Il Blog di Jacopo Fo
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Updated: 1 ora 48 min ago
Sab, 2010-07-24 23:00
La scienza ascientifica di History Channel & C.
La televisione divulgativa ha molti pregi. Porta informazioni alle masse. Inoltre mostra in modo immediato che alcuni importanti scienziati televisivi dovrebbero comprarsi una mente curiosa.
La trasmissione “Evoluzione, la guerra infinita” sfoggia decine di professori delle migliori universita' del mondo e riesce a scodellare banalita' deliranti. E ci mostra limpidamente che le meraviglie del metodo scientifico sono poco conosciute anche in ambienti cattedratici.
Il metodo scientifico e' bellissimo perche' non puoi affermare la prima stronzata che ti viene in testa, devi fornire delle prove che siano verificabili senza ombra di dubbio.
Ad esempio: perche' l’elefante si e' fatto crescere delle grandi orecchie senza peli?
Per poter raffreddare la propria temperatura.
Un giorno l’elefante era li', peloso come un mammuth, e si e' fatto cascare i peli perche' gia' sapeva che cosi' si sarebbe raffreddato nelle giornate di sole. Il mammuth non lo ha fatto ed e' morto. Cioe', l’elefante aveva capito che il pelo, essendo un isolante termico, avrebbe reso difficile lo scambio di temperatura tra orecchie e aria agitata dal movimento auricolare. Lui gia' prima, quando aveva le orecchie pelose e piccole, le agitava ma vedeva che a causa del pelo funzionavano poco come radiatore, allora le elefantesse hanno iniziato a far sesso con i maschi con le orecchie piu' glabre, grosse e mobili e nel giro di qualche milione di anni gli elefanti hanno avuto quel che desideravano.
Anche l’essere umano era peloso da bestia, ma si e' alzato in piedi per guardare il panorama e ha subito capito che avrebbe potuto essere il primo mammifero munito di milioni di pori sudoriferi e che si sarebbe raffreddato molto meglio se invece della pelliccia avesse avuto un sistema per raffreddare il corpo autobagnandolo costantemente. UN GENIO!
La logica scientifica ci dice che la causa non puo' mai dipendere dall’effetto. Cioe' ci deve essere una ragione per cui perdo il pelo PRIMA di sapere che perderlo sia utile.
Un credente puo' dire che e' la volonta' di Dio, ma usciamo dal criterio scientifico ed entriamo nella fede religiosa.
Questi scienziati televisivi dimenticano che da anni si propone una spiegazione sensata del perche' l’elefante abbia le orecchie senza peli.
Per lo stesso motivo per cui ha il resto del corpo senza peli.
L’elefante ha iniziato a vivere lungo i corsi d’acqua e a passare molte ore nell’acqua, in un clima torrido. Si voleva rinfrescare. Questo rese superflui i peli, visto che nell’acqua danno impiccio (a meno che tu non sia una foca che sta nell’acqua ghiacciata… allora ti si sviluppano peli particolari e grassi che producono un effetto muta).
Lo stesso dicasi per l’essere umano, come spiego' Elaine Morgan circa 40 anni fa. Una decina di milioni di anni fa ci fu un grande aumento di temperatura, gli australopitechi nostri avi dovettero migrare in cerca di frescura e alberi verdi sui quali arrampicarsi. Durante questa migrazione gli australopitechi si trovarono a essere seguiti dalle tigri con i denti a sciabola che, vedendo che i loro pasti si allontanavano, decisero di andare loro dietro.
Un vero dramma per le scimmiette nostre progenitrici che lungo il cammino dovevano attraversare grandi estensioni di terreno dove non era disponibile il sicuro rifugio delle cime degli alberi.
Ma per fortuna alcuni gruppi di scimmie impararono a sfuggire ai predatori buttandosi in acqua, qui, assumendo la posizione eretta, toccavano il fondo laddove le tigri dovevano gia' nuotare.
Fuggire in acqua e' tutt’ora un comportamento che si puo' osservare in molte specie di scimmie. Se sono inseguite da una belva e non c’e' un albero li' vicino, se ne hanno la possibilita', si buttano in acqua perche' sanno che i predatori non sono bravi a combattere e nuotare contemporaneamente (se non si tratta di coccodrilli).
Cosi' l’umanita' dei primordi abbandono' le altre scimmie e inizio' una mutazione incredibile. Comincio' a vivere molta parte del giorno in acqua. E questo spiega molte cose. Ad esempio, perche' le donne hanno le tette. Sono le uniche mammifere terrestri ad averle. Le foche hanno le tette. Non sono un gran che' ma sono tette. Quelle delle mucche no. Sono capezzoloni. Le altre mammifere hanno capezzoli e producono latte ma non hanno il seno, inteso come massa adiposa intorno alle ghiandole mammarie per tener caldo il latte, che altrimenti stando in acqua si raffredderebbe che poi il bambino ha le coliche… Il meraviglioso seno umano e' un contenitore termico, un thermos, come me lo spieghi altrimenti?
Qualche scienziato invertendo causa e effetto sostiene che agli uomini piacevano le tette rotonde, quindi le donne se le sono fatte crescere (giuro!). Cioe' il concetto di seno tondo e morbidoso e' un senso innato nella scimmia…
La transizione acquatica spiega anche un altro aspetto umano che gli accademici che studiano l’evoluzione umana fingono di non vedere: le labbra. Che non e' facile non notarle.
Non c’e' nessun altro mammifero terrestre che abbia le labbra. Servono solo se sei un neonato che vuole succhiare il seno della madre stando a mollo nell’acqua ottenendo un’aderenza perfetta con i contorni del capezzolo e riuscendo cosi' a evitare di suggere, oltre al latte, mezzo oceano.
E come mi spieghi che l’essere umano e' il solo tra i mammiferi di terra ad avere il naso a sifone? Gli altri mammiferi hanno semplicemente due buchi in faccia. Noi abbiamo due narici che si uniscono formando da una parte la punta del naso e dall’altra due campane. E il condotto dell’aria sale quasi verticalmente dal culmine di queste due campane in modo tale che non permette all’acqua di passare se entro verticalmente nel mare.
Perche' abbiamo la lacrimazione degli occhi, perche' camminiamo eretti e perche' abbiamo perso il pelo? Perche' abbiamo fatto quel che han fatto elefanti, delfini e balene.
Gli accademici televisivi non si rendono neppure conto delle assurdita' che sostengono, affermano: l’uomo perse il pelo perche', in quanto cacciatore aveva molto caldo rincorrendo le sue prede. Il leone insegue anche lui le prede ma non gli e' venuto mai in mente di perdere il pelo perche' proprio la pelliccia lo protegge ottimamente dai raggi solari.
E poi, se abbiamo perso il pelo per cacciare come mai le donne, che stavano nella grotta con i bambini, hanno meno pelo dei maschi?
Forse avevano gia' capito che i maschi preferiscono la donna depilata gia' da quando le donne erano pelose come scimmie (essendo scimmie)? E’ nata prima la ceretta della gallina.
Spero che tu sia d’accordo che e' veramente assurdo che i migliori accademici del mondo abbiano fatto finta di non accorgersi che le donne avevano i seni, le labbra e meno peli degli uomini. Siamo di fronte a una cecita' selettiva di proporzioni galattiche.
E spero che tu porti questa nuova consapevolezza nella tua vita.
Se vuoi vivere degnamente, assaporare il rosolio dell’esistenza, fare sesso in modo continuo e abbondante, migliorare il mondo, fermare guerra e fame, DEVI comprendere che esiste un’elite che domina il pianeta composta da persone che quando guardano un donna vedono solo l’ombelico. E che inoltre sono maledettamente stupidi.
Perche' ti dico questo?
Perche' da piccolo ho avuto svariati problemi affettivi e durante l’adolescenza non ero capace di competere con gli altri maschi in nessuno dei 12 ambiti riconosciuti ufficialmente, quindi mi sono inventato di scovare aneddoti curiosi e divertenti per stupire le ragazze e avere qualche possibilita' di fare sesso prima dei 40 anni.
E ammetterai che tirar fuori che i grandi accademici non vedono le labbra e le tette e neanche il nasino a sifone e' veramente un’osservazione stupefacente.
Ma suppongo che a te non interessi nulla delle profonde aspirazioni che mi spingono ad agire in modo compulsivo.
Diciamo allora che sapere questo fatto delle tette e degli accademici ti da' una misura della stupidita' dei potenti.
Non e' che questo ci liberera' da questa genia di malvagi alla svelta.
Ma saperlo e' meglio che non saperlo. Mi sto arrampicando sui vetri?
No. Dico sul serio.
Quando le schiere dei malnati ti circondano, quando inizi a dubitare di poter arrivare alla fine della storia, quando sembra che il tempo stia giocando con la tua anima, quando perfino la Luna ti guarda con un’espressione ambigua, allora, e' giunto il momento di ricordarsi che il grande professor Kreiskeip studio' la natura umana per decenni e mai si accorse che c’erano due masse emiglobulari a meta' strada tra l’ombelico e il mento.
E allora tu, che sei molto piu' intelligente di una piattola, ti ricorderai che se la tua trismilnonna era una tipa che ebbe l’idea pazzesca di delfinizzarsi per fregare le tigri, tu troverai un cavolo di modo di uscire dall’accerchiamento a tenaglia che 50mila cosacchi stanno attuando per catturarti.
(Ma cosa hai fatto per farli imbestialire cosi'? 50mila contro uno! Non potevi evitarlo?).
Quando sei li' circondato comunque recriminare non serve. Serve agire. Prima accendere il cervello poi agire. Ricordati: in te scorre un sangue che non mente mai. Un lignaggio di persone capaci di costruire piramidi immense e delicatissime miniature sopra un chicco di riso, per dichiarare il proprio amore.
Non c’e' nulla che ti possa fermare, e se, al limite, ti ammazzano, ricordati di sghignazzare indicandoli con il dito indice mentre esali l’ultimo respiro. Passeranno il resto della loro vita a chiedersi percheccavolo ridevi morendo.
Che cosa sapevi di loro che loro non sanno?
Sono stupidi come frigoriferi.
Basta infilare una lisca di pesce nei loro meccanici ingranaggi mentali e deragliano.
E quando deragliano soffrono come tu non potrai mai. Non c’e' nulla di piu' terribile di scoprire che dentro di se' non c’e' niente.
L’assenza di senso e' l’inferno in terra per i malvagi.
Questa e' la Grande Filosofia.
A livello piu' spicciolo ricordati che quando sei veramente nella merda, con le mani e i piedi legati, non ti resta che la verbalizzazione.
Guardi il cattivo negli occhi e gli dici:
“Dio non e' con me. Viene dopo da solo. E ti fa male.”
