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BRUNETTA: "MINISTRO FURBETTA" Chi l'ha visto Appena venticinquenne, Brunetta entra nel dorato mondo dei consulenti (di cui oggi critica l'abuso). Viene nominato dall'allora ministro Gianni De Michelis coordinatore della commissione sul lavoro e stende un piano di riforma basato sulla flessibilità che gli costa l'odio delle Brigate rosse e lo costringe a una vita sotto scorta. Poi diventa consigliere del Cnel, in area socialista. Nel 1993, durante Mani Pulite firma la proposta di rinnovamento del Psi di Gino Giugni. Nel 1995 entra nella squadra che scrive il programma di Forza Italia e nel 1999 entra nel Parlamento europeo. Proprio a Strasburgo, se avessero applicato la 'legge dei tornelli' invocata dal ministro, il professore non avrebbe fatto certo una bella figura. Secondo i calcoli fatti da 'L'espresso', in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione la frequenza tocca il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12 mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno. Ferie escluse. Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999-2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali. "Quasi nessun parlamentare va sotto il 50, perché in tal caso l'indennità per le spese generali viene dimezzata", spiegano i funzionari di Strasburgo. Nello stesso periodo il collega Giacomo Santini, Pdl, sfiorava il 98 per cento delle presenze, il leghista Mario Borghezio viaggiava sopra l'80 per cento. Il trend di Brunetta migliora nella seconda legislatura, quando prima di lasciare l'incarico per fare il ministro firma l'elenco (parole sue) 148 volte su 221. Molto meno comunque di altri colleghi di Forza Italia: nello stesso periodo Gabriele Albertini è presente 171 volte, Alfredo Antoniozzi e Francesco Musotto 164, Tajani, in veste di capogruppo, 203. La produttività degli europarlamentari si misura dalle attività. In aula e in commissione. Anche in questo caso Brunetta non sembra primeggiare: in dieci anni ha compilato solo due relazioni, i cosiddetti rapporti di indirizzo, uno dei termometri principali per valutare l'efficienza degli eletti a Strasburgo. L'ultima è del 2000: nei successivi otto anni il carnet del ministro è desolatamente vuoto, fatta eccezione per le interrogazioni scritte, che sono - a detta di tutti - prassi assai poco impegnativa. Lui ne ha fatte 78. Un confronto? Il deputato Gianni Pittella, Pd, ne ha presentate 126. Non solo. Su 530 sedute totali, Brunetta si è alzato dalla sedia per illustrare interrogazioni orali solo 12 volte, mentre gli interventi in plenaria (dal 2004 al 2008) si contano su due mani. L'ultimo è del dicembre 2006, in cui prende la parola per "denunciare l'atteggiamento scortese e francamente anche violento" degli agenti di sicurezza: pare non lo volessero far entrare. Persino gli odiati politici comunisti, che secondo Brunetta "non hanno mai lavorato in vita loro", a Bruxelles faticano molto più di lui: nell'ultima legislatura il no global Vittorio Agnoletto e il rifondarolo Francesco Musacchio hanno percentuali di presenza record, tra il 90 e il 100 per cento. (13 novembre 2008) da Espresso.
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Perché con Franca... Grazie Max!Argomenti principali di questo blogPIU' DI 50 ANNI DI VITA E LOTTE INSIEME Biografia I PALAZZI DELLA POLITICA
FUORI SUBITO TUTTI I FUNZIONARI PUBBLICI CONDANNATI IL PAESE HA BISOGNO DI UN PO' DI BUON SENSO Il video del convegno FRANCA RAME TV DAL SENATO CAMPAGNA CONTRO GLI SPRECHI NELLA SPESA PUBBLICA Gli obiettivi da realizzare UN MONDO MIGLIORE E' POSSIBILE SOLIDARIETA' CON I SOLDATI AMMALATI XII tavole di Dario Fo per le vittime dell'uranio impoverito CONTRO TUTTE LE GUERRE COSA PENSO DI INFORMAZIONI CENSURATE LA VICENDA DI ADELE PARRILLO DAI GIORNALI
Azioni e interventiUranio Impoverito: servizio di Striscia la notizia di sabato 31 marzo Intervento di Franca Rame sul rifinanziamento della Missione in Afghanistan Intervento di Dario Fo e Franca Rame alla manifestazione di Vicenza Lettera sulle spese per gli armamenti Appello sulla missione in Afganistan Franca Rame rassegna stampa internet: Google News
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In arrivo il Grande Fratello per controllare pm e polizia
Mi sembra perfettamente in linea con la Riforma della giustizia che Berluscaz e i suoi scagnozzi vogliono portare avanti! La magistratura sempre meno potere autonomo dello stato e sempre più sottoposto, controllato e dipendente dal Governo, dai politici.
