NEPOTISMI ISTITUZIONALI

NEPOTISMI ISTITUZIONALI

Da una collage di articoli di Gian Antonio Stella, pubblicati dal Corriere della Sera tra il 2004 e il 2005

Quando il Carroccio tuonava contro il clientelismo, il nepotismo e gli arrivisti



(…)La Lega Nord guarda al futuro, e ha mandato a prendere confidenza con Bruxelles e le istituzioni comunitarie, nel mentre crescono i giovani eredi del Senatur Renzo, Roberto Libertà ed Eridanio, un altro paio di appartenenti alla Real Casa Senatùria: Franco Bossi (il fratello) e Riccardo Bossi (il figlio primogenito).
Assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati. Portaborse, avrebbero detto i padani duri e puri di una volta. Ma pagati sontuosamente. Per l'attaché, ogni deputato riceve infatti 12.750 euro. Pari a 24 milioni e 687 mila vecchie lire. Al mese.
La notizia, contenuta nell'elenco ufficiale pubblicato dall'Europarlamento è facile da controllare sul sito internet dell’istiuzione, dove però non precisa che mestiere facciano i due.
Visto che l'assistente accreditato, pagato coi soldi nostri, è il braccio operativo di ogni bravo parlamentare, si presume che parlino fluentemente alcune lingue, capiscano di economia, siano dotti nelle materie giuridiche e magari abbiano una competenza specifica in qualche settore chiave nel quale il deputato di riferimento deve destreggiarsi.



Franco Bossi, una preparazione, ce l'ha. Sa tutto di valvole, canne, pistoni, bronzine, guarnizioni, pompe ad acqua... Dopo aver studiato fino alla terza media inerpicandosi su su fino alle «commerciali», manda avanti infatti un negozio di autoricambi a Fagnano Olona. Una professionalità che, unitamente alla passione leghista, ha spinto il Carroccio non solo a ipotizzare una sua candidatura alla Camera al posto di Umberto nel collegio di Milano 3 (dove poi, forse per evitare le accuse di far tutto in famiglia, fu scelto il medico di casa del Senatur) ma ad affidargli negli anni ruoli di spicco quali quello di c.t. della squadra di ciclismo della Padania, di socio della controversa "cooperativa 7laghi", di membro del consiglio di amministrazione dell'Aler (case popolari) di Varese. Esperienze che a Bruxelles gli saranno utilissime.
Quanto a Riccardo Bossi, se ne sa ancora meno. Se infatti sono ormai celebri i fratelli avuti dal papà nel secondo matrimonio,(…), lui è infatti rimasto sempre piuttosto defilato. Si sa che ha 23 anni, che è un ragazzone grande e grosso, che va matto per le auto ed è fuori corso all'università. Fine(…).
A scegliere come braccio destro Franco Bossi, dice il sito dell'Europarlamento, è stato Matteo Salvini, già direttore di quella Radio Padania Libera che per anni ha cannoneggiato contro il clientelismo e le assunzioni in Terronia di amici, cognati e parenti. A scegliere Riccardo, lo «zio» Francesco Speroni, che di Umberto Bossi è stato il capo di Gabinetto al ministero delle Riforme e che in tema di nepotismo aveva già fatto spallucce davanti a un'altra polemica: la designazione, come presidente della provincia di Varese, di Marco Reguzzoni, marito di sua figlia Elena.(…)

Parlamento, la Lega fa lo scambio di coppie



Sorpresa: gli scambisti sono sbarcati in politica. Certo, non gli scambisti a luci rosse dei club privé. Almeno che si sappia. Ma due deputati leghisti, forse per marcare una innovazione padana nei confronti del vecchio nepotismo partitocratico, si sono scambiati davvero le mogli.
Ognuno ha assunto in ufficio, a spese dello Stato e quindi di noi cittadini, la moglie dell'altro.

