Cari amici, avrete letto tutti del mio voto sulla società "stretto di Messina".
Per approfondire le mie ragioni, leggete questa importante interrogazione presentata pochi giorni fa da alcuni senatori della sinistra.
Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00245
Atto n. 2-00245
Pubblicato il 17 ottobre 2007
Seduta n. 231
BRUTTI Paolo , DONATI , VILLONE , ADRAGNA , CASSON , MELE , PALERMO , PISA , SODANO -
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture. -
Premesso che:
il dott. Pietro Ciucci, attuale presidente-direttore generale dell'ANAS, nonché amministratore delegato della società Stretto di Messina spa, già partecipata, in via maggioritaria, da Fintecna e, di recente, dall'ANAS, ha fornito, durante una trasmissione della Rai, del 25 settembre 2007, un quadro estremamente idilliaco delle spese sostenute dalla società Stretto di Messina in ordine agli emolumenti corrisposti ai componenti del Consiglio di amministrazione;
è noto che l'ammontare delle spese sostenute dalla società Stretto di Messina, nel quinquennio 2002/2006, hanno subito un consistente incremento a partire dalla nomina ad Amministratore delegato di Ciucci;
è facilmente rilevabile che nel quadriennio 2003/2006 tutte le voci delle suddette spese hanno subito forti incrementi, con un’oscillazione minima del 50% sino a quella massima del 1.000%, rispetto all'esercizio-base 2002, per le spese di propaganda e pubblicità, passate da 110.000 euro nel 2002 a 1.480.000 euro nel 2004;
particolarmente rilevante è stato l'aumento della voce "emolumenti e gettoni di presenza amministratori", stabilita in 526.000 euro nel 2002 con un picco di 1.616.000 euro nel 2006, con un incremento di circa il 200%, essendo stata triplicata la spesa-base 2002, secondo una costante elevazione dei costi di circa 140.000 euro nel 2006 rispetto al 2005 e di circa 639.000 euro nel 2003, nei confronti del 2002: maggiorazioni prodottesi appena Ciucci ha assunto le funzioni di amministratore delegato;
il compenso annuale di Ciucci è stato di oltre 700.000 euro annui pagati, a quanto consta, da Fintecna, dietro rimborso da parte della società Stretto di Messina, con una manovra contabile di innalzamento degli emolumenti di Ciucci in Fintecna, costruita al fine da far apparire il compenso di Ciucci, una fittizia partita di giro;
rilevante, poi, è stato l'incremento dei costi del personale (stipendi), passati da 1.453.000 euro del 2002 a 6.590.000 euro del 2006, relativi ad una consistenza di 36 unità nel 2002 è di 102 unità nel 2006, che sconta i trasferimenti all'ANAS di 18 unità;
altrettanto rilevante è stato, infine, l'incremento dei "costi del personale, comprensivo di tutti gli oneri di competenza - sociali - TFR - altri costi" passati da 2.067.000 euro nel 2002 a 9.272.000 euro del 2006 con un incremento di circa 7.200.000 euro nel 2006 rispetto al 2002: oltre il 300%;
va, ancora, segnalato che l'organico del personale della società Stretto di Messina risulta notevolmente sovradimensionato, a causa della "ibernazione" della costruzione del noto ponte sullo Stretto, con la conseguenza che le 17 assunzioni, risultanti nel 2006, sono del tutto ingiustificate, in un'ottica aziendale, provocando sperpero di denaro pubblico, a prescindere da ogni considerazione - anche se di particolare gravità - sull'incidenza di tali assunzioni sul corretto svolgimento delle elezioni nazionali del 2006;
risulta inoltre che Ciucci, nominato presidente dell'ANAS, ha assunto 16 dipendenti dello Stretto di Messina spa oltre al suo vice presidente Bucci, mentre altri 2 dipendenti dello Stretto di Messina sono stati distaccati presso l'ANAS su richiesta di Ciucci;
sette di queste nuove assunzioni sono state collocate in posizione apicale con appesantimento della struttura di vertice e correlato rallentamento dei processi operativi, per non parlare della demotivazione e della dequalificazione del personale ANAS, che si è visto retrocedere in una posizione subordinata,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano necessario e urgente che la società Stretto di Messina sia sottoposta ad un rigoroso controllo a cura di uno o più esperti qualificati ed indipendenti;
se, alla luce delle evenienze sopra esposte non ritengano necessario, per non compromettere ulteriormente la missione dell'ANAS e dello Stretto di Messina, procedere alla nomina di un amministratore unico nell'intento di pervenire, in tempi rapidi, alla riorganizzazione delle due società, snellendo i processi operativi e limitando la catena di comando a pochissimi livelli dirigenziali, in modo da ridurre sensibilmente i relativi oneri finanziari e, di conseguenza, di conseguire più prontamente gli obiettivi programmati;
se, sulla scorta delle risultanze del suddetto controllo, non ritengano inevitabile procedere, nell'ambito di propria competenza, alle necessarie segnalazioni alla competente Procura regionale della Corte dei conti per il seguito di competenza, in considerazione delle utilità personali ricavate dagli amministratori della società del ponte sullo Stretto.
In allegato alla presente interrogazione è stata presentata una documentazione che resta acquisita agli atti del Senato.
Cara Franca, FORSE HAI SBAGLIATO
Carissima Franca, credo che tu abbia fatto un gravissimo errore nel puntare i piedi e disassociarti dal voto dato contro l'emendamento per lo stretto di messina.
Di Pietro ha spiegato la cosa davvero esaurientemente nel suo blog, che ti invito ad andarti a rileggere, mentre le tue motivazioni proprio non le riesco a comprendere, fanno parte di un vecchio modo di intendere i rapporti di forza e gli opportunismi politici che credevo fossero oramai seppelliti.
Sembra sia rimasto solamente il fatto che Di Pietro ha votato COME fosse della destra, nessuno si è preoccupato del fatto che in merito all'emendamento forse forse Di Pietro AVEVA RAGIONE. Se è vero quello che dice, mantenendo in coma la struttura anzichè ucciderla ha permesso allo stato di risparmiare un sacco di soldi in penali, proprio per venire in contro alla tua battaglia per il taglio delle spese. Licenziarli quasi tutti va bene, ma chiudere la società avrebbe comportato la nascita di un altro carrozzone pubblico in sostituzione! Cara Franca, ripensa a come hai reagito, spero di averti convinto a ricucire la situazione, CIAO.
Paolo Marani - MIZ Cesena
Non sarebbe stato meglio mandar via Ciucci?
Scusi sig.ra Rame, a leggere quanto lei scrive, mi sento di darle ragione. A leggere quanto scrive Di Pietro, mi sento di dare ragione a lui. Visto che entrambi puntate nella stessa direzione, riduzione dei costi, riduzione del personale della società, ecc. mi chiedo una cosa molto semplice.
Come mai non viene mandato a casa il Sig. Ciucci, vista la sua totale inettitudine nel tutelare gli interessi dell'azienda Italia?
Saluti.
Pas min
Per Pas Min
Caro Pas Min,
la tua non è proprio una cattiva idea! Per iniziare, basterebbe che desse le dimissioni da uno dei due CdA: o ANAS o Stretto di Messina Spa!
redazione
La questione è politica
Vorrei fare alcune considerazioni sugli svolgimenti della vicenda che vede l’uscita di Franca Rame dall’IDV.
Le ultime notizie riportano una dichiarazione di Di Pietro che lascia capire come la questione della società Stretto di Messina non è solo un incidente di percorso nella storia del sodalizio che c’è stato fra l’ex magistrato e Franca. Infatti quando Di pietro dice “Meglio con Tabacci e Baccini che con Rossi e Turigliatto” pone un problema politico che non si esaurisce nell’episodio del voto di giovedì al Senato.