Ma le televisioni parlano di questo protocollo tra Brunetta e Alfano? Io non ne ho mai sentito parlare...forse mi sarà sfuggito!
Il progetto partirà nei prossimi giorni...
Stiamo proprio messi male!
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(la Repubblica, lunedì, 12 gennaio 2009)
Una centrale al ministero per indagini e processi
Vedrà la luce una cancelleria virtuale nazionale al momento priva di regolamenti
Tutti i documenti d´indagine della giustizia italiana finiranno in un unico canestro
Il Guardasigilli potrà affidare all´esterno la gestione della banca dati
GIUSEPPE D´AVANZO
Ci sono molti modi per dare avvio a una riforma della giustizia. La si può discutere in pubblico come accade ancora in questi giorni o inaugurare in silenzio nuovi, possibili controlli del governo sull´ordine giudiziario a dispetto di ogni autonomia e indipendenza togata. Si manipola qualche inciso nei codici, si sposta una virgola di un articolo di legge e il pubblico ministero può perdere la direzione delle indagini e della polizia giudiziaria (lo si è già visto). O - in nome di una necessaria rivoluzione tecnologica - si possono sottrarre addirittura la "proprietà" e le informazioni dei fascicoli processuali al pubblico ministero e al giudice delle indagini preliminari.
È quel che può avvenire, nei prossimi giorni, quando entrerà nella sua fase di sperimentazione (nel primo trimestre a Napoli, nel secondo a Nola e Torre Annunziata, entro il quarto a Milano e Monza) il protocollo d´intesa firmato il 26 novembre 2008 tra il ministro per l´innovazione (Renato Brunetta) e della giustizia (Angelino Alfano). L´articolo 7 del protocollo prevede la «trasmissione telematica delle notizie di reato tra le forze di polizia e procure della Repubblica».
«Il progetto - si legge nel documento - prevede che le forze di polizia giudiziaria redigano le notizie di reato, le digitalizzino, le trasmettano alle procure, firmate digitalmente e crittografate nell´ambito della rete privata delle forze di polizia con specifiche estensioni di rete che potranno avere anche ulteriori utilizzazioni sinergiche».
Si può così «automatizzare l´alimentazione del registro delle notizie di reato e la costituzione del fascicolo del pubblico ministero e del giudice delle indagini preliminari». I dati così raccolti potranno essere condivisi dall´intera rete delle forze di polizia che avranno accesso ai «dati di sintesi delle notizie di reato». Come? «Predisponendo una porta di dominio attestata presso il ministero della giustizia». La "porta di dominio" è una formula che appare misteriosa ai non addetti, ma non indica altro che il luogo e l´identità di chi assicura lo scambio elettronico delle informazioni.
Ricapitoliamo. Tutte le notizie di reato del paese, i fascicoli dei pubblici ministeri, le comunicazioni tra polizia giudiziaria e pubblico ministero, tra pubblico ministero e giudice delle indagini preliminari di ogni tribunale italiano e quindi le denunce, le querele, le istanze e i verbali degli interrogatori, delle perquisizioni, dei sequestri, delle sommarie informazioni assunte, degli accertamenti tecnici, delle intercettazioni saranno (a regime) interconnesse attraverso un "gestore centrale" organizzato e controllato dal ministero di giustizia che - prevede il protocollo - può concederlo a un fornitore esterno, in outsourcing. Nascerà, dunque, come spiega un addetto al progetto, «una cancelleria virtuale nazionale» al momento priva di ogni norma, disposizione o regolamento. Questa è la notizia.