Se invece tu hai in mano una grossa pistola e lui e' disarmato gli dici: “Hai sbagliato giorno, hai sbagliato mese e hai sbagliato anno. E hai sbagliato anche il posto.”
Beh, sinceramente non sono sicuro che queste frasi funzionino veramente.
Comunque se ti capita provale. Poi mi telefoni.
In ogni caso ricordati: “Lo stupore diverte le persone sensibili e paralizza i malvagi.”
Quasi sempre.
(State lontani dalle anomalie statistiche)
Buone vacanze!!!
Jacopo Fo
Cacao e la redazione vanno in pausa estiva. Riprenderemo le trasmissioni mercoledì 1 settembre 2010 con le buone notizie comiche di Cacao.
Buona estate e buone ferie a tutti.
Sab, 2010-07-24 08:00
Carissimi,
Questa settimana torniamo a parlare di Haiti. Come sapete abbiamo seguito questo sfortunato paese gia' con due cacao del sabato, una volta parlando di un suo illustre rappresentante, Wyclef Jean, e della casa discografica che stava costruendo dal basso tramite internet (http://www.jacopofo.com/wyclef-jean-guerrieri-musica-case-discografiche-mp3-cd-album) e un'altra volta per chiedervi di aiutarci a raccogliere fondi per Yele, un'organizzazione haitiana fondata dallo stesso Wyclef Jean che portava aiuti immediati e concreti alla popolazione della penisola martoriata dal terremoto.
La situazione ad oggi e' quantomeno drammatica.
A distanza di sei mesi da quel terribile giorno i paesi che si sono fatti carico dell’onere di donare ingenti somme di denaro in aiuto di Haiti per ora hanno donato solamente il 10% di quello che hanno promesso, eccezion fatta per il Brasile che ha versato 55 milioni di dollari, e il Venezuela che ha quasi raggiunto la sua quota e continua a inviare aiuti umanitari.
L’11 luglio scorso l’ex presidente americano Bill Clinton, co-presidente della Commissione interim per la ricostruzione di Haiti (IHRC), denunciava il mancato assolvimento di queste promesse da parte di paesi e istituzioni come Usa, Giappone, Spagna, Francia, Norvegia, Ue, Banca dello sviluppo interamericano e Banca mondiale.
Un altro paese, oltre al Brasile e il Venezuela, in prima linea per la cancellazione del debito internazionale di Haiti e' il Canada, che oltre ad aver cancellato il debito estero che Haiti ha nei suoi confronti, ha promesso di versare 400 milioni di dollari a sostegno del Piano di Azione per Haiti dopo averne versati 33 per estinguerne il debito con le banche di sviluppo internazionali.
Ma al di la' di quello che puo' fare la comunita' internazionale aiutare Haiti vuole anche dire dare la possibilita' ad Haiti stessa di risorgere. Dare la possibilita' agli haitiani di costruire la loro Haiti, di coltivare la loro terra, di costruire le loro case, di creare l'Haiti degli haitiani.
Ed e' esattamente quello che sta cercando di fare Yele, che oltre a distribuire acqua e viveri per i bisogni immediati sta anche distribuendo sementi per coltivare i campi, preparando nuovi siti per la ricostruzione, organizzando comunita' e cooperative di lavoro con l'utilizzo del sistema del microcredito.
Aiutiamo Yele' e Wyclef Jean in questa impresa, con le nostre piccole cose: basta una donazione, potete trovare come fare su www.yele.org. Grazie.
Traduciamo e riportiamo un articolo del cantante hip hop pubblicato dalla CNN. Buona lettura.
Nei sei mesi da quando un terremoto ha devastato la mia terra, Haiti, il 12 gennaio, ho lavorato con mia moglie, Claudinette, e con Yele Haiti, l'organizzazione che ho fondato piu' di cinque anni fa, per cercare di porre rimedio alle condizioni terribili in cui vive la mia gente.
Ogni volta che torno, mi auguro che le cose siano migliorate e lo sono, ma solo un po' e non e' mai abbastanza. Dobbiamo continuare a sperare, per l'amor di Haiti, che il mondo non si dimentichi di quanto aiuto sia ancora necessario.
Per il popolo di Haiti, che ha cosi' poco, sono una gioia anche le cose piu' piccole. Nei pacchetti che distribuiamo, per esempio, le donne che vivono nelle tendopoli sono felici di trovare le torce windup (ricaricabili a manovella). Un oggetto che per noi ha poco valore, ma senz'altro avrete letto che alcune donne sono state assalite, stuprate o rapite nei campi di notte, ecco che queste torce permettono loro di non dover girare al buio nei campi di notte. Ecco che le torce illuminano il loro cammino e anche i loro visi quando le ricevono!
Naturalmente, sappiamo che c'e' molto altro da fare per garantire la sicurezza di tutte le donne e bambini.
Le aziende che ci forniranno case con porte che si chiudono contribuiranno a migliorare le condizioni economiche delle persone cosicche' i disperati non abbiano la necessita' di ricorrere al crimine e alla violenza... ma per ora la semplice torcia che si ricarica a mano da' qualche speranza a queste donne.
Pensate solo all'ondata di caldo che ha colpito la costa orientale degli USA in questi giorni, le temperature hanno superato i 38 gradi. Questa e' la temperatura normale in estate ad Haiti dove ci sono 1,2 milioni di persone che non hanno casa, che vivono nelle tendopoli, senza abbastanza cibo e acqua, con appena un riparo dal sole e senz'altro senza aria condizionata.
Pensate a questo e cosi' non vi sara' difficile capire perche' la gente e' cosi' felice di ricevere cose che altri danno per scontato avere: pacchi soccorso con pochi vestiti, oggetti di pronto soccorso, scarpe, alimenti in scatola e acqua.
Yele porta fino a 36.000 litri di acqua filtrata al giorno alle tendopoli, con una flotta di 14 camion cisterna. Portando l'acqua tutti i giorni abbiamo aiutato 7.200 famiglie che cosi' hanno potuto avere la gioia di cucinare un po' di cibo o di lavare i piatti, E abbiamo distribuito acqua potabile, inizialmente in bottiglia, ora in singoli sacchetti da 0,3 litri, piu' piccoli e quindi piu' facili da trasportare. Anche in questo caso sono le piccole cose che possono fare la differenza.
Ma vogliamo dare agli haitiani di piu'. Vogliamo che non debbano essere felici solo con una piccola torcia, quando in realta' cio' di cui hanno bisogno e' una casa che li metta al sicuro. Vogliamo che non debbano essere grati di avere l'acqua di cui necessitano quando quello di cui hanno bisogno e' migliori condizioni di vita con una fonte di acqua vicina alla loro casa. Ecco perche' Yele sta organizzando e raccogliendo fondi per la costruzione di case per i residenti delle tendopoli, dove ci sia anche una scuola, latrine, docce e una fonte d'acqua per ogni piccolo gruppo di case.
Vogliamo che il popolo di Haiti, per poter sognare in grande, non debba accontentarsi del minimo per tirare avanti. La loro gioia e gratitudine sono il carburante per i nostri sforzi. Perche' vogliamo portare loro un po' di sollievo che non hanno da quando il terremoto li ha colpiti sei mesi fa, e vogliamo combattere per loro, perche' il mondo sappia che meritano di vivere meglio che nelle condizioni disastrose in cui sono causate da circostanze al di fuori del loro controllo.
Tutti i nostri piccoli sforzi, le nostre piccole cose, una dopo l'altra, possono portare a grandi cambiamenti. Quindi cerchiamo di apprezzare le piccole cose, come gli haitiani fanno, ma cerchiamo di fare grandi miglioramenti per queste grandi persone.
Ven, 2010-07-23 15:57
In Campidoglio verranno allestiti due orti biologici. Una volta c'era il Comune di Roma.
Per leggere le altre notizie di oggi clicca qui
Mer, 2010-07-21 10:45
Cambiamo l’Italia con la strategia della spinta gentile.
Per ora abbiamo ottenuto un grande successo utilizzando una modalità anomala nel panorama politico marcescente italiano.
L’idea della SPINTA GENTILE è che sia mediamente più facile indurre qualcuno a compiere un’azione se questa è gradevole e vantaggiosa e se il modo di proporla è divertente e privo di minacce, critiche, ricatti, insulti e simili.
(http://www.jacopofo.com/node/6638)
video su http://www.youtube.com/watch?v=X-gTc4ifliM
Domani uscirà sul fattoquotidiano.it la mia terza lettera, a Epifani.
Dopo le lettere a Di Pietro, che ha risposto positivamente e a Bersani, che non ha ancora risposto, sarà interessante scoprire se Epifani è disponibile ad accettare un'idea banale, basata sul semplice buon senso e perfettamente in linea con la storia e la filosofia della CGIL:
rilanciare i gruppi d’acquisto come strumento per difendere il valore del denaro guadagnato dai lavoratori.
A Bersani ho invece scritto proponendo di creare un centro studi che analizzi e diffonda le esperienze positive nel campo del risparmio energetico realizzate da decine di sindaci del PD con ottimi risultati.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/10/caro-bersani-facciamo-cose-di-sinistra/38359/
A Di Pietro ho proposto di lanciare una campagna di azioni legali (ogni lunedì) che colpiscano chiari momenti di illegalità che sopravvivono solo per la debolezza delle istituzioni. In Italia la metà dei caschi per motociclisti in commercio non rispetta gli standard di qualità obbligatori: chiediamo a un giudice il sequestro su scala nazionale. (http://www.antoniodipietro.com/2010/07/costituzione_e_obbedienza_civi.html)
Il succo dell’idea è di tentare di smuovere le acque putride italiane con una serie di micro azioni, che alcune persone potrebbero attuare con poco sforzo e ottenendone oltretutto grande vantaggio politico e economico.
Non vado a proporre loro le mie idee. Osservo solo che quella certa azione funzionerebbe.
Che cosa succederebbe se veramente queste persone realizzassero cambiamenti capaci di generare sinergie positive? Penso che nell’insieme una serie di singole azioni elementari potrebbero ingenerare un movimento, una corrente di cambiamento concreto che potrebbe crescere.
Utopia?
Tra i più di 400 commenti postati sul Fatto e sul blog di Di Pietro, moltissimi hanno colto le implicazioni positive della proposta.
Ora le possibilità di riuscita di questa iniziativa sono nelle mani dei lettori.
Alcuni ad esempi stanno portando la lettera a Bersani nelle sezioni del Partito Democratico, chiedendo di approvare le proposte contenute e di inviarla alla segreteria nazionale. Un pronunciamento dall’interno. Se non fossero casi isolati sarebbe un evento notevole.
Ma serve che qualcuno, oltre a esprimere approvazione, si dia da fare.
