Franca Rame e Dario Fo al Bagno Renata di Cesenatico (www.bagnorenata.it)

5 settembre 2010
PRIMA PUNTATA

Da l'archivio dell'Azienda di soggiorno e turismo di Cesenatico: “… A Cesenatico è l'Azienda di soggiorno, sotto la direzione di Primo Grassi, che intuisce in anticipo le dinamiche della moderna società della comunicazione, e avvia una costante attività di promozione giocata in gran parte attirando a Cesenatico personaggi dello spettacolo e dello sport resi famosi dai rotocalchi popolari e dalle prime trasmissioni televisive di successo. La rassegna stampa e le fotografie conservate nell'archivio dell'Azienda mostrano così, tra gli altri, Walter Chiari e le sue fidanzate, Dario Fo e Franca Rame insieme ad altri comici vecchi e nuovi.”
Ecco come siamo capitati a Cesenatico, su invito del presidente dell’Azienda di soggiorno Primo Grassi che ci ha “rubati” a Milano Marittima dove eravamo soliti passare l’estate, era il 1958.
Dario ci veniva da bimbo con la colonia dei Ferrovieri (suo padre era Capostazione a Luino). Siamo molto affezionati a questo paesotto che negli anni si è trasformato in una davvero bella cittadina. All’inizio si andava al Grand Hotel. Un albergo dove si stava bene ma che a quel tempo non era certo da 4 stelle come ora. Ricordo che la pensione completa era di 5.000 lire, i bimbi di 3, 4 anni non pagavano nulla. Arrivavamo con armi e bagagli, come si dice e un sacco di amici… quasi tutto il primo piano era occupato da noi. Jacopo aveva 3 anni, poi c’era mia sorella Pia con la figliolina Gaia, 3 anni pure lei, Sandra Mondaini, Ettore Conti, Silvia Monelli e il marito Cicci Medugno e altri amici.

 

