BUCCINASCO (MI) : CITTADINANZA NEGATA A SAVIANO

Buccinasco: la proposta del consigliere dei Verdi non è passata, la maggioranza di centrodestra ha abbandonato l'aula

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La proposta di Rino Pruiti, consigliere comunale dei Verdi nonché figlio di un poliziotto morto mentre prestava servizio, non poteva non scatenare un putiferio: nominare Roberto Saviano, l’autore di Gomorra, cittadino onorario di Buccinasco, nel Milanese. Sì, perché secondo i magistrati dell’Antimafia Buccinasco è la «Platì del Nord». Un posto dove «la presenza della ' ndrangheta è opprimente», ha detto il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, Enzo Macrì. E così la proposta, discussa in consiglio comunale lunedì sera, non è passata. Dopo un duro scontro, la maggioranza di centrodestra, guidata dal sindaco Loris Cereda, ha abbandonato l’aula, facendo mancare il numero legale. Stesso copione martedì: tredici esponenti della maggioranza non si sono proprio presentati. Formalmente dunque la questione è nuovamente rimandata al prossimo consiglio.

«Roberto Saviano ha manifestato l’intenzione di abbandonare il nostro Paese – si legge nell’ordine del giorno proposto da Pruiti insieme ai gruppi di opposizione del Pd e di Rifondazione Comunista e sottoscritta on line da trecento cittadini - Sentiamo il dovere sociale, morale e politico di non lasciare solo Saviano. La lotta alla criminalità organizzata è qualcosa che riguarda tutti noi». Appena si è aperto il dibattito, però, il sindaco Loris Cereda (Pdl) ha presentato una controproposta: «Saviano è una persona di cui già parla tutto il mondo e per questo può fare a meno della cittadinanza onoraria di Buccinasco. Mi impegno personalmente a scrivergli una lettera per fargli avere la nostra solidarietà e per chiedergli di indicarci una persona tra quelle che lui ha incontrato scrivendo il libro e che tutti i giorni lavora nell’ombra contro la mafia nel Casertano. La cittadinanza onoraria la daremo a lui».
Questa proposta, però, insieme a quella, avanzata dal gruppo consigliare di Forza Italia di rinviare la discussione a un altro consiglio comunale, per valutare anche altre candidature e stendere un regolamento per l’istituzione della cittadinanza onoraria (mai concessa nella storia di Buccinasco), non è stata accettata da Pruiti, che ha chiesto la votazione. A questo punto, la maggioranza ha abbandonato l’aula.
«L’opposizione ci ha sottoposto a un ricatto – accusa Luigi Iocca, consigliere di maggioranza del Pdl – Saviano è un ottimo candidato e molti di noi erano disposti a votare a favore. Ma non a queste condizioni, che lasciano intendere: o la votate o siete mafiosi». «Si voleva dare un segnale», ribatte Pruiti. Sul suo blog oggi è comparso un post a firma di Roberto Saviano: «Ogni voce che resiste mi rende meno solo».
 
 
Giovanna Maria Fagnani

Buccinasco/Saviano: negata la cittadinanza

Alle 19.30 di questa sera la maggioranza consiliare di Buccinasco ha negato la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano!!!

Rosa Palone
Associazione Giovanile Legal-Mente / Buccinasco Mi
www.buccinasco.net/legal-mente

20 dicembre - Io sono Saviano, no a tutte le mafie

Grazie Rosa! si tienici aggiornati .

Vorrei informarvi di un'iniziativa importante

Un incontro organizzato dal movimento Io sono Saviano, a Milano e in contemporanea a Roma, Napoli, Palermo e Cagliari
dal sito:www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

9 dicembre 2008, in Diario
Io sono Saviano, no a tutte le mafie

20 dicembre, Milano
Auditorium del centro culturale San Fedele (Zona San Babila)
Via Ulrico Hoepli 3/b

In contemporanea con Roma, Napoli, Palermo e Cagliari

L'auditorium è raggiungibile con i mezzi pubblici: tram 1, 4, 12, 19, 27;
Bus 50, 58, 60 e MM linea 1 fermata Duomo ed è facilmente accessibile ai disabili.

