[STAMPA] Al teatro Quirinetta di Roma è stato presentato il Centro Nazionale Drammaturgia Italiana

 


teatro cuirinettaOggi al teatro Quirinetta di Roma – che ha gentilmente ospitato la conferenza stampa di apertura – è stato presentato il nuovo Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea, che aspira a diventare una rete federale nazionale, nata per occupare un vuoto istituzionale aperto dalla chiusura dell’Idi nel 1998.
Gli scrittori presenti hanno salutato il pubblico che affollava la sala schierandosi uniti sotto il palco: un gesto collettivo voluto per sottolineare il carattere orizzontale, democratico e aperto della struttura nascente.
Maria Letizia Compatangelo, presidente pro tempore, e Angelo Longoni, coordinatore, hanno illustrato le linee guida del Centro, definite in un documento condiviso e firmato da più’ di 120 autori. Tra le adesioni ricordiamo Dario Fo e Franca Rame, Ugo Chiti, Franca Valeri, Manlio Santanelli, Luca De Bei, Raffaella Battaglini e tantissimi altri, provenienti da tutte le regioni d’Italia. Renato Sarti, rappresentante degli autori milanesi insieme a Angela Calicchio di OUTIS, ha annunciato che il gruppo parteciperà all’incontro sul teatro, previsto il 19 gennaio a Milano con l’assessore alla Cultura Stefano Boeri. Il Centro ha già instaurato una proficua collaborazione con AGIS Lazio, confermata dall’intervento del presidente Pietro Longhi, e ha avviato un dialogo costruttivo con l’assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma, Dino Gasperini,  che ha annunciato in conferenza l’avvio di un progettodestinato a creare una rete di spazi nei quali organizzare interventi, manifestazioni, azioni teatrali e attività di formazione intitolato “Case del Teatro e della Drammaturgia”.
Tra gli ospiti istituzionali presenti: il consigliere regionale Giulia Rodano, il Sen. Vincenzo Vita del PD e la responsabile nazionale cultura di PRC.
 
La scrittura teatrale – recita l’inizio del documento degli autori – è una professione altamente specializzata e, in quanto tale, richiede una formazione che si potrebbe a giusto titolo definire permanente.

È un mestiere che esige un lungo tirocinio in palcoscenico, che parte dall’artigianato per attingere all’arte, che si nutre di esperienza ed intuizione, d’ispirazione e pratica.

Per queste ragioni deve essere una professione rispettata perché è il motore primo di ogni accadimento teatrale e deve poter offrire a chi la “esercita” la possibilità di vivere del proprio lavoro.

In Italia occorre invertire una tendenza malata che sta museificando il nostro teatro e che fa perdere  ogni aggancio con la realtà che si vive, con la contemporaneità  e con la nostra identità nazionale.

Il testo completo, insieme alle indicazioni per l’iscrizione, sono pubblicati sul sito www.centrodrammaturgia.it

fonte: civitasnews.it

 

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