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Quanto si godeva il mare a quei tempi.
Si era in spiaggia la mattina presto… una meraviglia. Me ne stavo sdraiata sotto l’ombrellone senza perdere d’occhio i bimbi in riva al mare a far castelli, fortini con la sabbia.
Si divertivano un sacco. Ma dopo un po’, Gaia che come arrivava in spiaggia si infilava cuffia di gomma e il salvagente, mi chiamava a gran voce: “Ziaaaaa… facciamo il bagno?” “No… è troppo presto… avete fatto colazione da poco..”. 10 minuti dopo: “Ziaaaaa… facciamo il bagno?” “No… è troppo presto…” e via di ‘sto passo sino alle 11.30: scatta l’ora fatale e con i bimbi per mano di corsa in acqua. E ridere… e saltare… e tuffarci. Ho molta nostalgia di quegli anni. Era un mondo “umano”… tra le persone c’era socialità. Si parlava, si ascoltava. Ci si voleva bene. Ora c’è troppo rumore e grande indifferenza.
Poi abbiamo acquistato a Sala di Cesenatico una casa contadina che abbiamo restaurato.
Ci veniamo da giugno a settembre… praticamente ci trasferiamo qui con i nostri assistenti e proseguiamo il lavoro che abbiamo interrotto… il giorno prima di partire.
Com’è la nostra giornata… al mare?
Dunque… Mi sveglio verso le 6. Primo movimento: prendo la radio, e a volume bassissimo mi sento il GR sulla prima rete. Apre quasi sempre dedicando a Berlusconi i primi 5 minuti… poi di corsa violenze, incidenti, rapine e via di ‘sto passo. Una festa. Giracchio un po’… Radio Maria… Radio Padania… finalmente alle 7,15 sono su Rai 3: rassegna stampa. Passo 95 minuti bellissimi. È una trasmissione straordinaria.
Il mio “esposso” si alza verso le 7, possono essere anche le 6,40. “Dario… perché ti alzi… è presto…” “Non ho più sonno…. e poi devo lavorare… Che notizie ci sono?” Riferisco. Commentiamo. Si ride… ma troppo spesso… ci tocca piangere. In questo periodo non sono in forma. Il 26 maggio, eravamo da Jacopo e sono scivolata malamente su una stradina proprio davanti a casa nostra: gran dolore alla caviglia sinistra. Sembrava niente… invece non mi scorderò facilmente di questa brutta estate. Jacopo mi accompagna all’Ospedale di Città di Castello, medici gentili ci sollecitano ad andare all’ospedale di Umbertide più attrezzato per il mio problema. Diagnosi: “lussazione caviglia sinistra”. Vengo ingessata. Per un mese non riesco ad appoggiare il piede a terra. L’ingessatura non me lo permette. Sto quasi sempre a letto, dolorante, e quando mi muovo devo usare la carrozzina che Jacopo ha affittato. La mia famiglia mi è molto vicina. Non c’è giorno che mio figlio non venga a trovarmi: “Come va mamma?” e via che si distende sul letto accanto a me… mi prende la mano e parliamo, parliamo, parliamo. Mi fan visita anche Eleonora, la compagna di Jacopo e la tenera e bella Jaele, loro figlia. Bei momenti in questi brutti giorni. Dario la notte, appena mi giro nel letto: “Ti serve qualcosa?” è preoccupato per me e molto amorevole. Tutto il personale di Alcatraz mi dimostra grande affetto. Dalla cucina le cuoche (straordinarie) Angela e Beatrice e Barbara mi mandano pranzetti fantastici. Giuliana e Claudia le efficientissime responsabili amministrative di Alcatraz si fanno in cento per risolvere qualsiasi problema che ci riguardi. Tata, la dolcissima filippina nostra collaboratrice mi è sempre accanto con grande premura. Troppa. Non se ne andrebbe mai a dormire. Mi commuove: “è sempre nel mio cuore” mi dice… e ci abbracciamo. Sono veramente fortunata con tanto amore intorno. Grazie. A gesso tolto sto pure peggio. Lascio Alcatraz e con Dario veniamo nella nostra casa a Cesenatico. Visto che il problema piede non si risolve, decido di andare a fare un’altra radiografia all’Ospedale Buffalini di Cesena (reparto ortopedia assai rinomato causa i numerosissimi incidenti… da ‘ste parti non so perché van tutti a velocità supersonica).
Presento al Dott. Demitri la documentazione in mio possesso. Radiografia. Diagnosi: non lussazione ma frattura. Un ossicino così piccolo, mi ha dato tante grane? Maledizione!
Altro gesso. Facendola corta: son scivolata il 26 maggio, oggi siamo al 5 settembre… non ci posso credere: 103 giorni. Nell’ultima visita altra radiografia di controllo: MORBO DI SUDAK! (ossa del piede infiammate) Mi mancava solo questo! Mi sono stati dati altri 60 giorni. Che jella!
Continua…

SECONDA PUNTATA - 6 settembre
Ordine del medico: camminare-camminare-camminare. E’ una parola. Mi sforzo, ma mi è faticoso. Scendo in giardino, mi faccio un giretto appoggiata a Dario o a Tata o a chi è libero dei nostri collaboratori Roberto e Titti. Mi stendo su di un lettino al bordo della piscina, chiudo gli occhi e mi tiro su, ripassandomi bei momenti della mia vita… pure comici.

Mare 1960.

Dario sta facendo il bagno con Silvia Monelli, la mia più cara amica di quegli anni (peccato esserci perse).
Io sto a qualche metro dalla riva con i piedi nell’acqua… Jacopino (5 anni) per mano e li guardo. Per uno strano effetto ottico, mi par di vedere che i due sovrapposti. “Oddio che fanno?” Svengo. Sì, proprio così. Perdo i sensi e cado a peso morto nel mare. “La mamma annega… la mamma annega…” grida Jacopo. Gente gli viene in aiuto. Mi tirano fuori. Salva!
Ah, ah, ah… sto ridendo.
State pensando che sono molto gelosa? Sì. Proprio così. MOLTO GELOSA.

