Rendiconto vita V

Quinta puntata

Giovedì 4 maggio
Ore 10.30 Aula: elezione di 4
Vice-presidenti, tre questori e otto segretari.

Nel pomeriggio parto per Milano, riposo sino a lunedì.
Roma-Milano-Milano-Roma- Mi piace tornare a casa, ma non penso che potrò andare avanti e indietro per molto. Mi sto stancando un sacco. Che comincino a pesarmi i miei futuri 77 anni? Vorrei aver lavorato di meno.

Lunedì 8 maggio
Ore 16.00 seduta comune (Camera e Senato): votazione del Presidente della Repubblica. Ore e ore ma niente di fatto… siamo ancora senza Presidente.

È tornata Marina Belloni. Mi è di grande aiuto, abita con me… che bellezza, non mi sento più sola.

Tra i tanti a cui sono completamente indifferente ecco un Senatore che mi mostra simpatia: Sergio Zavoli, che conoscevo da ragazza. Avevo 21 anni, lui qualcuno di più. Mi aveva contattato per farmi un’intervista per “la Settimana Incom, accompagnato dal fotografo. Era la prima intervista importante della mia vita. Emozionaaaataaaa. La settimana dopo aspettavo con ansia l’uscita della rivista. Arrivo all’edicola e chiedo il giornale. “E' cieca?” mi fa l’edicolante – non vede che tutta l’edicola è coperta dalla sua fotografia?” Faccio un passo indietro… mi si ferma il cuore: ci sono proprio io, in copertina… senza fiato passo lo sguardo su tutte quelle “settimana incom” una accanto all’altra! La prima copertina della mia vita.

Ogni tanto l'amico senatore arriva con dei cioccolatini che compera alla bouvette ,me li mette sul computer e mi sorride. Si parla… si commenta, ci si annoia anche.
Da morire.
“Ma quanto lavori! Che stai facendo?” “Preparo i testi delle commedie che verranno allegate al dvd della Fabbri”.
È interessato. Almeno... mi sembra.
Mi fa tornare alla mente quando ero ragazza ed ero venuta a Roma in cerca di fortuna. Stavo in una camera ammobiliata, mia madre mi mandava i denari per la pigione e il vitto. Ero stata scelta tra non so quante ragazze per pubblicizzare la canapa (ci sono foto di questo mio passaggio di vita sul mio sito: avvolta in metri e metri di canapa). Umile ma dignitoso come lavoro, mi pagavano pure un sacco… ma pensa te!
Dovevo fare comunque molta economia per non gravare sulla mia famiglia. Erano gli anni d’oro di via Veneto. Quando non lavoravo ci andavo verso le 11 di mattina, mi trovavo in mezzo a facce celebri. Ero molto eccitata, contenta, emozionata. Conoscevo un sacco di gente. Capitava che qualcuno mi invitasse a prendere un aperitivo. “Grazie, ma sono astemia… se proprio insisti, va bene un cappuccino… un dolcino…” così avevo risolto il problema del pranzo.
Ricordo un giorno l’arrivo di Alain Delon giovanissimo, bellissimo, su una macchinissima americana accompagnato da un attempato produttore. Tutte le femmine presenti se lo mangiavano con gli occhi. Proprio bello, elegante, chic. Non era ancora noto. Lo divenne in brevissimo tempo.
Parlo di lui, perché aveva avuto un breve, ma come si dice, travolgente amore con una mia amica, Anna X Era un’attrice del Piccolo Teatro di Milano, bella e spiritosa, che si trovava a Roma perché impegnata in una rivista estiva al Sistina. Anna riuscì con magie che solo noi donne conosciamo, a carpirlo all'anziano produttore, se lo portò a casa… Si amarono senza tregua per l’intero fine settimana, ma quando lei usciva per andare alle prove, lo chiudeva in casa, sì, a chiave. Tornava per pranzo, ma dal momento che la compagnia non la pagava nutriva il bellissimo, con burro francese e acciughe che la mamma le inviava. Non saprò mai perché la genitrice le inviasse acciughe invece di spaghetti. Un amore moooolto intenso che si bruciò in pochissimi giorni per mancanza di “alimentazione”… nel senso di filetti, maccheroni, pane vino e torte.
I baci non riempiono lo stomaco.
Un bel giorno, si fa per dire, Anna rientrando nel nido d’amore lo trovò vuoto. L’uccellino (senza doppio senso) se ne era scappato dalla gabbia calandosi dal tubo della grondaia.
La storia è vera. La mia amica Anna non ha fatto gran carriera, ma volendo potrebbe sempre scrivere una biografia piccante: “amore e acciughe: le mie notti con Alain”.
M’ha fatto un certo effetto quando l’ho visto protagonista in film anche eccellenti e magari si stava proprio calando da un tubo della grondaia. Ogni volta mi dicevo: Ciao… ti conosco a te!!
Un'altra volta, all’improvviso il brusio di via Veneto scema. Si fa silenzio. Mai più vissuto una momento così. Via Veneto zitta, ammutolita!
Che sta succedendo? Lentamente vediamo scendere da Porta Pinciana Sofia Loren (ai primi anni della sua carriera), la donna più bella e sciarmosa che abbia mai visto nella mia vita, straordinaria dalla testa ai piedi. Lei, avvolta dal nostro silenzio (stavo seduta da Rosati) camminava come non avevo visto camminare nessuno… indifferente, lontana. Un paparazzo l’ha chiamata per nome, quasi sottovoce. S’è bloccata un attimo… l’ha cercato con gli occhi, individuato, gli ha sorriso. Un evento, quel sorriso era un evento, come un’eclisse solare, un uragano… E qui è scoppiato il mondo. È partito un applauso fragoroso. Nessuno sapeva il perché… lei non aveva fatto niente per provocarlo. Tutto ciò è accaduto. Forse era la primavera che ci ha scaldato il cuore.
L’ho conosciuta anni dopo con Carlo Ponti a Parigi. Carlo Ponti frequentava la casa dei miei genitori a Magenta quando si recitava in quel (allora) paesone. Io ero piccola… tipo 12, 13 anni. Aveva molta simpatia per noi (in particolare credo, per mia sorella Pia che era uno splendore!). Ricordo che veniva a teatro e a volte anche a pranzare a casa nostra: “I tortelli della signora Emilia (la mia mamma) sono i più buoni del mondo”. Credo che la sua famiglia fosse la più ricca del paese; era un giovane alla mano, affabile e gentile, attratto da questi insoliti e un po’ stravaganti personaggi.

Ci siamo trovati per caso, una sera, al Crazy Horse, abbiamo ricordato i tempi di Magenta e della famosa “visione” in via Veneto.
Se lo ricordava benissimo Sofia Loren quel mattino: “Avevo il cuore che batteva… Mi sentivo gli occhi del mondo intero addosso… Sentivo molta emozione intorno a me… e temevo di cadere per terra da un momento all’altro”. Fantastica, no?

Commenti

Grazie per tutto quello che ci regali

Se fossi diventata Presidente della Repubblica non avresti di questi problemi. Continua così. Sei grande.

usbeck