Settimo ruba un po' meno...


Anche oggi non ce la posso fare… Abbiamo finito pochi minuti fa con le votazioni: 62 emendamenti... e sto correndo all'aereoporto, vado da Dario...
La fretta fa nascere i gatti ciechi… al posto degli sprechi di prossima pubblicazione ("IL COSTO DELLA DEMOCRAZIA" DI CESARE SALVI E MASSIMO VILLONE - SENATORI ULIVO) eccovi l’inizio dello spettacolo replicato per 3 anni... RILEGGENDO M'è VENUTO DA PIANGERE... pare che non si sia mosso niente. Speriamo in un prossimo futuro. SPERIAMO!!
franca rame

25 marzo 93

SETTIMO:
RUBA UN PO' MENO!
NUMERO 2

di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

Prima rappresentazione: Teatro Animosi
Copione di scena a cura di Franca Rame
Carrara 20 novembre 1992
Aggiornato al 25 marzo 1993

Primo tempo

Prima che si apra il sipario parte la registrazione della canzone "Tutta brava gente". All'apertura del sipario troviamo in scena quattro grandi pannelli, accostati
l'uno all'altro a formare un grande arazzo raffigurante "IL POTERE", e un tavolo con sopra giornali, riviste e libri.

Canzone "Tutta brava gente" ***

Qui si parla di ufficiali piuttosto compromessi:
tutta brava, tutta brava, tutta brava gente,
e qui ci saltan fuori almeno sei processi
per miliardi, a questo Stato che è così indigente,
Qui si parla di una banca insediata in un convento
qui c'è un tal che alla Marina ha fregato un bastimento
qui un tal altro che a fatica ha corrotto un gesuita,
assegnati quattro appalti a un'impresa inesistente,
concessioni sottobanco contro assegni dati in bianco,
truffe sui medicinali, sulle mutue e gli ospedali,
sopra i dazi, le dogane, i tabacchi e le banane.
Oh, che pacchia, che cuccagna:
bella è la vita per chi la sa far!
Ma tu, miracolato del ceto medio
basso,
tu devi risparmiare, accetta 'sto salasso:
non devi mangiar carne,
devi salvar la lira
e, mentre gli altri fregano, tu fai
l'austerità!

Franca RAME entra in scena.

FRANCA: Buona sera a tutti... Vi dirò che il momento più bello di una serata teatrale per chi lavora in palcoscenico è appunto quando si entra in scena e c'è questo bell'applauso di saluto da parte del pubblico. Grazie.
Quest'anno non avevo intenzione di riprendere a lavorare in teatro... sono stanca, sono stanca di fare questo mestiere... è una professione che non ho scelto. E' un lavoro che faccio da quando sono nata... Nasco in una famiglia di attori, i miei avevano una compagnia teatrale... ho cominciato a recitare a otto giorni... in braccio alla mia mamma... facevo il figlio della Genoveffa di Brabante. Non parlavo tanto, quella sera lì. Da allora a oggi tutte le sere in questo momento, entro in palcoscenico e vado recitando... e non ne posso più!... sono 63 anni! Sono una delle poche attrici che in Italia compia gli anni una volta all'anno regolarmente.
Che cosa mi ha spinto a riprendere la stagione teatrale: la rabbia, una grande rabbia che mi è venuta addosso leggendo i giornali, seguendo gli avvenimenti politici, vedendo quello che sta capitando e l'opportunità che questo lavoro mi offre di parlare con la gente e passare parte della mia grande indignazione a voi che sicuramente ne avrete già una buona dose nello stomaco.
L'avrete capito che quello di quest'anno, non è uno spettacolo teatrale nel senso tradizionale della parola, ma una chiacchierata a ruota libera...
Dietro a quest'arazzo che raffigura il "potere", ci sta una sorpresa... che vi farò fra poco.
Avete riconosciuto questa canzone? Forse qualcuno se la ricorda, era il Leit Motiv di uno spettacolo che è stato trasmesso l'anno scorso in televisione ma che con Dario abbiamo recitato la bellezza di 29 anni fa... nel '64. Il suo titolo era: "Settimo ruba un po' meno!". Attuale, no? In quello spettacolo facevo la parte di una becchina ubriacona, figlia del guardiano del cimitero... il Monumentale di Milano.
Noi si immaginava, per assurdo, che ci fosse di mezzo una speculazione tremenda: commercio di tombe e di morti. C'era anche il "cadaverodotto". Sì, il cadaverodotto: un gran tubo pneumatico per trasbordare i cadaveri dal Monumentale fino in periferia, all'altro cimitero, quello di Musocco. Si sparavano dentro le salme: "Fuori uno!"... Gniaoooo! Con anche le vedove, i preti e i chierichetti che cantavano: Miserere Domineeee!
Io, in quello spettacolo facevo la parte di una becchina... ubriacona, figlia del guardiano del cimitero... il Monumentale di Milano. Noi si immaginava, per assurdo, che ci fosse di mezzo una speculazione tremenda: commercio di tombe e di morti.