D’estate alla nostra tribù si unisce Enrica (Chicca) figlia di mio fratello Enrico.
Veniva con suo padre a passare le vacanze con noi. Una festa. Facciamo di tutto… la sera si fa la passeggiata gustandoci un bel cono gelato, oppure si va al cinema all’aperto, mangiando bruscolini… Venerdì: mercato. Faccio fatica a calmare l’entusiasmo dei tre assatanati. Vorrebbero comprare tutto. “No, non spendo soldi in cose inutile. Usate i vostri. Avete la vostra paghetta settimanale.” Si zittiscono. Non comprano nulla. Non mi piacerebbero ‘avari’… è che cerco da sempre di far capire loro il valore del denaro e la fatica che si fa a guadagnarlo: “Fate attenzione… non buttatelo dalla finestra!” Poi mi commuovo e compro un gioco o altro che serva a tutti e tre. Forse sono un po’ noiosa… ma mi vogliono un gran bene lo stesso. Quando si avvicina il giorno del mio compleanno, Dario compreso, se ne vanno intorno pensierosi a cercare il regalo. Da mio marito mi aspetto di tutto…
I doni negli anni 70 per i compleanni? Un paio di pantofole che nemmeno la sua bisnonna avrebbe indossato… (mi vedo l’espressione furbastra del venditore che mentre prepara il pacco regalo, pensa: “finalmente le ho sbolognate via ‘ste panofolacce:”), un astuccio in finta pelle con tutti il necessario per farsi la manicure… 12 cucchiaini 12 acquistati alla fiera di Sinigalia… una tuta da sci…. taglia 60.
Mi fa una gran tenerezza! Jacopo per non so quanti anni, arrivava con una scatoletta contente una intera famiglia di animali in vetro di Murano: elefantini, oche, pesci, cani, cavalli, che si possono ammirare in un tavolino vetrina, in camera mia.
Sono regali molto preziosi per il mio cuore.
Da quando ho compiuto i 70 anni Dario, sul piano ‘regali’ ha fatto un gran salto di qualità: ritratti. Miei ritratti bellissimi, disegnati a memoria.
In quell’occasione Jacopo, complici Marina De Juli e Marisa Pizza hanno organizzato una festa magnifica a Sala a mia totale insaputa.
Arriva il 18 luglio 1999. Sto dormendo beata… sento una vocina che mi chiama: “nonna… nonna…” mi sveglio e corro alla scala… si sta arrampicando sui gradinai Jaele, la figlia di Jacopo della bellissima Eleonora. Lancio un urlo: “Siete pazzi… lasciare la bimba incostudita che si arrampica sulla scala…” La prendo in braccio e in camicia da notte come mi trovavo, scendo e mi dirigo in veranda pronta alla rissa. Mi blocco. Davanti a me ci sono 4 musicisti, pantaloni neri e camicia bianca, che accompagnandosi con il violino cantano ‘Il cielo in una stanza’.
Nel giro di un minuto si materializzano tutte le mie amiche e amici arrivati da mezza Italia.
Non dico una parola. Faccio dietrofront e schizzo in camera a rendermi presentabile.
Ridiscendo e scopro che la veranda è piena di fotografie di noi (Dario ed io) abbracciati, manifesti di nostri spettacoli… enormi fiori in carta velina colorata, incollati al muro… cesti di fiori ovunque. Ma quando avevano adornato la veranda? Chi? Scopro che quelle due pazze di Marina e Marisa erano rimaste nascoste per tutto il giorno arrivate a casa nostra, e quando finalmente sono andata a letto, via a lavorare sino a notte fonda. Sempre con Jaele tra le braccia, mi guardo intorno, saluto e abbraccio Jacopo che mi stringe felice, gli invitati… mi sento un po’ frastornata… non mi aspettavo nulla per i miei 70 anni. Dalla strada arrivano suoni di tamburi, e piatti, trombe, trombette. Ma che succede ancora? Entra in giardino uno stuolo di clown: Fabrizio Di Giovanni e tutta la sua compagnia.
Ai bordi della piscina vengo incoronata regina dei clown!
Insomma gran festa tutta per me.
continua...

