Rendiconto vita VII

Settima puntata

Mercoledì 7 giugno
Elezione presidente commissione Difesa
Ansa: “il golpe De Gregorio”:
Difesa al Senato, De Gregorio eletto con i voti della Cdl
Con un colpo di mano e con i voti del centrodestra, Sergio De Gregorio dell'Italia dei Valori è stato eletto presidente della commissione Difesa del Senato.
Dopo le due fumate nere di martedì, al terzo tentativo il senatore ha ottenuto 13 voti contro gli 11 raccolti da Livia Brisca Menapace, candidata di Rifondazione.

“Ma che c’entro io con questo personaggio… che c’entra lui con Di Pietro e il suo programma?” penso.

Prosegue ANSA: «Io continuo a fare parte della commissione Difesa, da lì non mi cava nessuno, farò le mie lotte in commissione Difesa», ha commentato la Menapace, ex-partigiana e da sempre pacifista convinta, considerata da tutti la presidente in pectore della commissione. Cosa è successo in commissione Difesa? (…) Qualcosa di politico è successo davvero, perché contro la Menapace già da martedì si erano scatenate le critiche da parte di molti esponenti della Cdl.(…) Quindi, Sergio De Gregorio, napoletano, 46 anni, ex di Forza Italia, si è messo d´accordo con la Casa delle Libertà, che non ha votato più Ramponi. Il senatore dell´Italia dei Valori, per superare la Menapace ha dovuto votarsi anche da solo, ottenendo i 13 voti necessari. Un inciucio, insomma.
(...) E c´è anche chi reclama i trenta denari. «Ora De Gregorio è dalla nostra parte. Lo abbiamo votato e ora è con noi», dice lo stesso ex candidato Ramponi. «È ipotizzabile un cambiamento, cioè che Sergio De Gregorio lasci il suo gruppo», ha detto orgogliosamente il senatore di An Gustavo Selva. «Di certo avrà più contrasti con il centrosinistra che con altri...», conclude.(…)

Bello scherzo!
Ci siamo rimasti tutti molto male.
Mi ricordo quando ho conosciuto De Gregorio alla prima riunione dei parlamentari dell’ Italia dei Valori. Mi dicono che proviene dalla Casa della libertà”. Ma come?... Che si passi da un partito all’altro, è la norma, ma che da destra si entri a sinistra… Non ho fatto commenti, ma dentro di me avevo pensieri disordinati.

Non mi è rimasta addosso una buona impressione…

Con Malabarba Gigi siamo diventati amici, m’ha parlato di una persona che ha prodotto in me grande interesse: Adelina Parrillo

Breve storia di Adele Parrillo

“Ho conosciuto Stefano Rolla (il regista morto a Nassirya il 12 novembre 2003 assieme ai militari italiani) nel 1992 e da subito ci siamo innamorati. Nel 1997 siamo andati a vivere insieme, more uxorio.
1997-2003, 6 anni di convivenza (era vedovo). Cercavamo di avere un bambino, ma visto che io avevo dei problemi, risolvibili però con delle cure, ho lasciato il mio lavoro di aiuto-regista nel 2000 per dedicarmi completamente a quello scopo, e a Stefano.
Fin dal 2000 sono stata in cura dal Prof.Antinori, e alla alla fine del 2002 con il seme di Stefano abbiamo congelato 5 embrioni in una clinica di Roma, Prof. Ubaldi, affinché io potessi fare una fecondazione assistita, qualora le cure a cui mi sottoponevo fossero andate a buon fine, anche nel caso in cui Stefano fosse stato fuori Roma o Italia per lavoro, come spesso accadeva.

A metà 2003 scrissi con Stefano la sceneggiatura del film “Babilonia, Terra tra due fiumi” che lui era a preparare in Iraq a novembre, patrocinato dal Ministero della Difesa, Ministero degli Esteri e lettera del Ministero Beni Culturali per sicuro finanziamento.
Il Ministero della Difesa, in una riunione tenutasi a fine ottobre (esiste un Verbale di riunione del Ministero) ha taciuto il fatto che Nassirya fosse in realtà zona di Guerra, tant'è vero che era applicato il Codice Militare Penale di Guerra.
Non era quindi un luogo dove girare un film-fction (c’era un cast di 5 attori), ma il Ministero della Difesa ha usato il nostro progetto per meglio propagandare la falsa Missione di Pace.

