Appello al dibattito sulla missione in Afganistan

Sto vivendo il periodo più angosciante della mia vita. Mi trovo a ricoprire una carica che richiede grande correttezza e responsabilità. Il Parlamento sarà chiamato verso metà luglio a votare il decreto sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Come si deve comportare una persona che è da sempre contro tutte le guerre, la violenza, le stragi di vittime innocenti… la disperazione, la morte? E’ giusto dire “SI” come chiede il governo, o è giusto dire “NO” come hanno deciso di fare gli 8 senatori? Da giorni sto rileggendomi quanto scritto da persone che stimo come Gino Strada, Dinucci del Manifesto, mio figlio Jacopo e altri, scoprendo avvenimenti che mi hanno turbata non poco. Ho deciso quindi, di esporli uno dietro l’altro, usando il metodo Prodi con le primarie, così che tutti possano conoscere fatti di cui raramente si parla, sia sulla stampa che in televisione ed avere i termini concreti per aiutare, noi, che siamo in Parlamento in rappresentanza del popolo a “fare la cosa giusta”. Aspetto fiduciosa! Questi sono i fatti. La missione Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), cui partecipa l’Italia, ha cambiato natura da quando la Nato, con un atto unilaterale, ne ha assunto nell’agosto 2003 la direzione senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che solo dopo ne ha preso atto. A guidare la missione, dunque, non è più l’Onu ma la Nato, che sceglie i generali da mettere a capo dell’Isaf. E poiché il «comandante supremo alleato» è sempre un generale statunitense, la missione Isaf è di fatto inserita nella catena di comando del Pentagono. Contemporaneamente l’Italia è stata chiamata ad assumersi maggiori compiti in Enduring Freedom, l’operazione lanciata dal Pentagono nel 2001. Qui ha una partecipazione numericamente minore (circa 250 uomini), ma non meno significativa. Otto ufficiali italiani sono stati integrati nel quartier generale del Comando centrale statunitense a Tampa (Florida), che ha la responsabilità dell’operazione. E dallo stesso comando dipende l’ammiraglio italiano che, dal 28 giugno alla fine di dicembre, è stato messo a capo della Task Force 152 che opera nel Golfo Persico. Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale. Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili. Lo scopo di questa guerra è ben altro di quello dichiarato: non la liberazione dell’Afghanistan dai talebani, che erano stati addestrati e armati in Pakistan in una operazione concordata con la Cia per conquistare il potere a Kabul, ma l’occupazione dell’Afghanistan, area di primaria importanza strategica per gli Stati Uniti. Per capire il perché basta guardare la carta geografica: l’Afghanistan, in cui gli Usa hanno installato basi militari permanenti, è al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In quest’area si trovano le maggiori riserve petrolifere del mondo. Si trovano tre grandi potenze – Cina, Russia e India – la cui forza complessiva sta crescendo e influendo sugli assetti globali. Da qui la necessità per gli Stati Uniti di «pacificare» l’Afghanistan per disporre senza problemi del suo territorio in questo grande gioco di potenze. Non è dunque una missione di pace: per essere tale avrebbe dovuto rispettare maggiormente la popolazione, i diritti civili, la legalità. Non avrebbe dovuto tollerare l'esistenza di campi di detenzione dove si pratica stabilmente la tortura E' il caso, ad esempio, del campo di Shibergan, definito da Klaus-Peter Kleiber, delegato dell'Unione europea: "simile al campo di concentramento di Auschwitz". Franca Rame Blog francarame.it NOTA PER I VISITATORI DEL MIO BLOG Questo appello al dibattito su “missione Afghanistan” è stato inviato al Corriere della Sera. Dovrebbe uscire domani. Cera qualche problema di spazio. Mi auguro venga pubblicato nonostante la lunghezza. UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A Manlio Dinucci, a Gino Strada e a Jacopo che con il loro lavoro mi hanno aiutato moltissimo!! Il dibattito sul Corriere è aperto! FORZAAA! Un bacio

ed ha votato per il rifinanziamento

Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale.
Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili.

firmato: Franca Rame la bipolare (anche conosciuta come Dott.Jekyll & Mr. Hide) o per gli intimi, solamente, c'ho la faccia come il culo.

Non attacca Troll il meteorismo non è contagioso...

Mentre Tu ti dedichi ad imbastire un pres-unto (molto unto) paragragrafetto ritrito c'è chi sta lavorando anche perchè:
DAI DIAMANTI NON NASCE NULLA, DALLA MERDA I FIORI
Anche dai troll sappiamo reciclare OTTIMI MANUFATTI ! :-)
Sorridi troll e vedrai che il mondo cambierà...

ed ha votato per il rifinanziamento

Il coinvolgimento italiano in Afghanistan non si può dunque misurare solo in termini numerici. Partecipando a questa come ad altre guerre sotto presunti «mandati Onu», le nostre forze armate vengono inserite in meccanismi sovranazionali che le sottraggono all’effettivo controllo del parlamento e dello stesso governo. Tutto questo ci costa sempre più anche in termini economici: la sola missione in Afghanistan ci viene a costare, dal 2002 al primo semestre 2006, quasi 600 milioni di euro. La spesa militare italiana è al settimo posto su scala mondiale.
Che quella in Afghanistan sia una guerra condotta non solo contro i combattenti ma contro i civili, viene confermato dall’uso dei bombardieri pesanti statunitensi (B-52H e B1B) i quali, sganciando ciascuno da alta quota decine di tonnellate di bombe e missili, fanno terra bruciata. Dopo 5 anni e mezzo si parla di 250-300 mila morti in Afghanistan di cui almeno l’80% civili.

firmato: Franca Rame la bipolare (anche conosciuta come Dott.Jekyll & Mr. Hide) o per gli intimi, solamente, c'ho la faccia come il culo.

voto di oggi

Franca ti capisco ma ... guarda le facce di quelli che aiuteresti non votando il rifinanziamento. Non sto parlando solo di Berlusconi, Calderoli e De Gregorio ( basterebbe) sto parlando degli imam barbuti che non aspettano altro che un disimpegno per reimpadronirsi del paese e schiavizzare ulteriormente le donne.
da donna a donna te lo dico
pensa non solo a noi elettori della sinistra che oggi soffriamo come cani ma a quelle donne, per le quali è una conquista anche solo poter andare dal dottore (coi taliban non potrebbero)
vale ancora la sorellanza?
ciao, con affetto

Ah si??

Ma perchè pensi che le donne adesso in Afghanistan stanno meglio??? Vorrei sapere che è così, ma mi pare che la loro condizione non sia cambiata di molto.
Se avessi ragione tu sarebbe una giustificazione sufficiente per la guerra, ma sfortunatamente non così.

riQUOTO

Assolutamente d'accordo con Maspa. Ci stiamo facendo tutti un mazzo spaventoso..
Perchè con i nostri politici, anzi Politici, vogliamo vi siano gli Italiani un popolo che a volte stenta a capire ma alla fine capisce tutto e pure molto bene !

Afganistan

Gent.ma Senatrice,
ha deciso di votare il suo “referendum” sull’Afganistan e successivamente di spiegarle il perche’ visto che nel 2006 (neanche 1 anno fa!!!) ho avuto l’onore, perche’ di questo si tratta, di poter votare per lei, anche se purtroppo non ho avuto la soddisfazione di vederla eleggere in Toscana visto che IdV non ha raggiunto il quorum.
Ho votato per lei perche’ finalmente ho avuto la possibilita’ di esprimere il mio voto per una persona che mi rappresenta, una persona intellettualmente impegnata, per le sue idee espresse in teatro e nei libri, perche’ vi potesse essere finalmente in Parlamento una persona di un peso intellettuale a differenza di politici come D’Alema, Fassino, Rutelli o, per rimanere piu’ strettamente nella mia Regione, come Chiti o Spini, persone cioe’ che hanno sempre fatto e faranno i politici, persone che non saprebbero trovare un altro lavoro perche’ nella vita non hanno mai fatto altro perdendo, tra l’altro, il senso della realta’ ed il contatto con “la base”, come la definisco dai DS a PRC.
Per questo motivo mi permetto di dirle perche’ ho votato per le sue dimissioni. Perche’ la penso come Gino Strada: “Se il Governo dovesse cadere sulla guerra, io brindo”, ebbene io l’ho fatto, dentro di me, quando è successo. Trovo che la caduta di un Governo su un fatto cosi’ importante e grave come una guerra sia un fatto di eccezionale maturità intellettuale e politica (ovviamente meno per chi l’ha gestita dimostrando di essere degli arroganti e dei piccoli uomini). Significa che all’interno della maggioranza c’e’ una fetta significativa che ripudia la guerra, una parte che nella società risulta molto piu’ importante di 3 o 4 senatori o 10-15 deputati. Persone che rifiutano la guerra in quanto tale e che non vogliono essere complici di “massacri di civili e stupri” come lei ha giustamente scritto nel suo discorso al Senato.
Eppure questo Governo, con lo stesso Ministro degli Esteri, si e’ ripresentato in Parlamento; lo stesso Ministro che si era permesso di dire che “senza maggioranza si va a casa” quando il Governo non aveva posto alcun voto di fiducia, lo stesso Ministro che, dopo i bombardamenti di questi giorni nel Sud dell’Afganistan, si è detto “turbato” (?!?!?!) per l’accaduto.
Il Governo ha dato il consenso per l’allargamento della base militare di Vicenza (fatto anacronistico come affermato da un politico navigato come Andreotti) ed il Parlamento ha votato per il rifinanziamento della guerra in Afganistan, di contro subiamo il NO degli USA a processare chi ha ucciso Calidari. Tutto questo e’ semplicemente vergognoso!!!!
Se il Governo cade, io brindo e spero di farlo presto, magari sapendo che anche lei ha seguito i suoi principi e non l’opportunismo politico di andare avanti per non ridare questo paese alla destra. Almeno la destra, nella sua meschinita’, e’ coerente.

AFGHANISTAN

NON DEVE DIMETTERSI. QUANDO SONO ANDATO A VOTARE HO DOVUTO VOTARE PER UN PARTITO(CHE STIMO, ANCHE NELLA PERSONA DEL SUO FONDATORE)E NON PER UNA PERSONA. PENSO A QUELLO CHE, GRAZIE A DIO ED AGLI UOMINI, HO VISTO SOLO IN TV ED HO LETTO SUI GIORNALI E CIOE' AL FATTO CHE PRIMA IN AFGHANISTAN C'ERANO IL BURQA E L'IGNORANZA, PERCHE' EDUCARE UN BAMBINO O UN RAGAZZO O UNA DONNA VUOL DIRE AIUTARLI AD ALLONTANARSI DA UNA TALE CONDIZIONE QUALE L'ATTUALE. MI VIENE IN MENTE CHE A PARTE GHANDI E CHISSA' CHI ALTRO UNA DEMOCRAZIA O IL CRESCERE DI UNA POPOLAZIONE E' SEMPRE STATO PROVOCATO DA GUERRE, BREVI O LUNGHE, CON SPARGIMENTI DI SANGUE INNOCENTE ALLA QUALE SONO SEGUITI PERIODI DI CRESCITA PER RICOSTRUIRE. IN QUESTO CASO BISOGNA PARTIRE DA ZERO PERCHE' RICORDO I VARI SETTIMANALI, POST INVASIONE SOVIETICA(QUINDI GUERRA) E IN SEGUITO NEL PERIODO DEL DOMINIO DEI TALEBANI, NON RIPORTAVANO CERTAMENTE CHE GLI AFGHANI ERANO LIBERI ED IL LORO PIL CRESCEVA E CHE I BAMBINI GIOCAVANO E LE DONNE POTEVANO PARTECIPARE ALLA VITA DEL PAESE. SPERO CHE LEI RESTI PER PERMETTERE A QUESTO GOVERNO DI POTER DIRE LA SUA IN TEMA DI DEMOCRATIZZAZIONE DI UN POPOLO CHE HA BISOGNO PURTROPPO DELLA FORZA BRUTA PER IMPORRE LA DEMOCRAZIA.

Afghanistan

Cara signora,
sono sono ammiratore da almeno quarant'anni e nel mio sito www.angeloaquilino.it c'è una sezione dal titolo Ho visto arrestare Dario Fo a Sassari. Perchè, cara signora, in quella serata di novembre del 1973, io c'ero! Adesso sento dire che Ella dopo avere votato la fiducia a Prodi intende dare le dimissioni dal senato. Per favore, non lo faccia. Insista in Senato per il ritiro o per la modifica dell'intervento in Afghanistan, però non voti contro Prodi come hanno fatto alcuni. Lei, mia bellissima e stimatissima signora, deve restare in senato in modo che io possa ancora vederla in televisione ed ancora ammirarla.
I miei più cordiali saluti
angelo aquilino

risposta ad appello sulla missione in Afghanistan

Cara Franca,
mi permetto un tono confidenziale perché sono un tuo elettore e perché il tuo appello mi ha convinto che non ho sbagliato a darti fiducia quando ti ho votato. Sono un iscritto ai D.S., prima al P.C.I. dal 1976 (sono stato segretario della mia sezione e sindaco del mio paese, oltre ad altri incarichi), ma sono fortemente dissenziente per la eccessiva attenzione all'occupazione e al mantenimento del potere che mostrano troppi uomini di questo partito. Così alle ultime elezioni ho scelto di votare per una persona che, appartenendo al mondo della cultura, potesse portare un po' di aria nuova dentro questa politica. Ripeto: il linguaggio usato nel tuo appello mi conferma che non ho sbagliato. Io sono stato un convinto sostenitore della politica di pace: ho fortemente, ma inutilmente, criticato le scelte della guerra in Bosnia del governo D'Alema; e da allora non leggo più l'Unità. Tuttavia mi pare che la politica estera di questo governo sia una politica di pace, dalla posizione attiva assunta in Libano e in tutto il Medio Oriente fino all'azione per arrivare ad una moratoria sulla pena di morte che ho particolarmente apprezzato (sono anche socio di Amnesty International). Credo che per poter continuare a portare avanti questa politica estera di pace e riscuotere qualche successo, sia necessario muoversi con prudenza ed equilibrio: in questo caso, mi pare che l'obiettivo più vicino sia la conferenza di pace sull'Afghanistan, come tappa per liberare quel paese dalla presenza militare straniera e per avviarlo sulla strada della democrazia. Il ritiro dei soldati italiani dalla missione, come atto unilaterale, credo che in questo momento indebolirebbe le possibilità di raggiungere questo obiettivo. Mi pare quindi che sarebbe necessario sostenere la posizione del governo.
Anche in occasione della guerra in Bosnia ebbi modo di esprimere le mie opinioni al senatore che avevo votato ma, come ho già detto, prevalse un'altra posizione.
Sono molto contento dell'occasione che mi hai dato e del modo, sorprendentemente nuovo, che hai usato per aprire un dibattito.
Te ne sono profondamente grato e sono sicuro che al momento di decidere farai, non tanto la "cosa giusta", ma la "cosa vera", cioè la scelta che veramente ci farà fare un passo avanti sul percorso della pace.
Cordialmente,
Francesco Milani.

invito al dialogo sulla maifestazione di Vicenza

per non essere travisato,cito dallo Zingarelli:
Dialogo: rapporto basato sulla disponibilita' al chiarimento, all'intesa.
Discussione: battibecco, contrasto, litigio.
a buon intenditor poche parole...
oggi ho comperato: La Repubblica, La Stampa, IL Giornale.
tra poco introdurro' i titoli con cui le testate citate hanno affrontato l'argomento.
a presto.

ASCOLTARE, DIALOGARE...

Vicenza, l'appello di Mussi
"Il Governo ascolti i movimenti"
Il ministro dell'Università: "Il corteo dimostra che i pacifisti non sono scomparsi. Necessaria una riflessione in più da parte dell'esecutivo"

CORTEO ANTI BASE USA Roma, 18 febbraio 2007 - "La manifestazione di Vicenza, affollata e pacifica, dimostra che il governo, qualunque governo e in particolare uno di centrosinistra, deve ascoltare i movimenti che sono uno degli ingredienti più importanti della nostra democrazia".