TERZA PUNTATA - 7 settembre
Il bagno Renata.
In questo periodo sto terminando di preparare un testo per Einaudi di prossima pubblicazione: Hellequin – Harlekin - Arlekin – Arlecchino di Dario, scritto e andato in scena nell’86. Sto ore e ore, al mattino al computer. Fare l’editing di un testo teatrale è molto impegnativo. Pranzo, e poi via: al mare. Come dicevo veniamo a Cesenatico da anni e anni. I primi tempi, al mare, si andava al Bagno Maria, gestito da Anna e Oscar, cari amici della nostra famiglia. Oscar poi aveva con la sua impresa edile, ristrutturato magnificamente la nostra casa a Sala.

Poi a un certo punto si sono ritirati… è spiaciuto a tutti i bagnanti. Al loro posto è arrivata una “strana coppia” lei bellissima lui non ricordo. Dopo pochissimo tempo se ne sono andati. Ed ecco, se non mi sbaglio arrivare Renata e Gianni con il loro figlio Marco. Agli inizi della loro gestione Marco non si vedeva tanto… era un ragazzo e passava il tempo altrove. Renata: come descrivervela? Alta… un gran portamento, il bel viso sempre sorridente, sempre pronta a farti piaceri, gentilezze e non perché sei tu, o perché gestisce il bagno, proprio perché è una persona generosa e socievole. Gianni: presente sempre, spesso o alla cassa, o far caffè, o seduto nella grande veranda davanti al bar controllare che tutto funzioni. Quante belle chiacchierate sulla situazione politica. Siamo in sintonia.
Marco: non dimostra i suoi 42 anni, alto, i capelli bruni mossi gli danno un’aria biricchina. Si può senz’altro definire un bel ragazzo, attento a tutto, laborioso, gentile… molto preso dal suo lavoro… dovrebbe sorridere un po’ di più. Paola, sua moglie ogni tanto arriva a dare una mano con Camilla e Nicola i loro bimbi teneri e vispi. Quando posteggio la macchina per andare in spiaggia, e vedo la scritta in grande “BAGNO RENATA” è come se stessi andando a casa mia. Entro al bar, saluto tutti, chiedo un caffè e mi esce un lungo sospiro: oooh mi sto rilassando…
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Cerco le mie amiche. Chi c’è? Eccola là Tiziana con Sandra e Suelì le sue figlie… e poi Tonina e Gianni, sempre preseni… “Ciao ciao, come va?..” quattro chiacchiere… Le giocatrici di burraco con cui passo i pomeriggi, non sono ancora arrivate. Mancano 20 minuti. Faccio 4 passi 4, verso il mare… mi stendo sotto al primo ombrellone accanto al bar. Il mio è il numero 35, ma non ci sono mai arrivata quest’anno. Non posso azzardarmi ad andarci da sola. Maledetto piede. 14.45: Ecco Luisa che arriva in bicicletta… poi Rosanna, pure lei in bicicletta… Daveria arriva ultima… perché fa un sonnellino e dorme, dorme, dorme… in bicicletta. OK, ci siamo. “Chi ha le carte?” Luisa le estrae dalla sua borsona... o Daveria… o Rosanna… armate… volevo dire attrezzate sino ai denti. Via che si parte: evviva. Giochiamo sino verso le 19. Alle 18 Luisa comincia il suo rosario: “Finiamo… devo andare a casa a fare il minestrone…”
Ecco che spunta Dario con Titti e Tata (si chiaman proprio così). Baci-baci. Dario fa una passeggiatina a riva. Una volta veniva alla spiaggia con la famiglia… ora il mare lo vede da lontano. Sono anni e anni che lavora e basta. Se qualcuno entrasse nel suo studio e dicesse: “Maestro, alle ore 17 ci sono le esequie della sua signora…” risponderebbe: “Spostatele alle 19… che devo finire questo capitolo…” Quanto si arrabbia quando racconto ciò, ridendo! “Non è vero!!!” urla.
Noi stiamo finendo l’ultima mano. Facciamo i conti. “Quanto ho perso?” chiedo, “No, hai vinto!” “Quanto?” “2 euro!”
Magnifico. Mi comprerò un fuoribordo.
Si va a cena, a volte, al Gambero Rosso dal nostro caro amico Enrico. Ci porta piatti prelibati… una cucina eccezionale. Che cuoco fantastico ci deve essere in cucina!
Si torna a casa. Dario: televisione.
Io: computer.
Google.it.
Berraco3d.com.
CLICCO:
Altro sospiro di rilassamento.
Si parte. Che giocate: Guardolaluna (tremenda, gioca furiosamente:vuol sempre vincere e ce la fa pure…), Allys Fantasy, Mirellina, Miss, Pink14 (fantastico) Giugiu, Pollon (staff. Giochiamo, ma insieme perdiamo sempre) Francesco63, sexibon42, Nonnananni, Lionfisch e tanti altri.
Quando ho soddisfatto la mia crisi di astinenza (capita a volte che per giorni non possa giocare) vado a letto.
Ciao a tutti e buonanotte!
Giornata finita.

