Intervista a Franca Rame

Se qualcuno dovesse accusarmi di aver fatto un’intervista di parte, non potrei fare altro che confessare. Adoro Franca Rame.

Franca è una donna che non si tira mai indietro quando ha l’opportunità di impegnarsi per una giusta causa. Si può contare sempre su un suo contributo in nome della pace, della solidarietà, della difesa dei diritti umani.
Sono amica di suo figlio Jacopo e lui all’inizio ha cercato di tenerci lontane, “Chissà cosa combinereste insieme”. Alla prima occasione abbiamo dimostrato che Jacopo aveva ragione. Non so se cronologicamente ci siamo prima conosciute o se prima abbiamo iniziato a impegnarci per qualche battaglia, certo che un giorno Franca ha sentenziato ridendo “Se vivessimo nella stessa casa avremmo già organizzato una rivoluzione”. Pacifica si intende. Purtroppo non viviamo nemmeno nella stessa città, ci parliamo al telefono, ci scriviamo e per fortuna ci incontriamo spesso in Umbria, da Jacopo, nella straordinaria “Libera università di Alcatraz”.
Con Franca balziamo dai grandi temi al gioco che si compie in una risata.
Credo che se non avessi conosciuto la famiglia Fo sarei rimasta per sempre una noiosa sentimentale, a tutti loro devo il dono dell’ironia. Da quando ho imparato a ridere in primo luogo di me stessa, mi sembra che la vita sia molto più sana. Senza contare che finalmente mi diverto.
Franca, signora del teatro e della cultura, ai miei occhi è una splendida ragazza. Il suo entusiasmo è immenso, è lei la prima a partire verso ogni nuova avventura. Indubbiamente Dario è un genio, ma, tante volte, mentre eravamo immersi in conversazioni o progetti, ho costatato che la primogenitura di un’idea era di Franca.
Scherzando, ma non troppo, ripeto che il nobel le appartiene al cinquanta per cento. In un paese normale Franca Rame sarebbe senatrice a vita, ma so fin troppo bene di non vivere in paese normale. Infatti Dario Fo non sarà sindaco di Milano e questa volta Berlusconi è innocente. E’ ancora più doloroso quando a colpire è la sinistra. Lo slogan era bellissimo “Milano non aver paura non sono un moderato”.


Cosa non ha funzionato? Gli spiriti liberi continuano a fare paura?

Certo, e evidentemente in modo del tutto trasversale, a destra come a sinistra. Nella mia vita ho subito molte prepotenze e so bene che il potere non è mai abbastanza intelligente.

Alle prossime elezioni sarai tu a presentarti … Tante volte abbiamo ragionato insieme su questa eventualità ed io sono sempre stata convinta che tu sia una preziosa risorsa per il nostro paese. Cosa ti ha fatto finalmente decidere.

Questa volta ho capito che era arrivato il momento di candidarmi, non potevo rimandare. Credo che in queste elezioni anche un solo voto possa essere decisivo e voglio anch’io dare il mio contributo a far finire quest’epoca tragicomica, più tragica che comica viste le difficoltà del campare che molti cittadini vivono.
Mi candido perché queste elezioni sono troppo importanti, penso che tanta gente schierata a sinistra potrebbe scegliere di nuovo di disertare le urne in mancanza di candidati credibili.
Spero, con la mia candidatura, di convincere qualcuno ancora in dubbio se votare o no perché deluso da una certa politica. E poi il nostro paese ha bisogno di più donne al governo.

In effetti credo che un governo di donne non sceglierebbe di mandare in guerra i propri figli, saprebbe far funzionare meglio i conti dello stato (siamo più abituate) e si occuperebbe di risolvere problemi concreti. Sarebbe bello se una donna diventasse anche presidente della Repubblica. Tu saresti perfetta.

Grazie, mi piacerebbe … dal Quirinale potrei battermi in modo efficace per fare spazio alle donne in tutte le assemblee elettive, dai consigli comunali al Parlamento. Le riempirei di casalinghe, quelle che devono far quadrare i conti con 800 euro al mese: è il solo modo per risolvere gli eterni problemi di bilancio che ha lo Stato.

