la storia incominciò: c'era una volta un re...
Ipotesi uno
2000: la sinistra cambia la legge elettorale per garantire la governabilità.
2001: Berlusconi vince le elezioni, governa uno schifo, capisce che perderà le elezioni successive e cambia la legge elettorale per non permettere alla sinistra di governare.
2006: la sinistra vince le elezioni e poi non riesce a governare perché Berlusconi ha fatto una legge di merda.
2008: Si va elezioni anticipate. Prima delle elezioni la sinistra cambia la legge elettorale per garantire la governabilità. Berlusconi vince le elezioni e governa uno schifo.
2013: Berlusconi capisce che perderà le elezioni successive e cambia la legge elettorale per non permettere alla sinistra di governare.
2015: la sinistra vince le elezioni, non riesce a governare perché Berlusconi ha fatto una legge di merda.
2017: Si va elezioni anticipate. Prima delle elezioni la sinistra cambia la legge elettorale per garantire la governabilità. Berlusconi vince le elezioni e governa uno schifo.
E via così.
- By Jacopo Fo at 27 Gen 2008 - 21:30
Da Capanna a Grass: riflessioni sul ‘68
Prendendo spunto dal ripetersi, dal riattualizzarsi e dal riacutizzarsi delle problematiche sociali, culturali e storiche che furono all’origine delle proteste del ’68, vorrei proporre alcuni parallelismi e similitudini fra gli eventi di quarant’anni fa e quelli di oggi.
A tale scopo ho estratto alcuni passi, a mio parere più significativi, da due fonti: un articolo del premio Nobel Gunter Grass (apparso su La Repubblica del !7 gennaio 2008) titolato “Perché abbiamo bisogno di un nuovo ‘68”e dal libro di Mario Capanna (del 1998) “Formidabili quegli anni”.
Da GüNTER GRASS - Perché abbiamo bisogno di un nuovo ´68
La Repubblica - 2008-01-17
“In un mondo in cui l´ultima ideologia che ancora regna incontrastata, tanto da fregiarsi di infallibilità, è il capitalismo, che detta le leggi dell´economia di mercato ma brucia mercati e capitali, in un mondo, dunque, in cui per smania di profitto e senza pudore si cancellano posti di lavoro, si ignorano i salari minimi e la distanza tra povero e ricco cresce a dismisura, l´alternativa al regno assoluto del capitale può essere trovata solo nel socialismo democratico. Lasciato in eredità dal movimento dei lavoratori europeo, esso si è dovuto rinnovare costantemente.
L´industria farmaceutica, quella automobilistica, o le banche, hanno un potere che non è legittimato né dalla costituzione, né dal popolo sovrano, e che determina sempre di più la politica sino all´attività legislativa. Sono loro che nello stato puzzano di marcio. Loro, non eletti, ma armati del potere del capitale, incarnano il più acerrimo nemico della democrazia. Le lobby non conoscono limiti. Gli asociali salari dei manager e la corruzione imperversante ovunque sono i fenomeni che accompagnano il lobbismo
Visti questi mali evidenti, in parte supportati da media non indipendenti, non c´è da stupirsi se sempre meno cittadini sono pronti a fare uso del proprio diritto di voto, dato che la loro supposizione sempre più frequente, «tanto quello che succede o non succede nella politica non viene stabilito in parlamento ma ai piani alti», trova conferma giorno dopo giorno. Così la democrazia si trasforma in farsa.
L´anno 2008, ancora giovane, ci darà la possibilità di riflettere sulle proteste studentesche di 40 anni fa. In molti media la resa dei conti con i sessantottini è già cominciata. Alcuni, che ai tempi si proclamavano di estrema sinistra, sono diventati cassa di risonanza della destra. No, la protesta della gioventù negli anni ´67 e ´68 era attesa, necessaria [….]. Considerata la situazione attuale e in vista del futuro, gravido di crisi, una nuova protesta giovanile, da non reprimere con i manganelli, è urgente e necessaria. Anche la Spd potrebbe trarre vantaggio da una simile sfida”.
Da “Formidabili quegli anni” – Mario Capanna – Biblioteca Universale Rizzoli - 1998
“Così un giovane di oggi, magari nato molto dopo il ’68, nonostante l’oblio prodotto dalla manipolazione culturale, sa tuttavia (sente) che alle sue spalle , in tempi lontani e insieme recenti, si è prodotto un generale sommovimento delle coscienze, che non ha più avuto l’eguale e che si proponeva un futuro del mondo ben diverso da quello poi realizzato, oggi sotto gli occhi.
