Lettera aperta a Valeria Ajovalasit, presidente arciDONNA

Ho notato, leggendo la sua inchiesta sul venerdì di repubblica (inchiesta ripresa da molti giornali) “presenza donne in parlamento” (pag. 25) che nel box “alla camera per partito” è presente l’italia dei valori, ma in quello che riguarda il senato l’IDV non c’è, è quindi “saltata” la mia presenza come capolista al senato in ben 6 regioni. La cosa non mi meraviglia essendo stata “oscurata” da televisione (9 minuti e 20 secondi a tribuna politica) e stampa durante tutta questa “triste, caciarosa e partigiana (nel peggior senso della parola)” campagna elettorale. Quello che mi meraviglia è che a lei, presidente dell’arciDONNA, sia sfuggita la mia partecipazioni a queste elezioni. Mi chiamassi, rossi o neri, potrei capire, ma senza immodestia posso dire di avere un nome abbastanza conosciuto, (se le venisse il dubbio che ciò non fosse, faccia una brevissima ricerca su google, le uscirà un numero spropositato:nominata circa 500 mila volte) conosciuto e pure (lo dico con orgoglio) onorato. Sino a quando tra donne non ci sarà un’attenzione, una solidarietà profonda non ce la potremo mai fare a uscire da questa situazione di emarginazione in cui ci troviamo da secoli. Franca Rame Allego la mail inviata a Repubblica, sabato 1 aprile Gentili direttori Ezio Mauro e Laura Gnocchi, Vi scrivo perché sono restata un po' male per la mia esclusione dal servizio, apparso ieri su Il Venerdì di Repubblica, “L’altra metà del cielo?” (di cui faccio orgogliosamente parte), che ha come tema le donne candidate alle prossime elezioni. Nello specchietto che riassume le quote di donne presenti per la Camera, l'Italia dei Valori c’è. In quello che si riferisce al Senato no. Per una che è capolista al Senato per L’Italia Dei Valori, in Lombardia, Veneto, Piemonte, Umbria, Emilia e Toscana fa una certa impressione non trovare nell’elenco il Partito per il quale si candida (da indipendente) e di conseguenza non essere presente tra le poche donne citate. Capisco che qualcuno possa valutare che io non abbia assolutamente nessuna possibilità di essere eletta... ma farmelo capire in modo così indelicato non mi sembra elegante da parte vostra. O c'è qualcuno che vorrebbe mettere in dubbio che io sia una donna? E tra l'altro, se in barba alle vostre oscure previsioni di ineleggibilità garantita, dovessi farcela, credo che sarei l'unica bisnonna senatrice. E mi batterò non solo per i diritti delle donne e le quote rosa, gli sprechi di stato, il rientro dei nostri soldati dall’Iraq, l’inquinamento ecc. ma anche per un maggior rispetto per le bisnonne, categoria sociale poco considerata e poco rappresentata in parlamento. Vi prego di meditare su quanto questo ostracismo nei miei riguardi sia ingiusto e irrazionale. Sì, irrazionale in quanto non mi risulta che in tutta la storia dell'Umanità una sola bisnonna sia mai stata inquisita per corruzione, abbia mai dichiarato una guerra, organizzato atti di terrorismo, condannato a morte ecc. Quindi, gentili direttori vi prego di ripensarci e di concedermi almeno il dubbio dell'eleggibilità e di dedicare la giusta attenzione al fenomeno delle bisnonne in politica, l'unica vera novità in queste elezioni. Ossequiante Franca Rame