Parliamo dei tuoi progetti politici

Prima di tutto darei il buon esempio rinunciando allo stipendio da parlamentare. Mi piacerebbe fare chiarezza sugli enormi sprechi che ci sono nei conti dello Stato. Credo che la riduzione del debito pubblico sia essenziale, non certo con tagli alla spesa pubblica e ai servizi come ha fatto il centro-destra o svendendo beni dello stato. Ma focalizzando l’attenzione sugli sprechi della Pubblica Amministrazione che si traducono in spese assurde a carico dei contribuenti.
Se verrò eletta impiegherò il cospicuo stipendio da senatrice per coinvolgere consulenti di livello. Interpellerò i cittadini, raccoglierò consigli, e alla fine spero di poter arrivare a proporre cambiamenti semplici, attuabili e concreti. Un piccolo esempio: la bolletta energetica dello Stato Italiano, secondo tutti gli ingegneri e i docenti universitari che abbiamo interpellato, potrebbe essere dimezzata solo se si usassero i criteri di efficienza energetica, obbligatori da tempo, già in funzione in Germania, Austria, nei Paesi Scandinavi e anche nel Trentino Alto Adige. Si tratta di una somma di denaro enorme che potrebbe essere impiegata per dare a tante persone casa e assistenza sanitaria.
C’è un altro punto sul quale vorrei battermi: l’efficienza della legge contro i reati. Oggi in Italia non vi è certezza della pena. Il meccanismo giudiziario sembra costruito intorno alla possibilità di invalidare le sentenze usando cavilli. Addirittura chi è riconosciuto colpevole di truffa, può patteggiare la condanna senza aver prima restituito il denaro estorto. Chi manda in rovina migliaia di famiglie, o si arricchisce manipolando il mercato, viene punito con una multa. Visto che sembrano piacere tanto gli americani perché non iniziamo a imitarli sulle cose buone? Negli Stati Uniti come nel resto dei paesi moderni la manipolazione del mercato viene punita con pene severissime. In Usa sono 6 anni di prigione. Al Capone fu condannato per evasione fiscale. Da noi, oggi, Al Capone per quegli stessi reati, tra condoni e prescrizione, falso in bilancio e sanatorie, se ne andrebbe a casa con un buffetto sulla guancia.

Stiamo assistendo allo smantellamento di un etica condivisa e del sociale, credi esista una soluzione per arrestare questo declino?

L’impegno è l’unica soluzione. Rendiamoci conto che il problema del nostro vicino è anche il nostro, lo sciocco egoismo asseconda il gioco dei potenti. Dobbiamo fare gruppo, far sentire le nostre voci, restare uniti. Solo così potremmo ottenere che lo Stato torni ad occuparsi del pubblico, del sociale e non degli interessi di pochi.

Letterati, artisti, uomini di scienza, architetti, musicisti, fino a qualche decennio addietro, grazie anche a un circuito virtuoso, riuscivano ad incidere sulla sfera del sociale riscuotendo larghi consensi e innescando meccanismi straordinari. Oggi questa alta capacità progettuale sembra scomparsa. Tu e Dario siete delle felici eccezioni. Ritieni che il secolo appena iniziato saprà nuovamente produrre personaggi capaci di coinvolgere coscienze e indicare nuove prospettive o siamo condannati a subire solo intellettuali di bottega?

Ci saranno personaggi di valore finché la gente non accetterà passivamente le prepotenze. Oggi, la reazione della gente, per me, è una speranza, è una risposta molto importante in un paese in cui soprattutto gli intellettuali sono distratti e indifferenti.

Per finire, cosa farai da grande?

Quello che ho sempre fatto: politica nel senso più profondo del termine con i fatti e non con le promesse.

Commenti

Buongiorno Sig,ra Franca Rame mi chiamo Picchetti Roberto, sono un dottore in legge, che come circa 550 ragazzi purtroppo ormai non piu dal 2002 aspettiamo l'assunzione da parte del Ministero di grazia e giustizia come ufficiali giudiziari.