All'indomani della manifestazione contro la base americana, il leader del correntone, Fabio Mussi, a Roma per presentare la sua mozione, fa una analisi della situazione e sottolinea che "il corteo di Vicenza dimostra che il movimento pacifista è tutt'altro che scomparso".

"Credo -osserva- che sarebbe stata opportuna una riflessione in più da parte del governo. È stata approvata una mozione della maggioranza nella quale si diceva che sarebbero stati rimessi in discussione i modi delle servitù militari italiane".

a occhio e croce...

A occhio e croce. Un gruppo di sette ragazzi portava un cartello con scritto “Fuoco alla Nato”. Una bambina sui dieci anni ci passa davanti e commenta “La Nato fa la guerra, ma se questi scrivono 'Fuoco alla Nato' si mettono allo stesso livello, no?”. Sì. C'era anche l'“ignobile striscione”, come è stato definito dal ministro Amato, che chiede libertà per i “rivoluzionari” arrestati. Dietro, uno sparuto gruppo di persone che non vogliono farsi fotografare. Un altro striscione dello stesso tenore, un altro gruppetto che si perde nel mare di persone che hanno affollato Vicenza. Curiosamente, sui principali telegiornali nazionali, questi striscioni si sono allargati a dismisura. Meritano di entrare nel titolo di apertura del Tg3, ad esempio, meritano ampio spazio sul Tg5. Quanti erano, dietro gli “ignobili striscioni”? Venti, quaranta, cinquanta persone? Su ottantamila manifestanti, per tenersi alle stime più basse. Quanta parte del corteo, per il resto pacifico, divertente e divertito nonostante la fermezza delle richieste? Fatte le debite proporzioni, a occhio e croce, una percentuale inferiore a quella del numero di condannati in via definitiva che siedono nel Parlamento italiano: qualche imbecille, e forse anche qualche delinquente, si trova dappertutto...

PER LA PACE da FDG

Il tuo post sintetizza esattamente il senso della giornata di ieri e il risalto volutamente riduttivo e mistificante che ne è stato fatto alla tv. complimenti.

Pace staminale in de uord !

Tutti insieme pensiamo positivo ed immettiamo nella rete ENERGIE STAMINALI POSITIVE
Contro ogni MISOGINIA del belPaese, contro ogni guerra:
Riempiamo le liste delle Amm.ve di donneeeeeeeeeeeeeee

fino alle dimissioni di Bush...

Dopo tre giorni di dibattito la Camera Usa ha detto no a Bush: ha approvato una risoluzione che condanna la politica del presidente degli Stati Uniti sull'Iraq e il suo piano di inviare altri 21.500 soldati. Ma l'inquilino della Casa Bianca non molla. Anche perché la risoluzione non è vincolante e l'univca vera arma del Congresso è quella di tagliare i fondi destinati a pagare le spese delle guerre in Iraq e in Afghanistan. Comunque sia per i democratici, incassata la vittoria del voto anti-Bush alla Camera (con il sostegno "bipartisan" previsto di decine di deputati repubblicani non in linea con le scelte del presidente americano) il problema più importante è cosa fare come passo successivo. Dopo il gesto simbolico della risoluzione di 97 parole che, dopo avere espresso «sostegno» alle truppe Usa impegnate nei combattimenti condanna la decisione di Bush di inviare ancora più truppe in Iraq, si tratta per la la presidente democratica Nancy Pelosi e per il resto del partito di trovare un modo efficace per dare «sostanza» alla opposizione alla guerra e ad un maggior coinvolgimento.

Ovvero: il controllo dei fondi. La Casa Bianca ha presentato un conto di quasi cento miliardi di dollari per le spese immediate delle varie guerre in corso (Iraq, Afghanistan e lotta al terrorismo) e la Pelosi ha già fatto sapere che non intende firmare «un assegno in bianco» al presidente americano. Quella della risoluzione approvata alla Camera è comunque il primo ripudio formale, da parte del Congresso, della politica del presidente Bush sull'Iraq, un evento raro con una guerra in corso ed un insolito schiaffo al comandante in capo delle forze militari Usa.

Da arte sua Bush non ha cercato neanche di combattere la scontata sconfitta alla Camera, ammonendo però il Congresso a non assumere iniziative che possono mettere a repentaglio l'incolumità dei soldati americani impegnati in prima linea. OPvvero: un monito a non bloccare i fondi per le nuove truppe.

Uno dei principali collaboratori della Pelosi, il deputato marine John Murtha, presidente della commissione della Camera responsabile anche delle spese militari, ha preparato un progetto di legge che mira a risolvere il problema stabilendo limiti severi per l'invio di truppe in zone di combattimento (riguardanti l'equipaggiamento e le rotazioni in prima linea), che colpiranno indirettamente l'invio di nuove truppe in Iraq.

MARTINI: dialogo e ascolto...

Unioni civili, l'appello di Martini
"Dialogo e ascolto, senza scontro"
dal nostro inviato ORAZIO LA ROCCA

Unioni civili, l'appello di Martini"Dialogo e ascolto, senza scontro"

Il cardinale Carlo Maria Martini
ARICCIA (Roma) - "La famiglia va promossa e difesa, ma attraverso il dialogo, senza tensioni, senza scontri e con l'ascolto reciproco".

E' il forte appello che il cardinale Carlo Maria Martini lancia nel giorno in cui festeggia il suo ottantesimo compleanno. Quasi un Martini-day celebrato nella chiesa della Casa degli esercizi spirituali dei Gesuiti presso il santuario di Galloro ad Ariccia (Roma), presenti, tra gli altri, il vescovo di Albano Marcello Semeraro, autorità civili (tra cui il vice sindaco di Roma Maria Pia Garavaglia) e religiose, e migliaia di persone. Nell'omelia, Martini traccia un sintetico bilancio della sua vita: dall'entrata nella Compagnia di Gesù alla docenza all'università Gregoriana, dove è stato anche rettore; dai 23 anni trascorsi alla guida della diocesi di Milano fino a quando, l'11 luglio 2003, per motivi di età si ritira a Gesusalemme per continuare i suoi amati studi biblici.

"Una vita sempre al servizio della Chiesa con lo studio e la testimonianza pastorale", scrive papa Ratzinger nel telegramma di auguri letto durante la Messa. Ma una vita fatta anche di appelli e di inviti al dialogo, come Martini fa anche nell'omelia, quando parla di "troppe guerre e di eccessive tensioni in tante parti del mondo, ma anche nel nostro Paese dove ci vorrebbe più dialogo e più capacità di ascolto tra le varie realtà sociali".

Cardinale Martini, come mai ha voluto lanciare l'allarme sulle troppe tensioni che si avvertono in Italia, anche nel giorno della festa del suo compleanno?
"Io, come è noto, vivo a Gerusalemme, e quindi prego dalla Terra Santa per tutto il mondo, anche per l'Italia, per tutto ciò che vi avviene. So perciò tutto quello che succede, ma lascio che siano le autorità competenti a compiere il loro dovere per la soluzione dei problemi che gravano sulla società italiana. Prego per tutti, senza distinzioni".

Tra i problemi di cui si sta discutendo in Italia, uno dei più dibattuti è l'allargamento della base militare americana di Vicenza contro la quale oggi hanno manifestato a migliaia. Lei che ne pensa?
"Sì a Vicenza si è vissuta una giornata particolare, ma negli ultimi tempi sono state tante le giornate particolari che hanno fatto elevare il livello della tensione sociale in più parti del mondo. Ma, per quanto riguarda la questione di Vicenza, l'importante è che non siano avvenuti fatti dolorosi, perché pur nella legittimità di manifestare per esprimere le proprie idee, in queste situazioni c'è sempre da temere qualche brutta sorpresa. In verità, non ho seguito molto questa odierna vicenda, ma sono contento che tutto si sia svolto senza incidenti. Quanto al resto, auspico sempre che il dialogo ed il confronto non venga mai meno tra tutte le parti in causa".

Anche per la famiglia in Italia la tensione è alta. Il Papa, il cardinale presidente Cei Camillo Ruini, quasi ogni giorno ammoniscono i cattolici a dire no alle unioni di fatto. Condivide?
"La famiglia è la cellula della società. Quindi è una cosa molto importante. Per cui bisogna fare di tutto per poterla promuovere. E' nel dovere di tutti, non solo della Chiesa, ma di ogni cittadino, di ogni persona umana fare in modo che questo nucleo sia difeso, valorizzato e, soprattutto, promosso. E' per il bene di tutti, credenti, non credenti, uomini di buona volontà".

La legge sulle coppie di fatto è veramente un pericolo per la famiglia tradizionale?
"Non posso entrare nel merito di questi aspetti specifici di cui si sta discutendo in questi giorni a vari livelli nel nostro Paese. Non voglio entrarci soprattutto perché si tratta di problemi molto complessi, molto difficili, e credo che non si possano spiegare in poche battute".

Ma anche lei è convinto che la famiglia vada difesa comunque?
"Certamente, la famiglia va difesa e promossa. Ma, più che difesa, credo che sia più importante fare sì che sia promossa, valorizzata, come il bene supremo della società e di ogni singolo individuo, con il concorso e l'impegno di tutti. Senza però che il confronto tra le varie posizioni dia luogo a tensioni e a scontri inutili e pericolosi. E' questa la scommessa che dobbiamo attrezzarci per vincere, ma tutti insieme, col dialogo e con la reciproca comprensione".

Votazione al Senato sull'Afghanistan

Gentile Franca Rame,
La prego non dimentichi:
1) le leggi vergogna nel campo della giustizia;
2) la partecipazione dell'Italia alla guerra in Iraq e la sottomissione della politica estera italiana agli Stati Uniti;
3) la legge Gasparri sulle televisioni;
4) la legge Frattini sul conflitto d'interessi
5) la legge Bossi-Fini sull'immigrazione;
6) la legge Fini-Giovanardi sulle droghe;
7) la riforma Moratti con l'immissione in ruolo di tutti gli insegnanti di religione con privilegi di cui nessun'altra categoria di insegnanti gode;
8) la legge elettorale fatta alla fine della legislatura con la sola approvazione della maggioranza al solo scopo di creare difficoltà al governo di sinistra che avrebbe sicuramente vinto le elezioni .
Potrei continuare a lungo; il governo Berlusconi non è stato semplicemente un pessimo governo, è stato una sciagura per l'Italia .
La prego non fate cadere l'attuale governo. Siamo in una situazione di EMERGENZA. Se Prodi cadrà, è certo che Berlusconi sarà di nuovo Presidente del Consiglio: crede che il suo operato potrà giovare alla causa dei pacifisti? I Senatori che si asterranno nella votazione sull'Afghanistan avranno salvato la loro coscenza, i loro principi, ma avranno spento le speranze di tutti quei cittadini che sperano in piccoli miglioramenti che possono significare tanto a livello personale .
La saluto con stima e simpatia
Manuela Castellano

Ma è possibile??

1) le leggi vergogna nel campo della giustizia;
2) la partecipazione dell'Italia alla guerra in Iraq e la sottomissione della politica estera italiana agli Stati Uniti;
3) la legge Gasparri sulle televisioni;
4) la legge Frattini sul conflitto d'interessi
5) la legge Bossi-Fini sull'immigrazione;
6) la legge Fini-Giovanardi sulle droghe;
7) la riforma Moratti con l'immissione in ruolo di tutti gli insegnanti di religione con privilegi di cui nessun'altra categoria di insegnanti gode;
8) la legge elettorale fatta alla fine della legislatura con la sola approvazione della maggioranza al solo scopo di creare difficoltà al governo di sinistra che avrebbe sicuramente vinto le elezioni .

Ma ecco perchè l'Italia non va avanti. La gente non coglie che gli attuali problemi legati alla distribuzione del reddito e quindi quelli che attanagliano tutti gli italiani non hanno niente a che vedere con le cazzate di sopra!!!

Qui invece di pensare a leggi che servano :
1) a bloccare l'ampliamento del credito che porta bolle speculative e recessioni
2) ridurre le imperfezioni legati ai monopoli ed oligopoli nell'economia
3) riprendersi la sovranità monetaria

la gente pensa a Giovanardi, Gasparri e Frattini!!!! Ma roba da pazzi!!!

ma solo per citare l'Italia allora Prodi e Padoa Schioppa non dovrebbero essere al governo in quanto dipendenti di Goldman Sachs, che li obbliga a politiche economico-sociali che non fanno altro che peggiorare lo stato dei ceti medio bassi.

Ecco perchè ce li meritiamo, perchè la gente proprio non comprende i problemi strutturali del paese e pensa alle cazzate!!!

La legge sulle televisioni!!! come se questa servisse a migliorare lo stato dei ceti più bassi.

Con le misure strutturali in campo economico sparirebbe anche la sottomissione alla politica statunitense. Che poi non è politica del popolo degli Stati Uniti, ma dei poteri finanziari mandanti di Bush. Che guarda caso sono gli stessi del nostro attuale governo.

REGGIO CALABRIA C'E' e CI SARA'...

«Mafia: consenso negato», cinquemila persone sfilano a Reggio Calabria

«Mafia: consenso negato». Questo è stato il messaggio del corteo di 5mila persone che ha attraversato il corso principale di Reggio Calabria, organizzato dal movimento «Ammazzateci tutti», nato a Locri dopo l'assassinio di Francesco Fortugno.

Vi hanno partecipato alcuni consiglieri e assessori regionali, sindaci dei comuni calabresi, sindacati di Polizia, associazioni antiracket, parenti delle vittime della criminalità organizzata.

Dopo il corteo, i manifestanti si sono radunati nella piazza del Duomo, dove vi sono stati gli interventi di vari familiari delle vittime della mafia. Fra questi, Rosanna Scopelliti, figlia di Antonio, Procuratore generale della Cassazione assassinato nel '91 dalla Ndrangheta su mandato di Cosa Nostra.

Aldo Pecora, fra i fondatori del movimento Ammazzatecitutti, ha Il leader del movimento, Aldo Pecora, ha lamentato l'assenza alla manifestazione di esponenti del governo nazionale e della Giunta regionale. A conclusione del corteo, c'è stato un concerto degli A67, un gruppo di musicisti napoletani provenienti dal quartiere di Scampia.

Quante grossolane Contraddizioni.

Quindi se si è ben capito, per salvare il governo Prodi, sul quale ieri si è manifestato contro, bisogna votare SI al rifinanziamento alla guerra in Afganistan (missione Isaf)? E il tutto in barba a quanto sostenuto ieri nella manifestazione?
Ma la coerenza la buttiamo nel cesso? O si è andati a Vicenza a fare la gitarella?
L'Italia è sempre in emergenza e, dai punti esposti quì sopra dal blogger, pare che il governo se ne infischi di conflitti di interessi, legge Gasparri, falsi in bilancio, ecc...ecc.
Un pò di coerenza da parte dei parlamentari presenti alla manifestazione non guasterebbe, o no?
A metà marzo capiremo se l'idignazione dei parlamentari era verace o solamente l'ennesima e grossolana pagliacciata, giusto per darsi visibilità e ricrearsi una nuova verginità pacifista.

Postato per orecchie ed occhi non Adoranti.

Opinioni libere di Una Voce.

Afghanistan

Gentile Signora Franca,
Credo che i Suoi dubbi e perplessità espressi oggi su il quotidiano la Repubblica sulla continuazione della missione in Afghanistan siano legittimi considerando il Suo pensiero politico.
Francamente li avrei anch'io vedendo il contesto internazionale e le modalità con cui i nostri alleati stanno operando.

Per quanto riguarda l'Afghanistan purtroppo nel nostro paese non si dà né un quadro chiaro (la stampa stessa è frammentaria e imprecisa al riguardo) della situazione complessiva (politico, economica, sociale, ecc) né come vi è stata un'involuzione dalla presunta cacciata dei Talebani. Nemmeno sugli aiuti (umanitari ed economici) si espongono con chiarezza gli obiettivi e i risultati.