L'avrete letta anche voi, qualche mese fa, sui giornali... in un grande ospedale di una grande città del nord... un centinaio di infermieri si erano associati in cinque gruppi diversi. Ogni gruppo procurava il defunto di giornata alle varie imprese funebri... una trentina. Inoltre intascavano tangenti sui fiori, le tombe, le lapidi. Giro di milioni! Su ogni ricoverato incurabile, stava sempre in agguato... appollaiato sulla spalliera del letto come un avvoltoio, un infermiere. Appena il quadrante dell'elettroencefalogramma dava il segnale piatto "TU TUU", via!, quello schizzava a telefonare: "Pronto? Impresa Morto è bello? Andiamo a pochi... portate pure la bara... i parenti sono stati già avvertiti... ".
Ma un certo giorno, tra gli infermieri è scoppiata una rissa furibonda, proprio dentro la camera ardente, con già lì sei salme incassate pronte per le esequie. Si sono presi a bastonate brandendo ceri enormi e candele varie... lancio di corone e catafalchi. A 'sto punto è intervenuto il presidente degli ospedali riuniti: "Fermi tutti! Cos'è 'sto casino? Un po' di rispetto per i morti! Vergogna! Barboni! Infami! Basta! Da 'sto momento avete chiuso! I morti sono miei e me li gestisco io! Li distribuisco con ordine alle varie imprese con un calendario, appropriato: a te impresa "Riposa in pace" cinque morti lunedì, a te "Requiem eternam" 7 morti giovedì, a te le corone, a te i lumini e le candele. Ordine per dio! A voi tutti, infermieri beccamorti, do un'interessenza, un tot per ogni cadavere. Quanti sono i morti in una città come la nostra? Trenta, quaranta al giorno? Tutti devono passare da me! Io sono il Caronte degli ospedali riuniti e del Pio Albergo Trivulzio e tutti mi devono versare l'obolo, 100 mila a testa, se no, parenti, imprese e li mortacci loro, li sbatto in terra sconsacrata, in fossa comune!".
Quella truffa era la nostra! L'avevamo inventata noi. Ce l'hanno rubata! Senza neanche pagarci una lira di diritti d'autore! Andiamo avanti.
Prima diamo un'occhiata ai tabelloni (i pannelli vengono girati e su di essi, ben allineate centinaia di fotografie di politici coinvolti in Tangentopoli – vedere foto su sito: Settimo: ruba un po’ meno n° 2). Potete qui riconoscere in fila, i personaggi principali del nostro spettacolo... Un bell'applauso di sortita! Forza! ("Tira" un applauso partendo per prima) Li conosciamo tutti. Ecco qui, in questa zona, i primi attori... "La beata compagnia dello Scudo-cristiano-crociato"... detti anche "Ora et Ladronat".
Più sotto i comprimari: "La Premiata compagnia del Garofano" detti anche "La destra non sappia quello che ruba li sinistra!".
Più sotto ancora, e mi addolora molto dirlo, la "Compagnia minima della Quercia" ovvero "Svolta continua". Ogni momento in televisione Occhetto: "E' il momento della svolta!" - " Questa sarà una svolta decisiva!" - " Faremo una svolta!"... Svolta, svolta e non girano mai.
E qui abbiamo anche qualche repubblicano e qualche socialdemocratico... scritturato a cachet.
Come potete vedere ci sono tre personaggi molto importanti tre ex ministri Longo, Taviani e Nicolazzi, gli unici ministri di tutta la storia d'Italia, finiti in galera. Proprio tre sfigati! Adesso il Longo (mostra un giornale) l'hanno affidato al servizio sociale per 2 anni perché venga rieducato... dovrà occuparsi di bambini. Speriamo non se li venda!