Il concorso è stato fatto nel 2002, da allora ci sono state 60 interrogazioni parlamentari un emendamento nella finanziaria 2005 con la quale l'attuale Governo s'impegnava ad assumerci entro il 2006.

abbiamo costituito un comitato, http://www.cicug.altervista.org/ e lottiamo per non farci dimenticare, come Lei ben sà gli ufficiali giudiziari sono importanti, la loro carenza porta ad una maggiore incidenza della prescrizione dei reati e non solo.

il 14 marzo ci aveva convocato il Ministro Baccini addirittura aveva aperto un blog sul suo sito apposta per noi con piu di 3000 contatti, ebbene siamo arrivati a Roma e abbiamo incontrato non il Sig. Baccini ma un segretario e ci ha detto che sono finiti i soldi!

La prego siamo disoccupati non precari io dovro tornare in inghilterra qui non si trova lavoro ma io non ho famiglia ma gli altri che hanno figli???

La imploro se puo dare pubblicità alla nostra situazione

confidando nel suo cuore la ringrazio anticipatamente perchè quando vedo alla tv Lei e il suo marito mi sento meno solo perchè vuol dire che ci sono ancora persone per bene in questo paese

Picchetti Roberto

Sono contento che Franca Rame ha aperto questo sito e spero che si diffonda tra la gente l'abitudine di leggere e scrivere qualcosa nel blog. Purtroppo molto spesso si sente parlare di internet riguardo a siti pornografici o peggio ancora a siti pedo-pornografici. Invece un buon uso di questo mezzo di comunicazione così importante può essere l'inizio di un miglioramento della società. La comunicazione non è impedita solo dal fatto che è in mano all'oligarchia economica, ma forse soprattutto dal fatto che quando si parla di argomenti pericolosi, si possono avere minacce e ritorsioni. Perciò internet è uno strumento di libertà, e questo sito è un regalo di libertà. Grazie per avercelo donato.

Carissima carminepalumbo,
sono d'accordo con il tuo intervento perchè troppo spesso si fa un uso improprio e banale di internet, mentre questo strumento tecnologico deve servirci ad essere più creativi, comunicativi, fantasiosi e propositivi...internet dovrebbe accostarsi anche ai processi d'apprendimento soprattutto in ambito scolastico. Dalla scuola comincia l'educazione alla creatività, imparando e sperimentando il cambiamento, la trasformazione degli eventi, della Storia, delle storie e di ognuno di noi. Sono certa che la Senatrice Franca Rame si spenderà con passione sui problemi (e sono tanti!) della scuola italiana e lo dico da insegnante precaria.
Grazie
e un saluto cordiale a tutti
Laura Tussi

Cara Franca Rame,
la riforma Moratti sta riportando la scuola a prima della riforma gentile, in un vortice di regresso insostenibile perchè crea un baratro di precariato (e Le dico questo da insegnante precaria)... dunque La invito a prendere visione di tutte le petizioni a favore di una scuola libera presenti sul sito www.retescuole.net
e intanto Le allego questo umilissimo scritto sull'evoluzione del fare scuola in Italia.
Un GRAZIE
UN GRANDISSIMO AUGURIO
UN CARO SALUTO
LAURA TUSSI

