DELIRIO - BERLUSCONI: "SE NON SEMTTE LA PERSECUZIONE GIUDIZIARIA SARA' GUERRA CIVILE"

 «Guerra civile» se non cesserà «la persecuzione giudiziaria» contro Berlusconi. Avvertimento alla magistratura «eversiva» che indaga o processa il premier per far cadere il governo. Palazzo Chigi smentiva, ieri sera, le espressioni - da far tremare i polsi - attribuite al Presidente del Consiglio da chi partecipava all’Ufficio di presidenza del Pdl.  Le indiscrezioni trapelate da Palazzo Grazioli, nel frattempo, avevano già fatto il giro di siti on line, agenzie di stampa e telegiornali. In un memorandum diffuso tra i membri del parlamentino azzurro, in effetti, il premier evidenziava la «persecuzione e l’accanimento» nei suoi confronti da parte di una magistratura accusata di «spaccare il Paese». «Si ha l'impressione di assistere a una guerra civile tra i poteri dello Stato», sottolineava il testo. Nuove tossine nel corpo di un Paese sempre più lacerato, quindi. Dopo la smentita dell’ufficio stampa della presidenza del Consiglio, sarebbe stata più utile - già ieri - quella del Capo del governo in persona. Anche per fugare i fantasmi di appelli alla piazza, risposte colpo su colpo, tentazioni di arroventare un clima politico già infuocato. «Guerra civile» non è espressione da poco. Il documento finale dell’ufficio di presidenza Pdl, d’altra parte, non andava tanto per il sottile. «Anche l'attuale legislatura - spiegava - è stata turbata dall'azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura» e la questione è giunta ormai ad intaccare la natura stessa della democrazia».

Ieri, durante la riunione del parlamentino Pdl, magistratura e Rai - le trasmissioni che «processano continuamente» il premier, in particolare - sarebbero state accomunate dall’accusa di tramare per capovolgere il responso delle urne. Alla vigilia della deposizione di Gaspare Spatuzza - che chiama in causa Berlusconi - al processo d’appello contro Dell’Utri, dalla riunione dello stato maggiore Pdl, al di là delle correzioni e delle smentite, è stato lanciato un messaggio obliquo.
Intorno al quale il premier ha chiesto compattezza alla sua maggioranza. L’avvertimento è stato esplicito, l’ennesimo "con me o contro di me" in stile berlusconiano.

Ninni Andriolo da L'Unità

LE PAROLE DEL PRESIDENTE BERLUSCONI SONO UN INNO ALLA DITTATURA

CHIESA + CRISTIANA ANTICA +CATTOLICA E +APOSTOLICA
Diocesi Cattolica Ortodossa di Monza per l'Italia

Comunicato Stampa

MILANO, 10 Dicembre 2009 - LE PAROLE DEL PRESIDENTE BERLUSCONI SONO UN INNO ALLA DITTATURA DEL PLEBISCITO
SIAMO IN PRESENZA DI UN ATTO EVERSIVO AI DANNI DELLA REPUBBLICA COSTITUZIONALE : E' GRAVE INDICARE NEL VOTO POPOLARE IL METRO DI MISURA DI TUTTO! IL POPOLO E CHI LO GOVERNA ESERCITANO LA SOVRANITA' DENTRO IL QUADRO INDEROGABILE STABILITO DALLA COSTITUZIONE! NON E' UN POTERE ILLIMITATO POICHE' ALTRIMENTI DIVENTA DITTATURA PLEBISCITARIA....
SENZA LA GARANZIA DELLE ISTITUZIONI COSTITUZIONALI SI SCIVOLA VERSO LA DITTATURA DEL PIU' FORTE, DEL PIU' RICCO E DEL PIU' FURBO....
LA CHIESA DEL VATICANO, LA CEI, I VESCOVI ITALIANI E TUTTE LE COMUNITA' CRISTIANE DOVREBBERO RENDERSI CONTO CHE STIAMO AVVIANDOCI VERSO IL 1922 QUANDO VI FU LA MARCIA SU ROMA: OGGI C'E' LA MARCIA SULLA REPUBBLICA DEMOCRATICA , DOVE IL POPOLO ESERCITA SOVRANITA' SECONDO LE NORME DETTATE DALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E NON SECONDO UNA INVESTITURA DEL PREMIERATO ASSOLUTO : ALTRO CHE RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - VI SAREBBE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SE BERLUSCONI CON TUTTO IL SUO PESO INGOMBRANTE DI SOSPETTI, PROCEDIMENTI PENALI IN CORSO E ACCUSE DI COLLUSIONI MAFIOSE, SI FACESSE DA PARTE DOPO CIRCA 15 ANNI DI
DITTATURA MASS- MEDIATICA E CONFLITTI DI INTERESSE INAUDITI E INACCETTABILI IN QUALUNQUE NAZIONE CIVILE, E ANNI DI INSOLENZE E AFFRONTI VERSO I GIUDICI E GLI ORGANI COSTITUZIONALI DELLO STATO - DOPO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO E DOPO IL CARDINALE TETTAMANZI E' LA VOLTA DELLA CORTE COSTITUZIONALE AD ESSERE INDICATA COME NEMICA DELLA DEMOCRAZIA : IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA DEL CAPO DEL GOVERNO CONTINUA....
Perchè tanti personaggi improbabili continuano a difendere l'indifendibile quando si tratta di Berlusconi?
Chi sono tutti questi cortigiani di Corte, che scattano ad ogni giusta obiezione che viene mossa al loro imperatore?
PLAUDIAMO ALLA PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA FINI CHE HA PRESO DRASTICAMENTE LE DISTANZE DALLE PAROLE EFFERATE DI BERLUSCONI.