Vediamone le conseguenze probabili e gli effetti possibili. Sono indubbi i benefici a vantaggio dell´efficienza del processo. La rivoluzione tecnologica consente al pubblico ministero, al giudice, alla cancelleria di formare, di comunicare e notificare gli atti con documenti informatici che viaggiano tra gli attori del processo attraverso canali telematici, come avverrà presto per il processo civile. Via archivi cartacei e i "muri" di faldoni. Azzerati gli errori di notifica che annientano i processi. Abbattuti i costi. Recuperato personale. Ridotti i tempi. L´efficienza e quindi la credibilità del processo penale non potrà che avvantaggiarsene. E´ la rivoluzione necessaria che gli addetti, tutti, dagli avvocati ai magistrati, chiedono da anni. Saranno soddisfatti. Meno lo sarà - o dovrà esserlo - chi si pone questa domanda: come e chi proteggerà quella miniera di informazioni? Quanto sarà inviolabile il sistema? E´ legittimo che l´intera "base dati" della giustizia italiana sia gestita non dall´amministrazione giudiziaria, cioè dalla magistratura, ma da funzionari e società private dipendenti dal governo o dalle sue decisioni?
Un addetto al progetto, nato con il governo Berlusconi 2001/2006, è disposto ad ammettere che qualche problema c´è. «I responsabili degli uffici giudiziari, i procuratori della repubblica, dovrebbero essere in grado di esercitare un controllo agevole delle misure di sicurezza, ma se le base dati sono in una farm lontana, non si può avere la possibilità di effettuare monitoraggi continui. Quale responsabile della segretezza di quelle informazioni può escludere che, lontano dal suo ufficio, venga allestito un terminale del programma per l´accesso alla lettura dei dati? La sola risposta responsabile e ragionevole è: nessuno. La sicurezza è data da misure preventive e controlli costanti. Senza controllo, non c´è misura preventiva che possa tenere. E quale controllo puoi avere se sei a centinaia di chilometri di distanza?». Per alcuni autorevoli magistrati del pubblico ministero, quest´idea di una «cancelleria virtuale nazionale», prima di essere pericolosa, è soprattutto contra legem, illegale. «Il codice di procedura penale - dice un autorevole magistrato - prevede esplicitamente e senza deroghe che ogni "notizia di reato e la documentazione relativa alle indagini siano conservati in un apposito fascicolo presso l´ufficio del pubblico ministero con gli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria". Se dovesse nascere una cancelleria nazionale, anche se virtuale, si scipperebbe la proprietà esclusiva del fascicolo al pubblico ministero: è contro al legge». Si dice d´accordo l´addetto al progetto ministeriale: «E´ vero che ogni notizia trasmessa e raccolta sarà criptata con la chiave pubblica del procuratore, ma le informazioni sono archiviate in un luogo non alle dipendenze del procuratore, ma della forza di polizia e quindi nessun efficace e reale controllo può esercitarsi sulla protezione della segretezza dell´archivio».
E´ la questione cruciale, pare. Con una qualche coerenza, Berlusconi e il suo ministro non tacciono di voler trasferire l´avvio, lo sviluppo e l´esito dell´investigazione penale dalle mani del pubblico ministero alle polizie. La rivoluzione tecnologica potrebbe consentire di assicurare alle polizie, e quindi all´esecutivo, anche il controllo di tutte le informazioni, delle notizie di reato, di tutta la documentazione di ogni indagine avviata nei ventinove distretti giudiziari del paese. Un Grande Fratello della giustizia italiana, si può dire, che dovrebbe essere sconfitto o tenuto lontano soltanto dalla "chiave" con cui i procuratori della repubblica dovranno crittografare i documenti. Se si chiede ad Alberto Berretti, matematico, professore di sicurezza informatica a Tor Vergata - dunque con una familiarità con il mondo e i metodi dell´hackeraggio - se una "chiave" per crittografare i documenti può essere una protezione definitiva, si raccoglie un sorriso ironico. «Nessun sistema è sicuro. Questo progetto del ministero di giustizia, per come me lo racconta, mi pare che faccia acqua. Innanzi tutto è pericoloso avere un solo server in un solo luogo. Se scoppia un incendio e tutto va in fumo, che succede? Si liquefa la giustizia italiana? Sono sicuro che abbiano tenuto conto di quest´eventualità e previsto due server e in due luoghi diversi, con il botto di danaro che costa, perché sicurezza significa prevedere che le cose possono anche andare male per caso. Poi il diavolo ci può mettere la coda e anche questo bisogna immaginare e la "chiave" non è la soluzione che risolve tutti i problemi. La crittografia rischia di essere una porta blindata sistemata su pareti di cartone. E´ vero, è difficile rompere la porta, ma è facile aggirarla passando dalle pareti. Oggi i dvd sono cifrati, ma in rete ci sono a tonnellate di dvd craccati, per dire. E poi oggi ci sono programmi di keylogging che copiano in silenzio quanto viene scritto sulla tastiera del computer. Il procuratore magari chiude la porta dell´ufficio e digita la sua "chiave" di accesso crittografato. Pensa di essere solo e sicuro, invece c´è chi gli sta rubando in quel momento la chiave per consegnarla a cyber- criminali che la venderanno al maggior offerente. E se a vincere l´asta dovesse essere Cosa Nostra? Può stare certo che, se questa cancelleria virtuale dovesse davvero farsi, sarà un boccone ghiottissimo per ogni hacker del pianeta».
