Per tutti, amici e nemici, Giancarlo Abelli è il "ras del Ticino". Un politico rampante fino alla sfrontatezza. Grintoso, potentissimo. Vero padre della riforma sanitaria del governatore lombardo Roberto Formigoni. Un passato da democrististiano, prima di diventare un fedelissimo di Silvio Berlusconi, ma anche vicino a Comunione e Liberazione, pur non essendo un ciellino doc. Negli anni Ottanta, il suo padre politico, Carlo Donat Cattin, diceva di lui: «Ha la testa e le palle. E le sa usare al momento giusto». Per questo, almeno in Lombardia è stimato, riverito e temuto da direttori sanitari, primari, medici. Che anche oggi che l' ex assessore regionale alla Famiglia lavora a Roma come parlamentare e capo della segreteria politica del coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi fanno la fila per incontrarlo il lunedì e il venerdì, nell' ufficio che Formigoni gli ha riservato nella sede della Regione. Consapevoli che nella sanità in Lombardia «non si muove foglia che Abelli non voglia». Lui minimizza: «Nel mio impegno politico mi sono un po' specializzato. Per cui conosco un po' tutti nella sanità. Tutto qui». I soprannomi si sprecano. Il più noto è «il faraone», a sottolineare il suo potere. O il «pastore», per ricordare la capacità nel far rispettare la disciplina nel gruppo di Forza Italia in Lombardia.O «il comandante», nomignolo che risale al 1989 quando guidava il Policlinico di Milano. La sua irresistibile ascesa inizia nel 1974, quando a soli 34 anni diventa il più giovane presidente del policlinico San Matteo di Pavia. Lo stesso dove dieci anni dopo scoppia lo scandalo delle "polizze d' oro" e viene arrestato e poi condannato per truffa Claudio Gariboldi, fratello dell' attuale moglie di Abelli, Rosanna, arrestata ieri. Il "faraone", nel frattempo, è passato con Formigoni nel Cdu di Rocco Buttiglione. Presiede la commissione Sanità e viene anch' egli arrestato con l' accusa di peculato, ma poi assolto. È proprio in quegli anni che conosce Rosanna Gariboldi, che lavora come impiegata al San Matteo. È già sposata con Gigi Tronconi, noto cardiologo socialista. I Gariboldi sono una delle famiglie più in vista della città. Basti pensare che quando divorziano vendono la loro casa al ministro dell' Economia Giulio Tremonti. Anche Abelli è sposato e di buona famiglia. Ma viene da Broni, nell' Oltrepo pavese, dove è tornato a vivere, dopo il divorzio, con la seconda moglie. Nel 1998, in piena Tangentopoli, viene solo sfiorato dal caso Poggi Longostrevi. Non viene nemmeno rinviato a giudizio. «Assolto perché il fatto non sussiste - commenta soddisfatto - Dalle mie disavventure sono sempre uscito pulito. Potrei anzi definirmi una vittima degli errori giudiziari». L' accusa era di presunta frode fiscale. Sono gli anni dell' avvicinamento a Cl e a Forza Italia. Nel 2000 viene eletto in Lombardia e diventa assessore regionale alla Famiglia. Nel 2005 ripete il successo. A Pavia, Abelli e lady Rosanna fanno vita mondana. Vanno spesso in Costa azzurra nella loro casa di Beaulieu sur Mer. Nel 2005, lui finisce nel mirino della Lega. L' allora assessore lombardo alla Sanità del Carroccio Alessandro Cè accusa Formigoni di usare la sanità come «sistema di potere». Il governatore lo caccia, ma dopo una pace siglata ad Arcore gli restituisce le deleghe. La Padania pubblica un editoriale che accusa Abelli di aver fatto diventare un figlio primario. Lui replica: «Mi accusano solo perché conosco tutti e tutti mi conoscono. Loro, invece, vorrebbero decidere ma in realtà non sanno distinguere tra un asino, un mulo e un cavallo». Nel 2008, Berlusconi lo chiama a Roma come vicecoordinatore nazionale di Forza Italia. E dopo il congresso del Pdl diventa braccio destro del coordinatore nazionale Sandro Bondi. Per alcuni una promozione. Per altri un pensionamento anticipato. Nonè un mistero che Abelli ora stia pensando al ritorno in Lombardia. Magari proprio per guidare il Pdl. - ANDREA MONTANARI
LA MOGLIE DI MASTELLA