Io Sono Saviano è un movimento spontaneo, nato sul web su iniziativa di semplici cittadini accomunati dal desiderio di esprimere il desiderio di giustizia. E' un evento straordinario e sorprendente in quanto fortemente voluto e partecipato da persone che non ricoprono ruoli particolari nella lotta alla criminalità ma che hanno sentito la necessità di dare un forte messaggio "Noi non ci rassegneremo a sopravvivere in una realtà sempre più spesso inquinata dal malaffare".

Stiamo provando, contando solo sulla forza della nostra determinazione e della solidarietà, a cambiare lo stato delle cose veicolando questo messaggio. Vogliamo affermare che noi non ci stancheremo di condurre la battaglia contro il dilagante malcostume che attanaglia il nostro Paese. Desideriamo anche mostrare solidarietà a Roberto Saviano, autore di Gomorra, un ragazzo che a soli 28 anni forse non si aspettava che il suo libro-denuncia portasse lui e la sua famiglia ad essere minacciati di morte dalla malavita.

Il progetto si pone anche uno scopo più ambizioso che va oltre la giornata del 20 Dicembre: vogliamo tenere viva l'attenzione su questo devastante problema e non esauriremo la nostra voglia di farlo solo in occasione della manifestazione.

Parlarne è importante. Far sentire il nostro dissenso lo è ancora di più.

In Lombardia troppo spesso si pensa che la mafia sia un qualche cosa di lontano dalla nostra realtà, si ignora che la Lombardia si è resa protagonista in numerosissime inchieste italiane legate alla criminalità organizzata.

La mafia ha utilizzato Milano come luogo privilegiato per entrare con i propri ingenti capitali nel circuito dell'economia legale, per arrivare a condizionarne l'economia.

È per tutte queste ragioni, e molte altre ancora, che occorre gridare il dissenso a ciò che, in maniera strisciante, si insinua in un tessuto economico e sociale falsamente considerato scevro dall'illegalità.

"Abbiamo oggi una mafia più civile e una società più mafiosa. Una mafia sempre più in giacca e cravatta e una società che cambiandosi abito troppe volte al giorno sceglie il travestimento. Insomma, abbiamo interi pezzi di società che hanno ormai introiettato i modelli comportamentali dei mafiosi. E lo si vede in tutti i campi."
Antonio Ingroia - Magistrato italiano

Se volete contribuire all'evento aiutateci con donazioni da effettuarsi sul conto paypal IOSONOSAVIANOMILANO

Si prevede la partecipazione di Ilaria Onorato, Paola Morales, Laura Gamucci, Ida Martinelli (attrici teatrali), Daniele Biacchessi, Mario Portanova, Piero Ricca, Emiliano Morrone e Saverio Alessio (giornalisti e scrittori), il magistrato Gherardo Colombo, le associazioni LegaAmbiente, Ammazzatecitutti Lombardia, Casa della Cultura e della Legalità di Genova. Inoltre i musicisti: Gaetano Liguori, Band Durkovic e Unicamista.
Non si esclude la partecipazione all'evento di altri interventi.

Per ulteriori informazioni consultare il sito: http://iosonosaviano.ning.com/
Per donazioni: http://iosonosaviano.ning.com/page/fai-una-donazione

Buccinasco/Saviano

e ve l'avevo detto che siamo abituati a tutto ;-)

hanno cambiato idea, l'ordine del giorno sul conferimento della cittadinanza onoraria a Saviano sarà ( a quanto pare) discusso nel prossimo Consiglio Comunale che si terrà giovedì 17 Dicmbre a partire dalle h 18.

