Sabina Guzzanti scrive a Petruccioli

Cari Amici,

qualche giorno fa Claudio Petruccioli ha scritto a Sabina Guzzanti una lettera, in risposta alle sue dichiarazioni su Annozero, riguardanti l'editto bulgaro e il ruolo che allora rivestiva quale  presidente della vigilanza RAI.

Mi fa molto piacere pubblicare la risposta della mia bravissima amica Sabina.

 

 Caro Petruccioli,
 
innanzi tutto grazie per avermi scritto, perché dopo tutto quello che è successo questo è il primo segnale che arriva dalla Rai da quel 16 novembre 2003 in cui il mio programma è stato soppresso per ragioni politiche. E’ una strana coincidenza che questa sua lettera arrivi proprio il giorno in cui sono state pubblicate le intercettazioni telefoniche che confermano quello che già sapevamo e di cui si parlava in Raiot. Lo sa che avevo registrato anche una parodia della Bergamini sull’ingerenza di mediaset in rai che ho poi tagliato pensando che potesse essere esagerata? E’ proprio vero che la satira non riesce mai per quanto “cattiva” a rappresentare il livello di perversione di chi è al potere.
 
Per quanto riguarda le sue contestazioni al mio intervento da Santoro, capisco la sua frustrazione nell’essere annoverato tra i corresponsabili delle censure brutali che tutti noi abbiamo subito sotto Berlusconi, ma purtroppo lei era Presidente della vigilanza e qualche responsabilità purtroppo le tocca.
Lei attribuisce il fatto che io l’abbia inclusa nell’elenco dei complici di quelle censure a un inspiegabile fortissima antipatia che avrei nei suoi confronti. Perché dovrei odiarla infatti? Ci siamo mai frequentati? Mi ha mai rovesciato addosso del caffé bollente? E’ mai stato ospite a casa mia e fracassato il servizio di piatti di mia nonna? Mi è mai passato davanti alla fila della posta? Mi ha mai superato a sinistra facendo le corna? Non ci sono né questi, né altri motivi di antipatia possibili che io possa avere per lei. Ci siamo incontrati in una sola occasione: quando lei convocò me e Terenzio, il produttore del programma, per ascoltare le nostre ragioni a seguito della sospensione del programma Raiot. In quell’occasione lei disse che il programma non era di suo gradimento, ma che si trattava di una censura politica e che non avrebbe mai permesso che sotto la sua presidenza si consumasse un simile abuso. Piuttosto avrebbe dato le dimissioni. Poi l’abuso si è consumato e le dimissioni lei non le ha date. Né ha fatto nessun gesto adeguato alle circostanze come portare il caso ai presidenti delle Camere, come suggeriva ad esempio l’on. Giulietti. Ha fatto dei discorsi, sia per il mio caso che per quelli di Biagi, Santoro e gli altri. E questi discorsi me li ha mandati gentilmente insieme alla sua lettera. Ebbene io come tanti altri, non riteniamo che fare dei discorsi sia stato un gesto adeguato alle circostanze. Questo è il motivo del dissenso, non l’antipatia.
 
Lei dice che aveva le mani legate dal momento che è stato sottoscritto un accordo tra la produzione e Cattaneo. Ma l’accordo è stato firmato pochi giorni prima che il contratto scadesse e quando era ormai chiaro che nessuno avrebbe fatto nulla. Le proposte che arrivavano dalla Rai erano assolutamente inaccettabili e implicavano una sottomissione alla censura costante. Registrare, fare visionare, aspettare di sapere SE il mio lavoro poteva andare in onda. Lei questo lo sapeva. Sapeva pure che la produzione se non avesse firmato sarebbe risultata inadempiente nei confronti della Rai e oltre al danno subito avrebbe dovuto pagare probabilmente una penale. Sapeva pure che quell’accordo io non l’ho mai firmato e che quindi non c’era nessun consenso da parte mia a quella soluzione.
 