Credo che Di Pietro stia commettendo un grosso errore di valutazione, rischiando di sminuire o di invalidare quello che di buono il suo partito sta portando avanti in difesa dei giudici e della legalità, non tenendo in debito conto il contributo determinante che Franca Rame sta dando in termini di consensi e che ha dato, in termini di voti, al risultato delle ultime elezioni.
Che Di Pietro stia percorrendo una strada sbagliata lo conferma la risposta del segretario dell’UDC Cesa attraverso un lancio di agenzia:
“UDC: CESA, NESSUN ACCORDO CON DI PIETRO
Roma - 27 ott. (Adnkronos) - ''Finche' io sono il segretario del partito e' difficile un accordo tra Udc e Di Pietro. Se riguarda Tabacci e' una cosa sua personale. Non facciamo accordi che chi cavalca ogni giorno la proposta e lancia ogni giorno minacce, senza poi trarne le conseguenze. Se Di Pietro si occupasse di piu' delle opere pubbliche sarebbe meglio''. Cosi' il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, respinge l'ipotesi di un accordo tra i centristi e l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro”.
In sostanza Di Pietro strizza l’occhio verso un centro (destra) che non lo vuole ripudiando invece elementi fondamentali della maggioranza di cui fa parte. Che pensi anche lui, per il futuro prossimo, il ritorno al grande centro?
Questo mi fa pensare che, a meno di un auspicabile ripensamento del ministro, sarà difficile ricomporre il rapporto con Franca Rame (e con tutti quelli che la sostengono), , la cui correttezza e coerenza verso l’impegno assunto con l’unione è tenuta in alta considerazione sia all’interno che all’esterno dell’IDV.
Chi volesse verificarlo può andare a leggere il blog di Di Pietro.
Queste sono considerazioni che prescindono dal contenuto del fatto specifico che ha scatenato la “rottura” ma, a mio avviso, toccano aspetti determinanti della questione.
Credo che un chiarimento sugli orientamenti che Di Pietro intende assumere per il futuro sia indispensabile per dissipare i dubbi sull’ ambiguità che in molti vedono in questi ultimi passaggi della sua attività parlamentare. Gli elettori ne hanno diritto.
La posizione di Franca Rame, al contrario, appare di una limpidezza cristallina ed è caratterizzata da lealtà, responsabilità e coerenza che ognuno può capire, anche non condividendone la visione politica.
Ma non è una novità: è Franca Rame!
QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA SOCIETA’ STRETTO DI MESSINA
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CUFFARO: GRAZIE DI PIETRO!!!!!!!!!!!!
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FINANZIARIA: PONTE STRETTO, CUFFARO "IL SOGNO CONTINUA"
PALERMO (ITALPRESS) - "Il sogno del Ponte resta vivo, speriamo adesso che al piu' presto il governo Prodi possa cadere per andare alle urne ed eleggere un esecutivo che sia in grado di dare nuove certezze al Paese e, con esso, anche alla Sicilia". Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, dopo che il Senato ha bocciato l'emendamento alla Finanziaria, presentato dalla maggioranza, che prevedeva la soppressione della societa' Ponte Stretto spa.
"Devo dare atto - sostiene Cuffaro - alla coerenza e al senso di responsabilita' dimostrata dal ministro Di Pietro e dai senatori del suo partito che, con il loro voto, oltre ad avere scongiurato uno spreco di risorse pubbliche, tengono viva la speranza di realizzare un'opera che, per la nostra Isola, rappresenta una irrinunciabile occasione di sviluppo. Evidentemente, questo governo ha tirato troppo la corda nella sua pervicace azione tesa a penalizzare la nostra regione e, adesso, anche al suo interno, c'e' chi ha trovato la forza di dire basta". (ITALPRESS). 25-Ott-07 12:39
e, come se non bastasse, pure l'apprezzamento da parte Di.... Schifani!!!!!!!!!!
PONTE STRETTO: SCHIFANI "SVENTATO AZZERAMENTO SPERANZE"
ROMA (ITALPRESS) - "Abbiamo sventato il tentativo di azzerare ogni possibile speranza di realizzare un'opera, il ponte sullo Stretto, fondamentale per la Sicilia. Diamo atto a Italia dei Valori di avere operato, con il suo voto, una scelta responsabile. La nostra strategia vincente ha consentito il doppio risultato di salvaguardare una prospettiva di sviluppo di interesse nazionale e di accentuare ulteriormente lo stato di dissolvimento del governo Prodi". Lo afferma il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani. (ITALPRESS).
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www.enniobonfanti.netsons.org
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La storia
"Chi non conosce la storia è destinato a riviverla".
Queste parole, pronunciate molto spesso da alcuni miei amici ebrei in riferimento agli orrori dell'Olocausto, ben si applicano a questo caso.
Una tecnica ben nota nella storia, che è stato alla base dell'Impero Romano, è "dividi et impera", cioè dividi (fai litigare) i tuoi nemici e li batterai.
Nel momento in cui si vogliono far litigare 2 persone, basta far fare i complimenti ad uno dei due da una persona detestabile all'altra.
Così io leggo i complimenti di Cuffaro (detestabile da molti, da me e Franca Rame certamente) a Di Pietro.
Per Bone22 da redazione
Caro Bone22,
grazie per la segnalazione!
redazione
Quelli contenti dello strappo
Molte persone che la conoscono e la stimano ed hanno scritto qui per incoraggiarla, mi chiedo quanti siano, invece, gli sconosciuti che si fregano le mani all'idea che i partiti di governo siano sempre più frammentati.
I miei 2 centesimi di euro.
LA SOCIETA' DELLO STRETTO
NON MOLLARE!!!!!!
Cara Franca Rame,
ho letto oggi l’articolo sul Corriere, in cui con la lucida sincerità che ti contraddistingue ci offri uno spaccato nuovo ed ancor più desolante del clima della ”officina”, in cui i nostri eletti, dovrebbero dare il meglio di sé.
Mi spiace e ti ringrazio per quanto hai fatto e stai facendo, con evidente fatica e frustrazione, ma.. …NON MOLLARE!
Sono andato poi a recuperare la lettera pubblicata sul Blog di Grillo del 6 aprile 2006, appena eletta, con l’entusiasmo e la chiarezza delle priorità che individuavi nel lavoro che ti aspettava.
Bellissima e quanto mai attuale…….
NON MOLLARE, Idv o altro.
Non nascondo a mia volta l’imbarazzo e sulla posizione, affatto chiara, assunta da Di Pietro e dall’Idv, sulla vicenda della Società del Ponte Spa.
Alla questione mi ero interessato, indirizzando a Di Pietro una prima comunicazione il 26/9, a seguire della trasmissione di Ballarò, ed una seconda pochi giorni addietro (p.c. rimessa anche a Donadi e Borghesi deputati del mio territorio).
Lettere rimaste, ambedue, prive di riscontro alcuno.
Oggi leggo sul Blog di Di Pietro la lettera che lo stesso Di Pietro, quale ministro, ha inoltrato all’A.D. dott. Ciucci per sollecitarlo, fra l’altro, a ridurre il personale da 102 a 5 unità e modificare la governance da 15 consiglieri, con il compenso attuale di € 1.616.000, come da interrogazione, ad un Amministratore Unico, da individuare, senza compenso (??)
Pazzesco!
Ma ci stiamo prendendo in giro o veramente il ministro Di Pietro non sa che definire/nominare l’organo amministrativo (Consiglio di Amministrazione o Amministratore Unico) non è questione di competenza dell’Amministratore Delegato dott. Ciucci, bensì dell’assemblea, quindi Anas, Fintecna ecc.?