Vi Aggiorno!
Rosa Palone
Associazione Giovanile Legal-Mente
www.buccinasco.net/legal-mente

Buccinasco/Saviano

Buccinasco: tratto dal blog del Consigliere Comunale Rino Pruiti

Il Presidente del Consiglio (comunale) mi ha appena comunicato che la prossima seduta tratterà esclusivamente punti riguardanti il bilancio di previsione. Quindi tutti gli Odg sono sospesi e verranno ripresi al prossimo Consiglio comunale che si terrà (probabilmente) a fine Gennaio 2009 se non a Febbraio.
Non condivido questa scelta, se si considerano gli Odg (di amggioranza o opposizione) importanti, si poteva fare un Consiglio in più, evidentemente, invece, si vuole rimandare la discussione. Peccato.
www.rinopruiti.it

vi avevo avvisati; a Buccinasco ormai siamo abituati a tutto ;-) vi riaggiorno

Buccinasco/Saviano

Buccinasco
a breve ci sarà il consiglio comunale in cui, salvo fughe dell'ultimo minuto, i consiglieri saranno nuovamente chiamati ad esprimere il loro voto favorevole o contrario in merito alla concessione della cittadinanza onoraria a Roberto Saviano.
Qui a Buccinsco siamo stati abituati a tutto; vi tengo aggiornati sulle evoluzioni.

Rosa Palone
Associazione giovanile Legal-Mente - Buccinasco
www.buccinasco.net/legal-mente

El Pais: Saviano apre un portale internet contro la mafia

Saviano apre un portale internet contro la mafia
Pubblicato Lunedì 1 Dicembre 2008 in Spagna
[El Pais]

Il nuovo sito web dello scrittore italiano vuole denunciare le attività della camorra

Lo scrittore italiano Roberto Saviano, autore di “Gomorra”, ha aperto oggi il primo portale Internet sulle attivitá della mafia, dal titolo “Oltregomorra”.
Il portale, www.oltregomorra.com, coordinato da Alessandro Pecoraro e creato col consenso di Saviano, è strettamente legato al sito dell’autore di “Gomorra”, www.robertosaviano.it, da cui riprende la grafica e la struttura, ma ne rimane totalmente indipendente.
Il portale è diviso in diverse sezioni: “Letture e Produzioni” (commenti, fotografie, video, archivi, grafici, mostre relazionate alla mafia); “L’Italia che resiste” (dedicata a gruppi, associazioni e istituzioni che lottano quotidianamente contro la cultura dell’illegalità e che lavorano per la difesa dell’ambiente e della salute).

Al tempo stesso nel sito alberga un “Vocabolario della Camorra”; “Processo Spartacus” (fatti, nomi e investigazioni dei clan dei Casalesi); “Beni confiscati” (dati, statistiche e informazioni sulle pene e sul riutilizzo dei beni rubati nel clan).

L’obiettivo del portale è crescere giorno per giorno attraverso lo sviluppo delle sezioni esistenti e la creazione di nuove, inclusa l’imminente apertura di una dedicata all’ambiente. Da quando ha pubblicato la polemica opera “Gomorra” sui segreti della mafia, Roberto Saviano vive nascondendosi dalle minacce di morte ricevute dai clan che ha analizzato nel suo libro. Forse è per questo che oggi appare nel portale una frase del “Don Chisciotte de la Mancha”: “La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano dato agli uomini”.

[Articolo originale di EFE]

[traduzione: info@ItaliadallEstero.info]
http://italiadallestero.info/archives/2203

una repubblica fondata sui fuorilegge

Una Repubblica fondata sui fuorilegge
di Massimiliano Perna – ilmegafono.org - 29 novembre 2008
A Buccinasco, vicino Milano, la giunta di centrodestra ha negato la cittadinanza onoraria allo scrittore Roberto Saviano –Prendiamo spunto da questa notizia per ragionare su quale sia il concetto di legalità nell’Italia di oggi
Buccinasco è un paese in provincia di Milano, di circa 26.000 abitanti, un borgo lombardo, in cui, secondo il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, Enzo Macrì, la presenza della ‘ndrangheta è opprimente. Buccinasco è lo specchio in cui si riflette l’Italia intera.

È di qualche giorno fa la notizia che la maggioranza di centrodestra alla guida del comune lombardo ha rifiutato di offrire la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, autore di “Gomorra”. La proposta avanzata da un consigliere dei Verdi, sostenuta da Pd e Rifondazione Comunista e sottoscritta on line da oltre 300 cittadini, è stata rigettata dal Pdl, che per due volte ha fatto mancare il numero legale.