Mi permetto di asserire quanto sopra poiché conosco sufficientemente il paese avendo svolto parecchie missioni, anche per periodi abbastanza lunghi, per conto del UN, EC e ministeri degli esteri di paesi europei, e quindi ho avuto contatti diretti sia con esponenti del governo locale che con semplici cittadini nella capitale Kabul ma anche in svariate altre località (incluso il sud).

Se ritiene utile avere informazioni e pareri sono a Sua disposizione ai numeri telefonici qui sotto indicati
Con cordialità
Giuliano
045 8899091- 3393318926

Caro Giuliano,

rispondo da parte di Franca Rame, in questo momento impegnata con altre migliaia di cittadini - dicono 100.000 ? - a Vicenza, chiedendo a Prodi di ripensare alla sua sciagurata scelta su Vicenza.
Lei ha perfettamente ragione: non c'è precisione né chiarezza su cosa stiamo facendo in Afganistan e su chi comanda dentro la coalizione - la NATO o semplicemente gli USA? Non possiamo accontentarci di buone generiche intenzioni sulla pelle di migliaia di persone, la più parte civili innocenti.
Franca la ringrazia molto per il suo messaggio e prendiamo nota del suo nome e telefono. Speriamo di risentirci presto, e con buone nuove!
(Elisabetta)

perché sì

Cara Senatrice,
senza cadere in uno sterile quanto inutile darwinismo, la sola considerazione che le forze ostili al progresso e alla democrazia sono impietose contro chi non oppone nessuna resistenza, deve giustificare una collaborazione tra quelle forze, che opposte al male, vogliono continuare a vivere in un mondo libero, dove ognuno possa esprimire le proprie idee.
Siamo cresciuti, ho 40 anni ormai, in un mondo che venuto dalla guerra ha affermato il pacifismo per contrapporsi alla guerra, e ad un'altra possibile guerra: quella tra le due potenze vincitrici.
Quel mondo non esiste più, ma non è cambiata la distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male.
Ci sarà sempre bisogno di affermare i diritti delle persone, degli individui, degli oppressi e dei poveri - poiché il paradiso non è su questa terra - anche contro quelle persone che di questi diritti non ne vogliono sentire parlare.
Pochi pensieri, questi, a cui possono essere date motivazioni ben più profonde e concrete.
Ero presente alla serata allo Smeraldo di presentazione della candidatura di Dario Fo alle primarie, ho applaudito in mezzo ad una platea attonita gli africani, e Dario e Lei, chiamati sul palco, però credo che non servi veramente più citare Majakovskij, se non in un aula scolastica.
Non l'ho votata, ma sono certo che stia svolgendo molto bene il suo nuovo lavoro.

A presto,

alex

Subject: contro la base Usa

Subject: contro la base Usa a Vicenza

La Lettera allegata è stata inviata prima del g8 /luglio 2001 e la gentile risposta del ministro è arrivato dopo due mesi quando CARLO GIULIANI era stato ucciso.

Avevo partecipato al forum contro il g8 e avevo chiesto quali garanzie erano state chieste sull'uso delle armi da parte della polizia ,ma le risposte sono state generiche.

Ripropongo il quesito prima della manifestazione contro la base Usa a Vicenza

Qualcuno vuole rispondere?

Rino Vaccaro
via aurelia 75
16043 Chiavari/Ge
tel/fax 0185 318190
mailto casarossa.rino@libero.it

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-Al Ministro dell’Interno

Dr ClaudioSCAIOLA

scajola@mininterno.it

-Alla Redazione del Secolo XIX

Accolgo il suo invito a scriverle direttamente ,considerando, come lei assicura ,che la e-mail del ministero funziona bene. Anche se naturalmente lei avrà sentito parlare di Echelon ; tutto è sotto il controllo del grande fratello(tutti schedati,anche lei naturalmente !) ma questo fa parte della nota sovranità limitata dell’Italia(e dell’Europa).
Condivido le sue dichiarazioni sui giovani che operano nella polizia (come aveva già fatto peraltro Pasolini a suo tempo) e non ho motivo di dubitare delle sue buone intenzioni di Ministro; ma c’è un convitato di pietra di questo come dei governi precedenti che mi inquieta non poco; in un tempo storico caratterizzato, a mio giudizio, da uno strapotere dei gruppi economico-finanziari e dei governi che li sostengono.Come lei sa anche i governi devono obbedire ai mercati finanziari che rappresentano il quinto potere ,dopo il quarto dei media.
La “global governance “ avviene in organismi come il G8 non previsti da alcun trattato, con sistemi di condizionamento e di controllo sempre più pervasivi e totalizzanti.
Non le sembra che sarebbe utile, invece, difendere l’Onu e gli ordinamenti giuridici degli stati (la loro storia,la loro identità )contro ogni arbitrio economico e militare?Abbiamo infatti alle spalle la partecipazione dell’Italia alla guerra nei Balcani con la palese violazione dell’art 11 della Costituzione .
Per quanto riguarda le manifestazioni anti G8 si parla di isolare le teste calde dimenticando che nella situazione attuale nessuno controlla le schegge impazzite o i provocatori di professione(nessuno garantisce nessuno) ,anzi negli Usa è la regola : manifestazioni disperate e repressioni cruente.
In passato si è sparato e ucciso anche in Italia e le stragi di stato non sono un’invenzione giornalistica .(Anche se è vero altrettanto che ci sono state molte importanti manifestazioni senza morti e feriti) ma oggi il carattere internazionale degli scontri cambia duramente la prospettiva ;in altri termini non si tratta di valutare la credibilità di un ministro o dei vertici della polizia italiana ma di capire che c’è un gioco sporco dei servizi segreti a noi non noto .Da una parte la guerra psicologica delle 200 bare , delle sale operatorie preparate per l’occasione , del carcere di Marassi pronto per ricevere centinaia di arrestati,delle batterie antimissili in aeroporto ;e poi i cecchini sui tetti ,i tombini saldati ,le zone rosse e gialle etc…Non si era detto basta con i muri?
Ma ciò che non sappiamo è invece molto importante .La volontà di restare su un terreno di legalità o di repressione e violenza appartiene agli “arcana imperii”.

Può garantire ,caro Ministro, che deciderà lei senza ascoltare ordini da oltreoceano e che impedirà ,sul territorio italiano ,che decidano i servizi segreti di altri paesi ? Purtroppo ho ragione di dubitarne.

E’ questa invece una domanda essenziale sulla democrazia nell’era della globalizzazione che dovrebbe portare ad una conclusione semplice :che è meglio un ordinamento giuridico statuale sovrano e responsabilità politiche sottoposte al vaglio del consenso elettivo e non l’arbitrio di poteri sopranazionali e segreti.

Quale trasparenza dei processi decisionali può garantire il G8? Quale controllo parlamentare? Nessuno!

Conosco lo spregio delle leggi proprio dei servizi segreti ,i sistemi di comando che hanno insanguinato il mondo,la violenta difesa dei privilegi ,l’ottusa gestione delle forze dell’ordine, come a Goteborg.

Non c ‘è solo l’attenzione su Genova di migliaia di giornalisti :i riflettori si sono già accesi sul ring ma la partita è truccata .C’è purtroppo chi ha il potere autoritario di spingere verso la tragedia solo che lo voglia ;questa è l’amara verità :che siamo un paese subalterno , con questo governo non meno che con il precedente. Se non si tratta di una manifestazione folcloristica ma di un grande movimento di popolo c’è da temere il peggio.Occorre essere consapevoli e vigilanti :non credere che si tratti di una passeggiata creativa ;difendere dall’inguaribile ingenuità i nostri giovani che non credono che si possa arrivare all’infamia dell’uso delle armi ma su questo punto risposte rassicuranti non ne sono arrivate. Come avviene negli Usa le armi sparano ormai da sole ,senza responsabilità di nessuno, in modo oggettivo Anzi qualcuno pensa che l’uso delle armi sia decisivo nel controllo interno e in quello internazionale .Tante condanne a morte senza processo!

Non so se in me prevalga il disprezzo o la paura .Una cosa so per certo : che da una egemonia politica degli interessi forti e da una diffusa subalternità culturale in Italia e nel mondo non si esce senza una inversione di tendenza e un impegno culturale e politico straordinario; a cominciare dalla difesa delle diversità politiche ed economiche nel mondo e quindi anche della dignità e autonomia nazionale. Ma non vedo nulla di tutto questo all’orizzonte. D’altra parte abbiamo alle spalle le macerie della destrutturazione della politica, con elezioni di tipo presidenziale(senza una riforma presidenzialista della costituzione),dove è prevalso il finanziamento privato della politica mentre nessun giudice è intervenuto per far rispettare i tetti di spesa stabiliti dalla legge per partiti e candidati.In definitiva in Italia come altrove decide la politica-spettacolo:dalle masse fanatizzate negli stadi all’inebetimento pubblicitario televisivo e mediatico.

Mi perdoni la sincerità ;le sarò grato di una risposta ,anche privatamente.

Rino Vaccaro

vaccaro@chiavari.newnetworks.it

La ringrazio per aver accettato il mio invito a comunicare con il Ministero

dell'Interno (la cui e-mail, come vede funziona davvero).Condivido la sua

opinione sul fatto che, oggigiorno, governare una qualsiasi nazione è

complicato che in passato, ma ciò, a mio avviso proprio perché si è

raggiunto - nella maggioranza dei paesi - un livello di democrazia, di

trasparenza e di sindacabilità universale impensabile nel passato.

L'Italia è un paese saldamente democratico con solide e collaudate strutture

rappresentative, con un Parlamento solerte e vigile con una Magistratura

altrettanto solerte e democratica ed un opinione pubblica molto matura.

Il governo appena insediato e di cui faccio parte opererà perchésempre e da parte di tutti rispettato il dettato costituzionale e vengano

resi più ampi gli spazi democratici a favore dei cittadini.

Con i migliori saluti.

Io mi farei una domanda....

E' opportuno che l'Italia abbandoni la direzione della missione, lasciando di fatto agli Stati Uniti e ai paesi erupei che vi prendono parte le decisioni in merito ad essa??

Direi che forse bisognerebbe cambiare la ragione della presenza militare italiana in Afghanistan, non più interposizione fra Talebani e popolazione civile, ma fra marines americani e popolazione civile afghana :-)

Afghanistan

Non sono d'accordo sulla sua posizione sull'afghanistan.
Trovo semplicistiche e francamente erronee le considerazione con le quali la giustifica.
Se é vero che i talibani sono stati creati dagli USA e dall'Arabia Saudita, é innegabile che essi costituiscano un pericolo per l'Afghanistan e per tutta la regione. Se riconquistassero il potere, cio costituirebbe un segnale estremamente negativo per tutta l'area e una vittoria per il terrorismo.
E che dire della condizione della donna in queste regioni. Cio sembra non interessarvi . Trovo che sia una sorta di razzismo accettare per le donne afghane dei trattamenti che si considerebbero inammissibili per le donne occidentali.
Il dibattito non dovrebbe portare sul mantenimento della missione,che é necessario, ma sul modo di renderla più efficace e di corregerne delle eventuali deviazioni .

Caro Marcora,

il terrorismo è una brutta bestia, è vero. Ma anche gli esperti e i politici USA ora indicano che la guerra in Afganistan e in Iraq non sembrano essere una risposta efficace. Da più parti si levano voci che indicano la politica - e non le armi - come una chiave di volta possibilmente più vincente, visti i risultati scarsi e DOLOROSISSIMI delle armi.

E noi donne? quando Tony Blair propose a Bush di iniziare la guerra in Afganistan - George darling, Afganistan first - trovò l' opinione pubblica della Gran Bretagna decisamente fredda, anzi ostile. Cosa successe allora? per settimane e settimane un borbardamento mediatico in-so-pp-or-ta-bi-le in GB: immagini a non finire di donne con il burqa, e i veli, e il burqa, e i veli, e le povere donne... e i diritti, e le donne, e i veli: e così dopo qualche settimana il gradiente per la guerra era aumentato. Bello eh? Dopodiché non si parla più di donne afgane (e neanche di irachene - ne stanno per impiccare quattro in queste ore). Veramente lei pensa che a Tony Blair o ai potenti del mondo interessano i diritti delle donne?! E quando gli USA hanno portato i talebani al potere, non si erano resi conti delle loro opinioni sui diritti delle donne???!!! No, grazie. Niente strumentalizzazioni ai fini delle guerre dei potenti per i controlli dei territori altrui e delle fonti energetiche altrui.

Un caro saluto
Elisabetta, da parte di Franca

CHIUNQUE UCCIDE CIVILI E' UN CRIMINALE!

CHIUNQUE UCCIDE CIVILI E' UN CRIMINALE!
Denunciamo in ogni istanza legale nazionale e internazionale Olmert e Nasrallah (e tutti quelli come loro) per crimini contro l'umanità (stragi di civili)

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Oggi la schiavitù è illegale. Battiamoci perché sia resa illegale "sempre e comunque" l'uccisione di civili.

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NOI SIAMO I CIVILI!
Facciamo sentire oggi la nostra voce, prima di diventare numeri di una lista di morti per un attentato o una bomba intelligente.

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Chiunque contratta con i criminali che ordinano stragi dei civili o li legittima
E' LORO COMPLICE!

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I fautori delle guerre si uccidano fra di loro! Chi uccide civili, anche per errore, ne deve rispondere penalmente a un tribunale internazionale, civilmente risarcendo le vittime.

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Solo se noi civili abbiamo una posizione morale e legale chiara, forte, giusta e ineccepibile sul nostro diritto alla vita, possiamo pretendere che siano messi fuori legge tutti i portatori di morte, dietro qualunque bandiera o ideologia essi si nascondano.

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La parola PACE va riempita di iniziativa concreta. Occorre un contenuto che unisca tutti i civili del mondo e metta in moto una rivendicazione comune ai governi e alle istituzioni internazionali.
CHIUNQUE UCCIDE CIVILI E' UN CRIMINALE!

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http://zingarofelice.splinder.com

Senatrice mi scuso

Senatrice mi scuso pubblicamente a nome del Forum Giovani dell'Italia dei Valori ed allego il link all'articolo che ci ha tratto in inganno.

Siamo molto felici che lei sia rimasta sulle sue posizioni e non ci abbia deluso votando NO e non a favore come riportato dall'articolo.

Distinti saluti.

Ecco il link incriminato.
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1004636

Parlamentari scelti dai partiti

Gent. ma Dipendente Sen. Franca Rame,
Continuo ad avere fiducia e stima negli impegni che sta portando avanti in questo nuovo mestiere.
Credo non si possa colpevolizzarla per il fatto di aver votato si al rifinanziamento della missione militare in Afganistan. Ha dovuto obbedire alle logiche di partito e di coalizione che questa legge elettorale ha portato.

Ridatemi berlusconi.

Perchè?

Non noto più la differenza tra questo e quel governo.
Almeno da un pezzo di merda come Silvio mi sarei aspettata di tutto e di più.
Almeno fino al 9 di aprile non ero complice di niente,non era colpa mia:
ora le mie mani sono sporche,
ora la mia anima è colpevole,
ora la responsabilità di questo ignobile scempio è anche mia: forse senza il mio voto questo governo non ce l'avrebbe fatta ed io sarei rimasta con "le mani pulite".

Da ora ogni innocente morto in queste immonde guerre,ogni mafioso condonato,ogni ladro,ogni truffatore liberato e ci aggiungerei anche ogni bastardo che la fa franca,grazie alle grandi manovre di questo governo, peserà inevitabilmente sulla mia coscienza.

Grazie.

p.s.: perchè hai votato si?

Qualcosa non mi torna.

eliminato

A proposito di vittime civili.Sono solidali con i terroristi?

Mi pare di aver sentito in TV che le bombe degli israeliani hanno colpito palazzi dove si trovavano nascosti o camuffati i terroristi.Sappiamo che il terrorismo dei musulmani è feroce e vive in mezzo ai civili. Gli stessi civili sono o diventano terroristi quando Allah li illumina o Maometto li consiglia.Perchè dalle sue parole non si coglie il segno di un riferimento al terrorismo confuso tra i civili o peggio ancora protetto dai civili? Se nascondiamo le BR o difendiamo i mafiosi non incorriamo in un reato? Non veniamo condannati dalla società che non ammette il brigatismo rosso o che non accetta i sistemi di prevaricazione di stampo mafioso? Ebbene, per il terrorismo dei paesi arabo.musulmani il ragionamento è identico e la situazione ancora più grave perchè il musulmano dice di sacrificare i propri figli perchè lo vuole Maometto.Ed allora, perchè non si fa cenno a questa delinquenziale forma di connovenza o copertura da parte della società civile?Perchè dev'essere senmpre e solo Israele a farsi ammazzare e trucidare? Se vera quella notizia ,il suo giudizio potrebbe cambiare?