Se Berlusconi decidesse, sua sponte, di farsi da parte allora la Riforma della Giustizia, sempre agognata e invocata, sarebbe già a buon punto: il suo peso personale e ingombrante non permette più nessuna discussione seria, pacata, condivisa, senza secondi fini, di tutta la materia del diritto e della giustizia in questo Paese.
I suoi problemi personali con la giustizia e la Magistratura inquinano tutta la discusssione sulle riforme: è inaudito che voglia piegare ogni istituzione dello Stato democratico ai suoi voleri e sfuggire ai suoi doveri di uomo politico, primo fra tutti quello di rispondere ad accuse in sede penale ed in sede giudiziaria, per atti di cui è imputato, come qualunque altro cittadino italiano.
La Chiesa Italiana, la CEI, il Vaticano stesso sempre prodighi di ammonimenti e di prediche o filippiche sul rispetto dei valori, sull'etica pubblica, non trovano niente di stonato oggi, mentre un capo del Governo arriva ad insultare persino la Corte Costituzionale?
Cosa c'è che non permette ai Vescovi di parlare?
La paura di conseguenze?
I tanti privilegi economici che Berlusconi promette alla Chiesa Cattolica romana?
Fino a che punto può spingersi questa mirata eversione ai danni dello Stato di diritto in Italia, e fino a quando il silenzio politico della Chiesa ai suoi massimi vertici?
Vorremmo capirlo...
Non capiscono i Vescovi che così facendo è la stessa Chiesa che perde ogni credibilità di magistero e di autorevolezza etica?
Hanno fatto qualche significativo iter dentro il quotidiano della gente italiana, per le strade, dove si vive, per sentire quale stima godano loro da parte della comunità civile italiana ?
Stanno vedendo come si è consegnata - populo auspicante - l'Italia in mano a personaggi che dimostrano poca o nessuna considerazione della legalità, senza il sentimento personale della vergogna, della decenza, del senso delle Istituzioni civili e democratiche, dell'obbligo morale della testimonianza diretta dei principi invece sempre proclamati in astratto, responsabili di comportamenti inauditi sotto ogni profilo sociale ed istituzionale?
Perchè tanti personaggi improbabili continuano a difendere l'indifendibile quando si tratta di Berlusconi?
Chi sono tutti questi cortigiani di Corte, che scattano ad ogni giusta obiezione che viene mossa al loro imperatore?
Con il discorso di oggi al Parlamento tedesco davanti al Partito Popolare Europeo, si è toccato il fondo.
Occorre dire alla Chiesa, e gridarlo se necessita, che un Capo di Stato ha l'obbligo di stare al di sopra di ogni sospetto, e che è venuta l'ora dell'umiltà, della conversione sincera, della metànoia e dell'esame di coscienza dinnanzi alle proprie passate azioni, e non già quello dell'orgoglio senza limiti e della tracotanza davanti a tutto e a tutti.
Tutte le Associazioni civili e democratiche del Paese devono muoversi perchè la deriva populista e dispotica di Berlusconi è arrivata all'apice, anche visibilmente oggi dal tono della sua voce e dalla mimica facciale e dalla stessa gestualità, che ricordano quelle di epica memoria fascista, e che il Premier ha platealmente esibito in Germania.
Siamo grati al Presidente della Camera Gianfranco Fini che ha preso le distanze dalle parole efferate e sconsiderate di Berlusconi.
Una speranza di ripresa delle Istituzioni di garanzia e di espressione democratica, dopo il diluvio di oggi, è forse ancora possibile.
"Apres moi le diluge!" ("dopo di me il diluvio") diceva il Sovrano assoluto Re Luigi XIV, ma Berlusconi oggi lo ha superato dopo circa 400 anni : ridicolo e grottesco insieme, follia del potere senza autorità e autorevolezza interiore.

CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

Mons. + Giovanni Climaco MAPELLI
Arcivescovo Primate

tel. 339.5280021
fax 02. 95.310741

CHIESA DEI SANTI CIRILLO E METODIO IN MILANO
Via Govone, 56
M I L A N O

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MILANO, 10 Dicembre 2009 - LE PAROLE DEL PRESIDENTE BERLUSCONI SONO UN INNO ALLA DITTATURA DEL PLEBISCITO
SIAMO IN PRESENZA DI UN ATTO EVERSIVO AI DANNI DELLA REPUBBLICA COSTITUZIONALE : E' GRAVE INDICARE NEL VOTO POPOLARE IL METRO DI MISURA DI TUTTO! IL POPOLO E CHI LO GOVERNA ESERCITANO LA SOVRANITA' DENTRO IL QUADRO INDEROGABILE STABILITO DALLA COSTITUZIONE! NON E' UN POTERE ILLIMITATO POICHE' ALTRIMENTI DIVENTA DITTATURA PLEBISCITARIA....
SENZA LA GARANZIA DELLE ISTITUZIONI COSTITUZIONALI SI SCIVOLA VERSO LA DITTATURA DEL PIU' FORTE, DEL PIU' RICCO E DEL PIU' FURBO....
LA CHIESA DEL VATICANO, LA CEI, I VESCOVI ITALIANI E TUTTE LE COMUNITA' CRISTIANE DOVREBBERO RENDERSI CONTO CHE STIAMO AVVIANDOCI VERSO IL 1922 QUANDO VI FU LA MARCIA SU ROMA: OGGI C'E' LA MARCIA SULLA REPUBBLICA DEMOCRATICA , DOVE IL POPOLO ESERCITA SOVRANITA' SECONDO LE NORME DETTATE DALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E NON SECONDO UNA INVESTITURA DEL PREMIERATO ASSOLUTO : ALTRO CHE RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - VI SAREBBE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SE BERLUSCONI CON TUTTO IL SUO PESO INGOMBRANTE DI SOSPETTI, PROCEDIMENTI PENALI IN CORSO E ACCUSE DI COLLUSIONI MAFIOSE, SI FACESSE DA PARTE DOPO CIRCA 15 ANNI DI
DITTATURA MASS- MEDIATICA E CONFLITTI DI INTERESSE INAUDITI E INACCETTABILI IN QUALUNQUE NAZIONE CIVILE, E ANNI DI INSOLENZE E AFFRONTI VERSO I GIUDICI E GLI ORGANI COSTITUZIONALI DELLO STATO - DOPO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO E DOPO IL CARDINALE TETTAMANZI E' LA VOLTA DELLA CORTE COSTITUZIONALE AD ESSERE INDICATA COME NEMICA DELLA DEMOCRAZIA : IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA DEL CAPO DEL GOVERNO CONTINUA....
Perchè tanti personaggi improbabili continuano a difendere l'indifendibile quando si tratta di Berlusconi?
Chi sono tutti questi cortigiani di Corte, che scattano ad ogni giusta obiezione che viene mossa al loro imperatore?
PLAUDIAMO ALLA PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA FINI CHE HA PRESO DRASTICAMENTE LE DISTANZE DALLE PAROLE EFFERATE DI BERLUSCONI.