Una bella pensata che, aggirando gli stucchevoli paletti di una legge bigotta contro il familismo, apre nuovi orizzonti al mantenimento di figli e cugini, generi e cognati, zie e concubine. Senza più il fastidioso ingombro di provvedere al vitto e alloggio dei propri cari, comodamente collocati a carico delle pubbliche casse. I protagonisti della nostra storia, che pare fosse nota a un mucchio di addetti ai lavori rigorosamente omertosi ma non ai cittadini, sono Maurizio Balocchi ed Edouard Ballaman. Due personaggi piuttosto noti.
Il primo è sottosegretario agli Interni, il secondo questore della Camera. Genovese di nascita fiorentina, è stato il fondatore dell'Associazione italiana amministratori di condomini, è parlamentare dal 1992 e della Lega è stato il segretario amministrativo. Il secondo, nato in Svizzera ma cresciuto a Pordenone, è un commercialista finito spesso sui giornali. Prima per aver dato fuoco in diretta tivù al concordato fiscale del governo Dini. Poi per aver battuto Vittorio Sgarbi nell' uninominale anche grazie a volantini in cui invitava i cattolici a votare per lui (insegnante in una scuola salesiana) e non per gli avversari giacché uno era «comunista» e l'altro un «noto libertino frequentatore di pornostar». Quindi per aver proposto per due volte l'abolizione del «made in Italy» da sostituire al Nord con «made in Padania. Per non dire delle sparate sul diritto di Pordenone a diventare una provincia autonoma o di un'intervista al «Sole delle Alpi» dove alla domanda su cosa detestava rispondeva: «Il tricolore». (…)

Il sottosegretario assume la figlia al ministero


«Governerò come un buon padre di famiglia», promise Berlusconi. Elisabetta Casellati, pasionaria azzurra, annuì commossa. Anche lei, giurò a se stessa, avrebbe governato come una buona madre di famiglia. Così, appena nominata sottosegretario, ha assunto come capo della segreteria al ministero della Salute sua figlia Ludovica.
«Grazie, mamma!».
«Te lo meriti, amore». I soliti maliziosi, si sa, diranno che non si tratta di una coincidenza. E sputeranno fiele dubitando che la selezione sia stata aspra, che siano stati vagliati migliaia di curriculum, che siano stati consultati i migliori cacciatori di teste o chiamati a colloquio centinaia di giovani... E rinfacceranno a Silvio Berlusconi di avere giurato che lui avrebbe «chiuso coi metodi della vecchia politica» e «sradicato il clientelismo» e risanato lo Stato facendola finita con le spintarelle e le assunzioni facili. (…)Ma la bella Ludovica, nella veste di Capo della Segreteria del Sottosegretario di Stato assicura anche a nome della genitrice che non è così.
E spiega, in una deliziosa intervista al Corriere del Veneto, di avere tutte le carte in regola: «Ci ho messo dieci anni perché non mi chiamassero "figlia di" e adesso non vorrei passare per quella aiutata da mammina». Di più: «Può giudicarmi solo chi mi conosce sul lavoro e sa bene qual è la mia professionalità, guadagnata sul campo, dimostrata in ogni incarico che ho avuto». Certo, a incrociare nelle banche dati il suo nome con le voci «salute» o «sanità» o parole simili, si recuperano risultati così scoraggianti (zero carbonella) da far immaginare che sappia della materia quanto sa del Tamarino di Edipo o del delfino di fiume del Punjab. Né si conosce molto delle tappe della carriera manageriale che, sempre nella cocciuta ostinazione di dimostrare che lei è del tutto estranea a ogni raccomandazione della madre parlamentare berlusconiana, ha percorso nella berlusconiana Publitalia, la concessionaria di pubblicità del gruppo Mediaset.
Dire che sia del tutto sconosciuta, tuttavia, sarebbe ingiusto. Gli appassionati di vita mondana e i frequentatori dei siti di «gossip» veneti, infatti, la conoscono benissimo. Primo: perché passa per una delle più puntuali ospiti di tutte le feste, i cocktail, i galà e rinfreschi che vengono organizzati nei locali pubblici e nelle dimore private dall'Adige al Tagliamento. (…) La mamma, Elisabetta Casellati, à avvocato, docente universitario, parlamentare di Forza Italia dal 1994, donna combattiva sempre pronta alla pugna e premiata via via con una serie di incarichi istituzionali fino alla presidenza della Commissione Sanità (con soddisfazione di Farmindustria, l'associazione delle imprese farmaceutiche, generosa di versamenti registrati nei suoi confronti) e poi alla vicepresidenza del gruppo azzurro al Senato, la Casellati non ha perso occasione, negli anni, per tirar fuori grinta e fantasia. E un giorno prometteva «entro due settimane» una specie di «angelo custode» per i tiratardi con l'inserimento in ogni discoteca di «una figura istituzionale» (un vigile urbano?) in servizio dalle ore 22 in avanti, un altro sentenziava che «la Rai non è stata mai così pluralista» come in questi anni azzurri, un'altra sbeffeggiava Romano Prodi per la chioma nero-seppia bollandolo come un Pinocchio «pronto a negare l'evidenza anche quando qualcuno avanza sospetti sulla sua capigliatura». Per lei la domanda:(…) è vero che la giovane Ludovica ha avuto al ministero un contratto da 60 mila euro l'anno, cioè quasi il doppio di quanto guadagna un funzionario ministeriale del 9° livello con quindici anni di anzianità?