Curiosità: la sera dell’inchiesta di Ballarò, 25/9, il sito della Società dello Stretto era disponibile in rete, mentre da qualche tempo lo stesso sito è in “Manutenzione/aggiornamento”, così quelle informazioni sui nominativi dei consiglieri, sulle commesse consulenze all’epoca disponibili, oggi non sono più trasparenti……….
Viva la trasparenza ……ma il ministro Di Pietro, ne ha conoscenza……….
Mi viene da pensare che è una colossale presa in giro. E non mi si dica che poiché il dott. Ciucci è anche presidente di Anas e quindi il messaggio è comunque arrivato a destino.
Lo stato di diritto, non opera così e mi rifiuto di credere che a Di Pietro, illustre magistrato di “mani pulite” ,questo possa sfuggire…..
Quindi……….
Incomincia a prendere sempre più corpo il dubbio, nella questione specifica, sul Ministro Di Pietro, così come sull’ossequiente gruppo IDV
Ed il disagio e la delusione sono per me ancora più amari poiché a mia volta né sono stato elettore, convinto che senza legalità, “valori”, non c’è POLITICA, con la P maiuscola.
Cara Franca, vorrei poter esserti d’aiuto e condividere in qualche modo la tua battaglia nella quale credo fermamente, nell’interesse del bene comune e prima di tutto per un minimo di equità verso le classi deboli (precari ecc.) nei confronti delle quali troppe ed inutili parole, senza costrutto, vengono spese e da troppo tempo…….……..NON MOLLARE!!!!!!!!!!
GRAZIE DELL’ATTENZIONE E DEL SERVIZIO CHE RENDI AL PAESE
Fabio Felicini - Verona
PS
La presente viene rimessa anche all’indirizzo email del Ministro Di Pietro e degli on. Donati e Borghesi.
Mentre sul tuo indirizzo al Senato, provvedo a rimetterti quanto a suo tempo inoltrato in precedenza, come dicevo senza risposta di alcuno, al Ministro Di Pietro
Cara Franca Rame,
ho letto oggi l’articolo sul Corriere, in cui con la lucida sincerità che ti contraddistingue ci offri uno spaccato nuovo ed ancor più desolante del clima della ”officina”, in cui i nostri eletti, dovrebbero dare il meglio di sé.
Mi spiace e ti ringrazio per quanto hai fatto e stai facendo, con evidente fatica e frustrazione, ma.. …NON MOLLARE!
Sono andato poi a recuperare la lettera pubblicata sul Blog di Grillo del 6 aprile 2006, appena eletta, con l’entusiasmo e la chiarezza delle priorità che individuavi nel lavoro che ti aspettava.
Bellissima e quanto mai attuale…….
NON MOLLARE, Idv o altro.
Non nascondo a mia volta l’imbarazzo e sulla posizione, affatto chiara, assunta da Di Pietro e dall’Idv, sulla vicenda della Società del Ponte Spa.
Alla questione mi ero interessato, indirizzando a Di Pietro una prima comunicazione il 26/9, a seguire della trasmissione di Ballarò, ed una seconda pochi giorni addietro (p.c. rimessa anche a Donadi e Borghesi deputati del mio territorio).
Lettere rimaste, ambedue, prive di riscontro alcuno.
Oggi leggo sul Blog di Di Pietro la lettera che lo stesso Di Pietro, quale ministro, ha inoltrato all’A.D. dott. Ciucci per sollecitarlo, fra l’altro, a ridurre il personale da 102 a 5 unità e modificare la governance da 15 consiglieri, con il compenso attuale di € 1.616.000, come da interrogazione, ad un Amministratore Unico, da individuare, senza compenso (??)
Pazzesco!
Ma ci stiamo prendendo in giro o veramente il ministro Di Pietro non sa che definire/nominare l’organo amministrativo (Consiglio di Amministrazione o Amministratore Unico) non è questione di competenza dell’Amministratore Delegato dott. Ciucci, bensì dell’assemblea, quindi Anas, Fintecna ecc.?
Curiosità: la sera dell’inchiesta di Ballarò, 25/9, il sito della Società dello Stretto era disponibile in rete, mentre da qualche tempo lo stesso sito è in “Manutenzione/aggiornamento”, così quelle informazioni sui nominativi dei consiglieri, sulle commesse consulenze all’epoca disponibili, oggi non sono più trasparenti……….
Viva la trasparenza ……ma il ministro Di Pietro, ne ha conoscenza……….
Mi viene da pensare che è una colossale presa in giro. E non mi si dica che poiché il dott. Ciucci è anche presidente di Anas e quindi il messaggio è comunque arrivato a destino.
Lo stato di diritto, non opera così e mi rifiuto di credere che a Di Pietro, illustre magistrato di “mani pulite” ,questo possa sfuggire…..
Quindi……….
Incomincia a prendere sempre più corpo il dubbio, nella questione specifica, sul Ministro Di Pietro, così come sull’ossequiente gruppo IDV
Ed il disagio e la delusione sono per me ancora più amari poiché a mia volta né sono stato elettore, convinto che senza legalità, “valori”, non c’è POLITICA, con la P maiuscola.
Cara Franca, vorrei poter esserti d’aiuto e condividere in qualche modo la tua battaglia nella quale credo fermamente, nell’interesse del bene comune e prima di tutto per un minimo di equità verso le classi deboli (precari ecc.) nei confronti delle quali troppe ed inutili parole, senza costrutto, vengono spese e da troppo tempo…….……..NON MOLLARE!!!!!!!!!!
GRAZIE DELL’ATTENZIONE E DEL SERVIZIO CHE RENDI AL PAESE
Fabio Felicini - Verona
PS
La presente viene rimessa anche all’indirizzo email del Ministro Di Pietro e degli on. Donati e Borghesi.
Mentre sul tuo indirizzo al Senato, provvedo a rimetterti quanto a suo tempo inoltrato in precedenza, come dicevo senza risposta di alcuno, al Ministro Di Pietro
L'articolo del Corriere
Per caso puoi passarlo allo scanner?
Mi interesserebbe molto leggerlo...
Io credo che sia chiaro a tutti che quella società è un carrozzone utile solo a sperperare denaro pubblico.
Ma allo stesso tempo Di Pietro sostiene che la chiusura comporterebbe spese enormi e che da questo punto di vista può rivelarsi più efficiente ridurre nettamente l'organico e incorporare nell'Anas.
Se si trattasse di soldi di casa mia anche io preferirei una soluzione meno dispendiosa, per cui se le cose stanno così non me la sento di biasimarlo.
Non avrebbe senso chiudere una società per principio se questo comporta gravi spese e se esistono soluzioni alternative.
Ma è davvero così?
La senatrice Rame dice qualcosa in proposito sul Corriere?
Per Alessandra Gionti da redazione
Cara Alessandra,
la questione del ponte pone una serie di domande:
1) il 22 ottobre il Ministro di Pietro a Napoli dice che il ponte potrebbe essere un pilastro per il futuro dell'Italia, salvo poi diramare comunicati stampa, tre giorni più tardi in cui afferma che se qualcuno dice che lui è a favore della costruzione sta mentendo
2) Tenere viva la società significa comunque lasciare una porta aperta ad una struttura irrealizzabile: non esiste al mondo un ponte di quella lunghezza che possa reggere auto e treni, è dimostrato che Sicilia e Calabria si muovono in senso opposto a causa dei movimenti tettonici, dal punto di vista etico ponte qualche dubbio il fatto che molte relazioni della DIA parlino dei grandissimi interessi di Cosa Nostra e Ndrangheta sulla costruzione del ponte
3) come dice giustamente il ministro Di Pietro, il suo ministero già si occupa di infrastrutture, pertanto non serve che se ne occupi la società SdM, dall'interno dell'ANAS
che ne dici?