Avrete notato che c'è una sola donna lassù, è l'ex sindaco della Democrazia Cristiana di Monza. Si è beccata una tangente da ridere... 17 milioni, che lei dice di aver dato in beneficienza... Robin Hood della Brianza!
Ma come mai questa carenza assoluta di donne ladrone? Ve lo siete mai domandato? E' facile: perché noi donne sono più oneste degli uomini! (Immancabilmente scoppia un applauso. Ride) Ah, ah! Ci siete cascate donne... Non è vero! Non abbiamo donne ladrone per il solo fatto che noi donne non abbiamo posti di potere... quindi non abbiamo occasione di rubare... ci accontentiamo di far la cresta sulla spesa! Dateci il potere... vi faremo vedere noi!
Le donne ci sono eccome nelle storie di truffa e di tangenti, ma solo nel ruolo di vittime. Sono le segretarie, il termine stesso lo dice "segretarie" cioè "coloro che detengono i segreti", che stanno con questi uomini importanti dieci, vent'anni... come la segretaria di Calvi detto anche "il banchiere di Dio"... difatti glielo hanno fatto raggiungere quasi subito!
Queste segretarie davanti all'arresto del loro capo, si disperano a tal punto che si buttano dalla finestra, come e successo per la segretaria di Calvi... che lei non voleva sapere! "Non scalci signorina... si lasci andare...".
Abbiamo un'altra segretaria celebre, che per fortuna non ha compiuto l'atto eroico... anche perché, l'ufficio del suo capo, si trovava a piano terra. E' la segretaria dell'ingegner Chiesa... Eccolo lassù, (indica il tabellone) in testa alla cordata... L'ingegner Chiesa... il capostipite per antonomasia della grande catena di Sant'Antonio dei ladroni.
Questa ragazza, l'avrete vista sicuramente in televisione o sui giornali, tipo pacioccone, con gli occhiali più spessi dei miei, un tipo anonimo, sicuramente con uno stipendio un milione e due, un milione e mezzo al mese… hanno trovato un conto intestato a lei, sul quale erano depositati 5 miliardi e 700 milioni... che sono sicura lei non lo sapeva… che se lo avesse saputo… avrebbe gettato gli occhiali, si sarebbe fatta mettere lenti a contatto blu, trapianto di otto cornee, liposuzione ovunque, dimagrita, allungato anche il collo, un lifting... la pelle qui a scignon sopra la testa e sarebbe fuggita alle Maldive.
Non solo le segretarie sono coinvolte nelle storie di tangenti. No, anche le mogli.
Infatti, a fare scoppiare lo scandalo del Chiesa è stata proprio la moglie, la signora Laura...
La signora Laura rientra a casa all'improvviso... che io dico sempre - non fate improvvisate... una telefonatina prima... “Pronto… caro, sto arrivando…”- è rientrata e sente provenire dalla camera da letto gemiti intramezzati da ‘Laura… Laura…’. “Oddio, il mio Mario sta male!” entra correndo nella camera… il suo Mario stava benissimo… era a colloquio... molto intimo… con un'altra Laura... che lui le sceglie tutte con lo stesso nome, per non confondersi.
La signora Laura uno, ha avuto un giramento... proprio intenso... si è separata.
Oltre aver messo moglie e figlio fuori casa, il nostro Chiesa vuole anche diminuire i tre milioni di alimenti mensili stabiliti dal magistrato. Un avaraccio tremendo... considerando che al Chiesa sono stati trovati su vari conti, in Italia e all'estero... e a nome della mamma, e a nome della segretaria... qualche cosarina anche a nome suo… qualcosa come 15 miliardi e rotti... Lui dice che erano solo undici. Ma anche undici non sono pochi, no?... E oltretutto ha "foraggiato" anche lo Psi, il suo Partito... Pare abbia anche finanziato la campagna elettorale di... come si chiama... Bobo?