Lo stesso vale per le proposte a Epifani
Se ti interessa tutta la storia trovi qui i miei articoli:
http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/JFo/
sei disponibile a dare una mano?
Anche il semplice lincare o segnalare queste lettere sarebbe di grande aiuto.
Questo tentativo può vincere solo se supera lo stadio di semiinvisibilità.
Serve farlo sapere in giro. La rete rende possibile farlo. I commenti di chi ha letto le proposte sono positivi, quaglierà una grandiosa campagna di pressione gentile?
Su fratelli e sorelle, correte alla pugna!
L'ora è giunta
o merda o berretta rossa!
(Questo è un comunicato rivoluzionario militante tosto, mica le solite robe.)
Dom, 2010-07-18 20:34
E' con spropositata gioia che pubblichiamo la risposta di Antonio Di Pietro all'appello di Jacopo Fo pubblicato sul blog del Fatto Quotidiano.
Per leggere la lettera di Jacopo cliccate qui
Costituzione e obbedienza civile
Caro Jacopo,
ho letto con molta attenzione il post che mi hai indirizzato. Innanzitutto ti ringrazio per aver pensato a me e all’Italia dei Valori come tuoi interlocutori.
Non sbagli quando dici che abbiamo lavorato sodo come difensori della legalità fuori e dentro il Parlamento. La nostra è una struttura giovane e dinamica, piena di persone oneste e pulite che hanno voglia di cambiare seriamente il nostro Paese.
Il salto di strategia che tu ci proponi fa parte del nostro Dna, visto che siamo un movimento che si è trasformato in partito e che – tra le sue caratteristiche principali – ha proprio quella di lavorare fianco a fianco con i cittadini. Come abbiamo ben dimostrato con le nostre campagne referendarie.
Hai ragione quando dici che lo Stato italiano, in questo momento, non ha la forza né – aggiungo io – la volontà di reagire alla corruzione e all’illegalità generalizzata. Sarà perchè chi dovrebbe dare l’esempio – il nostro governo – rappresenta in realtà la massima espressione della ricerca dell’impunità.
Quindi la tua idea di dedicarci a battaglie che riguardino il vissuto quotidiano dei cittadini non solo mi piace ma mi ha spinto a chiedere a Gianfranco Mascia di coordinare un’Area dipartimentale all’interno dell’Italia dei Valori che si chiamerà “Costituzione e Obbedienza Civile” proprio per lanciare campagne in difesa della nostra Carta Costituzionale e creare, proprio come ci suggerisci tu, un programma di obbedienza civile che ci veda propulsori di quella rivoluzione copernicana che parta dalla difesa dei diritti e del benessere dei cittadini.
L’Area dipartimentale, come prossimo obiettivo, avrà proprio quello di aprire uno sportello di ascolto dei cittadini, di collaborazione con riviste come Altro Consumo e attenzione alle loro inchieste, di creazione di mobilitazioni e di progetti di Obbedienza Civile.
Gianfranco Mascia si raccorderà con te per definire la possibilità di un tuo contributo all’ideazione e al lancio delle iniziative.
Ti ringrazio molto per quello che stai facendo e che seguo da anni con attenzione. Apprezzo soprattutto il tuo impegno nei confronti dello sviluppo e della diffusione delle nuove tecnologie che utilizzano come fonte energetica il sole. Un settore fondamentale per la democratizzazione dell’energia e per contrastare il tentativo di riportare il nucleare in Italia. Anche a questo proposito, ti chiederò di affiancarci – una volta consegnate le firme per il referendum per bloccare il nucleare – nel comitato organizzativo della campagna referendaria per far sì che questa sia una battaglia dei cittadini per i cittadini.
Postato da Antonio Di Pietro su http://www.antoniodipietro.com
Dom, 2010-07-18 09:19
Oggi mia mamma compie gli anni.
Ho deciso di farle gli auguri sul web perché è una bisnonna internettizzata.
E le dedico questa poesia
(Si possono scrivere poesie alla mamma nel 2010?
Sì. Soppratutto nel 2010. E' L'ORA DELLA POESIA!)
Cara mamma
ti ringrazio di avermi messo al mondo
anche se non è perfettamente rotondo
e ti ringrazio di avermi insegnato
tutto sulle lotte del proletariato
Ti ringrazio perché mi hai dotato di molte dita
e mi hai dato parecchio desiderio di vita
e mi hai fatto vedere
recitando per un milione di sere
e aiutando tanta gente
che esiste un modo differente
di trascorrere il tempo presente
Cara mamma vorrei che tu fossi molto felice
della tua vita non facile
e che ti sentissi amata
in maniera esagerata
Cara mamma ti voglio molto bene
un bacio
Tuo figlio Jacopo Fo
(PS: Lo so che mia mamma lo sa che io sono Jacopo Fo
anche per via che sono figlio unico.
Ma ho iniziato a firmare così le lettere a mia mamma a 6 anni e poi non ho più smesso. Anche se ammetto che farlo non è molto intelligente.)
Sab, 2010-07-17 23:00
Ci ho messo quei trent’anni e passa ad arrivarci ma alla fine ci sono riuscito.
In tutti questi anni ho potuto realizzare molto, e di questo ringrazio la fortuna. Sono meriti miei invece i numerosi fallimenti.
Negli ultimi 35 anni si e' ripetuta innumerevoli volte la scena del fallimento di un mio grande progetto.
Fino ad un certo punto andava tutto bene, si ottenevano buoni risultati ma poi a un certo TRACK, tutto andava a sbattere contro un muro invisibile.
Faccio un esempio: realizzi una serie di incontri con un comune, viene fuori un progetto strepitoso, inizi a lavorare, realizzi un primo intervento di efficienza energetica a costo zero, funziona tutto, tutti sono entusiasti, tu tiri fuori un progetto di ristrutturazione globale del sistema energetico, tutti sono entusiasti. Il progetto parte, poi rallenta e muore. Hai ottenuto 10 ma quando cerchi di smuovere 100 succede qualche cosa. Cambia il sindaco, si ammala, diventa buddista, si innamora di una minorenne.
Ogni volta che succedeva una di queste sfighe mi dicevo: “Puo' capitare… Qualche cosa e' andata storta… riproviamo…” Ma poi passano gli anni, i decenni, tu ti sforzi come un pazzo a limare, migliorare, riorganizzare, aspetti una nuova onda positiva curando piccoli gioiellini ben fatti, arriva l’onda, parti, tagli il traguardo per primo alla prima tappa, trionfo, poi al traguardo della seconda tappa, quella con il super premio, non ci arrivi mai.
Elencare tutte le volte che abbiamo vinto la prima tappa e perso il Giro D’Italia sarebbe lungo e noioso. Ma sono proprio tante.
A un certo punto ho pensato di avere una tara che mi impedisce di andare oltre un certo livello.
Poi, in un periodo di depressione, ho iniziato a sospettare di essere finito su di una lista nera dei reietti.
Da un certo punto in poi ho avuto una sorta di illuminazione prerazionale. Non me la sono piu' sentita di buttarmi da solo nelle storie. Se trovavo una persona molto quadrata che ci stava avevo il doppio di probabilita' di riuscita. Cosa volesse dire poi “Trovare una persona piu' quadrata di me” non mi era chiaro. Andavo a tentoni.
Qualche giorno fa, discutendo con Gaetano e Dario delle difficolta' enormi che incontriamo a convincere i sindaci a compiere scelte di efficienza energetica, ho capito che cosa non avevo capito.
Una grande luce si e' accesa nel mio cervello e io mi son detto: “Sono un idiota.”
La soluzione del problema che mi ha angustiato per decenni e' ovvia, banale.
La mia idea e' che io vado da un sindaco, gli parlo, gli spiego cosa potrebbe fare, gli porto esempi realizzati e verificabili, credenziali scientifiche, certificazioni, avvalli di enti rispettabili, un pacchetto semplificato, preconfezionato. Tutto perfetto, tutto in ordine, tutto chiaro, onesto, trasparente e conveniente, e non faccio la cosa essenziale.
Vorrei spiegarmi bene, cosi' mentre lo spiego lo capisco meglio anche io, perche' e' un’idea nuova.
Allora: cosa porta un sindaco a decidere di compiere un’azione elementare come isolare termicamente tutti i tetti del comune?
La convenienza, il buon senso, gli ideali ecologici?
No. Il meccanismo e' completamente diverso.
E non sto parlando di un sindaco corrotto, no, parliamo di un bravo sindaco che vuole il bene dei cittadini.
Il mio errore e' pensare che il sindaco ha tutto il potere.
Il sindaco non ha il potere, e' un mediatore. E’ uno strano animale che e' riuscito a convincere persone che a volte si odiano a mettersi insieme per farlo diventare sindaco.
Tra la sua intenzione di isolare il tetto e la realizzazione di questo progetto c’e' di mezzo un mare di eventualita'.
Innanzi tutto il sindaco deve fare 600 cose urgenti e sa benissimo che 500 dovra' rimandarle (se tutto va bene).
Se hai mai gestito un’azienda sai che comandare vuol dire in gran parte decidere cosa puoi non fare restando a galla comunque.
Quindi perche' la tua proposta vada in porto deve succedere che una serie di persone, che hanno dei rapporti organici con il sindaco, gli dicano che la tua proposta e' piu' urgente del festival delle lumache sorde e dei problemi che il sindaco ha con l'amante e con sua zia con la sciatica.
Riflettendo su questa questione ho ripercorso la storia delle iniziative di maggior successo alle quali ho partecipato.
E mi sono reso conto che dal Male a Tango ai pannelli solari la costante e' che si sono formate delle squadre di professionisti con caratteristiche umane molto diverse. Teste che funzionavano in maniera diversa. Qualita' particolari.
Oggi penso che avremmo potuto avere lo stesso successo anche senza un paio dei grandi autori che fecero il Male. Ma se mancava Lionello Massobrio non avremmo concluso nulla. Un personaggio molto “diverso” anche se e' un regista. Lui aveva una mente fatta in modo diverso. Dovevamo stampare il primo numero del Male e non avevamo soldi. E nessuno credeva nel nostro progetto e voleva finanziarci. Arriva Massobrio e ci dice: datemi il giornale che ve lo stampo.
Ma tu hai i soldi per la tipografia?
Certo che no!
Porta il giornale in tipografia e gli dice: ti pago tra tre mesi. Poi va dal distributore e lo convince a dargli un anticipo come se avessimo gia' venduto il 25% della tiratura. Poi cerca un’altra tipografia disposta a stampare un numero con pagamento a tre mesi. Un delirio. E non oso pensare cosa sarebbe successo se il quinto numero non fosse andato esaurito, permettendoci di pagare i debiti. Avremmo dovuto fare dei mutui per ripagare tutti. Ma quando Lionello ci spiego' come si doveva fare era tutto cosi' semplice logico, ineluttabile.