Sì, ero a conoscenza delle
Sì, ero a conoscenza delle dichiarazioni di Di Pietro a Napoli.
E mi sono anche resa conto di come queste divergano dalla versione che riporta sul suo blog. Lì sembra rassicurare in modo netto sul fatto che il ponte non si fa e IDV tenta solo di minimizzare gli oneri economici per la collettività.
Sul blog non ha mai fatto cenno all'eventualità che in futuro il progetto del ponte possa essere rispolverato.
Questo non mi piace, non mi piace che nel momento in cui il Ministro ha cercato di fare chiarezza abbia omesso di dire che teneva in piedi la società anche perchè non si può mai sapere che succede in futuro e se si cambia idea sul ponte. Non mi sembra un dettaglio marginale.
Allo stesso tempo però...non si può ignorare che il progetto per il ponte sullo stretto è qualcosa su cui si discute da decenni. Non è il "capriccio" di Di Pietro.
Si sono sprecati molti proclami nelle ultime campagne elettorali, in una direzione o nell'altra, per cui forse si è persa di vista la valenza reale dell'idea.
Non so se tecnicamente il ponte sia impossibile, so che esistevano anche altre ipotesi realizzative oltre a quella più scenografica del ponte a campata unica.
(a questo proposito vorrei segnalare che forse l'articolo di Curzio Maltese non è del tutto esaustivo
http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=16267)
Non so neanche se un'infrastruttura del genere sarebbe uno scempio o un'opportunità per il Sud. E' una questione complessa e delicata.
Condivido la preoccupazione sull'infiltrazione delle organizzazioni criminali nelle opere di realizzazione ma da donna del sud so anche che la malavita ha interessi OVUNQUE si muova denaro e non può essere questa una ragione per liquidare un progetto.
no dimissioni
Capisco la sua amarezza, ma se ci riesce abbandoni Di Pietro, ma non lasci che al suo posto in Senato entri un altro De Gregorio.
Ce ne sono già troppi.
Anche se dovesse dimezzare il suo impegno, meglio lei che altri.
Comunque noi abbiamo creduto in quelli come lei per condizionare QUESTO governo, non per far ritornare Berluska.
Eh già, perchè è bello fare i duri e puri come qualcuno su questo blog, ma poi torna Brelusconi e con lui Gasparri, Storace, Calderoli, Maroni, Derll'Utri e magari anche Previti.
So che la situazione è complicata, ma non si può non tenerene conto.
Non si può non sapere cosa accadrebbe al paese dopo un altro quinquennio di Brelusconi.
Questo governo è criticabile, ma almeno non è un governo di mafiosi piduisti patentati, comunque ci sono anche delle persone stimabili ( penso alla Rame, ma a Ferrero, a Dalla Chiesa ed altri, magari poco noti che lavorano in silenzio..)
Perciò cara Franca, la invito a non mollare, ma non perderei la stima in lei, manco se decidesse il contrario, perchè riesco a comprendere quanto sia difficile la sua posizione. vada avanti finchè regge. Faccia un bilancio delle cose che le ho detto, che le hanno detto altri, poi decida. Chi la stima, davvero, non smetterà se la sua decisione sarà chiara.
Una domanda però se la deve fare: se io vado via, chi viene al mio posto?
Si ricordi che un deputato eletto non ha vincoli di mandato e la Costituzione sancisce questo proprio per i casi di coscienza come il suo, in cui la fedeltà a chi l'ha votata e ala sua coscienza è in contrasto con la politica del suo partito.
gg
Ma visto che il nodo del
Ma visto che il nodo del conflitto di interessi non viene mai affrontato mi viene da pensare che anche alla sinistra faccia comodo questa situazione, magari anche perchè può continuare a far leva sulla minaccia del ritorno di Berlusconi per ottenere voti dettati dalla paura più che dal consenso.
Chiacchiere a vuoto
Di Pietro può chiacchierare quanto vuole e giustificarsi come crede. Ma i fatti raccontano altro.
Perché ha consentito lievitassero i costi di quella società inutile?
Perché, visto che è ministro da oltre un anno non ha risolto per tempo la grana?
Perché, come sarebbe stato suo dovere , non ha portato la cosa in consiglio dei ministri facendo valere le sue ragioni e arrivando ad una conclusione condivisa?
Tutti il resto son belle chiacchiere, finchè non dà una risposta credibile a queste domande.
Dobbiamo credere alla buona fede di Di Pietro?
E de Gregorio chi lo ha candidato in Campania? Ed Ossorio? E Borriello che ora fa il sindaco IDV con la destra? e tutti il resto dei galoppini della vecchi Repubblica? L eliste IDV in Camopania facevano vomitare, roba da votare perfino per FI!!
Uno candida uno come De Gregorio, passato per dieci partiti, personaggio noto a Napoli, bastava chiedere a chiunque, come un gran gaglioffo, poi se ne esce che è stato un errore in buona fede? Ma scherziamo?
Allora vuol dire che Di Pietro è scemo completo, in tal caso si tolga dai cosiddetti. Dato che nel 96 l’unico deputato eletto con la lista Di Pietro, in cinque minuti passò con FI!!
ma è difficile credere che uno che ha fatto il suo percorso sia scemo. E’ più probabile, come dicono molti che l’hanno conosciuto, che è uno che venderebbe la madre per due lire se questo gli servisse.
A coloro che continuano a difenderlo e che parlano di astio, chiedo:
ma in questo anno e mezzo, Di Pietro cosa ha prodotto se non un logorio continuo a colpi di ricatti, con il governo?
E del ministero delle infrastrutture di cui è il capo, si ricorda un provvedimento che abbia un certo valore?
Ricordate una proposta, una decisone di Di Pietro che abbia prodotto dei fatti concerti, tangibili, risultati apprezzabili se non quello di dare visibilità a lui?
Forse sarà sfuggito a me, in tal caso mi si renda edotto e faccio ammenda.
gg
Cronaca e riflessione sul "giovedì nero"
Cronaca e riflessione
sulla lunga notte al Senato
Da Liberazione - Rina Gagliardi
E allora capisci
che la politica
è molto diversa
da come credevi...