Ecco i commenti alla prima e

Ecco i commenti alla prima e seconda parte di questo scritto copiaincollati dal blog Franca Rame su Il Fatto :
 
 renso rensi scrive:

11 settembre 2010 alle 15:48
·· che sfiga!! È l’età non aiuta… ma neanche le notizie alla radio  renzo renzi Replica Segnala abuso Segnala abuso  

 

· MI CONSIDERANO PAZZO! scrive:
11 settembre 2010 alle 16:27
cara franca
posso fare una brutta battuta?
ALCATRAZ VAL BENE UNA FRATTURA!
i miei migliori auguri per una perfetta guarigione!
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· elios scrive:
11 settembre 2010 alle 16:39
Apprezzo Dario Fo e Franca Rame sia come attori che come persone impegnate politicamente.
Tuttavia mi sfugge il motivo di un articolo basato su taluni aspetti privati, di tipo balneare, dei due artisti. Ovvero minuterie di vita di non so quale interesse…, peraltro la prima puntata che immagino ne seguiranno altre.
Tutto ciò che senso ha?
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·  Najmangal scrive:
12 settembre 2010 alle 01:05
Non so, per esempio io ho trovato l’articolo interessante e sono stata preoccupata tutto il tempo per le sorti di Franca.
Nei blog ognuno dice quello che gli pare (esistono apposta) e non è detto che riscuota lettori.
Oltretutto testimonianze di così grandi artisti talvolta diventano, solo per quello, opere d’arte.
Ora che lo sai puoi smettere di leggere e tornare a guardare la De Filippi.
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  elios scrive:

12 settembre 2010 alle 09:57
La mia osservazione, peraltro garbata, voleva sottolineare la banalità di un resoconto (a puntate) di un quotidiano del tutto ordinario.
Chi evoca la De Filippi evidentemente sa di chi e di cosa parla, io non l’ho mai seguita, non ne so niente.
Attenzione a sparare a casaccio tanto per suscitare una polemica davvero risibile.
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   Najmangal scrive:
12 settembre 2010 alle 21:02