E come è stato possibile che il risveglio (la ribellione?, la sollevazione?) si sia fatto strada, con segni e caratteristiche comuni, in situazioni e contesti (culturali, sociali, politici, economici, istituzionali) tra loro diversissimi: da Milano, Roma, Palermo a Tokyo, Pechino, Shangai; da Berlino, Parigi, Londra al Cairo, a Città del Messico, a Caracas, a Rio de Janeiro; da Whashington, New York, Los Angeles a Madrid, a Praga, Varsavia, Belgrado?
Aumentava la ricchezza, ma anche il divario fra i paesi poveri e quelli ricchi e, entro questi, fra le diverse categorie sociali. La distanza crescente fra gli orpelli del presente e i buchi neri del futuro […..]produceva un’alienazione sottile, penetrante e coinvolgente.
Finita la fiammata, le istituzioni ripresero in mano le redini della storia, ma ormai senza più nessuna possibilità di legittimarsi con ragioni ideali. La restaurazione ha comportato un prezzo altissimo. Da allora la forza – la violenza – è venuta sostituendosi sempre più alla ragione. Si è verificato su larga scala quanto aveva intravisto Kant:
“IL POSSESSO DELLA FORZA CORROMPE INEVITABILMENTE IL LIBERO GIUDIZIO DELLA RAGIONE” (Immanuel Kant)
Autunno 1969 - Dario Fo, Franca Rame e la loro “Comune” teatrale vanno di città in città, in un crescendo di geniali sberleffi ai padroni e al loro potere. Sono i più applauditi interpreti delle lotte e delle speranze”.
Caro Jacopo, anche se il
Caro Jacopo,
anche se il Signore Arcorensis
vanta "Illustri predecessori" che post mortem si riaffacciano ai loro elettori per poi ascendere al monte Sion-Quirinale.
Io non sarei così pessimista ... la natura farà bene il suo corso.
O no?
Un saluto
Tubal
Per Tubal da Redazione
GOVERNO:TINA ANSELMI, FANGO SU ISTITUZIONI COME VOLEVA GELLI
''Vedo nell'attuale crisi politica
una grave situazione di emergenza democratica'': lancia un vero
allarme Tina Anselmi, a lungo parlamentare Dc e presidente della
commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2.
''Mi rendo conto - scrive in un articolo per 'Repubblica' - che
gli anni di Gelli e dei suoi compagni oggi appaiono lontani. Ma
quanto lontani? La parte del progetto di Gelli legato al
discredito delle istituzioni democratiche, attuato all'interno
delle medesime e della loro esasperata conflittualita', che
molti ultimi avvenimenti testimoniano, rischia di giungere
all'atto conclusivo''.
''Immaginate - sottolinea Tina Anselmi - quali guasti
potrebbe arrecare al tessuto connettivo del nostro Paese una
campagna elettorale, e ne abbiamo gia' visto un anticipo,
vissuta all'insegna della della selvaggia contrapposizione tra i
due poli, della violenza verbale, degli insulti di altro fango
gettato sulle nostre istituzioni''.
Cara Redazione
Convengo in toto
sulla dichiarazione di Tina Anselmi.
Il mio commento qui sopra era solo un "cazzeggiamento anagrafico" sul cavaliere.
Per carità auguro a tutti di morire come il biblico Giobbe: "vecchio e sazio di giorni" Giobbe 42:16
Il problema vero è che l'Homo Arcoregnins non è affamato solo di giorni, ma sembra che ami nutrirsi del tessuto sociale italiano, divorandone dignità e istituzioni.
Sua Emittenza ha in comune con Giobbe anche il complesso di persecuzione e un'altissima stima di se stesso.
Guarda caso i suoi peggiori nemici/amici furono uomini che gli furono "GIUDICI".
Il grande Dario potrebbe tirarci fuori una delle sue cose diaboliche. Ammesso che non l'abbia già fatto.
Il complotto di Gelli contro le istituzioni democratiche del paese, non è finito con lui. C'è chi lo porta avanti e pure con "degni" risultati ... purtroppo.
Ma qui ce ne sarebbero di cose da dire.
Iniziando dai patti lateranensi che trasformarono il potere temporale della chiesa in potere finanziario.
Passando per Sindona, Calvi, Macinkus, Ambrosiano, IOR e ad un certo punto della storia con l'ordine di scuderia venuto dall'alto:
"Finanziate le TV di quest'uomo".
Il resto lo conosciamo.
Il futuro lo temiamo.
Colgo l'occasione per inviarti i miei cari saluti e il mio
sincero apprezzamento per il vostro bel lavoro.