Massobrio aveva il dono incredibile di parlare con dieci persone e convincerle completamente. Faceva lo stesso con le donne. Non potevano dirgli di no. Far l’amore con lui era una necessita' improrogabile primaria. Anche se non piaceva non poteva rinunciare. Sarebbe stata una follia!
Ecco, raccontando questa storia ho capito un libro che ho letto 10 anni fa: Il punto critico (I grandi effetti dei piccoli cambiamenti, di Gladwell Malcolm, Editozioni BUR)
Tra le altre cose utili racconta con dovizia di esempi storici che, perche' un nuovo comportamento si diffonda, e' necessaria la collaborazione di 3 tipologie umane: l’esploratore che trova la novita', la prova e si convince che va bene. Poi c’e' una specie di uomo delle tecniche, quello a cui chiedi consiglio se devi comprare un cellulare perche' ci capisce. E infine c’e' il comunicatore, quello che dice: “Avete visto che l’esploratore ha trovato questa cosa buona e l’esperto ha detto che e' veramente buona, anch’io l’ho provata, e' fantastica, se la provi anche tu resterai entusiasta!”
Fino a che questa squadra non si coagula intorno a un nuovo comportamento o prodotto, le cose non si muovono.
Mi sembra un concetto semplice in fondo, quando lo hai capito. La diffusione di un comportamento e' un fenomeno complesso, le persone hanno paura di sbagliare, non hanno voglia di mettersi li' a capire la novita', sono distratte.
Non basta che incontrino qualcuno che gli dice che si possono piantare pomodori migliori, non gli basta neanche vedere un campo di pomodori migliori.
Non e' un fenomeno esclusivamente razionale, non riguarda solo la comprensione. La persona che ha capito che gli conviene cambiare deve poi trovarsi in una SITUAZIONE EMOTIVA DI CAMBIAMENTO caratterizzata da un mix di fascinazione, esaltazione, desiderio, che gli permettano di superare diffidenza e paura del cambiamento e del connesso possibile fallimento.
Ho parlato di pomodori non a caso. Il libro cita uno studio sul tempo impiegato in una certa regione perche' i contadini si convincessero a adottare un nuovo tipo di pomodoro, piu' buono, piu' resistente alle malattie, piu' produttivo. Una qualita' di pomodori veramente e indiscutibilmente superiore, tanto che alla fine tutti iniziano a coltivarla. I primi campi con le prime piantine di pomodori di questa varieta' superiore si diffondono nel 1928, ma ci vogliono 7 anni perche' la meta' degli agricoltori adotti questa novita'. E altrettanti perche' il resto dei contadini si decida a gettarsi nel cambiamento.
Questo ci puo' far capire che la paura e' un cardine essenziale della nostra mente.
Attenzione, la paura ha un funzione determinante anche nello spingere gli innovatori. Solo che fa pressione su circuiti mentali diversi.
Il coraggioso ha il terrore di perdere la possibilita' di avvalersi dell’innovazione. Nella sua mente la paura di perdere un vantaggio (che lo metta al sicuro dai disastri della vita) ha un peso maggiore della paura di subire una perdita per un insuccesso. Da un certo punto di vista potremmo addirittura affermare che il comportamento dell’innovatore che nel 1928 pianta i nuovi pomodori e' scriteriato. Infatti il danno che potrebbe trarre da un insuccesso e' maggiore del vantaggio che trarrebbe da un successo. L’innovatore gioca d’azzardo, il conservatore va sul sicuro. I suoi pomodori funzionano, ci guadagna bene. Perche' cambiare se persiste il minimo dubbio, la minima possibilita' di insuccesso? Egli cambia solo quando le certezze sui nuovi pomodori sono esattamente equivalenti a quelle sui vecchi pomodori.
Tutto questo discorso per dare un’idea della complessita' di valutazioni e paure che giocano intorno alla decisione di cambiare.
Ma torniamo al nostro sindaco che deve decidere se isolare il palazzo del comune, e mettiamolo vicino a un personaggio, che chiameremo X, che sfiora spesso un deflagrante successo ma raramente lo coglie fino in fondo. Andare fino in fondo presuppone un notevole cambiamento.
Il sindaco soffre di un’affezione alla capacita' di cambiare perche' lo trattiene il senso comune che sta nella testa del suo gruppo di potere.
Mister X soffre di un’affezione che blocca il successo, il cambiamento radicale insito nel successo totale.
Quel che ne viene fuori nella mia mente, e' che esiste un tavolo da gioco, coperto di panno verde e ben delimitato, sul quale si svolge la partita della realizzazione o della non realizzazione di un cambiamento.
Questo tavolo da gioco e' l’universo delle relazioni.
Per questo e' piu' facile vincere quando sei parte di una squadra, perche' piu' persone hanno piu' relazioni, quindi piu' potere relazionale.
Ma questo non sempre e' vero. Una banda di diseredati del Bronx ha infinitamente meno relazioni di una banda di commercialisti milanesi.
E molti studi dimostrano che possiamo calcolare il livello di successo potenziale di un individuo scoprendo di quante persone e' capace di indicare nome, cognome e 5 informazioni sul tipo di vita, lavoro, capacita'.
Ma voglio andare oltre: questi aspetti sono solo una facciata della questione.
Non basta conoscere, bisogna emozionare.
Possiamo misurare il “tasso di relazione sociale” di una persona, ma possiamo immaginare anche un “tasso di relazione emotiva”.
Ci sono persone che conoscono tutti ma che sono considerate da tutti inaffidabili.
Il che vuol dire che quando si forma una squadra di lavoro e' importante sapere che serve qualcuno che abbia carisma emotivo. Ti serve Obama, uno che quando parla alla gente si sente che sta bene.
Persone che hanno la dote di abbassare il livello di paura delle persone. Danno sicurezza.
Attenzione, non per forza poi queste persone devono essere il leader. In una buona squadra nessuno e' il leader. Se c’e' uno che comanda vuol dire che gli altri non sono abbastanza bravi. Ci puo' essere un catalizzatore. E catalizzatore e leader possono essere due persone diverse.
E attenzione attenzione, non e' detto che il comunicatore emotivo carismatico sia quello che parla davanti alla folla, a volte si', a volte no. A volte quello che parla davanti alla folla e' solo uno simpatico che racconta belle barzellette. Ma nessuno gli da' retta se propone nuovi pomodori senza avere dietro qualcuno che abbia credibilita' emotiva.
E qui improvvisamente capisco quale e' il problema di Mister X e quale e' la differenza tra le imprese che hanno avuto pieno successo e quelle che non ne hanno avuto.
La squadra. La squadra e' tutto. Ma non per quello che fa nel suo insieme, internamente, non solo per i prodotti che produce. E’ importante per la sua capacita' di produrre una rete di emozioni, una trasmissione di emozioni attraverso una rete di persone emotivamente ben disposte.
Il risultato di questo discorso mi spiega finalmente che cosa sto facendo ormai da qualche anno, in modo istintivo.
Mi fa capire fino in fondo una cosa che alla grossa in effetti avevo gia' compreso da tempo ma che ora mi appare con una nitidezza e un peso preponderanti.
Mi sembra di scorgere il nucleo.
In pratica bisogna rovesciare un paradigma operativo: “ho una buona idea-la propongo a chi trarrebbe vantaggio dall’usarla” diventa “buona idea-trovo una squadra-la squadra genera un campo emotivo positivo intorno all’idea-qualcuno vuole la nostra idea”.
E la cosa essenziale e' il CAMPO EMOTIVO POSITIVO.
Infatti se guardiamo il mondo vediamo che i malvagi si occupano essenzialmente di questo. Vivono per questo.
La Massoneria, i complotti, i party mondani, i motoscafi, le fondazioni letterarie, i consigli di amministrazione degli enti, i giri di magnaccia e puttane, i sensali, i mediatori, i sostegni elettorali, il clientelismo. Sono tutti sistemi che potremmo inscrivere nella categoria degli strumenti utili a determinare un Campo Emotivo Positivo intorno al disonesto.
Tenere le fila di favori e controfavori, debiti e crediti, contatti e credenziali e' l’attivita' essenziale.
Quel che produce il gruppo e' indifferente, l’importante e' avere i mezzi emotivi per imporre che sia comprato (per MEZZI EMOTIVI in questo caso leggi: mazzette, favori, pistole, ricatti)
Per inciso proprio perche' la costruzione di un campo emotivo e' una cosa di una complessita' che supera le capacita' umane di gestione, io non credo alla possibilita' del successo dei complotti. Essi diventano automaticamente una bolgia di campi emotivi con sottoinsiemi emotivi discordanti. Il complotto si spezza in sotto-complotti con gruppi di complottatori che cercano di fregare altri gruppi per prendere il controllo del complotto.
E questo funziona anche per i complotti dei buoni.
(La soluzione e' la rete capace di cooperare in modo semplice sulle singole azioni senza proiezioni di cervellotici modelli onnicomprensivi. La realta' e' complessa e imprevedibile).
E per finire cosa faro' da grande
Nonostante tutte le meditazioni pacifiste la mia formazione resta militarista. Quindi penso ai 7 samurai.
Forse esiste un film senza spade che racconta come un gruppo di giocatori di qualche sport si mette insieme per formare una grande squadra, ma non me lo ricordo.
E poi nei 7 samurai il processo di aggregazione del gruppo e' grande.
Tutto comincia con due contadini paurosi e ignoranti che partono a cercare dei samurai che difendano il villaggio dai briganti. Per pagarli hanno solo riso. Una follia. Sono loro gli esploratori, i primi eroi della storia. E sono loro che poi riescono a mediare col villaggio. Ma non hanno avuto l’idea. L’idea l’ha avuta un vecchio saggio. E la prima persona che devono trovare e' qualcuno che poi comandi i samurai, uno capace di formare un gruppo, di dare fiducia.
E cosi' via. E il settimo samurai e' un pazzo. Interessante. Nel gruppo devono esserci grandi biodiversita', grande tolleranza e comprensione. E alla fine e' l’elasticita' di questo samurai anomalo e istrionico a risolvere la situazione. Lui in realta' non e' un samurai, e' della casta infima dei contadini. Ma e' lui che diventa il leader, che parla ai contadini del villaggio che hanno paura di combattere. Lui conosce la loro vita. Li insulta, li deride, gli fa vedere che non cambiare sarebbe sicuramente peggio di cambiare, gli mostra che la strada del cambiamento e' l’unica via possibile. E allora, finalmente, si crea una grande squadra. E la tecnica della battaglia sara' quella di dividere gli avversari e poi buttarsi tutti sul gruppo piu' piccolo di nemici. Li ammazzano tutti, due per volta, combattendo sempre in trenta contro uno.