OGGI FESTEGGIO

Scusatemi, abbiate pazienza ma qui credo che si continui ad evitare la questione centrale del voto al Senato di ieri e di oggi ossia quella del RITIRO DALL'IRAQ. Sembra che non interessi più a nessuno, eppure è il primo grande risultato ottenuto da chi, essendo per la pace, ha sostenuto questo Governo. Possibile che su 2 cose, una discutibile e l'altra coerente col programma, si debba sempre e per forza puntare l'attenzione su quella discutibile? Il buon Dio, subito dopo aver creato l'uomo disse: "La mia più grande fatica non è stata quella di avervi creato ma sarà quella di accontentarvi". Insomma: GODETEVI IL RISULTATO DI RITIRARCI DALL'IRAQ. Io ho votato questa maggioranza per questo e SU CIO' NON MI SONO SBAGLIATO. Ed oggi dovremmo andare in piazza a sventolare le bandiere della Pace così come abbiamo sventolato il tricolore dopo Berlino. Questo non vuol dire che la questione afghana sia chiusa, anzi, ma perdinci ci penserò da lunedì. Oggi festeggio e guai a chi mi disturba altrimenti....UN MORSO.

MALA INFORMAZIONE

Gent. ma Sig. ra Dipendente Sen. Franca Rame,
Finalmente si è conclusa questa faccenda, devo dire che mi è parso di vedere l'ennesima disinformazione a riguardo della missione in Afganistan.
Dai tg e dai giornalimagazine sembrava quasi che fossero i senatori dissidenti in errore, che avrebbero fatto male a non votare si al rifinanziamento; perchè, invece, non hanno detto che l'errore era quello di riproporre il finanziamento? Credo che da parte del governo servano parolefatti nuovi e credo che non proponendo il ritiro dei soldati italiani anche dall'Afganistan sia stata persa un'occasione. D'altra parte lei ieri non poteva fare niente di diverso di quello che ha fatto: era stata posta una fiducia. Ora pensiamo a questioni come il conflitto d'interessi, a rendere indipendente la Rai dai partiti ( ho letto che ha già presentato la prposta di legge popolare al Senato), ad auspicarci un dimagrimento di mediaset secondo le sentenze della Corte Costituzionale...
Tra 6 mesi (credo) si potrà proporre una nuova missione dei nostri soldati in Afganistan, dove, però, non siano al servizio delle nostre economie, bensì esclusivamente al servizio del popolo afgano.
Cordiali Saluti

PERCHE' hai votato per la "finata pace" ?

Michele Del Prete
Libero Pensatore Creativo

Cara ed ex-stimatissima Franca,
hai davvero votato SI alla missione in AFGANISTAN?

Rispetto sempre le decisioni sofferte, ma devo dirti che mentre Antonio Di Pietro non mi ha deluso con la sua battaglia sull' Indulto, tu mi hai profondamente deluso!
Comunque non dimetterti e PIUTTOSTO DEDICATI moralmente e finanziariamente ad un'opera continua di AMICIZIA TRA I POPOLI: magari va al Meeting di Rimini, impara per dare poi vita a qualcosa di simile d'ispirazione laica! M'impegno ad aiutarti con le mie idee, con il mio tempo, con la mia esperienza pluridecennale nel sociale, anche a livello internazionale.
Solo così riacquisterai la mia stima e forse quella di molti altri, a partire da Lucia, che ti ha appena scritto!

perchè?

perchè ha votato sì? perchè?
Cosa è? è vittima di un ricatto? ha rinunciato a combattere una battaglia di troppo più grande di lei?
Lei rappresenta chi, come me, le ha dato il proprio voto e la fiducia.
Durante questa votazione non mi sono sentita rappresentata.
Se non si può più neppure contare sull'onestà intellettuale di chi ha combattuto tutta la vita contro le ingiustizie e contro le guerre, che speranze rimangono?
Vede... se lei non fosse stata eletta senatrice ora sarebbe per strada ad urlare il suo dissenso e la sua rabbia assieme (almeno idealmente) alle persone che sempre ha sempre stimato...
Ho votato l'Italia dei Valori al senato pensando a lei. E ho votato l'Italia dei Valori perchè sapevo che lei non era compromessa, che non era ricattabile, che non avevano armi contro di lei. Temo di aver sbagliato.

Mag Verona

Gentile Franca Rame

Cara Franca,
ho letto la tua e-mail e ho colto il tuo profondo tormento e la tua consapevolezza.
Io – alle elezioni dell’aprile scorso – volevo astenermi dal votare perché la politica istituzionale mi disgusta.
Poi

esporre chiaramente gli interessi dell'Italia

Onorevole Senatrice Franca Rame,
(e per Lei queste parole hanno un senso), da comune cittadino gradirei che un governo "onesto" rendesse espliciti gli interessi della nostra nazione nel rifinanziare queste missioni.
La vicenda Anas ha mostrato una carenza di fondi per le infrastrutture, le prossime finanziarie ci richiederanno sacrifici per rispettare i vincoli di bilancio mentre assistiamo da anni ad una diminuzione del potere d'acquisto degli stipendi e allora perchè finanziare queste "missioni di pace". Quali sono gli "interessi dell'Italia" che il Ministro degli esteri D'Alema citava , accanto a Condoleezza Rice, nel suo viaggio negli USA qualche tempo fa?
Un governo dovrebbe amministrare nell'interesse del popolo ma soprattutto dovrebbe rendere note le valutazioni di convenienza legate ad un tale gravoso impegno finanziario per sostenere delle spese militari.
Un grazie per il Lavoro che fa.

Riflessione sull'Afghanistan

Sono uno degli 88.000 elettori piemontesi, contentissimo che votando per l'Italia dei valori il mio voto andasse a lei, la vidi di persona il 21.7.2001 a Genova, al fianco di Bertinotti e proprio dietro lo striscione grandissimo che sostenevo con scritto "Voi g8, noi sei miliardi". Le ho fatto anche una foto.
Prima del mese di settembre riflettendo su quei giorni pensai che si volesse concretamente creare uno scontro civile, per meglio poter calpestare la democrazia e la giustizia, tanto che mandai un fax a La Stampa o Repubblica, l'11 del mese ebbi la conferma che i miei pensieri erano, purtroppo, giusti; solo che invece di scontro civile ci hanno imposto lo scontro di civiltà, e l'invasione dell'Afghanistan è stato il passo successivo.
Ora se consideriamo che i fatti dell'11 sett 2001 sono stati realizzati con la partecipazione di colletti bianchi, di pelle bianca, che l'amministrazione Bush ha mentito, che nessun Boeing ha colpito il Pentagono, che le Torri Gemelle sono crollate grazie alla "demolizione controllata" mediante esplosivo, come possiamo ancora sostenere l'occupazione dell'Afghanistan?

Capisco, c'è il problema del numero dei senatori e via dicendo, capisco che Prodi fu silurato nel 1998 da Marini, Cossiga e D'Alema perchè si sarebbe opposto a Clinton nel bombardare il Kosovo, capisco tutto, ma la nostra dignità vale di più, purtroppo mi hanno insegnato il culto della verità, che oggi è diventata un'opinione; so perfettamente che esiste anche il grigio e vedere il bianco o nero a volte e difficile, ma alla chiarezza noi dobbiamo tendere. Quindi la mia intenzione è di votare NO al rifinanziamento, ma sarei disposto ad accettare il si, solo a due condizioni:
- avviare una profonda riflessione per portare via i militari nei prossimi mesi.
- denunciare ogni giorno le falsità del governo Usa sull'undici settembre

marino renda

saluti affettuosi

COERENZA

DARIO FO E FRANCA RAME IN TV CONTRO LA GUERRA
"Ubu Bas Va alla guerra"
27 marzo 2003

"In questo momento - spiegano Dario Fo e Franca Rame - sentiamo la
necessita' di tentare di raggiungere un pubblico il più vasto possibile per raccontare alcuni fatti che le televisioni censurano sulla guerra in Iraq e in Afghanistan, sul petrolio e sugli interessi che stanno dietro a questi conflitti.

SULLA GUERRA: Dario Fò e Franca Rame
peacelink.it
2 Dicembre 2001

Cosi' possiamo serenamente sperare che piu' la guerra andra' avanti e
piu' la gente capira' quanto sia sporca oltre che assurda.
Qualcuno osservera' che quello dei pacifisti sembra un lavoro di Sisifo, anni per convincere la maggioranza che la guerra del Vietnam era sbagliata. E poi di nuovo dover cominciare da zero, a convincere i ferventi patrioti, anche di sinistra, che questa guerra in Afghanistan si sta risolvendo in un orribile scempio.

http://62.110.58.111/scheda.asp?id=027683&start=6&Descrizione=GUER
Foto di Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo durante il loro intervento contro il Governo Berlusconi e l'entrata in guerra in Afgahnistan delle forze statunitensi: manifestazione svoltasi al Teatro Nazionale di Milano

DARIO FO e FRANCA RAME news
15 settembre 2002
Ancora guerra?

Di certo questa guerra e' folle come tutte le guerre ma e' contraddistinta da alcune varianti che la rendono particolarmente odiosa.
Innanzi tutto essa viene dopo una serie di guerre pulite che si sono dimostrate fucine di orrori. Nessuno ha perso tempo a contare i profughi afgani stroncati dalla fame e dal freddo o stritolati dal lancio di casse di aiuti umanitari. Esistono rapporti su migliaia di civili uccisi, parecchi convogli di persone indifese scambiati per colonne di nemici e massacrati e un paio di matrimoni stroncati da nugoli di bombe. Non sappiamo invece quante migliaia di Talebani o supposti tali siano stati massacrati, soffocati nei container o sepolti ancora vivi in fosse comuni. Di sicuro molti tra questi prigionieri erano al di sotto dei 14 anni. Quasi nulla si sa poi dei campi di prigionia dove attualmente migliaia di esseri umani sono tenuti in condizioni che sono state definite da molti organismi internazionali simili a quelle dei campi di sterminio nazisti. In compenso la quasi totalita' dei capi talebani e dei dirigenti della banda di Bin Laden godono di ottima salute. Il terrorismo e la guerriglia prosperano in Afghanistan e i civili continuano a morire per volonta' o per errori. E i signori della guerra afgani intanto si preparano a scannarsi tra di loro.

GUAI A VOI

FORSE E' IL CASO CHE QUALCUNO GLIELO SPIEGHI.
LEI NON E' STATA VOTATA PER LIBERARE LA POPOLAZIONE AFGHANA DALL'OCCUPAZIONE MILITARE,PERALTRO INGIUSTA.
LEI E' STATA VOTATA ED ELETTA PER LIBERARE LA POPOLAZIONE ITALIANA DALL'OCCUPAZIONE BERLUSCONIANA DELLE ISTITUZIONI E PER DARE UN FUTURO A QUESTO DISGRAZIATO PAESE.
QUALUNQUE INIZIATIVA VOLTA AD INDEBOLIRE IL GOVERNO PRODI SARA' CONSIDERATO UN TRADIMENTO DEL MANDATO ELETTORALE E DELLA DIGNITA' DEL POPOLO ITALIANO.
LO TENGA BENE A MENTE PERCHE' SE CREDE DI POTER VOTARE CONTRO LA MAGGIORANZA FARA' BENE A DIMETTERSI DA PARLAMENTARE E A CERCARSI UN ALTRO PAESE IN CUI VIVERE, PERCHE' LA REAZIONE DEGLI ITALIANI PER BENE NON TARDERA' AD ARRIVARE,IN MANIERA CERTAMENTE NON VIOLENTA,MA NON PER QUESTO MENO DOLOROSA.
L'HO VOTATA ALLE ULTIME ELEZIONI,NON ME NE FACCIA PENTIRE.
PAOLO - TORINO

se vota contro la sua maggioranza.DIMISSIONI

avarello nicolò
LEI DOVREBBE DIMETTERSI !!!!!!!!!!
SE INTENDE FARE COME L'ANIMA PIA BERTINOTTI che fece CADERE IL GOVERVO PRODI.

IL RIFONDATORE HA, PURTROPPO PER L'ITALIA, FATTO CARRIERA.

LEI HA UN ALTRO MESTIERE(COME SUO MARITO)LASCI LA POLITICA E NON MI FACCIA PENTIRE DI AVERLA VOTATA(COME HA FATTO ANCHE MIA MOGLIE)
GRAZIE
AVARELLO NICOLO'
curno

Elettori delusi? Elettori pentiti?

Non capisco i messaggi di quelli che si dichiarano elettori di Franca Rame e nello stesso tempo si dichiarano delusi o pentiti per il semplice fatto che la stessa Franca Rame si ponga, e ponga a tutti coloro che sono interessati a risponderle, la questione del se votare a favore del mantenimento dei soldati italiani in Afghanistan.

Carissimi, di fedelissimi yes-man (o yes-woman) di Prodi o D'Alema, disposti a votare qualsiasi cosa, erano piene altre liste del centrosinistra, non a caso formate direttamente dalle segreterie dei partiti.

Se volevate eleggere gente disposta a sostenere anche una guerra pur di rimanere al Governo vi sarebbe bastato votare per qualcuno dei molti che hanno applaudito ai bombardamenti umanitari sulla Yugoslavia, e non c'era che l'imbarazzo della scelta.

Com'è che invece avete votato proprio per Franca Rame e per una lista che si chiama proprio Italia dei valori?

Distinti saluti.
Giorgio Di Maio

SE VOLEVATE....

SE VOLEVATE IL NANO PER ALTRI 5 ANNI AVRESTE FATTO MEGLIO A VOTARE FORZA ITALIA,DI FEDELISSMI YES-MEN E DI IPOCRITI A TARGHE ALTERNE NE AVRESTE TROVATI A BIZZEFFE.
IO ,COME EVIDENTEMENTE TANTI ALTRI, HO VOTATO IDL PERCHE' ERO CONVINTO CHE NON AVREBBE MAI FATTO MANCARE IL SOSTEGNO A QUESTO GOVERNO CHE , VI PIACCIA O NO, E' IL MIGLIORE AL MOMENTO DISPONIBILE.
E MI PARE ,PERALTRO, CHE FRANCA RAME ABBIA FIRMATO E SOTTOSCRITTO UN PROGRAMMA E CHE ABBIA PRESO L'IMPEGNO AD ATTUARLO PER 5 ANNI.
SE AVESSE DETTO CHE ERA PRONTA A FAR CADERE IL GOVERNO SU DECISIONI CHE DEL PROGRAMMA NON FANNO PARTE DI VOTI NE AVREBBE PRESI MOLTI DI MENO.
AVREBBE FATTO MEGLIO A NON CANDIDARSI CON L'UNIONE,SOLO CHE FORSE IL SEGGIO NON LO AVREBBE VINTO.
E SE VOLETE VERAMENTE AIUTARE LA POPOLAZIONE AFGHANA,FATE LE VALIGIE E TRASFERITEVI A KABUL,GLI AFGHANI SARANNO FELICISSIMI DI APRIRE DIBATTITI SUL SESSO DEGLI ANGELI E DI FARE A GARA PER VEDERE CHI CE L'HA PIU' PULITO.
NON SARANNO LE VOSTRE PAROLE O UN VOTO CONTRO A FAR TERMINARE L'OCCUPAZIONE MILITARE.

VIVA LA VITA!

