BOSSI-ALEMANNO: POLENTA E VACCINARA, MA I ROMANI HANNO DIGERITO LE OFFESE?

Ore 12.30, a Montecitorio e' andato in scena l'annunciato pranzo ''riparatore'' tra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il leader della Lega Nord, Umberto Bossi. Tra polenta, coda alla vaccinara e rigatoni al sugo di coda, innaffiati da vino di Frascati, si e' tentato di mettere un punto alle tensioni scatenate dalle esternazioni del senatur sui romani. E, anche se le scuse di Bossi sono giunte, pur tardive e dopo molte polemiche, molti romani sembrano non aver dimenticato di essere stati definiti ''porci''. Nel corso del pranzo ''riparatore'' oltre alle strette di mano, ai sorrisi, alle dichiarazioni distese, alla voglia di convivialita' di alcuni anziani della Lega Nord giunti nella Capitale per questa occasione conviviale, qualche tensione c'e' stata. A cominciare da una rissa sfiorata per un soffio tra gli uomini della sicurezza, i giornalisti e i fotografi, passando poi agli insulti volati tra alcuni romani presenti in piazza che evidentemente non hanno digerito le offese leghiste e i rappresentanti del partito di Bossi e ancora il quasi ''corpo a corpo'' tra Ignazio La Russa e il rappresentante del Pd, Paolo Masini.

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Ma non c'era solo il Pd a manifestare contro questo pranzo, anche l'Idv con Stefano Pedica, Sinistra e Liberta', e poi, poco distante in Piazza Colonna, Michele Baldi con il suo Movimento per Roma, insieme a circa 200 persone hanno protestato contro la riconciliazione accusando il sindaco Alemanno di essere un ''vassallo e un cameriere di Bossi''. ''Il sindaco e' vassallo e oggi si arrende tradisce la citta' e i romani - ha detto all'Asca Baldi -. Noi non accettiamo le scuse di Bossi e riteniamo lui e la Lega nemici di Roma. Noi non ci prostriamo come sta facendo il sindaco svendendo Roma per qualche comitato d'affari''. E, poco distanti, nell'area dedicata al pranzo, oltre ad Alemanno e Bossi hanno fatto gli onori di casa con il ministro della Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, Luca Zaia, governatore del Veneto, il ministro della Difesa Ignazio La Russa e la presidente della Regione Lazio RenataPolverini.

Un pranzo che, stando alle dichiarazioni di alcuni dei protagonisti, chiude un ''incidente'' diplomatico per aprire una nuova fase di distensione, anche se, dalle parole di Bossi, sulla ''quadratura del cerchio'' del Gran Premio di Roma la strada e' ancora molto lunga e non saranno la polenta, la coda alla vaccinara o un bicchiere di Frascati, a dipanare questa matassa. A parlare proprio il senatur: ''che cazzo corri a Roma il Gran Premio di Formula 1...''.