Bene, ti auguro di trovare alla svelta gli altri 6 samurai del tuo gruppo e che siano simpatici.
Questa e' la mission, poi colleghiamo i gruppi di samurai (o di calciatori) e facciamo una super rete di stati emotivi.
L’inquinamento, la fame e la guerra hanno i giorni contati.
Sab, 2010-07-17 08:00
Carissimi,
dopo mesi di attese e solleciti, qualche giorno fa la Conferenza Stato-Regioni ha finalmente approvato il nuovo conto energia per gli impianti fotovoltaici che entreranno in funzione nel triennio 2011-2013. Vi proponiamo qui in sintesi le novita' introdotte dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.
1. Tariffe incentivanti. Il meccanismo dell'incentivo non subisce variazioni: il contributo sull'energia prodotta dall'impianto continua ad essere fisso e garantito per 20 anni da quando entra in esercizio l'impianto. Si conferma la riduzione che, quanto meno per impianti piccoli e per i primi mesi del 2011, e' per verita' meno penalizzante di quanto si potesse temere (v. tabella allegata). Basti pensare che con i costi attuali di un impianto fotovoltaico, un'installazione agli inizi del 2011 sara' tutto sommato piu' conveniente di quelle effettuate negli anni scorsi!
Nota positiva: Ci sembra ottima la semplificazione delle tipologie di impianto: sparisce la suddivisione tra impianti "parzialmente integrati" e integrati, rimane unicamente la distinzione tra "impianti realizzati sugli edifici" e "altri impianti". Si ribadisce la "predilezione" per i primi, che godono di tariffe piu' alte, e per gli impianti piccoli, che risentono meno della riduzione dell'incentivo. In proposito vengono anche aumentate da 3 a 6 le classi di potenza: confermate le prime fasce (fino a 3 kWp e da 3 a 20), si passa poi a quelle da 20 a 200, da 200 a 1000, da 1000 a 5000 e infine sopra i 5 MW. Il tetto della potenza incentivabile e' stato portato a 3mila MW.
Nota negativa: Come si vede dalla tabella, le tariffe diminuiranno gia' nel corso dell'anno prossimo, il 6% ogni quattro mesi; facile quindi prevedere una rincorsa per terminare il tutto entro il relativo quadrimestre... e se questo porta all'isteria dei prezzi e delle forniture dei materiali cui stiamo assistendo in questi mesi, gli installatori non avranno la vita facilissima. Per non parlare poi della scadenza della tariffa B: 31 agosto! La riduzione del 6% procedera' invece con scadenza annua per il 2012 e il 2013.
2. Premi incentivanti. Gli impianti in scambio sul posto (opzione possibile fino ai 200 kWp) installati su edifici sui quali si riduca di almeno il 10% l’indice di prestazione energetica dell’edificio (da dimostrare con una certificazione energetica) possono vedere aumentato fino al 30% l'importo della tariffa base.
E' stato poi confermato il premio del 5% per gli impianti installati in sostituzione di coperture contenenti amianto e in piu' introdotto un premio, sempre del 5%, per gli impianti che sorgono su discariche, cave, ex aree industriali, siti da bonificare: ottimo provvedimento se portera' a disincentivare la realizzazione del fotovoltaico su aree agricole!
Viene introdotta, infine, la categoria “impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative” (vale a dire tutte quelle istallazioni con moduli o componenti speciali sviluppati specificatamente per sostituire elementi architettonici) che beneficeranno di tariffe incentivanti (secondo tre intervalli di potenza) piu' alte rispetto alle altre due tipologie. Queste tariffe saranno decurtate del 2% all’anno (anziche' del 6% come per gli impianti "normali") nel 2012 e 2013.
Confermati, in ultimo, la cumulabilita' con benefici e contributi pubblici, l'incompatibilita' del contributo del conto energia con la richiesta di detrazioni fiscali e l'applicazione dell'iva agevolata al 10%. Un cenno merita lo snellimento delle procedure burocratiche con GSE... che ovviamente da solo non risolve affatto il problema - molto sentito in questi ultimi mesi - delle lentezze nei rimborsi per chi ha aderito allo scambio sul posto... Ma questa, come si suol dire, e' un'altra storia!
Questo e' quanto siamo al momento in grado di raccontare, sulla base dell'unica bozza di decreto del Ministero che abbiamo trovato in rete e dei relativi commenti che in questi giorni si possono leggere. Siccome fidarsi e' bene e non fidarsi e' meglio, attendiamo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per ulteriori approfondimenti.
Nel frattempo: buon sole a tutti!
PS: Nella stessa sede, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato anche le "linee guida amministrative per l'autorizzazione unica ad impianti a fonti rinnovabili", che tra l'altro individuano, fonte per fonte, le tipologie di impianto e le modalita' di installazione che consentono l’accesso alle procedure semplificate (denuncia di inizio attivita' e attivita' edilizia libera) e che in pratica dovranno uniformare i criteri e le modalita' delle autorizzazioni. Entro 90 giorni queste linee guida dovranno essere recepire da Regioni e Enti locali. Ne riparliamo a fine ottobre...
Per maggiori informazioni sul Gruppo d'acquisto di pannelli solari fotovoltaici clicca qui
Gio, 2010-07-15 15:19
Gli attori di Improv Everywhere (http://improveverywhere.com/) hanno colpito in un vagone delle metropolitana di New York. Perfettamente travestiti come i protagonisti di Star Wars hanno inscenato il rapimento della Principessa Leila, intenta a leggere una guida alle Ribellioni galattiche per principianti.
Alla fine entra in scena anche Darth Vader, l'attore asmatico della compagnia.
(Fonte: Repubblica)
Mer, 2010-07-14 16:41
Sembra che i magistrati e i giudici della Cassazione abbiano sempre piu' a che fare con ricorsi su casi di insulti, offese, gestacci.
Quei geni dell'agenzia di stampa Adnkronos hanno stilato una sorta di classifica di quello che attualmente e' lecito o meno pronunciare in Italia.
Il “non rompermi i coglioni” detto tra coetanei o automobilisti e' stato piu' volte assolto in quanto rafforzativo di un pensiero.
Anche il “vaffanculo” non e' reato se viene detto tra pari grado in un acceso contesto.
Molto piu' grave il vecchio “lei non sa chi sono io”, giudicato sconveniente e passibile di un'ammenda.
Ingiuria vera e propria e' invece dare a una donna della “lewinskiana”.
Secondo un sondaggio Demoskopea in televisione viene pronunciata una parolaccia ogni 21 minuti.
Se proprio dovete insultare qualcuno, e in certi casi puo' essere terapeutico, fatelo via mail: questo sistema e' stato giudicato meno invasivo di telefonate e sms.
Fonte imm
Mar, 2010-07-13 16:28
Avrete certamente sentito parlare del polpo Paul dell'acquario di Oberhausen, in Germania. Ha predetto e indovinato tutti i pronostici delle partite di calcio della nazionale tedesca ai mondiali, piu' il risultato delle due finali.
Per la gioia Zapatero gli ha regalato una copia della Coppa del mondo.
Oggi c'e' la fila di persone che chiedono consigli all'oracolo. Siamo arrivati gia' al 27.mo Segreto del Polpo.
Fonte imm
Lun, 2010-07-12 13:46
Ha celebrato qualche giorno fa 130 anni di eta'. Almeno secondo quanto dice lei, che si definisce la donna vivente piu' vecchia del mondo. Abita in un villaggio di montagna in Georgia e il suo segreto di longevita' sarebbe la vodka.
Il certificato di nascita della signora e' andato distrutto durante la prima guerra punica.
E' andata in pensione a 85 anni. Tremonti le vorrebbe tutte cosi'!
(Fonte: Ananova)
Fonte imm
Sab, 2010-07-10 23:00
In questo momento drammatico per il nostro Paese l’unica cosa che ha veramente importanza strategica e' la sfida dell’ARTE. Perche' di fronte alla sfida dell’arte tutte le altre difficolta' non hanno piu' importanza.
Carissime persone meravigliose che trovate il tempo per leggermi, oggi ho una grande notizia da darvi: ad Alcatraz, la Libera Repubblica che ben resiste, c’e' stata un’esplosione di musica e rivoluzione. Una cosa veramente scioccante. Mentre vi scrivo il fenomeno e' ancora in corso. Ma non si tratta solo di musica, c’e' stato un incontro di esseri umani che negli anni hanno seguito strade parallele. Si e' parlato, raccontato storie, sogni e sensazioni. Lo so che qualcuno stara' pensando che sto pompando un articolo pubblicitario. Invece vi voglio parlare di un evento umano e politico.
In effetti non abbiamo mai, neanche per sbaglio, nominato il deludente momento politico che stiamo attraversando. Avevamo altri grilli per la testa.
Cerco di spiegarmi con un minimo di ordine senno' rischio di fare un discorso emotivo che non si capisce.
Chi di mestiere fa arte sa bene che lo spirito creativo ha bisogno di energia. Lavorare con gli altri da' energia.
Quando sei giovane l’inizio del lavoro e' legato a situazioni collettive. Quando avevo 22 anni e lavoravo al Male, settimanale sublime di satira, il mio grande piacere erano le riunioni di redazione. Trovarsi in una grande stanza, intorno a un tavolone da disegno di 4 metri per 8, insieme a Pino Zac, Angese, Vincino, Scozzari, Perini, Liberatore, Pazienza, Cinzia Leone (la disegnatrice e scrittrice, non l’attrice), Cagni (Carlo Zaccagnini) Mattioli, Pasquini, Sferra, Tamburini e altri notevoli ingegni, era un piacere, un fuoco d’artificio di idee che venivano buttate via tra gli schiamazzi e gli insulti. Un gioco che improvvisamente diventava metodico, istericamente dedito alla cura dei particolari, ordinato e disciplinato come e' a tratti il gioco dei bambini. Era come se dovessimo scavare una montagna, tirando fuori tutte le idee stupide fino a quando emergevano i diamanti delle idee geniali.
Questa era la cosa che mi piaceva di piu', molto piu' del successo.
C’era la magnificenza di uno stato di grazia collettivo, la sacralita' di questo fondersi mentalmente fino a creare una macchina capace di portarci laddove nessuno di noi sarebbe riuscito ad arrivare da solo.
E le idee che nascevano cosi' avevano una forza comica talmente forte che furono capaci di paralizzare gli eserciti della noia malvagia.
E non lo dico per dire. I fatti sono la prova.