Michele Del Prete
Libero Pensatore Creativo

VIVA LA VITA!!!
Sono stato candidato attivo nelle ultime elezioni Politiche dell'Aprile scorso, responsabile di una zona a nord di Torino, per la lista DiPietro-Italia dei Valori.
LA VITA' E' IL PRIMO VALORE di ogni essere vivente!
Ti ho sostenuto con vigore, cara FRANCA, per i tuoi IDEALI!
Perchè tu rappresentassi in Senato il MEGLIO DEI VALORI DELL'ITALIA!
E uccidere persone per SERVIRE gl'interessi ECONOMICI dei Potentati non è un VALORE! è essere associati a delinquere!
Già l'ONU non sempre è perfetta, la NATO - in cui ho svolto attività di Ufficiale di Complemento nei Missili Contraerei - era giusta quando aveva una funzione difensiva ( prima del 1989 ); ora sarebbe ancora utile se ben altre fossero le motivazioni del suo operare rispetto a quelle attuali.

Mi fanno pena coloro che, odiando BERLUSCONI, fanno di lui il capro espiratorio ( o l' alibi ) per la loro volontà di dominio.
Meglio fare morire civili afgani che andare ancora alle elezioni??
CHE BARATTO INFAME!!!

FRANCA: ascolta la tua coscienza! e i consigli di coloro che hanno ancora dei VALORI MORALI UMANITARI...
Non quelli che difendono la vita solo sul tema dell'aborto e non su quello delle bombe ( intelligenti ben poco, umanitarie mai!)

Il Sogno Europeo di Jeremy Rifkin può cominciare dall'Italia!!

VIVA L'ITALIA, VIVA LA VITA DI TUTTI GLI ESSERI UMANI!
Pure per difendere una balena arenata nel Tamigi o altrove si mobilitano le coscenze!!!

Un caro abbraccio di grande stima!

Michele Del Prete

PS: Non ci si dimette per non affrontare un problema!

Poi lasceresti il posto all' assetata di Assessorati, la moglie di quel "xxxxxxxxx di mente " ( non posso dire altro ) del Coordinatore Regionale di IdV, Consigliere Regionale del Piemonte, Consigliere Comunale di Torino tale Andrea Buquicchio che HA OFFESO MILIONI DI EBREI equiparandosi a loro!

BENE HA FATTO CHIAMPARINO che ha chiuso per sempre con lui!
L'avevo da tempo segnalato a Di Pietro, che non ha capito come mai tanti scappano subito da IdV di Torino e dintorni!

RICORDATI CHE RAPPRESENTI IL PIEMONTE! Se una come te se ne va, spunteranno altri Buquicchio-Bugnano-Di Croce ...

E se ci fossero i tuoi figli la`, cosa faresti?

Il Governo e` sovrano!
Mica il popolo, che deve solo turarsi il naso gli occhi le orecchie, e trattenere il respiro. Guai a contraddirli, loro: cosi` onesti, coerenti ed unti da chi sa` chi.
Ah dimenticavo: da noi la guerra non c'e`.

SE CI FOSSERO I MIEI FIGLI

SE CI FOSSERO I MIEI FIGLI GLI DIREI DI TORNARE,SONO VOLONTARI CHE HANNO SCELTO DI ANDARE LA'. LASCIAMO PERDERE QUESTO FALSO MORALISMO PERBENISTA.
LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI MODI PREVISTI DALLA LEGGE(ART.1 DELLA COSTITUZIONE).
IL POPOLO HA SCELTO DI ESSERE GOVERNATO DA QUESTO GOVERNO PER I PROSSIMI 5 ANNI, NON PER 5 MESI.
FORSE ALCUNI DI NOI SI SONO GIA' DIMENTICATI DI QUELLO CHE SONO STATI 5 ANNI DI GOVERNO TARGATO CDL,MAGARI PENSANO DI AVER GIA' SCAMPATO IL PERICOLO .
SPIACE PER COLORO CHE PREFERISCONO UN GOVERNO NEMICO PER POTERLO DISPREZZARE MEGLIO,SAREBBE FORSE IL CASO DI ABBANDONARE QUESTI INFANTILISMI E PENSARE A COSTRUIRE UN PAESE MIGLIORE PRIMA DI TENTARE DI CAMBIARE IL MONDO.
ANCHE PERCHE' CONTINUANDO COSI' A CAMBIARE SARA' SOLO IL GOVERNO, E NON SARA' UN CAMBIAMENTO IN MEGLIO, NE STIA PUR CERTA.
LE RICORDO INFINE CHE NEL PROGRAMMA DEL CENTRO SX NON SI PARLAVA DI RITIRO DALL'AFGHANISTAN,BENSI' DALL'IRAQ.
E MI PARE CHE L'ITALIA SI STIA FINALMENTE MUOVENDO IN QUESTA DIREZIONE.

Afghanistan

Cara Franca Rame,

Alle ultime elezioni politiche ho votato per l'Italia dei valori e per lei convinto del fatto che avreste rappresentato con coerenza i valori ai quali sempre vi siete richiamati.

Le chiedo quindi semplicemente di agire anche in questa occasione come sempre ha fatto nella sua vita.

L'Art. 67 della Costituzione dice che "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita la sua funzione senza vincolo di mandato".

Secondo un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera, all'incirca il 60% degli italiani desidera il ritiro dei militari dall'Iraq e dall'Afghanistan.

Il programma dell'Unione non parla affatto dell'Afghanistan quindi anche da questo punto di vista non deve sentirsi in alcun modo vincolata.

Personalmente, sono favorevole al ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan.

Il nostro dovere di solidarietà internazionale potrà essere esercitato in modo più etico ed efficace verso altri paesi poveri nei quali ugualmente le popolazioni soffrono ma dei quali nessuno si preoccupa perché i governi occidentali non hanno mire su di essi.

Per quanto riguarda le Nazioni Unite, mi pare che anche l’attuale guerra contro il Libano dimostri la completa inefficacia di questa organizzazione e come siano tenute in considerazione solo quando possono essere strumentalizzate.

Infine, mi pare notevole il fatto che se il Governo Prodi dovesse chiedere la fiducia su questa questione, per il mantenimento dei militari italiani in Afghanistan, lo farebbe non solo contro l'opinione di alcuni componenti della sua maggioranza ma soprattutto contro l'opinione del suo elettorato.

Con stima,
Giorgio Di Maio

VOTARE SI.

Semplicemente perchè hai firmato un programma e perchè c'è gente, come me ad esempio, che non avrebbe votato la coalizione di centro sinistra se avesse saputo in anticipo di senatori e deputati pronti a ritrattare l'avallo al programma su questioni, peraltro essenziali, come questa.

Dignità, grazie. Altrimenti dimissioni.

Quale dignità?

Come fai a sentirti dignitoso sapendo che il tuo desiderio di far rimanere i soldati in teatro di guerra per ragioni tutt'altro che umanitarie (ma solo perchè per un gioco di scatole cinesi noi si possa comprare l'acqua in bottiglie di plastica o far le gare di formula uno o comprarsi il portacellulare da mettere in salotto) comporta la morte di uomini donne e bambini?
SOlo perchè non li conoisciamo e non ci sono utili vivi non hanno diritto di vivere?
Se è così allora comincio ad avere qualche dubbio se la liberazione dal nazifascismo sia stata proprio necessaria.

www.orchestrazione.it

TESTO MOZIONE UNIONE

http://www.kataweb.it/news/index.jsp?s=nazionali&l=dettaglio&id=1643795

Nel dettaglio, ecco il testo della mozione che accompagna il testo del disegno di legge sul rifinanziamento:
Si vincola il Governo a "promuovere nelle sedi internazionali competenti, in special modo nell'ambito delle Nazioni Unite e della Nato: - una riflessione sulla strategia politica e diplomatica che deve accompagnare la presenza internazionale in Afghanistan per assicurare che l'azione di stabilizzazione, controllo del territorio e sostegno alle forze dell'ordine afgane si muova lungo un percorso di normalizzazione e pacificazione del paese, con obiettivi e passaggi definiti che prevedano in prospettiva l'affidamento esclusivo al Governo sovrano di Kabul della responsabilita' del mantenimento della pace e dell'ordine sul territorio afgano; una verifica sull'impegno e la presenza internazionale in Afghanistan, valutando risultati ed efficacia delle missioni e delineando un percorso chiaro di rafforzamento delle istituzioni, di ricostruzione economica e civile e di garanzia della sicurezza per la popolazione; una valutazione sulla prospettiva di superamento della missione Enduring Freedom in Afghanistan; una nuova Conferenza Internazionale sull'Afghanistan allo scopo di favorire un dialogo a livello regionale e di rilanciare l'impegno della comunita' internazionale volto alla ricostruzione economica e civile del paese, alla pacificazione e al rafforzamento delle istituzioni afghane, alla elaborazione di un piano efficace di riconversione delle colture di oppio, anche ai fini di una loro parziale utilizzazione per le terapie del dolore; un impegno per avviare un monitoraggio ambientale delle aree interessate da operazioni belliche al fine di individuare gli eventuali livelli di inquinamento bellico e i conseguenti piani di bonifica; a valorizzare, prioritariamente, nella propria azione di politica estera gli strumenti di prevenzione dei conflitti, di mediazione e di accompagnamento dei processi di pace; ad impostare l'attivita' di cooperazione giudiziaria dell'Italia in Iraq e piu' in generale le iniziative di institution building, secondo i piu' recenti sviluppi del diritto penale internazionale, nonche' delle regole di procedura e prova contenute negli statuti dei tribunali penali ad hoc, delle Corti speciali internazionali e della Corte penale internazionale.
______________

Posto questo messaggio per rispondere a tutti coloro che credono che votare sì al rifinanziamento sia come dire sì alla guerra. Niente di più sbagliato.

Afghanistan

Mir

In questi giorni difficili, all'angoscia per la guerra si aggiunge il timore di veder cadere il governo sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. Al commento del Conte Dracula (?), che sgombra il campo da tanti malintesi, vorrei aggiungere un paio di considerazioni, forse banali.
Chi viene eletto in parlamento non rappresenta se stesso né un gruppo sociale specifico ma tutti gli elettori. Le posizioni, anche radicalmente diverse devono intervenire nel dibattito, arricchirlo, influenzarlo.
2) Se cadesse il governo Prodi, il governo Berlusconi E BOSSI ordinerebbe il ritiro? Quale sarebbe la politica estera dell'Italia? Anche questo sarebbe vostra responsabilità. Non basta dire no - certo è più facile stare all'opposizione che governare, ma soprattutto in questo momento storico così difficile dovete discutere fino allo stremo e andare avanti.
Renata Moro

AFGHANISTAN: PERCHE' SI'

Ciao Franca.
Mi permetto di darti del tu anche se ovviamenente non ci conosciamo. Ho scoperto questa mattina il tuo sito Internet e come vedi ne ho subito approfittato. Sto seguendo con attenzione tutto il dibattito sorto sulla questione del rifinaziamento delle missioni italiane all'estero. Lo dico subito chiaramente: io spero che tu voglia votare sì. Chi si è candidato lo ha fatto sulla base di un programma politico condiviso che si presume abbia letto prima di accettare la candidatura e che si presume sia stato letto anche dagli elettori prima di votare. Almeno io l'ho fatto. Eventuali problemi di coscienza, sia per i candidati che per gli elettori, devono essere risolti PRIMA di candidarsi o prima di entrare in cabina elettorale. Questo in generale. Nel caso specifico vorrei che fosse chiaro che l'argomento centrale sul quale tu dovrai votare non è il rifanziamento della missione in Afghanistan bensì quello necessario al ritiro dall'Iraq. Non c'è bisogno che spieghi che l'intervento in Iraq è totalmente illegittimo, sia sotto il profilo della legalità internazionale sia sotto quello costituzionale; come non c'è bisogno che spieghi come la questione del ritiro dall'Iraq sia stata l'unica vera questione di politica estera al centro dell'ultima campagna elettorale. Votando no si tradirebbe quell'impegno per il ritiro; votando no si dovrebbe poi andare a spiegare a chi ha genuinamente manifestato per la pace ed a sostegno del non coinvolgimento italiano in Iraq, le ragioni di una scelta tanto contradditoria. Secondo me è al programma e agli elettori che lo hanno preferito all'altro che si deve prima di tutto rispondere. E' questo l'unico vero problema di coscienza, non certamente quello se votare si o no al rifinanziamento che invece è un problema politico e quindi è sul terreno della politica che deve essere trovata la soluzione. Ed allora rimanendo sul terreno della politica si possono fare alcune considerazioni. L'intervento in Iraq come detto è stato illegittimo; un'invasione pura e semplice priva di qualsiasi elemento di legalità, in spregio alle Nazioni Unite che da sempre hanno manifestato la loro contrarietà. Un'invasione basata su prove false (a proposito: il caso Nigergate che fine ha fatto?) e che documenti autorevoli provano essere stata in realtà decisa ben prima dell'11 settembre 2001: quell'evento tragico ne ha rappresentato solo il più grande pretesto. In Afghanistan le cose però sono completamente diverse: nel novembre 2001 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, (Risoluzione n. 1378) ha affermato la propria volontà di sostenere l'istituzione di una nuova Amministrazione di transizione in Afghanistan che andava a sostituirsi al Governo dei Talebani; questa volontà è stata successivamente riaffermata con la risoluzione n. 1383 in seguito all'accordo intervenuto tra le varie etnie afghane di procedere alla formazione di un nuovo Governo. Nel dicembre 2001 (Risoluzione n. 1386) l'Onu autorizza la costituzione di una International Security Assistance Force (ISAF), col compito di proteggere e tutelare il Governo provvisorio afghano e mantenere la sicurezza a Kabul. E' previsto che la forza operi nell'ambito delle condizioni previste dal Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. Nell'ottobre del 2003 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Risoluzione n. 1510) autorizza il proseguimento della missione per altri 12 mesi ed autorizza le forze impiegate ad agire anche nei dintorni di Kabul. Nel gennaio 2004 in Afghanistan è stata firmata la nuova Costituzione e nell'ottobre dello stesso anno si sono svolte le elezioni presidenziali. E successivamente sotto il controllo delle Nazioni Unite si sono svolte le elezioni parlamentari. Questo ha fatto la missione ISAF in Afghanistan. Non ha fatto altro se non quello di assistere un processo democratico in corso. Se si mettono da parte tutte le dietrologie del caso, sfido chiunque a dire che la situazione Afghana sia identica a quella Irachena. Sfido chiunque a dire che le Nazioni Unite in Afghanistan non abbiano avuto un ruolo positivo per rafforzare, comunque, un percorso verso un minimo di democrazia. E' questo ruolo e questa funzione che devono essere sostenuti ed è su questo, cara Franca, che siete chiamati a decidere. E primo tra tutti lo ha sostenuto Zapatero che ha raddoppiato il contingente spagnolo in quel paese. Zapatero è forse un guerrafondaio? E' forse Zapatero un nemico della pace? La via intrapresa in Afghanistan, secondo me, è anche di grande prospettiva perchè stabilisce il principio secondo cui ogni intervento militare deve avvenire sulla base di quanto stabilito dall'Onu, sia per quanto riguarda gli obiettivi che l'azione concreta sul campo; in altri termini si ridà centralità a questa organizzazione che negli ultimi anni ha avuto il coraggio di opporsi a chi faceva della guerra preventiva la sua stella polare. L'intervento in Afghanistan, sotto il profilo della legalità internazionale e Costituzionale, è pienamente legittimo. Ed allora diventerebbe contraddittorio da un lato inneggiare al ruolo centrale delle Nazioni Unite e poi dall'altro non sostenerle laddove invece essere operano. La missione suddetta è quella ISAF che non deve essere confusa con quella ENDURING FREEDOM, molto discutibile e che, non a caso, nella mozione che accompagna il disegno di legge, se ne propone il superamento.

due osservazioni

ho notato che alcuni commentatori preferiscono accettare temporaneamente che si continui a bombardare l'Afghanistan con i nostri soldi piuttosto che veder tornare Berlusconi al governo. Vorrei esprimere la mia opinione su tale questione con due osservazioni.
Per come funziona la mia moralità (distorta?) mi sembra addirittura inconcepibile che si possa pensare di giustificare l'uccisione di persone con il pericolo di perdere il proprio status. Preferisco finire in strada senza un soldo che rimanere nel mio bell'appartamentino grazie alla morte di migliaia di civili innocenti per un gioco di "politiche internazionali"
Secondo, se i miei rappresentanti sono favorevoli ad una situazione così spregievole, allora è bene che torni Berlusconi al governo. Almeno lui lo so che fa questo e posso disprezzarlo apertamente. Dovrei invece difendere questa sinistra favorevole alla guerra?