Dunque, lo stato dell´arte è questo. Tutti i documenti d´indagine della giustizia italiana finiranno presto in un unico canestro. I procuratori, responsabili delle indagini, non saranno in grado di garantire la sicurezza delle informazioni raccolte. L´archivio della «cancelleria virtuale» sarà nella disponibilità delle forze di polizia, e quindi del governo che gestirà il sistema attraverso una società privata (altra minaccia, se si ricordano i traffici spionistici della Telecom di Marco Tronchetti Provera). Quel che è peggio, anche Cosa Nostra potrà ficcarci il naso, pagando il dovuto. Voi dite che stiamo messi bene?
esiste ancora il premio Fox?
Brunetta: la Cgil è il grande nemico
È uno show degno del miglior Berlusconi, quello che ha inscenato il ministro Renato Brunetta parlando a Roccaraso alla kermesse Neveazzurra. Ha iniziato dicendo che i dipendenti pubblici si vergognano di dire che lavoro fanno ai figli, siano essi insegnanti o “mezzemaniche”. Quindi se ha annunciato che d’ora in avanti la produttività sarà valutata con metodi diversi a seconda dei dipendenti, con un sistema di “freccette” che ricorda Facebook ma anche l’esimio Emilio Fede. Infine un affondo sulla Cgil, definito «il nemico che non ha mai detto sì».
«Il ministro Brunetta passa dalla megalomania alla paranoia», replica Carlo Podda, segretario generale della Fp-Cgil. «Il ministro - continua Podda raggiunto al telefono - resosi conto che ormai l'opinione pubblica ha smesso di abboccare agli annunci di miracolosi risparmi e recuperi di efficienza nei servizi pubblici, visto che ciascun cittadino e impresa è in grado di verificare che tutto è come prima, ha deciso di individuare “il nemico” e manco a dirlo il nemico è chiunque osi avere un parere diverso dal suo». Podda aggiunge che la Cgil «rivendica per sè, da primo sindacato dei lavoratori pubblici quale è, la capacità di indicare una strada autentica per le riforme e per la difesa di quanti lavorano ad iniziare dai precari che a partire da giugno in circa 70.000 il ministro Brunetta licenzierà». Anche per questo venerdì 13 febbraio la Fp-Cgil, insieme alla Fiom, ha indetto conclude Podda «il più grande sciopero e la più grande manifestazione nazionale del lavoro pubblico».
«Io non ci dormo la notte»- ha detto in effetti Brunetta - per le critiche che «mi vengono rivolte» anche dagli intellettuali e giornalisti «come Scalfaro e la Tornabuoni che ha definito le mie battaglie delle vanterie».