INTERPRETAZIONI DELLA DIDATTICA
Metodi di insegnamento

di LAURA TUSSI

Nel linguaggio comune didattica significa insegnamento, insegnare, dal latino didasco e dal greco didactein. I modi di insegnamento sono diversi. Possiamo insegnare facendo cose che sappiamo fare, lasciando che altri ci imitino, per esempio, la forma prevalente di insegnamento possiede un carattere implicito nell’imitazione di un comportamento. Possiamo proporci esplicitamente l’intento di insegnare qualcosa, ossia rendere evidente ciò che stiamo facendo. Questo è il precettorato di carattere esplicito per il rapporto duale tra maestro e allievo, nelle interazioni personali finalizzate a comunicare competenze. Possiamo rendere l’insegnamento scopo della nostra attività. Lo scopo primario prevede una struttura di esclusivo dispositivo per l’insegnamento e lo scopo secondario rivela una struttura per altri fini. L’attività formale implica una struttura adeguata all’insegnamento al pubblico che deve imparare. Da quando l’insegnamento è diventata una professione praticata da addetti, si è compreso che le sole doti personali non forniscono competenze necessarie. La capacità d’insegnamento è considerata maggiormente una dote nativa, ma acquisita attraverso lo studio sistematico. Questa consapevolezza si diffuse in Italia dalla seconda metà dell’800. La maestra Pedani in “Amore e ginnastica” di Edmondo De Amicis 1892, quale protagonista rivela una formazione scolastica che può incidere sulle caratteristiche della popolazione per modificarle. La maestra rifiuta le mollezze e le sdolcinature in educazione, contrapponendosi al lassismo. Vi è la scelta di una strategia di intervento sulla società e l’influsso della cultura positivista che pone attenzione alla realtà umana. L’intento della scuola è fungere da fattore di trasformazione nella società. La scuola è l’immagine della vita. Il romanzo di De Amicis risulta coerente alla trasformazione della società del tempo nella seconda metà dell’ottocento. “Il mondo di ieri. I ricordi di un europeo” di Zweig nel 1946 descrive gli ultimi decenni dell’impero asburgico. Elenca alcuni criteri educativi. La scuola ha il compito di selezionare gli alunni per la scuola superiore. Il titolo di istruzione superiore equivale a un prestigio sociale. L’impegno richiesto assorbe tutto il tempo agli allievi. Gli studi suggeriscono un’immagine seria della vita. Le lezioni svolte con pedanteria presentano una rigida schematizzazione. La figura dell’allievo coincide con la prestazione che fornisce. La personalità dell’insegnante è centralizzata e non esistono interazioni affettive tra insegnanti e allievi. Questi punti costituiscono la scuola tradizionale a cui corrisponde una pedagogia complessa e una didattica schematica e povera.

Coincidenze tra scuola e società.

L’approccio progressista di De Amicis consiste nell’anticipare le rappresentazioni della realtà ricercando coerenza tra la concezione della realtà stessa e le caratteristiche degli individui. L’approccio conservatore di Zweig consiste nell’esprimere il disagio per l’inadeguatezza delle pratiche di formazione, senza estendere il rifiuto all’insieme delle relazioni sociali.

La scuola è parte della società.

La coincidenza degli intenti tra scuola e società è condizione storicamente improbabile in quanto comporta conflittualità. Elenchiamo esempi che testimoniano l’utopia di questa coincidenza. “Erehwon” di Samuel Butler (1827), l’inverso di questa parola è “Nowhere”, ossia in nessun luogo: utopia. Secondo Butler ciò che si presenta come utopico è il rovesciamento del reale che non può avere collocazione spaziale e temporale. La didattica è al servizio del potere? E’ necessariamente imperfetta e contraddittoria? Per il suo carattere di prodotto culturale, storicamente determinato, è vero, ragione di debolezza della didattica, ma che in realtà non è debolezza perché dall’analisi delle sue contraddizioni emerge e assume consistenza e possibilità di progresso.

Tutti a scuola.

Nel 1861 dopo l’unificazione d’Italia prevale l’analfabetismo. L’Italia era tra i firmatari della convenzione di Washington che sanciva, dopo la fine della prima guerra la formazione obbligatoria per otto anni. Nel 1923 la riforma Gentile elaborava la scuola complementare con l’aggiunta di tre classi al quinquennio primario. Nel 1948 la costituzione della repubblica sancisce il principio del diritto all’istruzione obbligatoria per otto anni, ma la legge entra in vigore solo dal 1962.

Cara Laura intervieni spesso con interessanti commenti(o meglio saggi..), solo che son un po' troppo lunghi e 'densi'.
Onore al merito per le ricerche, gli studi e la proprietà di linguaggio, ma sembran più dei post che dei commenti o riflessioni; hai un tuo blog? Penso possa essere una lettura più proficua e attenta per tutti se, invece di copiarincollare questi trafilettoni,indichi il tuo sito; vien più voglia di farci una capatina e leggere il 'malloppo' con calma.
Rischi di parlar della pedanteria della didattica utilizzando la stessa forma..didattica.