La politica è sicuramente fatta di compromessi, ma è prima di tutto l'arte di dialogare e discutere. Che non si possa neppure rifiutarsi, da senatore, di approvare una guerra, senza mandare il proprio governo in crisi è semplicemente pazzesco, la negazione di qualsiasi senso di democrazia. Che ce li mandiamo a fare tanti senatori e parlamentari se poi devono sempre per forza piegarsi alla volontà dei "capi"? Io PRETENDO che Franca Rame, alla quale ho dato il mio voto con la massima fiducia, agisca secondo quella correttezza che solo in lei ho visto. Che ci sia dibattito, che ci siano posizioni contrapposte, che si giunga ad un accordo se possibile altrimenti cada pure il Governo. Non posso in alcun modo tollerare che i nostri dipendenti a nome nostro confermino il nostro impegno in questa guerra.

Please, don't drive me blind (Placebo)

L'Italia ripudia la guerra!

Spero di non esseremi sbagliata nel riporre fiducia in lei.

GUERRA O REGIME?

Gent. ma Sen. Franca Rame,
Ripensando al voto sul rifinanziamento della missione in Afganistan, credo di essere stato un po' troppo precipitoso nel scrivere i commenti.
Credo che il problema sia molto serio: votare NO ad una missione di guerra, dove i nostri soldati non sono al servizio dei popoli, ma al servizio delle nostre industrie e della nostra, solo nostra, economia. Questo, però, rischierebbe di aprire una crisi nell'attuale maggioranza parlamentare, con il rischio di portare al governo " l'uomo che, in questi 5 anni, con molta perspicacia e precisione, sta devastando l'Italia, riportando rigurgiti di fascismo e miserie morali, rappresentate dalla Lega, di paleonazismo..." ( citando le parole del suo collega Furio Colombo).
Se votare no significa riportare a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi, allora le chiedo di votare si, solo a questo rifinanziamento. Intanto si devono fare le leggi sul conflitto d'interessi, comissarirare la Rai prima della sua riforma che la renda indipendente dai partiti ( ipotesi di Marco Travaglio nel dialogo con Sabina Guzzanti, Oliviero Beha e Paolo Gentiloni pubbllicato su MicroMega), legge sull'inelleggibilità delle persone pregiudicate in cariche politiche e in pubbliche amministrazioni, Dimagrimento di mediaset secondo le sentenze della Corte Costituzionale, Legge di riforma della gistizia che renda auspicabile l'applicazion dell'art 3 della costituzione ecc. ecc. Tra 6 mesi si potrà cambiare la missione militare in afganistan.

MISSIONE IN AFGANISTAN

CARA FRANCA, CAPISCO LE TUE RISERVE MORALI, MA CHE SI SAREBBE RICHIESTO UN RIFINANZIAMENTO PER L'AFGANISTAN, LO SAPEVI ANCHE PRIMA DI FARTI ELEGGERE, QUINDI PERCHE' ORA ASSIEME AGLI OTTO SENATORI DEL CENTROSINISTRA, VUOI FAR CADERE IL GOVERNO?
PERCHE' CI VOLETE FAR FINIRE ANCORA NELLE MANI DI BERLUSCONI? LO CAPITE CHE QUESTA VOLTA SARA' PER SEMPRE? VOI CHE SIETE IN PARLAMENTO, UNA VOLTA TANTO PENSATE ANCHE A NOI.
IO PENSO CHE SI POSSA ARRIVARE AD UN COMPROMESSO:
VOTARE IL RIFINANZIAMENTO PER I PROSSIMI SEI MESI;
CERCARE IN TUTTI I MODI DI COINVOLGERE ANCHE GLI ALTRI SENATORI DEL CENTRO-SINISTRA PER FAR TORNARE TUTTI A CASA, OPPURE DARE UNA SVOLTA VERAMENTE UMANITARIA ALLA MISSIONE;
FARE FINALMENTE LE LEGGI SUL CONFLITTO DI INTERESSI;
VARIARE LA LEGGE ELETTORALE INSERENDO UNA NORMA CHE IMPEDISCA A CHI E' STATO CONDANNATO E A CHI E' IN ODORE DI MAFIA DI ENTRARE IN PARLAMENTO;
FARE UNA BUONA LEGGE SULLA RAI E SULL'INFORMAZIONE;
SPERO CHE FACCIATE LA COSA GIUSTA TI AUGURO UN BUON LAVORO E TI SALUTO
lucia

La fatica dei principi

Io sono pacifista. Pratico il pacifismo attivo. Credo nella nostra Costituzione. E abbraccio ogni principio espresso nel titolo I della Carta. Per tutte queste ragioni, da cittadino italiano, credo che la via più realisticamente utile per la pace in Libano, in Afghanistan e in ogni altra parte del mondo sia, responsabilmente, il SI al rifinanziamento. L'unica speranza che l'Italia possa divenire parte attiva per una soluzione diplomatica dei conflitti internazionali risiede nella durata di QUESTO governo. L'unica via che i pacifisti italiani hanno di veder rappresentate fattualmente le loro istanze è tutta in QUESTO governo. L'unica mezzo che dall'Italia vedo per sperare in un futuro non di morte ma di pace per gli afghani è nell'azione di QUESTO governo. Per quanto imperfetto, eterogeneo, incompiuto possa sembrarci.
Possibile che già si sia dimenticata la sedicente "politica estera" del Polo? Possibile che ci si scordi del giullare di corte con annessa villa in Sardegna, pronto ad allietare con lazzi, frizzi e champagne i padroni della guerra? Possibile che si preferisca la purezza sterile di un'eterna minorità, di un immacolato candore ineffettuale, di un solipsismo ideale? Possibile che per essere pacifisti ci si debba autocondannare all'oposizione? Per salvarci l'anima condannarci al ghetto? E condannare allo stupro politico la metà del Paese immune dall'ipnosi catodica?
La prassi di pace va calata nella dimensione storica. Nella spesso nauseabonda geometria geopolitica. Nell'orrore e nella speranza. Nel possibile, che è l'unica declinazione del futuro. E nel com-promesso, che è l'unica promessa mantenibile. Perchè fatta insieme, com-promettendosi.
Mi cibo e vivo dei miei, dei nostri ideali. Ma do quel che posso della mia vita cercando di realizzarli. E non c'è realizzazione senza realismo. Non c'è idea senza responsabile misura delle conseguenze. Di tutte le conseguenze.
Alle organizzazioni pacifiste il compito della battaglia di principio. A Franca e a TUTTI gli eletti dell'Unione la fatica della democrazia. E un lavoro di rappresentanza spesso duro. Ma l'unico che possa essere durevole.

Luca Chiereghin, Padova

Appello Via dall'AFghanistan

LETTERA APPELLO AI PARLAMENTARI DELL’UNIONE: VIA DALL’AFGHANISTAN

Vorremmo, se ci consentite, dire la nostra sulla questione Afghanistan.
La pace è spesso stata considerata un valore, quindi un fine, un
qualcosa da raggiungere, e per cui qualsiasi mezzo è consentito. Per
questo motivo esiste, nel campo militare, il motto "si vis pacem para
bellum", ossia "se vuoi la pace prepara la guerra", considerando la
guerra come deterrente e quindi come mezzo per raggiungere una pace. Per
Gandhi e per tutti i veri pacifisti, tra cui ci sono anche io, la pace è
un principio, ossia un metodo di vita, un modo di essere che
naturalmente porta alla pace. Quindi vale il principio "si vis pacem,
para pacem", se vuoi la pace prepara la pace. Si dice anche che si è in
guerra non solo quando la guerra è in atto, ma anche quando la guerra è
in potenza, ossia quando si lavora per prepararsi alla guerra. Per
questo motivo noi viviamo in uno stato di perenne guerra, in quanto
determinate ed istituzionalizzate parti dei nostri popoli sono
addestrate per andare in guerra. Ponendo dette premesse e per
sintetizzare, posto come dovuto ed indiscutibile il ritiro delle nostre
truppe dall'Iraq, teatro di guerra che non ci appartiene, oggi si
discute se bisogna continuare a permanere in Afghanistan. Si giustifica
tale presenza come necessaria ponendo la questione che gli afghani hanno
bisogno del nostro aiuto non militarmente ma civilmente. Ma questo non
comporta assolutamente la presenza dell'esercito in Afghanistan. Come
dice Gino Strada, se gli afghani hanno bisogno di ospedali, perché
mandargli carri armati? Allora, invece di mandare militari, mandiamo
personale civile, medico, infermieristico, strutture mediche, esperti
politici o quant'altro, ma non militari in armi. A questo punto sentiamo
il dovere morale e il diritto civile di chiedere a chi abbiamo eletto a
rappresentarci al Parlamento e che è pacifista per principio, di non
votare il rifinanziamento della missione in Afghanistan, ma a porre le
basi per un finanziamento o un sostegno a quelle missioni civili già
presenti, come appunto quella di Emergency.

IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE
1)Ettore Lomaglio Silvestri - promotore
2)Norma Bertullacelli
3) Massimo Dalla Giovanna
4) Comitato per la pace “Rachel Corrie”
5) Social Forum Valpolcevera
6) Maria Teresa Morresi
7) Associazione culturale Sconfiggiamo la mafia
8) Piero Cannistraci
9) Serena Pisano
10) Associazione Regionale Lazio per la lotta contro le illegalità e le
mafie "Antonino Caponnetto" 11) Elena ROMA CIRCOLO L. CIMINELLI P.R.C.
Amendolara
12) Ivano Dalla Giovanna – Genova
13) Fabio Eboli
14) Albino Garuti
15) Fabrizio Fiorilli
16) Andrea Manganaro
17) Matteo Lotario (?)
18) Sergio Ruggirei
19) Rossana Montecchiani
20) Giacomo Alessandrini
21) Stefania Volonghi
22) Roberto Stoppini
23) Francesca Piemonte
24) Roberto Barison
25) Vincenzo Caldarola
26) Antonia Valeria (?)
27) Alfonso Navarra - Lega per il disarmo unilaterale
28) Marco Rivarolo
29) Silvia Nerini
30) Paolo Ivaldi
31) Lucia Altemura
32) Clara F. (?)
33) Tiziana Leoni
34) Rita Filippo
35) Martina Zampieri
36) Gennaro Variale
37) Luca Galvani
38) Simona Pinna
39) Claudia Di Tommaso
40) Giovanni Intini
41) Franco Fuselli
42) Marina Criscuoli
43) Carla Dalla Pozza
44) Marisa Cesarano
45) Giorgia (?)
46) Doriana Goracci – Donne in Nero Tuscia
47) Ezio Scavazzini – segretario ANPI sezione di Lainate
48) Caterina Morgantini
49) Vincenzo Carnazzo
50) Antonietta Ermacora
51) Dante Bedini – Treviso
52) Agnese Ginocchio – cantautrice per la Pace
53) Roberto Ferrario – http://bellaciao.org/it
54) Anna Lise Nicolodi
55) Stefano Polo
56) Daniele Aprile
57) Elena Cavallone
58) Andrea Caminati
59) Vittorio Paolo Fasciani
60) Gianna Tirondola – Padova
61) Gianfranco D'Angelosante
62) Virginia Agliata
63) Norma Naim - Centro Studi Educazione alla Pace
64) Luca Sardi
65) Barbara Pianta Lopis
66) Tullio Cipriano
67) Maria Nicolina Papa
68) Matteo Mosna
69) Alberto Sipione
70) Franca Maria Bagnoli
71) Hermann Barbieri
72) Giancarlo Nonis
73) Nadia De Luzio
74) Maria Nina Posadinu
75) Paola Manduca
76) Luigi Fusco
77) Antonella Mangia – Coordinamento salentino contro la guerra
78) Ettore Zerbino
79) Maria Luce Graziadei
80) Rosa Pia Bonomi
81) Comitato Claudio Miccoli
82) Massimo Petrucci
83) Nella Ginatempo – Bastaguerra
84) Lidia Maria Cirillo
85) Antonella Sapio
86) Pino De Stasio Consigliere P.R.C. seconda Municipalita' NAPOLI 87)
Tesfai Selamawit
88) Giuseppina Catalano
89) Gianfausto De Dominicis
90) Vania Santolini
91) Roberto Pinzi
92) Gianni D’Errico
93) Giorgio Vinciguerra
94) Giuseppe Reitano
95) Elena Van Westerhout
96) Mario di Francesco
97) Elisabetta Romanelli
98) Flavio Minisini
99) Sara Nutricato
100) Maria Nicoletti
101) Paola Cirio
102) Pino Parisi – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia
103) Chiara Parisi – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia
104) Claudia Tessaro
105) Antonella Raddi
106) Fulvia Candeloro
107) Agnese Fiducia
108) Marco Righi
109) Ugo Beiso
110) Comitato Attac Firenze
111) Marino Tambuscio
112) Ornella Morez
113) Adriana De Mitri
114) Paolo Fierro
115) Flavio Mobilia
116) Franco Casagrande
117) Massimiliano Bazzana
118) Massimo Marco Rossi
119) Francesco Cannizzaro
120) Paola Schiavon
121) Umberta Biasoli
122) Giorgio Morelli
123) Maria Antonietta Rossi
124) Olivia Pastorelli
125) Mauro Castagnaro
126) Eugenia Regis
127) Guido Ratti
128) Giusy Cuccia
129) Valentina Franchi
130) Noemi di Leonardo
131) Paola Merlo
132) Marco Zerbino
133) Isa Brunetti
134) Marco Staffoli
135) Bastaguerra
136) Gabriella Bianchi
137) Andrea Montagner
138) Lucia De Faveri
139) Marco Zanatta
140) Alma Re Fraschini
141) Ivan Rossi
142) Michela Pitturi
143) Gianni Trez
144) Michele Citoni
145) Valentina Signorile
146) Luigi Pirelli
147) Francesco Mason
148) Mirko Mazzetto
149) Remo Caretti
150) Roberto Feletto
151) Riccardo Carraio
152) Fabio Gatto
153) Adelise Midolli
154) Miriam Silvestri
155) Michele Quaini
156) Fulvio Boccardo
157) Loris Donazzon
158) Elisabetta Gueli
159) Pasquale di Lalla
160) Adriano Battisti
161) Margherita Granero
162) Carmine Esposito – Coordinamento Tacciano le Armi
163) Antonio Oliati
164) Giovanni Marchi
165) Luca Vannetiello
166) Mattia Sciarrotta
167) Giacomo Piccioni
168) Angela Andruccioli
169) Lucio Cozzolino
170) Elena Mazzarano
171) Massimo Paghi
172) Maria Grazia Saracco
173) Gaetano Velotto
174) Giovanna Guandalini
175) Roberto Vassallo
176) Liliana Armocida
177) Giovanni Pasella
178) Antonio Pisano
179) Silvia Nardi
180) Enza Longo
181) Carla G. Razzano
182) Alessandra Martiniello
183) Agnese Palma
184) Rino Sanna
185) Valeria Tuv
186) Emergency – Gruppo di Pessano con Bornago (MI)
187) Mariangela Mozzone
188) Alice Bonavida
189) Fabrizio Bianchi
190) Dario Mariani
191) Beppe Orlandi
192) Cinzia Martini
193) Giuseppe Puleo
194) Simone Mestroni
195) David Gianetti
196) Edvino Ugolini
197) Anna Polo – Partito Umanista
198) Partito Umanista
199) Stefano Cera
200) Gian Luigi Bettoli – Spilimbergo (PN)
201) Serenella Angeloni
202) Davide Barillari
203) Eva Melodia
204) Luca Marra
205) Ernesto Pedrini
206) Marilisa Pierabella
207) Marika Malanca
208) Ornala Jurinovich
209) Renato Bossi
210) Francesco Fortinguerra
211) Floriana Lipparini
212) Goretta Bonaccorsi
213) Sara Bellandi
214) Davide Morano
215) Giuseppe Concione
216) Andrea Anselmi –
217) Barbara Bianchi
218) Antonella Visintin - commissione globalizzazione e ambiente
-Federazione chiese evangeliche in Italia (Fcei) 219) Maria Paola
Pussetto
220) Alessandra Sica
221) Giuliana Fuggetta
222) Agnese Manca
223) Giovanni Pigozzo
224) Maria Del Vento
225) Tiziana Marchese
226) Cristina Zadra
227) Daniela Taglianetti – Agenzia per la Pace
228) Giorgio Cordini
229) Rosa Calderazzi
230) Valentina Bongi
231) Valentina STamerra
232) Alessandra Nassuato
233) Marco Sacchi
234) Luca Brogioni
235) Donatella Camatta
236) Alice Bastianoni
237) Simona Signorelli
238) Marialuisa Paroni
239) Mario Enrico Gottardi
240) Marina Costa
241) Associazione Progetto Gaia
242) Cristina Puppis
243) Elvira Corona
244) Luciana Sossi
245) Laura ERizi
246) Francesco Tassi
247) Marco Barbato

--
IO VIVO IN PACE E VOGLIO LA PACE

Per sottoscrivere la petizione:
http://www.petitionspot.com/petitions/outAfghanistan

Lettera al Presidente della REpubbblica; sull'AFghanistan ci ha

Signor Presidente della Repubblica,
sono rimasto molto deluso della sua presa di posizione relativa alla
questione del rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Rispetto la necessità che lei mantenga una posizione bipartisan, ma LEI E'
IL GARANTE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA e dopo il referendum del 25 giugno
ancora di più la Costituzione italiana ha acquistato valore e importanza e
necessita applicazione.
Quindi all'interno della Costituzione esiste un articolo che è il numero
11 che recita:

Art. 11.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli
altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati,
alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la
pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni
internazionali rivolte a tale scopo.

