Discussione politica

Cari amici, sto creando un'associazione di sostegno alle vittime dell'uranio impoverito, con lo scopo di provvedere all'assistenza e alla diffusione della conoscenza del problema. Spero aderirete in tanti! Franca
di Furio Colombo
Negli anni ’80 la signora Reagan, allora apprezzata First Lady degli Stati Uniti, ha introdotto nel lessico politico americano l’espressione, diventata subito popolarissima: “BASTA DIRE NO”. Questa semplice e chiara sequenza di tre parole potrebbe essere slogan e bandiera di una salda opposizione. Niente più del “NO” appartiene (per parodiare D’Alema) a una “cultura di governo” perché ogni buon governo si fonda su molti inflessibili “NO” altrimenti governare sarebbe una scompagnata.
É già nata in Sicilia ma ora punta a "sbarcare" nelle altre regioni italiane. Rita Borsellino vuole far diventare la sua associazione politica "Un´altra storia", nata dal lavoro sul territorio di oltre 200 cantieri, un soggetto plurale federato e federativo, che non sia contro i partiti ma a loro vantaggio, con l´obiettivo di «offrire dei luoghi della politica» per recuperare il rapporto con i cittadini-elettori ridotto ormai ai minimi termini, come dimostrano i tassi di astensionismo, e dare un contenuto progettuale all´antipolitica. «La protesta sterile fine a se stessa - teorizza la Borsellino, che ieri ha presentato a Roma il suo progetto alla presenza di Antonio Di Pietro e di Anna Finocchiaro - non porta da nessuna parte. Bisogna tornare a parlare con la gente».
I valori di riferimento sono quelli del centrosinistra («anche se ora come ora - dice la Borsellino sono diventati difficili da individuare») a cominciare dalla cultura della legalità. "Un´altra Storia" vuole essere una critica all´attuale governo e al modello che esprime. All´associazione hanno già aderito diverse celebrità del centrosinistra: da Flores D´Arcais a Carla Fracci, da Ovadia a Fo e Franca Rame, da Carlo Lucarelli a Dacia Maraini, a Roberto Benigni.
La Repubblica, 4 luglio 2008
1) Stiamo chiamando a raccolta coloro che si ostinano a credere di essere responsabili della democrazia nel proprio Paese perché credono che la democrazia italiana sia di nuovo in pericolo. Berlusconi chiede, e pensa di ottenere, anche con qualche sostegno parziale della opposizione, leggi che sono contro tutti le leggi e fuori del dritto. Lo sottraggono ai suoi processi e bloccano un numero altissimo di altri procedimenti.
A tutti i compagni della sinistra.
Direttive per il grande corteo d’autunno di lotta e protesta indetto dal Pd contro il governo Berlusconi. Attenersi alle disposizioni. Per dubbi e domande rivolgersi al funzionario di zona. Non cedere alle provocazioni. Ingoiare questo articolo subito dopo la lettura.
E adesso, p over'uomo? Dalle parti di Walter Veltroni e del Partito democratico comincia a farsi largo il sospetto tremendo: e cioè di essere caduti come gonzi nella supertrappola di Silvio Berlusconi. Altro che lo 'statista', tutto sorrisi e nuova dignità istituzionale. Piuttosto l'autore di un trappolone pazzesco, una supercazzola storica, e un amo ingoiato dal Pd con tutta la lenza fino alla canna. Un tranello magistrale che inizia con la strategia del sorriso, qualche mese prima delle elezioni, allorché il Cavaliere comincia ad attrarre Veltroni verso una partita uno contro uno, contando sull'orgoglio dei veltroniani, e sulla loro fiducia che la grande novità rappresentata dal Pd potesse modificare strutturalmente il contesto competitivo, far dimenticare l'abisso di consenso in cui era precipitato il governo Prodi e consentire al nuovo centrosinistra di sfondare al centro, grazie al modernismo della sua proposta politica.
di EUGENIO SCALFARI
"BERLUSCONI vuole dimostrare che per governare la crisi italiana è costretto per necessità a separare lo Stato dal diritto. Come se il Paese attraversasse una terra di nessuno. Il soldato come questurino, il giudice come chierico, il giornalista come laudatore: sono le tre figure di una scena politica che minaccia di trasformare il senso della nostra forma costituzionale. Sono i fantasmi di un tempo sospeso dove il governo avrà più potere e il cittadino meno diritti, meno sicurezza, meno garanzie". Così ha scritto ieri Giuseppe D'Avanzo su questo giornale.