Seduto su un divanetto, con la pipa mezza accesa, Antonio Polito, ex-direttore del Riformista, confida la sua intenzione - molto prossima - di dimettersi da senatore. "Non mi diverto come quando facevo il giornalista, né certo faccio più politica di quanta non ne facessi prima, con i miei articoli. Ma, soprattutto, mi sento diminuito nella mia dignità: adesso, quando mi chiedono che lavoro faccio, mi vergogno a rispondere che sono un senatore. Mi ver-go-gno, una cosa che non mi era mai successa". Vicino a lui, Massimo Villone annuisce con tutto il corpo e bofonchia un "non-ce-la-faccio-più". Siamo nel pieno del "giovedì nero" del Senato, come assediati in un bunker - alla diciassettesima ora, più o meno, di voti (trecentocinquanta?) di emendamenti, odg, riunioni, micro e maxitumulti. Ma credete che sia solo un momento di sconforto? Di senatori che annunciano la loro intenzione di gettare la spugna, se ne incontrano a mazzi, in questi giorni - ognuno ha una ragione sua, tutta particolare, ma l'insieme, la somma di particolarità, configura quasi una condizione di "crisi esistenziale" che potrebbe interessare psicologi, etologi o antropologi altrettanto o più degli analisti politici. C'è Franca Rame, con i suoi problemi con Di Pietro, ma anche con un disagio che si porta dietro quasi dall'inizio - "questo è un luogo freddo, disumano", diceva tra le lacrime, prima di scappare a sedersi sui banchi dei Verdi. C'è Goffredo Bettini, che andrà a fare il coordinatore del Piddì e non potrà certo rischiare di rimanere imprigionato a Palazzo Madama per tre giorni e due notti. C'è Willer Bordon, che non sa più neanche lui che cosa vuol fare (il sindaco di Roma?) ma sa bene che cosa non vuol più fare: stare qui, come prodiano doc (?) lui e il suo amico Manzione, con gli occhi sempre puntati addosso appena si assenta per la toilette e nessuna "casa" vera. E ci sono tanti altri che i problemi li hanno stampati sulla faccia, specie se si è fatta l'una e mezzo della notte, se il decreto sul "tesoretto" è stato finalmente varato ma anche discretamente stravolto, e se le prospettive sono assai peggiori di questo pur affaticato presente. Insomma, è un caso-limite di battaglia campale che, alla fine, quando i cannoni tacciono e le armi vengono riposte nelle loro fondine, lascia i vincitori - noi - sconfortati quanto i perdenti - loro. Il fatto è che la crisi, quella politica e quella della politica, la tagli col coltello, la senti addosso - e ti senti, soprattutto, perfino un po' ridicolo. Se si trattasse soltanto, o almeno prevalentemente, di sconfiggere il Male - la destra, e le sue insegne gazzarre da squadristi o da branchi di maschi eccitati come di fronte ad uno stupro - sarebbe tutto più semplice. Se si dovesse, ogni giorno, ogni seduta che passa, far fronte all'avversario, alle sue incursioni, alle sue sciocche "spallate" senza idee, la fatica sarebbe forse la stessa o anche più grande, ma verrebbe sopportata da tutti e da tutte con ben altra disposizione d'animo. Invece, la sensazione oggi dominante è tutta un'altra: quella di una maggioranza corrosa nelle sue interne viscere. Scollata, smarrita, tendenzialmente frantumata. Lontana dal paese reale. Implosa al centro - come paventavamo e denunciavamo da mesi - dove il grande corpo del Partito Democratico ancora non si assesta, ma in compenso "libera" un mucchio di schizzi incontrollabili.
***
Mi viene in mente un cartello, che ho visto alla manifestazione del 20 ottobre: "Questo è un Governo di merda, ma è il mio Governo". Proprio come quel motto, wright or wrong, this is my country", trasposto in chiave di saggezza operaia e popolare - le larghe masse lo sanno bene che, per quanto deludente sia questo quadro politico, il rischio di passare ad uno peggiore è concretissimo. Ma quali sono le possibilità reali di salvarlo, anche a dispetto di Romano Prodi, della sua consueta "sindrome da complotto" e della sua scarsa perizia comunicativa?
Se la giornata di giovedì, e la quarantina di ore che ci sono volute per approvare il "decreto 1819, recante misure per lo sviluppo e l'equità sociale", erano davvero un terreno di verifica, o una prova di tenuta, la risposta rischia di essere alquanto problematica.
27/10/2007
sono con lei
Fa bene a dimettersi. Cosa c'azzecca lei con Di Pietro che flirta con Fini e fa esultare Cuffaro per le sue decisioni sul Ponte.
Questo governo ha tanti limiti e contraddizioni, ma Di Pietro è uno dei mali maggiori. Colpa sua se si è perso quell’unico voto di maggioranza per avere imbarcato quel De Gregorio che era noto a tutti come gaglioffo, passato sotto tutte le bandiere.
E vedendo il resto delle candidature nella mia regione, Campania, c’era da chiedersi se Di Pietro era scemo o in malafede. Per essere diventato ministro non può essere proprio scemo. Resta la malafede.
Oltre questo, invece di lavorare al ministero di sua competenza un giorno si e l’altro pure era occupato in TV a sparare sul governo di cui faceva parte, a ricattarlo.
Ma che modo di fare politica è? Dove sta la diversità con i Mastella?
E l’inchiesta della Voce della Campania zittita con la minaccia di querele?
Oltre al voto sullo stretto , il giorno prima aveva votato con l’Udeur assieme alla cdl per far cadere Pteruccioli.
Certo questo governo ha assunto decisioni poco apprezzabili, ma a parte che le critiche di Di Pietro vengono da destra, uno se non è d’accordo con il governo di cui fa parte, non alla prima, non alla secondo, ma alla terza si dimette, con coerenza.
Troppo comodo votare la mattina in consiglio, salvo attaccare e ricattare il governo il pomeriggio.
Questo Di Pietro, per cui non mi vergogno di dire che ho pianto, quando si ritrovò attaccato per manipulite, è stata una grandissima delusione.
Ed a proposito di quello, oggi parla di “arroganza dei comunisti”. Non la pensava cosi quando si trattò di chiedere il collegio sicuro del Mugello per salvarsi il culo.
Il gesto di Franca le fa ancora più onere e dimostra la sua chiara onestà intellettuale.
giuseppe galluccio
Dimissioni
Quando ho letto che aveva votato in modo difforme agli altri senatori dell' IDV, ho subito pensato ad una mancanza di "comunicazione" fra i soggetti del partito, dovuta al fatto che Lei, il giorno prima, era assente. Credo che al Senato, in particolare durante l'approvazione della Finanziaria, ci sia un gran "caos" dovuto alla mancanza di numeri "certi" da parte della maggioranza; mancanza di conoscenza delle proposte da approvare per cui si vota..............a vista..........
Ci sono migliaia di articoli, articoletti, emendamenti, e chi più ne ha più ne metta, oltre alla normale attività ministeriale che non sempre viene "portata all'esterno". Non è facile districarsi e tener dietro a tutto! Lo capisco!
Leggo invece che la Sua è stata una votazione consapevole, esercitata nel pieno diritto, in seguito all'interrogazione di alcuni esponenti mi pare della "maggioranza".
Da quanto scrive Antonio Di Pietro sul suo blog (che invito a leggere), pare invece che GIA' DALLO SCORSO ANNO si era deciso di NON FINANZIARE più il progetto del ponte, ma di indirizzare le risorse ad altre opere più urgenti e nel contempo di smantellare il più possibile la struttura della Società.
Certo che non si può pensare di ottenere tutto, visti gli accordi capestro sottoscritti dal precedente Governo!
Non penso inoltre che Di Pietro sia uno sprovveduto che voglia fare affari con Cuffaro! Credo il contrario, ma tant'è....Cuffaro è il Presidente della Regione Sicilia!
Chiarisca con Di Pietro i suoi dubbi. Mi pare la cosa più ovvia!
Ho letto oggi un articolo/intervista su di Lei sul Corriere della Sera".
RESISTA! NON si dimetta!
PS - Pensierino........ Da quando Di Pietro, almeno secondo i sondaggi, pare sia il Ministro più gradito ...si sta scatenando una campagna giornalistica denigratoria che mi ricorda il tempo di "Mani Pulite".
Rifletta Senatrice!
Con profonda stima
Mila Fozzi
Il voto di Franca
Sabato scorso abbiamo assistito a quello che il Manifesto ha definito “rivelazione d’ottobre”, o, secondo le parole del senatore Fosco Giannini “la più grande manifestazione comunista dallo scioglimento del Pci”. Di certo abbiamo visto schierato in piazza (in misura abbondantemente superiore alle aspettative più ottimistiche)il pensiero più autenticamente di sinistra del Paese; quelle centinaia di migliaia di donne e uomini rappresentavano, anche per chi non ha potuto essere presente, un modo di vedere la vita non partecipe degli ammiccamenti alle dottrine liberiste e alle recentissime ristrutturazioni neo-centriste. Abbiamo scoperto di essere in tanti; influenzati da un decennale diffuso pessimismo, sviliti dal berlusconismo, condizionati dal bombardamento mediatico, non ce ne eravamo accorti.
