FLAVIA TOLNAY: TUTELARE LE OPERE DI DARIO E FRANCA E' UNA FATICA..

Nel suo ufficio ci sono locandine di allestimenti teatrali famosi e autografi appassionati. Flavia
Tolnay ha cominciato con l’Hollywood sul Tevere negli anni sessanta e poi ha rappresentato per
decenni gli interessi di importanti attori (Jodie Foster, Vanessa Redgrave, Michel Piccoli) e autori
americani come David Mamet e Nora Ephron, ma anche di Dario Fo e Franca Rame, insomma
una vita di lavoro nel mondo dello spettacolo. Dal 2003, ricopre il ruolo di componente
dell’Assemblea degli Associati Siae e fa parte del gruppo di lavoro per lo studio delle
problematiche del fondo di Solidarietà della Siae. E oggi dice: “Largo ai contemporanei”.

Flavia Tolnay, veniamo a Dario Fo e Franca
Rame: in che modo un grande autore e attore
pur amato e stimato, sicuramente un vanto
italiano (da qualcuno anche detestato), diventa Premio Nobel?

 

Perché siamo di fronte a una persona straordinaria
di grandissimo talento. Dario Fo è una
star di fama internazionale, è tradotto in tutte
le lingue, presentato in tutte le scuole, come
nei college e nei corsi di drammaturgia.
Morte accidentale di un anarchico sta per andare
in scena a Sidney, nel teatro diretto da
Kate Blanchett e in Israele. E sto trattando
una produzione a New York. In Italia, i numerosi
allestimenti e il numero straordinario
di repliche (dovuti ovviamente al gradimento
del pubblico), sono considerati da alcuni
critici prevenuti, più che altro il frutto
di una sua “ostinazione ideologica”. E pensare
che Morte accidentale di un anarchico è
stato rappresentato recentemente anche a
Chicago e a Dallas!
Mi occupo di loro dal 1997: tutelare i diritti
delle Opere di Dario Fo e Franca Rame comporta
una mole di lavoro enorme: solo nel
2008 abbiamo trattato circa 200 “licenze”.
Ogni mattina accendo il computer e trovo richieste
da Hong Kong, dal Messico, Giappone,
Australia…straordinario, appunto.
Recentemente è arrivata una lettera della Comedie
Francaise che ha deciso di inserire
Mistero Buffo nel loro repertorio,
che va da Moliere a Fo, appunto.
Mi sorprende sempre
l’impegno, la concentrazione, il
tempo che Dario e Franca continuano
a dedicare giornalmente,
quasi senza sosta, al loro lavoro.
Ritengo che Fo abbia vinto il Nobel
proprio perché è stato tradotto
e rappresentato in tanti
paesi (tutte le attrici del mondo
recitano i monologhi femminili
scritti da Franca Rame,
che si studiano anche all’Università
degli Aborigeni).
Francesco Giullare di Dio è uno dei testi più
mistici che mi sia dato conoscere!
Madre Pace è un monologo scritto da Franca
Rame su Cindy Sheehan, la peace mom,
quella mamma che ha perso il figlio in Iraq
e che si è accampata davanti al ranch del Presidente
Bush nella vana attesa di essere ricevuta.
Franca Rame stessa lo ha interpretato
all’Arena di Verona ed il monologo è stato
rappresentato anche in Germania. In Spagna
una delle più popolari attrici spagnole,
Charo Lopez, ha chiesto di recitarlo sia in
Spagna che in Argentina. Il mondo gira intorno
ai Fo e Rame, lo vedo e lo vivo nelle
mie piccole stanze e nel mio computer, attraverso
il quale vado a trattare per Fo anche
in Siberia, dove c’è uno dei più grandi
teatri del mondo…Nel disbrigo di questa
grande quantità di “pratiche” sono grata alle
signore Paola Begni e Antonella Mancini
dell’Ufficio Estero della Siae per il loro prezioso
aiuto. Mentre per gli autori stranieri,
vorrei ricordare anche Valeria Nespola, Patrizia
Castellani e Patrizia Gattei e tutte le
bravissime signore della sezione Dor che
operano nei vari settori.
Avvicinandomi alla “quarta” età mi sono attivata
con l’intento di formare un piccolo
gruppo di giovani collaboratori, capitanati
da mia figlia Giulia Porcari Li Destri la quale
mi sta accanto (e mi sopporta) da oltre un
ventennio, affinché la gloriosa ultrasessantenne
Agenzia Danesi Tolnay, prosegua
l’attività negli anni a venire con il suo corredo
di contratti, copioni, libri, traduzioni,
riviste ed ora anche di cd e dvd e che rappresenta,
grazie all’apporto professionale di
ciascuno, la vera ricchezza di questa piccola
azienda familiare.

Da VivaVerdi marzo-aprile 2009