RAI: SANTORO E' FAZIOSO. VESPA NO.

Il conduttore di “Annozero” chiede di non essere più insultato. L’azienda risponde definendolo “intollerante e fazioso”. Fini e Schifani sciolgono la Commissione di Vigilanza. Villari dovrà andarsene. Finito, speriamo, un tormentone. Riccardo Villari, il senatore, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, se ne va. O meglio “viene andato” per decisione di Schifani e Fini. Subito se ne apre un altro di tormentone: la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione dell’azienda. Nel frattempo Michele Santoro manda a dire al Cda scaduto che non tollererà più di essere insultato. E si apre un caso.

Da qui partiamo. Il giornalista scrive una lettera in cui afferma: “Non è mia abitudine replicare a chi commenta le nostre trasmissioni e ritengo anche in questa circostanza di non rinunciare a questo mio comportamento. Tuttavia nel florilegio di dichiarazioni che hanno fatto seguito ad “Annozero”, a volte assumendo le forme del linciaggio, sono completamente scomparsi i contenuti del nostro lavoro”. Poi ricorda gli insulti che sono stati lanciati contro la trasmissione e conclude: “ Purtroppo, siccome siamo scomodi per il sistema politico è invalsa l’abitudine di entrare nel nostro studio non per discutere o argomentare, ma per insultarci. Tanto non si rischia niente. Io questo non l’ho tollerato la scorsa settimana e non lo tollererò nelle settimane a venire”. Ed ecco la risposta del Consiglio di amministrazione, lapidaria, intollerante, arrogante, priva di argomentazioni: “ La trasmissione – afferma il Cda uscente – ha peccato di intolleranza e faziosità”. Dove, chi, come, quando, perché? Evidentemente, per questi consiglieri scaduti, le immagini trasmesse sono intolleranti e faziose anche se si tratta di bambini, di donne e uomini uccisi dalle bombe israeliane.

 

Torniamo a Villari.  Il “caso” di questo personaggio, che assomiglia al giapponese rimasto nascosto nella foresta pensando che la guerra non fosse mai finita, è stato affrontato dalle Giunte per il Regolamento di Camera e Senato. Non c’era altro da fare visto che il senatore non intendeva dimettersi  per consentire la nomina di un parlamentare da parte dell’opposizione, come vuole la prassi. E lui, “dimissionato “ dal Pd, non aveva più i titoli.

 

Le Giunte  hanno così elaborato due pareri su richiesta dei presidenti di Senato e Camera  i quali, anche alla luce delle dimissioni di 37 dei 40 componenti, avevano fatto presente “dell’esito infruttuoso di tutti i tentativi posti in essere per giungere a una soluzione politica della vicenda”. Ottenuto il via libera, Schifani e Fini hanno provveduto a sciogliere la Commissione di vigilanza Rai inviando lettere di revoca a tutti i componenti. Compresi anche, ovviamente, lo stesso Villari, il radicale Marco Beltrandi e Luciano Sardelli (Mpa).

Ma Villari non si dà ancora per vinto ed ha convocato la disciolta Commissione per venerdì per discutere “comunicazioni del presidente e conseguenti determinazioni”. Vuole ancora discutere, di cosa non è dato saperlo. Trova appoggio nei radicali, i quali sono pronti a ricorrere “in ogni sede” contro la decisione di scioglimento.

L’on. Beltrandi, che era stato in lizza per la presidenza, (poi l’opposizione aveva preferito candidare Leoluca Orlando dell’Idv) minaccia fuoco e fiamme e annuncia la volontà di continuare l’occupazione solitaria dell’aula della Commissione. Lo stesso Pannella era sceso in campo, questa volta, a nostro modesto parere, per una causa sbagliata, con sciopero della fame, poi della sete o viceversa. Anche l’Idv si oppone allo scioglimento della Commissione.

Di Pietro parla di “una violazione della prassi costituzionale” perché è “Villari che si deve dimettere, ma è una scelta che spetta a lui”. Già, ma se lui non si dimette e si sono già dimessi tutti gli altri parlamentari, che si deve fare? Di Pietro, questo, non lo dice. Ora che accadrà?

La prassi prevede che si insedi la nuova Commissione e che proceda ad eleggere il nuovo presidente.

L’accordo “bipartisan” , che prevede la nomina di Sergio Zavoli (Pd), dovrebbe reggere. E’ stata la vicepresidente dei deputati del Pd, Marina Sereni, a confermare la candidatura e il pari grado della Pdl, Italo Bocchino, ha detto che “non c’è ragione di cambiare”. Nel frattempo si à già aperto il secondo tormentone che riguarda l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione scaduto da oltre sei mesi. Impazza il toto nomina  sul presidente e il direttore generale. Circolano le più svariate soluzioni: uno dell’opposizione e uno della maggioranza.

Ma Berlusconi vuole uno dei suoi nel posto di comando reale, mentre per la presidenza Rai, il Pd se la deve vedere sia al proprio interno sia con le altre forze dell’opposizione. Da tutto ciò, naturalmente, resta fuori la tv di Stato, nel senso della politica editoriale, dei contenuti, della programmazione, delle scelte di bilancio. Contano le poltrone, mentre il piccolo schermo del servizio pubblico è sempre più inguardabile e l’informazione è sempre meno presente.

O meglio, è ridotta a dichiarazioni, propaganda per il governo, con qualche battuta lasciata anche all’opposizione. Bruno Vespa impazza, sempre di più,  e se qualcuno osa, come ha fatto Santoro, a far vedere immagini (perché la televisione si dovrebbe nutrire di immagini), viene linciato e, forse, cacciato. Questa volta anche con la benedizione del Pd. Non risulta, infatti, che dalla presa di posizione del Cda di condanna nei confronti di Santoro si siano dissociati i consiglieri che si richiamano al partito di Veltroni. Forse lo faranno più tardi. Quasi certamente no.

http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=2923:cda-rai-si-associa-al-linciaggio-contro-santoro&catid=37:politica-interna&Itemid=154

Commenti

ultimo servizio del tg uno delle venti di oggi: "il pangasio, chi è costui" (virgoletto e cito). Il servizio, infinitamente lungo, attraversa mense di asili, mercati, genitori fiduciosi nel pangasio, medici che ne sconsigliano l'uso per gli ipertesi. Elogia il basso costo ed il sapore di dentice, passa in rassegna mamme e nonne fan del pangasio a tavola. Ultimo minuto dedicato ai gruppi di facebook: "perchè cucino pangasio e mangio una cosa al sapore di pollo" e "abbasso il pangasio, viva la sogliola".

Non so se ridere o piangere! Semmai ci sarebbe da protestare: io - itticamente parlando - sono cresciuta sotto l'ala protettrice del capitano findus e ne rilevo l' inspiegabile assenza sui media nazionali. Cassintegrato anche lui?

Ah, dimenticavo! su report eccezionale servizio sul pangasio: viene pescato in Vietnam, in fiumi inquinati da scarichi civili e industriali con grandi concentrazioni di metalli pesanti. La lavorazione avviene per lo più in pessime condizioni igienico-sanitarie. meglio astenersi quindi.