Con simpatia
Tubal
Per Tubal da Redazione
Caro Tubal,
guardiamo il lato positivo: ormai dichiarati nemici, Fini, Berlusconi e Casini sono tornati agli antichi splendori! Che meraviglia tra amici ritrovati! E pensare che si erano insultati "ectoplasma!" - " Se torna da noi non ammazziamo nemmeno il cappone!" e poi, alla prima chiara avvisaglia, sciolto ogni malumore!
L'unica vittima di questo ricongiungimento è la povera MVB, Michela Vittoria Brambilla... Cosa farà lei ora, delfina esautorata?!?
UN GENIO!!!!
Solo un GENIO ?!?!? può fare un ragionamento simile... ma... non era più semplice oltre che onesto fare la tanto:
promessannunciataèlaprimacosa chefaremoquandogoverneremonoi (sigh!) LEGGE SUL CONFLITTO D'INTERESSI??????
E state ancora a rompere le palle con Berlusconi? Ma non vi rendete conto che oramai non vi credono più nemmeno i sassi? Delle due l'una o chi governa a sinistra è DEFICENTE oppure è DELINQUENTE decida pure il GENIO Jacopo
Tutto tristemente vero
Caro Jacopo,
la favola, se così la vogliamo chiamare, è tristemente vera, tanto da risultare angosciante.
Ho 56 anni, e come donna sono ormai fuori mercato per quanto riguarda il lavoro ( premetto non sono in pensione) sono senza lavoro, è diverso.Sono come un prodotto scaduto che si toglie dagli scaffali,
ma non mi lamento, perchè vivo in campagna e mi arrangio, sono più fortunata di tanti altri.
In questi anni ho visto tutti i miei sogni svanire, annullarsi, credevo in un paese dove giustizia e onestà fossero le regole principali, dove la legge fosse veramente uguale per tutti... dove i cittadini potessero sentirsi sicuri e tutelati. Che delusione, che grande grandissima angoscia, e questo spettacolo si ripete da quando ho iniziato a capire la politica ...e di tempo ne è passato tanto, troppo.
Leggo i giornali e mi arrabbio, ascolto la radio peggio, la tv l'ho buttata da tempo, meglio rifugiarsi nei libri.
Mi sento vecchia, stanca e soprattutto impotente.
ma sono solo io a sentirmi così?
Continua così per favore, almeno quando ti leggo mi sento un po'meno sola.
Si, ma non tristemente, non tragicamente. No.
Il no che devi dire per tirare fuori da te stessa il meglio. Si può essere affascinati dalla bellezza anche nella malinconia più assoluta.
Si può agire anche nella tragedia più devastante.
C'è sempre una scelta in vita.
E c'è chi dice NO.
Su, ascolta i tuoi 56 anni e fai la cosa giusta per i tuoi sogni. Prendine uno e accoglilo nel tuo cuore.
Curalo e vedi se ti piace. E se non è una chimera.
E se quel sogno che hai non è una chimera, corri, corri, svelta. E' tardi. Vacci incontro con le tue forze, pure se sono poche, si moltiplicheranno.
Passo dopo passo andiamo tutti incontro ai nostri sogni se lo vogliamo.
L'orizzonte è là, anche se non lo puoi raggiungere, non è detto che non valga la pena di rincorrerlo.
Cara amica di 56 primavere, io ogni anno vado al mare, di primavere ne ho 46. E ogni anno mi getto anche se l'acqua è fredda, se ci riesco, per primo.
E li dentro faccio come Steve Mc Queen nel film PAPILLON, quando alla fine riesce a scappare gettandosi da una scogliera.
E parlo al vento, dicendo:
MALEDETTI, SONO ANCORA VIVO ! SONO ANCORA VIVO !
I maledetti sanno di esserlo, non ti preoccupare.
E poi esco dall'acqua, guardo altri che si tuffano e non hanno paura del freddo.
E da lì mi sento invece come Dustin Hoffmann, mentre nello stesso film, nella stessa scena, lui sta a guardare, vigliaccamente incapace di buttarsi, e comincia a scuotere la testa, su e giù, affermativamente:
E sembra dire: SI, SI, si fa così, si fa così.
Sentirsi dalla parte di uno e dell'altro, mi ha sempre aiutato.
E' un atteggiamento.
Quell'ATTEGGIAMENTO ti fa comprendere che hai sempre una scelta e magari puoi essere felice in entrambi i casi.
Oggi in radio ha chiamato un imprenditore:
si chiama TEMISTOCLE - ha detto che si sarebbe suicidato e che guardassimo i giornali il primo di febbraio.
Raggelando ascoltatori e conduttore.
Ha detto anche che è stato vittima di uno strozzinaggio da parte delle banche - e deve chiudere fabbrica e 15 dipendenti vanno a casa. E non ce la fa più.
Ecco dove finisce il mito del super lavoro del nord est.