Quindi ha spiegato il sistema “freccette”: «Nel passato per varie ragioni di cattiva politica si dava la produttività uguale per tutti. Non sarà più così».. «Il salario accessorio – ha annunciato da Neveazzurra a Roccaraso - verrà dato solo a chi ha partecipato a progetti di miglioramento della qualità del servizio e della riduzione dei tempi. Ci saranno degli strumenti per misurare tutto questo. Sto lanciando - aggiunge - il sistema delle freccette: chiunque di voi abbia comprato qualcosa su E-Bay alla fine della transazione sa che compaiono tre freccette: ovvero tu sei tenuto a dare il suo giudizio sulla transazione». Succederà così anche per la Pubblica amministrazione. Il ministro spiega che «l'esperimento partirà alla fine del mese. Ogni giorno - osserva Brunetta - i 60 milioni dei cittadini hanno milioni di transazioni, ovvero di rapporti e di contatti con la pubblica amministrazione. Nessuno sa se quel contatto è andato a buon fine. Anzi – sottolinea Brunetta - ora la stragande maggioranza non va a buon fine, ma ora ogni transazione sarà oggetto di un giudizio». Dunque nel futuro «chi offe un servizio sarà giudicato e chi fruisce della transazione avrà in mano questo strumento di giudizio». Brunetta conclude: «Io sarò presente. Sarà giudicato anche un impiegato che avrà dato un sorriso al cliente».Quindi a fine gennaio partirà il sistema delle freccette «tramite delle macchinette che costeranno poco: metà – dice Brunetta - le pago io, metà chi le installa. Immaginate - osserva il ministro della Pubblica amministrazione - se il paese mettesse in circolo tutte le macchinette in tutti i campi e ogni giorno viene fuori la mappa dell'insoddisfazione.... D'ora in poi ci sarà trasparenza e controllo».
Invece di fare questi sproloqui – anche se non è questa la parola usata -Brunetta farebbe meglio a dare motivazioni ai dipendenti pubblici, gli fa notare la Uil. E critiche arrivano al ministro anche dalla Cisl. «I dipendenti pubblici onesti sono orgogliosi di dire ai propri figli che fanno gli infermieri, gli ispettori, i tecnici della prevenzione, i cancellieri. Sbaglia dunque il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, a pensare che manchi orgoglio ai dipendenti statali onesti che sono la stragrande maggioranza dei più di tre milioni di lavoratori pubblici del nostro paese». È la replica del segretario generale della Funzione Pubblica Cisl, Giovanni Faverin.
Mentre da Linda Lanzillotta del Pd e Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, giudicano inaccettabili e propagandistiche le parole del ministro. Per Giuliano Cazzola del Pdl, che lo difende, invece Brunetta incontra il senso comune.
11 gennaio 2009
http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=75050
CONSIDERATO: CHE I SEGUENTI
CONSIDERATO:
CHE I SEGUENTI DEPUTATI PERCEPISCONO IL DOPPIO INCARICO DA PARLAMENTARE E CONSIGLIERE IN PALESE CONTRASTO CON IL PUNTO 2 DELLA RIFORMA BRUNETTA
Maria ANTEZZA (Pd) Consigliere Regionale e Presidente Consiglio Basilicata • Antonello ANTINORO (misto) Deputato Regionale Sicilia • Antonio AZZOLINI (PdI) Sindaco di Molfetta ¦ Carlo CHIURAZZI (Pd) Consigliere Regionale Basilicata • Stefano DE LILLO (PdI) Segr. Consiglio Regionale Lazio • Ulisse DI GIACOMO (PdI) Assessore Regionale Molise ¦ Egidio DIGILIO (PdI) Cons. e Vicepresidente cons. reg. Basilicata • Fabrizio DI STEFANO (Pdl) Segretario del Consiglio Regionale Abruzzo • Antonio FOSSON (misto) Assessore Regionale Valle d`Aosta ¦ Guido GALPERTI (Pd) Consigliere Regionale Lombardia • Cosimo LATRONICO (PdI) Consigliere Regionale Basilicata • Alfonso MASCITELLI (ldv) Consigliere Regionale Abruzzo ¦ Rosy MAURO (Lega Nord) Consigliere Regionale Lombardia a Franco ORSI (PdI) Vicepresidente cons. reg. Liguria • Francesco SANNA (Pd) Consigliere Regionale Sardegna • Giancarlo SERAFINI (Pdl) Consigliere Regionale Lombardia a Cosimo SIBILLA (PdI) Consigliere Regionale Campania ¦ Michele SOCCOMANNO (PdI) Consigliere Regionale Puglia • Ada SPADONI URBANI (PdI) Consigliere Regionale Umbria • Paolo TANCREDI (Pdl) Consigliere Regionale Abruzzo Ce&tiMEtRS.it