Ora mi dice dove si dice che l'Italia accetta di partecipare ad operazioni
di guerra?
Non c'è scritto da nessuna parte che l'Italia accetta la guerra per
combattere un presunto terrorismo internazionale.
Debbo dedurne che la missione in AFghanistan, comunque denominata o
camuffata, come qualsiasi altra missione in cui viene impegnata la difesa
italiana in armi, violi l'art.11 della Costituzione.
Per questo motivo sono rimasto deluso del suo intervento a sostegno del
nostro intervento in AFghanistan.
A questo scopo le invio per conoscenza l'appello che sto facendo girare
dal 28 giugno e che ha raccolto finora 239 firme e Le chiedo, come chiedo
a tutti quei ministri ed esponenti della maggioranza di avere più rispetto
per chi esprime il principio che l'unica strada per la Pace è la Pace, sa
lo diceva un certo Mohandes K. Gandhi.
Grazie,
Ettore Lomaglio Silvestri

L'atteggiamento che i movimenti pacifisti devono tenere

L'atteggiamento che bisogna tenere di fronte all'operato di questo governo che non ci è amico, anche se è di centrosinistra non è di accondiscendenza e senza diritto di critica, una posizione attenta comunque all'impegno di ritirarsi dall'Iraq, ma che non trasferisce questo moderato ottimismo anche sull'Afghanistan, dove, invece, non vi è alcuna intenzione di ritirarsi. Vi è quella domanda che Nella Ginatempo ha posto in un suo intervento due giorni fa: cosa ce ne facciamo di un governo che è per la guerra? ci serve veramente? possiamo noi accettare le posizioni di un governo che, non
essendoci nemico, ha però un atteggiamento ricattatorio sulle questioni di principio? Il ricatto di D'Alema (ricordate il Kosovo) e quello di Parisi, nonché la presidenza della commissione Difesa data ad un forzitaliota dei valori detto De Gregorio invece che alla nostra compagna Menapace (nomen omen) ci fanno capire quanta voglia ha questo governo di prepararsi alla pace...
Il nostro compito, come movimento pacifista, non è di dire "c'è la
riduzione del danno, va bene così", ma di affermare fermamente la nostra voglia di Pace. Altrimenti, se nemmeno noi siamo fermi nella Pace, pensate chi ci governa...
E poi dobbiamo tutti uniti sostenere chi, come il compagno deputato
Cannavò, ha il coraggio delle proprie idee, perché non si è fatto
inquinare dalla becera logica "della responsabilità di governo".

Ettore Lomaglio Silvestri
presidente Associazione culturale Sconfiggiamo la mafia
Rete 28 Aprile
promotore dell'Appello Via dall'Afghanistan

Il cambiamento

La mia opinione è che per dare una speranza di futuro al paese debba essere cambiata la politica, la classe politica, lo stile della politica. Mai si agirà nell'interesse dell'Italia se a guidarla saranno dei pregiudicati, mai si agirà nell'interesse degli afghani se a decidere saranno persone cui è continuamente permesso mentire. Allo stesso modo, non si salverà l'ambiente, la nostra economia, il nostro lavoro, fintanto che gli interessi di partito avranno largo gioco negli ambienti di potere. Impuntarsi sul ritiro dall'Afghanistan può avere senso quando la politica italiana sia sana e ognuno esponga onestamente la propria posizione, ma così non è. Lottare per il ritiro, col rischio di far cadere il governo, vuol dire perdere la possibilità di provare ad incidere radicalmente sulla politica. Per questo credo ci si possa tappare il naso, ancora un volta, sperando sia l'ultima, ma con l'intenzione di concentrare il proprio severo impegno sulle istituzioni, sull'onestà di chi ricopre gli incarichi, sulla probità dei politici, sull'efficienza del sistema amministrativo, non mafioso, non colluso.
Potrà suonare un discorso idealista, ma mi dica Lei se riscontra moralità nella politica, se l'obiettivo dei partiti è il bene della società oppure qualcos'altro. E mi dica anche se l'unica cosa che può indirizzare lo sviluppo della società, dell'umanità, non è la politica. E allora, per questa volta ancora sopportiamo la guerra, e cerchiamo di sfruttare l'occasione per rendere la politica un po' meno fetente!
In caso contrario, noi avremo rispettato uno dei nostri valori, il pacifismo... ma in Afghanistan ci si resterà comunque e le cose andranno avanti come sono sempre andate.

Ma è normale?

Ma è normale che molti consiglino di votare SI per non far cadere il governo, invece di esprimersi a favore del NO per rifiutarsi di far morire della gente?
Ma è normale?
Ma nessuno si domanda "se fossi io là"?
Io non vedo nessuna utilità UMANITARIA, SOCIALE, CRISTIANA, BUDDISTA, MAOISTA, TAOISTA o ALIENA, che induca ad un rifinanziamento!
Non abbiamo più nemmeno la pessima ed aberrante scusante che il prezzo del petrolio diminuisca controllando i paesi del medioriente.

www.orchestrazione.it

Cara Franca, la mia stima

Cara Franca, la mia stima per te è immensa, quanto la gratitudine per la serietà con cui affronti il mandato popolare. Nella difficile scelta che ti si presenta credo che sia più meritorio, per quanto non facile, far prevalere l'etica della responsabilità sulla più appagante etica della convinzione. Responsabilità rispetto alle conseguenze pratiche (e, come tali, politiche) di un voto negativo. L'unico elemento certo è che la caduta del governo è l'ultima cosa che potrà giovare alla causa afgana. Mentre una coalizione coesa e stabile potrà farsi carico delle posizioni più avanzate. Nel quadro di una sintesi politica che deve fare delle identità e delle differenze un elemento di ricchezza, attraverso una sintesi responsabile. Ogni espressione politico-culturale della coalizione deve essere pronta a far valere le sue ragioni, ma ancor più ad accettare quelle degli altri e a rispettare la linea mediana che ne scaturisce. La questione afgana è tremendamente seria e il tuo travaglio di coscienza davvero onorevole (qui l'appellativo torna in pieno ad occupare il suo significato). Ma su questa e, soprattutto, su questioni meno assolutizzanti l'elettorato dell'Unione, per quanto fedele alla propria sub-fazione, non capirà mai il prevalere dello spirito frazionista o, ancora peggio, dei narcisismi ideologici di frangia. Non è certo il tuo caso, ma ti chiediamo di contribuire alla persuasione dei tanti cultori dell'orticello personale, mentre la terra comune rischia di bruciare. Mi riferisco alle sortite di Mastella, come a quelle di Diliberto. La legge elettorale nefasta del Polo ci ha obbligato a votare un partito. Ma noi, in cuor nostro, abbiamo votato una coalizione. Davvero con tutto il cuore. E con tutto il cervello che abbiamo. Grazie ancora di tutto. E un grande augurio di buon lavoro

Luca

Missione Afghanistan

Una missione sotto il comando della NATO (e quindi degli Stati Uniti) poco si presta a essere interpretata come missione di pace (tra l'altro in Afghanistan non si era già arrivati ad una riappacificazione dopo aver eliminato i talebani?).
Intanto sarebbe utile che venisse fatta una analisi di cosa e come si è agito in questo paese dalla sua "liberazione" ad oggi.
Chi detiene il potere effettivo oggi? gli interventi chi hanno aiutato ed in che modo gli afghani si sentono in un paese "pacificato"? In che misura gli stanziamenti passati sono stati rivolti alle forze militari e quanto è stato il contributo per la popolazione?
Proviamo a ridefinire, in piena autonomia, cosa e come si deve sviluppare un intervento per la pace e in aiuto, quindi con impegni mirati e definiti con gli afghani, della popolazione.
Forse troppo semplicisticamente io credo che la qualità di un intervento è definibile dal rapporto tra i costi per effettuare l'intervento e gli stanziamenti effettivamente destinati all'aiuto. In Irak dove il rapporto era di uno (per la popolazione) a cento (per il mantenimento dell'esercito) non può essere considerato un intervento per la pace e pèer la libertà.

Forse una soluzione ci sarebbe

... votate SI ...
e poi mettete tutte le vostre forze per mobilitare il popolo italiano.

Dichiaratelo quando votate. Dichiarate che siete convinti che la maggior parte degli italiani è contrario alla guerra e che il governo si sbaglia. Credo che 8 senatori possano muovere un bel po di gente.

Informazione, appelli, preparate una grande manifestazione specifica:
AIUTIAMO IL POPOLO AFGANO (E ITALIANO) A VIVERE IN PACE, PRIMO PASSO: RITIRIAMO LE TRUPPE.
chiedete aiuto a tutti, TV, Radio e PAPI compresi,
fate in modo che da ogni regione parta un treno speciale a basso costo
fate in modo che a Roma ritorni numeroso il popolo della PACE.

... forse sogno, forse la maggior parte degli italiani non è contraria alla guerra ...
Se pensa sia così, signora Rame, faccia il suo (duro) lavoro, e voti comunque SI.

Questo significa "rappresentare"

Ciao Franca. Superflui i ringraziamenti, in questa sede, per il tuo impegno di sempre; e anche per non esserti tirata indietro in occasione delle ultime elezioni. Proprio come dici tu nel tuo appello, tu, voi, siete lì per rappresentare chi vi ha votato; e credo tu sappia benissimo che chi ha votato te, quantomeno la maggior parte di coloro che l'ha fatto, fa parte di quel popolo Pacifista SENZA SE E SENZA MA. Io francamente non so, davvero, cosa sia peggio: se un governo berlusconi bis o se un governo prodi che si comporta praticamente come il precedente ma spacciando il suo operato come "popolare" e di sinistra..... votare per finanziare una guerra non è atto di sinistra, è un alto tradimento (per dirla, appunto, in termini militari) verso gli elettori e le elettrici: sii coerente, con te stessa e con noi, non tradirci. PACE, sara.

e' durissima!!

oddio e' durissima!
essere pratici o idealisti? Cara Franca, ma c'e' un'altra strada? Io idealmente voterei no, ma con la consapevolezza che non si risolve il problema. Certo, si da' un segnale forte, ma se poi cade il governo? Se l'alternativa sono nuove elezioni e il possibile rientro di un governo di destra, no per favore, no.
Ma franchina, ma te che stai lassu' (mi sembra di parlare alla madonna) ma non lo vedi un altro sistema, un' altra strada per raggiungere un cambiamento? Ma questa cavolo di coalizione, ma come funziona? Ma bisogna proprio arrivare ai ferri corti prima ancora di iniziare?
Io vivo all'estero, guarda che vivere con il signor Giorgio Cespuglio al governo, che fa e disfa, e' un incubo che non finisce mai e va sempre peggio.
Se la priorita' e' cambiare le cose, se vedi che c'e' una possibilita' a media distanza di cambiare le cose, vota si.
Ma se vedi che i signori della politica, non hanno nessuna intenzione di avviare un cambiamento di rotta, allora vota no.
In politica forse bisogna essere realisti e meno idealisti. Cercare la migliore soluzione possibile e tirare la coperta quanto piu' si puo'.
Putroppo a pensare che bisogna farla finita di spadroneggiare a giro per il mondo non siamo la maggioranza (forse con un'informazione diversa...) e se si chiude la porta ai compromessi non si porta a casa nulla. Si rimane in Afghanistan e ci si prepara per una vacanza in Iran.
Se si vota no, tanto vale stare all'opposizione, rimanere idealisti, ma non cambiare mai un tubo.
Pero', se tu vedi che non c'e' possibilita' per un cambiamento, che questa coalizione non e' disponibile a trattare, allora si va a casa.

E se dici che voti no e costringete il governo a chiedere il voto di fiducia? Potrebbe essere un sistema per chiedere ai partiti di scendere dal piedistallo e venire a compromessi...

Insomma, franca, cerca la strada piu' efficente, vota come credi, ma cerca il sistema che a lungo termine sia in grado di cambiare le cose.

In bocca al lupo e comunque vada ti vogliamo bene

Io sono con Piero Ricca

Io la penso come Piero Ricca:

http://www.pieroricca.org/2006/07/03/i-fantastici-otto/

Cordialmente,
- Luca Pasqualotto

http://lucapasqualotto.135.it/

Votare no ai ricatti

Gent. ma Franca Rame,
Credo opportuno votare no a questa missione: i nostri soldati sono al servizio delle nostre industrie.
Non credo possibile ricattare parlamentari dicendo o cambiate idea o tornate a casa. Anch'io sono iscritto all'IdV, ma non penso di dover sottostare a tutto quello che ci propinano: ho un cervello e penso di doverlo usare.
Grazie per lo spazio concesso.
N. B: nessuna intenzione di offendere qualcuno

Atto di coraggio

Io penso che la risposta tu ce l'abbia già nella tua testa, e forse anche nel tuo cuore.
Io, come semplice iscritto ad Italia dei Valori, penso che siano due le cose da fare; dare l'Ok al rifinanziamento della missione per i prossimi sei mesi, per rispetto di chi ci ha consentito di governare questo Paese, senza esercitare ricatti nei confronti di alcuno.
Una volta approvato il decreto, subito dal giorno dopo, lavorare il più assiduamente possibile per far sì che questi siano gli ultimi 6 mesi di questa assurda guerra, che la nostra "Costituzione" ripudia, che la nostra gente non vuole.
Un caro ed affettuoso saluto.

Paolo Valdo
Resp Internet
Italia dei Valori di Verona
http://www.veronadeivalori.org

No.

Basta fingere di non vedere,basta compromessi sporchi di sangue innocente,basta nascondersi dietro un dito.
Non è una missione di pace.

Siamo burattini,gli USA muovono i fili e noi balliamo.

Basta.

E' ora di riportare a casa quei ragazzi.

Cara Franca

Cara Franca, Visti i motivi, io voterei NO, non si può annullare se stessi a "comando", la paura è la crisi di Governo? Se ci deve essere ci sarà comunque... e poi ogni parlamentare per costituzione deve votare secondo il suo sentire e il suo pensare, fallo liberamente.

Un Caro Saluto
L'Anomalo

http://crazymike.splinder.com/

Dipende...

Come votare? I casi sono 2: il governo pone la fiducia, oppure no.