Quando poi è diventato Presidente della Rai ha forse voluto dare un segnale di cambiamento forte rispetto a quanto era accaduto? Si vanta del fatto che Biagi e Santoro siano tornati, ma Santoro è in tv solo e soltanto grazie alle sentenze dei tribunali e Biagi, che tutti sapevamo in fin di vita, è tornato alle 23.30 su Rai 3, perché non voleva avere a che fare con i suoi persecutori, tutti rimasti impuniti e contenti su Rai1. Luttazzi è sulla 7 e per quanto mi riguarda la lettera che mi ha scritto è l’unico segnale che abbia ricevuto dalla Rai da quattro anni a questa parte, nonostante il tribunale mi abbia dato ragione, nonostante lo scandalo condannato da tutto il mondo. Se come si evince dai suoi interventi in parlamento, lei è nemico della censura, come mai non sono tornata in tv?
 Domanda semplice, probabilmente demagogica, populista, volta a istigare il terrorismo e la violenza negli stadi, domanda antipolitica, qualunquista, prodotta da una mente manichea, che parla solo alla pancia della gente, allo scopo di convogliare lo scontento popolare che non riesce a esprimersi per mancanza di mezzi culturali, se non nel linciaggio pubblico di capri espiatori che vengono presi di mira a casaccio, a capriccio di quei due o tre capipopolo pericolosissimi che con le loro capacità istrioniche si sono conquistati la fiducia delle masse che poi masse non sono perché la maggioranza della gente se ne sta zitta a casa e sono loro quelli che stanno zitti i veri interlocutori della politica, quelli i cui interessi vanno difesi.
Come mai nessuno di quelli che hanno alzato la testa è tornato al suo posto? Nemmeno Daniela Tagliafico, per dire, che dopo avere dato le dimissioni non ha detto una parola, non ha partecipato a una manifestazione, come mai non è tornata al Tg1, ne sa qualcosa lei?
 
In un regime di democrazia non si fanno compromessi con la censura e se si fanno non sono di questa portata e se vengono scoperti si chiede scusa e si pone rimedio.
 
Io credo che lei tenga moltissimo a questo suo incarico che forse coincide con il sogno della sua vita. Un compito che la fa sentire utile e soddisfatto. Credo che lei percepisca le mie parole come parte di un complotto per sottrarle quello che da anni ha faticosamente costruito.
Magari si domanda chi mi manda, per conto di chi agisco.
Probabilmente pensa che fa questo lavoro meglio di quanto non l’abbiano fatto altri e pensa che anche questa idea che i politici debbano smettere di controllare la televisione venga tirata in ballo per fare fuori lei, che tra l’altro questa cosa la dice da tanto tempo. Che lei rischia d’essere uno dei pochi fessi che vengono tirati in ballo, ma che venderà cara la pelle.
Vede che mi so mettere nei suoi panni, che è uno sforzo che riesco a fare. Che ne direbbe di fare un passo successivo, in nome del dialogo e di quello che la politica dovrebbe essere? Non vede ad esempio che questi argomenti che mi sono permessa di attribuirle anche perché in parte sono proprio i suoi, sono gli argomenti di tutti quelli nella sua posizione? Che chiunque venga criticato, inquisito, colto in fallo, si difende in questo modo? Può essere anche una difesa che ha le sue ragioni, ma d’altra parte se nessuno può essere chiamato a rispondere delle sue azioni, come si esce da questo pantano?
 
Quelli come me che non hanno niente da perdere e hanno un po’ di potere sono pochi, pochi. Non credo che si debba sentire minacciato da mezza parola di verità in un mondo in cui la verità proprio non conta.
D’altra parte un posto come il suo è difficile da conservare comunque. Se per caso decidesse di operare nel rispetto dei principi che tutti a chiacchiere condividiamo, le do la mia parola che spenderei tutte le mie parole, per farle i complimenti e celebrarla in ogni occasione. Nessun pregiudizio nessuna antipatia, anzi come ho avuto modo di dire più volte a proposito della sua intervista in Viva Zapatero!, lei nel su genere, mi sembra un uomo molto buffo, anche se vedo bene che possa essere all’occorrenza sleale e cattivo.
 
 
Mi scrive che intende pubblicizzare la sua lettera, se non ha nulla in contrario la pubblicherei intanto sul mio blog.
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