Subito sono piovute le testimonianze di chi ha passato momenti tristi e di cosa succede. L'abbandono, la perdita degli amici, la disperazione. Il fatto che nessuno ti aiuta, i parenti serpenti, ecc. ecc.
Però c'è stato chi ha lasciato il suo cellulare per parlare con lui, proprio perchè poi Temistocle ha riattacato, per contattarlo.
A volte basta così poco, ma così poco, per evitare la tragedia... che senso ha che tutti parlino, si incazzino e poi nessuno neppure alza un dito... che senso ha... che senso ha... che senso ha....
Dobbiamo dare un senso a quello che siamo.
Ecco che cosa è imporante per tutti noi.
Solo così si riesce ad amare la vita e se stessi.
Ad amare anche i famosi ALTRI.
QUESTA E' PER I TUOI 56 ANNI
E PER IL TUO SCONFORTO...
E UN PO' PER TEMISTOCLE,
ANCHE SE NON SO
CHI SIA
SEMPRE IN POLE POSITION
caro iacopo,
non ti smentisci mai. quando c'è da ottenere un'analisi divertente e acuta insieme ci arrivi sempre prima di tutti gli altri. che invidia...
saluti cari a franca
francesco
Caro Jacopo, posto in questi
Caro Jacopo, posto in questi termini il problema non appare facilmente risolvibile, e questo mi pare realistico. Il ripetersi degli errori già fatti, ha caratterizzato pesantemente l’azione politica della sinistra almeno negli ultimi tre lustri.
Per questo l’immagine che proponi ha una forza rappresentativa che, mi pare, pone l’accento sull’empasse che caratterizza lo sviluppo di un pensiero e di una coscienza di sinistra.
Mi sembra ingiusto e riduttivo chi dice che destra e sinistra non esistono più, e che il “porcellum” sia solo una scusa per giustificare il fallimento del governo Prodi. Credo che ne sia causa, non unica ma certamente determinante.
Credo invece che un certo “pressapochismo” sia scientemente diffuso e favorito, perché funzionale al controllo e al condizionamento sociale di un sistema che non esiterei a definire dittatura mediatica.
Per uscire dall’eterno ritorno dell’uguale, a cui rimanda la tua provocazione, credo che, soprattutto a sinistra, occorra tenere presente che un problema non si risolve col modo di pensare che l’ha generato.
Credo che sarà necessaria una grande capacità analitica e immaginativa , per trovare, insieme alla forza delle idee, anche la capacità di renderle cosciente e responsabile atto politico e civile.
Non dispero che possa avvenire, e per quanto mi riguarda mi impegnerò in tal senso.
Un abbraccio
A Silvio. (e che Leopardi mi perdoni!)
A Silvio
Silvio, rimembri ancora
quel tempo della tua vita immortale,
quando beltà splendea
nei tuoi capelli ridenti, ancora vivi,
e tu, lieto e truccato, il limitare
di palazzo chigi salivi?
Sonavan le quiete
stanze, e le vie dintorno,
dell’Apicello canto,
allor che all'opre tue intento
sedevi, assai contento
di quel gaio avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.
Io i seggi elettorali
andavo lasciando e la sudata conta,
ove il tempo mio primo
e di me si perdea la miglior parte,
d'in su i veroni del partito orpello
chiudea gli orecchi al suon della tua voce,
e gli occhi alla man veloce
che percorrea l’infida ragnatela.
Mirava il ciel perduto,
le vie dolenti e storte,
e quinci il Fini da lungi, e il Bossi al monte.
Lingua mortal non dice
quel ch'io sentiva in seno.
Che pensieri bui,
che dolori, che pianti, o Silvio!
Quale allor mi apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme per la vittoria del 2006,
un rimorso mi preme
oggi sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O sinistra, o matrigna,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? Perché di tanto
inganni gli elettori tuoi?
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
da serpe in seno combattuta e vinta,
perivi, o miserella. E non vedevi
il mal degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la lenta morte del governo Prodi,
o degli sguardi spudorati e trivi
di Silvio e Walter che ai dì festivi
ragionavan d'amore.
Anche peria tra poco
la speranza mia: agli anni miei
anche negasti
la vecchiezza. Ahi come,
come tornato sei, o Silvio,
tristo compagno dell'età mia fuggente,
di mia perduta speme!
Questi gli eletti? Questo
l'amor patrio, l'opre, gli eventi
onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
tu, Casta misera, cadesti: e con la mano
l’Italia tutta, all'urlo di un gran Vaffa,
ti mostrava, fredda e ignuda, di lontano.
Per Bruna da Redazione
ah hah hahahah!!!!
Che risate! Bruna, è "opera" tua?
baci
redazione