AIUTIAMO BRUNETTA NELLA APPLICAZIONE DELLA SUA RIFORMA ……MA PER TUTTI I DIPENDENTI PUBBLICI COMPRESI DEPUTATI E SENATORI SOPRATUTTO PERCHE LA LEGGE E' E DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI
QUINDI FIRMATE E DIFFONDETE IL BANNER DELLA PETIZIONE PER ESTENDERE LA RIFORMA BRUNETTA A TUTTI I DEPUTATI E SENATORI SU:
http://firmiamo.it/applicazioneriformabrunettaaideputatiesenatori
RAGAZZI I COGLIONI SONO DI
RAGAZZI I COGLIONI SONO DI SINISTRA I FANNULLONI SONO DI SINISTRA ULTIMA ETERNAZIONE DI BRUNETTA ALLORA FACCIAMOCI SENTIRE
LUI E SOCIALISTA HA DETTO MA GLI DISPIACE AMMETERLO I RUBA PANE A TRADIMENTO SONO DI SINISTRA INVECE I PARLAMENTARI SONO TUTTI BRAVI DIPENDENTI PUBBLICI SEMPRE PRESENTI SENZA CONDANNE NON SI VOTANO UNO PER L’ALTRO NON HANNO DOPPI INCARICHI
AIUTIAMO BRUNETTA NELLA APPLICAZIONE DELLA SUA BATTAGLIA ……MA PER APPLICARE LA SUA RIFORMA ANCHE AI DEPUTATI E SENATORI IN QUALITA DI PRIMI DIPENDENTI PUBBLICI
SOPRATUTTO PERCHE LA LEGGE E' E DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI
FIRMATE E DIFFONDETE IL BANNER DELLA PETIZIONE PER ESTENDERE LA RIFORMA BRUNETTA A TUTTI I DEPUTATI E SENATORI SU:
http://firmiamo.it/applicazioneriformabrunettaaideputatiesenatori
Basterebbe ricreare la competitività tra i dipendenti.
Alla destra, per sentirsi viva, basta demonizzare tutto ciò che è pubblico!
Ma al di la dell'ennesima propaganda demagogica c'è solo un modo per far funzionare meglio i servizi statali e certamente non è ne sanzionare, ne tagliare ne licenziare i dipendenti "svogliati" perchè non essendo questa una garanzia si correrebbe solo il rischio di sostituirli con altri altrettanto "inattivi". Bisogna invece incentivare, premiare, riconoscere benefici economici a quelli che riescono a fare bene il loro lavoro pur avendo al fianco qualche collega che non fa altrettanto e che, dati i miserevoli stipendi, inizierebbe anche lui a rimboccarsi le maniche se fiutasse la possibilità di guadagnare qualcosa in più, specialmente in tempo di crisi.
In pratica allo Stato andrebbero applicati incentivi simili ai premi di produttività che hanno molte aziende private.
Se si facesse in questo modo alcuni dipendenti statali riuscirebbero a dimenticare la massima filosofica che recita:
Essendo il lavoro statale il meno faticoso, il più bello e il più remunerativo del mondo, bisogna lasciarne sempre un po' per il giorno seguente.
Brunetta
Ho visto che nel 2003 ha pubblicato un libro che s'intitola 'Il coraggio e la paura', non sarà che Tremonti, anche lui valoroso docente universitario (conosco alcuni suoi allievi, meglio calare un velo sui loro commenti) abbia scopiazzato nel suo 'La paura e la speranza'?
Destra - Sinistra
L'ultima brillante uscita di Brunetta al convegno dei circoli di Dell'Utri (!!!) a Montecatini: " I fannulloni stanno a sinistra" che risponde ad una precisa strategia di discreditare l'opposizione, mi ha fatto venire in mente la canzone di Gaber
Destra-Sinistra
di Gaber - Luporini
Tutti noi ce la prendiamo con la Storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra.
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
L’ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni Venti, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
L’ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.
Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
Tutti noi ce la prendiamo con la Storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra.
Destra-sinistra
destra-sinistra
destra-sinistra…
Basta!
Ecco alla luce delle affermazioni di Brunetta desidero aggiungere (e scusate se mi permetto...perchè Gaber è un grandissimo e mischiarlo con Brunetta Furbetta...)
fannullone è di sinistra
mentre lo stakanovista è certamente di destra....