La ragione di questo atteggiamento sta nella valutazione negativa dell’utilità di dare a Saviano un riconoscimento che a Buccinasco non è mai stato conferito a nessuno. Questo, almeno, sostiene il sindaco, Loris Cereda, il quale si dice pronto eventualmente a conferire la cittadinanza onoraria ad altri soggetti che lavorano “nell’ombra contro la mafia nel casertano”. Una scelta che ha il sapore di sminuire, come ha già fatto in passato il ministro Maroni, l’impegno di Saviano e l’importanza del suo lavoro nella dura battaglia contro la camorra, in particolare contro il clan dei casalesi. Una scelta che mette il Comune di Buccinasco dalla parte dei detrattori, dalla parte di chi ripudia il principio di legalità di uno Stato che giorno per giorno diventa sempre più avvezzo a sistemi fuorilegge, sempre più imbrigliato dentro gabbie di malaffare in cui belve feroci, lentamente e da più direzioni, sferrano morsi violenti sulla carne stanca della democrazia e della giustizia.

Cosa significa legalità oggi, in Italia? Lo Stato (intendendo con esso cittadini, istituzioni, attori economici) quale tipo di legalità conosce e persegue? Oggi dovremmo iniziare a dire che la legalità è qualcosa di enormemente astratto che investe molteplici aspetti della società, andando ben oltre il semplice ambito di legge a cui viene spesso riferita. La legge fondamentale di uno Stato dovrebbe essere quella che prescrive un rispetto reciproco tra istituzioni e cittadini, compresi quei cittadini che non sono nati nel territorio nazionale, ma che ci vivono dentro, ci lavorano, ci abitano, ci si muovono, “ci sono”. I

n Italia, invece, la legge fondamentale dello Stato non esiste. Esiste solo la logica dell’arrangiarsi, dell’essere furbo, dell’essere abile a scavalcare le mura che la Cosa Pubblica mette dinnanzi a sé come unico e fragile riparo dai suoi stessi figli. Mentre si urla contro i deboli, contro gli immigrati, i rom, gli emarginati delle periferie, i giovani che protestano per un loro diritto, additandoli come colpevoli di ogni male della nostra società, c’è un Paese intero, ad ogni livello, che vive grazie alla morte quotidiana di ogni regola. Si è costruito un sistema Stato che è totalmente asservito al potere economico e finanziario, in nome del quale si sacrifica tutto, compreso il futuro del sistema stesso.

Come si può parlare di legalità in una nazione che non è nazione, che gonfia di ricchezza il nord e che lascia il sud in mano a mafiosi, criminali politici ed imprenditori che stuprano da decenni il territorio, depauperandolo e svuotandolo delle persone migliori, costrette ad andar via per sopravvivere e per poter dire: “No, le cose non possono andare così, devo provare a cambiarle”. Un abbraccio mortale, finalizzato a svuotare la casa, succhiando tutte le risorse e cacciando via le persone migliori, per poi riempirla di mediocri, ignoranti, collusi. Un sottopopolo che diventa popolo, che decide per tutti in nome della propria inettitudine o volgare furbizia, grazie all’appoggio di un potere arrogante e sporco che sa come convincere e come ottenere consenso. I mezzi sono quelli peggiori, sono violenti, squallidi, farebbero indignare il cittadino di qualsiasi democrazia moderna, ma non gli italiani, che anzi ci sguazzano, si insozzano come maiali in un porcile e allo stesso modo ridono, felici, con le loro facce piene e rosa, beati e sereni come se niente fosse. Anzi, molto peggio, spesso si trasformano in lupi, che mostrano i denti a chi prova a contestare la loro felicità artificiale. E magari poi li trovi infiltrati tra gli stuoli di bravi cittadini a protestare contro quello stesso sistema di cui si nutrono avidamente ogni giorno.