Penso che tu possa immaginare che esistano decine di leggi che mi impediscono di stampare centocinquantamila copie del Corriere della Sera e venderle in edicola guadagnandoci sopra spudoratamente. C’e' furto, truffa, appropriazione indebita, violazione di tutti i diritti d’autore, violenza privata, millantato credito, raggiro, circonvenzione di incapace e chissa' cos’altro. Non so se hai idea di che belve siano gli avvocati del Corriere… Fanno paura.
Se poi sul falso Corriere della Sera ci scrivi oscenita' tipo: “La finalissima dei Mondiali, persa dall’Italia, e' stata annullata perche' i brasiliani si sono masturbati negli spogliatoi prima di scendere in campo”, ai reati sopraddetti si aggiunge il turpiloquio, l’oscenita' in luogo pubblico o comunque aperto al pubblico compiuta da una o piu' persone contemporaneamente allo scopo di sovvertire l’ordine pubblico, l’associazione criminale e forse pure la banda armata.
Aggiungiamo che era il ’78, avevano ammazzato Moro, Prima Linea sparava per le strade, la Digos abbatteva i terroristi senza processo con una raffica di mitra, e si puo' capire che non era il periodo adatto per fare i cretini.
Noi decidiamo di uscire in edicola con una serie di falsi osceni del Corriere della Sera, La Repubblica, Il Corriere dello Sport, La Stampa. E ci scriviamo sopra delle cose pazzesche:
Annullati i Mondiali
Lo Stato si e' estinto
Sbarcati gli extraterrestri in Brianza
E’ Tognazzi il capo delle Brigate Rosse (Vianello commenta: “Lo sospettavo!”)
Io ero convinto che saremmo finiti tutti in prigione per questa follia iconoclasta. E mi andava bene cosi'. Ci si giocava il tutto per tutto. Il processo sarebbe stato veramente divertente. Gli anni di carcere forse no ma ne valeva la pena. Invece la gente inizio' a ridere, a ridere tanto forte che divenne un fenomeno di massa. Era pieno di buontemponi che usavano i nostri quotidiani falsi per fare scherzi ad altre persone, che poi correvano all’edicola a comprare una copia del Male per fare pure loro uno scherzo. Un virus. E incredibilmente neanche Agnelli, che era il re d’Italia ed era veramente cattivo, ci denuncio' per il falso della Stampa.
Ora io vorrei osservare che questa nostra impunita' era proprio un fatto incredibile. Avevamo colto nel segno comico e avevamo cosi' dimostrato che perfino le leggi piu' sacre, quelle sulla proprieta', si vaporizzano se sei capace di produrre un sufficiente livello di shock comico, se tocchi vertici della qualita'. Perche' i nostri falsi erano tecnicamente perfetti.
Se avessimo lavorato solo un briciolo al di sotto di quel livello ci avrebbero fucilati tutti.
Intendiamoci, erano furenti. Incazzati come iene alle quali hanno schiacciato i coglioni. Ci venivano anche addosso, ma senza convinzione.
Tutta la redazione si fece mezza nottata in cella perche' avevamo fatto un discorso del Papa, imitando Wojtyla che parlava per la prima volta come pontefice, dal balcone di via Lorenzo Valla, dove una palazzina a 3 piani era la sede del giornale. Perini, in costume, faceva il Papa. Ci serviva per un servizio fotografico. Stava in mezzo a due suore che erano uno schianto, Sferra era il chierichetto.
Io, avevo avuto l’idea e, colpo di culo, esco dalla redazione un minuto prima che arrivino le volanti della polizia che si portano via tutti. Da quel giorno Perini mi ha odiato. E comunque la polizia impiego' otto ore a capire che non esiste reato se ti affacci alla finestra di casa tua vestito da Papa e parli alle masse. Per giunta alle 5 del pomeriggio, in via Lorenzo Valla che non ci passa nessuno. Che reato e'?
Non lo sapevano.
Un’altra volta pubblicammo la mappa dell’isola dell’Asinara, dove c’era un carcere di massima sicurezza pieno di brigatisti rossi.
Arrivo' al giornale la Digos in assetto di guerra, erano convinti di dare l’assalto a un covo terrorista. Urlavano che avevamo pubblicato una mappa coperta da segreto militare e che dovevamo assolutamente dire come ne eravamo entrati in possesso. L’idea di pubblicare la mappa dell’Asinara con un piano di fuga idiota, non l’avevo avuta io. Comunque, colpo di culo, ero andato al bar a farmi un cappuccino con 3 cornetti alla marmellata, per cui al momento non ero presente, me l’hanno raccontata. Perini prese a odiarmi di piu'.
Il nostro avvocato impiego' due ore a spiegare alla Digos che la pubblicazione della mappa dell’Asinara non rappresentava nessun episodio di spionaggio, violazione del segreto militare, terrorismo, banda armata, attentato alla costituzione repubblicana o altro, per via che la mappa l’avevamo semplicemente presa dall’atlante De Agostini, che non rompessero le palle. Vendevamo mediamente 80 mila copie la settimana ed eravamo talmente simpatici che per noi lavoravano gratis degli avvocati che avevano il codice penale al posto del cuore e sapevano tirare di karate'.
Ogni tanto ripenso alle vignette che facevo. Certo mi sono fatto la fama del pazzo, e la pago ancora, ma era veramente incredibile che ce lo lasciassero fare. Andavamo contro tutti i tabu', disegni osceni, battute indecorose sui morti e sui feriti, eravamo iconoclasti, distruttori della pace mentale, provocatori ironici, spietati, irriverenti, maleducati, volgari, sporchi. Il titolo della rivista, Il Male, era la promessa di uno schiaffo alle idee perbeniste che nascondevano gli orrori di un’Italia nella quale la tortura era all’ordine del giorno nelle carceri e negli ospedali psichiatrici. Un’Italia dove i potenti avevano il diritto di ammazzare centinaia di operai nei reparti verniciatura e non riuscivi neanche a far iniziare un processo.
Il giornale fu sequestrato per un centinaio di volte. Ma era una cosa ridicola. Noi sapevamo che a denunciarci era un gruppo di esaltati dell’Aquila. Appena il giornale andava in edicola lo compravano e andavano a denunciarci in tribunale per oscenita', vilipendio della religione di Stato, vilipendio di capo di stato straniero, vilipendio del Presidente della Repubblica Italiana, vilipendio della Magistratura, vilipendio delle Forze dell’Ordine, turpiloquio, pornografia, ateismo, paganesimo, istigazione a delinquere, coprofilia e uso evidente di sostanze stupefacenti.
Allora noi a L’Aquila il giornale lo mandavamo con un giorno di ritardo, cosi' quando arrivavano a sequestrarlo i carabinieri, era gia' bello che distribuito ovunque. A quel punto entravano in gioco gli edicolanti, che ci adoravano, e nascondevano le copie e dicevano agli agenti che le avevano gia' vendute tutte. Poi le spacciavano clandestinamente a clienti con i quali avevano patti corsi di fedelta' e silenzio.
Ci sequestravano tutte le settimane e vendevamo 80 mila copie lo stesso. Impossibile anche questo.
Io, modestamente, mi beccai 87 denunce, piazzandomi al primo posto della Hit Parade, ma siccome mi firmavo Giovanni Karen, quando arrivava la notifica dicevamo che non mi conoscevano.
Tutto sto racconto rievocativo per dire che la magia dell’arte e' proprio magica. E dirlo non e' banale, e' esperienza, e' una roba che viverla da' tanto. Ma proprio tanto. Cose che te le porti nella tomba, mica come le Rolls Royce, che tocca che le lasci qui.
Quello che e' successo in questi giorni e' stato vedere assieme musicisti e cantanti straordinari, danzatori, web master, fonici, pittori, scrittori, musicoterapisti, massaggiatori, poeti, fotografi, videoteppisti, tutti a ballare, a chiacchierare mangiando i cibi cucinati da Angela Labellarte e Beatrice Faccini, ridere e scherzare in amicizia.
Le idee hanno iniziato a venir fuori a raffica e io ho risentito quel feeling potente.
E credo con ancor piu' forza che questa sia la via che dobbiamo perseguire.
Ad Alcatraz organizzeremo altri incontri con l’obiettivo di mettere insieme grandi appassionati professionisti di diverse scuole, dall’ingegnere al claun, e goderci lo spettacolo della creativita' che inizia a girare.
Sospetto che se seguiremo questa strada avremo molte sorprese oltre a divertirci e assaporare il gusto del pensiero di gruppo.
Abbiamo bisogno di idee virali, di giochi assurdi che coinvolgano le persone emotivamente per stare meglio noi e anche per far saltare il punto di vista grigio che sta asfissiando l’Italia. Abbiamo bisogno di radunare un pugno di eroi per creare un vortice comico.
Noi combattiamo sul fronte del gioco.
Per inciso la frase di apertura di questo pezzo, sulla sfida dell’arte che toglie valore a ogni altra difficolta' e' stata scritta da Friedl Dikers-Brandeis, grande pittrice, mentre era detenuta nel campo di sterminio di Therensiestadt. E la scrisse dopo che era riuscita, incredibile, a farsi dare dall’assassino che dirigeva il campo, una stanza, colori, pennelli e carta per tenere un corso di pittura per i bambini che quei mostri stavano uccidendo. Impossibile. Lei mori' in quel campo, i suoi allievi morirono. Tutti eccetto due bambine che poi divennero pittrici.
PS
Ringrazio con tutto il cuore Imad Zelala e Nando Citarella che hanno organizzato e gestito il festival (http://www.alcatraz.it/ut_festival.html) e Tony Esposito, Carlo Faiello, Sergio Laccone e i Sud Sound System con i quali in questi due primi giorni di festival ho trascorso momenti impagabili.
PPSS
Le ultime due settimane di luglio ci sara' un laboratorio creativo a Alcatraz, due seminari di una settimana con Eleonora Albanese e Claudia Rordorf e me medesimo. Spero che potra' essere un assaggio di questo spirito.
Su questo argomento dell’arte rivoluzionaria vedi anche
http://www.jacopofo.com/node/7888
Sab, 2010-07-10 09:00
Carissimi,
questa settimana vi presentiamo un personaggio che gia' ben conoscete: Toni Barra, investigatore privato per conto dei sindacato metalmeccanici.
Un duro (neanche tanto) dal cuore tenero, che cerca di risolvere i casi piu' complicati che gli vengono affibbiati dal suo Capo. Toni e' innamoratissimo della moglie Rosa e ha una figlia che ha chiamato Engels che gli da' spesso filo da torcere.
Ma non continuo a raccontarvi di lui, lo conoscete, questa volta pero' si e' ripulito ed e' diventato un bel libretto dove oltre alle storie, riviste e corrette, trovate dei magnifici disegni di Jacopo Fo. Insomma, Toni esce dalle pagine del blog per planare nella vostra libreria... una sorta di Pinocchio dei giorni nostri. Ok, la finisco qui, vi riproponiamo l'inizio di una sua avventura.
