Martedì 11 alle ore 15 trasmetteremo un'intervista con Dario Fo e un pezzo inedito di 30 minuti intitolato "L'Apocalisse Rimandata ovvero benvenuta catastrofe", di e con Dario Fo e Franca Rame.
Dall'11 al 13 maggio su Ecoshow www.ecoshow.it andrà in onda il primo evento completamente on-line e in diretta che parla di ambiente e di ecologia.
Per tre giorni, dalle 15 alle 18, ospiti internazionali, esperti, consulenti parteciperanno ad incontri, conferenze, seminari, spettacoli on-line in diretta sul sito di Ecoshow. I visitatori e gli utenti di www.ecoshow.it potranno interagire in tempo reale, via e-mail o SMS, con i protagonisti, per commentare, porre domande, parteciapre a concorsi a premi.
Il tema di questa edizione è Ridurre, Riusare, Recuperare/Riciclare, un argomento di grande importanza e urgenza.
Cari Amici,
perchè non unirsi all'iniziativa? scrivete a lettere@ilpopolodellaliberta.it inviando il vostro curriculum! redazione Egregio Presidente Berlusconi, proprio mentre meditavo sul mio futuro lavorativo e sulle incertezze della precarietà è arrivata la Sua magnifica proposta! Sono anni che mi interrogo sul mio avvenire, come riuscirò ad acquistare una casa e a fare una famiglia, senza sobbarcarmi un mutuo ventennale per acquistare un'auto, da accumulare a quello della topaia che potrò permettermi, arrivando alla quarta della settimana del mese cibandomi di pasta all'olio.
La gravissima situazione determinatasi in Campania è la chiara dimostrazione che il problema rifiuti non può essere risolto né con misure di emergenza né con misure settoriali, ma solo attraverso una strategia integrata che metta al primo posto, così come impone l'Unione europea, la riduzione dei rifiuti alla fonte ed al secondo posto il riciclaggio come materia.
Ed è appena il caso di evidenziare che ridurre i rifiuti alla fonte significa intervenire sulle scelte produttive e di consumo, nonché sugli stili di vita della popolazione. E che per riciclare i rifiuti come materia occorre incentivare al massimo la raccolta differenziata, in primo luogo coinvolgendo ed informando i cittadini.
Ciò è esattamente quello che non ha fatto il nostro paese che, al di là delle diverse maggioranze governative, ha invece preferito concentrarsi sulle discariche e sugli inceneritori con recupero di energia, emanando, nel contempo, leggi a ripetizione per sottrarre residui industriali alla disciplina comunitaria sui rifiuti, facendoci guadagnare il non invidiabile primato del paese più condannato in sede europea per violazione della citata disciplina.
PERUGIA (Reuters) - Jacopo Fo, figlio del premio Nobel Dario Fo, si è incatenato stamani davanti ai cancelli della sede centrale dell'Enel di Perugia insieme a una rappresentanza dei Verdi, per protestare contro i ritardi della società nell'allacciare alla rete di distribuzione chi ha installato impianti fotovoltaici.
"In Italia esiste una legge molto buona che permette alle famiglie e alle piccole imprese di installare impianti a pannelli solari con un finanziamento del 100%", ha spiegato Jacopo Fo -- figlio del Nobel Fo e della senatrice Franca Rame -- in compagnia di Oliviero Dottorini, consigliere regionale umbro dei Verdi e altri appartenenti partito.
Come viene spiegato sul sito Internet di Enel, "la parte di energia prodotta dall'impianto fotovoltaico che non viene consumata dalle utenze viene ceduta alla rete elettrica di distribuzione". Se però l'allacciamento ritarda -- denuncia Fo -- l'energia non consumata dalle utenze rimane inutilizzata.
"L'Enel ha tempi biblici per predisporre l'allaccio alla rete di distribuzione", spiega Fo. "In un momento di crisi energetica, io e centinaia di piccole imprese e famiglie stiamo sprecando energia che invece potrebbe essere messa a disposizione di tutti", ha detto, aggiungendo che questa è solo la prima tappa di un'iniziativa di protesta a carattere nazionale.
Dario Fo: una personalità che coniuga leggerezza e profondità con umanità e talento, rara intelligenza e sensibilità con una creatività geniale, arricchita da una formidabile forza artistica e comunicativa.