La signora Laura ha avuto un altro giramento... imperiale! Porta dei documenti compromettenti del marito, precedentemente fotocopiati, al magistrato... Tradita sì, ma previdente! Parte un'inchiesta.
Contemporaneamente c'è un signore, il signor Luca Magni, che stanco di pagare tangenti all'ingegner Chiesa, anche lui si rivolge al magistrato. Ha così inizio l'operazione "Mani pulite".
Che professione esercita il signor Luca Magni?
Quando si dice "il destino"... è proprietario di una impresa di pulizia! Curioso, no? Gli daranno la scopa d'oro!
Vi ricordate come si è svolto l'arresto del Mario Chiesa? Beh, che l'abbiano incastrato per la miseria di sette milioni di tangente lo sanno tutti, ma sono i particolari che danno alla storia un valore epico e quelli di sicuro non li conoscete. (Mostra i giornali) Guardate che non m'invento niente, è tutto documentato qui...
Dunque, siamo nell'ufficio del presidente del Pio Albergo Trivulzio. Entra in scena il pagatore di tangenti, il signor Luca Magni. La prima operazione di "Mani Pulite" non poteva servirsi che di un'impresa di pulizie! Come ben sapete, lui è d'accordo con la polizia, che l’ aveva ben preparato all’incontro: un microfono spia nascosto sotto la cravatta, un’altro nella penna, uno sotto il risvolto della giacca, uno nei pantaloni... due nei polsini... che non si sa mai... Ha anche una cinepresa nella 24 ore... con il telecomando sotto l'ascella. Per metterla in funzione, deve muovere su e giù il braccio... che pare un disgraziato col tic del tranviere...
Come si può ben immaginare... il pulitore è molto agitato, anche per paura di andare "in corto circuito" con tutta quella roba addosso.
Si guarda in giro... La scrivania è zeppa di oggetti... "Non posso posare la 24 ore lì... se la metto per terra gli riprendo solo la parte bassa che è la più onesta"... allora zac!, alza il braccio... (tende il braccio verso l'alto) e punta la macchina da presa proprio in direzione del viso del Chiesa... e col braccio avvia la telecamera... (mima) L'ingegnere pirla è talmente sicuro di sé, che non sospetta di niente... vede uno che fa così... con una valigetta per aria, non è che gli venga un dubbio... macché! E' la sicurezza degli arroganti... "Ma che fa col braccio alzato?" "Yoga! Sono nervoso! Mi scusi ingegnere... non ho tutta la cifra... ho solo la metà, per adesso..."
Lui, il Chiesa, con quel suo petto gonfio, tutto burbanzoso, infuriato sbotta: "La metà?! Come sarebbe a dire?! I patti sono patti! Sa cosa le dico?"
"Dica dica ingegnere..." e gli punta più che mai la valigetta contro.
"Lei è un disonesto!” - che detto dal Chiesa ha un significato più profondo... lui se ne intende - "Lei è un infame! Si vergogni!". Afferra il malloppo e con disprezzo lo sbatte dentro il cassetto della scrivania.
Zam! Colpo di scena: si spalanca la porta ed entra la polizia con tanto di giudice Di Pietro al seguito... Per la verità, il giudice Di Pietro non c'era, ma è talmente bella l'idea del giudice Di Pietro che entra in questo studio... come Perry Mason, che ce l'abbiamo messo.
"Fermi tutti! Polizia! Abbiamo visto e sentito ogni cosa: è tutto registrato!"