Commenti

l'articolo è scritto davvero bene...
Andrea
www.idvgiovani.it

La stranezza è la facilità con cui i "migliori" loschi figuri riescano ad entrare nella vita pubblica e politica italiana. "Senza concorso".
Succede che non tuti i cittadini hanno la possibilità di partecipare di questa politica e la maggior parte, cio' tutti, se ne tengono lontani perchè provarci con i partiti che ci ritroviamo e con la gente che c'è è praticamente inutile, come inutili a questo punto sono i partiti i quali si avvicinano sempre più ed assomigliano a organizzazioni poco raccomandabili, abolirli sarebbe una grande scelta coraggiosa ed una grandissima riforma, invitando gente un po' più onesta ad interessarsi della cosa pubblica, a titolo dei cittadini e non del proprio interesse. Qui siamo al senso civico che è disastrosamente inesistente, inquinato da mode, comportamenti, aspirazioni, scopiazzamenti, esibizionismi, fantasie, credere di esere qualcosa di diverso da ciò che si è, insomma siamo ad un livello di vita animalesco, rimbecillito. Raddrizzarlo, come?

Libero e orgoglioso come Dario Fo e Franca Rame

Sig Raffaele,
non solo i politicanti (loschi figuri) entrano nella vita pubblica senza fare i concorsi ma, peggio ancora, accedono in parlamento senza l'assenso popolare.
La vecchia maggioranza pensò bene di modificare la legge elettorale togliendo ai cittadini Italiani la possibilità di votare i propri rappresentanti tramite il voto di PREFERENZA.
Questa nuova legge, definita "porcata" dallo stesso fautore, dà un potere eccezionale alle segreterie dei partiti. Da ciò si evince che oggidì l'elettorato non può assolutamente scegliersi il proprio candidato dalla lista del partito a cui aderisce.
Dal dopoguerra ad oggi nessuna maggioranza aveva osato tanto. Inoltre è meglio non nascondersi che questo andazzo fa comodo un pò a tutti i partiti, soprattutto ai piccoli.
Le ragioni di tutto ciò sono abbastanza ovvie. Non occorre particolare astuzia per comprenderne i motivi.
E allora assistiamo a promozioni sul campo tipo gli avvocati e amici del Berlusconi ( i Ghedini, Pecorella, Previti, ecc) o, si parlava di nepotismo, delle mogli dei Dalema, Fassino, ecc ecc.
Tutte persone che siedono in parlamento senza il mandato diretto del popolo, ma solo con quello opportunistico delle rispettive segreterie di partito.
Sarebbe bene che l'attuale maggioranza, nettamente migliore della precedente, smettesse con le chiacchiere sul Maggioritario o Proporzionale, ma pensasse ad una legge elettorale che garantisca più governabilità e maggiore potere rappresentativo agli elettori tramite il voto di preferenza. Speriamo che le convenienze di casta non rendano sordi i parlamentari (in toto) in carica riguardo al problema.

