XXIV PUNTATA - SESSO?

TUTTI FREGOLI

Ogni giorno leggendo i giornali, guardando la televisione, scopriamo attoniti personaggi che, come bachi industriosi, hanno effettuato una stupefacente metamorfosi.

"Incredibile! Ma quell'avvocato lo conosciamo, era nel Soccorso rosso, un'intelligenza e un cuore generosi al servizio della lotta di classe.
E quest'altro insegnava diritto all'università. Ci ha tenuto vere e proprie lezioni sui trucchi della giustizia borghese e sulle false libertà. E ora, entrambi (a pagamento, s'intende) difendono i tangentisti più famosi, da 100 miliardi di mazzette in su. Con disinvoltura inaudita hanno buttato le coccarde libertarie e hanno indossato la livrea e la parrucca del supergarantista a tutto servizio del potere. E quest'altri che si sono trasformati in azzeccagarbugli dei Craxi-telefax e banda? Oh tu guarda i giannizzeri ammazzagiudici al servizio del ministro Biondi! Ma sì, anche questi li conosciamo erano tutte "anime belle" della rivoluzione! Guardatelo quello che sta seduto, anzi accucciato di fronte alla tromba del grammofono della Fininvest, come il fox terrier della "Voce del padrone". È diventato addirittura il portavoce del governo del medesimo! "Bisogna colpire al cuore lo Stato!" gridavano. Oggi si sono accorti che questo Stato e questo potere non hanno cuore... e, a proposito di organi, accettano solo gente disposta ad offrire il cervello, l'animaccia loro, e soprattutto il loro sedere. Siamo così sconvolti da questa sarabanda di Fregoli che quando incontriamo finalmente un uomo o una donna che abbiano mantenuto integri dignità e coerenza morale corriamo ad abbracciarli come fenomenali splendidi sopravvissuti. E perché stupirsi poi? Nulla è nuovo su questa terra... ecco, tanto per gradire, la lezione che Shakespeare fa tenere a un maestro di piaggeria e trasformismo dei suoi tempi: "I nostri corpi, le nostre menti, sono giardini. Puoi piantarci l'ortica e seminarci il sedano profumato. Farci crescere verdure nobili o cardi immangiabili. Il potere e l'autorità dipendono dal nostro volere, dalla rettitudine nostra o dalla nostra bassa scaltrezza. Quindi chi sta con le radici dell'onore piantate nella terra della dignità difficilmente agguanta vantaggi. Bisogna essere mobili e spregiudicati. Nella danza del privilegio, mimare passi e atteggiamenti più diversi e convenienti. Togliere e calzare maschere, variare linguaggio, cadenza e pensiero. È immorale tutto questo? Sì, hai ragione. Ma rimanere affrancati al carro, costretti a spingere e tirare da forsennati, non è forse più immorale per la tua schiena e per i tuoi garretti? Esse membra non applaudiranno di certo la tua buona coscienza né la tua rettitudine. Lecca tranquillo le mani di chi muove la barre del timone. Sbavagli di leccamenti gli stivali. Non temere, non ti graffierai la lingua. La lingua è un agile muscolo che ben s'adatta a forgiare parole d'adulazione e a produrre vischiosa saliva per farle meglio scivolare!".