Due donne al telefono, la madre e la fidanzata di un imprenditore. Sono preoccupate per Almerico Fasano, temono che «se la nave affonda», non saprà salvarsi accusando «il vero cassiere», perché «Almerico è troppo affezionato a Pino D' Occhio». Quel Pino D' Occhio, insinua Lucia Cutillo, la madre di Almerico, «è uno che ha mangiato a sette bocche, che ha mezza Telese». Paola Bondo, la fidanzata, annuisce. Sono tutt' e due ai domiciliari, accusate di aver contribuito a falsificare fatture. Marzo 2008, a sentirle, c' è un clima già pesante, la Finanza sequestra documenti: politicie imprenditori vanno a consultare gli avvocati, si sa che c' è un' inchiesta aperta in Procura, ma niente cambia. Giuseppe D' Occhio, ingegnere, dirigente dell' Autorità di bacino, è assessore ai lavori pubblici. Manca un anno alla sua nuova elezione a sindaco. Carica ceduta intanto a Gennaro Capasso, uomo suo. Aveva già esaurito i due mandati. Nel 2009 D' Occhio si ripresenta con la civica "Per Telese, per il Sannio", centrodestra. Ex Ccd e Udc, solo poco tempo con l' Udeur di Clemente Mastella nominato cittadino onorario di Telese, si ritrova Capasso avversario, con "Per Voi e per Telese". Scomodo con "Altro Futuro", vicinoa Di Pietro, anche l' altro candidato: Giovanni Liverini, colonnello della Finanza, «solo una coincidenza con l' inchiesta», chiariscono gli stessi amici di D' Occhio. Amici che sono ancora tanti. «È lui il Padreterno», ripete uno dei suoi fedelissimi in un parco deserto di Telese, dove fissa un «incontro che deve rimanere segreto» per «dire la verità finalmente». La verità sua e del sindaco. D' Occhio, che aderisce al Pdl, domenica a Benevento per ascoltare Berlusconi, ha stravinto anche l' ultima elezione. Con 1800 voti contro i 1280 di Capasso e altrettanti di Liverini. «È lui che ha fatto diventare grande Telese in 25 anni, il centro di tutta la Valle, tutti gli uffici e i negozi sono qui, notte e giorno per acquisti e movida si viene solo qui». La domanda («Ma nessuno si accorgeva di questo monopolio, di queste tangenti?») incrocia una risposta arrogante nella sua fierezza. «Pino D' Occhio lo diceva sempre: devono vincere le nostre imprese sennò arrivano quelle dei Casalesi». E per riuscirvi, bisognava proprio formare un cartello di imprese? Stesso tono, brusco. «Qui anche dopo l' arresto la gente è tutta con Pino». Oggi alle 10 c' è consiglio: D' Occhio in carcere, 11 la sua maggioranza, 5 l' opposizione. Tema: proprio il piano triennale dei lavori pubblici, delega che anche da sindaco D' Occhio ha tenuto per sé. Il presidente del consiglio, Salvatore Verrillo, «Pdl come il sindaco», funzionario all' Agenzia delle Entrate, forse lo farà saltare. Nessuno vuole sciogliere il consiglio, «aspettiamo le decisioni della prefettura, se ci saranno». E nessuno discute D' Occhio, neanche ora che si diffondono particolari imbarazzanti. Non solo una Mercedes da 40mila euro. Il sindaco avrebbe riscosso molte tangenti attraverso i conti intestati alla moglie, Antonella Zoccolillo, ginecologa, aiuto primario di ostetricia a Cerreto. A suo nome una casa ai Colli Aminei. I finanzieri scoprono terreni e residenza a Positano. Altri immobili. Tutti gli acquisti risultano dal 2000 in poi. «Era sul libro paga degli imprenditori del cartello», scrivono i magistrati. Riceveva 15mila euro da Almerico Fasano, stessa cifra da Sergio Fuschini, 10mila da Quirino Vegliante. Emergono altri 70 mila in assegni per D' Occhio, altri ancora versati alla moglie da Alberto Pilla (9 mila), da Vegliante (oltre 25mila), altri girati da Pasquale Giaquinto, assessore all' anagrafe. Tutti arrestati. Tommaso Sodano, da senatore di Rifondazione, aveva presentato interrogazioni «sulla costruzione del liceo e una strana compravendita». E Sinistra e Libertà riappare, adesso. Un comunicato ricorda le reazioni dell' epoca: «Dicevano: "Figuriamoci se possiamo preoccuparci di Vendola"». Era il 2002. D' Occhio non se n' è preoccupato fino a ieri mattina. Per sette anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA - DAL NOSTRO INVIATO ANTONIO CORBO
Commenti recenti
2 days 12 hours ago
4 days 21 hours ago
4 days 21 hours ago
4 days 23 hours ago
6 days 21 hours ago
2 weeks 2 days ago
2 weeks 2 days ago
2 weeks 3 days ago
2 weeks 4 days ago
2 weeks 5 days ago