Sarebbe invece più 'istruttivo' se raccontassi di te e delle tue esperienze personali.

La scuola è tanto.
La scuola è l'unica possibilità per alcuni di 'salvarsi' da famiglie che non accettano i figli, che li odiano (ebbene si ce ne sono), che non permettono di esprimersi etc etc.
La scuola deve, oltre alla parte prettamente didattica (o meglio nozionistica) che serve per creare un linguaggio ed una conoscienza comuni, portare modelli positivi.
La scuola deve saper ascoltare, mostrare che siam liberi pur essendoci regole e ci deve spiegare che queste regole le possiam cambiare se le conosciamo bene.
La scuola deve mostrare che c'è 'altro'.
La scuola deve assecondare lo sviluppo non solo intellettuale ma anche fisico, non è possibile che i ragazzi non si conoscano( ad esempio sessualmente) o non conoscano il linguaggio del proprio corpo e i suoi messaggi.
La scuola deve aiutare chi ha degli handicap fisici o psichici per metterli in condizione di essere quanto più possibile indipendenti.
La scuola deve formare la capacità critica.
La scuola deve lasciar spazio alla fantasia e alla creatività.
E l'elenco continuerebbe, ma penso che ci sarà modo di tornarci sopra quando 'sto governo si insidierà..

FRANCA, dato che ero certo che saresti stata eletta, ora mi prude il dubbio che tu possa diventare ministra..sempre che non ti eleggano presidente della repubblica..taci che sei donna, altrimenti rischiavi di diventar pure papa..

www.orchestrazione.it

Mi sento con Voi, sinceramente, onestamente e con tutto il mio entusiasmo.
Mi piacerebbe sostenerVi con il mio impegno, con quello che faccio, con il mio studio, con quello che scrivo, per me, per tutti...
Grazie di darmi la possibilità, la sincera opportunità di crescere con Voi nell'impegno, nella speranza per un futuro migliore, per l'umanità, per il popolo italiano, per Milano...
Grazie di esistere...
per mentenere vivo il sogno di Laura, di Dario, di Franca, di Max e di tutti i compagni coinvolti in questa prospettiva di cambiamento, di trasformazione, di progresso. Prometto davvero che cerco di essere più concisa...credimi a volte è l'entusiasmo di farmi leggere ed apprezzare che mi compromette...questo perchè Vi stimo e credo in Voi
Grazie
Laura

Fra poco più di un mese, l'elezione del Presidente della Repubblica. Un grande impegno, e mi chiedo se anche potesse... e può... Franca acceterebbe tale carica, che la porterebbe fuori vita famigliare più o meno tranquilla. Già l'essere senatrice è un impegno fisico... essere presente, e mentale... pensare a soluzioni, analizzare problemi.
Se Franca davvero pensasse di accettare diventare presidentessa... potremmo già iniziare campagna popolare... tanto che al momento di votare in parlamento, non potrebbero non votarla.
Non so, la butto lì... e poi fare conoscere il volto sorridente della sinistra, non sarebbe male... si parla di creatività... ebbene che si aspetta?... internet è qua... tra la la.
Sul blog di Jacopo, siamo un po' di amici che si stanno stringendo per dare forza alla creatività... è l'ora di mettere a frutto quello imparato a scuola...
leggere e scrivere... leggere e scrivere... POF
PS:Spero non stiano pensando ad Andreotti for president..... Franca salvaci... se questo fosse. Hai fatto tanto Giovanna D'Arco... fatto 30 fai 31... portala fino in fondo, se fosse proprio bisogno vero... pensa, analizza, fai ...
io son piccolina e non so!!!

Caro Max,

non ho un sito o un blog personali, per il momento.
Se Vi interessa rilascio gli indirizzi dei siti che mi ospitano nel comitato di redazione e che mi pubblicano:

www.ildialogo.org
www.tesionline.it
www.didaweb.net (+ Fuoriregistro)
www.auditorium.info
www.psicopedagogika.it

grazie
un cordiale saluto
laura