La mia replica, garbata o no, era per sottolineare che a te sarà sembrato un post ordinario, a me no e, a giudicare dai commenti precedenti e successivi al mio, pure ad altri.
La polemica, garbata o no, l’hai cominciata tu, quindi ridi pure.
A prescindere dai contenuti, lo stile di Franca (che poi sarà di qualche collaboratrice o qualche collaboratore, non so) è talmente scorrevole che è già una lezione.
Sapere in quale ortopedia andare è un’informazione che può rivelarsi di vitale importanza.
Conoscere che esiste la De Filippi e qual’è il suo stile è sempre cultura, non saperlo è sempre una forma d’ignoranza.
Era un semplice invito a cercarti gli argomenti che ti possono interessare maggiormente, senza per questo privare tutti gli altri del piacere della lettura di qualunque cosa Franca voglia dire, impegnato oppure no.
Garbati saluti!
 
 

· Marco scrive:
11 settembre 2010 alle 18:41
Gentile signora Franca Rame,
anche da parte mia i migliori auguri di buona guarigione, dopo i vari stadi di “recupero” da lei descritti con simpatica ironia.
Con piacere si può leggere il suo resoconto e le sue gradevoli cartoline. Grazie per mantenere vivo il suo blog.
Marco
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· francesca scrive:
11 settembre 2010 alle 23:06
I miei migliori auguri di pronta guarigione, Franca. Sentirla raccontare questa storia è stato come parlare con una persona di famiglia. Avrei fatto carte false per averla come zia. Con stima
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· Najmangal scrive:
12 settembre 2010 alle 01:13
Carissima Franca,
sono dispiaciuta di apprendere le traversie di questa estate. Formulo i migliori auguri di totale guarigione. Un grande abbraccio (per lo meno come quello della collaboratrice filippina).
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· Spike scrive:
12 settembre 2010 alle 08:10
Cara signora Franca,
io invece sono contenta di leggere sue notizie. Spero che guarisca presto e perfettamente… Tantissimi auguri di cuore!
A proposito dell’affetto… Lei ha dato tanto e quindi riceve tanto. E’ solo giusto… Un abbraccio.
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· lina scrive:
12 settembre 2010 alle 10:19
mi spiace per il tuo dolore, ma questo ha permesso a te di scrivere, e di farci partecipi della tua storia, molto coinvolgente. grazie!!
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· Mila scrive:
12 settembre 2010 alle 13:11
Dopo tanto discute e scrivere di politica, fa piacere leggere questo post.
E’ come una lettera (che ormai non si usa più..)inviata ad un’amica, con i problemi grandi e piccoli di tutti i giorni. Con la familiarità e la sincerità di una persona semplice e nello stesso tempo, “grande”.
Franca carissima,
ti auguro una sollecita guarigione confortata dall’affetto dei tuoi cari, e di una tua semplice ammiratrice.
Spero di leggerti presto.
Mila
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· alberto.b.76 scrive:
12 settembre 2010 alle 13:47
Dai Franca su che resisti, passerà!
Un abbraccio con affetto
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· matilde scrive:
12 settembre 2010 alle 20:27
gentile Signora, mi spiace molto sapere dei Suoi problemi di salute, Lei è circondata da tante persone che l’assistono con affetto, questo la rende certamente assai più ” fortunata” di tanti che sono soli nelle sofferenze e spesso senza speranza…
Le auguro una pronta guarigione, perchè Lei possa tornare ad essere la ” grande ” compagna di quel ” grande” uomo che è Dario
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· R.S. scrive:
13 settembre 2010 alle 00:44
5.000 Lire pensione completa a Cesenatico al Grand Hotel nel 1958???
Ah beh ma niente, cosa vuoi che fosse?!!!!
Poi i pargoletti – che teneri ! – pagavano nulla!
E che meraviglia i 95 minuti su Radio 3! Che bellissimo programma! Forse lo ascolta solo ogni tanto Franca Rame, perchè dipende molto dal giornalista che c’è. Non è sempre tutta sta meraviglia, ultimamente c’era un giornalista che scatarrava peggio del mitico Bordin di Radio Radicale.
Ma quanto snobismo e stupido conformismo signora Rame!
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· Villanova62 scrive:
13 settembre 2010 alle 01:47
E’ capitato pure alla mia compagna dover ingessare contemporaneamente un piede per una frattura alla tibia (dx) e un’altro (sx) per una forte distorsione. Quasi 2 mesi in carrozzina e 1 di rabilitazione …Come la capisco oltretutto perdendo dei soldi perchè con il gesso non poteva lavorare in teatro (soprano) Comunque è vero una volta quando si andava al mare ci si divertiva un sacco, mia madre preparava le lasagne e mio padre organizzava (quando arrivati) l’ombrellone, con tavolinetto, sedie e gonfiatura materassino e salvagente (tutto dentro la mitica Fiat 500). Oggi è praticamente impossibile, la spiaggia si è rimpicciolita (mareggiate) e dopo una certa ora il comune ha deciso di chiuderla perchè la gente è troppa (una sorta di numero chiuso attivando però un autobus navetta). In bocca al lupo per la caviglia !
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· master scrive:
13 settembre 2010 alle 10:10
Gentile signora Franca Rame.Sono molto dispiaciuto per l’infortunio che le è capitato e spero che guarisca presto.Mi ha fatto molto piacere leggere questo post.Ho sempre voluto un gran bene a lei e al signor Dario.
Un abbraccio
Enzo
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· Mauro scrive:
13 settembre 2010 alle 10:33
Cara Franca (perdonami la confidenza del Tu) leggendo la tua cartolina da Cesenatico ho ripensato alle mie vacanze appena trascorse al mare. Devo essere stato fortunato, perchè ho passato due settimane splendide assieme a mia moglie Patrizia e coi i miei due piccoli “nanetti”, uno di 3 anni (Davide) e l’altro 18 mesi (Marco). Due settimane molto simili a quelle che tu ci racconti nel tuo post; la gioia nella spensieratezza dei propri figli, il piacere della convivenza “umana”, la serenità in famiglia. Piano piano poi il mio ricordo delle vacanze recenti si è tramutato nel ricordo delle mie vacanze da bambino. Stessa spiaggia, stessi giochi, stessi suoni …”mamma !!!! posso fare il bagno???….”NO !Aspetta ancore 10 minuti…”, stessa gioia.
Grazie ancora per la tua cartolina da Cesenatico, e tantissimi auguroni per una guarigione accellerata della tua caviglia.
Un saluto a Dario.
Ciao
Mauro
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· daniela76 scrive:
13 settembre 2010 alle 14:55
In bocca al lupo per la caviglia!!! Ci si vede ad Alcatraz (tutti interi però)