Un appuntato apre il cassetto, tira fuori il pacchetto dei 7 milioni: "Cosa sono questi?"
"Spiccioli... per gli imprevisti! Vuol favorire? Oh, pardon!".
Il giudice Di Pietro: "Abbiamo tutto ascoltato. Lei è fregato e pure incastrato, ogni numero di serie è registrato, firmato, controfirmato e fotocopiato!".
A Mario Chiesa gli prende il coccolone... è tutto smorto: "Scusi, signor giudice, ma ho un conato in eccesso... potrei andare a vomitare un attimo nel cesso?" "Per carità, prego, s'accomodi. Lei ha il diritto di non parlare, ma può vomitare quanto le pare. " Era una giornata così… tutti parlavano in rima.
Intanto che i poliziotti vanno rovistando in tutti i cassetti, lui, l'incastrato del Pio Trivulzio, va in bagno, ci si rinchiude.
E' sconvolto... Velocissimo, estrae dalle varie tasche della giacca alcuni pacchetti di banconote: 37 milioni di un pizzo intascato proprio 20 minuti prima che gli facessero 'sta trappola della polizia”. Ma si può essere più scalognati? Sono 37 milioni in biglietti da cento e cinquantamila, ben distribuiti... come un corpetto antiproiettile. Ecco perché aveva il petto tanto gonfio!
"E dove li caccio questi?" E' talmente agitato, emozionato che gli prende un colpo di dissenteria tremendo... Perché lo spirito è forte, ma lo sfintere no! Si cala le braghe... si siede... evaqua... tira la catena... Gli viene un'idea! "Li butto nel water. "
E' che 37 milioni in biglietti da cento e cinquanta mila, sono tanti! Una cosa come 500 bigliettoni. Ne getta un po' sparpagliandoli... Sparpaglia, getta e tira la catena... Ancora un po' e tira la catena... Sono una quantità incredibile e fanno un gran malloppo. Ne butta dentro altri… tira la catena. S'ingorga! Straborda l'acqua e il liquame immondo spampana sul pavimento. L'ingegnere prende lo scopino e tenta di sgorgare il water... S'intasa peggio... continua ad uscire il liquame orrendo... I poliziotti a sentire tutta quella sciacquoneria si preoccupano: "Che succede Ingegnere... sta tracimando?" Per il dolore di dover buttare tutti 'sti milioni nel cesso e il disgusto gli vien davvero da vomitare... Che era una brutta giornata quella lì... Vomita, ritira la catena... si forma un vuoto d'aria... perché, Dio esiste!, e si occupa anche delle fogne dei ladri!... Dal water esce un getto tremendo di liquame puzzolente... tutta la cacca dei vecchi della Baggina... con contorno di biglietti galleggianti che arriva al soffitto e si riversa sul pavimento.
I poliziotti scorgono spuntare il liquame sospetto proveniente da sotto la porta, con biglietti da centomila che galleggiano.
"Ingegnere, va bene che la lira non vale più nulla... ma la usa addirittura come carta igienica?! Ingegnere? Si sente male? Ingegnere!" Quello non risponde... Buttano giù la porta con una spallata... Gli si presenta uno spettacolo che vi prego d'immaginare: l'ingegnere in ginocchio, disperato, che tenta di sgorgare il water con le mani.
Un poliziotto piuttosto indelicato gli fa: "Scusi, ingegnere, ma 'stavolta lei… mi pare proprio nella merda fino al collo!".

A DOMANI...

Commenti

Ho saputo che il 30 novembre Dario Fo verrà a Firenze in occasione del Festival della Creatività alla Fortezza da Basso e terrà una conferenza-spettacolo sulla creatività.
Che bellooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!! Ci sarai anche tu,Franca?
Un bacio, fra