Buona lettura!
La grande truffa dei formaggini
Non tutti gli investigatori privati sono uguali. Alcuni lavorano per le grandi multinazionali del dolore, rubano segreti industriali, pedinano sindacalisti, ricattano uomini politici. Altri, pochi, lavorano al servizio del movimento operaio, difendono i deboli e raddrizzano i torti. Io faccio parte della seconda categoria. Sono al servizio della confederazione Nazionale dei Lavoratori, sezione metalmeccanici. Cento euro al giorno piu' le spese. Sono felice di battermi contro le ingiustizie e il mal governo. Ma anche ci sono dei giovedi' che iniziano male.
"Toni", mi disse il Capo, un tipo duro, tanto che la moglie nell'intimita' lo chiama ‘Acciaio’. "Toni", mi ripete' "Il Sindacato ha bisogno di un favore." (Lui "il sindacato" lo dice maiuscolo)
Io dissi: "Suppongo che non si tratti di decine di cassiere della Coop da iniziare alla partita doppia." Non so se afferro' il doppio senso. Non sorrise neanche. Forse stava pensando di uccidere qualche nemico della classe operaia e del genere umano a mani nude. Esseri senz'anima che vendono organi, proletari, usati, ai notai.
Mi piaceva che il Capo della Confederazione fosse dalla nostra parte. Il giorno della resa dei conti non avrei voluto averlo contro. Non con quelle mascelle.
"Toni" mi disse, "abbiamo fatto una cazzata. Abbiamo investito i soldi del fondo di soccorso proletario in un cazzo di fondo di investimento che mi aveva consigliato mia cugina, sai quella dei Cub farmaceutici... gran bella ragazza. Ma non capisce un cavolo di economia e cosi' abbiamo perso tutto in azioni Parmalat..."
"Ma Capo! Io credevo che le Parmalat le avessero comprate solo le donne sole, afflitte dall'alitosi e dal sogno segreto di farsi il Consulente Finanziario Calvo".
"Toni, non fare il simpatico... Trovami il signor Parmalat, e staccagli le palle se non ti rida' i soldi fino all'ultimo centesimo".
Elisa aveva un debito con me. Avevo trovato il suo punto G una sera che aveva deciso di suicidarsi.
Lavorava al Carcere di San Vittore. Le dissi che dovevo vedere il signor Parmalat. Da solo. Lei era delegata del Sindacato Aguzzini. Mi disse che si poteva fare: "Una cortesia pero'..."
Guardai dentro i suoi profondi occhi blu e capii: "Avete perso anche voi il Fondo Vecchiaia nella Voragine dei Formaggini come i Metalmeccanici?"
"Si'"
"Quanto?"
"20 milioni di euro."
Quando vidi il signor Parmalat, in una stanzetta dell'infermeria, gli spiegai chi ero, per chi ero li' e cosa succede a un uomo che si mette contro dieci milioni di operai sudati.
Sentii l'odore della sua paura.
Mi diede un numero di un conto in Svizzera e una password. Ero sulla porta quando mi girai, lo guardai dritto negli occhi e gli dissi...
(Continua)
Sab, 2010-07-03 23:00
Ci sono persone che hanno la testa sulle spalle. Sanno di essere individui in carne ed ossa e sanno di vivere in un mondo fatto di materia solida governato da precise leggi di causa ed effetto.
Sono persone che non vivono nel mondo dei sogni, non si fanno illusioni, non credono alle favole. Affrontano ogni giorno la vita consci dei propri limiti e delle proprie possibilita'. E spesso vivono intense angosce all’idea di morire e che tutto il loro essere finisca. Non riescono a vedere nell’esperienza di vivere un senso e hanno buone probabilita' di sperimentare periodi di profonda depressione.
Forse starebbero meglio, sperimenterebbero una maggiore allegria se scoprissero che quello che gli e' stato insegnato sul mondo e' semplicemente falso.
E non lo dico io perche' stamattina mi sono bevuto il cervello insieme a due parti di gin e una di vodka.
Lo dicono tutti gli scienziati, da decenni. Solo che a scuola non lo insegnano.
La nostra societa' venera la scienza, ma solo formalmente. In pratica la scuola e i media fanno di tutto per mostrarci una realta' che e' solo un’illusione ottica.
Se io fossi stato la Gelmini la prima cosa che avrei fatto e' dire agli studenti: innanzi tutto devi sapere che tu non sei un individuo, nell’universo non esiste un solo granello di materia solida e le leggi di causa ed effetto funzionano anche al contrario: gli effetti provocano i fatti.
Giuro che non sono impazzito.
Lo so che tutti i pazzi giurano di essere perfettamente sani di mente. Ma io dico la verita'. E ora cerco di dimostratelo.
Gli strumenti scientifici oggi ci permettono di vedere aspetti della realta' che sembrano incredibili.
Migliaia di laboratori in tutto il mondo hanno verificato, ad esempio, che gli elettroni ci sono, poi scompaiono, poi riappaiono.
La domanda che oggi affascina i ricercatori e': dove vanno quando smettono di esistere?
Un altro evento impossibile che si verifica continuamente e' che una particella viene registrata contemporaneamente in due punti diversi.
E che dire del fatto che si registrano gli effetti di una collisione tra due particelle un nanosecondo prima che lo scontro avvenga?
Ovviamente non so proprio perche' questo succeda. Non c’e' nessuno che lo sappia. Gli scienziati fanno i loro esperimenti, misurano tutto e poi si chiudono nella loro cameretta a battere la testa contro il muro per capire percheccavolo succedono queste cose. Hanno provato a elaborare delle ipotesi, ma viene fuori della roba veramente delirante. E comunque le spiegazioni si contraddicono una con l’altra.
leggi tutto
Sab, 2010-07-03 15:07
La sinistra, la ciulatina di Berlusconi con la cameriera e i muscoli pelvici.
(Dal blog di Jacopo su il Fatto Quotidiano)
Come fa l’amore Silvio? In maniera patetica. Ecco le prove. Il suo livello di conoscenza dei misteri del sesso è fermo a quello di un adolescente che ha frequentato i corsi di educazione sessuale della Gelmini. Tragico.
E’ tanto che lo tengo d’occhio e annoto.
Il primo campanello d’allarme mi è suonato ascoltando le registrazioni della notte brava con la D’Addario.
Allora, riflettiamo sulla scena: tu sei lì nel lettone che ti ha regalato Putin, con una ragazza dalle curve portentose, e lei ti dice che non ha raggiunto l’acme del piacere. E tu cosa le dici? Silvio le consiglia di esercitarsi un po’ di più da sola. Un vero principe. Già questo mi fece intravedere una logica erotica un po’ calcistica: se non sei bravo nei calci di rigore tocca che ti eserciti.
Lungi da lui pensare che ci siano magari anche questioni psicologiche, emozionali, sentimentali. Il panorama erotico del presidente, la sua visione del desiderio, è un deserto dei tartari. Il nulla per centinaia di chilometri.
Se fosse un uomo di mondo, un vero amante delle donne, avrebbe potuto dire alla D’Addario ben altro. Ad esempio chiederle se c’erano situazioni nelle quali provava un maggior trasporto. Cercare di farle comprendere che solo se c’è un abbandono mentale profondo scattano i meccanismi dell’ascolto delle sensazioni corporee e quindi si può innescare la meravigliosa spirale del piacere.
Se poi il Presidente avesse proprio voluto entrare nel tecnico avrebbe potuto spiegare alla D’Addario che esiste anche un nesso tra tensione muscolare e piacere sessuale. Come scoprì il dottor Kegel, già nel 1936, esiste un collegamento stretto tra frigidità femminile e tono muscolare dell’area. Secondo alcune ricerche circa il 50% delle donne occidentali ha un tono muscolare insufficiente. Il sesso, culturalmente negato viene dimenticato anche muscolarmente. La muscolatura si atrofizza e anche la sensibilità al piacere diminuisce. Il dottor Kegel dimostrò che le donne frigide possono recuperare la capacità orgasmica imparando a considerare il sesso in modo positivo e rieducando al movimento la muscolatura pelvica.
Si tratta di esercizi molto semplici. Il primo passo è individuare il muscolo pubococcigeo che è quello che tutti usiamo, anche i maschi, se facendo pipì blocchiamo il flusso delle orine.
Esercitare questo muscolo è facile. Basta contrarlo per circa 5 secondi e rilassarlo per 15. Questo esercizio NON va eseguito facendo pipì. L’esempio serviva solo per identificare il muscolo.
Poi Silvio avrebbe potuto continuare ad aiutare la D’Addario a superare il suo problema di insensibilità spiegandole anche che tonificando il cosiddetto pavimento pelvico, si ottiene anche di rendere sensibile un’area che si trova tra l’interno dell’osso pubico e la parete superiore del sesso femminile, a circa 3,5 cm di profondità. Quest’area è il Punto G e finalmente si è provato che esiste veramente. Abbiamo le foto realizzate dal Professor Jannini dell’Università dell’Aquila, risultato che è stato applaudito da tutti i più grandi sessuologi del mondo.
Proprio il fatto che le donne che non muovono i muscoli pelvici hanno quell’area atrofizzata ha reso così complesso dimostrare l’esistenza di questo punto orgasmico.
Infine Berlusconi avrebbe potuto spiegare alla D’Addario che anche la parte emotiva è essenziale e che se lei continua a accoppiarsi con vecchi babbioni economicamente e politicamente molto potenti, non può pretendere anche di essere travolta dal trasporto emotivo indispensabile per una piena soddisfazione.
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Sab, 2010-07-03 09:00
Carissimi,
l'invenzione di Milano" />eccoci qui a presentarVi l'ultima fatica del nostro Nobel preferito, Dario Fo. Si tratta di: Sant'Ambrogio e l'invenzione di Milano. Un santo sui generis il nostro Ambrogio, tutta da scoprire la sua storia.
Il libro e' correlato, come al solito, dei magnifici disegni di Dario, assolutamente da non perdere.
Vi anticipiamo le prime pagine, buona lettura.
Ambrogio, un santo scomodo e imprevedibile
Elogio alla citta'.
Sembrera' assurdo che Ambrogio, primate della citta' di Milano a cui diede massimo lustro, davanti al quale s’inchinarono imperatori, papi e vescovi, si trovi ad essere quasi uno sconosciuto nella sua citta' e nell’Italia intera.