Bel racconto. In effetti

Bel racconto. In effetti Cesenatico è un posto umile, ma godereccio. Semplice e con gente che ha molta voglia di vivere. Al Bagno Renata ho mangiato buon pesce e cozze fantastiche. Spero che la storia del tuo piede abbia una fine un giorno. Anche se il percorso ad Alcatraz dove ti sei acciaccata è effettivamente pericoloso, soprattutto se fatto con ciabatte estive. Infine un invito: continua a scrivere, sei rilassante, divertente e i quadri dei decenni passati soprattutto i 50 e 60, sono di una nostalgia struggente. Un abbraccio, Fabio
 
Movimento RadicalSocialista

Bellissimo questo

Bellissimo questo racconto,speravo di trovarne un altro pezzo quando ho acceso il pc...grazie per aver soddisfatto le mie aspettative ;)! Adoro "leggerti" nell'attesa di incontrarti di persona,magari ad Alcatraz....magari anche abbastanza presto,considerando la data fissata da Jacopo per l'incontro sul libro dei Seminole (eh si...sono una di quelle persone interessate al progetto ed,essendo appassionata traduttrice,mi "fiondo" se abbiam delle notizie da tradurre dall'inglese).Essendo il tuo blog,suppongo tu lo legga,quindi ne approfitto per mandarti un abbraccio e tanti baci. ;)
Daniela B.