Duole costatare la scarsa attenzione che le Istituzioni del nostro Paese hanno sempre rivolto a una tale personalità di indiscussa e assoluta eccellenza.
Attenzioni e riconoscimenti alle straordinarie qualità umane, creative e artistiche di Dario Fo sono invece giunti abbondantemente dall’estero:
Premio Nobel per la letteratura 1997;
Settimo posto nella classifica pubblicata dal Daily Telegraph fra i cento geni viventi (unico Italiano), secondo i parametri di popolarità, cultura, potere intellettuale, realizzazione professionale e capacità di impatto e innovazione in un determinato settore;
Premio Sonning conferitogli dall'Università di Copenaghen;
Premio Obie- Oscar del teatro Off di Broadway;
Laurea ad honorem in lettere conferitagli dall`Università di Westminster (Regno Unito);
Diploma conferitogli da L`école Askeby di Rinkeby, Stoccolma (Svezia) per la sua creatività e la gioia di vivere che con il suo teatro trasmette;
Premio Molière- Oscar del teatro francese, per la sua opera di drammaturgo e attore di teatro;
Riconoscimento dalla città di Montpelleir;
Laurea Honoris Causa dall'Università di Bruxelles;
Titolo di Membro Onorario dell'Accademia di Arti e Scienze del Massachusetts;
Laurea Honoris Causa dalla Sorbonne Nouvelle Paris III.
Negli anni 90 ero affascinata dal computer… guardavo con grande invidia i miei collaboratori che facevano, a mio avviso, cose miracolose. Quando dicevo loro:
“mi piacerebbe imparare a usare il computer” mi sentivo immancabilmente rispondere:“lascia perdere,non è roba per te.” Ma perché non è roba per me, pensavo, avvilita. So scrivere a macchina. E’ così difficile il computer? Forse sono troppo vecchia…e tiravo un gran sospiro. A natale del 94 mi trovavo da Jacopo, mi sono sfogata con lui sul “non è roba per te”. S’è fatto una gran risata: “non ti conoscono, mamma!”
-è un mio entusiasta estimatore-
Ecco, si fa così…” a poco a poco ho scoperto un sacco di cose. Da sola. Stavo sempre al computer, mi alzavo alle 6 e via che lavoravo.
Preparavo le nostre commedie per Einaudi. Battevo gli articoli di Dario, rispondevo alle e mail.
Mimmo Grasso propone di tenere una rubrica periodica dedicata alle attività ed eventi culturali, aperta al contributo di tutti i lettori. I testi potrebbero essere inviati via e-mail a mimmograsso@libero.it. Per le recensioni di libri, occorre che l’autore o l’editore inviino una copia del volume a Mimmo Grasso, via Scialoia 23, 80070 Monte di Procida – Napoli.
Iniziamo con la recensione di un bella antologia di racconti di autori giovani ,noti e non, curata da una casa editrice del sud, Piero Manni. Il tema , il morso della tarantola e le antiche tecniche di “guarigione”, ci riguarda da vicino se pensiamo che, in fondo, il nostro “corpus” sociale e politico è da anni fortemente agitato e non riesce a rimodularsi in nuovi orizzonti di vissuto, a trovare un antidoto o un rimedio per il malessere proprio e per quello della gente.
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori e artisti contro la violenza su rom, rumeni e donne
La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.
Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l’assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.
Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.
660 milioni di dollari alle vittime di pedofilia della chiesa cattolica USA.
E in Italia?
L'Arcidiocesi di Los Angeles, guidata dal Cardinale Roger Mahony, ha riconosciuto ben 660 milioni di dollari di risarcimento alle 508 vittime di pedofilia della chiesa cattolica USA. Il Cardinale ha affermato: "non c'è realmente alcun modo per ridar loro [alle vittime ndr] l'innocenza che gli è stata portata via", "ancora una volta, mi scuso con chiunque sia stato offeso, chiunque abbia subito abusi. Non sarebbe dovuto accadere e non accadrà ancora".
In casi consimili le scuse e le manifestazioni di rincrescimento sono d'obbligo, ma non si può dimenticare che gli abusi di cui si parla sono intercorsi in un periodo di tempo che va dagli anni '40 ad oggi: oltre 60 anni di silenzio, negazione, disinteresse, occultamenti e collusioni assolutamente ingiustificabili e imperdonabili. Detto questo, ci preme ricordare che le vittime di questi "terribili peccati e crimini" (per usare le parole del Cardinale Roger Mahony) possono oggi ottenere una qualche forma di compensazione, esclusivamente pecuniaria, solo grazie all'esistenza dell'istituto legale Class Action (causa collettiva risarcitoria), accessibile negli USA e del tutto assente in Italia.