Un merito che dobbiamo riconoscere (ma alcuni la considerano una colpa) alla sinistra presente nell’attuale maggioranza di governo è quello di non avere usato sistematicamente l’arma del ricatto, ampiamente utilizzata fin dall’inizio da ben altre aree politiche (Mastella ha minacciato di lasciare la maggioranza un’infinità di volte). Ciò nonostante non sono state risparmiate a Prodi critiche durissime in molte circostanze.
Non è difficile capire, a mio avviso, come e perché giovedì scorso, durante quella seduta furibonda al senato, Franca Rame, da donna autenticamente di sinistra, non si è sentita di allinearsi con un voto che, avallato dalla destra, metteva a rischio il governo. Per quali interessi? Dall’interrogazione che abbiamo letto appare evidente che quella società è un costoso “carrozzone”.
Qualcuno nel blog ha scritto che la questione della società Stretto di Messina non deve essere motivo di uscita dall’idv. Vorrei rovesciare il ragionamento, chiedendo: Anche al di là della differente valutazione dello spreco legato a questa opera, perché la società Stretto di Messina vale, per Di pietro, il rischio di una crisi o addirittura della caduta del governo?
Franca ha compiuto un gesto di grande coerenza e dignità, che accresce la stima che moltissimi nutrono per lei. Il premio Borsellino, che oggi le verrà conferito, riconosce l’alto valore e la limpida onestà del suo impegno civile.
Lascia l'Italia dei Valori
Loro non ti meritano e non puoi stare in un partito come quello di Di Pietro.
Lascia l'Italia dei Valori ma non il Senato
Leggete il blog di Di Pietro!
Il ministro delle infrastrutture ha postato per ben due volte, chiarendo la sua ferma posizione di NON REALIZARE IL PONTE SULLO STRETTO. La sua intenzione è quella di modificare le finalità della suddetta società ,ovvero utilizzare fondi già stanziati per realizzare altre infrastutture fra le quali la tangenziale di Catanzaro e la linea metropolitana di Palermo. La chiusura della società comporterebbe, sempre secondo il ministro, un esborso di circa 4o milioni di euro tra penali e buonuscite di amministratori vari.
La posizione di Di Pietro mi sembra chiara, perchè allora tanto astio nei suoi confronti? Forse non si crede alle sue parole e lo si condanna sulla base di una presunta malafede?
Fa male assistere a questi litigi,senatrice, a me e a molti come me che appoggiano il movimento IDV delusi da questo governo e poco speranzosi nel neonato PD.Fa male perchè lei è un personaggio straordinario, un'anima bella prestata alla politica ma immune dagli effetti collaterali che il potere spesso comporta.Si chiarisca con Di Pietro, non lasci IdV.
Con Stima, Stefano Pozzi.
Mi pare che la cifra di cui
Mi pare che la cifra di cui parla Di Pietro sia molto più alta.
Cito dal suo blog
"Tutto questo non c’entra nulla col furore ideologico di cancellare quello che c’è oggi, una società che da sola rappresenta un valore di 150 milioni di euro.
I circa 500 milioni di euro che avremmo sprecato chiudendo la società e pagando le penali previste è meglio usarli per realizzare quelle opere che tutti dicono di voler fare e a cui noi stiamo già lavorando."
Altrove però leggo che non sono previste penali per cui non ci sarebbe stato alcuno sperpero di denaro pubblico chiudendo la società.
Può leggere qui la notizia:
http://www.articolo21.info/news.php?id=22618&table=news
Io mi chiedo dove sta la verità e come possiamo noi cittadini affidare le nostre vite a delle persone senza poi poterne controllare l'operato. Siamo chiamati a credere sulla parola alla versione dei fatti dell'uno o dell'altro, un atto di fede insomma...
Il durissimo editoriale di Sansonetti sul “giovedì nero”.
Liberazione 26-10
Piero Sansonetti
Il governo va sei volte sotto al Senato dove dipietristi e altri centristi votano con il centrodestra per tenere in piedi una società inutile (ponte di Messina)
Il premier li accusa di occuparsi solo di loro interessi particolari e chiede la verifica. Vittoria sull'acqua pubblica: no alla privatizzazione. Si vota fino a tarda notte
I moderati (corrotti) del centrosinistra
silurano Prodi, che reagisce furioso
Nei giorni scorsi sono uscite molte indiscrezioni sull'incontro che noi, promotori del 20 ottobre, abbiamo avuto con Romano Prodi alla vigilia della manifestazione. Alcune abbastanza vicine al vero, alcune fantasiose. C'è un obbligo di riservatezza che non consente di rendere pubbliche alcune osservazioni del premier su vari aspetti delle recenti vicende politiche. Penso che questo obbligo possa essere rotto solo per confermare una affermazione del premier che, alla luce dei fatti, mi è sembrata quasi profetica, e che del resto - seppure con qualche diplomazia - Prodi ha confermato ieri pomeriggio in conferenza stampa. Non ricordo le parole esatte pronunciate da Prodi nel colloquio con noi, ma sicuramente il Presidente del Consiglio ha accennato ai rischi che "la corruzione" finisca per causare la rovina di questo governo. E chiaramente si riferiva ai possibili gesti di rottura di alcuni senatori che appartengono ai settori "centristi", cioè moderati del centrosinistra, dettati non da dissenso politico o ideale ma da interessi privati concretissimi.
Cosa è successo ieri? Che alcuni senatori che appartengono ai settori moderati del centrosinistra hanno votato insieme alla destra per mantenere in vita una società che ha l'incarico di ricevere soldi dallo Stato per progettare e realizzare il ponte sullo stretto di Messina. Il fatto è che l'attuale governo ha deciso di non realizzare quel ponte, e di conseguenza la società in questione riceve ora soldi, e li gestisce, per non fare nulla. Diciamo che la decisione di mantenere in vita quella società - presa mettendo in minoranza il governo - è qualcosa di molto simile a una truffa. Vogliamo usare parole più dolci? Diciamo che si tratta di un "affare". E' un affare di parecchi milioni di euro che riguarda due contraenti. Lo Stato, che paga senza avere in cambio nulla, e alcuni privati che ricevono soldi senza dover fornire alcun servizio.
Poi, se volete saperla tutta, c'è il fatto che - così dicono le malelingue - a brindare per il voto di ieri in Senato è stata la mafia.
Naturalmente, quando si è saputa questa notizia - mentre ancora prosegue il duello tra i moderati Mastella e Di Pietro - tutti hanno pensato: dopo una simile porcata, ora il clima si surriscalderà ancora perché certo quel moralista di Di Pietro non la lascerà passare liscia. E indicherà a nome i senatori del centro sinistra responsabili di questo "salto del fosso", coprendoli di insulti e invitando i magistrati a indagare su di loro. Come fa spesso. Macché. Niente. Di Pietro silenzioso. Come mai? Perché, si scopre a sorpresa, i senatori che hanno saltato il fosso sono proprio quelli del suo gruppo, cioè sono i dipietristi, gli sceriffi, che evidentemente hanno una idea un po' speciale del mito di "mani pulite". Qui di pulito c'è molto poco. Chissà che ne pensa Beppe Grillo. Chissà se organizzerà un Dipietrovaffanculo day...