Nel primo caso bisogna lavorare (se si è ancora in tempo) sul testo per modificarlo a favore di un ritiro dall'Afganitan, ad esempio rifinanziamento si ma con meno uomini... Se non si è più in tempo, allora ok, si vota a favore. In ogni caso si apre una discussione in questa maggioranza per capire cosa si vuole fare: Prodi (rappresentante della maggioranza) decida se vuole avallare il gioco degli Stati Uniti e se si dica perchè. Poi chi ci sta ci sta, chi no esce. Se non vuole avallarlo allora prepari i piani per il prossimo anno per il ritiro. Ma questo lo deve dire apertamente assieme a tutto quello che sta succedendo li.

Se non c'e' la fiducia, si vota No prima e poi si chiede ufficialmente all ONU di riprendere il controllo in Afganistan. Se l'Onu riprende il controllo e la missione è di pace si può restare, ma dopo, solo dopo che ci sono fatti concreti da parte dell'ONU.

Il male minore

Gent.ma Senatrice,
apprezzo molto la sua decisione di chiedere un parere su una questione così importante.
Sicuramente non sarà una decisione facile da prendere. Mi sento in dovere di esprimere la mia opinione perchè sono convinto che dobbiamo sentirci tutti responsabili di ciò che stà accadendo.
Come lei ha giustamente ricordato: la sua carica "richiede grande correttezza e responsabilità". Quindi bisogna valutare entrambe le possibilità con molta attenzione considerando le conseguenze.

Il mio parere è:

Votando NO, al 99% passerebbe la linea del governo appoggiata da qualcuno dell'opposizione e le truppe non verrebbero ritirate; si rischierebbe una crisi di governo e, se nella peggiore delle ipotesi, dovessimo tornare alle urne, il centro-destra potrebbe tornare al governo e le truppe non verrebbero ritirate per almeno 5 anni.

Votando SI, le truppe non verrebbero ritirate ma si potrebbe ottenere qualcosa in cambio e il governo resterebbe in piedi.

Non sono un esperto ma se condivide questa analisi penso sia meglio scegliere il male minore.
Inoltre DS e Margherita non hanno mai nascosto di essere a favore della missione in Afganistan. A cosa serve entrare a far parte di una coalizione se poi ogniuno vuol fare di testa propria?
La situazione è difficile e, come lei, spero che le truppe rientrino il più presto possibile. Però penso che non possiamo permetterci il lusso di riandare alle elezioni senza aver fatto prima una buona legge sul conflitto di interessi e una buona legge elettorale (come minimo).

Mi piacerebbe sapere se condivide la mia opinione.
Non si scoraggi, sono sicuro che saprà prendere la giusta decisione.

g.

Minore per chi?

Ho già commentato più sotto sul mio punto di vista, il problema però è capire se non andare contro alla massa dei SI è davvero il male minore, anzi la vera domanda è: per chi è il male minore?
Ora i nostri soldati in pratica sono delle truppe ausiliarie dell'esercito americano e il nostro governo, anche se non lo confermerà mai esplicitamente, desidera una fettina di torta da questa/e guerra/e.
Io ribadisco che c'è gente che muore perchè domani sera possa mangiarmi tranquillamente una pizza, guardando la partita dell'italia in un qualche posto con la parabola sky.
E io per rispetto a questi esseri umani che non avranno più occasioni, per come stanno ora le cose, desidererei che Franca votasse NO.

www.orchestrazione.it

Chiarimento

Probabilmente non mi sono spiegato,
se fosse dipeso da me le truppe non sarebbero andate nè in Iraq nè in Afganistan. Se votando No le truppe rientrassero in Italia non avrei dubbi. Condivido pienamente il tuo punto di vista. Il mio dubbio è: votando No usciremo prima dalla guerra?... o potremmo restarci per più tempo?
Mi pare che vogliamo raggiungere lo stesso fine. Volevo solo un parere sul mio punto di vista. Se la mia analisi è esatta penso che votando SI avremo qualche possibilità che venga programmato un ritiro delle truppe. Se è sbagliata è meglio votare No.

g.

Uscita

Caro g
secondo me se si votasse NO e quindi non passasse il rifinanziamento della missione.. si tornerebbe a casa.
Ergo il NO farebbe finire la nostra "avventura di pace".


I can't understand why people are frightened of new ideas. I'm frightened of the old ones.
"Io non riesco a capire perchè la gente è spaventata dalle nuove idee. Io lo sono da quelle vecchie."
John Cage (1912 - 1992)

Cara Franca, finalmente!!!

Cara Franca, finalmente!!! sono lieta che Tu, componente del Senato, ma anche donna politica coerente, abbia portato all'attenzione questo tema spinoso, dopo che gli 8 "dissidenti" sono stati tacciati praticamente di tutto.
L'equilibrio della maggioranza di governo sul voto, che non si vuole giustamente rischiare di spezzare, non deve cozzare con le aspirazioni di pace espresse in tutti questi anni in tante manifestazioni del popolo italiano.
Chiamiamo le cose con il loro vero nome!
Credo che alla fine, con il "rientro" pilotato delle posizioni del PdCI, l'equilibrio sarà salvo anche senza l'aiutino dell'UDC, ma l'importante è che di questi temi si dibatta e parecchio, e non ci si nasconda come gli struzzi.
Un caro saluto

Rifinanziare una battuta di caccia...!

Siamo pacifisti, ma anche persone responsabili! Tuonano a tutta pagina i giornali di sinistra. Come si fa a non rifinanziare una missione di pace come Enduring Freedom? Alla fine prevarrà il buon senso...

Ciò che ha fatto Franca con la sua lettera appello pubblicata sul Corriere della Sera prima, e sul blog ora, è una grande operazione verità. Quanto dovrebbero fare i giornalisti della carta stampata e delle telivisioni, invece di sciorinare parole d'ordine ordinate da altri e raccontare raffiche di palle da far bere a reti unificate...

Sapere come stanno le cose in Afghanistan, cosa ci stanno a fare i nostri soldati, quanti soldi si spendono per mantenerli dall'altra parte del mondo, quali interessi ci siano dietro la falsa bandiera della missione di pace, è fondamentale per farsi un'opinione e scegliere cosa fare (come per Franca) o cosa pensare (i tanti cittadini pacifisti e non).

Qunado penso a che fatica facciamo, noi amministratori locali ogni giorno a far quadrare i bilanci e a dare risposte sempre più esigenti ai cittadini nei servizi sociali, culturali, ambientali, che per noi cento euro possono fare la differenza per la buona riuscita o meno di un progetto, e poi vengo a sapere che in quattro anni lo Stato ha speso qualcosa come seicento milioni di euro per andare a uccidere e farsi uccidere, nella più grossa battuta di caccia ai fantasmi della storia dell'umanità (Bin Laden...), monta una rabbia e una delusione che, al posto di Franca, mi spingerebbe senza dubbio a votare no. Senza appello!

In ogni caso capisco Franca e ti ringrazio, perché almeno ci parli dei tuoi dubbi e dei tuoi pensieri alla vigilia di un voto non facile. Questo fa di te un'anomalia immensa inserita come un virus benefico tra i meandri del Palazzo.

Un abbraccio,
Marco Boschini - Comuni Virtuosi
www.marcoboschini.it

Analisi politica

Io da uomo di strada mi permetto due ragionamenti in croce.
Tenuto conto quello che è stato scritto...e quello che so.. delle "missioni di pace" (eufemismo che indica.. mercatodiproduttoridiarmi).. al posto di Franca voterei NO.
Sono stati traditi i valori già dal sen. De Gregorio nella storia della commissione difesa..
Adesso vogliamo seguire i princìpi una volta tanto?
Se una cosa è ingiusta non la si vota punto!
Scusa Franca.. ma sono nauseato dalle tonnellate di parole che cercano di giustificare tonnellate di bombe che cadono.. intelligenti o meno.. io penso solo se sotto quelle bombe ci fosse mia figlia... chi glielo va a spiegare ad un paio d'occhi di bambino che le bombe servono per .. la pace...
No...
NO..
NO!
Se il governo non è in grado di vivere per un NO.. allora non merita di vivere.
Non voglio sangue sulle mie mani.. non c'è giustificazione sufficente....
Grazie per aver voluto esternare i tuoi dubbi...
Beppe


I can't understand why people are frightened of new ideas. I'm frightened of the old ones.
"Io non riesco a capire perchè la gente è spaventata dalle nuove idee. Io lo sono da quelle vecchie."
John Cage (1912 - 1992)

QUOTO! un saluto

QUOTO! un saluto

rifinanziamento in Afghanistan

Cara Franca Rame, mi son permessa di riportare la tua lettera sul mio blog,(con rimando al tuo sito) in modo da far conoscere ulteriormente cosa sia in ballo in Afghanistan. Sono contro questo finanziamento e trovo che quegli otto senatori ( ora a quanto pare sette) oramai pericolosissimi per il governo siano gli unici davvero coerenti con gli ideali che storicamente appartengono alla Sinistra, o che almeno, dovrebbero appartenerle. Meno male che in Parlamento ci sei anche tu...un caro saluto

cristina (www.draculia.ilcannocchiale.it)

Come mai così pochio

Come mai così pochio commenti..mi pare strano..esiste un forum equivalente sul sito del corriere?

C'e' fiducia e FIDUCIA.

Gent.le Sig.ra Rame,
sono una sua elettrice e stamattina ho letto la sua lettera sul Corriere. La ringrazio per aver chiesto la nostra opinione (magari alla maggior parte dei parlamentari importasse!).
Ammetto la mia ignoranza sulle regole del Parlamento, ma di sicuro non mi piace che si utilizzi la fiducia come ricatto della coalizione, come accaduto spesso col governo Berlusconi.
Dalla lettera mi sembra chiaro il suo punto di vista. Purtroppo, pero', la politica non e' il regno degli idealismi ma dei compromessi e credo che questo, piu' di tutto, le crei disagio. Cos'e' peggio: finanziare un esercito in un paese martoriato o rischiare che l'Italia ricada in mano a quei partitacci che per 5 anni l'hanno offesa?
Qualsiasi cosa decida, Sig.ra Rame, sappia che ha la mia totale stima e FIDUCIA (quella vera).
Grazie. Non si scoraggi e vada avanti!
M.

Complimenti.Inform-azione.La sinistra deve incidere

Appena ho letto il suo appello sul Corriere ho sentito il bisogno di scrivere come mai mi era successo da quando mi interesso di politica.
Sono un giovane di sinistra, moderato diciamo, non schierato a priori, che qualche paura se l'è vissuta sulla sua pelle riamnendo 3 giorni a Genova a portare la propria voce e testimoniando poi(ma che da allora ha qualche problema con gli slogan di una certa sinistra sinistra).
Complimenti sen. Rame.Lei ha dato con un piccolo gesto un grande esempio a tutti quei parlamentari che strillano i loro proclami e aut aut per racimolare briciole di consenso.Costoro oramai coltivano populisticamente il loro orto evitando bene di di incappare nella necessaria complessità di argomentazioni e processi necessari auna reale soluzione dei problemi.
Il mondo è complesso.Non è bianco o nero e non si fa nulla semplicemente puntando i piedi.
Lei ora è al governo eppure ci ha esposto il quadro di quello che credo sia la situazione sociale,politica e militare in cui operano i nostri militari.
Lei ha fatto INFORMAZIONE.Una cosa che nel quadro dei media, ma anche per volontà di una certa politica manca in Italia.
Sono sicuro della difficoltà e i patemi con cui si appresta ad affrontare questo voto.Ma le dico una cosa. La nostra sinistra ha bisogno di porsi degli obiettivi, delle priorità, dilavorare per gradi, di mettere le fondamenta per i prossimi 5 anni .Ora che si è al governo bisogna fare in modo di restarci, restarci mantenendo una dialettica, restarci per ricostruire l'Italia e gli italiani, restarci per ricotruire un nostro spazio, restarci per incidere, restarci affinchè il nostro 50% degli elettori diventi 51, 56, 60 etc.
Regalando di nuovo il governo al centro o alla destra, ci condanneremmo a rimanere marginali e senza responsabilità in eterno.
Anche io sono pacifista, ma sono ultaconvinto che un gettate le armi unilaterale non renderà automaticamente il mondo più bello o buono.Un'esercito in questo mondo è necessario e forse, forse,forse, il nostro esercito opera in modo leggermente diverso dagli altri (non gli uomini, che possono avere pregi e difetti a seconda.)e se così non è saremo noi di sinistra a farcelo diventare.Il mondo è complesso e non è certo in mano ad anime belle.
Quindi anche in una situazione come quella di questo voto a cosa deve pensare la sinistra. A darsi il tempo e il fiato per cotruire i propri spazi di manovra e consenso nel paese, anche con qualche mal di pancia.Ci serve tempo, più dell'ultma volta, e ragionevolezza. Ci serve tempo per spiegare cosa è successo e succede in Italia e nel mondo mentre alla tv pubblica e privata si parlava solo di Albano.Perchè non ho mai visto la faccia dei nostri soldati in Iraq se non da morti.Il servizio pubblico deve ritornare ad essere una guida. a fare giornalismo.E' impossibile avere un quadro, un report giornalistico dalla rai che non sia una semplice velina? Ci serve tempo per svegliare gli italiani dal torpore in cui vivono e diventare coscenti di qello che succede attorno e non solo dello specchio deformato che passa dalla attuale televisione. Con un italia più coscente non ci sarà più bisogno di strepiti populisti da una parte e dall'altra.
Continui a LAVORARE così Sen. Rame, continui a far vedere come si LAVORA (agli altri parlamentari ugualmente stipendiati) per migliorare e incidere sui processi decisionali del paese.

In fede
Stefano Vergari

ESERCITO O POLIZIA ESTERA?

Gent. ma Sen. Franca Rame,
Capisco il suo dubbio rigurdante il rifinanziomento dalla missione in Afganistan (non mi sto a dilungare sulle motivazioni). Io credo, doveroso rifinanziare una diversa missione. Mi spiego: Non credo sia più possibile concepire guerre per accaparrarsi risorse, non credo sia più possibile mandare i nostri eserciti per preparare il terreno alle nostre industrie, queste cose sono vecchie, almeno, di 400 anni ( era la politica estera di Elisabetta I). Credo, però, che i nostri soldati possano fare molto al servizio delle popolazioni colpite dalla guerra o meno agiate. Credo che possano aiutare, anche loro, a portare ricchezza, opportunità lavorative e equidistribuzione delle risorse. Ma per far questo, devono essere al servizio dei popoli e non delle nostre industrie o dei nostri interessi economici. Concludendo le chiedo, di votare no al rifinanziamento di questa missione. Si potrà finanziare un'altra missione in cui i nostri soldati siano esclusivamente al servizio dei popoli ( in Iraq ed in Afganistan)?

no alla guerra, senza se e senza ma

l'equivicinanza del centro sinistra, molto molto sinistra, poco di sinistra

Franca Rame voterà si alla guerra con il sangue agli occhi ed infatti gli occhi degli afgani sono pieni di sangue (ottimo il suo rifeimento al sangue);
Pietro Ingrao voterebbe si alla guerra e non abbiamo dubbi, ci ricordiamo quando votò si all'espulsione di Pintor, Rossanda dal PCI (se lui non vota è meglio, non fa danni).
Agli altri che hanno tutti questi finti mal di pancia (Menapace, Gagliardi ecc) ricordiamo che una guerra è una guerra, non ci sono mediazioni possibili (uno stupro è uno stupro): o si sta con la vittima o con lo stupratore.
Io credo che sia giusto stare dalla parte dei libanesi, dei palestinesi, degli iracheni, insomma di chi resiste.
Ed infine voglio dire a Magdi Allam che attaccare i militari in Afganistan, Iraq, Libano non solo non è terrorismo, non solo è leggittimo, ma è la sola cosa giusta da fare.
Ogni democratico, ogni uomo o donna di sinistra, ogni rivoluzionario deve appoggiare la resistenza contro il colonialismo, contro chi vuole depredare le ricchezze altrui.
Partecipare ad una guerra è sempre da fascisti, si può fare ma di questo si tratta!!!