Se Berlusconi decidesse, sua sponte, di farsi da parte allora la Riforma della Giustizia, sempre agognata e invocata, sarebbe già a buon punto: il suo peso personale e ingombrante non permette più nessuna discussione seria, pacata, condivisa, senza secondi fini, di tutta la materia del diritto e della giustizia in questo Paese.
I suoi problemi personali con la giustizia e la Magistratura inquinano tutta la discusssione sulle riforme: è inaudito che voglia piegare ogni istituzione dello Stato democratico ai suoi voleri e sfuggire ai suoi doveri di uomo politico, primo fra tutti quello di rispondere ad accuse in sede penale ed in sede giudiziaria, per atti di cui è imputato, come qualunque altro cittadino italiano.
La Chiesa Italiana, la CEI, il Vaticano stesso sempre prodighi di ammonimenti e di prediche o filippiche sul rispetto dei valori, sull'etica pubblica, non trovano niente di stonato oggi, mentre un capo del Governo arriva ad insultare persino la Corte Costituzionale?
Cosa c'è che non permette ai Vescovi di parlare?
La paura di conseguenze?
I tanti privilegi economici che Berlusconi promette alla Chiesa Cattolica romana?
Fino a che punto può spingersi questa mirata eversione ai danni dello Stato di diritto in Italia, e fino a quando il silenzio politico della Chiesa ai suoi massimi vertici?
Vorremmo capirlo...
Non capiscono i Vescovi che così facendo è la stessa Chiesa che perde ogni credibilità di magistero e di autorevolezza etica?
Hanno fatto qualche significativo iter dentro il quotidiano della gente italiana, per le strade, dove si vive, per sentire quale stima godano loro da parte della comunità civile italiana ?
Stanno vedendo come si è consegnata - populo auspicante - l'Italia in mano a personaggi che dimostrano poca o nessuna considerazione della legalità, senza il sentimento personale della vergogna, della decenza, del senso delle Istituzioni civili e democratiche, dell'obbligo morale della testimonianza diretta dei principi invece sempre proclamati in astratto, responsabili di comportamenti inauditi sotto ogni profilo sociale ed istituzionale?
Perchè tanti personaggi improbabili continuano a difendere l'indifendibile quando si tratta di Berlusconi?
Chi sono tutti questi cortigiani di Corte, che scattano ad ogni giusta obiezione che viene mossa al loro imperatore?
Con il discorso di oggi al Parlamento tedesco davanti al Partito Popolare Europeo, si è toccato il fondo.
Occorre dire alla Chiesa, e gridarlo se necessita, che un Capo di Stato ha l'obbligo di stare al di sopra di ogni sospetto, e che è venuta l'ora dell'umiltà, della conversione sincera, della metànoia e dell'esame di coscienza dinnanzi alle proprie passate azioni, e non già quello dell'orgoglio senza limiti e della tracotanza davanti a tutto e a tutti.
Tutte le Associazioni civili e democratiche del Paese devono muoversi perchè la deriva populista e dispotica di Berlusconi è arrivata all'apice, anche visibilmente oggi dal tono della sua voce e dalla mimica facciale e dalla stessa gestualità, che ricordano quelle di epica memoria fascista, e che il Premier ha platealmente esibito in Germania.
Siamo grati al Presidente della Camera Gianfranco Fini che ha preso le distanze dalle parole efferate e sconsiderate di Berlusconi.
Una speranza di ripresa delle Istituzioni di garanzia e di espressione democratica, dopo il diluvio di oggi, è forse ancora possibile.
"Apres moi le diluge!" ("dopo di me il diluvio") diceva il Sovrano assoluto Re Luigi XIV, ma Berlusconi oggi lo ha superato dopo circa 400 anni : ridicolo e grottesco insieme, follia del potere senza autorità e autorevolezza interiore.

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una macchia viola per mister B.

B. il colore verde-padano l’aveva portato a suo fianco, il colore rosso l’aveva demonizzato, il nero e il bianco li aveva portati dentro di sé, tranne qualche residuo biancastro dei Casini; con la sconfitta dell’arcobaleno bertinottiano tutti i colori potevano dirsi ormai nelle mani di B. E invece eccone di nuovo uno: il viola.
Che cos’è? Una macchia forse di vino caduta accidentalmente sulla tavola che si spande e che sta rovinando la preziosa tovaglia di seta? Il 5 dicembre la macchia viola si espanderà e anche se B. vanta il 48% della tovaglia (secondo i sondaggi) non sarà facile trovare uno smacchiante. I corpuscoli viola della macchia sono fondamentalmente giovani e B. è vecchio.
Si dimetterà B.? Sicuramente no.
B. ha comportamenti logici, possono essere condivisibili o non condivisibili sul piano etico ma rispondono a una logica minimale, vuole salvarsi dalle conseguenze che si potrebbero determinare con i processi a suo carico.
I comportamenti illogici sono stati quelli del vecchio mister P. che non volle mai mettere mano al conflitto d'interessi.
Quando la sfera economica influenza in modo così pregnante quella politica il disastro è prevedibile, così come lo è stato nei regimi comunisti dove la sfera politica soffocò quella economica. Le due entità debbono essere tenute distinte e debbono anche permettere che si renda autonoma una sfera culturale capace di esercitare una critica elevata su tutti i problemi.
francesco zaffuto www.lacrisi2009.com

"…Mi ascolti bene. Io ho

"…Mi ascolti bene. Io ho una missione storica da compiere cui sono stato chiamato dalla provvidenza…". Mi ricorda il solito mister B, quello dei consigli (mi posso permettere?). Ma se cerco nei libri, la frase la trovo a pagina 369 di "Hitler, il figlio della Germania", Antonio Spinosa, Mondadori ( il processo breve e la dottrina della scienza). Intanto, a vanvera, quel solito B parla di guerra civile...Il brutto di questo pezzo di storia italiana è che alla fine quello che resta è qualcosa di marcio.