A meno che Di Pietro, ragionando sull'accaduto, non decida di prendere le distanze dal comportamento dei suoi senatori. No, niente: le reazioni alla capriola della mattinata non sono - come ci si potrebbe aspettare - una levata di scudi di Di Pietro contro il suo gruppo. C'è solo una senatrice del gruppo dipietrista che perde le staffe e sbatte la porta. E' Franca Rame, che - ad essere sinceri - non avevamo mai capito come fosse finita con l'ex giudice e i suoi, ma prendiamo atto con soddisfazione che alla fine si è resa conto della situazione.
Adesso ci si trova di fronte a una situazione molto curiosa. Il governo non ha più maggioranza perché ben tre gruppetti moderati gli fanno la guerra: i diniani, i mastelliani e i dipietristi. I diniani fanno storia a sé. Dipietristi e mastelliani si accusano reciprocamente di orrendi misfatti, e cioè fanno contemporaneamente la guerra a Prodi e la guerra tra loro. Di Pietro ancora ieri ha confermato che su Mastella pendono sospetti, cioè che non si può giurare che sia un galantuomo. Sospetti che Mastella, a buon diritto, dopo il voto sul ponte, potrebbe ritorcere contro il suo antagonista.
Nel pomeriggio Prodi ha convocato una breve conferenza stampa, trasmessa in diretta dal Tg3, nella quale ha chiesto una verifica di governo. Ha detto, con parole appena un po' più sfumate, quello che è scritto qui sopra. Cioè ha detto che alcuni partiti della maggioranza invece di occuparsi degli interessi del paese si occupano dei propri interessi particolari. E badate che con l'espressione "interessi particolari" Prodi non faceva riferimento a interessi politici, ma proprio ad interessi particolari. Come dire: fatti di carta moneta.
La crisi davvero è divenuta difficilissima. Anche perché molti "boatos" dicono che all'interno del Partito democratico ci sono settori consistenti che ormai non vogliono più Prodi a Palazzo Chigi. Certamente le primarie di 10 giorni fa e l'investitura di Veltroni - come era ampiamente previsto - sono stati una mina per Prodi e la mina è pronta a scoppiare.
Mentre iniziamo a stampare il giornale, a tarda sera, in Senato ancora si vota. Non sappiamo come finiranno gli scrutini, niente garantisce che il governo non sia già finito in minoranza quando voi leggerete il giornale, o che ci finisca nelle prossime ore o nei prossimi giorni.
26/10/2007
accento
Buonasera, senatrice, le quoto il suo "presentata pochi giorni fà" scritto sopra. Mi rifiuto di pensare che una persona della sua statura culturale, che ho sempre stimato e seguito, possa scrivere un "fà" con l'accento. Preferisco credere che Lei non abbia scritto il commento di persona, e l'abbia fatto fare a qualcun altro. In questo caso, La pregherei di non scrivere "By Franca Rame" come autore, per una piccola cortesia nei confronti di tutta la gente che La segue e La sostiene.
Con stima immutata
Alessandro
per Pillaus da redazione
Caro Pillaus,
le chiedo perdono.Come vede, Franca lavora anche di domenica mattina; vorra quindi concederci di tollerare questo mio errore, giustificato dall'enorme mole di lavoro di Franca e il suo staff. Ho scritto io, sotto dettatura telefonica, e purtroppo ho commesso questo errore ortografico. Spero mi potrà perdonare.
per quanto riguarda il "by Franca Rame" viene inserito automaticamente dal sistema di elaborazione del blog. Sia gentile, perdoni anche questo. Solitamente, quanto un brano è scritto da Franca, lo trova indicato nel testo del contenuto pubblicato, oltre alla dicitura automatica.
Cari saluti
carlotta nao
Che cosa curiosa! La mia
Che cosa curiosa! La mia stima per le persone dipende da criteri completamente diversi da un accento.
Se una persona onesta sbaglia un congiuntivo per me resta una persona onesta. Complimenti a lei se riesce a coltivare con la stessa solerzia la correttezza delle sue azioni e del suo italiano.
lettera a Di Pietro su Stretto di Messina
lettera aperta:
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On. Ministro Di Pietro,
ancora una volta, come ambientalista e - nel caso in specie - anche come siciliano, devo constatare che nell'azione politica del ministro Di Pietro e in gran parte dell'azione politica dei gruppi parlamentari dell'IdV vi è una evidente e grave insensibilità ambientale.
Sulla tav, sulle c.d. ''grandi opere'', ecc. Di Pietro è stato poco attento alle questioni ambientali; nell'IdV raramente vedo trattati i temi della tutela dell'ambiente, della biodiversità, ecc.; addirittura due (per me) illustri sconosciuti parlamentari (on. Costantini e on Razzi) fanno parte di una lobby ufficiale pro-caccia (Intergruppo ''amici del tiro, della caccia
e della pesca'' sic!!!) assieme all'ineffabile e noto senatore De Gregorio e capitanata da un deputato di FI (on. Luciano Rossi) e sostenuta dalle aziende produttrici d'armi (non solo da caccia)...
Ma sulla società ''ponte sullo stretto'' ("Maggioranza battuta nell'aula del Senato sull'emendamento alla Finanziaria che prevede la liquidazione della societa' "Stretto di Messina". L'emendamento e' stato respinto con i voti della Casa delle Liberta' e di Italia dei Valori'') non la digerisco.
Per tanti motivi:
- Organizzazioni criminali, grandi holding finanziarie e società di costruzioni guardano con sempre maggiore attenzione alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, una delle opere più devastanti rilanciate dal governo Berlusconi-Lunardi;
- "La DIA è preoccupata dalla grande attenzione della 'ndrangheta e di Cosa Nostra per il progetto relativo alla realizzazione del ponte sullo Stretto". "Appare chiaro - aggiunge la Direzione Investigativa Antimafia - che si tratta di interessi tali da giustificare uno sforzo inteso a sottrarre il più possibile l'area della provincia di Messina
all'attenzione degli organismi giudiziari ed investigativi";
- "Altro terreno fertile ai fini della realizzazione di infiltrazioni mafiose nell'economia legale - aggiunge il rapporto della DIA - è rappresentato dal progetto di realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, al quale sembrerebbero interessate sia le cosche siciliane che calabresi. Sul punto è possibile ipotizzare l'esistenza di intese fra Cosa
nostra e 'ndrangheta ai fini di una più efficace divisione dei potenziali profitti" (Relazione semestrale DIA 2000);
- Il ponte sullo Stretto sarà un affare da 15 mila miliardi; cosche e ai comitati d'affari si preparano al varo del ponte sullo Stretto e ai miliardi europei di Agenda 2000. "È forse all'orizzonte, in vista anche della possibile costruzione del Ponte, un'alleanza ancor più stretta tra Cosa Nostra e 'Ndrangheta che passa per la città dello Stretto, per cui la crisi delle organizzazioni locali potrebbe semplicemente aprire la strada a un'invasione da parte delle organizzazioni mafiose esogene" (Procuratore capo della Repubblica di Messina, Luigi Croce);
- la mancata soppressione della società stretto di Messina è un ottimo regalo fatto alla peggiore parte della politica siciliana che da anni protegge e sostiene la società stretto di Messina, un carrozzone di 83 dipendenti e 13 dirigenti che ogni anno costa a noi cittadini decine di milioni di euro
solo per ''esistere'' e non produrre nulla, se non l'appoggio alle carriere politiche e finanziarie di personaggi come NINO CALARCO (dal 1968 ai giorni nostri ininterrottamente direttore della Gazzetta del Sud. Dal 1979 al 1983 senatore della Repubblica e componente della commissione per la loggia P2.