Cordiali saluti,
Giuliano Marcia.

P.S. E'ovvio e triste ammettere, Sig Raffaele, che gli Italiani non sono tutti uguali.
Un metalmeccanico deve lavorare una vita per andare in pensione e percepire un misero niente. Il parlamentare invece si fà una grossa pensione con appena due anni più un giorno di lavoro. Cosa vuole, sono leggeri vantaggi.
Diceva Fabrizio De Andrè: "Meglio che ti occupi di politica facendola, caso contrario sarà la politica ad occuparsi di te".

Non può passare inosservata una delle più grandi rivoluzioni della storia della Repubblica: LE LIBERALIZZAZIONI.
Da sempre il nostro Paese vive ”oscurato” della VERITA’ che a detenere più del 50% della ricchezza complessiva sono solo il 9% delle famiglie Italiane con tutto quello che comporta in termini di DISAGIO, CONFLITTO, e COSTO SOCIALE.
200miliardi di € di evasione fiscale (2005) non è paglia sommata al PIL della MAFIA che è di 70miliardi di € (e cioè più del doppio della finanziaria).
Non possiamo lasciare il Governo solo OSTAGGIO delle LOBBIES di Avvocati, Notai, Giornalisti e mass mediatici, Petrolieri ecc ecc DOBBIAMO PARTECIPARE alla PIU’ GRANDE DELLE RIVOLUZIONI PACIFICHE DI QUESTO PAESE.
Per decenni sono solo girate promesse e parole E’ TEMPO di FATTI il contributo della voce della bloggers GRIDA ALL’ITALIA con un asse STAMINALE-ROMA che arriverà forte a MILANO e ad Arcore sede del più grande CONFLITTO di INTERESSI della storia Repubblicana.

La sesta sezione penale della Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la domanda di ricusazione del Gup milanese Fabio Paparella, avanzata dalla difesa di Silvio Berlusconi nell'ambito dell'udienza preliminare del procedimento Berlusconi-Mills.

All'ex premier e all'avvocato inglese era stata contestata la corruzione in atti giudiziari. Il procedimento, instaurato validamente, proseguirà di fronte al Tribunale di Milano a partire dal prossimo 13 marzo.

Vi scrivo in quanto nipote di quello che normalmente è considerato un signor nessuno. Peccato che mio zio, che ora non c'è più, durante la seconda guerra mondiale è stato prigioniero per 5 anni in un campo di concentramento. E' riuscito a tornare e a raccontarci tutto quello che gli era successo. L'ha detto a tutti noi suoi parenti, figli compresi.
Oltre a lui alcuni zii dei miei genitori sono morti da partigiani.
Bene, alla luce di questi "racconti" di mio zio, oggi mi ritrovo due miei cugini (suoi figli) uno forzista e l'altro leghista.
Ovviamente convinti.
Posso solo esprimere la mia tristezza ed il mio sgomento perchè le sofferenze di mio zio, e di tanti come lui, non sono servite a niente.
L'ignoranza impera. Specie tra la gente del nord per la quale "l'importante è guadagnare" non fa niente a scapito di chi o di che cosa.
Meno male che tanta altra gente, del nord o del sud, non ha la memoria così corta e magari qualche libro lo legge pure.
Volevo solo esprimere il mio sdegno per quella parte politica che definiva Roma con l'appellativo "ladrona" e poi non ha fatto nulla per cambiarla, anzi.
E il mio sdegno va anche per l'attuale governo, che anch'io ho votato, perchè sembra davvero che stia continuando l'opera di chi l'ha preceduto e soprattutto ha smesso da troppo di ASCOLTARE LA BASE.
Del resto in una democrazia che importanza ha quello che pensano gli elettori?
Saluti a tutti