  Oggi il manifesto si è vestito di nuovo, più pulito, più ordinato, più elegante. Non che a indossarlo sia un bel ventenne, abbiamo i nostri 37 anni, difficile definirci splendidi quarantenni, abbiamo più che rughe qualche livido. Viviamo nell'incubo di un debito pesante e siamo persino in «stato di crisi» con la cassa integrazione a rotazione. Ma siano inossidabili, questo è certo. E rilanciamo. Diceva un adagio spagnolo che un gentiluomo dev'essere sempre in condizione di incontrare il suo amore, la sua morte, il suo re. Eccoci pronti. Il nostro amore lo abbiamo un poco perduto di vista ma sta qui intorno da qualche parte. Con la nostra morte siamo avvezzi a batterci un paio di volte all'anno. L'attuale re si tratta di sbalzarlo da cavallo prima che lui sbalzi noi. Non ce la faremo da soli, ma dobbiamo metterci più sprint. A questo ci attrezziamo.
L'Italia va incontro ai tempi più oscuri da quando è nata la repubblica. Ha mandato spensieratamente a Palazzo Chigi un governo di fascistoidi, bugiardi e corruttori.
di Paolo Flores d'Arcais
Il nostro torto è di non credere alle nostre analisi. Quando Nanni gridò a piazza Navona oltre sei anni fa che "con questi dirigenti non vinceremo mai più", in tanti trovammo che quel grido di indignazione e rabbia era la migliore sintesi di anni di riflessioni (anche su MicroMega, anzi quasi solo su MicroMega), e che la rabbia poteva diventare azione, e quindi speranza. Pochi giorni dopo, infatti, realizzammo il Palavobis, a cui stavamo già lavorando, e pochi mesi dopo il milione e più di auto-organizzati a piazza san Giovanni.
Ma a quel punto cominciammo a non prendere più sul serio le nostre analisi, a sostituirle con le illusioni. Le solite illusioni: che quei dirigenti sarebbero cambiati (nel duplice senso: di imparare loro stessi, o di rinnovare parzialmente i gruppi dirigenti dall’interno).
Pare proprio che sia arrivata una tranvata di proporzioni galattiche.
Gli italiani hanno scelto i 56 pregiudicati di Berlusconi, i condoni, le tasse non pagate, la criminalità organizzata. Veltroni gli ha dato una mano fingendo di cambiare ma tenendosi Bassolino e 18 condannati tra i candidati. La sinistra ha scelto il suicidio con pacchi di decisioni ambigue.
E adesso ci tocca di affrontare un bel casino.
Comunque potrebbe esserci di peggio. Al momento non mi viene in mente niente ma...
Ad esempio poteva resuscitare Hitler e riinvaderci.
Di certo non ci resta che rimboccarci le maniche.
E comunque cerchiamo di prenderla sul ridere che sennò rischia di far male alla salute.
In fondo è divertente che Berlusconi abbia stravinto.
E ha anche un sacco di capelli.
Ok, questa non fa ridere.
Va beh, ci penso su e ve ne tiro fuori una da scompisciarsi.
Giuro.
Vado un attimo di là a piangere e poi ve la dico.
Ripubblico qui l'articolo che ho pubblicato all'indomani della caduta di Prodi che si intitolava proprio (ma tu guarda):
Va beh… ecche’ sara’ mai un altro governo Berlusconi?!?
La Repubblica, SABATO, 12 APRILE 2008
Fo e Rame volata per Pancho Della Monica: indecisi, ascoltate
Franca Rame e Dario Fo sostengono Pancho Pardi, capolista al Senato in Toscana per Italia dei Valori. L´ex senatrice, che ha in comune con Pardi un passato nei movimenti e poi il passaggio al partito di Di Pietro, ha incontrato gli elettori giovedì sera al cinema Colonna insieme al marito e a Paolo Flores D´Arcais, invitando gli indecisi e gli scontenti a votare comunque, «per non ritrovarci Berlusconi altri 12 anni, 5 da capo del Governo e 7 da presidente della Repubblica». «Questa legge elettorale ha creato un clima orribile - ha proseguito Fo - ma abbiamo una sola carta da giocare e va giocata bene, anche se con malinconia», ha detto. E al Teatro del Sale ieri il magistrato Silvia Della Monica, candidata al Senato per il Pd, che aveva invitato gli elettori indecisi, ha incontrato circa quaranta persone di tutte le età, tra i 25 e i 60 anni, che le hanno rivolto domande e chiesto spiegazioni sui temi legati alla giustizia e alla situazione politica. Tante anche le telefonate arrivate al Teatro di cittadini che volevano parlare con la candidata.