Dal 1987 presidente della società Stretto di Messina. Per circa 20 anni si è occupato della progettazione della "grande opera" spendendo oltre 150 miliardi. Nel 2002 si dimette per fare posto a Zamberletti e Ciucci. Subito dopo gli sarà conferito l'incarico di presidente ad honorem della Stretto di
Messina spa);
- Problemi legali e ambientali:
1) Violazione della normativa in tema di tutela dell'ambiente, dei beni culturali e di procedura di impatto ambientale: la valutazione di impatto ambientale non ha considerato le possibili alternative, sino all'"opzione zero", lo studio di impatto ambientale era carente sotto diversi aspetti.
Inoltre la procedura di VIA è stata condotta in violazione del principio di trasparenza e di pubblicità, il Ministero dei Beni Culturali non si è espresso, non è stata condotta la valutazione ambientale strategica.
2) Carenze del progetto preliminare, in relazione alla normativa sui lavori pubblici: il progetto non ha considerato le possibili alternative progettuali, realizzative e tecnologiche; le dimensioni dell'opera non rispondono a effettive esigenze espresse dalle collettività locali e da quella nazionale; non è stata dimostrata la fattibilità tecnica dell'opera,
in quanto il progetto presenta gravi carenze, ad esempio, in tema di studi sismici e di geotettonica.
3) Illegittimità legate agli aspetti economici e funzionali del ponte: la realizzazione dell'opera non viene giustificata né in relazione alle esigenze di trasporto né in relazione a uno sviluppo strutturale delle regioni interessate. La sostenibilità economica non è in alcun modo dimostrata.
4) Mancato coinvolgimento dei comuni interessati dall'opera, che non sono stati messi in grado di esprimere il loro parere sul progetto preliminare, con conseguenze sulle pianificazioni urbanistiche dei comuni coinvolti.
- dal punto di vista politico, io che ho aderito all'IdV proprio per combattere in Sicilia il cuffarismo ed il malaffare, mi trovo oggi a dover sopportare queste stomachevoli dichiarazioni:
FINANZIARIA: PONTE STRETTO, CUFFARO "IL SOGNO CONTINUA"
PALERMO (ITALPRESS) - "Il sogno del Ponte resta vivo, speriamo
adesso che al piu' presto il governo Prodi possa cadere per andare alle urne ed eleggere un esecutivo che sia in grado di dare nuove certezze al Paese e, con esso, anche alla Sicilia". Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, dopo che il Senato ha bocciato l'emendamento alla Finanziaria, presentato dalla maggioranza, che prevedeva la soppressione della societa' Ponte Stretto spa.
"Devo dare atto - sostiene Cuffaro - alla coerenza e al senso di
responsabilita' dimostrata dal ministro Di Pietro e dai senatori
del suo partito che, con il loro voto, oltre ad avere scongiurato uno spreco di risorse pubbliche, tengono viva la speranza di realizzare un'opera che, per la nostra Isola, rappresenta una irrinunciabile occasione di sviluppo. Evidentemente, questo governo ha tirato troppo la corda nella sua pervicace azione tesa a penalizzare la nostra regione e, adesso, anche al suo interno, c'e' chi ha trovato la forza di dire basta". (ITALPRESS).
25-Ott-07 12:39
e, come se non bastasse, pure l'apprezzamento da parte ti....
Schifani!!!!!!!!!!
PONTE STRETTO: SCHIFANI "SVENTATO AZZERAMENTO SPERANZE"
ROMA (ITALPRESS) - "Abbiamo sventato il tentativo di azzerare ogni possibile speranza di realizzare un'opera, il ponte sullo Stretto, fondamentale per la Sicilia. Diamo atto a Italia dei Valori di avere operato, con il suo voto, una scelta responsabile. La nostra strategia vincente ha consentito il doppio risultato di salvaguardare una prospettiva di sviluppo di interesse nazionale e di accentuare ulteriormente lo stato di dissolvimento del governo Prodi". Lo afferma il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani.
(ITALPRESS).
25-Ott-07 18:00
- il voto di molti senatori IdV contro l'emendamento che sopprimeva la Stretto di Messina Spa era un voto contro gli sprechi, un voto che cancellava una societa' che doveva costruire un'opera che questo Governo ha deciso da un anno di non costruire! Un voto di non-coerenza con il programma
elettorale dell'Unione sottoscritto anche dall'IdV.
Potrei continuare ancora, ma non so - ormai - quanto possa essere utile. Resta la grande amarezza di aver sostenuto un partito in cui ora trovo difficoltà ad identificarmi.
Saluti
Ennio Bonfanti
San Cataldo (Caltanissetta)
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www.enniobonfanti.netsons.org
FRANCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
ABBIA LA DECENZA DI PRENDERE LE DISTANZE DA QUESTO GOVERNO: DISTRUGGA TUTTO; ABBIA IL BUON GUSTO DI DIMETTERSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!
se no vuol dire che é come loro. Ha già accettato troppo
Cara Franca, prendere le distanze senza dimissioni!
Non sono d'accordo con ma che invoca le tue dimissioni (strumentalmente, è ovvio!)
Prendere le distanze da decisioni non condivise su questioni che possono, devono essere riconsiderate rispetto alle aspettative reali e giuste degli elettori(ricordiamo ...senza vincolo di mandato!), come hai fatto in diverse importanti occasioni, è legittimo e non può che accrescere la stima che moltissimi cittadini già nutrono per te e di tanti altri ancora.
Quando guardo, ascolto (sempre meno per la verità)comportamenti e dichiarazioni delle più alte cariche dello Stato le quali oramai usano un linguaggio assolutamente non consono se non addirittuva indecente rispetto al loro ruolo istituzionale (e qui...se volessimo farne un bel compendio, si sconfinerebbe nel ridicolo!)apprezzo sempre di più tutto ciò che da te è stato fatto, con trasparenza, con passione, impegno costante...seppure goccia in quel mare in tempesta in cui navighi dall'aprile del 2006.
Rimani al tuo posto Franca, per chi ti ha votato (o meglio ha votato perchè c'eri tu)fino alla fine...ritieniti libera di esprimere a gran voce il tuo dissenso di fronte ad atti e comportamenti ingiusti.
Resta, a baluardo di quel poco di buono che c'è, che deve essere portato avanti.
Non sei tu che devi andare via, combatti la rabbia, la disillusione e resisti.
Per noi tutti, per tutti quelli che vogliono avere ancora una piccola speranza.E soltanto quando questo governo, la cui maggiore colpa è quella di essere stato sordo ad ogni richiamo dei drammatici bisogni degli Italiani, "morirà"....cara Franca, solo allora, ritieniti libera ma in pace con la tua coscienza per tutto quello che di buono e di grande hai fatto!
Comn immenso rispetto. bruna
BRAVA BRUNA!!!
Sono pienamente d'accordo con Bruna, Gargantua, francy, ecc ecc
Calme e sangue freddo Franca SIAMO CON TE !!!
Un immenso abbraccio
Dimmissioni dal partito Italia dei Valori
Gentile onorevole,
ma è mai possibile che due politici che usano il blog da tempi non sospetti, non riescano a spiegarsi all'interno del loro stesso partito per decidere cosa fare sul voto sull'azienza del ponte di Messina?
Mi sembra così strana la decisione di Franca Rame di uscire dal partito per la sola ragione secondo la quale non sono state date spiegazioni da Antonio di Pietro prima del voto. Ma se mancavano le spiegazioni non era possibile chiederle visto che si trattava di persone nello stesso partito?
Perchè non rendete pubbliche le vostre discussioni interne al partito, magari utilizzando un blog dove solo i membri del partito possono scrivere, ma tutti i cittadini possono leggere?
Ciò che è successo mi pare poco chiaro e trasparente, con risultati ancora peggiori per l'immagine di entrambi i politici che stimo più di ogni altro nel parlamento (con la p minuscola).
Cordialmente,
Patrick Zanon