Non è una minoranza che sta distruggendo questo Paese, è la maggior parte degli italiani, una maggioranza che sembra divisa ed eterogenea, ma che è invece compatta e massificata, assuefatta ad un modello di benessere preciso, con idee di consumo precise, da realizzare in ogni modo, con ogni mezzo, anche a prezzo della salute propria, dei propri concittadini, dei propri figli. C’è un mare in tempesta che bagna il presente per annegare il futuro. I giovani, quelli validi, sono tenuti sotto sale, sono carne da tenere nel congelatore, da tirare fuori a piccoli pezzi, ogni tanto, quando se ne sente il bisogno, infischiandosene se nel frattempo rischia di marcire, di andare a male, perché tanto ci sarà sempre carne di qualità, da qualche parte, da prendere e ricongelare. Ed allora, se non sei capace di spendere, se non hai i mezzi per andare via, se non hai i soldi per affrontare percorsi lunghi, fatti di master, stages non retribuiti, viaggi, affitti, sei costretto ad accontentarti, sei costretto a sederti dentro un congelatore in attesa del macellaio di turno. Poi, se vivi al di sotto di Roma, fai prima a prendere un po’ di sale dal mare, cospargertene e prepararti a diventare prodotto di conserva.

Perché è così che funziona, le imprese italiane lo sanno bene. Fanno tanti proclami, si schierano contro il racket, ma poi pensano solo ai loro interessi, trattano i lavoratori come merce, mettono i giovani in attesa, li condannano ad abbandonare i propri sogni e le proprie aspirazioni, i più resistenti li tengono sulla corda per più tempo, fino a quando non si convinceranno che è meglio accettare qualsiasi cosa pur di lavorare, che non sono tempi in cui si possono coltivare i propri sogni di bambino. È un ricatto infinito. Cosa serve lottare contro il racket in Sicilia, se poi si costringono i giovani a scappare? Cosa serve espellere chi paga il pizzo se poi si mantengono dentro coloro che violentano il territorio e che vogliono continuare a farlo indisturbati, fregandosene dei tumori, delle malformazioni, dei morti, delle lacrime? La crisi economica è diventata un pretesto per giustificare tutto, per scavalcare ogni residuo di legalità.

E la politica, compatta, ha deciso di dare il fianco o, più spesso, la mano a questo sistema diffuso, aiutandolo con propagande di triste memoria, con una sistematica e strategica dissoluzione di ogni principio di legalità. Pretende la gogna per i deboli, per chi non ha nulla, perfino per chi non ha documenti, per chi è discriminato da un’idiozia burocratica. Per tutto il resto invece ci sono applausi, favori, sorrisi, abbracci, voti. La gente si lascia convincere, perché non ha più cultura, perché non conosce più indignazione, perché pensa solo a sé stessa e si chiude nel proprio regno fatto di interessi, meschinità ed ignoranza.

C’è solo una parte minoritaria che oggi si batte, si indigna, cerca di analizzare criticamente la realtà. Lavora in silenzio, tra mille difficoltà, tra le minacce di ogni piccolo potente e le calunnie, in mezzo alla solitudine ed all’amarezza, lottando quotidianamente contro lo spettro della rassegnazione. Ma spesso questa minoranza non si conosce, non riesce a darsi forza, oppure protesta ma poi rifluisce, perché manca qualcosa o qualcuno, perché manca il tempo o la serenità. Non è una minoranza fatta solo di giovani, anzi, qui le categorie non c’entrano nulla, perché non è una questione d’età. Ci sono certo tanti ragazzi e ragazze, oggi, che si buttano anima e corpo nell’impegno sociale e civile, spesso spaesati e bisognosi di una guida, qualche volta sicuri di sé e capaci di trascinare gli altri, ma ci sono purtroppo anche tanti altri giovani, quella maggioranza di cui scrivevo prima, che sono disinteressati e abulici, oppure, peggio ancora, sono complici dello stesso sistema contro cui gli altri combattono, sono vigliacchi e arrivisti, drogati da sfacciate ed irritanti “vecchie maniere” apprese da cattivi maestri del malaffare e della gestione del potere.

È una lotta interna, uno scontro silenzioso e lontano tra due tipi d’Italia, uno scontro che ancora non si è combattuto su un campo concreto, fisico. Per fortuna, perché in questo momento, la maggioranza dei faccendieri è dominante, forte, guidata da leaders potenti. Sarebbe difficile vincerla. E allora meglio continuare a lottare, riflettere a fondo e organizzarsi, per venire fuori da questo incubo e per allontanare la rassegnazione, cercando di dare la cittadinanza onoraria d’Italia alla giustizia ed alla legalità.

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