Se l’Italia fosse un paese serio, sia il centrodestra sia il centrosinistra si impegnerebbero prima delle elezioni, in caso di vittoria, a confermare come ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa. Cioè l’unico ministro dell’Economia, dopo Ciampi, che nei vertici internazionali non viene preso a pesci in faccia, ma anzi viene rispettato e ascoltato.
Questo signore d’altri tempi, questo economista colto e spiritoso, discreto e competente, ha rimesso in sesto in un anno e mezzo i disastrati conti dello Stato sfasciati dai suoi predecessori (vedi l'illuminante documento che allego qui, preparato da un gruppo di studenti di Economia che hanno a cuore i fatti e i dati concreti, non le balle elettorali); ha fatto levare all’Italia la procedura d’infrazione aperta dall’Europa ai tempi del miracolo berlusconiano; ha recuperato insieme al suo vice Vincenzo Visco una ventina di miliardi di euro di evasione fiscale. Insomma, ha riempito la botte che ora Berlusconi e i suoi boys torneranno a prosciugare. Perché naturalmente Padoa Schioppa è visto come il fumo negli occhi dal centrodestra delle spese folli, ma anche dal Pd alla Veltroni, tutto paillettes e cotillons, dunque allergico alle persone serie.
A meno di una settimana dalle elezioni, rese così anomale da una legge elettorale indegna, due opinioni a confronto:
"Salvare l'anima o salvare la pelle da 12 anni di Berlusconi?" è la domanda che pone il direttore di Micromega Paolo Flores D'Arcais.
"La Sinistra L'Arcobaleno non è un espediente ma l'investimento per il futuro" è quello che sostiene Fausto Bertinotti.
Al voto, al voto! Istruzioni per l’uso
di Paolo Flores d'Arcais
L’unica cosa certa con l’attuale sistema elettorale è che ogni voto in meno a Veltroni-Di Pietro-Bonino fa vincere Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico. Questa circostanza matematica ci manda in bestia, moralmente non vogliamo subirla, ma le cose stanno proprio così. L’alternativa è secca: salvarsi l’anima (con Bertinotti) o salvarsi da dodici anni di Berlusconi-Putin (con Veltroni-Di Pietro-Bonino). ‘Io, da buon materialista ed ateo, trascurerò l’anima’
Il 13 e 14 aprile non andremo a votare. Andremo a votare con questo sistema elettorale, che fa schifo, non a caso è stato definito «porcata» dai suoi ideatori, ma che deciderà – esso solo – la transustanziazione dei voti in seggi. Sarà bene rendersene conto, perché la tendenza spontanea in ciascuno di noi è di illudersi che il voto reale corrisponda al voto emotivo, morale, o comunque lo vogliamo chiamare.
I sondaggi di venerdi' scorso di Prediction People (la legge vieta di fornire dati di sondaggi subito prima delle elezioni) ci dicono che Berlusconi e' in vantaggio del 3,5% dei voti. I sondaggi ufficiali davano il distacco a 6 punti e più. Il sondaggio che cito io e' quello ottenuto tramite le scommesse gratuite sul sito Prevision People (http://www.predictionpeople.com/) e ho gia' spiegato (http://www.jacopofo.com/node/4293) perche' mi fido più di questo nuovo sistema di sondaggio che non a caso abbiamo sostenuto con una campagna pubblicitaria intensa.
Possiamo quindi realisticamente affermare (salvo rivolgimenti improvvisi) che si ripetera' una situazione simile a quella delle ultime elezioni con Berlusconi nelle condizioni in cui era Prodi, con una maggioranza minima.
Ma ora il quadro politico e' cambiato e se Casini riesce a superare l’8% in Sicilia e eleggere qualche senatore e se altrettanto riesce a concludere la Sinistra Arcobaleno in Toscana, Emilia o Umbria, otterremo che, pur essendo il primo partito, il PdL potrebbe non avere la maggioranza dei senatori.
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