In verità tutti rivendicavano la partecipazione (c’è addirittura la richiesta da parte del Ministero della Marina di comparire nel film con la promessa di mettere a disposizione la Nave S. Giusto di base a Bassora), come stessero facendo il cinema a Roma.
Ho saputo solo dopo la tragedia che i militari devono firmare il Codice Militare Penale di Guerra. Stefano era un civile. Non era né un giornalista né un appartenente ad associazioni umanitarie, ma un cineasta, e NON è stato informato del pericolo. Il Ministero Difesa NON avrebbe dovuto dare l’autorizzazione a far partire né lui né gli altri 4 componenti della troupe per realizzare un film in Iraq, dove si stavano vivendo momenti tragici.

A fine ottobre 2003, con Stefano decisi che avrei lavorato nell’ufficio di produzione a Roma per la preparazione del film, mentre lui era in Iraq.
Il 12 novembre 2003, giorno della tragedia, Stefano mi telefonò alle 8 ora italiana prima che io andassi in ufficio e prima che lui uscisse dalla base militare di White Horse per sopralluoghi.
Per tutto il giorno ho tentato di chiamare Stefano a Nassirya senza esito. Nessuno durante la giornata ha comunicato con me. I vertici della Difesa e del Ministero degli Esteri hanno comunicato la morte di Stefano ad uno dei produttori, Achille De Luca. Io l’ho saputo da lui.

Da quel momento io sono stata un fantasma: non esistevo più per nessuno.
NON sono stata invitata alla Veglia funebre al Vittoriano, né ai funerali di Stato, né ad altre commemorazioni di seguito.
Non ho avuto diritto all’assistenza psicologica né a indennizzi dello Stato e nemmeno a donazioni dei privati.
Un mese dopo la tragedia, i produttori De Luca-Spano-Davanzati, per le loro relazioni con i vertici della Difesa, hanno fatto arrivare la valigia con gli effetti personali di Stefano nell’ufficio di produzione.
Affinché NON fosse aperta in mia assenza, sono stata costretta a fare una “Diffida” alla società di produzione. Non essendo io sposata, quindi non erede, l’espediente che l’avvocato ha usato è stato quello di affermare che nella valigia c’erano anche miei effetti personali dal momento che Stefano viveva con me.

Un mese prima dell’anniversario della tragedia di Nassirya, 12 nov. 2004, ho scritto ai Ministri dell’Interno e della Difesa per essere invitata alla Commemorazione, ma non ho mai ricevuto risposta.
Il giorno prima dell’anniversario ho telefonato all’Ufficio del Cerimoniale della Difesa (ero già stata in quel ufficio mesi prima ed il colonnello Ferrandu mi aveva assicurato che mi avrebbe inserita nella lista dei parenti da invitare alle cerimonie), ma il colonnello in questione (che tra l’altro aveva conosciuto Stefano perché aveva presieduto quella famosa riunione che su cito) mi ha risposto che lo stavo “stancando”.
La mattina successiva, 12 novembre 2004, sono andata da sola, NON INVITATA, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Sono entrata e sono rimasta in piedi al centro della navata. Lì sono stata raggiunta dall’Onorevole Casini (qualcuno deve avergli detto chi fossi).

L’onorevole Casini, tra l’altro anche lui “compagno di fatto”, voleva sapere perché fossi lì.
Gli ho risposto che se per una legge del loro Governo l’embrione è un essere umano, allora io ero a tutti gli effetti la moglie di Stefano Rolla, il civile che loro si apprestavano a commemorare come fosse cosa di loro proprietà. Quindi il mio posto era tra le vedove.
Ha mandato un uomo che ha preso i miei dati promettendo che avrebbe fatto qualcosa per me, in verità mi ha preso in giro perché sono stata affiancata dal servizio d’ordine che mi ha strattonata tirandomi via da quel posto e “tenuto a bada” tutto il tempo come se fossi pericolosa.
Per l’anniversario dell’anno successivo 12 novembre 2005, si è ripetuta la stessa situazione.
NON sono stata invitata in Chiesa. Ancora una volta sono andata di mia iniziativa rubando informazioni su dove si sarebbe tenuta la messa.
Solo quella mattina, mentre mi preparavo ho saputo dal telegiornale che il Presidente Ciampi avrebbe assegnato ai parenti la Croce d’onore al Vittoriano.
Nella Chiesa della Caserma Macao ho assistito alla messa tra l’indifferenza generale. Alla fine sono salita sul pullman militare insieme agli altri parenti per andare al Vittoriano. Ma una volta arrivata lì, davanti ell’entrata, una donna in divisa militare mi ha chiesto chi fossi: -Vedova Rolla- ho risposto.
–Non risulta- ha risposto. Immadiatamente mi sono sentita afferrare alle spalle da tre poliziotti in borghese che mi hanno trascinata a terra per metri come fossi una delinquente, mentre io urlavo –Vergogna, vergogna… Stefano è una vittima, non un eroe.”
In preda ad un attacco di panico sono stata piantonata per un’ora, senza nemmeno riuscire a bere dell'acqua perché in preda a violento tremore, né poter parlare con i giornalisti che i 3 poliziotti tenevano lontani (ci sono testimoni).
Dentro il Vittoriano intanto c’erano, tra gli onori dei rappresentanti delle Istituzioni, Presidenti e Generali, le fidanzate dei militari morti.
--Sono stata una compagna more-uxorio per 6 anni.
--Sono stata esclusa per non essere moglie, quando ormai questo è uno status che appartiene anche a molti dei parlamentari che decidono che io non ho diritti, mentre loro hanno il “Pacs per Parlamentari”.
--Chiedo di essere equiparata a una moglie con tutte le conseguenze giuridiche che questo comporta.”
Adele Parrillo