No, in verita' ogni anno, il 7 dicembre, alla memoria della sua nascita e' dedicata la première musicale al Teatro alla Scala, alla quale sono presenti tutti i notabili delle consorterie e del governo, banchieri, faccendieri, uomini d’industria e degli affari e qualche generale. Le signore sfoggiano abiti preziosi ed eleganti. Fuori, ad accoglierle ogni volta puntuali, non mancano contestatori che lanciano uova piu' o meno marce.
Dopo l’andata in scena dell’opera il sindaco offre un gran pranzo, tutto a spese del Comune, con piu' di 500 invitati di rango, 100 camerieri e la presenza di carabinieri in alta uniforme; ancora in suo onore, in quei giorni s’inaugura una fiera molto popolare detta degli Oh béj, oh béj dove si vendono giocattoli, torroni e leccornie per ragazzini e, sempre una volta all’anno, le persone piu' meritevoli vengono premiate con l’Ambrogino d’oro, una moneta di dimensioni ridotte su cui e' inciso il ritratto del santo.
Tutto qui? No, in tutta la provincia lombarda in quel giorno si preparano tortellini da cuocersi in un brodo intenso e profumato. Questo piatto e' chiamato la “Raviolata d’Ambrogio”. Manca solo che gli si dedichi una lotteria e una gara di corsa campestre per ricordarlo come si deve.
Ma questo santo non merita qualche attenzione in piu'? Da dove viene, dove nasce, come s’e' fatto vescovo? Per quale motivo al suo tempo godeva di tanta fama, al punto di esser conosciuto, rispettato e temuto dai barbari germanici ai sapienti greci?
Per potermi maggiormente informare sulla sua vita, un giorno, nel bel mezzo di questa scrittura, ho fatto il giro di almeno cinque librerie fra le piu' importanti di Milano e, con mia grande sorpresa, ogni mia richiesta di ottenere dei testi su sant’Ambrogio e' andata a vuoto, ne erano completamente sprovviste.
– Ma… me ne potreste procurare qualche copia? – chiedo io.
– Mi dispiace – risponde l’incaricata – ma vedo qui sul computer che tutti i volumi che lei richiede sono fuori catalogo, non si ristampano piu' da parecchi anni… edizioni recenti non ne esistono.
Insistendo nelle mie ricerche, pero', alla fine ho trovato solo tre libri sul santo: in un negozio delle Edizioni Paoline.
…
Introduzione essenziale.
Sartre diceva: “Per realizzare un buon racconto o una sceneggiatura di un’opera teatrale, bisogna innanzitutto essere a conoscenza dell’ambiente fisico e culturale in cui gli avvenimenti si svolgono. Inoltre, i personaggi della storia o dell’attualita' devono essere trattati come indagati dentro un’inchiesta giudiziaria, e, se preferite, come si trattasse di inquisiti in un’indagine di polizia”.
Ho avuto l’occasione di sentir proporre questo metodo la bellezza di 45 anni fa, a Parigi, direttamente dalla voce del grande creatore dell’esistenzialismo, durante una sua lezione alla Sorbona.
Jean-Paul Sartre, che piu' tardi avrei avuto occasione di conoscere personalmente e con lui avrei preparato un programma televisivo di carattere storico, asseriva che gli scritti e le confessioni degli ‘indagati’ possono permetterti, se ben usati, di inventare dei dialoghi abbastanza credibili, sempre che si rispetti un metodo scientifico essenziale, che e' quello fondamentale nei progetti architettonici costituito da pianta-alzato-scorcio-prospettiva.
Solo cosi' possiamo ottenere un ritratto a tutto tondo del soggetto, compresi i suoi gesti, linguaggio, tic ed espressioni.
A proposito di Ambrogio, noi abbiamo la fortuna di possedere una quantita' enorme di epistole, commentarii, prediche ed esortazioni vergate di sua mano, piu' una biografia redatta dal suo segretario Paolino e numerose testimonianze di autori del suo tempo, fra cui primeggia sant’Agostino, aggiunte ad altre non sempre benevole, anzi critiche e per questo tanto piu' preziose. Un altro elemento determinante nella nostra inchiesta sul vescovo di Milano ci viene dal comportamento, spesso imprevedibile e contraddittorio, che egli manifesta davanti a fatti e situazioni di rilevanza storica dei quali e' protagonista.
e' inutile dire che il metodo suggeritomi da Sartre mi e' stato piu' che utile, addirittura determinante nella stesura e nella messa in opera di quasi tutti i miei lavori. In quest’ultima fatica su Ambrogio e il suo tempo, poi, si puo' dire che l’abbia applicato fin dal primo approccio e con grande rigore, a costo di trovarmi spesso in un labirinto di situazioni inconciliabili, da cui non mi era piu' possibile sortire. In questi casi ho risolto immaginando incontri con tanto di conflitto verbale fra gli antagonisti. Di questi approcci possedevo solo indicazioni sommarie ma conoscevo le chiavi del diverbio, le opposte posizioni, il livello di stima o disprezzo che esisteva fra i vari personaggi e, soprattutto, avevo imparato che in ogni occasione difficile bisogna agire decisi e preparati come in un combattimento. Di se' e dei suoi seguaci, infatti, Ambrogio diceva nel suo De Elia et Jejunio: “Siamo atleti, combattiamo in uno stadio dove dobbiamo stupire e vincere oltre che convincere, dobbiamo lottare essendo in forma. Siate meditanti, allenati, massaggiati con l’olio della letizia, con l’unguento che dimagra, il vostro cibo sia sobrio e privo di lussuria, il vostro bere sia molto parco, affinche' non siate sorpresi in ebbrezza. L’atleta non deve mai darsi all’ozio dicendo “ho vinto lo scontro di ieri, ora mi godo la pausa”. Siate sempre
pronti a ricominciare”.
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Mar, 2010-06-29 15:55
Jacopo Fo: intervento al convegno dei Borghi Autentici, a proposito del progetto Ecovillaggio Solare di Alcatraz, per il quale stanno iniziando i lavori di restauro e costruzione. Ecologia, efficienza energetica, spazi individuali e collettivi, arte, sono i punti focali di questa iniziativa che vuole essere un esempio della possibilità di vivere in modo più soddisfacente rispetto alle modalità correnti
Per maggiori informazioni sul progetto Ecovillaggio Solare clicca qui
Dom, 2010-06-27 08:05
Adelante
Siento un vento conturbante
Forse e' solamente
Perche' ho fatto sesso de recente
Ma siento qualche cosa en el ventre
Una sensacion agglutinante
Come si ero parte de un pueblo danzante
Dopo aver catado a testade el muro
Ho certificado que es duro
Ma oservo pur anco que es crepado
Fessurado
Spugnado
Consumado
Scagazzado
Un poquigno enclinado
Entiendo odor de rivolta
De legge de mierda foravia
que se perden en la prateria
Caos paludosso
Affonda el sistema merdosso
Quierevan de rosicchiare fino a el osso
Aora stan con la cabeza en el fosso
Los italianos veden rosso
Adelante compagneros
Animos hermosos
Es la rivolta!
Esta vuelta
Ne tenemos molta
Dom, 2010-06-27 08:00
Siam qua che finalmente e' scoppiato il caldo ma ancora non si suda.
Clima ideale, una volta tanto.
Periodo intenso.
Per due motivi.
Intensa attivita' per l’Ecovillaggio Solare, stiamo ripulendo oliveti, prati e pascoli per realizzare case, giardini e orti. Speriamo di partire con i lavori dei primi 30 appartamenti in settembre e consegnarli in primavera.
Stiamo pianificando poi sistemi idrici ed energetici.
E se Dio vuole siamo in dirittura d’arrivo con i conteggi per calcolare l’esatto costo dei lavori e quindi il costo a metro quadrato degli appartamenti e quindi poter passare dalle prenotazioni, che continuano ad arrivare, alle vendite vere e proprie.
E’ invece pronta tutta la parte statutaria e la parte progettuale e autorizzativa ha superato ormai tutti i punti critici. Siamo in dirittura d’arrivo ma prima del traguardo ci sara' ancora da pedalare.
Ci sostiene il gran numero di persone che viene a vedere quel che gia' abbiamo realizzato. La situazione e' divertente perche' ci sono gia' i cartelli stradali con i nomi delle case che in alcuni casi non ci sono ancora. Abbiamo messo pero' i disegni di come saranno.
Insomma ci sembra di aver ormai superato la parte piu' difficile. Sara' vero?
Ma si' cavolo, abbiamo alle spalle 18 anni di lavoro preparatorio e l’energia immagazzinata e' tanta. E poi la squadra e' notevole. Los, Bertipaglia di Banca Etica, Fauri, Laureano, stanno lavorando alacremente insieme a Service Legno e Safra.
Insomma sembra tutto vero.
Vediamo…
C’e' poi la novita' del Fatto Quotidiano che mi ha offerto uno spazio blog all’interno del loro nuovo sito web.
Quello che ho scritto e' piaciuto, qualcuno e' stato cosi' gentile da darmi un feedback positivo o iscriversi come fan e questo ha portato l’articolo realizzato con Simone Canova, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco, a svettare in prima pagina.
Scusatemi la vanagloria ma mi ha fatto piacere.
Non era certo automatico che il nostro modo di scrivere e pensare trovasse sostegno presso un pubblico di centinaia di migliaia di visitatori quotidiani…
L’ottimismo pragmatico minimalista ha successo? Mi sembra un buon segno.
E’ poi partita la campagna di raccolta espositori per Ecoshow, la fiera campionaria dell’ecologia sul web. Dopo l’ottimo risultato della prima edizione, dal 21 al 23 SETTEMBRE ci occuperemo di produzione di energia con 3 ore di diretta al giorno, dalle 15 alle 18.
Stiamo preparando una panoramica incredibile sulle nuove invenzioni che a breve cambieranno il nostro modo di produrre e consumare energia.
Mulini a vento senza pale, elettricita' dalle patate, dalla cacca, motociclette che vanno a pattume, caldaie con concentratori di calore, pellicole isolanti per finestre…
Una fiera dell’eco-fanta-tecno!
E poi ci stiamo preparando all’estate che si annuncia sfolgorante di iniziative ludiche, appassionanti e spaventosamente intelligenti.
Un evento di musiche e danze popolari, 7-11 luglio, UT Festival della Musica e della Parola.
Dal 16 al 18 luglio e dal 24 al 31 luglio ci saranno poi due laboratori che gestiro' insieme con le splendide Eleonora Albanese e Claudia Rordorf. Due laboratori di Arte Demenziale, pittura, scultura, terra cruda, videomaker, teatro, performance, improvvisazioni, canti e balli.
Poi arrivera' agosto con 3 corsi di Yoga demenziale e uno di Stefano Benni, 21-28, seminario intitolato: "La voce narrante". Come sempre un’esperienza per l’anima di palati raffinati.
La vita e' basata sulla capacita' di raccontarla bene.
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