professionalità del fotografo, quanto l'insrnsibilità dell'addetta del supermercato mi amareggiano ma, ormai, non mi stupiscono più. Riesco ancora a stupirmi invece di come questi bambini crescano senza senso civile, di rispetto per l'altro, anche quando è ancora di più "altro" da loro("diverso" non mi piace come termine), ma siano altrettanto presti ad assorbire retaggi di una pseudo cultura regressiva, votata al profitto e alla facile e superficiale fruizione (di fatto i due protagonosti adulti di questa storia ne sono due fulgenti esponenti). Cosa mai avranno imparato dai genitori dei bambini di quattro anni che partecipano allo scherno - ancor più deprecabile perchè messo in atto da adulti - di un coetaneo autistico?
Spero vivamente ci siano le condizioni per ricorrere in tribunale.
Quante discriminazioni per i bambini disabili
Ho letto la lettera di Barbara e visto anche il blog,purtroppo sono ancora molte le situazioni in cui le persone disabili , spesso i bambini disabili vengono vessati e traumatizzati dal mondo dei "normali"e degli adulti, OGNI GIORNO vivendo la disabilità di una figlia e occupandomi di altre famiglie italiane e straniere per cercare di alleviare il loro percorso di vita e OGNI giorno questo nostro civile Paese da il peggio di sè in molte, troppe occasioni, voi forse non sapete che (non so se solo in Piemonte) noi cittadini paghiamo l'affitto della sede dei gruppi consigliari, oltre naturalmente i finanziamenti ai partiti stessi,ma abbiamo impedito a chi, figlio di donna straniera disoccupata, nato in Italia ,di poter avere un medico pediatra che lo curi essendo affetto da grave disabilità per nascita prematura, e questo bimbo se ha la febbre deve essere portato al pronto soccorso o al consultorio, è stato impedito in barba a tutte le leggi l'inserimento all'asilo nido perchè l'iscrizione è stata fatta oltre i termini,è stato impedito da un medico legale incompetente ,di fare domanda di invalidità prima del compimento dell'anno d'età,la riabilitazione poi in Italia specie per i bambini è quasi una bufala , pochi i soldi investiti e troppe le speranze negate, Siamo un Paese civile ? io proprio non mi sento di affermarlo, ma però siamo il Paese che oltre a pagare profumatamente i politici ne paga anche le sedi e chissà cos'altro, ma di fronte a un bimbo di 1 anno mette solo divieti e poco importa come andrà a finire , la legge va rispettata anche quando è ingiusta .
mammamarina
www.claudiabottigelli.it
una nuova fase
The phone call
Oggi ho parlato con Carrefour. Per la precisione con la Dott.ssa Augenti e il Dottor Brambilla, amministratore delegato di Carrefour Italia.
Abbiamo parlato, chiarito gli eventi (ho solo dato una descrizione della “signorina” per meglio favorirne l’identificazione da parte loro) e mi è piaciuta una frase dell’AD “Non vogliamo insabbiare il caso, ma farne un evento per far sì che non si ripeta e che tutto il nostro personale stia più attento”. Mi è parso un buon intento, che spero e mi auguro si traduca in fatti.
La telefonata in sostanza è stata molto cordiale. Io, a conti fatti, contro Carrefour non ho nulla. E non ce l’ho nemmeno con i tre poveretti (potrei dire molto peggio ma mi autocensuro) che probabilmente dietro le loro spalle hanno anche una famiglia da mantenere, che non deve certo risentirne delle cavolate che hanno combinato. Carrefour mi ha dato un carnet di alternative di risarcimento “morale” per Alexander. Purtroppo però non credo di poterlo ributtare in una situazione fotocopia di un avvenimento doloroso così presto. Anche la terapista e la neuropsichiatra concorderanno con me che le cose gli vanno spiegate e vanno interiorizzate, lui ha i suoi tempi, che sono più lunghi di quelli di altri bambini.
Su alcune cose però sono irremovibile. Voglio il nome del fotografo. Voglio parlargli, anche via email, non mi interessa il contatto fisico. So che alla richiesta di una relazione scritta sull’accaduto (richiesta da Carrefour) sia lui che l’altro hanno dichiarato che “non si sono accorti di nulla di strano”. Ecco, io glielo farei, gentilmente, notare a posteriori, con l’aplomb che mi caratterizza.
Un’altra cosa che vorrei, al posto di qualsiasi risarcimento nei miei confronti, è che Carrefour indicesse una raccolta fondi per un’associazione di ricerca che si occupi di studiare l’autismo. Grazie al cielo, mio marito lavora come un mulo per garantirci uno standard di vita dignitoso, non ho bisogno di omaggi, buoni sconto o di richiedere risarcimenti. Mio figlio è un bambino più fortunato di altri. La sua voce è stata sentita anche se le sue corde vocali non l’hanno fatta uscire. E so che aiutare gli altri sarà una cosa che da grande lo renderà fiero. Come rende orgogliosa la sua mamma, ogni volta che si veste in arancione.
dal blog di Barbara:
http://blackcat.bloggy.biz/archive/3287.html
Grande!
Grande Barbara nella sua dignità, pur nel dolore di vedere il suo bimbo soffrire per l'ignoranza e la insensibilità delle persone cosidette "sane e normali ".