Mi domando con grande angoscia perché questa giovane donna debba aver subito umiliazioni così dolorose. Domani le telefono, voglio conoscerla e veder che si può fare per lei. Ho distribuito la sua lettera alle senatrici, vediamo se riusciremo, tutte insieme, a farle riconoscerle la posizione e la dignità che le spetta.

Ho conosciuto molti cattolici, ma pochi cristiani.

Commenti

Ci sono novità su Adelina Parrillo? grazie

Mi dispiace per questa signora. Le auguro che potranno e dovranno invitarla alla prossima cerimonia di commemorazione. Ritengo che chi l'ha strattonata le debba delle scuse o anche un risarcimento danni fisici e morali, qualora la signora formuli tale richiesta.Ma non penso possa ottenere altro, non può essere legalmente equiparata a una moglie con tutte le conseguenze giuridiche che il caso comporta. Quando anche saranno approvati i pacs, essendo la posizione della signora antecedente alla legge approvata ed essendo il convivente ormai morto, non potrà comunque godere di alcun beneficio derivante dalle nuove leggi. Se invece dovesse partorire un figlio di Stefano Rolla, al figlio spetterebbero tutti i diritti che spettano a un figlio naturale, ma non è specificato nella lettera se poi la fecondazione artificiale ha funzionato,o che fine hanno fatto gli embrioni.
Sono curiosa di leggere l'esito umano e legale di questa storia.

... chiede delucidazioni e notizie su questa coraggiosa donna, il cui caso sembra perlomeno emblematico, in modo da poter divulgare notizie e fare pressione - uno dei principali scopi dell'associazione è proprio la tutela e l'aiuto delle persone colpite dalla violenza di stato e di mafia, nonchè di tutelare la libertà di espressione e di informazione in tutte le sue forme.
A volte basta poco per cominciare ad essere aiutati. Un'email ?
Grazie Franca, grazie Carlotta. Attendo fiducioso.
marco.

La Repubblica 4/10/2007

Sul caso D’Auria, in questi giorni su tutti i quotidiani, non voglio fare polemica. Sono felice che si sia trovata la creativa soluzione del matrimonio “in articulo mortis” per assicurare una pensione alla compagna. Quello che mi umilia è il fatto che il nostro governo ha riconosciuto validità giuridica a una norma del codice canonico per ottenere quello che, in uno Stato di diritto basato sulla laicità, si dovrebbe ottenere attraverso una legge come quella dei Dico o simili, in vigore ormai in tutta Europa, che il governo continua a rimandare.
A me invece, compagna di fatto di Stefano Rolla ucciso a Nassirya con i carabinieri dell’Msu, non sono bastati i sei anni di convivenza, non è bastato che ci fossero state pubblicazioni di matrimonio, rimandato poi per problemi contingenti, non è bastato che fossi in cura per avere un figlio e che ci fossero (e ci sono ancora) in una clinica di Roma cinque embrioni congelato che stavano per essere impiantati, non sono bastati gli atti notori di convivenza a testimonianza della famiglia di Stefano, nelle persone dei fratelli.
Non è bastato tutto questo per fare di me una donna con un minimo di diritti, nemmeno quello di partecipare ai funerali. Perchè io non ho diritto a niente? Avrò mai risposta a queste mie domande?