La vittima "tipo" del reato di pedofilia, in Italia e altrove nel mondo è spesso individuata dagli aguzzini negli strati marginali della società, nei ceti meno abbienti, insomma tra i poveri. Una vittima povera è "ideale" perché normalmente non ha la possibilità di reagire ai soprusi con una causa legale, troppo costosa, troppo lunga. Dove esiste la "Class Action" le vittime non abbienti possono reagire in gruppo ottenendo quasi sempre risarcimenti e cospicue compensazioni economiche per i danni subiti dal medesimo criminale: la class action è infatti gratuita, essendo le spese processuali totalmente a carico degli avvocati che tutelano gli interessi del gruppo di vittime ("la classe"), inoltre è rapida ed efficace, in quanto normalmente (ben oltre l'80% dei casi) si risolve con una conciliazione amichevole "pre-giudiziale", ovvero un accordo tra le parti che avviene addirittura prima dell'inizio del processo vero e proprio, evitando così la possibilità dei corsi e ricorsi processuali (nei vari gradi di giudizio) e di conseguenza abbreviando drasticamente i tempi e i costi della giustizia.
Numerosi Senatori e Deputati hanno espresso la volontà di promuovere l'approvazione di un pacchetto di sette proposte legislative in tema di sicurezza sul lavoro, tutela ambientale, legalità e giustizia. Si tratta apparentemente di leggi "minimaliste", tuttavia, se approvate, produrrebbero piccoli concreti cambiamenti sviluppando circoli virtuosi dal punto di vista economico e sociale.
Separatamente sarebbe molto difficile far approvare queste leggi e si è quindi pensato di unire le forze a livello parlamentare mobilitando, al contempo, il mondo dell'associazionismo e dei siti internet progressisti.
A seguito della mia segnalazione sul “caso Giuseppe”, tramite il sen. Caforio, alla Commissione Sanità, E' successo di tutto, anche di più! Il Presidente della Commissione sen. Tomassini e la sen. Paola Binetti, decidono di effettuare un sopralluogo nell’Istituto dove è rinchiuso il bimbo.
Sabato 30 giugno.
Dopo MOLTE difficoltà (!!) per ottenere la locazione della struttura, la delegazione della commissione parlamentare d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale, comunica agli organi competenti che l’indomani, domenica effettuerà un sopralluogo ispettivo sullo stato dei soggetti accolti in quella “casa sicura”.
Domenica 1 luglio.
Il sen. Tomassini parte da Varese, la sen. Binetti da Roma e raggiungono Firenze. Entrano nella “Casa sicura” alle ore 17.30 Escono alle ore 18.40 Alle 23 vengo relazionata sul risultato dell’ispezione. I rilievi della commissione sono segretati. Comunque, mi è stato garantito, che le condizione di salute fisiche e psicologiche del minore sono buone. E questo è assai importante. Come vi ho già detto, Giuseppe partirà oggi per Forlì, dove, certamente mi sarà più facile vederlo.
Un immenso “GRAZIE” a due persone, una donna e un uomo, senatori della Repubblica, che non sono rimasti indifferenti alla sorte del nostro bimbo.
Ricordiamo il conto corrente per la sottoscrizione in favore delle vittime dell'Uranio Impoverito: conto corrente postale n. 78931730 intestato a Franca Rame e Carlotta Nao
ABI 7601 - CAB 3200 Cin U
Buona giornata, quella di oggi... chissà, forse anche fortunata. Questa mattina ho partecipato al Convegno organizzato dalla Senatrice Anna Serafini, presidente della Commissione Infanzia di cui faccio parte, presente il ministro Ferrero. Ho avuto la possibilità di fare un intervento su Giuseppe, il nostro piccolo sta male... invoca il padre e la sua tata. Ho raccontato la sua storia e spero tanto che il ministro intervenga. Il bimbo rischia di essere allontanato dalla famiglia e dato in affidamento. La decisione si saprà questa sera. Incrociamo le dita! franca
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